Mauro Vecchio

Linux, la carica degli sviluppatori

Il contributo maggiore allo sviluppo del kernel open source viene dalla community. Tra le aziende salgono Google e Samsung, mentre il primato è di Red Hat

Linux, la carica degli sviluppatoriRoma - Dai responsabili della Linux Foundation, la nuova edizione del rapporto sulle aziende che hanno contribuito maggiormente allo sviluppo del kernel open source. Al primo posto della classifica si è confermata l'azienda statunitense Red Hat - che dalla metà degli anni 90 produce la distro Red Hat Linux - con un totale di quasi 9.500 modifiche per oltre il 10 per cento dello sviluppo totale del Pinguino.

I numeri di Linux

Dopo Intel (8,8 per cento), Texas Instruments (4,1 per cento) e IBM (3,1 per cento), aziende del calibro di Google e Samsung sono entrate nella speciale top ten del rapporto anche noto come chi scrive Linux (o Linux Kernel Development report), a copertura di circa 92mila modifiche all'OS dalla versione 3.3 rilasciata nel marzo 2012.

Più di Red Hat, il contributo maggiore all'espansione del kernel proviene dalla comunità formata dai singoli sviluppatori, che ovviamente lavorano in proprio e non appartengono a nessuna azienda in particolare. Si parla di almeno 10mila developer per un totale di 12.500 modifiche alle linee di codice, quasi il 14 per cento del lavoro complessivo di sviluppo.
Nella scorsa edizione del rapporto - aprile 2012 - Google si piazzava all'11esimo posto della classifica (1,5 per cento dei contributi contro il 2,4 per cento attuale), mentre Samsung (ora al 2,6 per cento) era al di fuori dei primi 30. L'azienda di Mountain View ha aumentato il livello complessivo di lavoro su Linux con il passare delle release del suo sistema operativo mobile Android. Senz'altro i due exploit sono parecchio significativi, soprattutto perché testimoniano un costante spostamento dell'attenzione dal deskotp al mobile, e vanno misurati di pari passo alla scomparsa di Microsoft dalla classifica: nel 2012 c'era stato un massiccio contributo di Redmond per garantire la compatibilità dei propri software server con il Pinguino, ma esaurito tale sforzo BigM si è eclissata.

In vista dell'inizio dell'evento LinuxCon a New Orleans, Linux Foundation dichiara di aver registrato un totale di 17 milioni di linee di codice.

Mauro Vecchio
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230 Commenti alla Notizia Linux, la carica degli sviluppatori
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  • la vera spinta è android con gli smartphone.
    La mossa giusta è prima curare la sostanza e poi gli ideali, mi spiego:linux è inesistente per il gaming, sfido non ci sono nemmeno giochi di livello non c'è una console, linux in azienda è sempre deficitario dal punto di vista suite per ufficio, per l'editing video idem... se non ci sono gli strumenti non viene usato.
    Per i telefoni hanno creato un buon prodotto hardware e poi montato su android, senza rinunciare niente come prestazioni o compatibilità
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paul
    > la vera spinta è android con gli smartphone.
    > La mossa giusta è prima curare la sostanza e poi
    > gli ideali, mi spiego:linux è inesistente per il
    > gaming, sfido non ci sono nemmeno giochi di
    > livello non c'è una console, linux in azienda è
    > sempre deficitario dal punto di vista suite per
    > ufficio, per l'editing video idem... se non ci
    > sono gli strumenti non viene
    > usato.

    Ti diranno che c'è Open o Libre Office, e qui non gli dò torto.
    Ti diranno che ci sono Avidemux, Cinelerra, Kdenlive ma,
    dato che li ho provati su un computer predisposto per Linux
    e concluso che non funzionano come iMovie o Power Director,
    anzi, non funzionano proprio, devo dire che ci dovrebbero ritornare,
    ma sul serio.
    E così anche per l'editing audio. Audacity... lasciamo perdere.
    Inoltre non può esistere un editor audio o video senza l'hw
    che li supportano.
    Arduino? Si facciano progetti seri e innovativi, e non ripetere
    quelli di 20 anni fa di Nuova Elettronica.
    non+autenticato
  • Decantate l'open source e ne fate quasi un grido di battaglia quasi come s e fosse il bene assoluto ma è solo un altro modo di prendervi in giro. l'open source ha portato di buono solo una cosa: una maggiore stratificazione dei software e basta. Questo ha fatto si che potessero nascere community di sviluppatori autonomi che hanno fatto diventare questo lavoro un hobby e oggi mediamente sfruttati dall'apparenza che non ci sia un proprietario dietro quel software, il solido bieco rapporto padrone-servo da nerd frustrati. Forse siete legati ancora a vecchie ideologie da guerra fredda, proprietà o libertà, come se vi convinceste che un software open source non sia un software proprietario. Oggi aziende private creano community e offrono software libero che realizzano in metà tempo grazie ad un impiego intelligente delle risorse umane o software open che diventano poi proprietari perché devono fornire continua assistenza, aggiornamenti continui cosa che un software open non sempre assicura...Quanto spreco di risorse umane e di intelligenza per scrivere milioni di righe di codice sparse poi in miriadi di versioni... per difendere un obiettivo "markettizzato" ad hoc che ritorna sempre su se stesso, un circolo vizioso...E' come pensare che esiste una alternativa al capitalismo... sognate...
    non+autenticato
  • In quale modo un software libero diventerebbe proprietario?

    Se puoi scaricarlo gratis (sorgente incluso), puoi modificarlo e puoi darlo ad altri, come fai a dire che è proprietario?
    non+autenticato
  • (non è una offesa personale. Premetto che mi piace discutere animatamente e non voglio offendere nessuno. Quindi non facciamo i permalosiSorride

    Vi pavoneggiate a linussiani del piffero e poi vedo che nessun qua sembra partecipare ad una community dove è la stessa cosa che per lavorare per una azienda dove ti pagano e hai orari. Fino a prova contraria una community detta le linee di sviluppo, linee guida per non rendere vanificato il lavoro di tanti geni che spinti da una ideologia del caxxo pensano di fare del bene al mondo e credimi pensare che non sia proprietario è solo un prete che cambia il suo abito facendo credere che si è convertito. Per non parlare di come poi sopravvive questa community. Insomma è una eleganza fatta sola...
    non+autenticato
  • non è una offesa personale, ma quello che hai scritto è quasi incomprensibile.

    Comunque, ti stupisci delle linee guida? In qualunque progetto che coinvolga più di uno sviluppatore é necessario mettere degli obiettivi da raggiungere, per evitare che i vari collaboratori si ostacolino a vicenda.
    non+autenticato
  • Appunto e cosa ho detto? Guarda che diciamo la stessa cosa. In una azienda succede lo stesso solo che l'unico vantaggio probabilmente è che all'inizio grazie al software open puoi sviluppare "senza costi" e poi dopo se hai (il se è d'obbligo) successo sfondi... diventando poi centri veri e propri di business... continui a non vedere o fai finta. Però anche questa tendenza si è invertita... Oggi aziende private (non faccio nomi per non scatenare tifi da stadio) grosse creano le loro community che offrono sorgenti gratis per poter implementare qualsiasi programma su qualsiasi piattaforma(spero che tu conosca quali linguaggi proprietari lo permettono). Detto in soldoni il mondo open deve ringraziare il linguaggio Java per la sua diffusione ma oggi è ancora diffusa l'idea che solo grazie a Java puoi realizzare software open source. Insomma avverto ancora questa dicotomia anche se le cose stanno finalmente cambiando grazie ad una maggiore consapevolezza delle persone nell'ambito IT.
    non+autenticato
  • Se pensi che i programmatori dell'open source prediligano java, è chiaro che non ne hai mai visto uno.
    non+autenticato
  • Certo che no ma è grazie a Java che Linux deve la sua diffusione e che ha permesso ad aziende private di risollevarsi e lucrare su Linux. Queste poi sono sottigliezze che lasciano il tempo che trovano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gianfranco

    > Detto in soldoni il
    > mondo open deve ringraziare il linguaggio Java
    > per la sua diffusione ma oggi è ancora diffusa
    > l'idea che solo grazie a Java puoi realizzare
    > software open source.

    Scrive software open in java ????
    Rotola dal ridere
    krane
    22544
  • Vedo che ti è chiaro il significato di open o forse non hai inteso che un software open può essere scritto anche in js purché condivisibile (sorgente modificabile). vai a studiare...dai su..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gianfranco
    > Vedo che ti è chiaro il significato di open o
    > forse non hai inteso che un software open può
    > essere scritto anche in js purché condivisibile
    > (sorgente modificabile). vai a studiare...dai
    > su..

    Se e' per quello si puo' scrivere anche nel buon vecchio VB, da li a che qualcuno lo faccia a parte qualche mosca bianca...
    krane
    22544
  • - Scritto da: Gianfranco

    > tendenza si è invertita... Oggi aziende private
    > (non faccio nomi per non scatenare tifi da
    > stadio) grosse creano le loro community che
    > offrono sorgenti gratis per poter implementare
    > qualsiasi programma su qualsiasi
    > piattaforma(spero che tu conosca quali linguaggi
    > proprietari lo permettono). Detto in soldoni il

    sarebbe? aziende private che scrivono software opensource? benissimo, ci fa piacere

    quali sarebbero questi linguaggi proprietari? nemmeno i linguaggi specifici di microsoft sono più proprietari

    si parte da c e c++ e si finisce con python, lua, javascript, tutta roba opensource e a specifiche aperte

    > mondo open deve ringraziare il linguaggio Java
    > per la sua diffusione ma oggi è ancora diffusa
    > l'idea che solo grazie a Java puoi realizzare

    veramente dobbiamo ringraziare la free software foundation e ancorprima la berkeley software distribution della ucla

    non capisco che c'entri java, visto la stragrande maggioranza dei software open sono realizzati in c, c++ e python

    > software open source. Insomma avverto ancora
    > questa dicotomia anche se le cose stanno

    io avverto tanta tanta ignoranza sul tema in oggetto

    > finalmente cambiando grazie ad una maggiore
    > consapevolezza delle persone nell'ambito
    > IT.

    infatti hanno capito che il crapware closed è costoso, insicuro, lento nell'evolversi, impossibile da customizzare

    il software non è una coscia di vacca, che è fatta in un certo modo e va bene così, ma è un asset che spessissimo dev'essere adattato alle esigenze dell'utilizzatore
    non+autenticato
  • Seguendo la discussione che infiamma, anche se off topic ma interessante_

    Non e' vero che linux non e' diffuso

    Preso da
    http://www.allarovescia.blogspot.it/2013/06/pochi-...


    cut------------------
    Per più di vent'anni il mercato si era diviso tra il computer del consumatore, tipicamente una macchina con su una qualche versione Microsoft, i grossi computer che utilizzavano una qualche versione di UNIX, quelli medi che utilizzavano una qualche versione del sistema operativo proprietario come OS/400 e quelli molto piccoli che utilizzavano l'unica cosa che esisteva in giro che era un sistema operativo chiamato epoc di una certa Symbian.
    Si può quindi dire che computer dagli anni 80 al 2000 non sono mai stati così tanto Microsoft come si vuole credere ma quelle percentuali parlano solo di una specifica tipologia di macchine.
    Gli smartphone (non pensavate che fossero roba nuova vero?) semplicemente non impattavano sul consumatore visto che molte societa' del terzo mondo come in italia non erano ancora avezze alle email.
    Era giusto qualche strano che aveva l'ericcson 380 o il nonno del mobile office l'atari portfolio (ne ho tenuto uno nel 1991 per 6 mesi ed era una cosa favolosa) o lo sharp.

    Durante questo tempo Microsoft ha cercato più volte di entrare nelle nicchie di mercato ma, forse reputandole uguali alle altre, con scarso successo.
    Dopo un tentativo fatto nei computer ad alte prestazioni sostanzialmente è sparita dal mercato.
    Dopo una piccola fiammata nel campo dei cellulari è sostanzialmente sparita.
    Dopo aver speso ingenti cifre, spesso apocalittiche, per entrare nel mondo dei server ad oggi ha una quota di mercato interessante solo ed esclusivamente nei piccoli server all'interno delle aziende.
    Le grandissime aziende, il Web, chi ha bisogno di un prodotto funzionante 24 ore al giorno 365 all'anno sostanzialmente non sa cosa sia il marchio Microsoft.

    Mentre succedeva tutto questo, questi tentativi fatti con molta supponenza e richieste ingenti di soldi tutti piccoli oggetti cominciavano a prendere vita attraverso un sistema operativo gratuito: Linux.
    Mano mano che questi oggetti crescevano avevano bisogno di un sistema operativo che non costasse il quadruplo dell'apparecchio stesso. Il travaso era inevitabile.
    Oggi un televisore costa 300 euro ma sarebbe assurdo se per cambiare canale dovessimo spendere altri 150-300 euro da donare a Microsoft. Al consumatore non sembra di aver nessun vantaggio ad avere un prodotto Windows sul televisore non tanto perché potrebbe fare qualcosa in più o in meno ma soprattutto perché non identifica il televisore come un computer nonostante sia decisamente più performante di quel vecchio scatolone pagato quattro stipendi negli anni 90.
    Questo uso pressoché ubiquo del sistema operativo open source ha fatto sì che dal punto di vista dei progettisti degli oggetti divenisse uno standard de facto come lo era stato Microsoft nel suo piccolo laghetto negli anni 90.
    Con una differenza: non e' un laghetto, e' l'oceano baby!

    Oggi il computer assume molte forme, molti stati e tutti questi hanno caratteristiche superiori al vecchio PC con msdos.
    Se pensiamo al diffuso ipad3, sostanzialmente un pc portatile senza tastiera, ha 1024MB di memoria e pompa 4000Mips. Mica noccioline!
    Giusto per capirci un pentium4 mediamente viaggiava a circa 4000Mips (dai 2000 ai 9000) e raramente aveva piu' di 512KB di memoria.
    Alcuni telefononini e tablet sono equipaggiati con il cortex A15 (come il nexus) che surclassa qualsiasi pentium4 mai prodotto e venduto.
    Insomma nel 2012 un tablet altro non e' che un fisso del 2007 (o un portatile del 2010) che non ha la tastiera: perche' non chiamarlo PC?

    Quindi il problema e' questo:
    il 92% dei mini-pc non usa windows ma uno UNIX (tendenzialmente Linux rinominato android)
    E' il mercato piu' grande; vende decine di milioni di pezzi al mese (solo apple vende 15 milioni di I-cosi unix al mese)

    il 97% dei supercomputer usa unix
    Si tratta di entita' importanti visto che un supercomputer di oggi e' un agglomerato di migliaia di “pc”

    il 90% di computer “nascosti” usa unix (TV, registratori video, firewall, router... con l'eccezione di Xbox e playstation)
    E' un mercato che se comprensivo delle unita' microbiche, quelle sotto i 50Euretti, parla di milioni di pezzi al giorno.

    il 90% dei web servers e' unix.
    Anche questo e' un mercato grosso e grasso.

    Rimane con un 90% dei PC-oldstyle.
    Ma e' un mercato statico, che non cresce e non puo' farlo. Il consumatore ha scoperto che l'ipad su internet e' molto piu' veloce del pc- portatile.
    Come dargli torto visto che il PC e' stato comprato dal salumiere “in offerta” (AKA “non comprarlo se non sei lobotomizzato”) a 199E + 100E microsoft 3 anni fa e per il tablet (con mela o senza) ha speso 599E 3 giorni fa.
    Se un coso da 600E con ddr3 e SSD non andasse piu' veloce di un vecchio celertont con HDD da 4000giri mi farei delle domande.
    Ecco che il consumatore da un lato non spende sul PC ma usa sempre piu' il tablet/telefono.
    Il computer “consumatore” e' un mercato di soli 300 milioni di pezzi con contrazione del 4% annuale.
    Per la cronaca 200M di portatili e 100 fissi.

    Visto che i tablet si attesteranno da soli a quota 200 milioni di pezzi e' ovvio che solo con questi (ai quali manca solo la tastiera per essere un normale portatile) abbiano gia' messo in minoranza MS nel mobile senza contare gli smartfone che hanno un display piu' grande del mio primo portatile (5”: non per nulla li chiamano phablet). Abbiamo stracciato i fissi.

    CUT-------------
    Dietro a questi numeri ci sono i motivi per fare l'interfaccia ribbon di Office 2007 e la GUI metro di Win8. Pessime cose dettate dalla disperazione. Assomigliare al nemico: android e IOS.

    Con questi numeri si puo' affermare che da anni microsoft e' una piccola realta' nel mare dei computers che occupa una piccola quanto redditizia isola che sta affondando nelle preferenze dei consumatori che si sentono piu' liberi con formati diversi ma soprattutto piu' economici (o piu' reclamizzati: e' la stessa cosa) poiche' sgravati dal costo della licenza.

    Sostanzialmente microsoft da anni non viene installata che su un esiguo numero di computer, forse meno dell'1%, e anche in quelli definibili PC perche' hanno uno schermo, puoi giocarci a doom e scaricano la posta microsoft detiene al massimo un 10%.

    Il rischio per microsoft e' che i consumatori divengano utenti e comincino a provare alternative a MS per avere un HW piu' performante. Spendere 200 o 300 euro di computer fa
    cut-------
    non+autenticato
  • Al di là dei ragionamenti che fa Blue Flame, un articolo che confonde così sfacciatamente Unix e Linux non vale nemmeno il tempo della lettura.
    Ricordo per i distratti che Linux non è un derivato di unix: è unix-like, è diverso.
    Fra i derivati di Unix (veri) c'è ad esempio Mac OS X e Solaris.
    non+autenticato
  • perchè mai?

    unix entra nel discorso in frasi del genere "il 92% dei mini-pc non usa windows ma uno UNIX"

    direi che linux è uno unix è corretto, visto che è costruito sull'architettura e i concetti di unix

    non sta scritto da nessuna parte "linux è un derivato unix", ma "linux è uno unix", cioè è della famiglia unix, nella quale rientrano pure gli unix-like

    del resto lo stesso discorso vale per macos x, che è un collage di mach, freebsd, netbsd
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > perchè mai?
    >
    > unix entra nel discorso in frasi del genere "il
    > 92% dei mini-pc non usa windows ma uno
    > UNIX"
    >
    > direi che linux è uno unix è corretto, visto che
    > è costruito sull'architettura e i concetti di
    > unix
    >
    > non sta scritto da nessuna parte "linux è un
    > derivato unix", ma "linux è uno unix", cioè è
    > della famiglia unix, nella quale rientrano pure
    > gli
    > unix-like
    >
    > del resto lo stesso discorso vale per macos x,
    > che è un collage di mach, freebsd,
    > netbsd


    Ma nemmeno per idea !

    Linux non è uno Unix perché il kernel di Linux non ha nulla a che fare col kernel di Unix e il sistema operativo si chiama GNU-Linux dove GNU signfica "Gnu's Not Unix". È diversa le gestione della memoria, è diversa la gestione dei processi, gli scheduler, la gestione degli IO è diverso tutto !

    GNU-Linux è un SO basato su POSIX che vuol dire "Portable Operating System Interface", ed è una serie di specifiche IEEE per garantire l'interoperabilità e la portabilità del codice sulla varie piattaforme, cioè fare in modo che se scrivi un pezzo di codice su Linux, poi gira su Solaris, HP-UX, QNX e gli eredi di Jobs, lo possono prendere, modificare un po`, piazzarlo sulle proprie macchine e pubblicizzarlo come se lo avessero inventato loro.

    Che poi il sistema operativo più diffuso al mondo (cioè Microsoft Windows) non rispetti gli standard posix è un altro paio di maniche.

    Anzi, non lo è nemmeno, visto che il substrato Posix è quasi completamente presente nelle API di sistema sotto altra forma e può essere reso perfettamente compatibile con qualche wrapper e piccole modifiche, come fa per esempio Cygwin.
    non+autenticato
  • ma infatti io non ho scritto che linux è derivato dal codice di unix, ma che linux implementa l'architettura unix

    per questo è definito unix-like

    inoltre posix non è l'opposto di unix, una sorta di antagonista o avversario, bensì un set di raccomandazioni per garantire che i sistemi operativi si comportino come unix ( partendo dalle api fino all'interfaccia delle utility dell'userland )

    l'acronimo gnu indica che l'userland gnu ( che non c'entra direttamente col kernel linux ) non è derivato dal codice dell'userland dell'unix originale, ma non mi pare che venga detto che è diverso dall'userland unix ( anzi implementa proprio le stesse funzionalità e utility )

    idem per la libc, che implementa tutte le tipiche funzioni dell'api unix

    e posso continuare col virtual file system, il concetto di "ogni risorsa è un file", ecc...

    linux non è codice unix, ma è architettura unix!!!
    non+autenticato
  • > ma infatti io non ho scritto che linux è derivato
    > dal codice di unix, ma che linux implementa
    > l'architettura
    > unix

    Guarda che il concetto è lo stesso, non è che sposstando i paletti salvi la frittata. Ecco cosa avevi scritto:

    "direi che linux è uno unix è corretto, visto che è costruito sull'architettura e i concetti di unix"

    "[...] "linux è uno unix", cioè è della famiglia unix, nella quale rientrano pure gli unix-like".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Donatello
    > > ma infatti io non ho scritto che linux è
    > derivato
    > > dal codice di unix, ma che linux implementa
    > > l'architettura
    > > unix
    >
    > Guarda che il concetto è lo stesso, non è che
    > sposstando i paletti salvi la frittata. Ecco cosa
    > avevi
    > scritto:
    >
    > "direi che linux è uno unix è corretto, visto che
    > è costruito sull'architettura e i concetti di
    > unix"
    >
    > "[...] "linux è uno unix", cioè è della famiglia
    > unix, nella quale rientrano pure gli
    > unix-like".

    Come chiamare il cerchio poligono regolare di 900.000.000 di lati uguali tra loro.
    Altrimenti forse sarebbe un copia-incolla.
    Diverso da quello di 900.000.010 lati.
    non+autenticato
  • Il problema è che il cerchio non è un poligono, sono le fondamenta ad essere differenti...



    - Scritto da: Gino Tavera
    > - Scritto da: Donatello
    > > > ma infatti io non ho scritto che linux è
    > > derivato
    > > > dal codice di unix, ma che linux
    > implementa
    > > > l'architettura
    > > > unix
    > >
    > > Guarda che il concetto è lo stesso, non è che
    > > sposstando i paletti salvi la frittata. Ecco
    > cosa
    > > avevi
    > > scritto:
    > >
    > > "direi che linux è uno unix è corretto,
    > visto
    > che
    > > è costruito sull'architettura e i concetti di
    > > unix"
    > >
    > > "[...] "linux è uno unix", cioè è della
    > famiglia
    > > unix, nella quale rientrano pure gli
    > > unix-like".
    >
    > Come chiamare il cerchio poligono regolare di
    > 900.000.000 di lati uguali tra
    > loro.
    > Altrimenti forse sarebbe un copia-incolla.
    > Diverso da quello di 900.000.010 lati.
  • - Scritto da: Donatello

    >
    > Guarda che il concetto è lo stesso, non è che
    > sposstando i paletti salvi la frittata. Ecco cosa
    > avevi
    > scritto:
    >
    > "direi che linux è uno unix è corretto, visto che
    > è costruito sull'architettura e i concetti di
    > unix"
    >

    rigirare? mai sai leggere? quella frase che dice?

    se sai leggere ( e capire ) l'italiano, noterai che la frase che hai quotato è identica a questa mia affermazione

    > > ma infatti io non ho scritto che linux è
    > derivato
    > > dal codice di unix, ma che linux implementa
    > > l'architettura
    > > unix


    architettura != codice

    è difficile? devo fare un disegno?
    non+autenticato
  • > rigirare? mai sai leggere? quella frase che dice?
    >
    > se sai leggere ( e capire ) l'italiano, noterai
    > che la frase che hai quotato è identica a questa
    > mia
    > affermazione

    Al di là delle tue carenze di italiano (scrivere "uno unix" è ridicolo, da qualsiasi parte la si veda), carenze che non sono l'oggetto di questa discussione, ciò che hai detto sul rapporti fra Linux e Unix è sbagliato. La storia dell'informatica non la riscrivi dando significati a piacere ai termini "implementare" e "architettura".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Donatello
    > > rigirare? mai sai leggere? quella frase che
    > dice?
    > >
    > > se sai leggere ( e capire ) l'italiano,
    > noterai
    > > che la frase che hai quotato è identica a
    > questa
    > > mia
    > > affermazione
    >
    > Al di là delle tue carenze di italiano (scrivere
    > "uno unix" è ridicolo, da qualsiasi parte la si
    > veda), carenze che non sono l'oggetto di questa
    > discussione, ciò che hai detto sul rapporti fra
    > Linux e Unix è sbagliato. La storia
    > dell'informatica non la riscrivi dando
    > significati a piacere ai termini "implementare" e
    > "architettura".

    Noto negli anni che i significati che danno non sono tanto "a piacere",
    ma sono... sinonimi. Per il gusto di essere bastian contrario.
    Se fossero tanto approfonditi anche nella cura della grafica delle applicazioni e
    nella creazione di programmi per la produzione di qualcosa di sempre più avanzato
    avrebbero battuto da tempo OSX e Windows.
    non+autenticato
  • Peccato non trovare nella cima della classifica aziene italiane o sviluppatori italiani, ma solo qualche sviluppatore di origini italiane.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Accelerx
    > Peccato non trovare nella cima della classifica
    > aziene italiane o sviluppatori italiani, ma solo
    > qualche sviluppatore di origini
    > italiane.
    Tenendo conto del fatto che in italia (minuscolo voluto) "informatica" significa essenzialmente contar fagioli per banche, assicurazioni e simile gentaglia direi che non c'e' nulla di cui stupirsi.
    non+autenticato
  • eeeehhh, ma tu parli dell'informatica evoluta

    la vera informatica ita(g)liana consiste nel realizzare presentazioni powerpoint e scrivere documenti word
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > eeeehhh, ma tu parli dell'informatica evoluta
    >
    > la vera informatica ita(g)liana consiste nel
    > realizzare presentazioni powerpoint e scrivere
    > documenti
    > word

    sei fuori strada... l'eccelenza e la nostra punta di diamante sono i gestionali in VB
    non+autenticato
  • - Scritto da: nizz
    > - Scritto da: collione
    > > eeeehhh, ma tu parli dell'informatica evoluta
    > >
    > > la vera informatica ita(g)liana consiste nel
    > > realizzare presentazioni powerpoint e
    > scrivere
    > > documenti
    > > word
    >
    > sei fuori strada... l'eccelenza e la nostra punta
    > di diamante sono i gestionali in
    > VB

    non nominare il nome di Dio invano

    inchiniamoci di fronte agli sparagestionali in VBA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Accelerx
    > Peccato non trovare nella cima della classifica
    > aziene italiane o sviluppatori italiani, ma solo
    > qualche sviluppatore di origini
    > italiane.

    Strano, a leggere il forum di PI sembra che tutti siano sviluppatori del kernel.
    non+autenticato
  • è che siamo troppo impegnati a ridere dietro a Inutile Escremento http://punto-informatico.it/3892000/PI/News/intern...

    Rotola dal ridere

    vai vai bimbo, vai di là a difendere il tuo padrone
    non+autenticato
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