Alfonso Maruccia

FBI, missione hacker

L'agenzia statunitense impiega strumenti di sorveglianza su computer e cellulari da anni. E non basta mai: ora i federali vogliono convincere gli ISP a installare un software di sorveglianza

Roma - Anche se non sembra avere particolare rilevanza nell'ambito dello scandalo Datagate rispetto al "protagonismo" della onnipresente NSA, anche l'FBI non manca di usare tattiche da hacker, cracker o addirittura malware-writer e cyber-criminali quando si tratta di spiare, ascoltare e penetrare all'interno dei sistemi informatici e dei gadget mobile dei sospettati.

Stando a quanto sostiene un ex-agente investigativo dell'agenzia, infatti, il bureau statunitense fa ricorso a mezzi ad alta sofisticazione tecnologica quando i metodi più tradizionali falliscono: l'FBI impiega spyware, backdoor e malware per infettare PC e smartphone, spiega la fonte anonima, ed è persino in grado di attivare da remoto i microfoni dei gadget Android o dei PC senza che l'utente si accorga di nulla.

Le azioni di cyber-indagine messe in atto dall'FBI rappresentano una pratica in forze da anni, decenni, spiega l'ex-agente: in molti frangenti si tratta di software malevolo "fatto in casa", ma non mancano le occasioni in cui l'agenzia si sia rivolta a soggetti e prodotti terzi come nel caso del famigerato tool di spionaggio FinSpy/FinFisher prodotto dalla società tedesca Gamma Group International.
Lo svantaggio principale dell'approccio proattivo alle cyber-indagini, naturalmente, è che il controllo di un dispositivo da remoto necessita che tale dispositivo - sia esso un gadget mobile o un computer propriamente detto - venga prima infettato dal codice predisposto allo scopo. Usare vulnerabilità non ancora note al grande pubblico per raggiungere l'obiettivo ovviamente aiuta.

Ma come lo scandalo Datagate e le continue rivelazioni di Edward Snowden insegnano, quando si tratta di spionaggio e intercettazioni le agenzie USA a tre lettere non ne hanno mai abbastanza: una ulteriore fonte giornalistica consultata da CNET svela un software "port reader" sviluppato dalla FBI, un componente in grado di tenere sotto controllo i network di comunicazione della cui installazione il bureau vorrebbe convincere i provider Internet a stelle e strisce.

Alfonso Maruccia
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16 Commenti alla Notizia FBI, missione hacker
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  • capito perche' obama salva il sederino di Apple?
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • scusate tanto, ma nessuno si è posto la domanda da un milione di dollari?

    queste operazioni non sono ancora ben codificate dalla procedura penale ( cioè nessuna Corte si è espressa sulla loro legittimità ), ovvero un bravo avvocato si appella alla modalità di raccolta delle prove ( l'hacking ), si oppone ad essa e fa annullare un processo perchè le prove sono state raccolte illegalmente

    a questo punto o FBI e soci hanno ormai talmente tanto potere, per cui avvocati e leggi non valgono più niente, oppure giocano a fare i grandi detective senza però raggiungere risultati reali ( mi ricorda una certe Tangentopoli, che portò alla condanna di meno dell'1% dei rei )
    non+autenticato
  • > ( mi ricorda una certe Tangentopoli, che
    > portò alla condanna di meno dell'1% dei rei
    > )

    Ah però! Se è vero che si stima che i condannati per mani pulite, solo per il filone milanese e solo fino all'anno 2000, sono stati 1408, a te sarebbe piaciuto vedere in carcere almeno 140 800 persone. Dovevano costruire tre carceri solo per la classe politica e imprenditoriale corrotta.
    Senso della misura, questo sconosciuto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alberto Solfrini
    > > ( mi ricorda una certe Tangentopoli, che
    > > portò alla condanna di meno dell'1% dei rei
    > > )
    >
    > Ah però! Se è vero che si stima che i condannati
    > per mani pulite, solo per il filone milanese e
    > solo fino all'anno 2000, sono stati 1408, a te
    > sarebbe piaciuto vedere in carcere almeno
    > 140 800 persone. Dovevano costruire tre
    > carceri solo per la classe politica e
    > imprenditoriale
    > corrotta.
    > Senso della misura, questo sconosciuto...

    lui parla di condanna, almeno arresti domiciliari...mi fermo qui perchè di tengentopoli non conosco i numeri...
    non+autenticato
  • > > Ah però! Se è vero che si stima che i condannati
    > > per mani pulite, solo per il filone milanese e
    > > solo fino all'anno 2000, sono stati 1408, a te
    > > sarebbe piaciuto vedere in carcere almeno
    > > 140 800 persone. Dovevano costruire tre
    > > carceri solo per la classe politica e
    > > imprenditoriale
    > > corrotta.
    > > Senso della misura, questo sconosciuto...
    >
    > lui parla di condanna, almeno arresti
    > domiciliari...mi fermo qui perchè di tengentopoli
    > non conosco i
    > numeri...

    Nel periodo in cui fiorì tangentopoli (1992-1996) non c'era la possibilità di scontare la pena agli arresti domiciliari, a meno di gravi problemi di salute. O scattava la condizionale, o, quando la pena era definitiva, si aprivano le porte del carcere.
    non+autenticato
  • stai confondendo alla grande condanna e custodia cautelare

    e meno male che parli di senso della misura

    leggi leggi http://notizie.virgilio.it/politica/mani-pulite-20...

    500 condannati scarsi, di cui probabilmente nemmeno la metà è andata in galera ( i politici hanno il cuore fragile )

    alla fin fine non sarà l'1% ( e certo non intendevo letteralmente ) ma nemmeno 1/10 è andato in galera
    non+autenticato
  • > stai confondendo alla grande condanna e custodia
    > cautelare

    Io?!? Caso mai le confondi tu.

    > e meno male che parli di senso della misura

    E dovrei insistere di più, visto che il concetto non ti è entrato ancora in testa.


    > leggi leggi
    > http://notizie.virgilio.it/politica/mani-pulite-20

    Grazie, ho fonti, come dire, più affidabili. Non giuste, ahimè, una contabilità non l'ha tenuta nessuno. Solo, più credibili.


    > 500 condannati scarsi, di cui probabilmente
    > nemmeno la metà è andata in galera ( i politici
    > hanno il cuore fragile
    > )

    I condannati sono stati 1408, e comprende politici, imprenditori e complici. Probabilmente la tua cifra di 500 è ritagliata solo sulle persone famose.
    Fonte:
    http://archiviostorico.corriere.it/2000/febbraio/1...


    > alla fin fine non sarà l'1% ( e certo non
    > intendevo letteralmente )

    Ah, adesso non era letteralmente. Al commento precedente non ci avrei giurato.


    > ma nemmeno 1/10 è
    > andato in
    > galera

    Tu hai scritto: "mi ricorda una certe Tangentopoli, che portò alla condanna di meno dell'1% dei rei". Quindi non parlavi della percentuale dei carcerati, ma della percentuale dei condannati sul totale dei colpevoli.

    La storia delle carceri da costruire era una provocazione: se davvero meriterebbero la condanna 140 800 persone, anche stimando che un quarto andrà in prigione, e il resto usufruirà della condizionale, significa mandare dietro le sbarre qualcosa come 35 000 persone nel giro dei pochi anni in cui fiorì tangentopoli. Le carceri della provincia di Milano non bastano.Deluso
    non+autenticato
  • - Scritto da: io sono leggenda
    > lui parla di condanna, almeno arresti
    > domiciliari...

    Una condanna significa che l'imputato è giudicato colpevole. Quale sia poi la pena non c'entra, è sempre un condannato.

    > mi fermo qui perchè di tengentopoli
    > non conosco i numeri...

    Te li ha detti lui, i numeri.

    Ti pare che affermare che avrebbero dovuto condannare 140.000 persone sia una cifra realistica?
    non+autenticato
  • con pane e volpe.

    l'FBI impiega spyware, backdoor e malware per infettare PC e smartphone, spiega la fonte anonima, ed è persino in grado di attivare da remoto i microfoni dei gadget Android o dei PC senza che l'utente si accorga di nulla.

    Tutte cose che le può fare chiunque, l'ultimo numero del microfono l'hanno tolto anche dai numeri da circo. Googlando ci sono decini di siti che ti vendono software che ti permettono di farlo per controllare i propri figli. E' questo il motivo che la scelta del telefono deve essere prima di tutto oculata, ovvero ti prendi l'elenco dei telefoni supportati, meglio se non recenti ... tanto per cominciare.

    Comunque tutte queste misure strombazzate ai quattro venti indicano una sola cosa che sono impotenti e mostrano solo i muscoli solo per fare paura, chi è veramennte forte non ha necessità di mostrarlo e fa meno caciara. Con tutte le informazioni che hanno alla fine chiudono le ambasciate a pacchi senza sapere se, come, quando, dove e perchè nello stesso modo di 60 anni fa.
    Per non fare sterile polemica: e cercare invece di avere un atteggiamento meno rompi maroni in giro per il mondo ? ... secondo me potrebbe essere unaa idea. Kennedy fu ucciso perchè non voleva fare guerre, Clinton fu incastrato perchè non voleva fare guerre 8a questo giro sono diventati più furbi ...).
    Sarà forse arrivato il momento di cambiare logica ? Il mondo è cambiato abbastanza...
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123

    > essere unaa idea. Kennedy fu ucciso perchè non
    > voleva fare guerre,

    come no, "Baia dei Porci" e "Vietnam" erano solo gite fuori porta finite male.
    non+autenticato
  • > > essere unaa idea. Kennedy fu ucciso perchè non
    > > voleva fare guerre,
    >
    > come no, "Baia dei Porci" e "Vietnam" erano solo
    > gite fuori porta finite
    > male.

    La guerra del Vietnam cominciò formalmente con l'incidente del golfo del Tonchino, il 12 agosto 1964. Kennedy era già morto da un anno. È assolutamente provato che Kennedy, e già il suo predecessore, inviò truppe e consiglieri militari nel Vietnam del Sud, ma questo dimostra casomai che il coinvolgimento in una guerra vera e propria non lo desiderava. Preferiva appoggiare militarmente uno Stato alleato.

    L'operazione nota come Baia dei porci vide invece l'approvazione di Kennedy. Il piano però non era suo, era stato preparato nei minimi dettagli da Eisenhower, e Kennedy vi apportò alcune modifiche in modo da nascondere l'appoggio del governo Usa nell'operazione. Ovviamente invano, visto che l'operazione fallì, e pure la copertura del coinvolgimento Usa.
    non+autenticato
  • "Now we have a problem making our power credible and Vietnam looks like the place."

    Indovina chi l'ha detto?

    Scusa ma... ce li ha mandati in guerra gli americani si o no?


    Mi chiedo perché c'è tanta solerzia a difendere questo fedifrago.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alberto Solfrini
    > > > essere unaa idea. Kennedy fu ucciso
    > perchè
    > non
    > > > voleva fare guerre,
    > >
    > > come no, "Baia dei Porci" e "Vietnam" erano
    > solo
    > > gite fuori porta finite
    > > male.
    >
    > La guerra del Vietnam cominciò formalmente con
    > l'incidente del golfo del Tonchino, il 12 agosto
    > 1964. Kennedy era già morto da un anno. È
    > assolutamente provato che Kennedy, e già il suo
    > predecessore, inviò truppe e consiglieri militari
    > nel Vietnam del Sud, ma questo dimostra casomai
    > che il coinvolgimento in una guerra vera e
    > propria non lo desiderava.
    "dimostra".....
    In lacrimeIn lacrime
    La logica ... questa sconosciuta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alberto Solfrini

    > La guerra del Vietnam cominciò formalmente con
    > l'incidente del golfo del Tonchino, il 12 agosto
    > 1964.

    La guerra del Vietnam (in inglese Vietnam War, in vietnamita Chiến tranh Việt Nam) fu il conflitto combattuto tra il 1960 (data di costituzione del Fronte di Liberazione Nazionale filo-comunista) e il 30 aprile 1975 (caduta di Saigon[7]), prevalentemente nel territorio del Vietnam del Sud, tra le forze insurrezionali filo-comuniste, sorte in opposizione al governo autoritario filo-americano costituito nel Vietnam del Sud, e le forze governative di questo stato, creato nel 1954 dopo la Conferenza di Ginevra, successiva alla cosiddetta guerra d'Indocina contro l'occupazione coloniale francese (1945-1954).

    Il conflitto, iniziato in realtà fin dalla metà degli anni cinquanta con il primo manifestarsi di un'attività terroristica e di guerriglia in opposizione al governo sudvietnamita, vide il massiccio coinvolgimento diretto degli Stati Uniti d'America che incrementarono progressivamente le loro forze militari in aiuto al governo del Vietnam del Sud, fino a impegnare un enorme complesso di forze terrestri, aeree e navali dal 1965 al 1972, con un massimo di quasi 550 000 soldati nel 1969[8]. La potenza nord-americana non riuscì, nonostante questo spiegamento di forze, a conseguire la vittoria politico-militare, ma subì al contrario pesanti perdite, finendo per abbandonare al suo destino nel 1973 il governo di Saigon. In appoggio alle forze americane parteciparono al conflitto anche contingenti inviati dalla Corea del Sud, dalla Thailandia, dall'Australia, dalla Nuova Zelanda e dalle Filippine.

    Sull'altro versante intervenne direttamente in aiuto delle forze filo-comuniste dell'FLN (definite Viet Cong dalle autorità statunitensi e sudvietnamite) l'esercito regolare del Vietnam del Nord che infiltrò, a partire dal 1964, truppe sempre più numerose nel territorio del Vietnam del Sud, impegnandosi in duri combattimenti contro le forze statunitensi nel corso di offensive culminate nella campagna finale del 1975. Inoltre, la Cina e l'Unione Sovietica appoggiarono il Vietnam del Nord e le forze Viet Cong con continue e massicce forniture di armi e con il loro appoggio politico-diplomatico.

    La guerra del Vietnam non interessò soltanto il territorio del Vietnam del Sud, ma coinvolse progressivamente il Laos (ufficialmente neutrale, ma in realtà oggetto di operazioni belliche segrete statunitensi e di infiltrazioni continue di truppe nord-vietnamite) e la Cambogia, interessata massicciamente da attacchi aerei e terrestri americani (1969-1970) e infine invasa dalle forze nordvietnamite in appoggio alla guerriglia comunista dei Khmer rossi. Anche lo stesso Vietnam del Nord venne ripetutamente colpito da pesanti e continui bombardamenti aerei statunitensi (dal 1964 al 1968 e ancora nel 1972) sferrati per indebolire le capacità militari nordvietnamite e per frantumare la volontà politica del governo di Hanoi di continuare la lotta insurrezionale al sud.

    La guerra ebbe termine il 30 aprile 1975 con la caduta di Saigon, il crollo del governo del Vietnam del Sud e la riunificazione politica di tutto il territorio vietnamita sotto la dirigenza comunista di Hanoi. Gli Stati Uniti subirono la prima vera sconfitta politico-militare della loro storia e dovettero accettare il totale fallimento dei loro obiettivi politici e diplomatici.

    Nella storiografia vietnamita questo conflitto è conosciuto come "guerra americana" (in vietnamita Chiến Tranh Chống Mỹ Cứu Nước, letteralmente "guerra contro gli americani per salvare la nazione"), o anche come Kháng Chiến Chống Mỹ ("guerra di resistenza contro gli americani").
    non+autenticato