Mauro Vecchio

Il vicepresidente Google e la relazione cinese

Hugo Barra lascia BigG per continuare in Cina con il produttore Xiaomi. Si vocifera lasci Mountain View per un intrigo sentimentale che coinvolge il co-founder Sergey Brin e una PM di Google Glass

Roma - Da tre anni alla vicepresidenza della divisione product management di Android, Hugo Barra lascerà il gigante di Mountain View per sbarcare in terra cinese, pronto alla nuova sfida professionale come vicepresidente di Xiaomi Global. Il produttore asiatico ha così mostrato un deciso segnale di rilancio strategico, per espandere la distribuzione dei suoi smartphone al di là dei confini tra Cina e Taiwan.

Con l'esperienza di alcuni ex-dipendenti di Microsoft, Motorola e la stessa Google, Xiaomi lancia il guanto di sfida al colosso Samsung, dopo che il modello Mi 2S è risultato il telefono più venduto in Cina nella prima parte del 2013, seguito dal Galaxy S4 dell'azienda sudcoreana. Stando alle ultime stime di mercato pubblicate da Analysys International, Xiaomi controlla una fetta del 2,5 per cento in Cina, con Apple al 4,6 per cento.

L'addio annunciato da Barra sul suo profilo G+ è comunque al centro di un presunto intrigo romantico che coinvolge lo stesso co-founder di Google Sergey Brin, da poco separatosi dall'imprenditrice biotech Anne Wojcicki. Il gossip della Silicon Valley parla chiaro: Brin avrebbe intrapreso una nuova relazione con Amanda Rosenberg, marketing manager nel team di sviluppo degli occhiali intelligenti Glass.
In molti credono che Barra - già partner della stessa Rosenberg - si sia convinto ad accettare l'offerta di Xiaomi per allontanarsi da una situazione spinosa. Un'ipotesi tuttavia smentita da altro gossip della Valley, che invece riferisce come Barra abbia deciso di partire senza che questa presunta liaison (di cui era all'oscuro) abbia minimamente influito sulla sua risoluzione. L'ex-vicepresidente di BigG sembra elettrizzato all'idea di aprire "un nuovo capitolo di Android", raccogliendo la sfida del produttore cinese che vuole lanciare l'assalto al mercato internazionale dopo quello asiatico.

Mauro Vecchio
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