Alfonso Maruccia

La prima connessione cervello-cervello

Come una conversazione a senso unico. Ma avvenuta senza la mediazione delle parole. La prima interfaccia cerebrale è stata sperimentata con successo negli USA

Roma - All'Università di Washington sperimentano il collegamento cervello-cervello tramite interfaccia cyber-neurale, una ricerca che ha già dato i suoi primi, timidi frutti quando il professore di ingegneria informatica Rajesh Rao è riuscito a ordinare con il pensiero al cervello del collega Andrea Stocco - assistente professore di psicologia - la pressione di un tasto.

Rao indossava un caschetto per il tracciamento EEG seduto in poltrona davanti allo schermo, osservando la grafica rudimentale di un gioco elettronico dove l'obiettivo era "fare fuoco" premendo la barra spaziatrice sulla tastiera. In un altro edificio del campus universitario, Stocco era collegato a un dispositivo per la "stimolazione magnetica intracranica" collegato ai centri della corteccia motoria, una regione del cervello che controlla i movimenti della mano.

Le due stanze erano collegate in videoconferenza via Skype per meglio coordinare l'esperimento, ma né Rao né Stocco erano a conoscenza delle "azioni" e del comportamento l'uno dell'altro. Nondimeno il test ha avuto esito positivo: i comandi mentali dell'ingegnere informatico sono stati registrati da un computer e spediti - via connessione Internet - al PC presente nella stanza di Stocco, il cui cervello ha risposto agli stimoli esterni premendo la barra spaziatrice esattamente come avrebbe fatto se il comando fosse provenuto dalla sua volontà individuale.

La ricerca costituisce dunque un test della possibilità di fare il reverse engineering dei segnali cerebrali per poterli trasmettere a un secondo cervello, un primo passo di una interfaccia diretta tra due menti umane capace di andare molto oltre i risultati sin qui raggiunti da questo genere di tecnologia.

Il prossimo passo dello studio sulle interfacce neurali, spiegano i ricercatori statunitensi, è la trasformazione di quello che al momento è un fluire di informazioni digitali a senso unico in una "conversazione a doppio senso" capace di mettere in comunicazione diretta due cervelli.

Alfonso Maruccia

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  • TecnologiaIl braccio robotico riceve comandi dal cervelloRicercatori statunitensi restituiscono la capacità di muovere oggetti a una persona tetraplegica. Il braccio, per il momento, è robotico e non collegato al corpo, ma per il futuro si lavora a un braccio bionico propriamente detto.
25 Commenti alla Notizia La prima connessione cervello-cervello
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  • Il cervello umano da sempre delle sorprese proprio perche' ancora poco si sa di esso. Il fluire delle informazioni da un punto all'altro attraverso sistmi informatici e' senza dubbio una cosa pregevole che aiuta ad approfondirne la conoscenza.
  • Questo ancora non l'avevano inventato.
    Appena potranno sopprimere il pensiero cosciente (mi darebbe fastidio essere sveglio mentre mi usano) ci collegheranno tutti in batteria a lavorare!
    Un bel cellulare collegato e tutti a zappare in fila!

    gratis, ovviamente.
    non+autenticato
  • > Appena potranno sopprimere il pensiero cosciente
    > (mi darebbe fastidio essere sveglio mentre mi
    > usano) ci collegheranno tutti in batteria a
    > lavorare!
    >
    > Un bel cellulare collegato e tutti a zappare in
    > fila!
    >
    > gratis, ovviamente.


    Non è necessario inventare nulla che non ci sià già. Per avere un cellulare di un certo tipo, che inizia per i, molta gente lavora, non gratis ma spesso sottopagata, ed è perciò telecomandata da un bisogno indotto. Usare un telefonino e u impianto neuronale per dirigerli sarebbe una complicazione inutile, il metodo funziona perfettamente già ora.
    non+autenticato
  • Clicca per vedere le dimensioni originali

    Ecco il dottor Rao!

    E per quanto riguarda Rajesh ... behSorride

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • Se funziona si potrà controllare a distanza i pensieri delle persone.
    Ogni politico ne vorrà uno, visto che le tecniche attualmente utilizzate non funzionano che per il 90% delle volte.
    :/
    non+autenticato
  • Mi risponda Jack. E' stato lei a fare fuoco. E' stato visto dalle telecamere di servizio. Non menta. Lei è nei guai. Seri. Grossi. Guai.
    Jack iniziò a sudare freddo. La voce tremolante, roca. Non riuscì a dire nulla, le labbra si muovevano ma non un sol filo di voce poteva essere udito.
    Un ronzio nel cervello. In quel cervello.
    Ripensò a tutta la sua vita. La sua sottomissione, la carenza di autostima, il suo essere servile. Pensava che entrando nel corpo militare OCP qualcosa sarebbe cambiato. Che sarebbe diventato forte. Un vero Uomo. E invece, si rese di colpo conto che era diventato ancora più schiavo, fino a cedere il proprio corpo. A uccidere con le proprie mani anche contro la propria volontà.

    Strinse i pugni, e decise, per la prima volta in tutta la sua esistenza, di riprendersi la propria vita.

    Saltò su impettito, con voce ferma, ma visibilmente ancora agitato: NON ERO IO DANNAZIONE! NON HO SPARATO IO! FU IL MIO COLONNELLO CHE MI GUIDAVA CON S.M.I.!
    Si accasciò a terra, lo sguardo carico d'odio e fuoco negli occhi del colonnello lo fissarono fin quasi a consumarlo.

    E proprio i suoi occhi, confessarono per lui.

    Un attimo di esitazione, un lungo silenzio.

    Portatelo via.
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    Modificato dall' autore il 30 agosto 2013 09.34
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  • Un ora di standig-ovation...

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