Mauro Vecchio

Scuola digitale, ancora rimandata

Slitta ancora una volta l'introduzione obbligatoria dei testi digitali nell'editoria scolastica. Per il ministro Carrozza, i tempi non sono ancora maturi. Se ne riparlerà alla fine del 2015

Scuola digitale, ancora rimandataRoma - Nel delicato processo di riordinamento della scuola italiana - e sul tormentato sentiero della cosiddetta Scuola 2.0 - il ministro all'Istruzione Maria Chiara Carrozza presenterà un nuovo pacchetto di misure al Consiglio dei ministri del prossimo 9 settembre. Spicca, secondo fonti informate dei fatti, una significativa revisione del noto decreto Profumo che di fatto allungherà i tempi d'adozione dei testi scolastici in formato elettronico.

Agli inizi di quest'anno, una nuova circolare sulle indicazioni operative per l'anno scolastico 2013/2014 rimandava la definitiva adozione dei testi digitali al settembre del 2014, ovvero per l'inizio del ciclo 2014/2015. Nel pacchetto di misure che verrà presentato dal ministro Carrozza, figurerebbe l'obbligo d'introduzione dei libri scolastici digitali (o misti) slitterà all'anno 2015-2016, con il conseguente sblocco del tetto sui costi imposti da Profumo alle varie aziende.

"L'ebook rappresenta una grande rivoluzione sia per l'insegnamento che l'apprendimento - ha spiegato il ministro Carrozza in un'intervista al settimanale Famiglia Cristiana - Ho già programmato delle conferenze nazionali su questo tema, perché bisogna discutere dei contenuti, degli strumenti, delle nuove materie".
Nello scorso luglio, lo stesso ministro all'Istruzione aveva incontrato i principali editori scolastici, sottolineando come l'accelerazione impressa all'introduzione dei libri digitali risultasse "eccessiva". "Il sentiero dei libri digitali è segnato e non vogliamo uscirne - ha assicurato Carrozza - i tempi, però, mi sembrano troppo rapidi e il ministero non vuole nuovi contenziosi".

Mauro Vecchio
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48 Commenti alla Notizia Scuola digitale, ancora rimandata
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  • Insomma la vituperata Gelmini aveva imposto un qualcosa che andava verso il futuro e veniva incontro alle esigenze delle famiglie, invece il ministro amico degli amici ha ben pensato di rimettere tutto come stava rimandando sine die.
    Ma i ....roni che votano left sono tutti contenti
    non+autenticato
  • > Insomma la vituperata Gelmini aveva imposto un
    > qualcosa che andava verso il futuro e veniva
    > incontro alle esigenze delle famiglie, invece il
    > ministro amico degli amici ha ben pensato di
    > rimettere tutto come stava rimandando sine
    > die.

    No, è stato il ricorso al TAR che ha rovinato i piani. Inutile intestardirsi con i tempi stabiliti dal ministro precedente, il TAR è più forte.


    > Ma i ....roni che votano left sono tutti contenti

    Casomai "centroleft". L'unico partito di sinistra entrato in parlamento è Sel, e non fa parte dell'attuale governo.
    non+autenticato
  • che vanno a braccetto con arroganti professori arroccati mentalmente nel 900 ed editori assetati di denari delle famiglie e di immobilismo...le risate..

    La carrozza ha comunque perfettamente ragione a dire "non siamo ancora pronti".. non siamo ancora pronti a nulla di cio' che le vere democrazie compiute occidentali hanno da offrire..dai diritti civili al welfare alla meritocrazia al senso di legalita' per finire con le competenze informatiche.

    Usciamo dall'europa e chiediamo l'annessione all'unione africana (se ci vogliono naturalmente) noi in occidente non centriamo un beneamato.
    non+autenticato
  • > che vanno a braccetto con arroganti professori
    > arroccati mentalmente nel 900 ed editori assetati
    > di denari delle famiglie e di immobilismo...le
    > risate..

    Tutti sono assetati di denaro, nel senso che non lavorano gratis.Deluso I benzinai sono assetati di denaro degli automobilisti, i farmacisti sono assetati di denaro dei malati, e gli editori di scolastica sono assetati di denaro degli studenti. È così da sempre, e sarà sempre così. Meglio accettarlo subito per non rovinarsi il fegato.


    > La carrozza ha comunque perfettamente ragione a
    > dire "non siamo ancora pronti"..

    Per la verità lo ha sancito il TAR, la Carrozza ha solo preso atto della circostanza.


    > non siamo ancora
    > pronti a nulla di cio' che le vere democrazie
    > compiute occidentali hanno da offrire..dai
    > diritti civili al welfare alla meritocrazia al
    > senso di legalita' per finire con le competenze
    > informatiche.

    Cosa c'entra il senso di legalità e le competenze informatiche con la democrazia? Nei trattati di filosofia politica non se ne parla proprio. Non è che confondi il concetto di democrazia con il mondo come tu vorresti che fosse?


    > noi in occidente non centriamo un
    > beneamato.

    Non c'entriamo.
    non+autenticato
  • che rappresenta bene questa nazione.
    non+autenticato
  • "Per il ministro Carrozza, i tempi non sono ancora maturi. Se ne riparlerà alla fine del 2015" => Traduzione dal Linguaggio degli Enti Pubblici: Non abbiamo ancora trovato a chi dare la mazzetta in cambio di qualcosa.

    Funziona cosi in quei posti
  • > che rappresenta bene questa nazione.

    D'altronde uno che si chiama "carrozza" promette bene...
    ... di "carrozzoni" di stato è piena questa nazione.
    non+autenticato
  • Salve.
    Credo che se valutiamo bene la situazione attuale e considerando i prezzi dei libri scolastici (si considera ovviamente il prezzo del nuovo) una proposta "accettabile" io la scrissi su altri lidi tempi addietro, quando del fenomeno tablet se ne intravedeva l'idea e anche i primi e-book stavano "nascendo".

    Una proposta sobria secondo la mia opinione, non ottimale e non ottima, ma che generava una situazione win-win come si suol dire.

    Considerando che parliamo di scuole secondarie (alle elementari il discorso potrebbe essere differente per motivi non tecnologici ma di educazione dell'individuo)

    Per gli 8 anni successivi di scuola media (inferiore e superiore) si procedeva come segue.
    Per partecipare "all'appalto" dei libri di testo una casa editrice doveva garantire la versione e-book conforme a determinati standard qualitativi e di formato (aperto e privo di drm).
    Ad inizio anno ogni studente dovrebbe versare una somma intorno ai 60-80€ (da calcolare) come "tassa per i libri".
    Questa tassa veniva versata e divisa come compenso per il diritto d'autore tra gli editori.

    La scuola comprava il diritto di mettere sul proprio sito il pacchetto di libri scolastici che gli studenti avrebbe usato quell'anno (dizionari, testi, eserciziari, approfittando semmai dell'opportunita per procurarsi copie digitali di libri che sono sotto licenze libere o dominio pubblico)

    Una famiglia avrebbe speso per i libri di otto anni tra le 500/700€ a figlio (ora più o meno si parla di 400 euro di media per anno 3200€ a figlio) gli editori avrebbero avuto questo stramaledetto diritto d'autore e i ragazzi sarebbero andati a scuola con il quaderno (se non sostituibile tecnologicamente) e un ebook reader.

    Senza patemi per nessuno.

    Una cosa però che ho compreso e che spesso la media degli italiani (non l'italiano medio, altrimenti tutti gli interlocutori (me compreso) si sentono esclusi perchè gli italiani medi sono sempre "gli altri") e di conseguenza la politica ma anche la società accetta o propone sempre e solo una soluzione perfetta o preferisce la stasi.

    Poichè spesso nella vita di tutti i giorni una soluzione perfetta non è mai perfetta per tutti e come dicevo non amiamo "mediare" credo che andremo sempre in stasiSorride

    Buona giornata.

    Ps
    Anche se un dibattito tecnicamente cambierà poco cosa vi sembra della proposta?

    PPS
    Per chi parla di situazioni al limite, vorrei far notare che rientra nel caso del concetto di "perfetto" di cui sopra.
    Per casi di suole "al limite" si adottano semplicemente accorgimenti più graduali come si fa d'altronde anche adesso.
    non+autenticato
  • > Una proposta sobria secondo la mia opinione, non
    > ottimale e non ottima, ma che generava una
    > situazione win-win come si suol
    > dire.

    Sentiamo.


    > Considerando che parliamo di scuole secondarie
    > (alle elementari il discorso potrebbe essere
    > differente per motivi non tecnologici ma di
    > educazione
    > dell'individuo)

    Alle elementari lo Stato garantisce già libri gratis. È una legge del 1964. Non ho ben capito se è per libro di lettura e sussidiario, o solo per uno dei due.


    > Per gli 8 anni successivi di scuola media
    > (inferiore e superiore) si procedeva come
    > segue.
    > Per partecipare "all'appalto" dei libri di testo
    > una casa editrice doveva garantire la versione
    > e-book conforme a determinati standard
    > qualitativi e di formato (aperto e privo di drm).

    Non è difficile tecnicamente, ma insomma, che il debole ministero dell'istruzione abbia il potere di imporre agli editori formati aperti e privi di DRM. Intendo gli editori che giá li usano, ad altri magari non cambia nulla.
    A una riunione del genere gli editori avrebbero risposto col gesto dell'ombrello...


    > Ad inizio anno ogni studente dovrebbe versare una
    > somma intorno ai 60-80€ (da calcolare) come
    > "tassa per i
    > libri".
    > Questa tassa veniva versata e divisa come
    > compenso per il diritto d'autore tra gli
    > editori.

    Non siamo in un'economia pianificata, ma in un'economia di mercato. E anche se esistono sulla carta leggi sul prezzo massimo dei libri, sono disattese:

    http://lastampa.it/2013/09/05/cultura/scuola/il-te...

    Del resto il libro di testo lo stabilisce l'insegnante, mica il ministro.

    Le tue proposte, insomma, si scontrano contro lo stato di fatto della scuola, oggi. Che non è quello che vorresti tu, probabilmente non lo vorrebbe nessuno, ma con quello devi fare i conti.
    non+autenticato
  • Ciao.

    - Scritto da: Franco Dani
    > Non è difficile tecnicamente, ma insomma, che il
    > debole ministero dell'istruzione abbia il potere
    > di imporre agli editori formati aperti e privi di
    > DRM. Intendo gli editori che giá li usano,
    > ad altri magari non cambia
    > nulla.
    Onestamente la tua obiezione mi sembra solo "politica" in che senso.

    Non vedo perchè un ministero che sia forte o debole (senza o con portafoglio, con più o meno spessore politico) non posso stabilire dei canoni per partecipare ad "appalti pubblici".
    Avviene già per qualunque altra cosa, anche appalti del ministero dell'istruzione.

    Non deve certamente vietare ad una o più aziende di partecipare.
    Stabilisce i canoni che deve avere una azienda per farlo.
    Mica sto dicendo che "Mondadori" sul suo store non può vendere libri senza DRM (libero mercato) è un appalto pubblico.

    Mettere su un piano la forza del ministero sminuisce il discorso cadendo nel trito "vedere una politica solo (e non anche) assoggettata ai poteri forti, alle lobby"

    > A una riunione del genere gli editori avrebbero
    > risposto col gesto
    > dell'ombrello...

    Perchè?
    perchè siamo in una nazione "particolare"?

    Il tuo intervento anche se probabilmente è basato sul semplice stato attuale delle cose, e quindi anche veritiero tecnicamente se vogliamo, non esprime una prassi ne logica ne tanto meno equa come rapporto Stato-Imprenditori. e come dire "C'est la vie" o se preferiamo "pienza a campa"

    Non centra nulla come rispondono gli editori, e tanto meno chi (azienda) per sua personalissima scelta si priva di partecipare ad una fornitura statale per non piegare la "mission dell'azienda" (scusa l'ironia) all'assenza dei DRM.

    > Non siamo in un'economia pianificata, ma in
    > un'economia di mercato.

    Credo che in questo caso non centri nulla. Si stabiliscono dei parametri statali e si introduce una tassa di copertura per le spese.

    > E anche se esistono sulla
    > carta leggi sul prezzo massimo dei libri, sono
    > disattese:
    Nel modo da me proposto non sarebbero disattese.

    Inoltre gli editori eliminerebbero anche il fattore di perdita di libri che vengono comprati usati (che poi quando andavo a scuola io dicevano essere una causa del costo elevato) o semplicemente ereditati dai fratelli maggiori.


    > Del resto il libro di testo lo stabilisce
    > l'insegnante, mica il ministro.

    Non vedo cosa centri. Forse sono stato frettoloso.
    L'insegnate sceglie il libro che preferisce fra la miriade di testi che gli editori che si sono fatti mettere in questo "elenco".

    > Le tue proposte, insomma, si scontrano contro lo
    > stato di fatto della scuola, oggi.

    Ovviamente, altrimenti non sarebbero proposte, ma lodi allo stato attualeSorride

    >Che non è
    > quello che vorresti tu, probabilmente non lo
    > vorrebbe nessuno, ma con quello devi fare i
    > conti.
    Ma infatti io faccio i conti anche spicci, non fissando il mio ragionamento sul concetti di principio come scuole gratuite, libri gratis, pirateria, insegnati che prendono "incentivi" per scegliere libri, testi che cambiano solo la numerazione delle pagine di anno in anno ma che comunque dovrebbero essere ricomprati... insomma non polemizzo.

    Alla fine a me sembra ancora una proposta che tiene molto conto dello stato dei "bug" attuali, ma come dicevo limandoli potrebbe mettere in marcia un processo, poichè nel cercare di debellarli dall'oggi al domani (soluzione perfetta) si genera stasi.

    Grazie comunque dell'intervento, spero di aver chiarito alcuni punti.
    non+autenticato
  • > ma insomma, che il
    > > debole ministero dell'istruzione abbia il potere
    > > di imporre agli editori formati aperti e privi
    > di
    > > DRM. Intendo gli editori che giá li usano,
    > > ad altri magari non cambia
    > > nulla.
    > Onestamente la tua obiezione mi sembra solo
    > "politica" in che
    > senso.
    >
    > Non vedo perchè un ministero che sia forte o
    > debole (senza o con portafoglio, con più o meno
    > spessore politico) non posso stabilire dei canoni
    > per partecipare ad "appalti
    > pubblici".

    Perché non sono appalti pubblici. Non so perché tu abbia evocato questo concetto.
    Gli editori di scolastica sono editori come tutti gli altri, e spesso pubblicano anche altri tipi di libri. Come il ministero del turismo non viene a dire al Touring club come deve fare le guide, così il MIUR non può mettere naso nei dispositivi anticopia che volessero adottare.

    > Mettere su un piano la forza del ministero
    > sminuisce il discorso cadendo nel trito "vedere
    > una politica solo (e non anche) assoggettata ai
    > poteri forti, alle
    > lobby"

    Significa vedere stando con i piedi per terra.
    L'opposto è vedere da sopra le nuvole. Visione affascinante, per carità, ma rimanendo lì sopra difficilmente si risolvono i problemi quotidiani.
    Vuoi eliminare la libertà d'impresa e il profitto? Proponi un referendum per istituire il comunismo.



    > > A una riunione del genere gli editori avrebbero
    > > risposto col gesto
    > > dell'ombrello...
    >
    > Perchè?
    > perchè siamo in una nazione "particolare"?

    No. Perché la libertà d'impresa vale anche per gli editori di scolastica.


    > Il tuo intervento anche se probabilmente è basato
    > sul semplice stato attuale delle cose, e quindi
    > anche veritiero tecnicamente se vogliamo, non
    > esprime una prassi ne logica ne tanto meno equa
    > come rapporto Stato-Imprenditori.

    E quasi quasi ne sono fiero. La filosofia morale applicata alla vita quotidiana fa solo danni. Ministri e provveditorati invece si devono armare di pazienza, e affrontare piccole e grandi questioni: tutte pratiche, nessuna teoretica.


    > e come dire
    > "C'est la vie" o se preferiamo "pienza a
    > campa"

    Non proprio. È come dire "o mangi questa minestra, o salti dalla finestra".
    Gli editori di scolastica possono fare a meno della scuola che hai in mente tu. La scuola non può fare a meno degli editori di scolastica.
    I rapporti di forza esistono ovunque.

    > > Non siamo in un'economia pianificata, ma in
    > > un'economia di mercato.
    >
    > Credo che in questo caso non centri nulla.

    Non c'entri, con l'apostrofo.

    > Si
    > stabiliscono dei parametri statali e si introduce
    > una tassa di copertura per le
    > spese.

    E gli editori di scolastica non pubblicano più libri di testo. Semplice, e lineare. Sorride La beneficenza non la fa nessuno, non sotto costrizione almeno.



    > > E anche se esistono sulla
    > > carta leggi sul prezzo massimo dei libri, sono
    > > disattese:
    > Nel modo da me proposto non sarebbero disattese.

    Ma di che razza di mondo parli? Ancora non ho capito. L'Italia è una sola, non ce ne sono tante.


    > > Del resto il libro di testo lo stabilisce
    > > l'insegnante, mica il ministro.
    >
    > Non vedo cosa centri.

    Cosa c'entri.


    > Forse sono stato frettoloso.
    > L'insegnate sceglie il libro che preferisce fra
    > la miriade di testi che gli editori che si sono
    > fatti mettere in questo
    > "elenco".

    E se non gli piace nessuno di quelli, perché saranno probabilmente opuscoletti di poche pagine per stare nelle spese, sceglie quelli che più gli aggradano fra quelli esistenti sul mercato, e li adotta. A un prezzo molto più alto. L'art. 33 della costituzione è dalla sua parte, non dalla parte del MIUR.


    > Alla fine a me sembra ancora una proposta che
    > tiene molto conto dello stato dei "bug" attuali,
    > ma come dicevo limandoli potrebbe mettere in
    > marcia un processo, poichè nel cercare di
    > debellarli dall'oggi al domani (soluzione
    > perfetta) si genera
    > stasi.

    Ci sono tante belle cose che si pensano, finché si è fuori da un certo mondo. Poi, d'un tratto, capita di venirvi catapultati (in questo caso nel mondo delle case editrici e della pubblica istruzione), e a quel punto o si impara in fretta a nuotare, o si affoga. Decidi tu.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco Dani
    > Perché non sono appalti pubblici. Non so perché
    > tu abbia evocato questo
    > concetto.
    Ma onestamente c'è qualcosa che non comprendo.
    Forse il termine "appalto pubblico" è errato ma continuo a non vedere perchè non si possa stabilire per legge che i libri adottabili nelle scuole italiane debbano rispettare alcuni canoni stabiliti dal ministero dell'istruzione.

    Guarda che il discorso del DRM-free non lo faccio per principio.
    Servirebbe per non creare lock-in hardware e garantire libero mercato.

    > Gli editori di scolastica sono editori come tutti
    > gli altri, e spesso pubblicano anche altri tipi
    > di libri.

    Vedi sopra. Gli altri libri, pubblicali come preferisci.

    > Come il ministero del turismo non viene
    > a dire al Touring club come deve fare le guide,
    > così il MIUR non può mettere naso nei dispositivi
    > anticopia che volessero
    > adottare.

    Il paragone che onestamente non c'entra (centra ;P) non spiega perchè il ministero non può stabilire che per essere adottabili i libri da una scuola pubblica il formato debba seguire degli standard?.
    Scusami ma francamente non capisco.
    L'articolo che citi serve a tutelare che l'istruzione sia libera come contenuti, evita la cultura di "stato"
    Il contenuto non è legato al contenitore.

    esempio stupido
    Se si scopre che un determinato inchiostro è tossico, lo stato può vietare la vendita anche e/o solo nella pubblica istruzione, chi parla di censura in questo caso è stolto.
    contenuto/contenitore

    > No. Perché la libertà d'impresa vale anche per
    > gli editori di scolastica.

    > > come rapporto Stato-Imprenditori.
    >
    > E quasi quasi ne sono fiero. La filosofia morale
    > applicata alla vita quotidiana fa solo danni.
    > Ministri e provveditorati invece si devono armare
    > di pazienza, e affrontare piccole e grandi
    > questioni: tutte pratiche, nessuna
    > teoretica.

    Onestamente devi rileggere nel complesso la discussione.
    Credo che tu non abbia ben compreso.
    Non c'è nessun accenno di filosofia morale nel mio ragionamento.

    Riprovo.
    Problema: Bisogna digitalizzare i testi scolastici.
    Soluzione: Come tener conto sia dell'adozione e fruibilità dei testi ma limare i problemi legati ai mancati introiti degli editori provenienti da una selvaggia digitalizzazione?


    > Gli editori di scolastica possono fare a meno
    > della scuola che hai in mente tu.

    ripeto l'obiezione di prima.
    Io non ho in mente nessuna scuola.

    > E gli editori di scolastica non pubblicano più
    > libri di testo. Semplice, e lineare. Sorride La
    > beneficenza non la fa nessuno, ù

    Verrebbero pagati in anticipo e in automatico dal numero di studenti iscritti quell'anno.
    Forse non hai compreso.

    > > Nel modo da me proposto non sarebbero
    > disattese.
    >
    > Ma di che razza di mondo parli? Ancora non ho
    > capito. L'Italia è una sola, non ce ne sono
    > tante.

    Purtroppo credo che tu sia partito prevenuto.
    Forse ti aspettavi un discorso differente sulla scia DRM.SI/DRM.NO
    Ho scritto nel moDo (metodologia - metodo) non moNdo.

    > E se non gli piace nessuno di quelli, perché
    > saranno probabilmente opuscoletti di poche pagine
    > per stare nelle spese,

    Perchè dovrebbero esserlo?
    Allora è vero che parti prevenuto.
    Mica li fanno gratis e neanche a poco prezzo.

    Poniamo 80 euro per studente.
    Nella liceo che frequentai c'erano iscritti in media 1500 studenti.
    Prendiamo che tutti (per semplificare) adottino gli stessi libri.
    Gli editori si divido solo per una scuola di una piccola città 120.000 euro.

    > Ci sono tante belle cose che si pensano, finché
    > si è fuori da un certo mondo.

    Non so... non credo ripeto che tu abbia compreso, hai intriso i miei discorsi di una sfumatura morale che non avevano, la conclusione retorica che ne deriva è manifesta.

    Comunque

    tu come affronteresti il problema della digitalizzazione dei testi cercando di non stuprare il mercato degli editori dall'ovvia piega che prenderebbe una digitalizzazione selvaggia? (pirateria per intenderci)

    ps
    Ma sei Leguleio? se si ciao, ci siamo già incontrati su questi lidi, certo che però il tuo stile è diventato parecchio aggressivo, è vero che PI fa male XD

    Buona serata
    non+autenticato
  • > > Perché non sono appalti pubblici. Non so perché
    > > tu abbia evocato questo
    > > concetto.

    > Ma onestamente c'è qualcosa che non comprendo.
    > Forse il termine "appalto pubblico" è errato

    Senza "forse". E quando si parte da premesse sbagliate si giunge esclusivamente a conclusioni sbagliate, non credo debba insegnarlo a te. Quando si parte da premesse giuste, si può giungere, a seconda della qualità del ragionamento, a conclusioni giuste o sbagliate.

    ma
    > continuo a non vedere perchè non si possa
    > stabilire per legge che i libri adottabili nelle
    > scuole italiane debbano rispettare alcuni canoni
    > stabiliti dal ministero
    > dell'istruzione.

    Si può stabilire per legge, ci mancherebbe. Ma nessuno finora ci è riuscito, almeno per quanto riguarda i prezzi dei libri, e non vedo perché con il DRM dovrebbe essere diverso.
    Quello che i ministeri, dal 1999 ad oggi, hanno fatto con gli editori di scolastica è stato un accordo. Non una vera e propria legge, quindi, ma un gentlemen agreement . Ammorbidito nel corso degli anni.
    Anche qui, forse è il caso di chiedersi chi è più forte, chi ha il coltello dalla parte del manico, anziché criticare questo o quel ministro. Senso della realtà versus utopie.


    > > Gli editori di scolastica sono editori come
    > tutti
    > > gli altri, e spesso pubblicano anche altri tipi
    > > di libri.
    >
    > Vedi sopra. Gli altri libri, pubblicali come
    > preferisci.

    No: la realtà non si imbriglia con un'enunciazione di principio sul forum di PI.
    Gli editori fanno come credono per i formati dei loro libri, e gli editori di scolastica idem. Perché una legge in materia non c'è, e difficilmente ci sarà mai un governo abbastanza forte da imporla.


    > Scusami ma francamente non capisco.
    > L'articolo che citi serve a tutelare che
    > l'istruzione sia libera come contenuti, evita la
    > cultura di
    > "stato"

    > Il contenuto non è legato al contenitore.

    Siamo d'accordo. Poiché però l'art. 33 tutela l'insegnante, e non lo studente, se il primo adotta un testo protetto da DRM lo Stato verosimilmente non potrà fare nulla. Se non cambiare la costituzione.Deluso


    > > No. Perché la libertà d'impresa vale anche per
    > > gli editori di scolastica.
    >
    > > > come rapporto Stato-Imprenditori.

    Vedi sopra. Non c'é nessun appalto che lo Stato fa nei confronti degli editori di scolastica, non c'è nessun rapporto committente-ditta appaltarice. L'editore lancia i libri sul mercato: se piacciono agli insegnanti vengono adottati. Se non piacciono, rimarranno tutti invenduti, e lo spettro del fallimento farà capolino.
    Chiamasi economia di mercato.

    > Riprovo.
    > Problema: Bisogna digitalizzare i testi
    > scolastici.
    > Soluzione: Come tener conto sia dell'adozione e
    > fruibilità dei testi ma limare i problemi legati
    > ai mancati introiti degli editori provenienti da
    > una selvaggia
    > digitalizzazione?

    Io un'idea ce l'ho, conoscendo come funzionano le cose in Italia: si sguinzagliano gl'ispettori della SIAE in ogni scuola a controllare che le copie digitali siano autentiche. Sorride
    Beninteso: se e quando questo passaggio da libro cartaceo a digitale si farà, il che non è scontato.

    > Verrebbero pagati in anticipo e in automatico dal
    > numero di studenti iscritti
    > quell'anno.
    > Forse non hai compreso.

    Sul punto ti ha approfonditamente risposto Guybrush, ti rimando al suo commento (http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3883581&m=388...).
    Quello che hai in mente tu farebbe perdere agli editori qualcosa come l'80 % dei profitti. Che gli editori accettino, succede solo nei romanzi utopistici.

    > > E se non gli piace nessuno di quelli, perché
    > > saranno probabilmente opuscoletti di poche
    > pagine
    > > per stare nelle spese,
    >
    > Perchè dovrebbero esserlo?
    > Allora è vero che parti prevenuto.
    > Mica li fanno gratis e neanche a poco prezzo.

    No, non parto prevenuto, parto con cognizione di causa sia per quanto riguarda il mondo imprenditoriale, sia per quanto riguarda i poteri che lo Stato ha davvero, non quelli che si immagina di avere.
    Se cerchi di porre un calmiere a un bene, qualsiasi bene, distorci il mercato al punto che quel bene o sparirà dalla circolazione (è accaduto con gli affitti a equo canone nel 1978), oppure sarà di qualità bassissisma.
    Quindi, nel nostro caso, gli editori sforneranno dei bignamini striminziti di pochissime pagine per far vedere che nel loro catalogo ci sono "libri di testo a prezzo politico". E gli insegnanti saranno costretti ad adottare libri di integrazione, più cari, perché far studiare i ragazzi sui bignamini è ridicolo.
    E mi tocca ripetermi all'infinito: gli editori di scolastica non lavorano né per la gloria, né per beneficenza. Se un ritorno economico non c'è si mettono a fare altro. E addio libri di testo nel loro catalogo.


    > tu come affronteresti il problema della
    > digitalizzazione dei testi cercando di non
    > stuprare il mercato degli editori dall'ovvia
    > piega che prenderebbe una digitalizzazione
    > selvaggia? (pirateria per
    > intenderci)

    Per ora hanno risolto rimandando al 2015.
    Forse è il caso di aggiornarci a quella data, e riparlarne lì. A bocca aperta Ora non ha molto senso, anche se ho ipotizzato che si servirebbero della SIAE.
    non+autenticato
  • Ciao.

    Grazie per la risposta.

    Ho compreso meglio il tuo intervento adesso.

    Poichè anche tu stai discutendo nell'altro ramo della discussione continuiamo li se non ti dispiace perchè dovrei ripetere cose simili, sarebbe crossposting più che altro.

    Ti spiace?

    Terrò ben presente le tue obiezioni ne citerò degli estratti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    [...]
    Ciao, bell'intervento... va contro tutto quel che ho studiato in ambito economico, ma bell'intervento.

    Mi limito a questo passo:

    >Una famiglia avrebbe speso per i libri di otto anni tra le 500/700€ a
    >figlio (ora più o meno si parla di 400 euro di media per anno 3200€ a
    >figlio) gli editori avrebbero avuto questo stramaledetto diritto
    >d'autore e i ragazzi sarebbero andati a scuola con il quaderno (se non
    >sostituibile tecnologicamente) e un ebook reader.

    Mi spieghi cosa convincerebbe un editore a rinunciare a 400 euro/anno per studente in cambio di 80 euro per studente?

    Il prezzo di un libro scolastico è:
    1) Tipografia, trasporto e magazzino: 10%
    2) Diritto d'autore: 5% (grasso che cola)
    3) Ricavo dell'editore (cui togliere le spese della casa editrice): tutto il resto

    Insomma, a leggerti gli editori scolastici dovrebbero essere contenti di guadagnare circa l'80% in meno rispetto ad ora.

    Certo, se l'alternativa è guadagnare lo 0% (pirateria/libri open source) sarebbe auspicabile...

    In una economia di mercato la vera svolta sarebbe il mettere a disposizione delle famiglie il programma ministeriale e poi lasciare a queste ultime il (difficile) compito di scegliere quale libro.
    Il ministero dovrebbe, di anno in anno, rilasciare sul proprio sito web, l'elenco dei libri di testo approvati, ogni docente poi dovrebbe mettere il testo CONSIGLIATO, ma NON OBBLIGATORIO e poi allo studente il mero compito di ottenere il risultato.
    Se questo studia su un ereader, un taccuino o su wikipedia l'importante è che se interrogato dimostri di aver studiato ed aver appreso.
    Ok, puoi smettere di ridere.
    Alla luce dell'economia di mercato questo meccanismo, o uno simile, metterebbe in concorrenza le case editrici facendo scendere i prezzi.

    GT
  • L'intervento centra il problema, lo riprenderò in una risposta. Tuttavia c'è una macchiolina:

    > Il ministero dovrebbe, di anno in anno,
    > rilasciare sul proprio sito web, l'elenco dei
    > libri di testo approvati, ogni docente poi
    > dovrebbe mettere il testo CONSIGLIATO, ma NON
    > OBBLIGATORIO e poi allo studente il mero compito
    > di ottenere il
    > risultato.

    Ogni volta che si parla di ebook a scuola qualcuno tira fuori quest'idea. Nella scuola italiana, da tempo immemore, l'adozione del libro di testo è obbligatoria, prescritta da una legge, e avviene prima dell'inizio dell'anno scolastico. E questa indicazione la può dare solo l'insegnante di materia, non è previsto né che lo possano scegliere i genitori, né che lo faccia il ministero.
    Disposizione anacronistica, d'accordo, ma così è (se vi pare), come scriveva Pirandello. Si può tentare di cambiare la legge, ma si può anche fare la fine del ministro Mancuso, eh? Quello che venne espulso con un voto di sfiducia dal consiglio dei ministri perché aveva idee sulla giustizia alternative a come tirava il vento allora.
    A fare i duri e puri, in Italia, non si diventa eroi: in genere si sbatte il muso contro qualcosa, e basta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco Dani
    > L'intervento centra il problema, lo riprenderò in
    > una risposta. Tuttavia c'è una
    > macchiolina:
    [...]
    e lo so che c'è la macchiolina di cui sopra...

    > Ogni volta che si parla di ebook a scuola
    > qualcuno tira fuori quest'idea. Nella scuola
    > italiana, da tempo immemore, l'adozione del libro
    > di testo è obbligatoria, prescritta da una legge,
    > e avviene prima dell'inizio dell'anno scolastico.


    > E questa indicazione la può dare solo
    > l'insegnante di materia, non è previsto né che lo
    > possano scegliere i genitori, né che lo faccia il
    > ministero.
    Che se l'insegnante fosse una persona preparata & competente e così contenta del proprio stipendio da snobbare i... uh... presenti offerti dall'editore di turno, sarebbe meraviglioso perché avremmo sempre il libro più adatto per la classe.

    > Disposizione anacronistica, d'accordo, ma così è
    > (se vi pare), come scriveva Pirandello.
    Le leggi si cambiano e quando non cambiano vengono ignorate... vedi le leggi in materia di "download illecito".

    > Si può
    [...]
    > A fare i duri e puri, in Italia, non si diventa
    > eroi: in genere si sbatte il muso contro
    > qualcosa, e
    > basta.
    Spiegalo a Falcone e Borsellino o ai membri delle loro scorte, spiegalo a Dalla Chiesa, a Tortora, spiegalo a chi è morto per difendere uno Stato che, di riffa o di raffa, siamo anche noialtri.
    La legge sui libri di testo va cambiata, così come è rappresenta un limite.

    GT
  • > > E questa indicazione la può dare solo
    > > l'insegnante di materia, non è previsto né
    > che
    > lo
    > > possano scegliere i genitori, né che lo
    > faccia
    > il
    > > ministero.

    > Che se l'insegnante fosse una persona preparata &
    > competente e così contenta del proprio stipendio
    > da snobbare i... uh... presenti offerti
    > dall'editore di turno, sarebbe meraviglioso
    > perché avremmo sempre il libro più adatto per la
    > classe.

    Probabilmente sí. Tieni presente che a volte è l'insegnante stesso l'autore del libro di testo. C'è un leggero conflitto di interessi, ma non è illegale.
    Più in generale, il mio intervento invita a ragionare con le leggi e le disposizioni ministeriali che ci sono oggi. E non con quelle che vorremmo che ci fossero.Deluso


    > > Disposizione anacronistica, d'accordo, ma
    > così
    > è
    > > (se vi pare), come scriveva Pirandello.

    > Le leggi si cambiano e quando non cambiano
    > vengono ignorate... vedi le leggi in materia di
    > "download
    > illecito".

    C'è una legge sul download illecito? Non mi risulta.
    Ci sono leggi contro chi guadagna con il download illecito, questo sì, e anche contro chi mette a libera disposizione i contenuti da scaricare.


    > > A fare i duri e puri, in Italia, non si
    > diventa
    > > eroi: in genere si sbatte il muso contro
    > > qualcosa, e
    > > basta.

    > Spiegalo a Falcone e Borsellino o ai membri delle
    > loro scorte,

    Sono morti. In ogni caso, una volta tanto, gli autori degli attentati sono stati identificati e condannati. È già qualcosa.

    > spiegalo a Dalla Chiesa, a Tortora,

    Cosa c'entra Tortora? Sorride
    Lui voleva solo presentare un programma, non voleva sconfiggere la criminalità organizzata.

    > spiegalo a chi è morto per difendere uno Stato
    > che, di riffa o di raffa, siamo anche
    > noialtri.

    Se si sentono di svolgere questa incombenza, bene. In caso di successo, medaglie e onoreficenze non mancano.
    Non stigmatizzare però chi non è tagliato per questi compiti. Sbattere il muso contro un voto di sfiducia, come è accaduto a Mancuso, non piace a nessuno. Non c'è nessuno diverso, non c'è nessuno che sorride quando ha perso (cit.).


    > La legge sui libri di testo va cambiata, così
    > come è rappresenta un
    > limite.

    Tanti auguri!
    In Italia non si rece a liberalizzare la professione dei tassisti, non si riesce a snellire le pratiche per cui sono ancora necessari i costosissimi notai (che in certi paesi al'estero nemmeno esistono come figura), però secondo te è fattibile riformare la legge sull'adozione dei libri di testo, che coinvolge un intero ministero e non so quante case editrici. Mah...
    non+autenticato
  • ...avrà il suo e-reader con tutti i libri caricati sopra, vuoi in PDF, vuoi in altro formato e la sua cartella peserà meno di 1kg.
    Ovviamente i libri saranno stati scaricati da amazon o altri canali (chi ha detto TPB?) o quel che ci sarà tra 5 anni.
    E come me anche gli altri genitori che all'alba di internet scorrazzavano a 14.400 (baud) con un 386, o a 300 baud con lo spectrum e il modem ad accoppiatore acustico, si saranno nel frattempo organizzati o magari si stanno già organizzando. Credo che la data del 2015 sia, come dire, del tutto campata in aria: già adesso vedo ragazzi col kindle, piuttosto che con l'ipad, galaxy ecc... e che trovano "al volo" la pagina di loro interesse relativa uno o più libri di testo. Sistema al momento utilizzato per la versione di latino, piuttosto che per lo studio vero e proprio, ma... diam tempo al tempo.
    Il passaggio al libro scolastico digitale sta avvenendo dal basso, alla faccia dei programmi ministeriali.

    GT
  • > Il passaggio al libro scolastico digitale sta
    > avvenendo dal basso, alla faccia dei programmi
    > ministeriali.

    È una cosa diversa. Già prima che esistessero le tavolette e i lettori di ebook gli studenti potevano fare con santa pazienza la scansione dei loro libri di testo, poi il riconoscimento OCR, e portarsi a scuola solo un portatile (non leggero come una tavoletta, ma più leggero di un libro di testo medio Sorride).
    Il progetto del ministero è quello di rendere disponibili in formato e-book tutti i libri di testo, di tutte le materie, e di abbandonare il formato cartaceo nelle scuole.
    Non dubito che gli studenti a cui fai riferimento abbiano trovato alcuni libri di testo in formato digitale su Amazon. Che li abbiano trovati proprio tutti, nell'Italia del 2013, mi pare strano.Deluso
    Però le coincidenze avvengono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush
    > ...avrà il suo e-reader con tutti i libri
    > caricati sopra, vuoi in PDF, vuoi in altro
    > formato e la sua cartella peserà meno di
    > 1kg.

    Nella migliore delle ipotesi le verrà vietato di usarlo per non creare invidie tra i compagni che non ce l'hanno.
    Nella peggiore tornerà a casa con la cartella vuota perché il bulletto della classe si sarà appropriato dell'aggeggio.
    Purtroppo credo che finché non sarà un dispositivo largamente abbordabile da tutti, non ne verrà consentito l'uso a scuola.
    Ti ricordo che ci sono scuole dove "consigliano" ai genitori di non far vestire i bambini con abiti firmati...
  • > Ti ricordo che ci sono scuole dove "consigliano"
    > ai genitori di non far vestire i bambini con
    > abiti
    > firmati...

    Questa mi giunge nuova. E come mai? Rischiano di farseli strappare di dosso? Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco Dani
    > > Ti ricordo che ci sono scuole dove
    > "consigliano"
    > > ai genitori di non far vestire i bambini con
    > > abiti
    > > firmati...
    >
    > Questa mi giunge nuova. E come mai? Rischiano di
    > farseli strappare di dosso?
    > Sorride

    Senza arrivare a quei limiti (ma non si può escludere...), si chiede di evitare l'ostentazione per non suscitare invidia nei bambini che non possono permetterseli. Ovviamente questo genere di cose avviene in scuole collocate in città e/o quartieri "a rischio".
  • Ciao.
    Se avessi letto con più attenzione questa discussione avrei postato qui il mio precedente intervento.A bocca aperta

    - Scritto da: Skywalkersenior

    > Purtroppo credo che finché non sarà un
    > dispositivo largamente abbordabile da tutti, non
    > ne verrà consentito l'uso a
    > scuola.

    Certo, ma credo che l'uso di un reader potrebbe essere oltre che utile, più economico per le famiglie.
    E onestamente vedo bambini andare in giro con oggetti tecnologici più costosi dei 60 euro che servono per un ereader, più ghiotti per il bulletto onestamente.
    Voglio dire, un bullo se ti vuole fare un "dispetto" ti ruba anche il dizionario o le scarpe. no?!

    se leggi il 3d aperto da me mi piacerebbe un tuo intervento.

    ciao.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > - Scritto da: Guybrush
    > > ...avrà il suo e-reader con tutti i libri
    > > caricati sopra, vuoi in PDF, vuoi in altro
    > > formato e la sua cartella peserà meno di
    > > 1kg.

    > Nella migliore delle ipotesi le verrà vietato di
    > usarlo per non creare invidie tra i compagni che
    > non ce
    > l'hanno.
    ...scusa? A scuola le verrà vietato di usare i libri di testo?
    Questa dovevo ancora sentirla.

    > Nella peggiore tornerà a casa con la cartella
    > vuota perché il bulletto della classe si sarà
    > appropriato dell'aggeggio.
    L'ebook da 50 euro si, il telefonino/iPad/galaxy ecc... che già adesso circolano che è una bellezza?

    > Purtroppo credo che finché non sarà un
    > dispositivo largamente abbordabile da tutti, non
    > ne verrà consentito l'uso a
    > scuola.
    Quindi l'iPhone è ammesso, ne vedo parecchi in giro.

    > Ti ricordo che ci sono scuole dove "consigliano"
    > ai genitori di non far vestire i bambini con
    > abiti
    > firmati...
    ...il che è solo giusto, ma già al nido vedo pupini in lacoste.
    Credo che i tuoi divieti siano, come dire, poco attuabili.

    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: Skywalkersenior
    > > - Scritto da: Guybrush
    > > > ...avrà il suo e-reader con tutti i
    > libri
    > > > caricati sopra, vuoi in PDF, vuoi in
    > altro
    > > > formato e la sua cartella peserà meno di
    > > > 1kg.
    >
    > > Nella migliore delle ipotesi le verrà
    > vietato
    > di
    > > usarlo per non creare invidie tra i compagni
    > che
    > > non ce
    > > l'hanno.
    > ...scusa? A scuola le verrà vietato di usare i
    > libri di
    > testo?
    > Questa dovevo ancora sentirla.
    >

    A me sembra di parlare italiano, eppure la gente non capisce!
    Libri di testo o meno, se una squola non consente di usare supporti elettronici per la consultazione dei testi, non farà eccezioni per nessuno.
    Ricorda che siamo in Italia, uno dei Paesi "civili" col più basso tasso di innovazione, e le strutture pubbliche ne sono un perfetto esempio.

    > > Nella peggiore tornerà a casa con la cartella
    > > vuota perché il bulletto della classe si sarà
    > > appropriato dell'aggeggio.
    > L'ebook da 50 euro si, il telefonino/iPad/galaxy
    > ecc... che già adesso circolano che è una
    > bellezza?

    Se mandi a scuola un ragazzino di 7/8 anni con un cellulare da 700 euro, il rischio è alto anche per quello.
    Comunque il telefonino resta per lo più in tasca, l'eBook Reader sta in bella vista sul banco

    >
    > > Purtroppo credo che finché non sarà un
    > > dispositivo largamente abbordabile da tutti,
    > non
    > > ne verrà consentito l'uso a
    > > scuola.
    > Quindi l'iPhone è ammesso, ne vedo parecchi in
    > giro.

    E' la prova che la madre dei cretini è sempre incinta.

    >
    > > Ti ricordo che ci sono scuole dove
    > "consigliano"
    > > ai genitori di non far vestire i bambini con
    > > abiti
    > > firmati...
    > ...il che è solo giusto, ma già al nido vedo
    > pupini in
    > lacoste.
    > Credo che i tuoi divieti siano, come dire, poco
    > attuabili.
    >

    Che siano poco attuabili può essere anche vero, ma che certe regole esistano in certe scuole, è altrettanto vero.
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