Mauro Vecchio

UK, il provider vieterà i domini osceni?

Il register Nominet sta raccogliendo pareri sull'eventuale modifica delle sue policy. Qual è il confine che divide ciò che è inaccettabile da ciò che va tutelato dal diritto alla libera espressione?

Roma - Su pressione dei vertici del Department for Culture, Media and Sport, il register britannico Nominet ha aperto un forum pubblico per raccogliere pareri sulla possibile revisione delle sue policy in materia di domini. Entro gli inizi del prossimo novembre, tutti i netizen d'Albione potranno inviare la propria opinione sull'implementazione di nuove regole contro l'inserimento di parole offensive all'interno dei nomi selezionati per l'apertura di un sito nel Regno Unito.

In un breve comunicato pubblicato da Nominet, lo stesso register britannico ha ribadito di non essersi mai (volontariamente) addentrato all'interno di un vero e proprio campo minato: chi può infatti stabilire con criteri oggettivi cosa è offensivo o volgare? Finché si resta nei confini della legge, la nuova policy potrebbe risultare restrittiva e contraria ai principi di libera espressione.

A titolo d'esempio, i responsabili di Nominet hanno sottolineato come il sito therapist.co.uk possa certamente essere fraintendibile, ma non per questo bloccato. E se il sito psychotherapist.co.uk diventasse il pericoloso presidio digitale di uno stupratore psicolabile? Il register d'Albione ha tuttavia ricordato che nella Repubblica d'Irlanda sono vietati domini contro i principi morali, mentre in Cina è vietato l'inserimento di nomi legati alla pornografia o al gioco d'azzardo. (M.V.)
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10 Commenti alla Notizia UK, il provider vieterà i domini osceni?
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  • Se io voglio farmi il dominio faccioipompini.it, non vedo perchè dovrebbe essere offensivo.

    Chi ci va è perchè lo cerca esplicitamente e quindi sa cosa troverà, chi invece non ci va non rimarrà offeso.

    Poi il discorso di therapist.co.uk è ai limiti del paradossale
  • Dall'articolo: "Qual è il confine che divide ciò che è inaccettabile da ciò che va tutelato dal diritto alla libera espressione?"

    Questo confine é stato volutamente spazzato da una trentina di anni a questa parte. Oramai é tutto lecito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lalo
    > Dall'articolo: "Qual è il confine che divide ciò
    > che è inaccettabile da ciò che va tutelato dal
    > diritto alla libera
    > espressione?"
    >
    > Questo confine é stato volutamente
    > spazzato da una trentina di anni a questa parte.
    > Oramai é tutto
    > lecito.


    Per niente.
    Ormai tutto sta diventando VIETATO, soprattutto l'espressione di idee che danno fastidio!

    O almeno questa è la tendenza e i desiderata del potere e di parecchie lobby.
    Vedi le incessanti campagne contro gli "insulti" sul web, a chiedere censure e leggi speciali per internet (Buldrini, D'Alia, ecc.).
    Vedi la recrudescenza del richiamo al reato di vilipendio o, peggio, a qualcosa che viene interpretato da zelanti retorici come qualcosa di vicino al vilipendio (vedi Buldrini a presunta "difesa" di Napolitano, che ha costretto quest'ultimo (!) di precisare che non pretende affatto di essere ogni volta citato "con deferenza").

    Se si parla di sesso, invece, non vedo affatto una crescita del libertarismo, se si fa eccezione per la battaglia dei gay, che qualche progresso l'ha ottenuto.
    Vedo, anzi, negli ultimi trent'anni un avanzare del puritanesimo, cominciato con l'era reganiana e proseguito con l'avanzare del fondamentalismo musulmano e di un certo femminismo retrogrado (che si spaccia per progressista).

    A volte dalle "teche" RAI vengono tirate fuori trasmissioni degli anni '70 o inizio '80, trasmesse in seconda serata, dove c'erano quasi più centimetri di pelle esposta di quanto non ci sia oggi in TV e soprattutto molta più sensualità, vedi il varietà sexy "Il cappello sulle 23", con spogliarelliste come Rosa Fumetto ed altre.
    Cose che oggi verrebbero immediatamente bombardate da un fuoco di fila incrociato Chiesa-femministe-politici-psicologi-sociologi ecc., con richiesta che vengano fatte chiudere.
    Si veda la richiesta dell'associazione cattolica AIART di sospendere la trasmissione de "Il Trono di Spade" su Rai4, in quanto "pornografica e depravata".
    Si rischia di tornare al bigottismo di Stato ed alle calze opache imposte alle Kessler, altro che ...

    Per cui: di che sta parlando?
    non+autenticato
  • concordo.
    Tranne per la relazione fra libertà sessuale e centimetri di pelle esposti in TV. Il successo crescente del sesso proposto come intrattenimento, secondo me, è sintomo di una repressione sessuale di fondo della popolazione.
    Il problema di questo paese è l'anima egocentrica, fascio-catto-comunista (a seconda delle necessità) e con un retrogusto mafioso del cittadino comune per cui della rivoluzione sessuale e dei diritti civili avvenuta in paesi culturalmente più progrediti (California, Gran Bretagna, Francia) abbiamo solo sentito l'odore: tutto qui si è trasformato in una guerra che ha lasciato solo vittime e scombussolato un equilibrio morale comune, senza preoccuparsi di generarne uno nuovo. Alla fine, le conquiste di libertà individuali e civiltà in questo paese sono state ben poche... In TV si vedono assolutamente più tette e cosce che negli altri paesi ma non mi sembra di vivere in un paese più libero di quanto fosse negli anni '50.
    Ma si parlava di Inghilterra, giusto? Sorride
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > concordo.
    > Tranne per la relazione fra libertà sessuale e
    > centimetri di pelle esposti in TV. Il successo
    > crescente del sesso proposto come
    > intrattenimento, secondo me, è sintomo di una
    > repressione sessuale di fondo della
    > popolazione.

    Non so se gli italiani sono sessualmente repressi o lo siano in particolare rispetto ad altri popoli.
    Il fatto è che non solo da noi ma mi pare anche altrove c'è addirittura il "problema" del nudo! Il NUDO! Non solo sesso, piacere e sensualità, ma il semplice nudo fa ancora SCANDALO!
    Io lo trovo incredibile, segno di una regressione culturale incredibile.

    Le conquiste LEGISLATIVE di libertà individuali e di civiltà in Italia secondo me non sono state poche: divorzio, aborto, nuovo Diritto di Famiglia, Statuto dei lavoratori, abolizione di obbrobri come il "delitto d'onore" ecc.
    Ma sono tutte avvenute negli anni '70-inizio anni '80, sull'onda del tanto vituperato (da alcuni, sciocchi, che gli attribuiscono tutti i successivi mali del mondo) Sessantotto.
    Che invece è stata l'ultima stagione generalizzata di ampliamento dei diritti e delle libertà, prima che il conservatorismo politico e morale ed il puritanesimo riprendessero il sopravvento.
    Siamo passati da "fate l'amore, non la guerra" a "fate la guerra, non l'amore", da Joan Baez a Reagan, da Martin Luther King a Bush.
    E in Italia non è stato diverso.
    non+autenticato
  • > Le conquiste LEGISLATIVE di libertà individuali e
    > di civiltà in Italia secondo me non sono state
    > poche: divorzio, aborto, nuovo Diritto di
    > Famiglia, Statuto dei lavoratori, abolizione di
    > obbrobri come il "delitto d'onore"
    > ecc.

    Per completezza va detto che la possibilità di ingresso delle donne nelle forze armate, e quindi anche fra i Carabinieri, è avvenuta solo nel 2000. Gli anni Settanta non ce la fecero a far cadere quest'ultimo residuo di arretratezza. Triste

    > Ma sono tutte avvenute negli anni '70-inizio
    > anni '80
    ,

    Per quanto riguarda l'ultimo esempio, il delitto d'onore: 1981, per la precisione.
    Ce n'è una altrettanto importante avvenuta negli anni Sessanta: l'abolizione del reato di concubinato, avvenuta nel 1969. Un reato che ovviamente colpiva solo le donne.



    > sull'onda del tanto vituperato (da
    > alcuni, sciocchi, che gli attribuiscono tutti i
    > successivi mali del mondo)
    > Sessantotto .
    > Che invece è stata l'ultima stagione
    > generalizzata di ampliamento dei diritti e delle
    > libertà,

    Ahimè, no.
    La stagione seguita al '68 in Italia ha portato anche, accanto a ciò che ricordi, gli anni di piombo, e gli anni di piombo hanno comportato leggi liberticide come la Legge Reale, la legge Cossiga, la Comunicazione di cessione di fabbricato, nota come norma antiterrorismo... Tutte cose che sono rimaste in vigore molto più a lungo degli anni di piombo, e in certi casi lo sono ancora.Deluso


    > prima che il conservatorismo politico e
    > morale ed il puritanesimo riprendessero il
    > sopravvento.

    Il puritanesimo, quello vero, direi che era molto più forte nei Settanta che oggi.
    Nel 1976 la Cassazione, quindi non il pretore di una località remota, ma ben sei giudici a Roma, ordinava la distruzione di tutte le copie di Ultimo tango a Parigi . Alcune si salvarono per miracolo, giusto per mostrare, appena 10 anni dopo, che i giudici in servizio in quel periodo erano vissuti in convento di clausura dalla nascita...
    L'autore del romanzetto Porci con le ali , Marco Lombardo Radice, venne condannato per pubblicazione oscena, nel 1978, mi pare.
    Tornando ai giorni nostri, un film come Totò che visse due volte , (1998) che secondo molti era stato girato con il preciso intento di provocare interventi della magistratura, accese solo qualche polemichetta da talk show, e la sua distribuzione, inizialmente bloccata, venne assicurata proprio da una corte d'appello. Incassò pochissimo. Ormai il puritanesimo aveva abbandonato le aule dei tribunali... ma anche il pubblico in generale, che aveva smesso di andare al cinema per il gusto di poter dire "Ma che oscenità inguardabili che girano oggi!".


    > Siamo passati da "fate l'amore, non la guerra" a
    > "fate la guerra, non l'amore",

    Andrebbe analizzato bene se negli anni Settanta c'erano davvero meno guerre in giro per il mondo rispetto ad oggi. Ad esempio confrontando il numero di guerre in atto nel decennio 1970-1979 con quelle nel decennio 2000-2009. Credo che il confronto vedrebbe il Nuovo Millennio più pacifista. Sorride
    non+autenticato
  • Certo che non dormono la notte per escogitare 'ste trovate in certi posti... e parlo anche dell'Irlanda e comapgnia...
    Chissà in Italia se un dominio come odioluterio.it sarebbe considerato accettabile? E se è inaccettabile, è perché è femminicida, o perché non rispetta la religione altrui? Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > Certo che non dormono la notte per escogitare
    > 'ste trovate in certi posti... e parlo anche
    > dell'Irlanda e
    > comapgnia...
    > Chissà in Italia se un dominio come
    > odioluterio.it sarebbe considerato accettabile? E
    > se è inaccettabile, è perché è femminicida, o
    > perché non rispetta la religione altrui?
    > Occhiolino
    bello il titolo del tuo post. Lo diceva anche Max Mosley (prima di essere fotografato vestito da nazi mentre frustava una zokkola )A bocca aperta

    Cmq e' vero, non dormono la notte per far avverare '1984' e 'v for vendetta'Con la lingua fuori

    Fuor di battute, la psicopolizia UK, con i provvedimenti gia' presi sul "filtrare internet per salvare i bambini", sta producendo questi danni http://torrentfreak.com/uk-internet-filter-blocks-.../ ... non so se P.I. ne ha parlato
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > Certo che non dormono la notte per escogitare
    > 'ste trovate in certi posti... e parlo anche
    > dell'Irlanda e
    > comapgnia...
    > Chissà in Italia se un dominio come
    > odioluterio.it sarebbe considerato accettabile? E
    > se è inaccettabile, è perché è femminicida, o
    > perché non rispetta la religione altrui?
    > Occhiolino

    Ero contento che il redattore dell'articolo non avesse usato un titolo "niente (inserire qualsiasi cosa) siamo inglesi"... perché hai dovuto farlo tu? Sorride
  • > Ero contento che il redattore dell'articolo non
    > avesse usato un titolo "niente (inserire
    > qualsiasi cosa) siamo inglesi"... perché hai
    > dovuto farlo tu?
    >Sorride

    Perché il campo per i titoli di nuove discussioni ha pochi caratteri. Con la lingua fuori
    Una cosa come "Tutto quello che avreste voluto sapere sul .... ma non avete mai osato chiedere" non ci stava.
    non+autenticato