Mauro Vecchio

Scuola digitale, eppur si muove

Finalmente ratificato il decreto sull'adozione graduale dei libri di testo in formato elettronico, a partire dal prossimo anno scolastico. Alcune linee guida sull'accessibilità del nuovo materiale

Scuola digitale, eppur si muoveRoma - Nelle parole del ministro all'Istruzione Maria Chiara Carrozza, è un "passaggio storico" che porterà grandi cambiamenti nei metodi di apprendimento a livello scolastico. Annunciato e più volte rimandato, il decreto sull'adozione dei libri di testo in formato elettronico è stato firmato e illustrato dal Miur per un percorso di introduzione graduale a partire dall'anno 2014/2015.

"Credo che il libro digitale possa rappresentare una grande opportunità di crescita e progresso per la nostra scuola se sarà vissuto in modo aperto e progressivo da tutti gli attori del sistema scolastico", ha spiegato Carrozza nella nota ministeriale. Il decreto sugli ebook nel sistema scolastico prevede anche una serie di linee guida sull'accessibilità dei testi dai più disparati dispositivi elettronici (tablet, PC e le cosiddette lavagne interattive).

A partire dall'anno scolastico 2014/2015, i vari collegi dei docenti potranno adottare, "limitatamente alle nuove adozioni e non per le conferme di adozione", libri nelle versioni elettronica o mista. Nelle prime classi della secondaria di primo grado e nelle prime e terze della secondaria di secondo grado, "i tetti di spesa saranno ridotti del 10 per cento laddove i libri richiesti saranno in versione mista (in parte digitali, in parte cartacei)", come si evince dalla nota diramata dal Miur.
Qualora l'adozione si riveli interamente a favore del formato digitale, il tetto di spesa a carico delle famiglie italiane "sarà ridotto del 30 per cento", con le stesse riduzioni che verranno applicate "progressivamente alle classi successive". Con la ratifica del nuovo decreto si intende abrogato il precedente (n. 209 del 26 marzo 2013), mentre nel pacchetto di linee guida sono stati inserite alcune direttive sulla modalità di adozione del nuovo formato.

In particolare, il Miur ha pensato ai software che saranno utilizzati per l'accesso ai testi digitali, ovvero "aperti e interoperabili, fruibili con la stessa qualità, cioè, su tutti i supporti elettronici, dai computer ai tablet, in commercio per lasciare libertà di scelta alle famiglie e ai docenti nell'acquisto". Non è però chiaro chi dovrà pagare i tablet necessari alla fruizione, né tantomeno con quali fondi verrà formato il corpo docente.

Ove siano necessari software specifici per l'utilizzo degli ebook o dei contenuti digitali dei libri misti, gli studenti dovranno essere in grado di scaricarli in maniera gratuita sui vari siti degli editori. Nel caso di testi misti, la parte cartacea "dovrà essere prodotta utilizzando materie prime di costo contenuto e con un occhio al peso complessivo del libro, favorendo i fascicoli rispetto ai tomi di molte pagine a patto di mantenere lo stesso prezzo di copertina".

Mauro Vecchio
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118 Commenti alla Notizia Scuola digitale, eppur si muove
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  • Ora capisco a cosa servono le tavolette a scuola fornite agli studenti. A filmare i ragazzi mentre tormentano un loro compagno di classe ritardato. È successo a Mele, in provincia di Genova, uno dei pochissimi comuni in tutta Italia che li concede in comodato d'uso:

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/10/29/new...

    La pena del contrappasso per questi ragazzacci: girare un video-documentario sul bullismo. È tutto vero. Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky Portera
    > Ora capisco a cosa servono le tavolette a scuola
    > fornite agli studenti. A filmare i ragazzi mentre
    > tormentano un loro compagno di classe ritardato.
    > È successo a Mele, in provincia di Genova,
    > uno dei pochissimi comuni in tutta Italia che li
    > concede in comodato d'uso:

    > http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/10/29/new

    > La pena del contrappasso per questi ragazzacci:
    > girare un video-documentario sul bullismo. È
    > tutto vero.
    > Rotola dal ridere

    Era meglio quando queste cose si facevano senza filmarle vero ?
    krane
    22544
  • > > Ora capisco a cosa servono le tavolette a
    > scuola
    > > fornite agli studenti. A filmare i ragazzi
    > mentre
    > > tormentano un loro compagno di classe
    > ritardato.
    > > È successo a Mele, in provincia di
    > Genova,
    > > uno dei pochissimi comuni in tutta Italia
    > che
    > li
    > > concede in comodato d'uso:
    >
    > >
    > http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/10/29/new
    >
    > > La pena del contrappasso per questi
    > ragazzacci:
    > > girare un video-documentario sul bullismo.
    > È
    > > tutto vero.
    > > Rotola dal ridere
    >
    > Era meglio quando queste cose si facevano senza
    > filmarle vero
    > ?

    Non era né peggio, né meglio.
    Semplicemente dare in mano questi strumenti a ragazzi dà l'ispirazione per fare queste bravate che, diversamente, non verrebbero fatte, o comunque non in quella forma.
    Prova a portare a scopo illustrativo un taser in una scuola media, spiegando per filo e per segno i suoi scopi e i suoi effetti, poi lascialo incustodito sulla cattedra ed esci. E conta i minuti prima che qualcuno lo usi su un suo compagno, o compagna.Sorride

    Ma con tutti i modelli di tavolette per i ragazzi, dovevano dare loro in comodato d'uso proprio quello con la videocamera? La fuga del buon senso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky Portera

    > Non era né peggio, né meglio.
    > Semplicemente dare in mano questi strumenti a
    > ragazzi dà l'ispirazione per fare queste bravate
    > che, diversamente, non verrebbero fatte, o
    > comunque non in quella forma.

    HAHAHAHAHAHAHAHAHA
    Non sei mai stato ragazzo o andavi in una scuola di emo ante litteram ?
    Queste cose si fanno da sempre, solo che non si filmavano cosi' facilmente.

    > Prova a portare a scopo illustrativo un taser in
    > una scuola media, spiegando per filo e per segno
    > i suoi scopi e i suoi effetti, poi lascialo
    > incustodito sulla cattedra ed esci. E conta i
    > minuti prima che qualcuno lo usi su un suo
    > compagno, o compagna.
    >Sorride

    Guarda che non c'e' nessun bisogno di portarne uno, alle superiori se ne e' arrivato un compagnucco con un taser del fratello buttafuori.

    > Ma con tutti i modelli di tavolette per i
    > ragazzi, dovevano dare loro in comodato d'uso
    > proprio quello con la videocamera? La fuga del
    > buon senso.

    Si il tuo...
    Sei ridicolo e fai la figura di quello che si puo' fare ma basta che non si veda.
    krane
    22544
  • > > Non era né peggio, né meglio.
    > > Semplicemente dare in mano questi strumenti a
    > > ragazzi dà l'ispirazione per fare queste
    > bravate
    > > che, diversamente, non verrebbero fatte, o
    > > comunque non in quella forma.
    >
    > HAHAHAHAHAHAHAHAHA
    > Non sei mai stato ragazzo o andavi in una scuola
    > di emo ante litteram
    > ?
    > Queste cose si fanno da sempre, solo che non si
    > filmavano cosi'
    > facilmente.

    Non ridere troppo. Ti si sloga la mascella.
    Non ho detto che non si facevano, ma a nessuno veniva in mente di farle apposta per il gusto di filmarle. Di improvvisare una regia e un set, perché si veda meglio quello che si fa.


    > > Prova a portare a scopo illustrativo un
    > taser
    > in
    > > una scuola media, spiegando per filo e per
    > segno
    > > i suoi scopi e i suoi effetti, poi lascialo
    > > incustodito sulla cattedra ed esci. E conta i
    > > minuti prima che qualcuno lo usi su un suo
    > > compagno, o compagna.
    > >Sorride
    >
    > Guarda che non c'e' nessun bisogno di portarne
    > uno, alle superiori se ne e' arrivato un
    > compagnucco con un taser del fratello
    > buttafuori.

    Appunto.
    Un conto è portalo da fuori, volontariamente e, si spera, di nascosto dagli insegnanti, che diversamente lo sequestrerebbero subito. Un conto è lasciarlo alla loro portata come conseguenza di una lezione didattica. E solo di questo aspetto parlavo.


    > > Ma con tutti i modelli di tavolette per i
    > > ragazzi, dovevano dare loro in comodato d'uso
    > > proprio quello con la videocamera? La fuga
    > del
    > > buon senso.
    >
    > Si il tuo...
    > Sei ridicolo e fai la figura di quello che si
    > puo' fare ma basta che non si
    > veda.

    Insomma hai il dono della telepatia, sai leggere nella mia mente.
    Hai altre manifestazioni di infinita tracotanza da sottoporre al forum di PI, o passiamo ad altro?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky Portera
    > > > Non era né peggio, né meglio.
    > > > Semplicemente dare in mano
    > > > questi strumenti a ragazzi dà
    > > > l'ispirazione per fare queste bravate
    > > > che, diversamente, non verrebbero
    > > > fatte, o comunque non in quella forma.

    > > HAHAHAHAHAHAHAHAHA
    > > Non sei mai stato ragazzo o andavi in
    > > una scuola di emo ante litteram ?
    > > Queste cose si fanno da sempre, solo
    > > che non si filmavano cosi' facilmente.

    > Non ridere troppo. Ti si sloga la mascella.
    > Non ho detto che non si facevano, ma a nessuno
    > veniva in mente di farle apposta per il gusto di
    > filmarle. Di improvvisare una regia e un set,
    > perché si veda meglio quello che si fa.

    Infatti, si facevano per farsi vedere dai compagni, ma ricordo che qualcuno gia' faceva finta di filmare con uno scatolotto, il problema non e' lo strumento, anche se a molti fa comodo pensarla cosi'. E' piu' facile sequestrare che educare.

    > > > Prova a portare a scopo illustrativo
    > > > un taser in una scuola media, spiegando
    > > > per filo e per segno i suoi scopi e i suoi
    > > > effetti, poi lascialo incustodito sulla
    > > > cattedra ed esci. E conta i minuti prima
    > > > che qualcuno lo usi su un suo compagno, o
    > > > compagna.
    > > >Sorride
    > > Guarda che non c'e' nessun bisogno di
    > > portarne uno, alle superiori se ne e'
    > > arrivato un compagnucco con un taser del
    > > fratello buttafuori.

    > Appunto.
    > Un conto è portalo da fuori, volontariamente e,
    > si spera, di nascosto dagli insegnanti, che
    > diversamente lo sequestrerebbero subito. Un conto
    > è lasciarlo alla loro portata come conseguenza di
    > una lezione didattica. E solo di questo aspetto
    > parlavo.

    Non e' sequestrando i coltelli nelle scuole di cucina che gli insegnanti insegnano ai ragazzi a non farsi male, ma proprio facendoglieli usare nel modo corretto.

    > > > Ma con tutti i modelli di tavolette
    > > > per i ragazzi, dovevano dare loro in
    > > > comodato d'uso proprio quello con la
    > > > videocamera? La fuga del buon senso.

    > > Si il tuo...
    > > Sei ridicolo e fai la figura di quello
    > > che si puo' fare ma basta che non si
    > > veda.

    > Insomma hai il dono della telepatia, sai leggere
    > nella mia mente.

    No, basta semplicemente leggere quello che scrivi per capirlo,

    > Hai altre manifestazioni di infinita tracotanza
    > da sottoporre al forum di PI, o passiamo ad
    > altro?

    Passiamo pure ad altro cosi' posso manifestare la mia infinita tracotanza anche sul prossimo argomento.
    krane
    22544
  • > > > HAHAHAHAHAHAHAHAHA
    > > > Non sei mai stato ragazzo o andavi in
    > > > una scuola di emo ante litteram ?
    > > > Queste cose si fanno da sempre, solo
    > > > che non si filmavano cosi' facilmente.
    >
    > > Non ridere troppo. Ti si sloga la mascella.
    > > Non ho detto che non si facevano, ma a
    > nessuno
    > > veniva in mente di farle apposta per il
    > gusto
    > di
    > > filmarle. Di improvvisare una regia e un set,
    > > perché si veda meglio quello che si fa.
    >
    > Infatti, si facevano per farsi vedere dai
    > compagni, ma ricordo che qualcuno gia' faceva
    > finta di filmare con uno scatolotto, il problema
    > non e' lo strumento, anche se a molti fa comodo
    > pensarla cosi'. E' piu' facile sequestrare che
    > educare.

    Non sarà un problema in sé, e per la veritá non l'ho mai detto, ma solo l'ipotesi che facciano anche una sola bravata in più perché si può facilmente filmare con un oggetto didattico è motivo sufficiente per ripensare quale oggetto didattico fornire.
    E l'articolo mostra che se l'insegnante di sostegno non fosse intervenuta quel filmato sarebbe finito su Youtube, oppure come video da scambiarsi sulle tavolette degli studenti. Aggiungendo orrore a orrore, e con un oggetto fornito dalla scuola.


    > > Appunto.
    > > Un conto è portalo da fuori, volontariamente
    > e,
    > > si spera, di nascosto dagli insegnanti, che
    > > diversamente lo sequestrerebbero subito. Un
    > conto
    > > è lasciarlo alla loro portata come
    > conseguenza
    > di
    > > una lezione didattica. E solo di questo
    > aspetto
    > > parlavo.
    >
    > Non e' sequestrando i coltelli nelle scuole di
    > cucina che gli insegnanti insegnano ai ragazzi a
    > non farsi male, ma proprio facendoglieli usare
    > nel modo
    > corretto.

    E mentre apettiamo che inventino un modo perché l'adolescenza non sia l'età della "stupidera", a scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di quell'età si danno solo ed esclusivamente spuntati.
    Diversamente ne risponde civilmente l'insegnante.
    Pensaci, Giacomino (come scriveva Pirandello).


    > > > Sei ridicolo e fai la figura di quello
    > > > che si puo' fare ma basta che non si
    > > > veda.
    >
    > > Insomma hai il dono della telepatia, sai
    > leggere
    > > nella mia mente.
    >
    > No, basta semplicemente leggere quello che scrivi
    > per capirlo,

    Io capisco solo che vuoi fare polemica per il gusto di farla.

    > > Hai altre manifestazioni di infinita
    > tracotanza
    > > da sottoporre al forum di PI, o passiamo ad
    > > altro?
    >
    > Passiamo pure ad altro cosi' posso manifestare la
    > mia infinita tracotanza anche sul prossimo
    > argomento.

    Non vedo l'ora.
    Intanto chiudiamo questo. Quanto pensi di continuare con questa solfa? Fino a mezzanotte? Fino alle tre di notte? Io ci sarò, a rispondere punto su punto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky Portera


    > Non sarà un problema in sé, e per la veritá
    > non l'ho mai detto, ma solo l'ipotesi che
    > facciano anche una sola
    > bravata in più perché si può facilmente filmare
    > con un oggetto didattico è motivo sufficiente per
    > ripensare quale oggetto didattico fornire.

    Facciamo cosi': l'unico oggetto didattico che gli forniamo sono robuste cighie con cui legare i ragazzi all'ententrata ognuno sulla sua sedia e liberare all'uscita, cosi' non faranno i bulli, contento ?

    > E l'articolo mostra che se l'insegnante di
    > sostegno non fosse intervenuta quel filmato
    > sarebbe finito su Youtube, oppure come video da
    > scambiarsi sulle tavolette degli studenti.
    > Aggiungendo orrore a orrore, e con un oggetto
    > fornito dalla scuola.

    Alla fine dimostri solo che cio' che ti fastidia sia circolato, queste cose sono sempre successe solo che non veniva beccato nessuno poiche' non circolavano le immagini.

    > > Non e' sequestrando i coltelli nelle
    > > scuole di cucina che gli insegnanti
    > > insegnano ai ragazzi a non farsi male, ma
    > > proprio facendoglieli usare nel modo
    > > corretto.

    > E mentre apettiamo che inventino un modo perché
    > l'adolescenza non sia l'età della "stupidera", a
    > scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di
    > quell'età si danno solo ed esclusivamente
    > spuntati.

    E invece no, ad esempio all'alberghiero ti fanno comprare il tuo set e non e' roba piccola:
    http://www.alberghiera.it/page.asp?idc=335&Attrezz...

    > Diversamente ne risponde civilmente l'insegnante.
    > Pensaci, Giacomino (come scriveva Pirandello).

    Appunto: il compito dell'insegnante e' quello di dire "pensaci giacomino" non certo quello di immobilizzare i ragazzi e tener loro lontano qualsiasi oggetto possa essere utilizzato per farsi e/o fare male.

    > Io capisco solo che vuoi fare polemica
    > per il gusto di farla.

    Tendo ad essere polemico con chi pensa che i ragazzini siano creature stupide che automagicamente al compimento dei 18 anni si vedono crescere barba giacca e cravatta e il giorno dopo sono uomini fatti e finiti.

    > > Passiamo pure ad altro cosi' posso
    > > manifestare la mia infinita tracotanza
    > > anche sul prossimo argomento.

    > Non vedo l'ora.
    > Intanto chiudiamo questo. Quanto pensi di
    > continuare con questa solfa? Fino a mezzanotte?
    > Fino alle tre di notte? Io ci sarò, a rispondere
    > punto su punto.

    Ok, ci vediamo qua alle 3 di questa notte.
    krane
    22544
  • > > bravata in più perché si può facilmente
    > filmare
    > > con un oggetto didattico è motivo
    > sufficiente
    > per
    > > ripensare quale oggetto didattico fornire.

    > Facciamo cosi': l'unico oggetto didattico che gli
    > forniamo sono robuste cighie con cui legare i
    > ragazzi all'ententrata ognuno sulla sua sedia e
    > liberare all'uscita, cosi' non faranno i bulli,
    > contento
    > ?

    No.
    Non si previene il bullismo con questi metodi, ma nemmeno si solletica con oggetti che fanno cadere in tentazione.


    > > E l'articolo mostra che se l'insegnante di
    > > sostegno non fosse intervenuta quel filmato
    > > sarebbe finito su Youtube, oppure come video
    > da
    > > scambiarsi sulle tavolette degli studenti.
    > > Aggiungendo orrore a orrore, e con un oggetto
    > > fornito dalla scuola.
    >
    > Alla fine dimostri solo che cio' che ti fastidia
    > sia circolato, queste cose sono sempre successe
    > solo che non veniva beccato nessuno poiche' non
    > circolavano le
    > immagini.

    Non che adesso circolino per ogni atto di bullismo compiuto, eh?!?
    Essendo un tempo assente l'ossessione per l'immagine e per la documentazione visiva, nessuno si sognava di compiere atti di dubbio gusto a scuola per poi riprenderli e farli vedere agli amici, per la serie "guarda come siamo temerari!". C'erano già le cineprese super8, ma nessuno le usava per quello, anche se sarebbero state perfette.
    Dando in mano tavolette con la videocamera incorporata si dà in mano ad ogni allievo una cinepresa gratis.



    > scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di
    > > quell'età si danno solo ed esclusivamente
    > > spuntati.
    >
    > E invece no, ad esempio all'alberghiero ti fanno
    > comprare il tuo set e non e' roba piccola:
    >
    > http://www.alberghiera.it/page.asp?idc=335&Attrezz

    Che c'entra l'alberghiero? Qui si parla di una scuola media.
    All'alberghiero i genitori sanno in partenza che i loro figli useranno i coltelli da cucina. In una normale lezione di una scuola non alberghiera, questo è un extra che va maneggiato con cura.


    > > Diversamente ne risponde civilmente
    > l'insegnante.
    > > Pensaci, Giacomino (come scriveva
    > Pirandello).

    > Appunto: il compito dell'insegnante e' quello di
    > dire "pensaci giacomino" non certo quello di
    > immobilizzare i ragazzi e tener loro lontano
    > qualsiasi oggetto possa essere utilizzato per
    > farsi e/o fare
    > male.

    Nella scuola italiana non funziona così. Forse altrove è diverso.
    Finché gli alunni sono all'interno delle mura scolastiche la responsabilità ricade su un adulto, l'unica (parziale) eccezione è durante l'intervallo.


    > Tendo ad essere polemico con chi pensa che i
    > ragazzini siano creature stupide che
    > automagicamente al compimento dei 18 anni si
    > vedono crescere barba giacca e cravatta e il
    > giorno dopo sono uomini fatti e
    > finiti.

    Fa' il polemico con altri, allora. Io non c'entro.


    > > Intanto chiudiamo questo. Quanto pensi di
    > > continuare con questa solfa? Fino a
    > mezzanotte?
    > > Fino alle tre di notte? Io ci sarò, a
    > rispondere
    > > punto su punto.
    >
    > Ok, ci vediamo qua alle 3 di questa notte.

    Ma anche prima!
    La tentazione di rispondere a questo è troppo forte.Ficoso
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky Portera

    > > Non e' sequestrando i coltelli nelle scuole
    > di
    > > cucina che gli insegnanti insegnano ai
    > ragazzi
    > a
    > > non farsi male, ma proprio facendoglieli
    > usare
    > > nel modo
    > > corretto.
    >
    > E mentre apettiamo che inventino un modo perché
    > l'adolescenza non sia l'età della "stupidera", a
    > scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di
    > quell'età si danno solo ed esclusivamente
    > spuntati.
    > Diversamente ne risponde civilmente l'insegnante.
    > Pensaci, Giacomino (come scriveva Pirandello).

    Certo certo, accoltellamenti tutti i giorni nelle mense scolastiche. Sembri il tipico genitore che vuole il figlio sotto una campana di vetro.
    non+autenticato
  • > > E mentre apettiamo che inventino un modo
    > perché
    > > l'adolescenza non sia l'età della
    > "stupidera",
    > a
    > > scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di
    > > quell'età si danno solo ed esclusivamente
    > > spuntati.
    > > Diversamente ne risponde civilmente
    > l'insegnante.
    > > Pensaci, Giacomino (come scriveva
    > Pirandello).

    > Certo certo, accoltellamenti tutti i giorni nelle
    > mense scolastiche.

    Veramente non parlavo di mense, ma di aule scolastiche e di didattica. Rileggi la discussione.
    Mi risulta che nella mense scolastiche i coltelli siano senza punta e con lama tagliente lo stretto indispensabile, almeno alle elementari e alle medie, ma lì è un caso a parte perché la sorveglianza è congiunta.


    > Sembri il tipico genitore che
    > vuole il figlio sotto una campana di
    > vetro.

    No.
    Ricordo solo che l'insegnante e la scuola hanno precise responsabilità in caso di incidenti anche banali. Dimenticare un coltello, o un taser, sulla cattedra, che puntualmente verrà usato per scopi non pacifici da qualche alunno, è una leggerezza che non verrebbe mai perdonata.
    non+autenticato
  • Scuola digitale ai nastri di partenza

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • Editori e insegnanti sono lobby molto potenti e molto conservatrici, soprattutto perché sono due professioni che ogni giorno diventano più inutili, grazie al progresso tecnologico.
    Proprio per questo le resistenze all'innovazione sono fortissime, anche se la norma favorisce in modo spudorato gli editori (riduzione del 30% del tetto, quando i costi si riducono del 90% !!!).
    Pensiamo però cosa è successo per il software: sempre più si diffondono software gratuiti che in molti casi sono decisamente superiori a quelli a pagamento. Per i testi digitali succederà la stessa cosa.
    Però temo che gli editori si faranno fare una legge per cui nelle scuole si potranno usare solo libri prodotti da loro. E' gente senza vergogna e senza scrupoli, quindi non ci sarebbe da stupirsi. Ricordiamo l'esempio dei giornalisti: se non sei iscritto all'Albo non puoi fare il giornalista. Più lobby di così ...
  • > Editori e insegnanti sono lobby molto potenti e
    > molto conservatrici, soprattutto perché sono due
    > professioni che ogni giorno diventano più
    > inutili, grazie al progresso
    > tecnologico.

    Su quella degli editori, non ho elementi per valutare.
    Su quella degli insegnanti, francamente, mi pare tu stia vaneggiando. Il 50 % circa sono precari: significa che ogni anno devono ripresentarsi al provveditorato per sapere in quale scuola insegneranno, e se insegneranno. E gli stipendi che prendono sono fra i più bassi d'Europa (per la verità anche le ore che lavorano, ma questo non dipende da loro).
    Se questa è una lobby, è una lobby di straccioni.


    > Proprio per questo le resistenze all'innovazione
    > sono fortissime, anche se la norma favorisce in
    > modo spudorato gli editori (riduzione del 30% del
    > tetto, quando i costi si riducono del 90%
    > !!!).

    Hai un consuntivo dei costi degli editori di scolastica? Uno schema che mostri quanto viene speso in carta, quanto per la stampa, quanto per il tipografo, quanto per l'impaginatore, quanto per le immagini/fotografie e quanto per l'autore?
    Perché altrimenti parliamo del nulla.


    > Pensiamo però cosa è successo per il software:
    > sempre più si diffondono software gratuiti che in
    > molti casi sono decisamente superiori a quelli a
    > pagamento.

    Personalmente non l'ho constatato. A parte per software che fanno cose, diciamo, semplici. Software monofunzione.
    Dalle suite Office ai programmi di grafica e di fotoritocco, ho visto solo programmi pasticciati e poco fluidi.

    > Per i testi digitali succederà la
    > stessa cosa.
    >
    > Però temo che gli editori si faranno fare una
    > legge per cui nelle scuole si potranno usare solo
    > libri prodotti da loro.

    Quindi Punto Informatico sarà invaso da centinaia di commenti che vomitano odio su tutto e su tutti. Garantito.
    Non che ce ne sia bisogno: lo fanno già partendo da notizie basate sul "sembra" e sul "mi pare".

    > E' gente senza vergogna e
    > senza scrupoli, quindi non ci sarebbe da
    > stupirsi.

    A nessuno piace fallire, guarda un po'. Comunque non garantisci la sopravvivenza di una professione a colpi di decreti, la legge non fa miracoli. Se questa professione davvero un giorno non servirà più, si estinguerà, come molte altre in passato, dal perito calcolatore al calafato passando per lo stenografo.

    > Ricordiamo l'esempio dei giornalisti:
    > se non sei iscritto all'Albo non puoi fare il
    > giornalista. Più lobby di così
    > ...

    Non è vero. Lo puoi fare, da praticante, o da precario.
    Come credi che si diventi giornalisti, in Italia? La scuola di giornalismo sforna solo una parte dei giornalisti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky Portera
    > > Editori e insegnanti sono lobby molto
    > potenti
    > e
    > > molto conservatrici, soprattutto perché sono
    > due
    > > professioni che ogni giorno diventano più
    > > inutili, grazie al progresso
    > > tecnologico.
    >
    > Su quella degli editori, non ho elementi per
    > valutare.

    E allora taci e fidati di chi ne ha.

    > Su quella degli insegnanti, francamente, mi pare
    > tu stia vaneggiando. Il 50 % circa sono precari:
    > significa che ogni anno devono ripresentarsi al
    > provveditorato per sapere in quale scuola
    > insegneranno, e se insegneranno.

    Quindi confermi quanto ti avevo gia' detto altrove: non sono loro che scelgono il libro di testo che si troveranno ad adottare.
    Viene scelto coi soliti sistemi mafiosi che M$ ha esportato in tutto il mondo.
    Preinstallazione a forza!

    > E gli stipendi
    > che prendono sono fra i più bassi d'Europa (per
    > la verità anche le ore che lavorano, ma questo
    > non dipende da loro).

    Gli stipendi non sono un mistero.
    Chi sceglie di fare l'insegnante sa a che cosa va incontro: stipendi bassi e precariato. Inutile lamentarsi dopo per quello che si sa prima.

    > Se questa è una lobby, è una lobby di straccioni.

    La lobby e' quella degli editori.
    Che si avvale della complicita' di pochi insegnanti di ruolo che impongono determinati libri di testo.

    > > Proprio per questo le resistenze
    > all'innovazione
    > > sono fortissime, anche se la norma favorisce
    > in
    > > modo spudorato gli editori (riduzione del
    > 30%
    > del
    > > tetto, quando i costi si riducono del 90%
    > > !!!).
    >
    > Hai un consuntivo dei costi degli editori di
    > scolastica?

    Ce l'ho io.
    Per un libro di testo di costo medio 30 euro, 1 euro di produzione, 50 centesimi vanno all'autore, 50 al distributore, tutto il resto e' grasso che cola.

    > Uno schema che mostri quanto viene
    > speso in carta, quanto per la stampa, quanto per
    > il tipografo, quanto per l'impaginatore, quanto
    > per le immagini/fotografie e quanto per
    > l'autore?

    L'impaginazione la fai UNA VOLTA e il grafico che se ne occupa viene pagato 800 euro al mese come tutti i precari.
    Carta e stampa incidono per non piu' di 1 euro a volume.

    > Perché altrimenti parliamo del nulla.

    I numeri te li ho dati.

    > > Pensiamo però cosa è successo per il
    > software:
    > > sempre più si diffondono software gratuiti
    > che
    > in
    > > molti casi sono decisamente superiori a
    > quelli
    > a
    > > pagamento.
    >
    > Personalmente non l'ho constatato.

    Come non hai constatato niente di cio' di cui parli.

    > A parte per
    > software che fanno cose, diciamo, semplici.
    > Software monofunzione.

    E questo che cosa cambierebbe?
    Ci sono sistemi operativi gratis.
    Ci sono software di elaborazione testi gratis.
    Ci sono software di elaborazione immagini gratis.
    Ci sono software di elaborazione suoni gratis.
    Ci sono browser gratis.

    Che altro vuoi?

    > Dalle suite Office ai programmi di grafica e di
    > fotoritocco, ho visto solo programmi pasticciati
    > e poco fluidi.

    Qualunque oggetto e' disponibile in versioni di qualita' diverse e costi diversi.
    Noi pretendiamo quello gratis.
    Della qualita' non ce ne frega niente. Va bene quella che offre.

    > > Per i testi digitali succederà la
    > > stessa cosa.
    > >
    > > Però temo che gli editori si faranno fare una
    > > legge per cui nelle scuole si potranno usare
    > solo
    > > libri prodotti da loro.
    >
    > Quindi Punto Informatico sarà invaso da centinaia
    > di commenti che vomitano odio su tutto e su
    > tutti.

    No, solo su di te e quelli come te.

    > Garantito.
    > Non che ce ne sia bisogno: lo fanno già partendo
    > da notizie basate sul "sembra" e sul "mi pare".

    Punto Informatico e' GRATIS, e se devo scegliere tra un "mi pare" gratis e un "e' certo" che costa anche un solo centesimo, gratis tutta la vita!

    > > E' gente senza vergogna e
    > > senza scrupoli, quindi non ci sarebbe da
    > > stupirsi.
    >
    > A nessuno piace fallire, guarda un po'.

    Ma per alcuni e' inevitabile, quindi rassegnati.

    > Comunque
    > non garantisci la sopravvivenza di una
    > professione a colpi di decreti, la legge non fa
    > miracoli.

    E allora togliti da davanti e non far perdere tempo alla legge e soldi alle famiglie, che tanto devi fallire.

    > Se questa professione davvero un giorno
    > non servirà più, si estinguerà, come molte altre
    > in passato, dal perito calcolatore al calafato
    > passando per lo stenografo.

    Nessuno vi rimpiangera'.

    > > Ricordiamo l'esempio dei giornalisti:
    > > se non sei iscritto all'Albo non puoi fare il
    > > giornalista. Più lobby di così
    > > ...
    >
    > Non è vero. Lo puoi fare, da praticante, o da
    > precario.

    Io non ho bisogno di nessun patentino per scrivere.

    > Come credi che si diventi giornalisti, in Italia?

    Con la tessera del giusto partito, per cominciare.
    Oppure con un parente stretto giornalista.

    > La scuola di giornalismo sforna solo una parte
    > dei giornalisti.
  • > E allora taci e fidati di chi ne ha.

    Sei l'ultimo a cui chiederei una cosa del genere. Sei semplicmente accecato dall'odio e dal fanatsimo. Impossibile ragionare con te.

    > Quindi confermi quanto ti avevo gia' detto
    > altrove: non sono loro che scelgono il libro di
    > testo che si troveranno ad
    > adottare.

    Spesso è così, non sempre. Ed è l'ultimo dei problemi della scuola italiana.

    > Viene scelto coi soliti sistemi mafiosi che M$ ha
    > esportato in tutto il
    > mondo.
    > Preinstallazione a forza!

    Senza libro di testo, il corso scolastico nemmeno comincia. Fai tu.

    > > E gli stipendi
    > > che prendono sono fra i più bassi d'Europa
    > (per
    > > la verità anche le ore che lavorano, ma
    > questo
    > > non dipende da loro).
    >
    > Gli stipendi non sono un mistero.
    > Chi sceglie di fare l'insegnante sa a che cosa va
    > incontro: stipendi bassi e precariato. Inutile
    > lamentarsi dopo per quello che si sa
    > prima.

    A chi lo dici.... Sorride
    Ho un amico insegnante precario, e di queste lamentele ne sento spesso. O meglio, sentivo, adesso forse ha capito che da me non riceve conforto.

    > > Se questa è una lobby, è una lobby di
    > straccioni.
    >
    > La lobby e' quella degli editori.

    Ah, ecco.

    > Che si avvale della complicita' di pochi
    > insegnanti di ruolo che impongono determinati
    > libri di
    > testo.

    Mah, determinati... il mercato è abbastanza vario, ci sono diverse scelte. La concorrenza fra editori esiste, secondo me.



    > > > Proprio per questo le resistenze
    > > all'innovazione
    > > > sono fortissime, anche se la norma
    > favorisce
    > > in
    > > > modo spudorato gli editori (riduzione
    > del
    > > 30%
    > > del
    > > > tetto, quando i costi si riducono del
    > 90%
    > > > !!!).
    > >
    > > Hai un consuntivo dei costi degli editori di
    > > scolastica?
    >
    > Ce l'ho io.
    > Per un libro di testo di costo medio 30 euro, 1
    > euro di produzione, 50 centesimi vanno
    > all'autore, 50 al distributore, tutto il resto e'
    > grasso che
    > cola.

    Vanno pagate anche le fotografie, se non sono in PD, l'impaginazione, la carta. Ovviamente un costo connesso è la campagna presso gli insegnanti.
    Comunque queste cifre sono sparate a casaccio. Voglio una fonte.


    > > Uno schema che mostri quanto viene
    > > speso in carta, quanto per la stampa, quanto
    > per
    > > il tipografo, quanto per l'impaginatore,
    > quanto
    > > per le immagini/fotografie e quanto per
    > > l'autore?
    >
    > L'impaginazione la fai UNA VOLTA e il grafico che
    > se ne occupa viene pagato 800 euro al mese come
    > tutti i
    > precari.
    > Carta e stampa incidono per non piu' di 1 euro a
    > volume.

    Altre cifre sparate a casaccio.


    > > Perché altrimenti parliamo del nulla.
    >
    > I numeri te li ho dati.

    Uh!

    > > A parte per
    > > software che fanno cose, diciamo, semplici.
    > > Software monofunzione.
    >
    > E questo che cosa cambierebbe?
    > Ci sono sistemi operativi gratis.
    > Ci sono software di elaborazione testi gratis.
    > Ci sono software di elaborazione immagini gratis.
    > Ci sono software di elaborazione suoni gratis.
    > Ci sono browser gratis.

    Evidentemente sono più facili da realizzare. Quelli funzionano.

    > > Dalle suite Office ai programmi di grafica e
    > di
    > > fotoritocco, ho visto solo programmi
    > pasticciati
    > > e poco fluidi.
    >
    > Qualunque oggetto e' disponibile in versioni di
    > qualita' diverse e costi
    > diversi.
    > Noi pretendiamo quello gratis.
    > Della qualita' non ce ne frega niente. Va bene
    > quella che
    > offre.

    A me no.
    E credo a molti altri. La Adobe non sarebbe sopravvissuta se la sua suite fosse stata intercambiabile con quelle gratuite. Idem per Sony Vegas, un programma di editing video che non ha un vero corrispettivo nel mondo del free software.

    > > Quindi Punto Informatico sarà invaso da
    > centinaia
    > > di commenti che vomitano odio su tutto e su
    > > tutti.
    >
    > No, solo su di te e quelli come te.

    Ma magari!
    Purtroppo si insulta chiunque tenti di far ragionare. E si insultano gli assenti. Io sono impermeabile a queste critiche, altri magari scappano.


    > > > E' gente senza vergogna e
    > > > senza scrupoli, quindi non ci sarebbe da
    > > > stupirsi.
    > >
    > > A nessuno piace fallire, guarda un po'.
    >
    > Ma per alcuni e' inevitabile, quindi rassegnati.

    Macché inevitabile.
    Il progresso segue percorsi tortuosi e imprevedibili. I giornali dicevano che sarebbero finiti con l'avvento della radio (cioè del giornale radio). Poi con l'avvento della televisione. Poi col televideo. E adesso con internet.
    E sempre lì stanno, certo sono di meno, ma ci sono ancora.

    > > Comunque
    > > non garantisci la sopravvivenza di una
    > > professione a colpi di decreti, la legge non
    > fa
    > > miracoli.
    >
    > E allora togliti da davanti e non far perdere
    > tempo alla legge e soldi alle famiglie, che tanto
    > devi
    > fallire.

    Non sono mica io. È la lobby cattiva. A bocca aperta
    "Lobby", la parola magica per giustificare tutti i propri fallimenti personali.


    > > Se questa professione davvero un giorno
    > > non servirà più, si estinguerà, come molte
    > altre
    > > in passato, dal perito calcolatore al
    > calafato
    > > passando per lo stenografo.
    >
    > Nessuno vi rimpiangera'.

    Non sono un editore.
    E ti ripeto, ti estinguerai prima tu, per morte naturale, che gli editori. Perché sostituirli con altro è impensabile, ora come ora.

    > > Come credi che si diventi giornalisti, in
    > Italia?
    >
    > Con la tessera del giusto partito, per cominciare.
    > Oppure con un parente stretto giornalista.

    No, basta essere presi come praticante presso un giornale/settimanale/mensile e scrivere articoli. Dopo due anni si ha già il diritto di entrare nell'elenco pubblicisti. Poi si può scegliere di cercare di entrare nei professionisti, ma non è indispensabile: un pubblicista è già dentro l'ordine.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky Portera
    > > E allora taci e fidati di chi ne ha.
    >
    > Sei l'ultimo a cui chiederei una cosa del genere.
    > Sei semplicmente accecato dall'odio e dal
    > fanatsimo. Impossibile ragionare con
    > te.

    Sei nel torto piu' marcio.
    Per questo non puoi ragionare con me.

    > > Quindi confermi quanto ti avevo gia' detto
    > > altrove: non sono loro che scelgono il libro
    > di
    > > testo che si troveranno ad
    > > adottare.
    >
    > Spesso è così, non sempre. Ed è l'ultimo dei
    > problemi della scuola italiana.

    E infatti non c'e' proprio alcun bisogno di legiferare in quest'ambito inserendo complicazioni inutili.


    > > Viene scelto coi soliti sistemi mafiosi che
    > M$
    > ha
    > > esportato in tutto il
    > > mondo.
    > > Preinstallazione a forza!
    >
    > Senza libro di testo, il corso scolastico nemmeno
    > comincia. Fai tu.

    C'e' il libro dello scorso anno.

    > > Che si avvale della complicita' di pochi
    > > insegnanti di ruolo che impongono determinati
    > > libri di
    > > testo.
    >
    > Mah, determinati... il mercato è abbastanza
    > vario, ci sono diverse scelte. La concorrenza fra
    > editori esiste, secondo me.

    Si, certo, come no.

    > > Ce l'ho io.
    > > Per un libro di testo di costo medio 30
    > euro,
    > 1
    > > euro di produzione, 50 centesimi vanno
    > > all'autore, 50 al distributore, tutto il
    > resto
    > e'
    > > grasso che
    > > cola.
    >
    > Vanno pagate anche le fotografie,

    Si scelgano fotografie in creative commons, cosi' non vanno pagate.

    > se non sono in
    > PD, l'impaginazione, la carta.

    Se ne occupa il grafico. Tutto compreso nel suo costo.

    > Ovviamente un
    > costo connesso è la campagna presso gli
    > insegnanti.

    Ah ecco!
    Olio extravergine per ungere le giuste ruote!
    Si contatta l'insegnante piu' influente della scuola (quello di ruolo da anni che decide per tutti), il quale in consiglio di istituto impone i testi per tutte le classi della scuola.

    > Comunque queste cifre sono sparate a casaccio.
    > Voglio una
    > fonte.

    Sono io la fonte!
    Sentiti pure libero di produrre cifre diverse dalle mie.

    > > Carta e stampa incidono per non piu' di 1
    > euro
    > a
    > > volume.
    >
    > Altre cifre sparate a casaccio.

    Non hai che da produrre delle cifre tu.

    > > > Perché altrimenti parliamo del nulla.
    > >
    > > I numeri te li ho dati.
    >
    > Uh!

    Gia'. E siccome non li puoi contestare, li subisci.

    > >
    > > Qualunque oggetto e' disponibile in versioni
    > di
    > > qualita' diverse e costi
    > > diversi.
    > > Noi pretendiamo quello gratis.
    > > Della qualita' non ce ne frega niente. Va
    > bene
    > > quella che
    > > offre.
    >
    > A me no.

    Tu allora paga e non rompere.

    > E credo a molti altri. La Adobe non sarebbe
    > sopravvissuta se la sua suite fosse stata
    > intercambiabile con quelle gratuite.

    Ne sono fallite tante pur avendo prodotti anche migliori.
    Ce ne faremo una ragione.

    > Idem per
    > Sony Vegas, un programma di editing video che non
    > ha un vero corrispettivo nel mondo del free
    > software.

    Sara' sicuramente indispensabile a tutte le famiglie!

    > > > Quindi Punto Informatico sarà invaso da
    > > centinaia
    > > > di commenti che vomitano odio su tutto
    > e
    > su
    > > > tutti.
    > >
    > > No, solo su di te e quelli come te.
    >
    > Ma magari!
    > Purtroppo si insulta chiunque tenti di far
    > ragionare.

    La verita' offende, vero?

    > E si insultano gli assenti.

    Gli assenti lo sono per scelta loro.
    Questo e' un forum pubblico, a differenza di molti altri.

    > Io sono
    > impermeabile a queste critiche, altri magari
    > scappano.

    Scappare e' da vigliacchi che sanno di aver torto.

    > > > A nessuno piace fallire, guarda un po'.
    > >
    > > Ma per alcuni e' inevitabile, quindi
    > rassegnati.
    >
    > Macché inevitabile.
    > Il progresso segue percorsi tortuosi e
    > imprevedibili. I giornali dicevano che sarebbero
    > finiti con l'avvento della radio (cioè del
    > giornale radio). Poi con l'avvento della
    > televisione. Poi col televideo. E adesso con
    > internet.
    > E sempre lì stanno, certo sono di meno, ma ci
    > sono ancora.

    Tuttavia non sono OBBLIGATORI.
    Chiunque fornisca un servizio a pagamento del quale esiste una versione gratuita, puo' tranquillamente erogare il suo servizio a pagamento.

    Il problema e' quando quello che offre il servizio a pagamento si fa scudo di una legge che lo rende OBBLIGATORIO e che impedisce di avvalersi di un servizio analogo gratuito.

    > > > Comunque
    > > > non garantisci la sopravvivenza di una
    > > > professione a colpi di decreti, la
    > legge
    > non
    > > fa
    > > > miracoli.
    > >
    > > E allora togliti da davanti e non far perdere
    > > tempo alla legge e soldi alle famiglie, che
    > tanto
    > > devi
    > > fallire.
    >
    > Non sono mica io. È la lobby cattiva. A bocca aperta

    Ah no?

    > "Lobby", la parola magica per giustificare tutti
    > i propri fallimenti personali.

    Io non sono mai fallito.
    E non ho neppure mai fallito.
    Il resto lo lascio a te.

    > > > Se questa professione davvero un giorno
    > > > non servirà più, si estinguerà, come
    > molte
    > > altre
    > > > in passato, dal perito calcolatore al
    > > calafato
    > > > passando per lo stenografo.
    > >
    > > Nessuno vi rimpiangera'.
    >
    > Non sono un editore.

    Ma li stai difendendo, quindi in questo momento lo sei.

    > E ti ripeto, ti estinguerai prima tu, per morte
    > naturale, che gli editori. Perché sostituirli con
    > altro è impensabile, ora come ora.

    E' impensabile da te che hai un cervello limitato.
    Altrove ne hanno gia' fatto a meno.
    E questo e' un punto di partenza fondamentale.

    > > > Come credi che si diventi giornalisti,
    > in
    > > Italia?
    > >
    > > Con la tessera del giusto partito, per
    > cominciare.
    > > Oppure con un parente stretto giornalista.
    >
    > No, basta essere presi come praticante presso un
    > giornale/settimanale/mensile e scrivere articoli.

    E fin qui tutti.

    > Dopo due anni si ha già il diritto di entrare
    > nell'elenco pubblicisti.

    E qui ci arrivano solo quelli che possono campare 2 anni senza stipendio, e con spese a proprio carico.

    > Poi si può scegliere di
    > cercare di entrare nei professionisti, ma non è
    > indispensabile: un pubblicista è già dentro
    > l'ordine.

    No. Ti manca la tessera di partito, e l'angelo custode.
    Anche perche' dimentichi di dire che per accedere all'odine SI PAGA, e uno che non viene pagato come giornalista, non puo' permettersi la permanenza nell'ordine.

    Non per niente si chiama CASTA dei giornalisti.
  • "Tuttavia non sono OBBLIGATORI.
    Chiunque fornisca un servizio a pagamento del quale esiste una versione gratuita, puo' tranquillamente erogare il suo servizio a pagamento.

    Il problema e' quando quello che offre il servizio a pagamento si fa scudo di una legge che lo rende OBBLIGATORIO e che impedisce di avvalersi di un servizio analogo gratuito.

    No. Ti manca la tessera di partito, e l'angelo custode.
    Anche perche' dimentichi di dire che per accedere all'odine SI PAGA, e uno che non viene pagato come giornalista, non puo' permettersi la permanenza nell'ordine.

    Non per niente si chiama CASTA dei giornalisti."

    Troppe parole maiuscole per i miei gusti. E troppe accuse a venvera. Non do corda a uno che urla e sbraita.
    Finisce qui.
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa

    e smettila di sbraitare e di dire panzane, take it easy, fatti una sana tromabata una volta ogni mai
    non+autenticato
  • Le tue osservazioni mi sembrano un po' strane. E' ovvio che i precari non contano nulla, però quelli che sono nel sistema contano molto. E in più hanno facile presa sui ragazzi e sui genitori: in Italia come sai le leggi non sono fatte col buon senso ma per accontentare chi strilla di più.
    Quanto a conoscere i fatti: io ho fatto il professore a contratto per parecchi anni, ma non ho più fatto domanda di rinnovo e ho lasciato per motivi etici: mi vergognavo dei professori di ruolo, del loro comportamento verso i ragazzi e della loro scarsa attitudine a lavorare. Io vengo dall'industria dove un contratto è ancora una cosa seria, anche se pagato poco.
    Quanto ai libri ho una discreta conoscenza dei costi: dato che l'autore prende una percentuale ridicola, se anche il costo di struttura è elevato i costi di distribuzione sono molto alti, soprattutto per gli invenduti. Quindi togliere solo il 30% significa foraggiare alla grande una struttura che non serve più.
    Quanto al software gratuito vedo che sei poco pratico. Vero che Office è decisamente migliore di Open-Office, ma cosa mi dici di Apache, Mysql, PHP, Java, Javascript. E tutti gli antivirus gratis, che sono decisamente preferibili ai pachidermi a pagamento? E gli equivalenti di Zip e di PDP?Quanto alla grafica e al fotoritocco penso che tu abbia solo voglia di buttare via i soldi: la maggior parte dei software sono gratis e vanno benissimo per un utilizzo medio. Non vedo ragione di usare Photoshop se non fai il grafico di professione (e molti professionisti usano Gimp).
    Se vuoi farti una cultura guarda www.programmifree.com , ne hai bisogno.
    Ovviamente se sei nell'editoria si capiscono di più i motivi dei tuoi strani punti di vista..
    non+autenticato
  • > Le tue osservazioni mi sembrano un po' strane. E'
    > ovvio che i precari non contano nulla, però
    > quelli che sono nel sistema contano molto.

    Sono anche d'accordo. Il fatto che però la percentuale fra i due è circa del 50 % ha il suo peso, lo ammetterai.

    > E in
    > più hanno facile presa sui ragazzi e sui
    > genitori: in Italia come sai le leggi non sono
    > fatte col buon senso ma per accontentare chi
    > strilla di
    > più.

    Anche i giovani studenti, a quanto ho visto in tv, strillano mica male. In genere per i rincari non giustificati.
    E infatti un ministro (mi pare la Moratti) ha imposto il congelamento del prezzo per tre anni consecutivi.

    > Quanto a conoscere i fatti: io ho fatto il
    > professore a contratto per parecchi anni, ma non
    > ho più fatto domanda di rinnovo e ho lasciato per
    > motivi etici: mi vergognavo dei professori di
    > ruolo, del loro comportamento verso i ragazzi e
    > della loro scarsa attitudine a lavorare.

    È un vecchio problema, che ho vissuto come studente anni fa. Gli stipendi si potrebbero anche innalzare/differenziare in base al merito, come già avviene in Francia, ma quando ci hanno provato in Italia si sono levati i forconi. C'era il ministro Tullio De Mauro.
    Con questa mentalità dove si può arrivare?


    > Quanto ai libri ho una discreta conoscenza dei
    > costi: dato che l'autore prende una percentuale
    > ridicola, se anche il costo di struttura è
    > elevato i costi di distribuzione sono molto alti,
    > soprattutto per gli invenduti. Quindi togliere
    > solo il 30% significa foraggiare alla grande una
    > struttura che non serve
    > più.

    Può darsi che in futuro la percentuale aumenti, é solo il primo passo.
    Qui stiamo parlando di una transizione: i libri di fatto saranno disponibili per chissà quanti anni nel doppio formato, perché o gli insegnanti non li possono vedere in formato elettronico, o i genitori non vogliono acquistare tavolette e simili.
    Conosco i miei polli, vedrai che andrà così.


    > Quanto al software gratuito vedo che sei poco
    > pratico. Vero che Office è decisamente migliore
    > di Open-Office, ma cosa mi dici di Apache, Mysql,
    > PHP, Java, Javascript.

    Io parlo di applicativi. Gli altri nemmeno so bene a cosa servono.


    > E tutti gli antivirus
    > gratis, che sono decisamente preferibili ai
    > pachidermi a pagamento?

    Software monofunzione, come dicevo.
    Ho appena installato un programma che cerca i file ed è più veloce di quello fornito con Windows, che infatti ho disinstallato.

    > E gli equivalenti di Zip
    > e di PDP?

    Zip non è mai stato a pagamento, da che ricordo. Chi faceva software basati sulla sua tecnologia pagava la licenza.


    > Quanto alla grafica e al fotoritocco
    > penso che tu abbia solo voglia di buttare via i
    > soldi:

    Per la verità, è un dettaglio che non ho esplicitato, li ho scaricati e craccati. A bocca aperta
    Ma che non si sappia in giro. Fan Windows


    > la maggior parte dei software sono gratis
    > e vanno benissimo per un utilizzo medio.

    E a me non vanno bene, abbi pazienza. Troppo imprevedibili, troppo poco intuitivi.

    > Non vedo
    > ragione di usare Photoshop se non fai il grafico
    > di professione (e molti professionisti usano
    > Gimp).

    Per hobby.
    E conosco altri che sono passati da Gimp a Photoshop.

    > Se vuoi farti una cultura guarda
    > www.programmifree.com , ne hai
    > bisogno.
    > Ovviamente se sei nell'editoria si capiscono di
    > più i motivi dei tuoi strani punti di
    > vista..

    No, ho lavorato anche in quel campo ma molti anni fa, e poi l'editoria era un settore collaterale, non primario.
    non+autenticato
  • Sono un insegnante e confermo molte cose fra quelle già scritte. Pur non ritenendo il corpo docente una lobby, ritengo che sia una categoria estremamente impermeabile al cambiamento e all'innovazione, semplicemente perché negli impieghi statali non c'è abbastanza competizione e stimolo a lavorare bene. Ci vogliono leggi che costringano gli insegnanti ad adeguarsi ai tempi, perché da soli non cambieremo mai. La maggior parte dei docenti (purtroppo anche quelli giovani) non hanno nessuna intenzione di imparare ad usare un computer e, anzi, si vanta di vivere 50 anni indietro rispetto al resto del mondo.
    Per quanto riguarda i software gratis esistono moltissimi esempi di programmi fatti meglio delle controparti a pagamento. (LibreOffice, GIMP, calibre, MuseScore, Firefox ecc...). La solita proverbiale pigrizia e ignoranza dei docenti impedisce alle scuole di risparmiare migliaia di euro spesi in licenze Microsoft, inutili e costose. A questo si aggiunga la cupidigia di chi produce hardware per le scuole. Chi fornisce le LIM obbliga per contratto la scuola ad usare il loro software, ovviamente con formati di file proprietari. Risultato: se io ho lavagne di marche diverse nelle varie classi devo lavorare il triplo per preparare tre volte la stessa lezione in tre formati diversi con tre software diversi. Ma tanto il problema non si pone perché questi software li usa lo 0,00000001% dei docenti italiani.
    Nell'articolo leggo di dubbi riguardo a chi dovrà pagare i tablet e la formazione per gli insegnanti. Io avrei le risposte: 1) i tablet devono essere a carico delle famiglie (ormai ne esistono anche a basso costo) e ciò sarebbe fattibilissimo se gli editori la smettessero di farmi pagare un ebook solo due euro in meno rispetto al libro di carta. 2) La formazione dei docenti deve essere a carico dei docenti stessi. Lo dico perché so che i docenti non hanno bisogno di una formazione specifica su un software particolare, ma di una primissima alfabetizzazione alla tecnologia, e secondo me non è giusto che lo stato debba colmare un gap dovuto alla resistenza stessa che gli insegnanti hanno avuto negli ultimi 30 anni. Quando lavori per una ditta al limite l'azienda ti forma sui software specifici professionali, non ti insegna ad accendere un pc e a mandare una mail, questi devono essere prerequisiti, e chi non sa fare certe cose si rimbocchi le maniche e impari oppure cambi mestiere e vada a fare lo spazzino.
    Per finire mi fanno un po' ridere i tetti di spesa ridotti del 30%. Andatevi a fare un giro su Scuolabook e vedrete che la differenza di prezzo fra un libro cartaceo e la controparte elettronica non arriva nemmeno al 10%.
    non+autenticato
  • > Sono un insegnante e confermo molte cose fra
    > quelle già scritte. Pur non ritenendo il corpo
    > docente una lobby, ritengo che sia una categoria
    > estremamente impermeabile al cambiamento e
    > all'innovazione, semplicemente perché negli
    > impieghi statali non c'è abbastanza competizione
    > e stimolo a lavorare bene.

    Eh sì... Non a caso è il sogno bagnato di molti neolaureati e neodiplomati senza pretese. Stipendio basso, ma posto di lavoro blindato e nessuna richiesta di aggiornamento particolare.


    > Ci vogliono leggi che
    > costringano gli insegnanti ad adeguarsi ai tempi,
    > perché da soli non cambieremo mai.

    Ho ricordato la proposta della possibilità dell'avanzamento di carriera per gli insegnanti dopo concorso. Hanno accusato il ministro De Mauro di voler fare i quiz alla Gerry Scotti per i docenti di ruolo, figurati. Sorride
    Di ministri abbastanza forti da opporsi ai dipendenti pubblici non ce ne saranno mai, in Italia.



    > Per quanto riguarda i software gratis esistono
    > moltissimi esempi di programmi fatti meglio delle
    > controparti a pagamento. (LibreOffice, GIMP,
    > calibre, MuseScore, Firefox ecc...).

    Libreoffice e GIMP tienteli tu, grazie. Se ti piacciono, padronissimo di dirlo e di usarli, io li trovo ingestibili e imprevedibili.
    Firefox non ha corrispettivi a pagamento: persino IE della Microsoft è gratis.
    Musescore e Calibre non so a che servano, evidentemente non ne ho mai avuto bisogno. Sorride


    > La solita
    > proverbiale pigrizia e ignoranza dei docenti
    > impedisce alle scuole di risparmiare migliaia di
    > euro spesi in licenze Microsoft, inutili e
    > costose.

    Le scuole installano prodotti Microsoft ma non su consiglio dei docenti. Ci sono precise procedure.


    > A questo si aggiunga la cupidigia di chi
    > produce hardware per le scuole. Chi fornisce le
    > LIM obbliga per contratto la scuola ad usare il
    > loro software, ovviamente con formati di file
    > proprietari. Risultato: se io ho lavagne di
    > marche diverse nelle varie classi devo lavorare
    > il triplo per preparare tre volte la stessa
    > lezione in tre formati diversi con tre software
    > diversi. Ma tanto il problema non si pone perché
    > questi software li usa lo 0,00000001% dei docenti
    > italiani.

    Interessante retroscena sulle LIM. Rotola dal ridere
    Consiglio: torna alla lavagna di ardesia. Nessun preside ha il potere di opporsi a questa tua scelta.


    > Per finire mi fanno un po' ridere i tetti di
    > spesa ridotti del 30%. Andatevi a fare un giro su
    > Scuolabook e vedrete che la differenza di prezzo
    > fra un libro cartaceo e la controparte
    > elettronica non arriva nemmeno al
    > 10%.

    Gli ebook non hanno il problema dei resi e non hanno il costo della carta e dell'inchiostro. La riduzione del 30 % è più che giustificata.
    In generale, il prezzo di un libro cartaceo e del corrispondente in formato ebook in Italia è falsato alla fonte da due aliquote IVA diverse. E credo anche da incentivi all'editoria che considerano solo quella su carta.
    non+autenticato
  • La mia non è una domanda fuori tema.
    E' in topic.

    Poichè ho già discusso questa riforma in una altro articolo e ho avuto le stesse obiezioni che leggo qui con chi non è propenso a un vero e concreto cambiamento.

    E ammetto provocatoriamente di pensare che è lo stesso utente.

    Vorrei chiedere (più a lui che ad altri) a cosa diavolo serve uno Stato secondo lui, se non può fare una riforma scegliendo che lo standard usato per i libri dell'anno 2015/2016 (esempio) debba essere digitale e in formato aperto e libero, ossia vantaggioso per i cittadini?

    Cortesemente me lo spieghi


    PS
    "allego" la discussione e la mia semplice proposta e analisi.
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3883581&m=388...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > Cortesemente me lo spieghi

    serve a mantenere (per via legislativa = leggi, giustizia ecc., per via economica = finanza/plusvalenze ecc., per via morale = religioni, patria ecc., e per via oppressiva = polizie, eserciti ecc.) le strutture gerarchiche di dominio e controllo con cui pochissimi opprimono e sfruttano le masse

    tutto qui
    non+autenticato
  • - Scritto da: un chain
    ps: non sono io quello della discussione a cui ti riferisci, ma visto che hai chiesto... ti ho risposto... Sorride
    non+autenticato
  • Immagino che tu non abbia mai avuto bisogno di un dottore, di un'ospedale, di un farmaco, di una scuola. E neppure tu abbia mai usato, che ne so, una strada, un marciapiede. E tante altre cose. Immagino ciò non sia accaduto neanche ai tuoi amici e ai tuoi familiari. Beh, per tua informazione è questo a cui serve uno stato. Ciao
    non+autenticato
  • Ciao.

    Evidentemente la comprensibilità della mia ironia era subordinata al fatto di aver letto gran parte dei commenti agli articoli di PI su questo tema.
    Ovviamente so cos'è uno Stato o al limite l'avrei cercato su wikipedia.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Stato


    - Scritto da: Fai il login o Registrati
    > Immagino che tu non abbia mai avuto bisogno di un
    > dottore, di un'ospedale, di un farmaco, di una
    > scuola. E neppure tu abbia mai usato, che ne so,
    > una strada, un marciapiede. E tante altre cose.
    > Immagino ciò non sia accaduto neanche ai tuoi
    > amici e ai tuoi familiari. Beh, per tua
    > informazione è questo a cui serve uno stato.
    > Ciao

    Certo quindi in sostanza, uno Stato come quello italiano che ha adottato come forma di governo quale una Repubblica democratica la cui sovranità appartiene al popolo, cerca o dovrebbe cercare di garantire dei servizi più o meno pubblici come quelli che citi per migliorare il tenore di vita dei cittadini e lo fa mediante leggi.

    Non trovi anche tu?
    Chissà cosa ne pensano gli altri.
    Un utente per esempio mi ha detto che serve a mantenere le strutture gerarchiche di dominio e controllo con cui pochissimi opprimono e sfruttano le masse.

    Spero no si riferisse a quello Italiano, almeno non in teoria.
    non+autenticato
  • Scusa, non avevo colto l'ironia. Mea culpa Occhiolino
    Ciao
    non+autenticato
  • > Vorrei chiedere (più a lui che ad altri) a cosa
    > diavolo serve uno Stato secondo lui, se non può
    > fare una riforma scegliendo che lo standard usato
    > per i libri dell'anno 2015/2016 (esempio) debba
    > essere digitale


    No, questo dettaglio è stato deciso poco fa. Il formato è digitale, non analogico.

    > e in formato aperto e libero,
    > ossia vantaggioso per i
    > cittadini?

    Il formato lo decidono gli editori.
    Si può cercare di imporre quello aperto, alcuni editori italiani in effetti non hanno protezioni di sorta e non gli costerebbe niente. Ma la vedo dura con gli editori che queste protezione anticopia le adottano già, e per tutti gli ebook. Il risultato di questa lotta è che quei libri esisterebbero solo in formato cartaceo.
    non+autenticato
  • La domanda era un'altra.
    A cosa serve per te lo Stato?

    - Scritto da: Ricky
    > Il formato lo decidono gli editori.
    Non la legge?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > La domanda era un'altra.
    > A cosa serve per te lo Stato?
    >
    > - Scritto da: Ricky
    > > Il formato lo decidono gli editori.
    > Non la legge?

    non sono la stessa cosa? Occhiolino
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3898872&m=389...
    non+autenticato
  • > La domanda era un'altra.
    > A cosa serve per te lo Stato?

    A differenziarci dalle società primitive incontattate che esistono in Amazzonia e nella Papuasia.


    > > Il formato lo decidono gli editori.
    > Non la legge?

    Assolutamente no. Non molti sanno che prima del 2008 il favoloso PDF era un formato proprietario della Adobe.
    Ora è uno standard ISO, ma non certo perché uno Stato in particolare ha deciso che lo fosse: perché fra tutti quelli esistenti era quello per cui esisteva un lettore gratuito e facile da usare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky Portera
    > > La domanda era un'altra.
    > > A cosa serve per te lo Stato?
    >
    > A differenziarci dalle società primitive
    > incontattate che esistono in Amazzonia e nella
    > Papuasia.
    Bhe, Solo?

    Dicendolo alla wikipedia maniera
    "
    Lo Stato è un ordinamento giuridico politico che a fini generali esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti. Esso comanda anche mediante l'uso della forza armata, della quale detiene il monopolio legale.
    "
    Tu sai che siamo in una repubblica democratica, e che quella parte sul potere sovrano è in mano al popolo.

    >
    >
    >
    > > > Il formato lo decidono gli editori.
    > > Non la legge?
    >
    > Assolutamente no.
    Perchè no?
    Perchè non c'è una legge? le leggi si fanno, o perchè una legge dice il contrario è questo il concetto delle riforme.

    > Non molti sanno che prima del
    > 2008 il favoloso PDF era un formato proprietario
    > della
    > Adobe.
    > Ora è uno standard ISO, ma non certo perché uno
    > Stato in particolare ha deciso che lo fosse:
    > perché fra tutti quelli esistenti era quello per
    > cui esisteva un lettore gratuito e facile da
    > usare.
    Totalmente OT.
    non+autenticato
  • nessuno che parla dell'UNICA cosa davvero importante, ovvero dei FORMATI???

    nessuno che dica che dovrebbe essere imposto l'uso ESCLUSIVO di formati aperti e liberi (no formati proprietari, no brevetti, no licenze, no DRM)???

    no? nessuno?
    allora diciamo la verità: è tutta una presa per il culo
    non+autenticato
  • - Scritto da: un chain
    > nessuno che parla dell'UNICA cosa davvero
    > importante, ovvero dei
    > FORMATI???
    >
    > nessuno che dica che dovrebbe essere imposto
    > l'uso ESCLUSIVO di formati aperti e liberi (no
    > formati proprietari, no brevetti, no licenze, no
    > DRM)???

    Figurati se i politicanti sanno di cosa si sta parlando.
    I politici fanno quello che gli dicono di fare le lobby del settore. E quindi l'unico scopo di tutto ciò è avere nuove fonti di guadagni certi e senza rischio per questi ultimi. Tutto il resto è secondario.
  • Si che ne parlano: il Miur ha pensato ai software che saranno utilizzati per l'accesso ai testi digitali, ovvero "aperti e interoperabili, fruibili con la stessa qualità, cioè, su tutti i supporti elettronici, dai computer ai tablet, in commercio per lasciare libertà di scelta alle famiglie e ai docenti nell'acquisto" che in definitiva è come dire: usate il formato che vi pare, basta che chiunque, anche il possessore del tablet più sfigato che esista in commercio, possa usare l'ebook. Ti dirò che mi aspettavo molto peggio...
    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fai il login o Registrati
    > Si che ne parlano: il Miur ha pensato
    > ai software che saranno utilizzati per l'accesso
    > ai testi digitali, ovvero "aperti e
    > interoperabili, fruibili con la stessa qualità,
    > cioè, su tutti i supporti elettronici, dai
    > computer ai tablet, in commercio per lasciare
    > libertà di scelta alle famiglie e ai docenti
    > nell'acquisto"


    software != formati

    > che in definitiva è
    > come dire: usate il formato che vi pare,

    ovvero non si parla dei formati

    > Ti dirò che mi aspettavo molto peggio...

    solo perché peggio di così è abbastanza difficile...
    non+autenticato
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