Alfonso Maruccia

USA, il BitCoin č valuta legale

Un giudice si pronuncia sull'equiparazione tra dollari e Bitcoin. In una causa su una presunta truffa. Ma non mancano le iniziative commerciali legittime per sfruttare la cripto-moneta

Roma - Chiamato a pronunciarsi su un possibile caso di truffa a base di fondi di investimenti scambiati per Bitcoin, il giudice Amos Mazzant ha stabilito che la cripto-moneta virtuale possiede tutte le caratteristiche per essere considerato come denaro "reale", dunque soggetto alle leggi e ai regolamenti del caso.

BitcoinMazzant si è pronunciato nell'ambito del caso di Bitcoin Savings and Trust (BTCST), un fondo di investimento in Bitcoin creato da Trendon Shavers che fino ad agosto 2012 - periodo della sua chiusura - ha raccolto fondi per 700.000 BTC o 4,5 milioni di dollari.

La Securities and Exchange Commission (SEC) ha accusato Shavers di aver organizzato una truffa modellata su uno schema Ponzi, mentre il fondatore di BTCST si è difeso sostenendo che gli investimenti del fondo non si possono considerare titoli finanziari contrattabili perché Bitcoin non è una forma di denaro.
"Č chiaro che Bitcoin può essere usato come denaro", ha scritto invece il giudice Mazzant, visto che "può essere usato per acquistare beni o servizi" e usato - come sostenuto dallo stesso Shavers - per le spese quotidiane di un individuo. I BTC si possono inoltre scambiare e convertire in monete più tradizionali come dollari, euro e quant'altro, ha stabilito altresì il giudice, dunque Bitcoin "è una moneta o forma di denaro".

Stabilità la validità dei BTC come moneta soggetta alla legge e il diritto del giudice a occuparsi del caso, la questione BTCST entrerà ora nel merito per stabilire la colpevolezza di Shavers e i presunti danni per gli investitori. Per quanto riguarda Bitcoin, poi, il numero di aziende e startup interessate a investire sulla cripto-valuta cresce con la società di scambio indonesiana ArtaBit intenzionata a offrire servizi di invio denaro basati su BTC. Un sorta di alternativa a Western Union, meno onerosa per gli utenti.

Alfonso Maruccia

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17 Commenti alla Notizia USA, il BitCoin č valuta legale
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  • Un fondo di investimento ben fruttifero direi: ora quei 700.000 btc sono passati in un solo anno da 4.5 a 70 milioni di dollari circa. Ci credo che ci hanno fatto una indagineA bocca aperta
    non+autenticato
  • ... di fatto in mano agli utenti e diffusa su scala locale, cosa possono di fatto imporre?
    Basterebbe un "paradiso fiscale" che convertisse la moneta virtuale in moneta reale con buona pace di tutti e arrivederci. Finirebbero per trasformarla nella moneta dei criminali e delinquenti.
    In caso contrario potrebbe divenire la moneta del "baratto" in tutto e per tutto e sarebbe sempre incontrollabile (e, soprattutto per quello che interessa veramente ai governi, non tassabile).
    non+autenticato
  • Intendevo "scala globale".
    Lapsus...
    non+autenticato
  • in realtà i criminali non hanno bisogno di moneta virtuale...
    Hanno tanti soldi reali da ripulre
    non+autenticato
  • - Scritto da: M.R.
    > ... di fatto in mano agli utenti e diffusa su
    > scala locale, cosa possono di fatto
    > imporre?

    Ti informo che anche la banconote cartacee sono denaro virtuale.
    non+autenticato
  • > > ... di fatto in mano agli utenti e diffusa su
    > > scala locale, cosa possono di fatto
    > > imporre?
    >
    > Ti informo che anche la banconote cartacee sono
    > denaro
    > virtuale.

    In che senso? Io ero convinto che avessero un numero di serie univoco, e una forma palpabile che rende impossibile il loro trasferimento attraverso il web.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dino
    > In che senso? Io ero convinto che avessero un
    > numero di serie univoco, e una forma palpabile
    > che rende impossibile il loro trasferimento
    > attraverso il
    > web.

    Quello che intendi tu è il senso che si dà in fisica, non in economia. Le banconote hanno un valore intrinseco che è inferiore al loro valore virtuale. Cioè la carta e l'inchiostro per realizzarle costano meno del valore che gli viene virtualmente attribuito. Al contrario delle monete che invece hanno un valore intrinseco pari a quello estrinseco.
    non+autenticato
  • > > In che senso? Io ero convinto che avessero un
    > > numero di serie univoco, e una forma
    > palpabile
    > > che rende impossibile il loro trasferimento
    > > attraverso il
    > > web.
    >
    > Quello che intendi tu è il senso che si dà in
    > fisica, non in economia.

    Magari sará una notizia deludente, ma i grandi maneggi finanziari più o meno legali con banconote in carta che non viaggiano sulle connessioni ADSL come i BitCoin sono molto più difficili. E di quello si parlava in questo thread.


    >Le banconote hanno un
    > valore intrinseco che è inferiore al loro valore
    > virtuale. Cioè la carta e l'inchiostro per
    > realizzarle costano meno del valore che gli viene
    > virtualmente attribuito. Al contrario delle
    > monete che invece hanno un valore intrinseco pari
    > a quello
    > estrinseco.

    Traduzione di questa frase: torniamo ai baiocchi.

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dino
    > Magari sará una notizia deludente, ma i
    > grandi maneggi finanziari più o meno legali con
    > banconote in carta che non viaggiano sulle
    > connessioni ADSL come i BitCoin sono molto più
    > difficili. E di quello si parlava in questo
    > thread.

    Se ne parlava ma in maniera erronea tirando in ballo la virtualità. Anche gli euro che hai sul conto li puoi spostare con la tua ADSL.
    Comunque ti ho già inquadrato, la conversazione finisce qui.
    non+autenticato
  • > > Magari sará una notizia deludente, ma i
    > > grandi maneggi finanziari più o meno legali
    > con
    > > banconote in carta che non viaggiano sulle
    > > connessioni ADSL come i BitCoin sono molto
    > più
    > > difficili. E di quello si parlava in questo
    > > thread.
    >
    > Se ne parlava ma in maniera erronea tirando in
    > ballo la virtualità. Anche gli euro che hai sul
    > conto li puoi spostare con la tua
    > ADSL.

    Ah, vedo che hai già aggiustato il tiro. Il denaro corrente si può trasformare in byte trasferibili da una parte all'altra del globo attraverso la Rete. E poi si possono riconvertire in denaro corrente, se serve.
    Con le monete da cent di euro e le banconote la cosa è un filino più difficile...

    Anche un librone di 2000 pagine lo posso rendere virtuale convertendolo in PDF e mettendolo sulle reti del P2P. E quindi?

    > Comunque ti ho già inquadrato, la conversazione
    > finisce
    > qui.

    Peccato. Triste
    non+autenticato
  • Che il Bitcoin fosse una moneta è chiaro a chiunque l'abbia usato almeno una volta. Tra l'altro, una moneta con delle caratteristiche uniche e interessantissime.

    Ma fino ad ora "nessuno" (assumendo "nessuno" = non americano) aveva chiarito se il bitcoin fosse, legalmente parlando, una moneta, una commodity, un titolo o altro. C'era gente sicura che qualunque scambio in cui entrassero i bitcoin fossero da considerare baratti, altri che erano sicuri che mai e poi mai le istituzioni si sarebbero espressi sul BTC se non per renderlo illegale...
    non+autenticato
  • - Scritto da: devnull
    > Che il Bitcoin fosse una moneta è chiaro a
    > chiunque l'abbia usato almeno una volta. Tra
    > l'altro, una moneta con delle caratteristiche
    > uniche e interessantissime.

    Mah, non sono tanto convinto. Direi che il giudice l'ha considerata una moneta "di fatto", perché permette di acquistare beni e servizi.
    Tuttavia, una moneta "reale avente corso legale" ha altre caratteristiche, ed in particolare esprime la "potestà" dello Stato che la emette, il quale obbliga "chiunque sotto la sua giurisdizione" ad accettarla a pagamento di beni e servizi che offre.
    Cioè: un pubblico esercente può rifiutare di essere pagato in bitcoin, o con una forma di caciotta.. o tramite un Bancomat, ma non può rifiutare di essere pagato in euro in contanti, se lo fa si chiama la forza pubblica..

    Io credo che prima o poi verrà fuori un gran casino, ed a qualcuno rimarrà il cerino in mano..
    del resto, che gli Stati abbiano "interesse" a metter bocca nella questione, per ragione di "tassare gli scambi", mi pare del tutto logico. Parliamo tanto di lotta all'evasione fiscale, e poi si dovrebbe accettare di poter effettuare "baratti non tassati" a mezzo di questi bitcoin? Mi parrebbe assai strano ed illogico (anche se appare strano ed illogico pure che si vada ad esportare la democrazia in Iraq & co. con guerre costosissime, e poi però si permetta l'esistenza delle Isole Cayman, espugnabili tranquillamente con un paio di aerei ed una pattuglia di rangers...)
    non+autenticato
  • > (anche se
    > appare strano ed illogico pure che si vada ad
    > esportare la democrazia in Iraq & co. con guerre
    > costosissime, e poi però si permetta l'esistenza
    > delle Isole Cayman, espugnabili tranquillamente
    > con un paio di aerei ed una pattuglia di
    > rangers...)

    I paradisi bancari sono molti di più. Impossibile fare la guerra contro tutti. Solo in Europa si parla di Svizzera, Lussemburgo e San Marino. In America, di Panamà. E la lista potrebbe continuare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sebastian
    > > (anche se
    > > appare strano ed illogico pure che si vada ad
    > > esportare la democrazia in Iraq & co. con
    > guerre
    > > costosissime, e poi però si permetta
    > l'esistenza
    > > delle Isole Cayman, espugnabili
    > tranquillamente
    > > con un paio di aerei ed una pattuglia di
    > > rangers...)
    >
    > I paradisi bancari sono molti di più. Impossibile
    > fare la guerra contro tutti. Solo in Europa si
    > parla di Svizzera, Lussemburgo e San Marino. In
    > America, di Panamà. E la lista potrebbe
    > continuare.

    In Iraq ed Afghanistan ci siamo andati.. e che ci avrebbero rimesso la pelle in molti, lo sapevamo (ed anche che avremmo risolto poco..),
    l'unico paradiso fiscale difficilmente attaccabile è la Svizzera (e forse Hong-Kong e Singapore, perché dietro c'è la Cina), gli altri si buttano giù in 2 giorni..
    ovviamente, speriamo di buttarli giù senza bisogno del sangue.. già la Svizzera ha fatto accordi con taluni paesi, no?
    Il mio voleva essere un discorso "per paradosso", e comunque fino ad un certo punto, perché se vedi come funziona, davvero molti paradisi fiscali son pezzetti di terra che non darebbero da mangiare ad una famiglia di contadini (Isole Cayman, ma anche Andorra, Antigua e Barbuda, Gibilterra, Isole Vergini Britanniche, Jersey...)
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2...

    In ogni caso, "basterebbe" (se lo si volesse fare, com'è ovvio) negare la possibilità di operare nel nostro territorio a tutte le società in qualche modo (il modo va definito, ovvio) riconducibili a quei posti "furbetti". E' chiaro che la cosa è impossibile "in toto", e non è detto che sia producente (come quando si mettono dazi, poi gli altri li mettono pure loro, allora io ne metto altri, e così via), però qualcosa di meglio del far-west attuale si può fare. Qualcosa, anzi molto si può fare.
    San Marino qui da noi era un bel pasticcio, ora un po' l'hanno smontata, che io sappia.
    ps - so perfettamente che la maggior parte delle grandi società nostrane hanno, guarda caso, sedi per dire in Lussemburgo.. si capisce quindi che non abbiano grande voglia di interventi in quel senso.. società con sedi "particolari" credo l'abbiano Mediaset, la Fiat, molte banche nostrane.. un po' tutti cercano di evitare le tasse. Anche Amazon, Apple e Google sono in discussione con i loro governi o con quelli esteri
    non+autenticato
  • > > > (anche se
    > > > appare strano ed illogico pure che si vada
    > ad
    > > > esportare la democrazia in Iraq & co. con
    > > guerre
    > > > costosissime, e poi però si permetta
    > > l'esistenza
    > > > delle Isole Cayman, espugnabili
    > > tranquillamente
    > > > con un paio di aerei ed una pattuglia di
    > > > rangers...)
    > >
    > > I paradisi bancari sono molti di più.
    > Impossibile
    > > fare la guerra contro tutti. Solo in Europa si
    > > parla di Svizzera, Lussemburgo e San Marino. In
    > > America, di Panamà. E la lista potrebbe
    > > continuare.
    >
    > In Iraq ed Afghanistan ci siamo andati..

    Allora, in Iraq, a partire dalla guerra del 1990-1991, gli attacchi congiunti UK e Usa non erano mai terminati, malgrado l'avvicendarsi di nuovi presidenti e di nuovi primi ministri. Parlo in particolare dei bombardamenti del dicembre 1998 (e non furono gli unici). L'Iraq era militarmente in ginocchio, e non aveva più Stati amici con cui lamentarsi e fare la vittima.
    I dubbi sulla guerra in Afghanistan permangono, dubbi sull'uso della forza per porre fine ad un sopruso. Che però il sopruso ci fosse non lo nega nessuno, visto la quantità di risoluzioni Onu che sanzionavano il regime talebano di Kabul con inutili embarghi. Mi riferisco in particolare all'ultima risoluzione prima della guerra, la 1363 del 30 luglio 2001.

    Davvero si possono trovare similitudini con la situazione degli Stati (e sono tanti) che mantengono il segreto bancario e l'opacità nelle operazioni finanziarie?


    > l'unico paradiso fiscale difficilmente
    > attaccabile è la Svizzera (e forse Hong-Kong e
    > Singapore, perché dietro c'è la Cina), gli altri
    > si buttano giù in 2
    > giorni..

    Si compromettono troppi equilibri in giro per il mondo, e per di più per un'operazione che con la politica internazionale non c'entra nulla: sono basse questioni tributarie, o di delinquenza comune.

    > In ogni caso, "basterebbe" (se lo si volesse
    > fare, com'è ovvio) negare la possibilità di
    > operare nel nostro territorio a tutte le società
    > in qualche modo (il modo va definito, ovvio)
    > riconducibili a quei posti "furbetti". E' chiaro
    > che la cosa è impossibile "in toto", e non è
    > detto che sia producente (come quando si mettono
    > dazi, poi gli altri li mettono pure loro, allora
    > io ne metto altri, e così via), però qualcosa di
    > meglio del far-west attuale si può fare.
    > Qualcosa, anzi molto si può
    > fare.
    > San Marino qui da noi era un bel pasticcio, ora
    > un po' l'hanno smontata, che io
    > sappia.
    > ps - so perfettamente che la maggior parte delle
    > grandi società nostrane hanno, guarda caso, sedi
    > per dire in Lussemburgo.. si capisce quindi che
    > non abbiano grande voglia di interventi in quel
    > senso.. società con sedi "particolari" credo
    > l'abbiano Mediaset, la Fiat, molte banche
    > nostrane.. un po' tutti cercano di evitare le
    > tasse. Anche Amazon, Apple e Google sono in
    > discussione con i loro governi o con quelli
    > esteri

    Nella vita quotidiana esistono i rimedi peggiori dei mali. E così nelle decisioni politiche. In un mondo liberale e globalizzato è decisamente improbabile che le legislazioni mettano il naso nei posti in cui un imprenditore vuole andare a investire o a mettere la sede legale delle sue attività. Gli si possono mettere i bastoni fra le ruote ponendo tasse speciali, ma nulla di più.
    non+autenticato
  • Dici? Occhiolino
    Ho un amico statunitense che vorrebbe investire a Cuba. Hai qualche consiglio da dargli? A bocca aperta
    Dici che basta pagare una tassa speciale? A bocca aperta
    non+autenticato
  • Cuba secondo me non è un paradiso bancario. Dà alcuni vantaggi, certo, ma io non mi fiderei troppo di un sistema bancario in un regime collettivista come quello cubano.
    Se i cittadini Usa non possono investirci è solo per un embargo che dura dal 1962.
    non+autenticato