Gaia Bottà

Se i commenti fanno male alla scienza

Popular Science sceglie di negare ai propri utenti la possibilità di commentare gli articoli: un drappello di troll potrebbe bastare a far inabissare il destino della ricerca scientifica. YouTube adotta un approccio più moderato

Se i commenti fanno male alla scienzaRoma - Non svolgono una funzione di controllo rispetto ai contenuti, riescono a soffocare le discussioni inasprendo i toni e le interpretazioni dei lettori: Popular Science ha deciso di revocare al proprio pubblico la possibilità di commentare gli articoli, ha deciso di farlo nel nome della scienza.

È stata una decisione presa in maniera ponderata, tanto di dimostrazioni alla mano: il celeberrimo magazine di divulgazione scientifica non permetterà più di commentare i nuovi articoli. Perché i commenti non assolvono alla funzione propria dei sistemi di peer review, e avvelenano la missione compiuta dal sito, anche se i bot e coloro che prendono posizione a sproposito sono una minoranza rispetto alla più moderata comunità dei commentatori.

PopSci chiama in causa uno studio recente, in cui si confrontano gli atteggiamenti di due gruppi di lettori di un articolo scientifico, esposti gli uni a commenti educati e composti, gli altri a commenti dai toni fiammeggianti, densi di attacchi personali e di prese di posizione tanto forti quanto ingiustificate. Il risultato della studio ha convinto il magazine: i lettori dell'esperimento che sono stati esposti ai commenti più violenti hanno radicalizzato le proprie opinioni rispetto all'oggetto dell'articolo, indipendentemente dai contenuti dell'articolo stesso. Il meccanismo è implacabile: le opinioni dei lettori diventano opinione pubblica, la quale a sua volta indirizza la sfera di interesse della ricerca scientifica. Osservato ciò, spiega PopSci, "inizierete a capire perché ci siamo sentiti obbligati a premere il tasto off".
Se il magazine ha deciso di rinunciare ad affrontare la questione, promettendo la possibilità di continuare a dibattere attraverso i social network e su sezioni appositamente dedicate previste solo per alcuni articoli, altri soggetti hanno pensato a risolvere il problema abbracciando soluzioni intermedie. L'Huffington Post combatte i troll rinunciando all'anonimato, Gawker ha previsto dei filtri personalizzati e ha consegnato ai propri, numerosissimi utenti la responsabilità di gestire le conversazioni nel modo migliore.

Anche Google si è ora mosso in questo senso, svelando delle nuove funzioni per agevolare i dibattiti associati ai video. I commenti saranno vincolati alle identità su Google+, nel tentativo di responsabilizzare gli utenti e soprattutto di far emergere le relazioni fra i partecipanti alle discussioni, valorizzando quelle che si intessono fra le cerchie di interesse. Oltre alla possibilità di gestire con più flessibilità le discussioni private, riservate agli amici, o pubbliche, la piattaforma offre strumenti capaci di agire in maniera più drastica: qualora le nuove funzioni non bastino a far dipanare la conversazione in maniera civile, l'utente potrà controllare in anticipo i commenti relativi al proprio video, innescando un sistema di filtri basati su parole chiave che non lasci scampo ai troll.

filtri su YouTube


Gaia Bottà

fonte immagine
Notizie collegate
206 Commenti alla Notizia Se i commenti fanno male alla scienza
Ordina
  • E' sempre più preoccupante, come ho scritto altrove, la crescente diffusione su blog e siti vari, di piattaforme come DISQUS o plugin vari per i commenti di Facebook, che obbligano ad autenticarsi senza dare la possibilità di commentare anonimamente. Sistemi che, sommati a NSA e compagnia bella, di fatto promuovono il monitoraggio globale dell'opinione pubblica.

    C'erano diversi siti dove commentavo spesso, e negli ultimi 1-2 anni li sto vedendo "chiudersi" uno dopo l'altro. Spariti infatti, insieme senza dubbio allo spam, anche i commenti anonimi di persone più o meno colte, alcune delle quali seguivo da tempo con gusto; ora su questi siti trovi solo in tutto una manciata di commenti quasi sempre brevi, superficiali, banali per non dire volgari, tutti coi loro bei bottoni "Mi piace".
    Mi sbaglierò, ma mi sembra che le due cose siano correlate.

    Di certo, se anche PI togliesse i commenti anonimi, non posterei più neanche qui.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pinco Panco

    > Di certo, se anche PI togliesse i commenti
    > anonimi, non posterei più neanche
    > qui.

    Quoto, e sono registrato !!!
    krane
    22544
  • - Scritto da: Pinco Panco
    > E' sempre più preoccupante, come ho scritto
    > altrove, la crescente diffusione su blog e siti
    > vari, di piattaforme come DISQUS o plugin vari
    > per i commenti di Facebook, che obbligano ad
    > autenticarsi senza dare la possibilità di
    > commentare anonimamente. Sistemi che, sommati a
    > NSA e compagnia bella, di fatto promuovono il
    > monitoraggio globale dell'opinione
    > pubblica.
    >
    > C'erano diversi siti dove commentavo spesso, e
    > negli ultimi 1-2 anni li sto vedendo "chiudersi"
    > uno dopo l'altro. Spariti infatti, insieme senza
    > dubbio allo spam, anche i commenti anonimi di
    > persone più o meno colte, alcune delle quali
    > seguivo da tempo con gusto; ora su questi siti
    > trovi solo in tutto una manciata di commenti
    > quasi sempre brevi, superficiali, banali per non
    > dire volgari, tutti coi loro bei bottoni "Mi
    > piace".
    > Mi sbaglierò, ma mi sembra che le due cose siano
    > correlate.
    >
    > Di certo, se anche PI togliesse i commenti
    > anonimi, non posterei più neanche
    > qui.

    Concordo pienamente.
    E' un altro passo, subdolo, verso il controllo di massa delle opinioni.
    Forse solo potenziale, ma quando si diffondono certi strumenti che consentono il controllo, prima o poi c'è qualcuno che controlla.

    E a questo punto poco mi importa sapere se dietro c'è un "piano" globale o se è semplicemente un andazzo folle che tarpa l'anonimato per disinteresse, ignoranza o per altri motivi.
    Una volta che la possibilità c'è, chi ha mentalità inquisitoria e la possibiità di controllare, lo farà.

    Lo si doveva capire già quasi vent'anni fa, semplicemente riflettendo, pensando che internet, che all'inizio era un mondo libero, non ci sarebbe voluto molto perchè si trasformasse in uno straordinario mezzo di controllo di massa.

    Lo si doveva assolutamente capire, almeno, quando si è saputo di Echelon (vicenda che è venuta fuori nell'anno 2000!).

    E mi chiedo se lo si è capito adesso, con il Datagate, quando abbiamo avuto la conferma che i "controllori" se ne infischiano pure delle leggi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Froment71

    > Lo si doveva capire già quasi vent'anni fa,
    > semplicemente riflettendo, pensando che internet,
    > che all'inizio era un mondo libero, non ci
    > sarebbe voluto molto perchè si trasformasse in
    > uno straordinario mezzo di controllo di massa.

    > Lo si doveva assolutamente capire, almeno, quando
    > si è saputo di Echelon (vicenda che è venuta
    > fuori nell'anno 2000!).

    > E mi chiedo se lo si è capito adesso, con il
    > Datagate, quando abbiamo avuto la conferma che i
    > "controllori" se ne infischiano pure delle
    > leggi.

    Tanto piu' che: http://vocidallestero.blogspot.it/2013/02/lunione-...
    krane
    22544
  • Ma siamo (sono) pazzi?
    Leggo e trasecolo: "le opinioni dei lettori diventano opinione pubblica, la quale a sua volta indirizza la sfera di interesse della ricerca scientifica".

    Coiè, fatemi capire, lo opinioni dei lettori del sito di una rivista divulgativa "indirizzerebbero la sfera di interesse della ricerca scientifica"?

    A me sembra più che altro un comodo modo per i webmaster di PopSci di risparmiarsi delle noie (rimostranze e polemiche degli articolisti, richieste di censura su vere o presunte offese) e risparmiarsi soprattutto il noioso lavoro quotidiano di fare i moderatori.

    Un simile tentativo di ridurre il carico di lavoro della moderazione, anche se con altra tecnica, mi pare che stia accadendo su siti di tutt'altro tenore, per esempio da noi sul sito del Fatto Quotidiano dove da qualche mese i commenti agli articoli sembrano essere "moderati" da qualche bot piuttosto stupido, che spesso cancella messaggi senza la benchè minima ragione (ci sono parecchie lamentele al proposito).

    Ma dire che le opinioni dei propri lettori alla fine influenzano le scelte della comunità scientifica mi sembra da una parte fare le mosche cocchiere (PopSci non è Nature), dall'altra non rendersi conto che le opinioni antiscientifiche veramente pericolose sono quelle che vengono divulgate, senza contraddittorio, nelle trasmissioni stile Barbara d'Urso e compagnia brutta.
    A meno che la comunità di lettori di PopSci sia caduta culturalmente a quei livelli. Ma allora PopSci ha ben altri problemi che non la fatica della moderazione.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 26 settembre 2013 14.57
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Python
    > Ma siamo (sono) pazzi?
    > Leggo e trasecolo: "le opinioni dei lettori
    > diventano opinione pubblica, la quale a sua volta
    > indirizza la sfera di interesse della ricerca
    > scientifica".
    >
    > Coiè, fatemi capire, lo opinioni dei
    > lettori
    del sito di una rivista
    > divulgativa
    "indirizzerebbero la sfera di
    > interesse della ricerca
    > scientifica
    "?

    Non è proprio così, purtroppo per la massa dei trinariciuti anche un troll può diventare un "opinion leader" e riuscire de-formare l'atteggiamento dell'opinione pubblica verso la ricerca. Tutto qui.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > Non è proprio così, purtroppo per la massa dei
    > trinariciuti anche un troll può diventare un
    > "opinion leader" e riuscire de-formare
    > l'atteggiamento dell'opinione pubblica verso la
    > ricerca. Tutto
    > qui.

    Mai visto un troll diventare opinion leader.
    Come dicevo, sono altri i luoghi dove si fa disinformazione scientifica veramente pericolosa.

    E se una rivista scientifica, per quanto divulgativa, ha un parco lettori che non è in grado di ridicolizzare un troll allora deve porsi ben altre questioni che non stoppare i commenti.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 26 settembre 2013 15.25
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Python
    >
    > Mai visto un troll diventare opinion leader.

    Don't you know Vannoni??
    non+autenticato
  • - Scritto da: AMEN
    > - Scritto da: Python
    > >
    > > Mai visto un troll diventare opinion leader.
    >
    > Don't you know Vannoni??

    Parlo di troll, non di ciarlatani.
    Questi ultimi c'erano anche prima di internet e continueranno ad esserci.
    E ci scommetto che non è stato facendo il troll sui blog che qualcuno ha creduto al tizio in questione.
    Pure Vanna Marchi non ha certo avuto bisogno della rete digitale.
  • - Scritto da: Python
    > - Scritto da: Nome e cognome
    > > Non è proprio così, purtroppo per la massa dei
    > > trinariciuti anche un troll può diventare un
    > > "opinion leader" e riuscire de-formare
    > > l'atteggiamento dell'opinione pubblica verso la
    > > ricerca. Tutto
    > > qui.
    >
    > Mai visto un troll diventare opinion leader.

    Perchè non guardi beneOcchiolino

    > Come dicevo, sono altri i luoghi dove si fa
    > disinformazione scientifica veramente
    > pericolosa.

    Su questo sono d'accordo, vedi programmi tv come le iene che hanno promosso vannoni a scienziato ... ma non è detto che i "redattori" di quel programma non siano stati accalappiati per la terza narice da qualche troll su qualche forum pro-vannoniOcchiolino

    > E se una rivista scientifica, per quanto
    > divulgativa, ha un parco lettori che non è in
    > grado di ridicolizzare un troll allora deve porsi
    > ben altre questioni che non stoppare i
    > commenti.

    Non credo che la qualità di una rivista sia in qualche modo proporzionale a quello che avviene nella sezione dei commenti agli articoli
    Se fosse così alla PI dovrebbe proprio essere una cosa ridicola, e invece non lo è.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Python
    > per esempio da noi sul sito
    > del Fatto Quotidiano dove da qualche mese i
    > commenti agli articoli sembrano essere "moderati"
    > da qualche bot piuttosto stupido, che spesso
    > cancella messaggi senza la benchè minima ragione
    > (ci sono parecchie lamentele al
    > proposito).

    Ciao.
    Il discorso è vario e ci sono spunti interessanti negli altri 3d

    Io ti dico solo questo.
    Pensare che il commento stile blog, sia un buon metodo per discutere è utopico.
    La discussione deve essere coadiuvata dalla struttura.


    leggo il fatto rarament,. prima spesso... questo per dire che la mia non è una critica al giornale e una risposta alla struttura.

    Se volete discutere dovete accettare una struttura che non vi permette solo di commentare.

    IMHO
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > - Scritto da: Python
    > > per esempio da noi sul sito
    > > del Fatto Quotidiano dove da qualche mese i
    > > commenti agli articoli sembrano essere
    > "moderati"
    > > da qualche bot piuttosto stupido, che spesso
    > > cancella messaggi senza la benchè minima
    > ragione
    > > (ci sono parecchie lamentele al
    > > proposito).
    >
    > Ciao.
    > Il discorso è vario e ci sono spunti interessanti
    > negli altri
    > 3d
    >
    > Io ti dico solo questo.
    > Pensare che il commento stile blog, sia un buon
    > metodo per discutere è
    > utopico.
    > La discussione deve essere coadiuvata dalla
    > struttura.

    La discussione deve essere coadiuvata dalla struttura quando riguarda la struttura.

    La struttura non deve coadiuvare una discussione tra me e te.

    > leggo il fatto rarament,. prima spesso... questo
    > per dire che la mia non è una critica al
    > giornale e una risposta alla
    > struttura.
    >
    > Se volete discutere dovete accettare una
    > struttura che non vi permette solo di
    > commentare.

    Ma ?
  • Ciao panda rossa.
    - Scritto da: panda rossa
    > La struttura non deve coadiuvare una discussione
    > tra me e
    > te.


    E' proprio questo il punto discordante tra la mia e la tua "posizione".

    La discussione non è tra me e te.
    E tra te e chiunque voglia partecipare.
    Deve mettere tutti i partecipanti in comunicazione con tutti.

    Chiunque risponderà al tuo messaggio dividerà la discussione, non rispondendo al mio, e non coinvolgendomi
    questa cosa l'ho chiesta
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3894003&m=389...

    NB
    a me piace discutere e "convincere" il mio interlocutore della mia ragione, e in particolare tu mi stai simpatico... voglio dire... è veramente un modo per "parlare" non prenderla sul personale perchè non è così per meA bocca aperta

    Buona giornata
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > Ciao panda rossa.
    > - Scritto da: panda rossa
    > > La struttura non deve coadiuvare una
    > discussione
    > > tra me e
    > > te.

    >
    > E' proprio questo il punto discordante tra la mia
    > e la tua
    > "posizione".
    >
    > La discussione non è tra me e te.
    > E tra te e chiunque voglia partecipare.
    > Deve mettere tutti i partecipanti in
    > comunicazione con
    > tutti.

    Sacrosanto.
    Ma se tu dici una idiozia, io intervengo per rispondere a TE.
    Altri sono liberi di contribuire a loro piacimento.

    > Chiunque risponderà al tuo messaggio dividerà la
    > discussione, non rispondendo al mio, e non
    > coinvolgendomi

    Dipende dal contesto.

    Ma in ogni caso il punto e' che da qui in avanti l'articolo originario non c'entra piu'.
    Il dibattito si e' spostato a commentare il commento.

    Quindi perche' un moderatore dovrebbe agire di cesoie per tagliare una discussione che non lo riguarda?

    > questa cosa l'ho chiesta
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3894003&m=389
    >
    > NB
    > a me piace discutere e "convincere" il mio
    > interlocutore della mia ragione, e in particolare
    > tu mi stai simpatico... voglio dire... è
    > veramente un modo per "parlare" non prenderla sul
    > personale perchè non è così per me
    >A bocca aperta

    Qui non c'e' proprio niente di personale.
    Se proprio te la vuoi prendere, te la prendi col mio avatar, mica con me.
    E questo vale per tutti.

    Qui teniamo molto alla privacy.

    > Buona giornata

    Grazie, ma sono neanche le 4, io sono qui ancora almeno un paio d'ore.
  • Panda adesso ho compreso l'obiezione che porti.
    O meglio dove divergiamo.
    Perchè alla fine leggendo in generale io concordo col tuo pensiero.

    - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Phronesis

    > Quindi perche' un moderatore dovrebbe agire di
    > cesoie per tagliare una discussione che non lo
    > riguarda?
    qui è il punto.

    Il moderatore, non è un censore, non agisce di cesoie.
    Questo è quello che si vive qunado si frequentano solo forum mal moderati.
    (anche PI? ditemelo voi più "vecchi" )

    Se tu associ il moderatore ad un censore, uno che può disporre della vita e della morte di una discussione, bhe ti posso assicurare (benchè tu non lo creda) non hai mai vissuto un forum moderato in maniera sana e ti sei perso di conseguenza il meglio dei forum dell'internet italiana, poichè adesso sono tutti blog style.


    >
    > > questa cosa l'ho chiesta
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3894003&m=389
    > >
    > > NB
    > > a me piace discutere e "convincere" il mio
    > > interlocutore della mia ragione, e in
    > particolare
    > > tu mi stai simpatico... voglio dire... è
    > > veramente un modo per "parlare" non
    > prenderla
    > sul
    > > personale perchè non è così per me
    > >A bocca aperta
    >
    > Qui non c'e' proprio niente di personale.
    > Se proprio te la vuoi prendere, te la prendi col
    > mio avatar, mica con
    > me.
    > E questo vale per tutti.
    >
    > Qui teniamo molto alla privacy.
    >
    > > Buona giornata
    >
    > Grazie, ma sono neanche le 4, io sono qui ancora
    > almeno un paio
    > d'ore.
    non+autenticato
  • nemmeno la democrazia è un valore assoluto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: max
    > nemmeno la democrazia è un valore assoluto.

    "Democracy is the worst form of government, except for all those other forms that have been tried from time to time."

    -- Winston Churchill
        (from a House of Commons speech on Nov. 11, 1947)

    Una 'dittatura' illuminata di solito è meglio della democrazia. Le aziende di successo funzionano così, caso tipico era proprio la Apple di Jobs. Perfino la 'dittatura' della Cina oggi è molto più funzionale delle 'democrazie' europee. Il problema delle dittature, però, è che spesso e volentieri poi degenerano...
  • > Una 'dittatura' illuminata di solito è meglio
    > della democrazia. Le aziende di successo
    > funzionano così, caso tipico era proprio la Apple
    > di Jobs. Perfino la 'dittatura' della Cina oggi è
    > molto più funzionale delle 'democrazie' europee.
    > Il problema delle dittature, però, è che spesso e
    > volentieri poi
    > degenerano...

    Anche le democrazie.Deluso
    Pensa che c'è chi le vuole far diventar dirette a tutti i costi. E, se per sbaglio ci riuscisse, i risultati sarebbero facilmente immaginabili (almeno in Italia).
    non+autenticato
  • si, l'acqua diventa rossa.
  • - Scritto da: MacGeek

    > Una 'dittatura' illuminata di solito è meglio
    > della democrazia. Le aziende di successo
    > funzionano così, caso tipico era proprio la Apple
    > di Jobs. Perfino la 'dittatura' della Cina oggi è
    > molto più funzionale delle 'democrazie' europee.

    Le aziende di successo ti fanno vedere quello che VOGLIONO farti vedere.

    > Il problema delle dittature, però, è che spesso e
    > volentieri poi
    > degenerano...

    Spesso e volentieri? A me risulta che degenerino sempre.
  • > Spesso e volentieri? A me risulta che degenerino
    > sempre.

    No, la dittatura dell'Estado Novo in Portogallo si estinse senza grandi clamori con la cosiddetta "rivoluzione dei garofani" del 1974. Ci furono dei brevi movimenti controrivoluzionari, ma già l'anno dopo si tennere le elezioni per la costituente, e due anni dopo le elezioni libere.
    Durante la dittatura dell'Estado Novo non ci fu nulla di paragonabile alle guerre coloniali italiane o alla politica espansionistica della Germania.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pio
    > > Spesso e volentieri? A me risulta che
    > degenerino
    > > sempre.
    >
    > No, la dittatura dell'Estado Novo in Portogallo
    > si estinse senza grandi clamori con la cosiddetta
    > "rivoluzione dei garofani" del 1974. Ci furono
    > dei brevi movimenti controrivoluzionari, ma già
    > l'anno dopo si tennere le elezioni per la
    > costituente, e due anni dopo le elezioni libere.
    >
    > Durante la dittatura dell'Estado Novo non ci fu
    > nulla di paragonabile alle guerre coloniali
    > italiane o alla politica espansionistica della
    > Germania.

    Che dittatura e' una cosa che si conclude con libere elezioni?
    Se concede elezioni non e' dittatura.
  • > > No, la dittatura dell'Estado Novo in
    > Portogallo
    > > si estinse senza grandi clamori con la
    > cosiddetta
    > > "rivoluzione dei garofani" del 1974. Ci
    > furono
    > > dei brevi movimenti controrivoluzionari, ma
    > già
    > > l'anno dopo si tennere le elezioni per la
    > > costituente, e due anni dopo le elezioni
    > libere.
    > >
    > > Durante la dittatura dell'Estado Novo non ci
    > fu
    > > nulla di paragonabile alle guerre coloniali
    > > italiane o alla politica espansionistica
    > della
    > > Germania.
    >
    > Che dittatura e' una cosa che si conclude con
    > libere
    > elezioni?
    > Se concede elezioni non e' dittatura.

    Le libere elezioni furono possibili grazie a un colpo di stato militare che rovesciò un regime che era durato dal 1926 al 1974. In questo periodo non solo non c'erano state elezioni, ma nemmeno era ammesso il dissenso. Lo scrittore italiano appassionato del Portogallo Antonio Tabucchi ha dato un quadro molto realista della situazione sociale dell'epoca nel romanzo Sostiene Pereira .

    Tra l'altro le elezioni in sé significano poco: anche in Unione Sovietica si tenevano, ma c'era un solo partito... Anche in Iran si tengono regolarmente, ma è ammessa alla candidatura solo una rosa di partiti. Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pio
    > > > No, la dittatura dell'Estado Novo in
    > > Portogallo
    > > > si estinse senza grandi clamori con la
    > > cosiddetta
    > > > "rivoluzione dei garofani" del 1974. Ci
    > > furono
    > > > dei brevi movimenti
    > controrivoluzionari,
    > ma
    > > già
    > > > l'anno dopo si tennere le elezioni per
    > la
    > > > costituente, e due anni dopo le elezioni
    > > libere.
    > > >
    > > > Durante la dittatura dell'Estado Novo
    > non
    > ci
    > > fu
    > > > nulla di paragonabile alle guerre
    > coloniali
    > > > italiane o alla politica espansionistica
    > > della
    > > > Germania.
    > >
    > > Che dittatura e' una cosa che si conclude con
    > > libere
    > > elezioni?
    > > Se concede elezioni non e' dittatura.
    >
    > Le libere elezioni furono possibili grazie a un
    > colpo di stato militare che rovesciò un regime
    > che era durato dal 1926 al 1974. In questo
    > periodo non solo non c'erano state elezioni, ma
    > nemmeno era ammesso il dissenso.

    Ma allora, se era cosi' illuminata questa dittatura, perche' fare un colpo di stato?

    > Lo scrittore
    > italiano appassionato del Portogallo Antonio
    > Tabucchi ha dato un quadro molto realista della
    > situazione sociale dell'epoca nel romanzo
    > Sostiene Pereira .

    Ne ho sentito parlare.
    Non l'ho letto ne' ho visto il film.

    > Tra l'altro le elezioni in sé significano poco:
    > anche in Unione Sovietica si tenevano, ma c'era
    > un solo partito... Anche in Iran si tengono
    > regolarmente, ma è ammessa alla candidatura solo
    > una rosa di partiti.
    > Occhiolino

    Da come avevi scritto tu sembrava che quel regime dittatoriale si concluse dopo libere elezioni che ne avevano sancito la fine.

    Lo so anche io che le elezioni in unione sovietica erano un po' come le primarie del PD. Non a caso nasce il detto "percentuale bulgara".
  • > > > Che dittatura e' una cosa che si
    > conclude
    > con
    > > > libere
    > > > elezioni?
    > > > Se concede elezioni non e' dittatura.
    > >
    > > Le libere elezioni furono possibili grazie a
    > un
    > > colpo di stato militare che rovesciò un
    > regime
    > > che era durato dal 1926 al 1974. In questo
    > > periodo non solo non c'erano state elezioni,
    > ma
    > > nemmeno era ammesso il dissenso.
    >
    > Ma allora, se era cosi' illuminata questa
    > dittatura, perche' fare un colpo di
    > stato?

    Perché il cadreghino comodo non lo abbandona nessuno, né in democrazia né sotto dittatura: ci vuole sempre qualcuno che dia il pungolo, come alle mucche che non si vogliono muovere, anche se nel caso del Portogallo fu una cosa rapida e incruenta.


    > Da come avevi scritto tu sembrava che quel regime
    > dittatoriale si concluse dopo libere elezioni che
    > ne avevano sancito la
    > fine.

    No, quello lo fece Pinochet in Cile nel 1988, un referendum demorazia-dittatura in pratica, e perse. Rotola dal ridere
    Ma è un caso più unico che raro nella storia delle dittature. In genere ci vuole un gesto forte per farle andare via.Deluso
    non+autenticato
  • > Spesso e volentieri? A me risulta che degenerino
    > sempre.

    No, la dittatura dell'Estado Novo in Portogallo si estinse senza grandi clamori con la cosiddetta "rivoluzione dei garofani" del 1974. Ci furono dei brevi movimenti controrivoluzionari, ma già l'anno dopo si tennere le elezioni per la costituente, e due anni dopo le elezioni libere.
    Durante la dittatura dell'Estado Novo non ci fu nulla di paragonabile alle guerre coloniali italiane o alla politica espansionistica della Germania.
    non+autenticato
  • Commenti? meglio scienza!

    Rotola dal ridere

    stamattina mi sono fatto il mio clistere di caffé con panna (cit)
  • Già da almeno un anno il sito lescienze.it ha tolto i commenti agli articoli, lasciandoli però liberi nei post dei collaboratori e perfino nel blog del direttore.
    Con tutto il rispetto per la divulgazione e gli spunti di PopScience, le riviste scientifiche serie sanno già come comportarsi coi troll senza perdere la libertà di espressione.
    non+autenticato
  • > Già da almeno un anno il sito lescienze.it ha
    > tolto i commenti agli articoli, lasciandoli però
    > liberi nei post dei collaboratori e perfino nel
    > blog del
    > direttore.

    Alcuni giornali non hanno mai permesso di commentare gli articoli. E io che seguo il web dalla fine degli anni Novanta ricordo che, almeno per quanto riguarda quelli italiani, in quel periodo non li aveva nessuno. C'erano forum sparsi e gruppi di discussioni su Usenet, e bastavano. È una moda fiorita attorno al 2002.
    Dimenticavo: perfino Punto Informatico all'inizio i commenti non li aveva: il primo che ho trovato è questo:
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=10482&m=10484...

    (se bene ricordo, Punto Informatico ha introdotto la possibilità di commentare dal 2 gennaio 2001).

    > Con tutto il rispetto per la divulgazione e gli
    > spunti di PopScience, le riviste scientifiche
    > serie sanno già come comportarsi coi troll senza
    > perdere la libertà di
    > espressione.

    Ma infatti questa decisione ha fatto il giro del mondo soprattutto per l'editoriale che accompagnava la scelta. Altri siti e altri giornali hanno preso provvedimenti senza tante cerimonie. Per la verità alcuni usano un compromesso: i commenti ci sono, ma vengono pubblicati in differita, dopo che un incaricato li ha letti e approvati. Rallenta molto, di notte il forum è a riposo, ma scoraggia in partenza molti sabotatori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pio
    > Per la verità alcuni usano un
    > compromesso: i commenti ci sono, ma vengono
    > pubblicati in differita, dopo che un incaricato
    > li ha letti e approvati. Rallenta molto, di notte
    > il forum è a riposo, ma scoraggia in partenza
    > molti
    > sabotatori.

    Scoraggia in partenza solo i commentatori.
    I commenti all'articolo (gli OP) sono pochi.
    Tutti gli altri sono commenti di risposta ad un altro commento.
    E se i commenti sono pubblicati in differita mi spieghi tu che conversazione ne esce?
    Sono quasi piu' comodi i segnali di fumo.
  • > > Per la verità alcuni usano un
    > > compromesso: i commenti ci sono, ma vengono
    > > pubblicati in differita, dopo che un
    > incaricato
    > > li ha letti e approvati. Rallenta molto, di
    > notte
    > > il forum è a riposo, ma scoraggia in partenza
    > > molti
    > > sabotatori.
    >
    > Scoraggia in partenza solo i commentatori.

    C'è anche quell'effetto collaterale, sì. Perplesso

    > I commenti all'articolo (gli OP) sono pochi.
    > Tutti gli altri sono commenti di risposta ad un
    > altro
    > commento.
    > E se i commenti sono pubblicati in differita mi
    > spieghi tu che conversazione ne
    > esce?

    E vabbè, c'è una certa latenza. Immagina di comunicare con il computer della sonda Voyager I, che è a diverse ore luce da noi. Uguale. Sorride
    Se il moderatore che sta dietro è veloce e non ha molto altro da fare, si parla di ritardo medio di una decina di minuti, massimo tre quarti d'ora. Nei forum che ho provato io, almeno.

    > Sono quasi piu' comodi i segnali di fumo.

    Nemmeno a me piace molto... però è sempre meglio che vedersi falciato un intero ramo della conversazione durato diverse ore per insondabili motivi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pio

    > > Scoraggia in partenza solo i commentatori.
    >
    > C'è anche quell'effetto collaterale, sì. Perplesso
    >
    > > I commenti all'articolo (gli OP) sono pochi.
    > > Tutti gli altri sono commenti di risposta ad
    > un
    > > altro
    > > commento.
    > > E se i commenti sono pubblicati in differita
    > mi
    > > spieghi tu che conversazione ne
    > > esce?
    >
    > E vabbè, c'è una certa latenza. Immagina di
    > comunicare con il computer della sonda Voyager I,
    > che è a diverse ore luce da noi. Uguale.
    > Sorride

    Mica tanto.
    Io per esempio adesso vado a pranzo.
    Se qui ci fosse stata latenza, non avremmo potuto scambiare queste ultime impressioni, ne' io sarei mai tornato domani su questo articolo a leggere eventuali commenti.

    > Se il moderatore che sta dietro è veloce e non ha
    > molto altro da fare, si parla di ritardo medio di
    > una decina di minuti, massimo tre quarti d'ora.
    > Nei forum che ho provato io, almeno.

    Io ho in mente i forum di certi quotidiani, dove ogni tanto appaiono dei messaggi di commento infarciti di idiozie, ma ai quali non si riesce a rispondere perche' anche se lo fai, la risposta non arriva a quello che se la merita.

    > > Sono quasi piu' comodi i segnali di fumo.
    >
    > Nemmeno a me piace molto... però è sempre meglio
    > che vedersi falciato un intero ramo della
    > conversazione durato diverse ore per insondabili
    > motivi.

    Tanto lo hai letto e hai risposto.
    Se io e te procediamo in questo ramo per una dozzina di repliche e controrepliche e poi falciano tutto, abbiamo perso solo l'ultimo messaggio, ma almeno qualcosa abbiamo tirato fuori.

    Si e' perso tutto? Chissenefrega. E' mica letteratura questa: e' cazzeggio.
  • Tra l'altro su le scienze ultimo, c'è proprio un articolo verso la fine sulla relazione fra scienza e democrazia!
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 11 discussioni)