Mauro Vecchio

Apple, la punizione degli ebook

L'azienda di Cupertino verrà tenuta sotto controllo sul mercato dei libri elettronici, non potendo siglare accordi con gli editori del cartello. Abbandonata la clausola della nazione più favorita

Roma - In linea con le richieste del governo federale, l'ingiunzione permanente emessa dal giudice Denise Cote nei confronti di Apple prevede l'istituzione di un osservatorio esterno che veglierà sulle attività dello stesso colosso di Cupertino sul mercato dei libri in formato elettronico. Assicurandosi che la Mela rispetti le regole antitrust, dopo la condanna per il cartello orchestrato con alcuni tra i principali publisher anglofoni.

Come previsto, Cupertino non potrà siglare accordi per la distribuzione di ebook sulla sua piattaforma di vendita iBookstore, almeno non con quegli editori coinvolti nel cartello. La durata del blocco è variabile a seconda dei publisher - già accordatisi con il Department of Justice (DoJ), lasciando Apple sola alla sbarra - dai quattro anni (con MacMillan) ai 30 mesi (con Harper Collins).

In aggiunta, la Mela dovrà abbandonare la controversa clausola contrattuale della nazione più favorita, che le garantiva un prezzo uguale al più basso che si potesse trovare online. Il giudice Denise Cote ha tuttavia sottolineato come Cupertino resti libera di trovare accordi con un determinato editore, purché nel contratto venga chiaramente specificato il prezzo da pagare per la distribuzione su iBookstore.
Non tutte le richieste del DoJ sono state accolte dalla corte distrettuale. Ad esempio, Apple non sarà costretta ad includere link agli store dei suoi competitor - Amazon in primis - all'interno delle sue app iOS. In un comunicato diramato da un suo portavoce, l'azienda californiana ha ribadito la sua totale estraneità ai fatti contestati, annunciando il ricorso in appello contro l'ingiunzione.

Mauro Vecchio
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