Marco Calamari

Schegge di Cassandra/ OHM2013: Access! Now!

di M. Calamari - La Rete innerva tutto il mondo, e in tutto il mondo è strumento di affrancamento, e anche di oppressione. Ma c'è chi lotta per garantire che la Rete sia trattata come si deve

Roma - Con questa ultima "Scheggia" si chiude la serie di pillole che Cassandra ha potuto confezionare grazie ad OHM2013 ed a tutti gli amici dell'Ambasciata. In effetti, a giudicare dai pochi commenti nei forum, si direbbe che le "pillole di contenuti" non siano molto popolari nemmeno tra i 24 incontentabili lettori, e così cambiamo tema.

Si fa un grande parlare, ed a buona ragione, delle intercettazioni del Datagate (grazie Edward), ma ci si dimentica che le tecniche di intercettazione sviluppate negli ultimi 10 anni sono a disposizione delle più svariate categorie di "cattivi" e "spioni" di turno, che non vogliono controllare il mondo, ma magari si accontentano del risultato delle elezioni, o del contenuto degli articoli di qualche giornalista. Questo avviene regolarmente in paesi a democrazia "formale" o "nulla", come ce ne sono tanti al mondo (Asia ed Africa in primis, ma non solo...).

Per essere un Piccolo Grande Fratello in questi casi basta molto poco, e chi si trova a dover usare la Rete di questi paesi, magari avvicinandosi ad essa per la prima volta, può correre rischi piuttosto gravi. Il mondo è infatti pieno di individui ed ancor più di aziende disposte a vendere tecnologie e consulenze a chiunque e per qualsiasi scopo.
Cosa possono fare quindi coloro che in queste condizioni si trovano?
Beh, possono rinunciare alla Rete, per esempio. Possono diventare esperti software e di sicurezza. Oppure possono fare del loro meglio e rischiare.
Oppure... Oppure possono chiedere aiuto.
Al mondo esistono parecchie persone ed organizzazioni che in una certa misura possono fornirlo come attività collaterale. Ne esiste anche una che si dedica solo a questo, AccessNow.org, che è attiva da anni ed ha fatto della garanzia di un accesso alla Rete e del rispondere alle richieste d'aiuto più svariate la propria unica missione.

Sono attivi 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, lavorano su 3 sedi, (Tunisi, San José, Seul) supportano le lingue più svariate ed esotiche ed implementano processi formalizzati di gestione degli incidenti, di addestramento di volontari e di personale, e di escalation dei problemi più complessi. Volendo semplificare al massimo, si tratta di una difesa della società civile da chi vuole utilizzare la Rete contro "altri". Di casi clamorosi di giornalisti intercettati in Italia ce ne sono stati di così famosi da non meritare nemmeno di essere ricordati.

Ma cosa dire di un partito di governo che gestisce le elezioni usando i software di "personal management", falsificando i nomi di dominio dei blog "scomodi", inondando i forum di falsi commenti di falsi utenti, proprio come succede sui siti aziendali e sui motori di ricerca di viaggi e hotel?
O che usa l'intimidazione come arma dietro il paravento della pirateria o della pedopornografia?
O che semplicemente si limita a censurare l'accesso in Rete dei suoi cittadini?

Bene, per contribuire ad impedire tutto questo, Access utilizza la quantità di tecnologie necessarie, comprese le più esoteriche: in casi estremi installano sui pc di chi lo richiede degli Intrusion Detection System per rivelare tentativi di trojanizzazione o di violazione del personal computer, ad esempio di un giornalista investigativo.

Durante l'interessante intervento, oltre ad una descrizione dell'organizzazione, lo speaker di Access ha presentato una impressionante serie di dettagliate statistiche da loro elaborate. Il punto centrale è elementare: in ogni paese ci sono le leggi contro tutti i tipi di criminali: non ci sarebbe perciò nessun bisogno di iniziative specifiche in Rete di lotta alla criminalità, o a particolari tipi di criminalità. Ma chi conosce anche solo la rete di relazioni delle persone controlla le persone stesse: è per questo che le intercettazioni, legali o meno che siano, hanno perfettamente senso, specialmente da parti di entità governative.

Una per tutte: durante l'attività di gestione degli incidenti ed attacchi da loro svolta, la percentuale degli attacchi rilevati attribuiti a governi di varia legittimità è stata del 77 per cento, quelli di governi associati con "altre organizzazioni" del 17 per cento e quella di organizzazioni o individui "isolati" solo il 5 per cento.

Questo è confermato anche dal fatto che negli anni passati la maggioranza degli azioni difensive intraprese era a favore di chi si vedeva negato un accesso alla Rete, mentre oggi la maggior parte dei problemi è provocato proprio dall'accesso alla Rete per come viene regalato o fornito ad intere popolazioni.

Alla fine dell'intervento sono uscito dal tendone sentendomi un po' più confortato.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari
Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate
16 Commenti alla Notizia Schegge di Cassandra/ OHM2013: Access! Now!
Ordina
  • ...signor Calamari.
    Noi continueremo a leggere.
    Spesso in silenzio.
    non+autenticato
  • Memo x Cassandra

    I 24 lettori attendono da Cassandra (che magari probabilmente già ci sta lavorando) un bell'articolo sul neonato IRPILEAKS...
    non+autenticato
  • sei la punta di diamante di questa testata
    non+autenticato
  • Caro Calamari, e chiunque segua questa rubrica, non solo guardate il dito e non vedete la luna ma non vedete proprio nient'altro.

    Premetto che non sono un disfattista a priori o un fautore del controllo globale, tutt'altro. Ma sono abbastanza smaliziato da sapere quando vale la pena lottare e quando diventa futile.

    E la lotta per "un'internet libera" è diventata futile. Quelli che come noi volevano una Rete libera, strumento di informazione e di affrancamento tramite la conoscenza, hanno perso. Non abbiamo perso una battaglia ma la guerra, e l'abbiamo persa tanto tempo fa. Quel treno è partito da tempo.

    Internet come la conoscevamo non c'è più: è stata sovvertita in modo irreversibile. Non c'è nessuna protesta che spingerà mai la NSA (e non crediate, TUTTE le nazioni del mondo hanno enti e programmi simili, ovviamente con budget diversi) e compagnia a spegnere le loro macchine e distruggere i database.

    Vorrei dire che sono stati vent'anni formidabili ma in realtà sono stati molti meno. Quattro o cinque forse, finchè i governi e il grande business non si erano ancora veramente mossi. In realtà la sorveglianza di Internet è cominciata all'indomani del primo attentato al World Trade Center, nel 1993, e l'amministrazione Clinton l'aveva annunciato. Solo che a quei tempi eravamo pochi sul web, e le misure erano state abbastanza soft. Ma il cancro ormai c'era.

    Non ha più senso lottare per Internet. Assange ha ragione: "internet è il nemico". Non abbiamo modo o mezzi per riportare indietro le lancette dell'orologio. Tutto perduto allora? No, ci rimane il mondo reale, ci rimangono le lezioni sugli errori commessi. Forse ci decideremo a creare quei famosi "mesh network" che pare siano invulnerabili. Pare. Personalmente credo che la Storia provi che quando i potenti vogliono distruggere qualcosa, lo fanno.

    Forse la cosa migliore sarebbe la disobbedienza civile. Basta comprare computer, basta tablet, basta smartphone, basta smartTV. Basta con tutte queste macchine. Non sottoscriviamo abbonamenti con traffico dati, allontaniamoci da questo nemico che si chiama "internet". Non è più nostro, ormai. Impariamo a vivere senza. Non possono costringerci a comprare beni che non vogliamo, e il voto da portafoglio è l'unico che ormai conta davvero.

    Ma non mi illudo: siamo drogati, dipendenti. Non possiamo vivere senza queste macchine e senza essere collegati alla rete. "Rete" è il termine giusto: e noi siamo i pesci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Netizen Kane

    > creare quei famosi "mesh network" che pare siano
    > invulnerabili. Pare. Personalmente credo che la

    nulla è invulnerabile, per questo bisogna lottare per renderle legali priam e per mantenerle libere poi

    > Storia provi che quando i potenti vogliono
    > distruggere qualcosa, lo
    > fanno.

    ...e quando alle masse girano, i potenti perdono la capoccia

    il problema è che le masse si muovono solo quando c'hanno lo stomaco vuoto

    > Forse la cosa migliore sarebbe la disobbedienza
    > civile. Basta comprare computer, basta tablet,

    stesso discorso di sopra

    hanno stomaco pieno e vizi a volontà, che i vari produttori di cazzatine elettroniche, riescono a soddisfare appieno

    > nostro, ormai. Impariamo a vivere senza. Non

    ma se tra poco non riusciremo nemmeno a vivere senza carte di credito

    il problema è che i potenti fanno le leggi, quindi o c'interessiamo di politica ( con la P maiuscola ) o ci abituiamo ad essere sudditi e non cittadini
    non+autenticato
  • Parli come un vecchio che fa il bilancio della sua vita,
    un po' di speranza no?

    - Scritto da: Netizen Kane
    > Caro Calamari, e chiunque segua questa rubrica,
    > non solo guardate il dito e non vedete la luna ma
    > non vedete proprio
    > nient'altro.
    >
    > Premetto che non sono un disfattista a priori o
    > un fautore del controllo globale, tutt'altro. Ma
    > sono abbastanza smaliziato da sapere quando vale
    > la pena lottare e quando diventa
    > futile.
    >
    > E la lotta per "un'internet libera" è diventata
    > futile. Quelli che come noi volevano una Rete
    > libera, strumento di informazione e di
    > affrancamento tramite la conoscenza, hanno perso.
    > Non abbiamo perso una battaglia ma la guerra, e
    > l'abbiamo persa tanto tempo fa. Quel treno è
    > partito da
    > tempo.
    >
    > Internet come la conoscevamo non c'è più: è stata
    > sovvertita in modo irreversibile. Non c'è nessuna
    > protesta che spingerà mai la NSA (e non crediate,
    > TUTTE le nazioni del mondo hanno enti e programmi
    > simili, ovviamente con budget diversi) e
    > compagnia a spegnere le loro macchine e
    > distruggere i
    > database.
    >
    > Vorrei dire che sono stati vent'anni formidabili
    > ma in realtà sono stati molti meno. Quattro o
    > cinque forse, finchè i governi e il grande
    > business non si erano ancora veramente mossi. In
    > realtà la sorveglianza di Internet è cominciata
    > all'indomani del primo attentato al World Trade
    > Center, nel 1993, e l'amministrazione Clinton
    > l'aveva annunciato. Solo che a quei tempi eravamo
    > pochi sul web, e le misure erano state abbastanza
    > soft. Ma il cancro ormai
    > c'era.
    >
    > Non ha più senso lottare per Internet. Assange ha
    > ragione: "internet è il nemico". Non abbiamo modo
    > o mezzi per riportare indietro le lancette
    > dell'orologio. Tutto perduto allora? No, ci
    > rimane il mondo reale, ci rimangono le lezioni
    > sugli errori commessi. Forse ci decideremo a
    > creare quei famosi "mesh network" che pare siano
    > invulnerabili. Pare. Personalmente credo che la
    > Storia provi che quando i potenti vogliono
    > distruggere qualcosa, lo
    > fanno.
    >
    > Forse la cosa migliore sarebbe la disobbedienza
    > civile. Basta comprare computer, basta tablet,
    > basta smartphone, basta smartTV. Basta con tutte
    > queste macchine. Non sottoscriviamo abbonamenti
    > con traffico dati, allontaniamoci da questo
    > nemico che si chiama "internet". Non è più
    > nostro, ormai. Impariamo a vivere senza. Non
    > possono costringerci a comprare beni che non
    > vogliamo, e il voto da portafoglio è l'unico che
    > ormai conta
    > davvero.
    >
    > Ma non mi illudo: siamo drogati, dipendenti. Non
    > possiamo vivere senza queste macchine e senza
    > essere collegati alla rete. "Rete" è il termine
    > giusto: e noi siamo i
    > pesci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: me medesimo
    > Parli come un vecchio che fa il bilancio della
    > sua
    > vita,
    > un po' di speranza no?
    >

    Faccio il bilancio della defunta "digital revolution". Di speranza ne ho ancora, semplicemente non per internet. È ora di cambiare obiettivi e di scegliere nuove battaglie.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 8 discussioni)