Mauro Vecchio

ESA vuole mandare un serpente su Marte

Un gruppo di ricercatori norvegesi studia un prototipo di robot strisciante che potrebbe supportare i rover negli angoli pių difficili sul suolo marziano

Roma - Dai ricercatori dell'organizzazione privata norvegese Foundation for Scientific and Industrial Research (SINTEF), un prototipo robotico che imiterà i sinuosi movimenti del serpente per aumentare il livello di flessibilità e manovrabilità delle esplorazioni spaziali sul Pianeta Rosso. Commissionate dalla European Space Agency (ESA) le ricerche norvegesi dovrebbero contribuire al lancio di un rover tutto europeo entro l'anno 2018.

Visti i risultati della campagna spaziale della NASA, i quattro rover su sei ruote hanno riscontrato diversi problemi di mobilità sul difficile suolo marziano con la grave perdita di Spirit intrappolato dalle insidie sabbiose del pianeta, ESA prova una strada diversa. Ecco perché i ricercatori di SINTEF hanno pensato ad un prototipo a forma di serpente, in grado di superare gli eventuali problemi di manovra e insinuarsi nelle cavità più strette sul territorio sconosciuto.

serpente robot

Per i vertici di ESA sarebbe un gran colpo riuscire a scandagliare quegli angoli più remoti di Marte, lì dove i grandi rover della NASA finiscono impantanati o non riescono nemmeno ad arrivare. Nella visione dei ricercatori norvegesi, il serpentone robotico non potrebbe certo agire da solo, impossibilitato a coprire lunghe distanze sul suolo marziano. In questo modo il prototipo di SINTEF verrebbe trasportato dai rover per poi essere dispiegato nei momenti più adatti nel corso dell'esplorazione.
Mentre il serpente artificiale di SINTEF aiuterebbe i più possenti rover a sbrogliare le situazioni più pericolose - Spirit docet - le autorità aerospaziali iraniane avrebbero intenzione di spedire nello spazio un vero gatto persiano, entro la primavera del prossimo anno. Dopo il celebre cane Laika, il nuovo felino dello spazio - i meme già abbondano - supererebbe i confini dell'atmosfera terrestre a bordo di un razzo più grande di quelli già sperimentati dalle autorità di Teheran.

Mauro Vecchio
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