Gaia Bottà

California, oblio per i vizi di gioventù

I minori avranno la possibilità di rimuovere i contenuti postati su siti e servizi con eccessiva disinvoltura. Ma il materiale potrebbe aver fatto il giro della Rete, e rimanere incancellabile

Roma - I servizi Internet dovranno concedere ai minori di cancellare le proprie tracce, disseminate con troppa ingenuità sulle piattaforme più disparate: è questo il contenuto di una legge californiana dedicata alla tutela della privacy nei confronti dei più giovani.

Il testo, approvato dal legislatore e destinato ad entrare in vigore nel 2015, è stato scritto per tutelare i minori dalla leggerezza con cui distribuiscono i propri dati e le informazioni relative alla propria persona.

Per certe previsioni la legge si indirizza ai siti, ai servizi e alle applicazioni "dedicati ai minori" e proibisce a questi operatori di raccogliere e condividere dati personali dei più giovani a finalità di marketing. Una disposizione che rasserenerà le istituzioni come FTC, che da tempo studiano la questione, ma che potrebbe risultare inefficace, data la vaghezza della definizione dell'ambito di applicazione: i servizi "dedicati ai minori" rischiano di escludere gli operatori che offrono servizi dedicati ad un pubblico più ampio.
Per quanto riguarda invece le norme che dovrebbero tutelare i più giovani dall'irruenza con cui esternano la propria personalità in Rete, comportamento che sempre più spesso rischia di trasformarsi in uno stigma, anche per gli anni a venire, la legge prevede che il minore possa rimuovere, o possa chiedere e ottenere la rimozione dei contenuti o delle informazioni postate, e che sia puntualmente informato riguardo a tale diritto.

Se sono in molti a concordare sulle buone intenzioni del testo normativo, altrettanti ne sottolineano le lampanti debolezze. Oltre a non predisporre alcun tipo di definizione riguardo al contenuto che può essere cancellato, fatta eccezione per i contenuti postati dietro compenso o "altro tipo di riconoscimento", non si prevede alcuna sanzione per i servizi che non si adeguino.

La legge, inoltre, consente solo agli utenti minorenni di operare la rimozione, e obbliga i siti a concederla solo ai minori di 18 anni. Ai maggiorenni pentiti, non resta che auspicare che il sito acconsenta a rendere irraggiungibile il contenuto, come previsto fino ad ora, senza la garanzia che esso venga definitivamente rimosso dai server dedicati al servizio.

La natura stessa di Internet e le dinamiche del fluire dell'informazione in Rete sembrano neutralizzare con la legge in un aspetto fondamentale: il contenuto postato da un minore pentito, che chieda la rimozione presso la piattaforma a cui lo aveva affidato in origine, potrebbe essere rimbalzato ovunque. Potrebbe aver dato origine a conversazioni, potrebbe essere stato trasformato e rilanciato presso altri siti, e la legge californiana non lo prende in considerazione.

Gaia Bottà
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