Mauro Vecchio

AGCOM, pronti per il copyright

Salvo intoppi a livello comunitario, l'AutoritÓ tricolore vuole introdurre il nuovo schema di regolamento entro la fine di quest'anno, per renderlo operativo entro i primi mesi del 2014

AGCOM, pronti per il copyrightRoma - Verso il futuro delle comunicazioni sui media elettronici, la grande sfida del diritto d'autore si giocherà sul campo dei contenuti. Intervenuto nel corso di un convegno del Corecom Lazio, il commissario AGCOM Francesco Posteraro ha confermato l'intenzione di licenziare il discusso provvedimento sull'enforcement tricolore entro la fine dell'anno, in modo da consentirne l'entrata in vigore nei primi mesi del 2014.

Approvato nello scorso 25 luglio - ad un anno esatto dall'insediamento napoletano del nuovo consiglio guidato dal presidente Angelo Marcello Cardani - lo schema di regolamento sul diritto d'autore sembra pronto a diventare operativo dopo la fase di consultazione pubblica e l'acquisizione del decisivo parere alla Commissione Europea. In caso di definitivo via libera dalle autorità di Bruxelles, il testo di AGCOM verrebbe introdotto entro dicembre.

Promosso con decisione da tutti i commissari di Via Isonzo, lo schema di regolamento viene visto come assolutamente necessario per la lotta alla condivisione di contenuti in violazione del diritto d'autore. "La lotta alla pirateria digitale è indispensabile per evitare che l'industria culturale finisca per restarne letteralmente soffocata - ha spiegato Posteraro - Il grado di diffusione del consumo illegale, testimoniato dai dati di comune dominio, rischia di scoraggiare gli investimenti e, per conseguenza, di inaridire gli sbocchi per la creatività".
Lo stesso Posteraro ha ricordato le principali previsioni del nuovo provvedimento sull'enforcement del diritto d'autore - tralasciando la prima parte dedicata alle iniziative di incoraggiamento al consumo legale di contenuti - a partire dall'iter abbreviato di 10 giorni per i casi di violazione massiva (ovvero i siti dedicati alla pirateria) e di 45 giorni per gli altri casi segnalati dai legittimi titolari dei diritti.

Ricordando le numerose polemiche scatenate dall'opinione pubblica tricolore - il prossimo 2 ottobre è previsto un convegno organizzato dal Forum Innovatori di SEL e varie associazioni come Assoprovider e Altroconsumo, per discutere di vecchio e nuovo copyright e mettere in luce il delicato rapporto tra tutela e libertà d'espressione online - Posteraro ha respinto tutte le accuse, sottolineando come la difesa dell'industria dell'audiovisivo resti una priorità assoluta per alimentare l'innovazione e la crescita economica del Paese.

Mauro Vecchio
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194 Commenti alla Notizia AGCOM, pronti per il copyright
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  • - Scritto da: Carlo
    > http://www.gdf.gov.it/GdF/it/Stampa/Ultime_Notizie

    Bene, cosi' si tratta chi lucra, la pirateria deve stare lontana dal lucro, viva il mulo !
    krane
    22528
  • Per curiosità, che siti erano?

    Perchè dire "è stato chiuso un sito" senza specificare quale non significa molto.
    non+autenticato
  • Dimenticavo... l'articolo parla di "opere cinematografiche, nonché numerosissimi films" e poi dice che hanno registrato "oltre 80 milioni di opere in violazione al diritto d'autore."

    Non ha senso.... non esistono al mondo così tanti film!
    non+autenticato
  • > Dimenticavo... l'articolo parla di "opere
    > cinematografiche, nonché numerosissimi films" e
    > poi dice che hanno registrato "oltre 80 milioni
    > di opere in violazione al diritto
    > d'autore."
    >
    > Non ha senso.... non esistono al mondo
    > così tanti film!


    Non è un articolo, è il comunicato ufficiale della Guardia di finanza.

    La frase completa è:

    "Considerando che un terzo delle visite genera la visione di un film, che a prima vista per i più sprovveduti può apparire quasi un lecito passatempo, solo con questa operazione della Guardia di Finanza, a fronte di oltre 240 milioni di accessi, è stata registrata la fruizione illegale di oltre 80 milioni di opere in violazione al diritto d'autore".

    Quindi è un calcolo spannometrico, e nel calcolo si considerano anche le opere viste diverse volte da utenti diversi (o anche dallo stesso, se il film gli era piaciutoOcchiolino).
    non+autenticato
  • Se fosse come dici tu, avrebbero scritto "80 milioni di fruizioni", non "80 milioni di opere".

    Se fanno un calcolo spannometrico e sbagliano anche a riportare i risultati, che affidabilità può avere l'articolo?
    non+autenticato
  • > Se fosse come dici tu, avrebbero scritto "80
    > milioni di fruizioni", non "80 milioni di
    > opere".

    Sono d'accordo che si sono espressi male, ma altro significato nel contesto di quella frase io personalmente non lo vedo. Magari gli utenti che leggono possono dire la loro.

    > Se fanno un calcolo spannometrico e sbagliano
    > anche a riportare i risultati, che affidabilità
    > può avere
    > l'articolo?

    Ma ripeto, è un comunicato stampa.
    Ogni corpo, carabinieri, polizia, guardia di finanza, guardia costiera, dice un po' quello che vuole.
    non+autenticato
  • .. che provvedimenti del genere, incidenti su diritti costituzionalmente garantiti (art. 15 cost.), siano regolati da semplice regolamento adottato da un insulso ente, anziché da legge dello Stato; spero che la UE o, eventualmente, il Giudice delle Leggi, pongano fine a un tale scempio giudirico.
    non+autenticato
  • delirio di potere, le authorities esistono per difendere i cittadini dai soprusi delle grandi corporazioni, e dei cartelli, mentre qui sembra esattamente il contrario, sarebbe il caso che il parlamento ne verificasse meglio i limiti di intervento evitando continui e costosi psicodrammi all'italiana.

    oltretutto le posizioni come riportate dalla stampa sono davvero risibili, oltre all'evidente danno alla sviluppo della cultura, una overprotezione del copyright non gioverebbe granche dal punto di vista economico al nostro paese, ma a chi esporta nel nostro paese.

    Meglio sarebbe favorire la nascita di nuovi prodotti distributivi, abbonamenti e simili (cosa che verrebbe soffocata da normative di sovradifesa del copyright), e solo poi introdurre (se davvero servisse) altre norme.
    non+autenticato
  • un anno di lavoro per la solita vetusta inutile odiosa cacata??
    ma non facevano prima a prendere le scartabelle da SIAE e Univideo direttamente, e poi metterci una firmetta? 13 mesi di stipendio risparmiati...
    non+autenticato
  • violereste il mio copyright, e come già detto in un altro commento che non quoto per non violarne il copyright,... ops, stavo per violare il copyright anch'io!
    Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pinco Panco
    > violereste il mio copyright, e come già detto in
    > un altro commento che non quoto per non violarne
    > il copyright,... ops, stavo per violare il
    > copyright
    > anch'io!
    > Rotola dal ridere

    Io però posso quotarmi. Assurdo, eh?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pinco Panco
    > - Scritto da: Pinco Panco
    > > violereste il mio copyright, e come già detto in
    > > un altro commento che non quoto per non violarne
    > > il copyright,... ops, stavo per violare il
    > > copyright
    > > anch'io!
    > > Rotola dal ridere
    >
    > Io però posso quotarmi. Assurdo, eh?

    In fondo alla pagina di PI:

    Tutti i contenuti pubblicati, salvo diversa indicazione, sono soggetti alla licenza Creative Commons CC BY_NC_SA.

    quindi anche i commenti, o no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: pignolo
    > - Scritto da: Pinco Panco
    > > - Scritto da: Pinco Panco
    > > > violereste il mio copyright, e come già
    > detto
    > in
    > > > un altro commento che non quoto per non
    > violarne
    > > > il copyright,... ops, stavo per violare
    > il
    > > > copyright
    > > > anch'io!
    > > > Rotola dal ridere
    > >
    > > Io però posso quotarmi. Assurdo, eh?
    >
    > In fondo alla pagina di PI:
    >
    > Tutti i contenuti pubblicati, salvo
    > diversa indicazione, sono soggetti alla licenza
    > Creative Commons CC BY_NC_SA.

    >
    >
    > quindi anche i commenti, o no?

    salvo diversa indicazione
    non+autenticato
  • - Scritto da: pignolo
    > - Scritto da: Pinco Panco
    > > - Scritto da: Pinco Panco
    > > > violereste il mio copyright, e come già
    > detto
    > in
    > > > un altro commento che non quoto per non
    > violarne
    > > > il copyright,... ops, stavo per violare
    > il
    > > > copyright
    > > > anch'io!
    > > > Rotola dal ridere
    > >
    > > Io però posso quotarmi. Assurdo, eh?
    >
    > In fondo alla pagina di PI:
    >
    > Tutti i contenuti pubblicati, salvo
    > diversa indicazione, sono soggetti alla licenza
    > Creative Commons CC BY_NC_SA.

    >
    >
    > quindi anche i commenti, o no?

    Certo che si.
  • Cari amici, che amici non siete perché considerate gli altri nemici o portafogli da spremere ma non certo interlocutori, il vostro gioire per un regolamento sbagliato è inutile. Il vostro urlare di legalità e illegalità, giustizia e punizioni, funziona solo fra di voi e forse nemmeno visto che i più duri verso la pirateria hanno violato il regolamento e si sono fatti bannare dall'unico forum di settore tuttora in vita.

    Il download non autorizzato di opere coperte da diritto d'autore non sarà mai essere percepito come un illecito contrario alla società perché non consiste nella sottrazione di beni fisici, è quindi illogico per il cervello ritenerlo sbagliato e infatti è diffuso in tutte le classi sociali e praticato dalla maggior parte delle persone a cui affidate ogni giorno la vostra vita: medici, infermieri, autisti, piloti, sacerdoti, insegnanti fino ai politici che lo ammettono platealmente o condividono tranquillamente nei social network video di canzoni che sentono su youtube.

    Né voi né i detentori dei diritti né le autorità e men che meno chi probabilmente non ha titolo per imporre questo regolamento potrete cambiare questo stato di cose perché è contro la natura del cervello umano.

    La sola risposta in un mercato normale è che l'offerta si adegui alla domanda. Dove ci sono servizi di streaming e/o download illimitato a costo fisso la pirateria cala, ma non è perché viene combattuta, è perché l'offerta legale è più comoda e di migliore qualità. Potete adattarvi o perire, ma sappiate che la risposta a questa legge sarà la stessa che ha accolto l'HADOPI: 1) aggirare, 2) boicottare 3) far decadere tramite TAR o intervento di politici più interessati al cittadino e alle libertà di tutti.

    Per aggirare molti filtri DNS basta impostare i seguenti DNS: 208.67.222.222 e 208.67.220.220 oppure 8.8.8.8 e 4.4.4.4
    Questo messaggio con l'entrata in vigore del regolamento AGCOM sarà inamissibile.
    Provate a fare chiudere PI o Google e preparatevi a vivere in Italia a distanza di 16 anni la fallimentare battaglia di Hollywood contro il DeCSS. Auguri! XD
    non+autenticato
  • > Né voi né i detentori dei diritti né le autorità
    > e men che meno chi probabilmente non ha titolo
    > per imporre questo regolamento potrete cambiare
    > questo stato di cose perché è contro la natura
    > del cervello
    > umano.

    A parte il fatto che non è che se uno non ci arriva allora ha ragione lui, ma non importa, non è quello il punto, io credo che la storia di George Méliès (http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%...) porti dentro di se tutta la logica e la follia del copyright e diritto d'autore e non solo.
    non+autenticato
  • Amico caro, sono dieci anni che scrivo queste stesse cose - in forme più o meno simili - in questo forum. E' una battaglia persa: pensaci ... di fronte a interessi ne' più e ne' meno, di bottega - nascosti dietro il comodo paravento della pretesa di legalità - non c'è argomentazione che tenga.
    Per quanto mi riguarda, il "granaio" è pieno. E anche se fosse vuoto, certi "intermediari dell'intrattenimento" non prenderebbero da me un euro.
    Il portafoglio bello gonfio ... è l'unica cosa che interessa loro.
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Amico caro, sono dieci anni che scrivo queste
    > stesse cose - in forme più o meno simili - in
    > questo forum. E' una battaglia persa: pensaci ...
    > di fronte a interessi ne' più e ne' meno, di
    > bottega - nascosti dietro il comodo paravento
    > della pretesa di legalità - non c'è
    > argomentazione che
    > tenga.
    > Per quanto mi riguarda, il "granaio" è pieno. E
    > anche se fosse vuoto, certi "intermediari
    > dell'intrattenimento" non prenderebbero da me un
    > euro.
    > Il portafoglio bello gonfio ... è l'unica cosa
    > che interessa loro.

    infatti le parole non servono
    servirebbe ben altro
    ma ignavia, pavidità, servilismo e conformismo prevalgono nei più...
    non+autenticato
  • Ciao.

    - Scritto da: Un signore
    > Il download non autorizzato di opere coperte da
    > diritto d'autore non sarà mai essere percepito
    > come un illecito contrario alla società ...[cut]... è
    > quindi illogico per il cervello ritenerlo
    > sbagliato

    Vorrei ampliare questa parte per un solo motivo.
    Poichè molti cercano di distogliere l'attenzione usando termini che inglobano più concetti, quindi cercano di creare un corto circuito logico.

    Vorrei quindi aggiungere anche se in breve, una puntualizzazione.
    Il Diritto di Autore si scinde brevemente in due sezioni.
    Diritti Morali e Diritti Patrimoniali.

    I diritti morali semplificando sono
    - Il diritto alla paternità dell'opera
    - Il diritto all'integrità dell'opera
    - Il diritto di pentimento.
    - Il diritto d'inedito.

    Chiunque percepisce questi diritti come giusti e intrinsechi poiché servono a tutelare la personalità dell'autore, il suo onore e la sua reputazione. (diritti negativi)

    I diritti patrimoniali o di commercializzazione sono poi quelli sempre soggetti a queste proposte di legge. (diritti positivi)

    Come tali dovrebbero essere trattati senza cercare di tirare in ballo in maniera vigliacca la moralità o l'etica della questione, ma discutendo di leggi di mercato in maniera logica.

    Invece sento sempre le stesse illogiche affermazioni fatte dalle stesse opportunistiche persone.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis

    > Vorrei quindi aggiungere anche se in breve, una
    > puntualizzazione.
    > Il Diritto di Autore si scinde brevemente in due
    > sezioni.
    > Diritti Morali e Diritti Patrimoniali.
    >
    > I diritti morali semplificando sono
    > - Il diritto alla paternità dell'opera
    > - Il diritto all'integrità dell'opera
    > - Il diritto di pentimento.
    > - Il diritto d'inedito.

    Diritto di pentimento e' la prima volta che lo sento.
    Diritto d'inedito invece che cos'e'?

    > Chiunque percepisce questi diritti come giusti e
    > intrinsechi poiché servono a tutelare la
    > personalità dell'autore, il suo onore e la sua
    > reputazione. (diritti negativi)

    Ok.

    > I diritti patrimoniali o di commercializzazione
    > sono poi quelli sempre soggetti a queste proposte
    > di legge. (diritti
    > positivi)
    >
    > Come tali dovrebbero essere trattati senza
    > cercare di tirare in ballo in maniera vigliacca
    > la moralità o l'etica della questione, ma
    > discutendo di leggi di mercato in maniera logica.

    Niente affatto.
    Quelli che tu chiami diritti patrimoniali o di commercializzazione, in realta' NON ESISTONO.
    Sono concetti costruiti artatamente per sfruttare la tecnologia della stampa a caratteri mobili, del grammofono, del dagherrotipo.

    Prima di allora nessuno si era mai sognato di impedire o mercificare le copie, anzi, le copie erano stimolate e facilitate.

    Grazie al lavoro di amanuensi, di pittori di bottega, di musicisti, di copisti, sono state tramandate ai posteri opere che costituiscono le fondamenta della nostra cultura.

    E il giorno in cui l'invenzione rende agevole e automatico questo immane lavoro di copia, ecco che arriva della gentaglia, totalmente priva di alcuna vena artistica, che e' riuscita a concepire questa meschinita' chiamata copyright.

    > Invece sento sempre le stesse illogiche
    > affermazioni fatte dalle stesse opportunistiche
    > persone.

    Certo. Sono quei parassiti che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro, ma che sono abituati a ricevere immeritate rendite parassitarie ad emettere queste illogiche ed assurde affermazioni.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Phronesis
    > Diritto di pentimento e' la prima volta che lo
    > sento.
    Il diritto di pentimento è il diritto dell'autore di richiedere che l'opera sia ritirata dal mercato (commercio) poichè si pente di averla prodotta.

    > Diritto d'inedito invece che cos'e'?
    è come sopra ma l'opera è inedita (non ancora sul mercato)

    > > I diritti patrimoniali o di
    > commercializzazione
    > > sono poi quelli sempre soggetti a queste
    > proposte
    > > di legge. (diritti
    > > positivi)
    > >
    > > Come tali dovrebbero essere trattati senza
    > > cercare di tirare in ballo in maniera
    > vigliacca
    > > la moralità o l'etica della questione, ma
    > > discutendo di leggi di mercato in maniera
    > logica.
    >
    > Niente affatto.
    > Quelli che tu chiami diritti patrimoniali o di
    > commercializzazione, in realta' NON
    > ESISTONO.

    esistono per la legge, ma sono diritti positivi.
    Io non credo che la legge non debba esistere.
    credo che non debba essere strumentalizzata, ossia non deve stravolgere il principio per cui è stata accettata dalla comunità.

    > Sono concetti costruiti artatamente per sfruttare
    > la tecnologia della stampa a caratteri mobili,
    > del grammofono, del
    > dagherrotipo.

    Esatto. Lo specificavo con diritti positivi e negativi.
    Sono termini legali
    Sarebbe lunga da spiegare, in questo contesto equivale a quello che intendi tu.
    Generalizzando (estratto da qui*)
    -----
    un diritto negativo è un diritto a non subire qualcosa da qualcun altro,
    (diritto a non essere ucciso)
    un diritto positivo è un diritto a qualcosa che richiede l'attiva partecipazione di qualcun altro.
    -----

    Quindi presupponendo l'intervento di altri sono soggetti a leggi che possono cambiare, essere cancellate, riadattate, ridiscusse senza tirare in ballo la morale.
    Ossia fare un discorso logico/sociale/


    > > Invece sento sempre le stesse illogiche
    > > affermazioni fatte dalle stesse
    > opportunistiche
    > > persone.
    >
    > Certo. Sono quei parassiti che non hanno mai
    > lavorato un giorno in vita loro, ma che sono
    > abituati a ricevere immeritate rendite
    > parassitarie ad emettere queste illogiche ed
    > assurde
    > affermazioni.

    La cosa più fastidiosa per ME è che parlano (sfruttando l'ambiguità del termine diritto d'autore) di concetti come innovazione, arte, cultura per mandare la discussione su di un piano personale ed emotivo, e a me da fastidio, da qui il mio intervento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Phronesis
    > > Diritto di pentimento e' la prima volta che
    > lo
    > > sento.
    > Il diritto di pentimento è il diritto dell'autore
    > di richiedere che l'opera sia ritirata dal
    > mercato (commercio) poichè si pente di averla
    > prodotta.

    Spiacente, ma io non lo riconosco questo diritto.
    Cio' che e' stato pubblicato e' stato pubblicato.

    > > Diritto d'inedito invece che cos'e'?
    > è come sopra ma l'opera è inedita (non ancora sul
    > mercato)

    In questo caso l'opera non esiste, non essendo stata pubblicata.
    Quindi non c'e' alcun diritto, non essendoci alcuna opera.

    > > Quelli che tu chiami diritti patrimoniali o
    > di
    > > commercializzazione, in realta' NON
    > > ESISTONO.
    >
    > esistono per la legge, ma sono diritti positivi.

    Legge che non corrisponde ai dettami del vivere civile.

    > Io non credo che la legge non debba esistere.
    > credo che non debba essere strumentalizzata,
    > ossia non deve stravolgere il principio per cui è
    > stata accettata dalla comunità.

    La comunita' non l'ha mai accettata.
    Semplicemente ha lasciato che gli editori facessero il loro lavoro finche' offrivano un servizio che non era disponibile altrove.

    Il problema nasce ora, che la tecnologia consente a chiunque di sostituirsi all'editore e farsi le copie da se'.

    E ora la comunita' si sente vessata da quelle leggi liberticide.
    La storia insegna che tutte le leggi vessatorie hanno avuto breve durata.

    > > Sono concetti costruiti artatamente per
    > sfruttare
    > > la tecnologia della stampa a caratteri
    > mobili,
    > > del grammofono, del
    > > dagherrotipo.
    >
    > Esatto. Lo specificavo con diritti positivi e
    > negativi.
    > Sono termini legali
    > Sarebbe lunga da spiegare, in questo contesto
    > equivale a quello che intendi
    > tu.
    > Generalizzando (estratto da qui*)
    > -----
    > un diritto negativo è un diritto a non subire
    > qualcosa da qualcun
    > altro,
    > (diritto a non essere ucciso)
    > un diritto positivo è un diritto a qualcosa che
    > richiede l'attiva partecipazione di qualcun
    > altro.
    > -----
    >
    > Quindi presupponendo l'intervento di altri sono
    > soggetti a leggi che possono cambiare, essere
    > cancellate, riadattate, ridiscusse senza tirare
    > in ballo la
    > morale.
    > Ossia fare un discorso logico/sociale/

    Siccome il discorso logico sociale porta a delle conclusioni distanti da quello che vorrebbero i parassiti, ecco che tirano fuori il discorso morale quando sono loro stessi i primi a voler vedere l'artista morto per non riconoscergli neanche quella miseria dello 0.5%

    > La cosa più fastidiosa per ME è che parlano
    > (sfruttando l'ambiguità del termine diritto
    > d'autore) di concetti come innovazione, arte,
    > cultura per mandare la discussione su di un piano
    > personale ed emotivo, e a me da fastidio, da qui
    > il mio
    > intervento.

    In questo forum, quella gente li' ha sempre preso delle gran pezze in faccia.
    Evidentemente altrove trovano pecore belanti.
    Qua invece ci provano, e poi, visto che trovano pane per le loro dentiere, tergiversano e svicolano, non avendo argomentazioni.
  • Ciao

    - Scritto da: panda rossa
    > Spiacente, ma io non lo riconosco questo diritto.
    > Cio' che e' stato pubblicato e' stato pubblicato.
    > In questo caso l'opera non esiste, non essendo
    > stata
    > pubblicata.

    Citavo la legge attuale, perchè è di una legge che parla l'articolo.
    Non esprimevo opinioni personali.

    Per il resto.
    A me piace parlare con te poichè abbiamo posizioni simili ma non uguali ( e non trolli sopratuttoSorride ) quindi lo trovo un modo per arricchirsi culturalmente confrontando due posizioni.

    Premetto che la situazione attuale mi trova concorde con te e con altri su quale atteggiamento puramente parassitario hanno gli editori e concordo che ci vuole una riforma radicale del diritto d'autore (skywalker ha scritto dei post fantastici sui perchè).

    Tenendo ben presente quanto detto, voglio sottoporti una domanda.

    Io credo che un artista debba essere ricompensato per le sue opere anche solo per il fatto di dare al mondo ciò che altri non riescono a produrre.
    Certamente è difficile stabilire un compenso come si fa per altri lavori, e altrettanto difficile farlo parlando di artista in generale.

    Skywalker faceva un discorso interessante sui 18mesi come tempo accettabile per lo sfruttamento commerciale di un opera e sul rischio d'impresa, discorso che alla fine si potrebbe condividere.

    Perchè dato per certo che la rendita parassitaria non è accettabile in qualche modo si dove pur fare.

    Tu concordi sul fatto che in qualche modo un artista debba essere ricompensato?
    E se si come bilanceresti questo compenso con la libera diffusione della cultura (aspetto altrettanto importante della questione)?

    ovviamente tutti (quasi) gli utenti sono i benvenuti nella discussione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis

    > Tu concordi sul fatto che in qualche modo un
    > artista debba essere ricompensato?

    Naturalmente si.
    L'artista riceve il suo compenso quando si esibisce DAL VIVO e la gente paga il biglietto per assistere alla performance.

    Nel caso del cinema, si paga il biglietto per vedere il film in sala, visto che tutti i film sono prodotti per la visione in sala ed e' proprio dall'incasso al botteghino che viene misurato il successo di un film.

    > E se si come bilanceresti questo compenso con la
    > libera diffusione della cultura (aspetto
    > altrettanto importante della
    > questione)?

    L'esecuzione dal vivo o al cinema e' quella che genera il profitto.
    La diffusione delle copie diventa promozionale, esattamente come fanno le radio.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Phronesis
    >
    > > Tu concordi sul fatto che in qualche modo un
    > > artista debba essere ricompensato?
    >
    > Naturalmente si.
    > L'artista riceve il suo compenso quando si
    > esibisce DAL VIVO e la gente paga il biglietto
    > per assistere alla
    > performance.
    >

    Tendenzialmente non difendo gli artisti multimiliardari, ma in questo caso mi sento di intervenire perché credo che tu abbia detto una fesseria.

    Secondo i tuoi canoni, uno scrittore cosa deve fare? Venire a casa tua a leggerti di persona la sua opera per pretendere di farsi pagare per l'opera che ha scritto?

    Che poi, pubblicando il proprio libro, diventi miliardario, buon per lui, ma non gliene si può fare una colpa.

    Il problema, forse, sono tutti i processi intermedi, tra l'artista ed il fruitore finale dell'opera, che caricano troppo. Spesso si arricchiscono più gli intermediari che gli autori. Per carità, se l'autore è sconosciuto, l'editore si prende il rischio finanziario di stampare e distribuire un'opera il cui successo è un'incognita (rischio d'impresa).

    > Nel caso del cinema, si paga il biglietto per
    > vedere il film in sala, visto che tutti i film
    > sono prodotti per la visione in sala ed e'
    > proprio dall'incasso al botteghino che viene
    > misurato il successo di un
    > film.
    >

    La distribuzione in DVD ed i passaggi televisivi sono parte integrante dei profitti di un film, tanto più che vi sono molte produzioni che saltano completamente la proiezione cinematografica e passano direttamente al mercato home-video e TV. Quelle produzioni non dovrebbero, a tuo parere, essere retribuite?

    > > E se si come bilanceresti questo compenso
    > con
    > la
    > > libera diffusione della cultura (aspetto
    > > altrettanto importante della
    > > questione)?
    >
    > L'esecuzione dal vivo o al cinema e' quella che
    > genera il
    > profitto.

    Come detto prima, esistono le produzioni "direct on video" che al cinema non ci passano proprio. Di cosa dovrebbero campare questi? E se per questi ultimi riconosci un diritto di profitto sui passaggi televisivi e sull'home-video, perché non li riconosci per le grandi produzioni?

    > La diffusione delle copie diventa promozionale,
    > esattamente come fanno le
    > radio.

    Perché, pensi che le radio non paghino nulla per trasmettere le canzoni?
    Così come un'emittente televisiva paga i diritti per un film o un format, così la radio paga i diritti per le canzoni che passa. Il consumatore paga l'ascolto o la visione "gratuite" sotto forma di pubblicità.
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