massimo mantellini

Contrappunti/ L'obbligo social

di M. Mantellini - Bottoni socializzanti, onnipresenti inviti alla condivisione: non tutto ci˛ che facciamo deve necessariamente essere social. Ammesso che le aziende delle Rete non ce lo impongano

Roma - Se diamo retta ai signori dei social network, la cui missione è da sempre quella di collezionare qualsiasi informazione che ci riguardi in ogni formato possibile, la nostra natura di esseri umani è mutata improvvisamente qualche anno fa quando gli ingegneri del software si sono inventati le piattaforme di rete sociale. In quei giorni - secondo la storia recente del mondo - la tecnologia avrebbe quindi semplicemente disvelato una nostra atavica tendenza che rimaneva sopita sotto la grossolanità dei mezzi di comunicazione precedenti. Se questo fosse vero, se la famosa perorazione di Mark Zuckerberg di qualche anno fa secondo la quale la nostra idea di privacy è definitivamente cambiata ed ora più che occuparci delle nostre cose personali preferiamo condividerle nella maniera più ampia possibile, allora ne dovremmo dedurre che il web 2.0, dai blog in avanti, ha semplicemente risposto ed interpretato un bisogno molto vasto e sotterraneo.
Possiamo sostenere che non sia esattamente così?

Da un lato è sicuramente vero che i SN hanno amplificato a dismisura un mondo di relazioni che noi tutti troviamo in genere soddisfacenti, dall'altro è altrettanto vero che continua ad esistere un confine molto netto fra contenuti pubblici e privati, fra parole che desideriamo condividere ed altre che preferiamo rinchiudere dentro ambiti più limitati. La forzatura di questo confine sembra il modello di business attuale di molte delle principali aziende Internet.

Procede speditamente la twitterizzazione di Facebook attraverso l'adozione di tecnologie come i TT e gli hashtag, mutuati in maniera molto piatta da Twitter, mentre la condivisione, intesa come strumento di accumulazione di dati, ha ormai raggiunto praticamente tutti gli strumenti che tendiamo ad utilizzare in rete.
Si tratta spesso di un'offensiva alla quale è difficile sottrarsi: per esempio le piattaforme di streaming musicale come Deezer o Spotify, che hanno discreto successo in questo periodo, sono densamente popolate di ingombranti bottoni sociali, come se la nostra principale aspirazione quando ascoltiamo un brano del nostro cantante preferito debba essere quella di condividerla col mondo, meglio se in tempo reale su tutti i social network possibili. Invece io, mentre ascolto la musica, assai raramente desidero informarne il prossimo, sono davvero poco interessato alle playlist di band sconosciute proposte da un mio amico di Facebook che in genere non conosco e che probabilmente ha gusti musicali diversissimi dai miei, trovo che la musica possa essere piacevolmente sociale (come lo era ai tempi delle compact cassette qualche decennio fa) ma che il suo minuzioso racconto cronologico non sia davvero sempre necessario.
Ma se c'è un ambito nel quale la condivisione delle informazioni forse raggiunge il minimo storico in termini di interesse questo è quello che riguarda le preferenze di lettura. ╚ una cosa piccolissima ma io trovo molto fastidioso, mentre leggo un ebook su Kindle, trovare le sottolineature di altri che hanno letto quello stesso libro. Non ho avuto voglia di indagare le ragioni per cui ad un certo punto degli estranei hanno iniziato a sottolineare a tradimento parti del saggio che sto leggendo, quello che so per certo è che io non ho mai desiderato nulla del genere e ogni volta che girando pagina trovo quella impercettibile sottolineatura la vivo come una invasione molto netta del mio universo di lettore. Come se un tizio nottetempo si fosse divertito a sottolineare a matita passi di un testo che devo ancora leggere.
Chiedo perdono ad Amazon ma io non voglio essere sociale mentre leggo un libro, vorrei leggermelo in privato, in santa pace, senza che il Mark Zuckerberg di turno venga ad impormi, nell'ultimo firmware del suo software, le meraviglie del social reading o del social listening. Tutta roba che non mi interessa e nei confronti della quale dovrò sprecare minuti preziosi del mio tempo per indagare come poterla deselezionare per sempre. Le rare volte in cui questo sarà possibile.

Essere sociali non è un riflesso automatico, è una prerogativa che ciascuno di noi decide di adottare nelle modalità e nella misura che riterrà, del resto abbiamo sopportato per anni le diapositive dei viaggi dei nostri amici e potremo sopportare anche questo. Il software dovrebbe essere scritto per questo, nel rispetto delle molto differenti individualità. Invece oggi l'obbligo social, al posto di essere una opzione, è una forma di coercizione di massa, forse non troppo rumorosamente imposta, ma assai spesso silenziosamente inserita fra le condizioni irrinunciabili del servizio che stiamo utilizzando.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
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52 Commenti alla Notizia Contrappunti/ L'obbligo social
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  • Mettere tutta la propria vita online è interessante, e chi dice il contrario lo fa chiaramente per essere un originale senza rendersi conto che si rende ridicolo davanti agli occhi di tutta la gente normale come me e tutti quelli che scrivono anche cosa mangiano la mattina e quando vanno al cesso. Magari non scrivono niente perche' fanno l'intellettuale che conoscono la privacy (e quindi non conosco la grammatica) e poi invece se gli fanno la foto perche' vanno oltre il limite con la macchina e' ok. Se la gente non vuole sapere niente di cosa fanno gli altri mi spiegate perche' va su facebook eh? La verita' fa male A VOI CHE NON SIETE SOCIAL!
    non+autenticato
  • Da quando farsi i caSSi degli altri di fronte ad uno schermo é segno di vita sociale? Tu stai delirando!
    non+autenticato
  • Se sei sarcastico (nel tuo commento): rido con te.
    Se sei serio: rido di te.

    A me va bene in entrambi i casi.

    Ma tu... che "urli" a fare?

    PS: Perché hai cassato questo medesimo commento? Non sopporti la critica? E chi sarebbe il non "social" allora?
    non+autenticato
  • ...che qualcuno sottolinei il "tuo" libro sul kindle, allora comprati un libro di carta.

    ...condividere la musica, non farlo.

    Cioé qualcuno ci ha mai obbligato ad aprire un account facebook, twitter o qualcos'altro? O a scrivere un blog? O a leggere sul kindle?

    E allora cosa scriviamo a fare questo articolo/sfogo/considerazione personale? Per far riflettere chi? Forse se stessi. Ma allora perché pubblicarlo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dice ilsaggio
    > E allora cosa scriviamo a fare questo
    > articolo/sfogo/considerazione personale? Per far
    > riflettere chi? Forse se stessi. Ma allora perché
    > pubblicarlo?

    Ciao.
    Trovo particolare una comune e diffusa tendenza di chi* difende l'aspetto social dell'internet moderno, cioè quella tendenza che porta a "difendere/esaltare/esasperare" la condivisione di foto/video/link/stati sociali/posizione geografica etc. ma nello stesso tempo genera una sorta di "irritazione cutanea" verso chi condivide un pensiero/opinione.

    Ho maturato una "mia" teoria (articolata e noiosa e non starò qui ad annoiarti) però sarei interessato alla tua risposta alla tua stessa domanda.

    Comprendo che non cogli il motivo per cui l'articolista pubblica un articolo di opinione come questo ma paradossalmente e ragionando per assurdo (anche perchè non è minimamente lo stesso motivo ed è evidente)
    non potrebbe essere lo stesso motivo che spinge un "altro" a pubblicare una foto sui social?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis

    > Ciao.

    Buongiorno a te.

    > Ho maturato una "mia" teoria (articolata e noiosa
    > e non starò qui ad annoiarti) però sarei
    > interessato alla tua risposta alla tua stessa
    > domanda.

    La tua teoria mi interesserebbe eccome.

    Alla domanda vorrei che rispondesse invece il Mantellini. A che pro? Stavolta o ho il cervello in ferie o proprio l'articolo non ha la capacitß di farmi riflettere. Software invadente? Non usarlo.

    Io posso solo dirti che non ho account facebook, non seguo tweets ma uso internet parecchio e con profitto sia per svago che per studio/ricerca/lavoro/turismo/bollette. Non mi ritengo asociale per nulla, solo condivido ciˇ che faccio e le miei emozioni con la famiglia e gli amici in carne ed ossa (ieri grigliatona con discussione politica inclusa Sorride.

    Non mi sono sentito in "dovere" di annunciare la cosa su facebook, ne' di pubblicare le numerose foto che sono state scattate (non abbiamo "girato" alcun video). E mi piacciono i libri di carta stampata (anche se costano un po' di pi˙ e sono ingombranti).
    Ma forse io ed i miei amici apparteniamo ad un'altra generazione.

    Ovviamente se uno vuole pubblicare la sua vita, libero di farlo. Voglio dire... a che pro usare uno strumento e poi lamentarsene (qui c'é poco da riflettere o opinare: l'hardware é in vendita sottocosto per farne profitto... e parecchio a giudicare dai risultati delle aziende che li vendono!)

    >
    > Comprendo che non cogli il motivo per cui
    > l'articolista pubblica un articolo di opinione
    > come questo [...]
    > non potrebbe essere lo stesso motivo che spinge
    > un "altro" a pubblicare una foto sui
    > social?

    Non lo so. Dovrebbe rispondere l'Autore. Spero che non lo faccia per i soldi e basta. Il che comunque sarebbe una ragione migliore del dire una banalitß come il sw é invadente! Profitto é la risposta.
    Non si puˇ pensare che una nuova autoritß imponga la non invasivitß: pura utopia. Basta non comprare/usare... o lamentarsene invece con il produttore ed eventualmente ragionare sulla risposta (onesta o meno) che casomai si dovesse riceve.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dice ilsaggio
    >
    > Non si puó pensare che una nuova autoritá imponga
    > la non invasivitá: pura utopia. Basta non
    > comprare/usare... o lamentarsene invece con il
    > produttore ed eventualmente ragionare sulla
    > risposta (onesta o meno) che casomai si dovesse
    > riceve.

    Bè, ci sono tanti ambiti in cui la legge interviene per regolamentare ciò che può apparire in un contratto, solitamente quando riconosce una parte forte ed una debole. Tu puoi anche farmi firmare un contratto in cui mi impegno a consegnarti il mio cuore (no, si può equivocare, facciamo i miei due polmoniDeluso) in cambio di 1000 euro, ma la sua validità legale è nulla.
    Naturalmente c'è sempre un margine di arbitrarietà ed è facile che due persone differenti la pensino in maniera diversa riguardo agli ambiti di applicazione di questo tipo di interventi. Ad esempio, io sono contro la legge tedesca che imporrebbe a Google di pagare gli editori per aggregare le loro notizie, e considero legittimo l'escamotage di BigG, che richiede l'adesione ad una politica di rinuncia a questa quota per gli editore che vogliano apparire su google News. Mica detto però che i tedeschi siano d'accordo con me, soprattutto se lavorano per un giornale in difficoltà.
    Nel caso della privacy mi sembra che di sforzi benintenzionati ce ne siano, la materia non è però così semplice e cristallina da affrontare: vietando determinati comportamenti rischi di ledere le libertà di alcuni, mentre dando via libera alle multinazionali getti gli utenti nelle fauci dei lupi. Come dici tu, quegli utenti potrebbero semplicemente rifiutare la tecnologia in toto, ma secondo me i motivi per tentare di mediare gli interessi in gioco ci sono: la società si va evolvendo e trovo molto limitante la necessità di scegliersi schiavo delle major o eremita digitale.
    Nessuna legge risolverà tutti i problemi come per miracolo, se un utente se ne frega di quello che sottoscrive se le va a cercare, ma ad esempio, quando la EULA per un banale programmino è lunga come "Guerra e pace" e il produttore può cambiarla a sua piacimento con principio del silenzio-assenso da parte del cliente, bè, secondo me un minimo di regolamentazione in più ci vorrebbe.
    E' solo un'opinione e non ho soluzioni applicabili in tasca, ma mi premeva fornire uno spunto sul perché si possa essere d'accordo con Mantellini Sorride
    Izio01
    3896
  • Salve.
    Intanto devo precisare che avevo frainteso il tuo intervento.
    L'avevo letta più come una critica "semplicistica" che come un ulteriore spunto di riflessione.
    Come successivamente si è dimostrato.
    E me ne scuso.

    Data per assodata la vicinanza del tuo pensiero al mio sulla questione che poni ossia -è inutile lamentarsi dell'aspetto di _condivisione_radicale_ che la tecnologia sta prendendo visto che con le dovute accortezze ne puoi stare alla larga-

    Credo che l'articolista punti il dito sul concetto di "valore aggiunto" che si attribuisce al "social".

    Ossia: Sembra che oggi sia una peculiarità fondamentale e imprescindibile avere un sfumatura sociale in qualunque aspetto tecnologico, una "features" per usare un termine pubblicitario; quando spesso potrebbe considerarsi una forzatura fastidiosa come le citate sottolineature.

    Credo che non sia spunto di riflessione per te, semplicemente perchè questo concetto è già fortemente maturato nella tua persona e ne consegue che l'unica riflessione che ti produce è: "si ok, e quindi?"

    questo imho.

    - Scritto da: Dice ilsaggio

    > > Ho maturato una "mia" teoria (articolata e
    > noiosa
    > > e non starò qui ad annoiarti) però sarei
    > > interessato alla tua risposta alla tua stessa
    > > domanda.
    >
    > La tua teoria mi interesserebbe eccome.
    >

    Bhè sarebbe davvero complicato riassumere il mio pensiero su un fenomeno in realtà così complesso anche se si basa su ovvi istinti umani in poche righe senza dire solo banalità, poichè sono le sfumare complessive psicologiche che permetto di capire cosa realmente spinge la gente a non percepire il vero motivo dell'attrazione per i social e FB in particolare.

    Purtroppo quando si analizza un fenomeno che si è espanso in maniera così rapida e capillare, bisogna _imho_ tornare ai primordi, perchè l'evoluzione di un prodotto commerciale abbandona rapidamente la sua natura originale appena ha una base di utenti tale da poter capitalizzare.

    Quindi potremmo iniziare sul perchè FB?

    Altri social esistevano prima di FB e altri ne sono nati dopo, ma cosa aveva FB che altri non avevano?

    Quindi perchè FB?

    FB è una struttura sociale troppo studiata _imho_ per poter essere casuale (a prescindere da come i film e i libri sulle sue origini vogliano "renderlo romantico") tra i vari punti evidenti

    A) "Aboliva" l'aslias il nick, cosa che pre-facebook era scontata e fondamentale sui forum/mail/chat
    Tu non sei "Dice ilsaggio" di PI, tu sei TU (scusa il gioco di parole).
    Questo presuppone una costante cura della tua immagine virtuale che ti inghiotte in un meccanismo sociale reale non più virtuale.

    B) La bacheca per come era (è?) strutturata, spezza la gerarchia sociale che esiste nella vita reale.
    In un contesto reale in qualunque gruppo c'è una gerarchia che si manifesta in maniera pratica quando ad esempio parlando in un gruppo guardi una persona, o organizzando qualcosa chiami/interpelli prima chi per te conta di più.
    Con la struttura bacheca si abolisce il rapporto gerarchico per via della contemporaneità dell'arrivo dell'informazione che compaio sulla TUA bacheca (difficilmente percepirai che contemporaneamente è arrivata a altre decine di persone). Il meno figo è chiamato in causa come se fosse tra i più fighi.

    C) Ti dava una scusa, un alibi. Non gli strumenti, l'alibi.
    Tu non sei uno sfigato che cerca amici usando un social network (come tutti gli altri social prima)
    "Mi iscrivo per trovare l'amico sperso da anni" quello che se incontro sua moglie per strada gli dico di salutarmelo ma dimentico di lasciargli il mio cellulare per risentirlo.
    "Mi iscrivo per rimanere in contatto con tutti i miei amici" anche se ho tutte le loro mail, contatti MSN e skype, ma li chiamo ancora a telefono

    mamma quanto ho scrittoSorride
    aspetto tuoi pareriCon la lingua fuori
    per le conclusioni ci aggiorniamoA bocca aperta

    ps
    domanda interessante _imho_ perchè con la diffusione di FB sono "spariti" i blog personali?

    pps
    tutto è una mia personale analisi. perdonate errori e erroracci
    Mi capita di usare "Tu" nei discorsi, è una forma impersonale, un "tu" generico
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis

    > Credo che l'articolista punti il dito sul
    > concetto di "valore aggiunto" che si attribuisce
    > al "social".

    Fai un esempio a proposito del valore aggiunto?
    All'azienda che tiene i dati! Altri valori?

    > "si ok, e quindi?"

    Appunto. Non si va su un social network:
    - serve solo a farsi gli affari degli altri
    - le aziende se li fanno volentieri: ci fanno soldi

    > Bhè sarebbe davvero complicato riassumere il mio
    > pensiero.....

    Dai é una trollollata!

    > Quindi potremmo iniziare sul perchè FB?
    > FB è una struttura sociale troppo studiata.....
    >
    > A) "Aboliva" l'aslias.....
    > Tu non sei "Dice ilsaggio" di PI, tu sei TU
    > (scusa il gioco di
    > parole).

    E io chi sono? E tu? Noi siamo noi anche fuori dal social network. O no?

    > Questo presuppone una costante cura della tua
    > immagine virtuale che ti inghiotte in un
    > meccanismo sociale reale non più
    > virtuale.

    Quindi perché? Perché entrare nel virtuale per ritornare al reale?
    Un inutile passaggio in pi˙. E non mi sento "tagliato fuori" per il fatto che non partecipo.


    > B) La bacheca per come era (è?) strutturata,
    > spezza la gerarchia sociale che esiste nella vita
    > reale.

    Io ad esempio non so nemmeno come é fatto faccialibro...

    > C) Ti dava una scusa, un alibi. Non gli
    > strumenti, l'alibi.

    Questo é un punto interessante. Ma non sufficiente per usare il social (almeno per me).

    > ps
    > domanda interessante _imho_ perchè con la
    > diffusione di FB sono "spariti" i blog
    > personali?

    A mio parere esitono ancora. E qual é lo scopo del blog personale?

    > pps
    > tutto è una mia personale analisi. perdonate
    > errori e
    > erroracci

    Beh, ma siamo ancora su PI???Sorpresa


    > Mi capita di usare "Tu" nei discorsi, è una forma
    > impersonale, un "tu"
    > generico

    Persino gentiluomo.
    O vi state prendendo in giro o ci state prendendo in giro!
    Oppure... c'é ancora qualcuno con il sale in zucca! (Mi avete reso ottimista)
  • - Scritto da: PuntoH

    > Fai un esempio a proposito del valore aggiunto?
    > All'azienda che tiene i dati! Altri valori?

    Ciao. Per l'FB con la I ha un valore di ca. 1 mld di dollaroni!

    >
    > > "si ok, e quindi?"
    >
    > Appunto. Non si va su un social network [...]

    Diciamo che hai un modo di esprimerti molto diretto.
    Tuttavia si. Bisognerebbe evitarlo e mantenere invece relazioni pi˙ concrete.

    > > A) "Aboliva" l'aslias.....
    > E io chi sono? E tu? Noi siamo noi anche fuori
    > dal social network. O no?

    Vero. Condivido.

    > Quindi perché? Perché entrare nel virtuale per
    > ritornare al reale?
    > Un inutile passaggio in pi˙. E non mi sento
    > "tagliato fuori" per il fatto che non partecipo.

    Nemmeno io mi sento tagliato fuori. E, appunto, non partecipo. Spero di riuscire a passare la stessa educazione e cultura ai miei figli.

    > > B) La bacheca per come era (è?) strutturata,
    > > spezza la gerarchia sociale che esiste nella vita
    > > reale.
    >
    > Io ad esempio non so nemmeno come é fatto
    > faccialibro...

    Credo volesse dire altro. Vedi mio post di risposta nel caso.

    > A mio parere esitono ancora (i blog personali, ndr).
    > E qual é lo scopo del blog personale?

    Forse sbaglio, ma il blog é pi˙ orientato a mettere in mostra (ahimé) il proprio pensiero pi˙ che la propria persona (fisica) in un modo virtuale.
    Forse scrivere le proprie idee, aiuta a migliorarle.
    Forse ho capito cosa voleva fare il MantelliniSorpresa

    > > pps
    > > tutto è una mia personale analisi. perdonate
    > > errori e
    > > erroracci
    >
    > Beh, ma siamo ancora su PI???Sorpresa

    :D

    > Persino gentiluomo.
    > O vi state prendendo in giro o ci state prendendo in
    > giro! Oppure... c'é ancora qualcuno con il sale in
    > zucca! (Mi avete reso ottimista)

    La terza che hai detto. Spero...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis

    Buongiorno (se mai oggi passerai di qui)

    > Intanto devo precisare che avevo frainteso il tuo
    > intervento.
    > L'avevo letta più come una critica
    > "semplicistica" che come un ulteriore spunto di
    > riflessione.

    A buon intenditorOcchiolino In realtß la discussione e' interessante, ma il tempo é tiranno. Certo tra tutti gli spunti di riflessione che il buon Mantellini propone, questo suona pi˙ come sfogo personale.
    Ma se questi sono i suoi problemi, allora é un uomo fortunatoOcchiolino

    > [...]è inutile lamentarsi dell'aspetto di
    > _condivisione_radicale_ che la tecnologia sta
    > prendendo visto che con le dovute accortezze ne
    > puoi stare alla larga-

    Esatto.

    > Credo che l'articolista punti il dito sul
    > concetto di "valore aggiunto" che si attribuisce
    > al "social".

    Diciamo al social in rete. Che appunto per definizione non puˇ essere social. FB non ha nulla a che vedere con un gruppo di dicussione, dove sÝ si ha un notevolissimo valore aggiunto, con automoderazione ed esclusione dei disturbatori (da parte degli utenti stessi).
    FB = mettersi in mostra. Margareth Tatcher diceva: Power is like being a lady... if you have to tell people you are, you aren't.

    E molti politici ne fanno le spese, ecco (forse) dove é utile!

    > Ossia: Sembra che oggi sia una peculiarità
    > fondamentale e imprescindibile avere un sfumatura
    > sociale in qualunque aspetto tecnologico, una
    > "features" per usare un termine pubblicitario;

    Marketing appunto. Spiacente che al sottoscritto non interessiA bocca aperta

    > Bhè sarebbe davvero complicato riassumere il mio
    > pensiero [...]

    Io l'ho fatto nel primo post (in effetti é suonato semplicistico) e vedi che ne siamo qui a discutere lo stesso.

    > [...]capire cosa realmente spinge la gente a non
    > percepire il vero motivo dell'attrazione per i
    > social e FB in particolare.

    La curiositß nel farsi gli affari degli altriOcchiolino

    > Quindi perchè FB?
    >
    > FB è una struttura sociale troppo studiata _imho_

    FBI meno I. Non devono nemmeno fare le foto segnaletiche: ce le metti tu!
    Nemmeno profilarti psicologicamente: hanno tutte le indicazioni fornit da te. Soluzione = non avere un account social, ma coltivare care vecchie sane amicizie e simpatie personali. La parola chiave é: personali!

    Non mi va di parlare di cospirazioni. Credo semplicemente che i fenomeni si sviluppino in modo molto naturale e poi qualcuno ci veda un potenziale d'uso e quindi i progetti cambino direzione.

    > A) "Aboliva" l'aslias il nick, cosa che
    > pre-facebook era scontata e fondamentale sui
    > forum/mail/chat

    Qui ha giß risposto puntoH anche se in modo molto "duro", sicuramente efficace!

    >
    > B) La bacheca per come era (è?) strutturata,
    > spezza la gerarchia sociale che esiste nella vita
    > reale.

    E' dimostrato! La gerarchia "sociale" e' insita negli "animali" di Orwell.

    > C) Ti dava una scusa, un alibi. Non gli
    > strumenti, l'alibi.

    Questo é uno spunto fuori dal coro. Interessante.
    Ma credimi, nella mia scala, sono molto pi˙ "amico" tuo di qualsiasi account social.

    > mamma quanto ho scrittoSorride

    A me ha fatto piacere leggerti!

    > aspetto tuoi pareriCon la lingua fuori

    Io ho solo le mie personalissime idee. Se le condivido con te é perché mi stai simpatico!

    > per le conclusioni ci aggiorniamoA bocca aperta

    Ma sicuramente non ci sono conclusioni "assolutiste". Mi piace il Mantellini. Forse ho dormito male e l'articolo mi pare un articolo da "ferie"Sorpresa

    > ps
    > domanda interessante _imho_ perchè con la
    > diffusione di FB sono "spariti" i blog
    > personali?

    Sono 2 oggetti differenti.

    > Mi capita di usare "Tu" nei discorsi, è una forma
    > impersonale, un "tu" generico

    Un "tu" socialSorride
    Da te lo accetto volentieri.
    non+autenticato
  • ma i garanti della privacy hanno studiato(competenze)?

    _ come si comporta il sofware?
    _ cosa e' internet?
    _ come si comportano le corporation a livello di privacy?

    e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della privacy?

    ma che competenze hanno i garanti dellla privacy e su che base vengono scelti?

    siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: yoacchino pastonedda
    > ma i garanti della privacy hanno
    > studiato(competenze)?
    >
    > _ come si comporta il sofware?

    Tutto ?
    O "semplicemente" tutto quello per Android (iOS, Symbian, younameit...) ?
    Tanto per dire, il solo Google Play conta piu' di un milione di applicazioni......

    > _ cosa e' internet?

    Scommetto quello che vuoi che non lo sai nemmeno tu.......

    > _ come si comportano le corporation a livello di
    > privacy?
    >

    News flash: si comportano in base alle leggi dei paesi in cui operano.

    > e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della privacy?
    >

    Niente. Non e' possibile fare "upload" della PRIVACY......

    > ma che competenze hanno i garanti dellla privacy
    > e su che base vengono
    > scelti?
    >
    > siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!

    Magari mi sbaglio, ma avverto un sottile aroma di eau de trollon...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Trollollero

    >
    > Tutto ?
    > O "semplicemente" tutto quello per Android (iOS,
    > Symbian, younameit...)
    > ?
    > Tanto per dire, il solo Google Play conta piu' di
    > un milione di
    > applicazioni......
    un linea/legge guida vale per 10000000000000000000000000 applicazioni
    ci arrivi?
    >
    > > _ cosa e' internet?
    >
    > Scommetto quello che vuoi che non lo sai nemmeno
    > tu.......
    ahhhh ahhhhhh   ahhhhhhhh
    >
    > > _ come si comportano le corporation a
    > livello
    > di
    > > privacy?
    > >
    >
    > News flash: si comportano in base alle leggi dei
    > paesi in cui
    > operano.
    ahhhhhh ahhhhhh ahhhhhhhhh
    >
    > > e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della
    > privacy?
    > >
    >
    > Niente. Non e' possibile fare "upload" della
    > PRIVACY......
    non fare il furbo,hai capito cosa intendo
    >
    > > ma che competenze hanno i garanti dellla
    > privacy
    > > e su che base vengono
    > > scelti?
    > >
    > > siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!
    >
    > Magari mi sbaglio, ma avverto un sottile aroma di
    > eau de trollon...
    >
    non sono un troll
    non+autenticato
  • - Scritto da: yoacchino pastonedda
    > - Scritto da: Trollollero
    >
    > >
    > > Tutto ?
    > > O "semplicemente" tutto quello per Android (iOS,
    > > Symbian, younameit...)
    > > ?
    > > Tanto per dire, il solo Google Play conta piu'
    > di
    > > un milione di
    > > applicazioni......
    > un linea/legge guida vale per
    > 10000000000000000000000000
    > applicazioni
    > ci arrivi?
    > >

    Io si'.
    Tu invece ci arrivi al fatto che il 99% delle volte lo sviluppatore non conosce minimamente le norme di paesi diversi dal suo, e quindi sviluppa di conseguenza ?
    Ammesso e non concesso che si parli di singolo sviluppatore hobbista/dilettante, nel caso si tratti di professionisti stipendiati di queste cose si occupa l'ufficio legale, e se il capo progetto dice di scrivere la tal funzione nel tal modo.....

    > > > _ cosa e' internet?
    > >
    > > Scommetto quello che vuoi che non lo sai nemmeno
    > > tu.......
    > ahhhh ahhhhhh   ahhhhhhhh

    Lo prendo come un no.

    > >
    > > > _ come si comportano le corporation a
    > > livello
    > > di
    > > > privacy?
    > > >
    > >
    > > News flash: si comportano in base alle leggi dei
    > > paesi in cui
    > > operano.
    > ahhhhhh ahhhhhh ahhhhhhhhh

    Non hai capito quello che ho scritto, ovviamente.....

    > >
    > > > e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della
    > > privacy?
    > > >
    > >
    > > Niente. Non e' possibile fare "upload" della
    > > PRIVACY......
    > non fare il furbo,hai capito cosa intendo

    Certo.
    E tu quale parte di "installa un firewall" non hai capito ?

    > >
    > > > ma che competenze hanno i garanti dellla
    > > privacy
    > > > e su che base vengono
    > > > scelti?
    > > >
    > > > siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!
    > >
    > > Magari mi sbaglio, ma avverto un sottile aroma
    > di
    > > eau de trollon...
    > >
    > non sono un troll

    L'aroma si e' appena fatto molto meno sottile....
    non+autenticato
  • mi spieghi per favore cosa mi stai contestando?

    lasciamo da parte firewall,vpn,tor browser,virtual machine,sandbox,ecc ecc
    non+autenticato
  • - Scritto da: yoacchino pastonedda
    > mi spieghi per favore cosa mi stai contestando?
    >
    > lasciamo da parte firewall,vpn,tor
    > browser,virtual machine,sandbox,ecc
    > ecc

    Che hai detto cazzate, sparate a vuoto senza aver ben chiaro il bersaglio.
    Il perche' e' spiegato sopra, punto per punto.
    non+autenticato
  • per favore rispiegamelo.non ci arrivo.
    se non ci arrivo non e' colpa mia.

    spiegalo in modo facile,che possa comprendere
    non+autenticato
  • - Scritto da: yoacchino pastonedda
    > per favore rispiegamelo.non ci arrivo.
    > se non ci arrivo non e' colpa mia.
    >
    > spiegalo in modo facile,che possa comprendere
    Prego.
    Lo sviluppatore NON E' MINIMAMENTE TENUTO A SVILUPPARE IN ACCORDO ALLE LEGGI DI TUTTO IL MONDO, MA SOLO IN BASE ALLA LEGGE DEL PAESE IN CUI OPERA.
    Sta tuttalpiu' al distributore controllare che la singola applicazione (magari perfettamente legale dove viene sviluppata) non venga rilasciata in paesi dove non sia permessa.
    non+autenticato
  • ho capito. non fa' una piega.(mi hai spiegato bene questa cosa)

    pero' il mio discorso era piu' incentrato su come blindare di piu' la privacy
    nei terminali odierni.

    mi sembrano un po' troppo invasivi della privacy.tutto qui.infatti la rom stock
    permette apertura delle conessioni dati alle app in modo unilaterale.(anche giustificate per il funzionamento stesso della app)
    mentre per blindare il telefono bisogna avere i permessi di root.(il noob non fa il root del telefono).lo stesso vale per il PC

    mi sono spiegato un po' male,anche perche' ho diviso in piu' post.
    capisco che e' un argomento delicato e che se uno vuole piu' privacy,se la deve cercare da solo.

    magari con delle linee guida universali (pero' entrano in gioco [come hai detto tu]sviluppatori,corporation,governi,ecc ecc) avremmo piu' controllo della nostra privacy,anche livello software

    si fa' per chiaccherare un po',dell'attualita'.niente di piu'.sicuramente sono anche andato fuori tema.scusa
    non+autenticato
  • - Scritto da: yoacchino pastonedda

    > _ come si comporta il sofware?

    Fa un po' il bricconcello ma basta minacciare di cancellarlo e si rimette in riga.

    > _ cosa e' internet?

    ╚ una serie di tubi.

    > _ come si comportano le corporation a livello di
    > privacy?
    >

    Male, malissimo, anzi peggio.

    > e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della privacy?
    >

    ╚ quando prendi della privacy e la metti da qualche parte nella serie di tubi. Il contrario del DOWNLOAD della privacy, cioè quando togli la privacy dal tubo.
    Dovrebbe essere chiaro a tutti che la privacy ormai non vale un tubo.

    > ma che competenze hanno i garanti dellla privacy
    > e su che base vengono
    > scelti?

    Quello è un altro tubo, non farmi dire di cosa è pieno.

    >
    > siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!

    Soprattutto siamo ai moscerini della medesima.
    non+autenticato
  • le app moderne (tablet/smartphone/nuovi o.s.improntati al cloud ecc ecc)
    dovrebbero essere sottoposte ad una legislazione.

    perche' devo fare il root del telefono per istallare una app che blocchi l'upload delle mie informazioni?

    perche' ogni volta che tappo su una app non mi viene di base un popup che consente/annulla lo scambio dei MIEI DATI?

    ora basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    ci vogliono leggi sulle app e sull'uso consapevole di un terminale(avvertimenti nel software+possibilta' di blocco upload della mia PRIVACY)

    e' una vergogna----->(google,microsoft,apple,samsung,e via scorrendo)
    non+autenticato
  • - Scritto da: yoacchino pastonedda
    > le app moderne (tablet/smartphone/nuovi
    > o.s.improntati al cloud ecc
    > ecc)
    > dovrebbero essere sottoposte ad una legislazione.
    >
    > perche' devo fare il root del telefono per
    > istallare una app che blocchi l'upload delle mie
    > informazioni?
    >

    Puoi comprare un telefono Android e usarlo senza nemmeno un account Google, e senza bisogno di rooting. Per servizi a pagamento, come l'acquisto di programmi, è ovviamente necessario fornire dati reali, ma nessuno ti impedisce di fermarti lì. Puoi usare Firefox, puoi usare chi ti pare al posto di GMail. Che cos'è, esattamente, che richiederebbe il rooting del telefono?

    > perche' ogni volta che tappo su una app non mi
    > viene di base un popup che consente/annulla lo
    > scambio dei MIEI
    > DATI?
    >
    > ora basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    >
    > ci vogliono leggi sulle app e sull'uso
    > consapevole di un terminale(avvertimenti nel
    > software+possibilta' di blocco upload della mia
    > PRIVACY)
    >
    > e' una vergogna----->(google,microsoft,apple,
    > samsung,e via scorrendo)

    Ok, basta che tu non voglia la botte piena e la moglie ubriaca - in altre parole, non rognare se poi ti trovi a dover pagare cifre anche significative per tutta una serie di servizi che oggi sono gratuiti.
    Le leggi esistono già, ma effettivamente oggi spesso hai la scelta tra fornire tutta una serie di tuoi dati personali e il non usare del tutto un certo software, e sono d'accordo sul fatto che spesso si tratti di una non-scelta.
    Probabilmente è possibile migliorare lo scenario odierno, ma questo è uno dei pochi casi in cui mi sembra che i legislatori non stiano dormendo sugli allori ma invece stiano cercando di adeguarsi. Non credo che sia tutto bianco e nero come sembri pensare, né oggi mancano gli avvisi a livello di software di cui parli; chiaro che se un utente non si prende nemmeno la briga di leggere due righe d'informazione, poi ha poco da lamentarsi.
    Quando vedo una pubblicità su GMail, c'è sempre di fianco il link "Why this ad?" che mi permette di informarmi sulla politica di raccolta dati e di revocare il mio consenso, il tutto in parole comprensibili, non in un'EULA da 46 pagine. Ecco, se uno non si prende MAI la briga di leggere qualcosa che esula dal suo interesse immediato, non c'è legge che lo possa salvare.
    Izio01
    3896
  • con i root del telefono o con una rom cucinata puoi installare dei firewall
    per il controllo delle app sullo scambio dati.(in questo momento non lo so se si possono istallare senza i permessi di root,francamente).

    con il telefono stock non si puo' fare.(controllo app sullo scambio dati).

    ma il punto no e' questo.secondo me la privacy non e' garantita.

    poi che lo compro a fare un telefono android se non lo sblocco con un account google?

    vediamo se c'e' qualche speranza sui telefoni nuovi con FIREFOX OS(firefoxphone).

    ma ormai non ho piu' speranza.mozilla implementera' un firewall sulle app?,sul suo nuovo smartphone?
    non+autenticato
  • - Scritto da: yoacchino pastonedda
    > con i root del telefono o con una rom cucinata
    > puoi installare dei
    > firewall
    > per il controllo delle app sullo scambio dati.(in
    > questo momento non lo so se si possono istallare
    > senza i permessi di
    > root,francamente).
    >

    Occhio che un firewall non nasce per questo, ed è limitato per quanto riguarda l'analisi del traffico. Tendenzialmente lui ragiona per indirizzi IP, porte, quel genere di cose.
    Quello che hai anche in un telefono stock è il controllo dei permessi di accesso ai dati; non puoi ad esempio impedire che l'applicazione X acceda ai tuoi contatti, ma ne vieni avvertito al momento dell'installazione, al che sei tu a decidere se installarla oppure no.
    Forse con il rooting puoi concedere dei permessi falsi: la tale applicazione crede di accedere ai tuoi contatti ma in realtà accede ad una rubrica vuota.
    Uhm, in effetti è interessante, devo riguardarmi un po' meglio le varie Privacy Guard disponibili sul Play Store, anche se di fatto tengo sempre d'occhio chi vuole fare cosa con i miei dati.
    Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non altro per provarla. Mi hai fornito un buon input, grazie Sorride

    > con il telefono stock non si puo' fare.(controllo
    > app sullo scambio dati).
    >
    > ma il punto no e' questo.secondo me la privacy
    > non e' garantita.
    >
    > poi che lo compro a fare un telefono android se
    > non lo sblocco con un account
    > google?
    >
    > vediamo se c'e' qualche speranza sui telefoni
    > nuovi con FIREFOX OS(firefoxphone).
    >
    > ma ormai non ho piu' speranza.mozilla
    > implementera' un firewall sulle app?,sul suo
    > nuovo smartphone?
    Izio01
    3896
  • - Scritto da: Izio01
    > Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non altro
    > per provarla. Mi hai fornito un buon input,
    > grazie
    >Sorride
    >

    Come non detto: chi controlla i controllori? Vuole troppi permessi per i miei gusti e leggo in giro pareri contrastanti, non mi fidoTriste
    Izio01
    3896
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: Izio01
    > > Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non
    > altro
    > > per provarla. Mi hai fornito un buon input,
    > > grazie
    > >Sorride
    > >
    >
    > Come non detto: chi controlla i controllori?
    > Vuole troppi permessi per i miei gusti e leggo in
    > giro pareri contrastanti, non mi fido
    >Triste

    hai visto che inferno?
    bisogna lottare per avere il controllo completo del terminale.
    non ti posso dare una mano,perche' per ora non ci ho mai smanettato con il telefono.

    su LBE Privacy Guard lo hanno sponsorizzato anche nei siti che parlano di android.
    se non ti fidi magari prova una rom cucinata sviluppata per la privacy.io per ora non ho mai provato.
    quando ho tempo libero lo faro?
    non+autenticato
  • - Scritto da: yoacchino pastonedda
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: Izio01
    > > > Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non
    > > altro
    > > > per provarla. Mi hai fornito un buon input,
    > > > grazie
    > > >Sorride
    > > >
    > >
    > > Come non detto: chi controlla i controllori?
    > > Vuole troppi permessi per i miei gusti e leggo
    > in
    > > giro pareri contrastanti, non mi fido
    > >Triste
    >
    > hai visto che inferno?
    > bisogna lottare per avere il controllo completo
    > del terminale.

    Bè, ni. Diciamo che ovviamente un'applicazione a cui dai i permessi di accesso root fa quello che le pare, quindi installando qualcosa che non provenga da fonti più che sicure, vai incontro a dei rischi.
    In questo caso, ho mantenuto il controllo scegliendo di non installarla e riproponendomi di continuare a controllare con attenzione i permessi di app future.
    Se ci pensi, però, su un PC è decisamente peggio, non esiste questa granularità dei permessi d'accesso. Alla fine mi rendo conto che è un po' come su eBay, bisogna scegliere con cautela i fornitori.

    > non ti posso dare una mano,perche' per ora non ci
    > ho mai smanettato con il
    > telefono.
    >
    > su LBE Privacy Guard lo hanno sponsorizzato anche
    > nei siti che parlano di
    > android.
    > se non ti fidi magari prova una rom cucinata
    > sviluppata per la privacy.io per ora non ho mai
    > provato.
    > quando ho tempo libero lo faro?
    Izio01
    3896
  • Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non altro per provarla. Mi hai fornito un buon input, grazie Sorride.

    tralasciamo firewal o altri strumenti sul controllo app .pero' hai centrato il fatto con il programma
    LBE Privacy Guard.(infatti vuole i permessi di root)

    era questo che ti volevo dire
    non+autenticato
  • come sempre dipende dall'utilizzo che se ne fa. se gran parte della gente è stupida, i risultati si vedono.

    quelli che condividono tutto, anche le loro sedute al gabinetto, esorto loro a condividere anche il numero di carta di credito con tanto di cvv, almeno sarebbe davvero utile per qualcuno
    non+autenticato
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