Luca Annunziata

WiFi libero, emendamento in extremis

Il relatore deposita un testo modificato. Che sembra decisamente migliore del precedente. Resta da vedere se la nuova formulazione reggerà la prova in aula alla Camera e in Senato

Roma - La buona notizia arriva solo in serata: l'on. Boccia, relatore del Decreto del Fare alla Camera, ha depositato un testo per la discussione in aula che recepisce di fatto le osservazioni e le critiche piovute sul provvedimento. Un buon passo in avanti, anche se visto com'è andata al WiFi in Italia fino a questo punto occorrerà restare con le antenne drizzate per captare ogni segnale negativo.

Nel testo depositato, dunque, ci sono le modifiche invocate da Quintarelli (Scelta Civica) e dall'on. Marco Meloni (PD) che ieri aveva affidato alle agenzie le sue dichiarazioni: "La liberalizzazione del WiFi in Italia andrà avanti (...) abbiamo richiesto ai relatori del provvedimento di presentare un nuovo emendamento, che affermi il principio della libertà di accesso in modo chiaro e inequivocabile". L'intera maggioranza al Governo si era espressa in modo critico sulla formulazione uscita dalla commissione, ed evidentemente la pressione esercitata ha sortito i suoi effetti.




Sparisce il comma 2, quello relativo al trattamento dei dati, poichè il comma 1 è formulato come segue:
1. L'offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite tecnologia WIFI non richiede l'identificazione personale degli utilizzatori. Quando l'offerta di accesso non costituisce l'attività commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l'articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, e l'articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni

In altre parole, bar, ristoranti e alberghi, tutte le attività che offrono il wireless come servizio accessorio ai propri clienti non dovranno più preoccuparsi di tutta una serie di obblighi burocratici e di tenere traccia di chi usa il WiFi nei loro locali. Inoltre, Quintarelli segnala che con questo testo dovrebbe essere decaduto l'obbligo di rivolgersi a un installatore per l'allacciamento dei dispositivi alla Rete. In questo modo, cessati i lacci imposti dal decreto Pisanu e chiarita la questione del rispetto del Codice delle Comunicazioni, si potrebbe finalmente parlare di WiFi libero anche in Italia. Non resta che sperare che il passaggio alla Camera e quello al Senato non complichino nuovamente le cose.

Luca Annunziata
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