Marco Calamari

Cassandra Crossing/ AGCOM: sconfitta travestita da vittoria

di M. Calamari - Non ci sono le disconnessioni per i singoli che violano il diritto d'autore, ma non Ŕ il caso festeggiare. C'Ŕ la censura, innescata per rendere inaccessibile certi contenuti

Roma - "Il Diavolo sta nei dettagli" è un antico detto, che talvolta viene enunciato anche come "è nei dettagli che il Diavolo nasconde la sua coda". Questo detto si applica perfettamente alla situazione che il più volte annunciato ed ora reso pubblico "Schema di regolamento per la tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica" prevede, se letto alla ricerca del suo significato vero, non di quello che si vorrebbe che dicesse.

In effetti esso esclude l'uso del distacco (incostituzionale) della connessione alla Rete come arma da opporre agli ancora "presunti" (perché non condannati in un regolare processo) internauti che accedano a "pretesi" (perché non ancora valutati da regolari indagini di Polizia Giudiziaria) "contenuti illegali". Poiché di questa pratica punitiva si è parlato per anni, prima in Francia e negli Stati Uniti, forse i nostri legislatori l'hanno presa sul serio, e forse i cittadini italiani delle Rete si sono veramente spaventati.
Senza un valido motivo però. Hanno infatti trascurato diversi punti fondamentali.

Primo. In qualunque formulazione, in un paese a costituzione democratica, una HADOPI è un mostro giuridico, che nega un diritto fondamentale sulla base di esigenze di privati. Solo l'esistenza di lobby fortissime e di legislatori disinformati, disposti a tutto e privi del senso del ridicolo può far nascere proposte del genere.
Secondo. Dal punto di vista tecnico solo l'esistenza di un controllo pervasivo permette di attuare questo tipo di leggi... ma può darsi che molti dei promotori dei vari HADOPI, del Datagate conoscessero già l'esistenza.

Terzo. Proprio in Francia la proposta di legge si è ripetutamente arenata e poi schiantata contro ostacoli legislativi insuperabili, e negli Stati Uniti è rimasta al livello di contratti capestro tra alcuni provider ed i loro utenti (i meno battaglieri).
AGCOM taglia quindi il traguardo della ragionevolezza (solo apparente, come vedremo) a corsa terminata, quando lo striscione è già stato tolto.

L'assenza di un sistema HADOPI nella bozza AGCOM allora è una vittoria? No, perché era comunque destinata prima o poi all'inefficacia.
Allora è una mezza vittoria perché comunque è stata scoraggiata dall'azione dei cittadini? Ma non scherziamo!
Quelli che hanno aperto la bocca sono i soliti 4 gatti, quasi tutti che scrivono su Punto Informatico, più qualche politico istrione che della Rete parla solo quando c'è un'argomento di moda.
Il popolo della Rete dei Balocchi italiana poi si è limitato a maree di tweet che non cambiano certo, checchè se ne dica, le questioni economiche e geopolitiche.

Ok, d'accordo, non è stata una vittoria. Ma perché definirla "sconfitta"?
Anche questo è semplice da spiegare, perché il Re è nudo da tempo, e chiunque voglia lo può vedere, sommando 2+2 a mente, posto che sappia farlo senza usare una app.
Perché in Italia il reale controllo all'accesso dei contenuti lo si realizza da anni, come in Cina ed in Siria, con la sovversione ed il filtraggio imposti da una legge dello Stato della parte di Rete italiana.

A nessuno dei 24 lettori di Cassandra, e nemmeno a nessuno che abbia mai letto di questioni della Rete, può infatti sfuggire il fatto che un piccolo Datagate è da anni legge in Italia.
Un Datagate dove non vengono memorizzati i dati delle persone, ma viene deciso a priori, anche solo in base di una denuncia per diffamazione o gli interessi di una lobby, quali contenuti gli Italiani (che non usino Tor) possono vedere e quali no.
Sui dizionari questo si chiama in un modo solo: "Censura".

Senza tutele legali. Senza controlli indipendenti. Nelle mani di un esecutivo che nomina Autorità che si controllano da sole. Nella totale indifferenza di una classe politica. Con la totale inazione delle tante organizzazionucole che in Italia si ergono a paladini della Rete quando si deve rilasciare un'intervista e poi ripiombano nel sonno o nella routine di iniziative per nulla incisive, inutili ed inefficaci.

La bozza AGCOM prevede una "proporzionale" escalation di mezzi per rimuovere i contenuti.
Ma se i contenuti, come sempre accade, non sono in territorio italiano, non c'è un percorso di escalation. Si può solo far scattare la censura. Perché in Italia, come in Cina ed in altri paesi ben poco democratici la Rete è sovvertita e censurata da anni.

Ed è questo che, neppure troppo tra le righe, c'è scritto nella tanto osannata bozza, che somiglia tanto ad una "danse macabre".
Ed è così che muoiono le democrazie. Tra gli applausi. Gli applausi di chi non capisce.

Marco Calamari
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168 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ AGCOM: sconfitta travestita da vittoria
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  • I cambi di DNS li ho fatti per un problema di velocità: già siamo gli ultimi in europa, eccetto la turchia (ma considerarla europa è un pò tirato per i capelli)
    ci manca solo la lentezza dei DNS del provider.
    Poi, sorpresa: alcuni contenuti "irraggiungibili nel tuo paese" si sono aperti, e comincio a scoprire cos' è la rete libera, e NON è quella italiana.
    non+autenticato
  • provate anche voi; tutti gli ip della sua classe sono raggiungibili, ma all'ip di isohunt i pacchetti vengono instradati verso un pewrcorso morto.
    provider: Alice/telecom
    non+autenticato
  • - Scritto da: fred
    > provate anche voi; tutti gli ip della sua classe
    > sono raggiungibili, ma all'ip di isohunt i
    > pacchetti vengono instradati verso un pewrcorso
    > morto.
    > provider: Alice/telecom

    Da Fastweb funziona, comunque se un sito non va segui questa guida e risolverai:
    http://tinyurl.com/nocensura
  • Per verificare se un sito è stato reso irraggiungibile dal tuo provider, o se invece è giù per problemi tecnici suoi, puoi usare questo:

    http://www.downforeveryoneorjustme.com/

    Prima di pensare alla censura, è bene ricordare che a volte i server si bloccano, o vengono fermati per la manutenzione.
    non+autenticato
  • No no, se ci accedo usando Tor come proxy funziona perfettamente;
    ho provato un traceroute ma fa un percorso anomalo attraverso una serie di indirizzi ip 10.x e poi i pacchetti vanno persi;
    Allora sono risalito al network a cui appartiene e ad esaminare il route per le altre macchine che hanno indirizzi ip adiacenti e li' il percorso appare regolare, solo l'ip 208.95.173.130 del server isohunt ha questo route sballato.

    Ultimo minuto: isohunt.com bloccato ip attuali e futuri con ordinanza del 2013-07-29 Tribunale di Milano (GIP)
    non+autenticato
  • - Scritto da: fred
    > No no, se ci accedo usando Tor come proxy
    > funziona
    > perfettamente;
    > ho provato un traceroute ma fa un percorso
    > anomalo attraverso una serie di indirizzi ip 10.x
    > e poi i pacchetti vanno
    > persi;
    > Allora sono risalito al network a cui appartiene
    > e ad esaminare il route per le altre macchine che
    > hanno indirizzi ip adiacenti e li' il percorso
    > appare regolare, solo l'ip 208.95.173.130 del
    > server isohunt ha questo route
    > sballato.
    passerà dai server della gdf, sai per segnarsi il nome dell'ip che ci sta provandoA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: fred
    > > No no, se ci accedo usando Tor come proxy
    > > funziona
    > > perfettamente;
    > > ho provato un traceroute ma fa un percorso
    > > anomalo attraverso una serie di indirizzi ip
    > 10.x
    > > e poi i pacchetti vanno
    > > persi;
    > > Allora sono risalito al network a cui
    > appartiene
    > > e ad esaminare il route per le altre
    > macchine
    > che
    > > hanno indirizzi ip adiacenti e li' il
    > percorso
    > > appare regolare, solo l'ip 208.95.173.130 del
    > > server isohunt ha questo route
    > > sballato.
    > passerà dai server della gdf, sai per segnarsi il
    > nome dell'ip che ci sta provando
    >A bocca aperta

    A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta
    non+autenticato
  • Per me ieri sera tutto ok.
  • "Primo. In qualunque formulazione, in un paese a costituzione democratica"

    Democrazia ? Oggi la democrazia viene vista come un'ostacolo ai poteri forti,quindi va ridimensionata,pian piano e sileziosamente ci riescono.
    In Italia poi negli ultimi tempi è solo di facciata e ed è farcita di niente.

    La pirateria ci sarà sempre,è passato troppo tempo e ormai è diventata un'abitudine ben consolidata tra gli utenti. Manovre all'HADOPI si sono dimostrate inutili (secondo gli inventori doveva essere una mazzata tremenda ai dowloader...). L'unico modo per combatterla è fare concorrenza all'illegalità con prezzi più bassi e accessibili.
    non+autenticato
  • (sperando che Marco legga il mio commento e che la redazione non lo cassi)

    Caro Marco, leggo sempre con molto interesse i tuoi articoli e in generale tutti quelli che su PI parlano di censure o di mantenimento forzato dello status quo da parte delle lobby dei contenuti, che, né più né meno di certi signorotti medioevali che si arroccano nel loro fortino pretendendo di comandare, non hanno chiaro né che i signorotti sono stati spodestati dal popolo che si è da tempo stufato di dargli da mangiare senza ricevere nulla in cambio (perché ciò che i signorotti concedono è aria fritta), né che, nemmeno volendo, certe paventate misure tecnologiche possano avere una anche minima efficacia.
    Tu vedi il bicchiere mezzo vuoto, e cioè che grazie a queste misure ci saranno più censure.
    Rispetto il tuo punto di vista, condividendo le conclusioni, ma non mi fermo qui e riesco a vedere un lato positivo. Ovviamente la censura è sbagliata, lo è sempre a prescindere, ma la storia ci insegna che il proibizionismo non funziona quando si tocca sul personale, quando c'è una domanda ci sarà sempre chi farà in modo di ottenerla e la gente si rivolgerà a lui.
    Senza arrivare a parlare dell'alcool a Chicago, o, in tempi più recenti, della prostituzione o della droga, e senza voler in questa sede esprimere il mio parere personale su questi temi di cui probabilmente non frega niente a nessuno, rimane che una persona che è interessata a qualcosa, cercherà sempre di ottenerla, con il miglior compromesso tra costi e fatica.
    Si vedano i tanti che scommettono sui siti online esteri, che hanno quote decisamente più convenienti di quelle presenti sui siti approvati dall'AAMS, e non si sono certo fatti fermare dalla censura ma si sono informati e oggi, grazie ad un semplice cambio di DNS, riescono tranquillamente a scommettere (e vincere moneta sonante, se la scommessa è giusta).
    E stiamo parlando di una passione (le scommesse online) che comunque ha un costo.

    Nel nostro caso, invece, il costo (del download) è zero, e la fatica (di cambiare un dns) è talmente poca da essere di fatto zero anche lei.
    Nel caso delle scommesse, chi era interessato ad accedere a quei siti ha imparato come fare e lo ha fatto, in barba all'AAMS e a chi voleva impedirglielo. Nel caso dei siti che ospitano anche (non dimentichiamolo) materiale che si presume in violazione del copyright, la base di utenza interessata è enormemente più ampia. Oggi il passaparola su internet, grazie ai forum, alle chat, ai social network, ha una portata enorme e una cosa di pubblico dominio, specie se spiegata con guide semplici e alla portata di tutti, diventa di portata pubblica. La creazione del megafirewall cinese, per esempio, ha indotto tutti quelli che volevano accedere alla vera informazione ad informarsi, ed adoperare soluzioni (TOR è solo una delle tante possibili) per superarlo. E stiamo parlando, nel caso del firewall cinese, di un'infrastruttura complessa, in mano a un governo che ha molte più risorse, sia economiche sia tecnologiche, rispetto al nostro.
    Tu stesso hai pubblicato in passato delle "lezioni di guida" per freenet e tor che ho molto apprezzato, io ho pubblicato la famosa guida per accedere ai siti bloccati ( http://tinyurl.com/nocensura ).
    In poche parole, io vedo questa come un' opportunità : ovviamente non mi riferisco ai produttori di contenuti o alla loro filiera, della cui sorte, com'è noto, non me ne può fregare di meno, ma parlo dell'opportunità per il popolo italiano della rete, che non è così ignorante o stupido come può apparire a prima vista, di imparare che le censure, qualunque esse siano, qualunque sia il motivo e qualunque sia la tecnica adoperata, non possono, e non saranno, accettate dalla popolazione, che impara a bypassarle, esattamente come fanno i cinesi "dissidenti" (io dico "liberi").
    Insomma, io credo che questo provvedimento dell'AGCOM, sulla carta come hai giustamente detto tu una censura, di fatto diventi un boomerang sia per lo stesso sistema censorio italiano, sia, soprattutto, per i produttori di contenuti. Perché anche noi, come gli americani, tante vlte diciamo "Not in my backyard": basti pensare alle proteste contro gli inceneritori, o (prima degli ultimi referendum) contro il nucleare. Insomma, il popolo non accetta che vengano limitate le SUE libertà: finché si tratta degli "altri" (quelli che i governanti hanno chiamato terroristi, criminali, pedopornografi, spacciatori e altro) il popolo non partecipa alle proteste (a differenza di te e me, che difendiamo la libertà della rete a prescindere).
    Ma l'accesso a contenuti più o meno protetti da copyright (senza contare che la censura opera indiscriminatamente anche verso contenuti che protetti da copyright non lo sono affatto) è una cosa ormai culturalmente radicata nella cultura italiano: "hai internet = scarichi gratis tutto" è un assioma entrato nel DNA dell'internauta italiano, e questo, caro Marco, è il boomerang di cui parlavo. Gli italiani accettano tutto, ma solo se nel cortile degli altri. Se invece qualcuno vuole impedire loro di fare quello che ormai è un'abitudine consolidata, ecco che l'italiano si ribella. L'abbiamo visto con gli inceneritori. Nessuno scenderà in piazza contro questo provvedimento dell'agcom: semplicemente tutti impareranno a fregarsene della censura, magari leggendo anche le tue e le mie guide.
    Questo, a fronte di un solo risvolto negativo (e cioè che il Paese non è più democratico com'era fino a ieri) ha numerosi risvolti positivi, e rende la gente meno controllabile e la rete, paradossalmente, più libera. Perché questo significherebbe anche l'aumento degli hidden services, e in generale l'aumento della banda di TOR o di Freenet o di I2P, che comunque, da persona che li tiene attivi 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno, posso garantire tutti che è notevolmente aumentata.
    Inoltre, e concludo, le parole dell'AGCOM, nella persona del suo presidente Cardani ( http://punto-informatico.it/3853093/PI/News/agcom-... : Cardani ha ribadito la necessità di "tagliare l'erba sotto i piedi di coloro che scaricano illegalmente, non perseguendoli come teme qualche parlamentare. Non abbiamo intenzione di mandare a casa di nessuno la polizia postale." ) hanno di fatto dichiarato eliminato il controllo su chi non fa scopo di lucro, riportando tutto ad una situazione precedente alla legge Urbani e di fatto rendendo non punibile non solo chi scarica (come già ribadito sulla RAI dalla Polizia Postale: http://youtube.com/watch?v=IaZ37YRGaos&t=5m10s ) ma anche chi condivide, se non c'è scopo di lucro ("Non abbiamo intenzione di mandare a casa di nessuno la polizia postale").
    Quindi, caro Marco, non sono d'accordo. Ma tra un po' di tempo vedremo come si sarà evoluta la situazione: dovremo aspettare i primi grandi siti censurati. Quando succederà, tempo un mese e poi, sono certo, mi darai ragione.
    Luco
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > Nel caso delle scommesse, chi era interessato ad
    > accedere a quei siti ha imparato come fare e lo
    > ha fatto, in barba all'AAMS e a chi voleva
    > impedirglielo.
    Grandissimo paese il nostro: quando c'è da aggirare le leggi non ci batte nessunoA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > Nel caso delle scommesse, chi era
    > interessato
    > ad
    > > accedere a quei siti ha imparato come fare e
    > lo
    > > ha fatto, in barba all'AAMS e a chi voleva
    > > impedirglielo.
    > Grandissimo paese il nostro: quando c'è da
    > aggirare le leggi non ci batte nessuno
    >A bocca aperta

    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > Nel caso delle scommesse, chi era
    > interessato
    > ad
    > > accedere a quei siti ha imparato come fare e
    > lo
    > > ha fatto, in barba all'AAMS e a chi voleva
    > > impedirglielo.
    > Grandissimo paese il nostro: quando c'è da
    > aggirare le leggi non ci batte nessuno
    >A bocca aperta

    Guarda che abbiamo dei begli esempi proprio in chi sta al vertice, eh, e lì non si parla di andare a scommettere dove è vietato Occhiolino
    Izio01
    2562
  • Il problema è che le leggi sono formulate in modo che possano essere aggirate ... e non è un caso ...
    non+autenticato
  • L'AGCOM, non ha detto: "fate in maniera che le protezioni siano facili da aggirare per sempre". Il rischio è che siano facili da aggirare adesso per far passare la legge, poi visto che la legge sarà accettata e la protezione non sarà efficace perché con l'APP si cambiano i DNS, un giudice chiederà ( a ragione) che si importino dall'IRAN la deep packet inspection, e pure i loro consulenti Occhiolino
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 29 luglio 2013 16.32
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    Modificato dall' autore il 29 luglio 2013 16.32
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  • - Scritto da: TuttoaSaldo
    > L'AGCOM, non ha detto: "fate in maniera che le
    > protezioni siano facili da aggirare per sempre".
    > Il rischio è che siano facili da aggirare adesso
    > per far passare la legge, poi visto che la legge
    > sarà accettata e la protezione non sarà efficace
    > perché con l'APP si cambiano i DNS, un giudice
    > chiederà ( a ragione) che si importino dall'IRAN
    > la deep packet inspection, e pure i loro
    > consulenti
    > Occhiolino
    L'importante è credere di essere furbiA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: TuttoaSaldo
    > > L'AGCOM, non ha detto: "fate in maniera che
    > le
    > > protezioni siano facili da aggirare per
    > sempre".
    > > Il rischio è che siano facili da aggirare
    > adesso
    > > per far passare la legge, poi visto che la
    > legge
    > > sarà accettata e la protezione non sarà
    > efficace
    > > perché con l'APP si cambiano i DNS, un
    > giudice
    > > chiederà ( a ragione) che si importino
    > dall'IRAN
    > > la deep packet inspection, e pure i loro
    > > consulenti
    > > Occhiolino
    > L'importante è credere di essere furbiA bocca aperta


    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: TuttoaSaldo
    > un giudice
    > chiederà ( a ragione) che si importino dall'IRAN
    > la deep packet inspection, e pure i loro consulenti

    1) guarda che l'italia è uno dei maggiori esportatori di tecnologie di sorveglianza/controllo/repressione... e iran e siria sono tra i nostri migliori clienti...

    2) tu dici "a ragione£... io invece dico: UN PAR DE PALLE


    > Occhiolino
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    > Modificato dall' autore il 29 luglio 2013 16.32
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    > Modificato dall' autore il 29 luglio 2013 16.32
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    non+autenticato
  • - Scritto da: TuttoaSaldo
    > L'AGCOM, non ha detto: "fate in maniera che le
    > protezioni siano facili da aggirare per sempre".
    > Il rischio è che siano facili da aggirare adesso
    > per far passare la legge, poi visto che la legge
    > sarà accettata e la protezione non sarà efficace
    > perché con l'APP si cambiano i DNS, un giudice
    > chiederà ( a ragione) che si importino dall'IRAN
    > la deep packet inspection, e pure i loro
    > consulenti
    > Occhiolino

    Meglio, a quel punto prenderà FINALMENTE piede l'uso stabile dei p2p crittati.
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