Luca Annunziata

Torvalds, l'NSA e la legge di Moore

Il creatore di Linux scherza sull'ipotesi che anche il kernel Linux sia oggetto delle attenzioni dell'intelligence USA. Ma le sue considerazioni alla LinuxCon sono piuttosto realistiche

Roma - No, la NSA non ha una backdoor in Linux: nonostante le voci che erano circolate nelle scorse ore, non ci sono prove e soprattutto Linus Torvalds non ha ammesso niente del genere. Si è trattato di una risposta scherzosa a una domanda durante una tavola rotonda tenutasi nel corso della conferenza LinuxCon, e niente di più: ma ci sono molte altre opinioni interessanti che il creatore del kernel open source ha dispensato agli astanti.


La faccenda della backdoor, come è facilmente verificabile nel video, è chiaramente una boutade: con il suo consueto sarcasmo, Torvalds ha annuito con la testa mentre negava a parole qualsiasi tentativo da parte di qualsivoglia servizio di intelligence di mettere il naso nel codice da lui sviluppato o manutenuto. La verifica, per chi proprio fosse scettico, d'altronde è alla portata di chiunque: i sorgenti di Linux sono disponibili per qualsiasi verifica, anche se probabilmente ci vorrebbe un bel po' per venire a capo delle migliaia e migliaia di linee di codice di cui sono composti.

Più serie e interessanti le considerazioni di Torvalds sull'industria IT. A cominciare dalla celebre legge di Moore, quella che predice il costante aumento delle prestazioni nei sistemi di calcolo: "Tra 5 o 10 anni sono davvero curioso di vedere come l'industria reagirà effettivamente al fatto che presto andremo a scontrarci coi limiti fisici: la gente che parla di migliaia di core su un die grazie alla miniaturizzazione, lo fa chiaramente perché non ha idea della fisica e del fatto che non potremo continuare ad aumentare la miniaturizzazione molto a lungo". Secondo Linus saranno ostacoli fisici ed economici a frenare la corsa, e a quel punto sarà necessario da parte degli sviluppatori uno sforzo notevole: "Saremo coinvolti a livello kernel perché siamo lo strato tra hardware e software. Cosa succede quando l'hardware non migliora e ci rende magicamente più veloci? Sarà interessante. Forse non succederà tra 5 o 10 anni, magari tra 15, ma succederà".
Ovviamente Torvalds non esclude altre innovazioni tecniche che possano mutare il quadro, ma ribadisce anche la difficoltà che l'enorme mole del kernel e l'entrata in campo di molte nuove piattaforme hardware come quelle mobile o embedded pone sul capo degli sviluppatori: occorre coinvolgere altri programmatori e istruirli (magari tramite apposite mentorship) su come contribuire positivamente e attivamente alla crescita di Linux, in modo tale che continui ad adattarsi ed evolversi negli anni a venire (come ha già fatto nel recente passato o ancora prima) per andare incontro alle nuove esigenze che nasceranno. Ma soprattutto Torvalds auspica che gli sviluppatori diventino più responsabili: non basta scrivere una patch, bisogna documentare il proprio codice ed essere pronti a manutenerlo per essere davvero utili alla community.

Infine, a Torvalds è stato anche chiesto se avesse voglia di provare a sedersi sulla poltrona lasciata vacante da Ballmer in Microsoft. Pare di capire che Linus non sia interessato a trasferirsi a Redmond.

Luca Annunziata
41 Commenti alla Notizia Torvalds, l'NSA e la legge di Moore
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  • Beh, veramente questa mi sembra proprio una coglionata.

    Corbezzoli, ma che gran COGLIONATA!!!
    non+autenticato
  • Ho trovato questo:

    http://www.codeplex.com/

    Hosting per progetti opensource, tipo sourceforge, ma questo sito è gestito dalla Microsoft.

    Volevo avere spiegazioni..Leggendo in giro mi sono rimasti dei dubbi. Microsoft è opensource? Microsoft che gestisce spazi per programmi opensource non è paradossale? Insomma è un buon sito da aggiungere ai segnalibri o no?
  • no, non è un buon sito perchè nessuno sviluppatore opensource se l'è mai filato

    gli unici progetti che ci sono, sono creati da impiegati microsoft

    la licenza "opensource" che propongono è una licenza ad-hoc, incompatibile con la gpl e chi dà addirittura diritti di sfruttamento alla microsoft

    è stato un goffo tentativo di dire che loro non sono nemici dell'opensource

    a ciò, aggiungi che, pochi giorni fa, il direttore della divisione opensource ha lasciato l'azienda

    fondamentalmente, codeplex è una presa in giro colossale
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione

    > gli unici progetti che ci sono, sono creati da
    > impiegati
    > Microsoft

    Non è vero.

    > la licenza "opensource" che propongono è una
    > licenza ad-hoc, incompatibile con la gpl e chi dà
    > addirittura diritti di sfruttamento alla
    > Microsoft

    Non è vero. Ci sono anche progetti in GPL.

    > è stato un goffo tentativo di dire che loro non
    > sono nemici
    > dell'opensource

    Sei fermo a molti anni fa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: thebecker
    > Ho trovato questo:
    >
    > http://www.codeplex.com/
    >
    > Hosting per progetti opensource, tipo
    > sourceforge, ma questo sito è gestito dalla
    > Microsoft.
    >
    > Volevo avere spiegazioni..Leggendo in giro mi
    > sono rimasti dei dubbi. Microsoft è opensource?
    > Microsoft che gestisce spazi per programmi
    > opensource non è paradossale? Insomma è un buon
    > sito da aggiungere ai segnalibri o
    > no?

    In realtà è valido solo per alcuni progetti, la quasi totalità dei progetti presenti è legata a Windows o a programmi che funzionano solo con Windows.
    Per tutto il resto c'è GitHub/Assembla/Bitbucket/SourceForge/ecc... . Se dovessi scegliere una piattaforma di hosting/RC per un progetto open, di sicuro non sarebbe Codeplex.
    non+autenticato
  • i programmatori facevano i salti mortali per sviluppare software che girasse fluidamente

    adottavano trucchetti per andare oltre i limiti della macchina

    poi quando l'hardware ha cominciato a diventare sempre più potente hanno sbracato e ci troviamo un lettore di pdf più pesante del software che serve per monitorare una missione spaziale
    non+autenticato
  • - Scritto da: eheheh
    > i programmatori facevano i salti mortali per
    > sviluppare software che girasse
    > fluidamente
    >
    > adottavano trucchetti per andare oltre i limiti
    > della
    > macchina
    >
    > poi quando l'hardware ha cominciato a diventare
    > sempre più potente hanno sbracato e ci troviamo
    > un lettore di pdf più pesante del software che
    > serve per monitorare una missione
    > spaziale

    Purtroppo oggi si fa prima a comperare della RAM che a ottimizzare il codice...
    Shiba
    3825
  • C'è anche un altro problema: molte ottimizzazioni erano possibili grazie a "trucchi" non documentati, realizzati su hardware specifici. Con hardware più nuovo, tali trucchi non erano più possibili (ed anche realizzare degli emulatori che li supportassero era un incubo).

    Oggi, non avendo più risorse limitate come un tempo, si preferisce sacrificare l'ottimizzazione estrema in cambio di una maggiore portabilità.
    non+autenticato
  • I salti mortali di cui parli comprendevano anche utilizzare due cifre per memorizzare l'anno (Tanto per fare un esempio noto).
    I salti mortali hanno anche un altro problema, mantenere il codice diventa un incubo. I tempi di sviluppo si dilatano. Questo ovviamente impatta sul costo del prodotto. Ora le aziende (e le persone in generale) non sono onlus. Per far girare il software X meglio posso spendere 100 per ottimizzarlo a morte e guadagnare il 10% in prestazioni oppure spendere 50 per nuovo hardware e guadagnare il 20% in prestazioni. Secondo te quale è la soluzione più efficiente?
    Fino a quando il costo dell'hardware sarà inferiore a quello del programmatore si privilegerà l'acquisto del primo. Andando avanti con la miniaturizzazione i costi aumenteranno (peggio ancora per nuove tecnologie) ed in futuro si potrà invertire il trend ed era proprio di questo che parlava il buon vecchio Linus.

    Sono stanco di sentire, i programmatori qua i programmatori là. Se ho 10gg per finire un software, prima lo finisco, poi elimino eventuali bug e poi se avanza tempo ottimizzo. In più cerco di rendere il codice "semplice" da mantenere (nessuno è Dio in terra e qualche bug ci scappa sempre) per evitare di metterci una vita a trovare ed eliminare un bug. Bisogna scendere a compromessi.

    Non conosco la tua età, ma ricorda o documentati, sul costo di hardware e software, dei tempi d'oro di cui parli.
    non+autenticato
  • c'è pure da dire che negli anni '80-'90 prevaleva la logica hacker, per cui il software era visto come arte e, molti programmi, erano sviluppati amatorialmente da hacker molto bravi e vogliosi di dimostrare le loro capacità, ottimizzando il codice oltre ogni limite ingegneristico

    i prezzi al ribasso dell'hardware hanno intaccato questa tendenza ( purtroppo ), tuttavia non si è fatto nulla in nessun campo

    ad esempio, perchè non usare pypi invece di cpython? ottimizzare un software applicativo è costoso e non paga, ma ottimizzare un framework, un middleware, ecc... è sicuramente altrettanto costoso, ma paga e ha un gran significato

    un codec audio ottimizzato, è un codec che può migliorare sensibilmente il rendimento dei programmi che lo usano

    solo nel campo dei videogames è ancora viva la pratica di ottimizzare, anche se è stata ridimensionata anche in questo campo

    e ovviamente la colpa non è sempre e solo del programmatore, è la logica dell'ingegneria del software che vuole così

    ma il software è un'arte prim'ancora di essere un oggetto d'ingegneria

    del resto si tende ad escludere tutto ciò che non ha implicazioni economiche immediate, tant'è che il buon Rob Pike se n'è pubblicamente lamentato http://herpolhode.com/rob/utah2000.pdf‎;
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > c'è pure da dire che negli anni '80-'90 prevaleva
    > la logica hacker, per cui il software era visto
    > come arte

    Il software e' arte.
    Oggi piu' di ieri, visto che oggi c'e' tanta merda in circolazione.
  • - Scritto da: panda rossa

    > Oggi piu' di ieri, visto che oggi c'e' tanta
    > merda in
    > circolazione.

    appunto, la maggior parte di quelli che lo realizzano, non lo vedono come un arte e nemmeno sono artisti
    non+autenticato
  • certo allora l'hardware costava molto ed era poco potente rispetto ad oggi

    ed è prioprio per questo che veniva sfruttato al meglio, quando una risorsa è scarsa non si butta via niente si ottimizza, quando c'è abbondanza e a buon mercato si spreca

    vale anche per altre cose il discorso

    e poi non dimentichiamo perchè oggi l'hardware costa poco, non dipende solo da processi tecnologici migliori
    non+autenticato
  • - Scritto da: eheheh
    > certo allora l'hardware costava molto ed era poco
    > potente rispetto ad
    > oggi
    >
    > ed è prioprio per questo che veniva sfruttato al
    > meglio, quando una risorsa è scarsa non si butta
    > via niente si ottimizza, quando c'è abbondanza e
    > a buon mercato si
    > spreca

    sarebbe buona norma mantenere la forma mentis del passato, ottimizzando al massimo pure oggidì


    >
    > vale anche per altre cose il discorso
    >
    > e poi non dimentichiamo perchè oggi l'hardware
    > costa poco, non dipende solo da processi
    > tecnologici
    > migliori
  • - Scritto da: eheheh
    > i programmatori facevano i salti mortali per
    > sviluppare software che girasse
    > fluidamente
    >
    > adottavano trucchetti per andare oltre i limiti
    > della
    > macchina
    >
    > poi quando l'hardware ha cominciato a diventare
    > sempre più potente hanno sbracato e ci troviamo
    > un lettore di pdf più pesante del software che
    > serve per monitorare una missione
    > spaziale


    Daccordissimo!

    Terribile involuzione. Stai girando il coltello nella piaga.

    Oh mores, oh tempora!

    (un vecchione che faceva salti mortali)
  • Pensavo che aiutasse l'avvento delle piattaforme mobile
    (handheld direi) ma sti stanno una mossa a stradopare anche quelle.A bocca aperta
    non+autenticato
  • Il Sig. Annunziata dovrebbe solo vergognarsi per come senza alcuna ragione sensata (forse è proprio in questo il "problema"...) censura i commenti dei suoi lettori... (anzi EX lettori)

    Ma Lei non pensa che ci sia anche chi possa essere interessato a leggere commenti ricchi (a differenza, mi perdoni la franchezza, di molti degli articoli che si leggono qui) di informazioni tecniche e riferimenti utili?
    non+autenticato
  • non ho la minima idea di quale sia il problema

    ma, tant'è
  • - Scritto da: ...
    > pagandoli?A bocca aperta

    considerando che il 90% di loro sono già pagati?
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: ...
    > > pagandoli?A bocca aperta
    >
    > considerando che il 90% di loro sono già pagati?

    ma da altri...e per hobby scrivono codice per Linux...insomma nel tempo libero fanno un pò di volontariato per i bisognosiA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: n.2
    > - Scritto da: collione
    > > - Scritto da: ...
    > > > pagandoli?A bocca aperta
    > > considerando che il 90% di loro sono già pagati?
    > ma da altri...e per hobby scrivono codice per
    > Linux...insomma nel tempo libero fanno un pò di
    > volontariato per i bisognosiA bocca aperta

    No, contribuiscono come parte del loro lavoro quotidiano.

    RedHat ha il suo business in Linux, per cui è abbastanza normale avere diversi impiegati che ci lavorano e provvedono a fare commit al kernel. Idem per Oracle, Google, IBM e altri. Persino Microsoft l'anni scorso era tra i primi posti della classifica di chi contribuiva con codice, perchè stava ottimizzando il proprio gestore di virtualizzazione con linux.
  • - Scritto da: n.2
    > - Scritto da: collione
    > > - Scritto da: ...
    > > > pagandoli?A bocca aperta
    > >
    > > considerando che il 90% di loro sono già pagati?
    >
    > ma da altri...e per hobby scrivono codice per
    > Linux...insomma nel tempo libero fanno un pò di
    > volontariato per i bisognosi
    >A bocca aperta

    intendi dire che per lavoro scrivono spazzatura per apple e microsoft e vengono pagati e per hobby scrivono opere d'arte che vengono utilizzate da tutto ciò che usa linux per funzionare?
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: ...
    > > pagandoli?A bocca aperta
    > considerando che il 90% di loro sono già pagati?

    Ha detto anche un'altra cosa non da poco: essere autori anche solo di un paio di commit al kernel di Linux, porta automaticamente un bel po' di offerte di lavoro (non in Italia ovviamente).
  • si, questa cosa l'ho notato qualche anno fa

    i datori di lavoro ( stranamente ) prestano particolare attenzione a chi ha partecipato a progetti opensource
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > si, questa cosa l'ho notato qualche anno fa
    >
    > i datori di lavoro ( stranamente ) prestano
    > particolare attenzione a chi ha partecipato a
    > progetti
    > opensource


    Non mi sembra strano affatto: se tu imprenditore vuoi far progredire la tua azienda hai bisogno di "cervelli", gente preparata ed innovativa, che a prescindere dalla retribuzione e dagli orari canonici, lavori con entusiasmo e passione, e di sua natura sia orientato alla ricerca di soluzioni valide ben oltre quelle che tu gli hai commissionato. Gente così pensi di trovarla tra chi svolge di malavoglia lavoro di routine aspettando lo stipendio e alle 17:30 lascia cadere la penna qualunque sia la problematica che stava affrontando? (tipica mentalità da operaio, magari sindacalizzato, senza offesa per nessuno: questi ultimi hanno spesso loro malgrado assunto tale mentalità per le condizioni di lavoro vessatorie cui sono obbligati a sottostare, ed hanno tutta la mia comprensione).
  • - Scritto da: rockroll

    > Non mi sembra strano affatto: se tu imprenditore
    > vuoi far progredire la tua azienda hai bisogno di
    > "cervelli", gente preparata ed innovativa, che a

    un manager competente, punta ovviamente ad assumere le risorse migliori per un certo scopo, pensando anche out of the box se necessario

    mi sono meravigliato perchè credevo che ci fossero più yes man e meno gente veramente intelligente tra i manager

    certo l'opensource si è fatto notare negli ultimi anni, tant'è che oggi è quasi un mantra sulla bocca di quegli stessi manager che, fino a qualche anno fa, lo disprezzavano
    non+autenticato
  • - Scritto da: rockroll
    > - Scritto da: collione
    > > si, questa cosa l'ho notato qualche anno fa
    > >
    > > i datori di lavoro ( stranamente ) prestano
    > > particolare attenzione a chi ha partecipato a
    > > progetti
    > > opensource
    >
    >
    > Non mi sembra strano affatto: se tu imprenditore
    > vuoi far progredire la tua azienda hai bisogno di
    > "cervelli", gente preparata ed innovativa, che a
    > prescindere dalla retribuzione e dagli orari
    > canonici, lavori con entusiasmo e passione, e di
    > sua natura sia orientato alla ricerca di
    > soluzioni valide ben oltre quelle che tu gli hai
    > commissionato.
    Schiavi?A bocca aperta
    non+autenticato