Gaia Bottà

Outlook, il riciclaggio è scontato

Microsoft riassegna gli account inutilizzati, ma non lo indica con chiarezza nelle condizioni d'uso. Un sito olandese si batte per fare chiarezza

Roma - Gli account Live e Outlook inutilizzati per un lasso di tempo abbastanza prolungato da far pensare che siano stati abbandonati vengono dismessi, e poi gettati nuovamente nella mischia. Se la pratica non sorprende, sorprende il fatto che Microsoft non lo segnali nelle condizioni d'uso dei propri servizi.

A mettere in luce l'ambiguità è il sito olandese Webwereld, che si è attivato dopo la segnalazione di un utente, contattato dal precedente detentore dell'account di cui è diventato assegnatario. Se il sito non ha potuto agire per mettere pace fra i due contendenti dell'account, ha indagato sulle policy adottate da Microsoft per i propri servizi.

Webwereld ha così osservato che il Services Agreement di Microsoft segnala la scadenza degli account dopo 270 giorni di mancato accesso ai servizi, con relativa perdita dei dati per l'utente. Non indica però che, alla scadenza di un periodo di 360 giorni di mancato accesso, Microsoft si riserva di riassegnare l'account a chi ne faccia richiesta.
Redmond, contattata dal sito olandese, ha fatto chiarezza: "l'account email è automaticamente messo in coda per la cancellazione dai nostri server - spiega Microsoft - Poi, dopo un totale di 360 giorni, il nome dell'account email è reso nuovamente disponibile". La trafila, a parere di Webwereld e di associazioni che si battono a tutela della privacy, non sarebbe abbastanza trasparente, anche alla luce degli inconvenienti e dei disservizi in cui si possono imbattere i detentori di un account riciclato, come avvenuto per le email di Yahoo!. L'utente olandese che ha subito la riassegnazione dell'account, e i problemi che ne sono derivati, concorda: starebbe meditando di segnalare il caso all'autorità che vigila sulla privacy dei cittadini dei Paesi Bassi. (G.B.)
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33 Commenti alla Notizia Outlook, il riciclaggio è scontato
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  • ...mi fanno quasi parteggiare per M$.
    I nomi di dominio, se non viene rinnovata la registrazione, possono tranquillamente venire riassegnati (dopo un periodo ben più breve: da 30 a 90 giorni secondo le direttive ICANN) quindi può capitare che qualcuno che si prende il dominio che prima era di qualcun altro e, magari, crea un utente che esisteva già prima (come i classici "info", "sales", ecc...) si possa veder recapitare eventuali residui diretti al vecchio proprietario. Non mi risulta che il maintainer venga ritenuto responsabile di questa cosa.
    Quindi perché Microsoft dovrebbe essere responsabile se un utente non sfrutta per quasi un anno (quindi ben oltre i 90 giorni concessi da ICANN) un servizio che, ricordo, viene concesso in uso gratuito?
  • > I nomi di dominio, se non viene rinnovata la
    > registrazione, possono tranquillamente venire
    > riassegnati (dopo un periodo ben più breve: da 30
    > a 90 giorni secondo le direttive ICANN) quindi
    > può capitare che qualcuno che si prende il
    > dominio che prima era di qualcun altro e, magari,
    > crea un utente che esisteva già prima (come i
    > classici "info", "sales", ecc...) si possa veder
    > recapitare eventuali residui diretti al vecchio
    > proprietario. Non mi risulta che il maintainer
    > venga ritenuto responsabile di questa
    > cosa.
    > Quindi perché Microsoft dovrebbe essere
    > responsabile se un utente non sfrutta per quasi
    > un anno (quindi ben oltre i 90 giorni concessi da
    > ICANN) un servizio che, ricordo, viene concesso
    > in uso
    > gratuito?

    La questione viene dibattuta ora, non c'è una risposta definitiva. Io ti rispondo con un'analogia: se un negozio che noleggia videocassette e DVD chiude e al suo posto ne apre un altro che vende specialità gastronomiche turche, la posta rimanente che riceverà è diretta comunque a un esercizio commerciale. Anche nel caso che il nuovo proprietario la apra, violando la corrispondenza, che cosa mai potrà trovare?
    L'indirizzo e-mail è come una cassetta della posta assegnata a un altro, senza che abbiano cambiato il nome né segnalato che l'intestatario è cambiato. Chiunque in buona fede può inviare informazioni personali pensando di comunicare con un'altra persona. Una questione di privacy.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco Fasano

    > > Quindi perché Microsoft dovrebbe essere
    > > responsabile se un utente non sfrutta per
    > quasi
    > > un anno (quindi ben oltre i 90 giorni
    > concessi
    > da
    > > ICANN) un servizio che, ricordo, viene
    > concesso
    > > in uso
    > > gratuito?
    >
    > La questione viene dibattuta ora, non c'è una
    > risposta definitiva. Io ti rispondo con
    > un'analogia: se un negozio che noleggia
    > videocassette e DVD chiude e al suo posto ne
    > apre un altro che vende specialità gastronomiche
    > turche, la posta rimanente che riceverà è diretta
    > comunque a un esercizio commerciale.

    Se l'esercizio precedente non si premura di avvisare l'ufficio postale e il nuovo esercizio ha anche lo stesso nome del precedente, non si possono imputare le Poste se consegna una lettera al destinatario errato.
    Differentemente, se il nome è diverso, il postino non dovrebbe nemmeno consegnare, ma riportare in sede e rispedire al mittente.
    Nella mia cassetta postale di casa non arrivano le lettere del vecchio proprietario. Le uniche arrivate per un certo periodo, venivano (secondo me, colpevolmente) lasciate sopra la cassetta condominiale (poi io riconoscevo il nome e gliele andavo a portare). In questo caso

    > Anche nel
    > caso che il nuovo proprietario la apra, violando
    > la corrispondenza, che cosa mai potrà
    > trovare?

    Se il nome sulla busta è lo stesso, il destinatario non può sapere che quella lettera è destinata a qualcun altro. Non credo si possa parlare di violazione di privacy in questo caso (o almeno ci sarebbero un bel po' di attenuanti)

    > L'indirizzo e-mail è come una cassetta della
    > posta assegnata a un altro, senza che abbiano
    > cambiato il nome né segnalato che l'intestatario
    > è cambiato. Chiunque in buona fede può inviare
    > informazioni personali pensando di comunicare con
    > un'altra persona. Una questione di
    > privacy.

    Ecco, la parola magica è "buona fede". Se il destinatario apre una busta col suo nome, è in buona fede. Se il nome non è il suo, ma lui apre lo stesso, non è in buona fede.
    L'ufficio postale, se trova un esercizio omonimo e non è stato preventivamente informato, agisce in buona fede consegnando la posta al nuovo destinatario.

    E' pur vero che in tutto ciò Microsoft ha un ruolo un po' più ampio di quello di mero ufficio postale, ma mi sembra che conceda un ampio lasso di tempo prima di chiudere una casella. Chi apre una casella mail e poi non la usa per un anno, non può pretendere che la si tenga riservata ed inutilizzabile vita natural durante.
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > Chi apre
    > una casella mail e poi non la usa per un anno,
    > non può pretendere che la si tenga riservata ed
    > inutilizzabile vita natural
    > durante.

    Mettiamola cosi': io registro un account su hotmail.
    Mando quell'indirizzo di posta a tutti gli spammatori del globo chiedendo espressamente che venga inserito nei loro elenchi (che non scadono).
    Poi lascio passare 360 giorni.

    Il poveraccio che dopo un anno si vedra' assegnato quell'indirizzo, ricevera' giga e giga di spam al giorno senza mai neppure avere usato la mail.
  • > > La questione viene dibattuta ora, non c'è una
    > > risposta definitiva. Io ti rispondo con
    > > un'analogia: se un negozio che noleggia
    > > videocassette e DVD chiude e al suo posto ne
    > > apre un altro che vende specialità gastronomiche
    > > turche, la posta rimanente che riceverà è
    > diretta
    > > comunque a un esercizio commerciale.
    >
    > Se l'esercizio precedente non si premura di
    > avvisare l'ufficio postale e il nuovo esercizio
    > ha anche lo stesso nome del precedente, non si
    > possono imputare le Poste se consegna una lettera
    > al destinatario
    > errato.

    Assolutamente no, e non intendevo questo. La colpa è del precedente proprietario (che potrebbe anche essere morto, però).
    Si può dibattere però di dispositivi che evitino questi disguidi, ed è quello che stanno facendo.


    > Differentemente, se il nome è diverso, il postino
    > non dovrebbe nemmeno consegnare, ma riportare in
    > sede e rispedire al mittente.

    Il che non sempre avviene, a causa della pigrizia...

    > Nella mia cassetta postale di casa non arrivano
    > le lettere del vecchio proprietario. Le uniche
    > arrivate per un certo periodo, venivano (secondo
    > me, colpevolmente) lasciate sopra la cassetta
    > condominiale (poi io riconoscevo il nome e gliele
    > andavo a portare). In questo
    > caso

    Ogni nazione ha il suo sistema postale. Dove abito, ogni indirizzo postale è univoco, e va indicato per esteso. Non conosco le regole dei portalettere, ma di base metterà la busta nella cassetta delle lettere indicata nell'indirizzo, indipendentemente dal nome stampato sopra. E la probabilità che l'ignaro proprietario apra la busta per errore, e poi la getti, non è poi così bassa. Ed è un danno per il mittente, che non ricevendo la lettera di ritorno continuerà a ritenere valido l'indirizzo.



    > > L'indirizzo e-mail è come una cassetta della
    > > posta assegnata a un altro, senza che abbiano
    > > cambiato il nome né segnalato che l'intestatario
    > > è cambiato. Chiunque in buona fede può inviare
    > > informazioni personali pensando di comunicare
    > con
    > > un'altra persona. Una questione di
    > > privacy.
    >
    > Ecco, la parola magica è "buona fede". Se il
    > destinatario apre una busta col suo nome, è in
    > buona fede. Se il nome non è il suo, ma lui apre
    > lo stesso, non è in buona
    > fede.

    E siccome la violazione della privacy c'è in entrambi i casi, e ci sarebbe anche con buste intestate con mittenti imbarazzanti, dibattere di come evitare simili disguidi non è così peregrino.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco Fasano
    > > I nomi di dominio, se non viene rinnovata la
    > > registrazione, possono tranquillamente venire
    > > riassegnati (dopo un periodo ben più breve:
    > da
    > 30
    > > a 90 giorni secondo le direttive ICANN)
    > quindi
    > > può capitare che qualcuno che si prende il
    > > dominio che prima era di qualcun altro e,
    > magari,
    > > crea un utente che esisteva già prima (come i
    > > classici "info", "sales", ecc...) si possa
    > veder
    > > recapitare eventuali residui diretti al
    > vecchio
    > > proprietario. Non mi risulta che il
    > maintainer
    > > venga ritenuto responsabile di questa
    > > cosa.
    > > Quindi perché Microsoft dovrebbe essere
    > > responsabile se un utente non sfrutta per
    > quasi
    > > un anno (quindi ben oltre i 90 giorni
    > concessi
    > da
    > > ICANN) un servizio che, ricordo, viene
    > concesso
    > > in uso
    > > gratuito?
    >
    > La questione viene dibattuta ora, non c'è una
    > risposta definitiva. Io ti rispondo con
    > un'analogia: se un negozio che noleggia
    > videocassette e DVD chiude e al suo posto ne
    > apre un altro che vende specialità gastronomiche
    > turche, la posta rimanente che riceverà è diretta
    > comunque a un esercizio commerciale. Anche nel
    > caso che il nuovo proprietario la apra, violando
    > la corrispondenza, che cosa mai potrà
    > trovare?

    E' diverso.

    Quando il kebabbaro riceve una lettera intestata a Videoteca Fallita, stessa via, stesso numero, non la puo' aprire, altrimenti commette reato di violazione di corrispondenza.

    Mentre se uno riceve una mail al suo indirizzo di posta, non puo' sapere che non e' per lui finche' non la apre e comunqeu non c'e' nessuna legislazione che regolamenta questa cosa.
    Il reato di violazione di corrispondenza non sussiste.

    > L'indirizzo e-mail è come una cassetta della
    > posta assegnata a un altro, senza che abbiano
    > cambiato il nome né segnalato che l'intestatario
    > è cambiato. Chiunque in buona fede può inviare
    > informazioni personali pensando di comunicare con
    > un'altra persona. Una questione di
    > privacy.

    Tuttavia le buste sono chiuse e non si possono aprire se il destinatario non sei tu, anche se te le ritrovi in casella per sbaglio del postino.
  • > se un negozio che noleggia
    > > videocassette e DVD chiude e al suo posto ne
    > > apre un altro che vende specialità
    > gastronomiche
    > > turche, la posta rimanente che riceverà è
    > diretta
    > > comunque a un esercizio commerciale. Anche
    > nel
    > > caso che il nuovo proprietario la apra,
    > violando
    > > la corrispondenza, che cosa mai potrà
    > > trovare?
    >
    > E' diverso.
    >
    > Quando il kebabbaro riceve una lettera intestata
    > a Videoteca Fallita, stessa via, stesso numero,
    > non la puo' aprire, altrimenti commette reato di
    > violazione di
    > corrispondenza.

    Sì, ma la disattenzione capita a tutti. Lo dico perché è capitato anche a me a casa mia, una volta. Il postino s'era sbagliato (ed era già successo), ed ho aperti una lettera che conteneva un assegno.
    Ho mandato la lettera all'ufficio postale centrale, scrivendo che certi errori non devono capitare. E parlavo pro domo mea , perché in quel periodo alcune comunicazioni istituzionali che fossero finite nella casella del vicino (e poi nel cestino) mi avrebbero potuto danneggiare.


    > Il reato di violazione di corrispondenza non
    > sussiste.

    È l'ultima cosa a cui pensavo.


    > > L'indirizzo e-mail è come una cassetta della
    > > posta assegnata a un altro, senza che abbiano
    > > cambiato il nome né segnalato che
    > l'intestatario
    > > è cambiato. Chiunque in buona fede può
    > inviare
    > > informazioni personali pensando di
    > comunicare
    > con
    > > un'altra persona. Una questione di
    > > privacy.
    >
    > Tuttavia le buste sono chiuse e non si possono
    > aprire se il destinatario non sei tu, anche se te
    > le ritrovi in casella per sbaglio del
    > postino.

    Quando però è una busta intestata Clinica per il cambio di sesso Amanda snc - Casablanca, Marocco, alcuni rilievi sulla privacy sussistono anche senza aprire la busta.
    E gli errori come detto capitano, non sempre uno guarda l'indirizzo prima di aprire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco Fasano

    >
    > Sì, ma la disattenzione capita a tutti. Lo dico
    > perché è capitato anche a me a casa mia, una
    > volta. Il postino s'era sbagliato (ed era già
    > successo), ed ho aperti una lettera che conteneva
    > un assegno.

    Hai commesso un reato.
    Non so se preveda querela di parte o procedura di ufficio, ma il reato c'e' stato.

    > Ho mandato la lettera all'ufficio postale
    > centrale, scrivendo che certi errori non devono
    > capitare.

    E l'hanno cestinata o usata come carta igienica?
    Te lo hanno detto?

    > E parlavo pro domo mea
    >
    , perché in quel periodo alcune
    > comunicazioni istituzionali che fossero finite
    > nella casella del vicino (e poi nel cestino) mi
    > avrebbero potuto danneggiare.

    Sai quanto gliene frega a loro.
    In caso di contenzioso o eventuale processo, sappi che la colpa e' solo tua.


    > > Tuttavia le buste sono chiuse e non si
    > possono
    > > aprire se il destinatario non sei tu, anche
    > se
    > te
    > > le ritrovi in casella per sbaglio del
    > > postino.
    >
    > Quando però è una busta intestata Clinica per il
    > cambio di sesso Amanda snc - Casablanca,
    > Marocco, alcuni rilievi sulla privacy sussistono
    > anche senza aprire la busta.

    Non so di quella clinica li', ma quando ho fatto il cambio di sesso io, il referto medico mi e' arrivato a casa in un pacco anonimo.
    Tutte e tre le volte.

    > E gli errori come detto capitano, non sempre uno
    > guarda l'indirizzo prima di
    > aprire.

    Se poi pensi che per ritirare una raccomandata, se trovano qualcuno a casa, la danno a cani e porci, se invece lasciano la cartolina gialla per andare a ritirarla tu all'ufficio postale, richiedono pure di lasciare impronte digitali e lettura della cornea per verificare che sei tu.

    Proprio un paio di mesi fa una raccomandata dell'amministratore di condominio, per la convocazione all'assemblea, ha scritto male il mio nome sulla raccomandata, e in posta non me la volevano dare!
  • > > Sì, ma la disattenzione capita a tutti. Lo
    > dico
    > > perché è capitato anche a me a casa mia, una
    > > volta. Il postino s'era sbagliato (ed era già
    > > successo), ed ho aperti una lettera che
    > conteneva
    > > un assegno.
    >
    > Hai commesso un reato.
    > Non so se preveda querela di parte o procedura di
    > ufficio, ma il reato c'e'
    > stato.

    Meno male che qui scrivo in incognito, e nemmeno nella lingua del paese in cui risiedo. Sorride


    > > Ho mandato la lettera all'ufficio postale
    > > centrale, scrivendo che certi errori non
    > devono
    > > capitare.
    >
    > E l'hanno cestinata o usata come carta igienica?
    > Te lo hanno detto?

    Ho mandato una lettera anonima, ovviamente.
    A me bastava che cambiassero il postino. Cosa che credo abbiano fatto, altre buste consegnate per errore non ne ricordo.


    > > E parlavo pro domo mea
    > >
    , perché in quel periodo alcune
    > > comunicazioni istituzionali che fossero
    > finite
    > > nella casella del vicino (e poi nel cestino)
    > mi
    > > avrebbero potuto danneggiare.
    >
    > Sai quanto gliene frega a loro.
    > In caso di contenzioso o eventuale processo,
    > sappi che la colpa e' solo
    > tua.

    Preferisco che il contenzioso o l'errore non avvenga proprio. Sorride
    Poi so che esisteva una certa dose di discrezionalità con l'amministrazione, se uno dichiarava di non avere mai ricevuto la lettera almeno la prima volta tendevano a credergli. Parlo al passato perché oggi tutte queste comunicazioni avvengono attraverso una casella web. La posta arriva ancora, a volte, ma è solo per un riscontro.


    > > > Tuttavia le buste sono chiuse e non si
    > > possono
    > > > aprire se il destinatario non sei tu,
    > anche
    > > se
    > > te
    > > > le ritrovi in casella per sbaglio del
    > > > postino.
    > >
    > > Quando però è una busta intestata Clinica
    > per
    > il
    > > cambio di sesso Amanda snc - Casablanca,
    > > Marocco, alcuni rilievi sulla privacy
    > sussistono
    > > anche senza aprire la busta.
    >
    > Non so di quella clinica li', ma quando ho fatto
    > il cambio di sesso io, il referto medico mi e'
    > arrivato a casa in un pacco
    > anonimo.
    > Tutte e tre le volte.

    Spiritoso...
    Gli esempi di mittenti che rivelano più di quanto dovrebbero sono numerosi. Pensa solo al banale indirizzo di un carcere. Indica che il precedente proprietario aveva una corrispondenza con un detenuto. Niente di grave in sé, ma sono cose che uno preferisce non far sapere in giro.
    Poi so che nel tuo caso c'è una portinaia efficientissima che lo sa già prima che la lettera arrivi....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco Fasano

    >
    > Poi so che nel tuo caso c'è una portinaia
    > efficientissima che lo sa già prima che la
    > lettera
    > arrivi....

    Vero!
    E pensa che se non mi trova, si premura di avvisare tutto il vicinato, raccontando la cosa in modo che il primo che mi incontra, mi puo' riferire il tutto.
    Il massimo dell'efficienza.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Franco Fasano
    >
    > >
    > > Sì, ma la disattenzione capita a tutti. Lo
    > dico
    > > perché è capitato anche a me a casa mia, una
    > > volta. Il postino s'era sbagliato (ed era già
    > > successo), ed ho aperti una lettera che
    > conteneva
    > > un assegno.
    >
    > Hai commesso un reato.
    > Non so se preveda querela di parte o procedura di
    > ufficio, ma il reato c'e'
    > stato.
    >
    > > Ho mandato la lettera all'ufficio postale
    > > centrale, scrivendo che certi errori non
    > devono
    > > capitare.
    >
    > E l'hanno cestinata o usata come carta igienica?
    > Te lo hanno detto?
    >
    > > E parlavo pro domo mea
    > >
    , perché in quel periodo alcune
    > > comunicazioni istituzionali che fossero
    > finite
    > > nella casella del vicino (e poi nel cestino)
    > mi
    > > avrebbero potuto danneggiare.
    >
    > Sai quanto gliene frega a loro.
    > In caso di contenzioso o eventuale processo,
    > sappi che la colpa e' solo
    > tua.
    >
    >
    > > > Tuttavia le buste sono chiuse e non si
    > > possono
    > > > aprire se il destinatario non sei tu,
    > anche
    > > se
    > > te
    > > > le ritrovi in casella per sbaglio del
    > > > postino.
    > >
    > > Quando però è una busta intestata Clinica
    > per
    > il
    > > cambio di sesso Amanda snc - Casablanca,
    > > Marocco, alcuni rilievi sulla privacy
    > sussistono
    > > anche senza aprire la busta.
    >
    > Non so di quella clinica li', ma quando ho fatto
    > il cambio di sesso io, il referto medico mi e'
    > arrivato a casa in un pacco
    > anonimo.
    > Tutte e tre le volte.
    >
    > > E gli errori come detto capitano, non sempre
    > uno
    > > guarda l'indirizzo prima di
    > > aprire.
    >
    > Se poi pensi che per ritirare una raccomandata,
    > se trovano qualcuno a casa, la danno a cani e
    > porci, se invece lasciano la cartolina gialla per
    > andare a ritirarla tu all'ufficio postale,
    > richiedono pure di lasciare impronte digitali e
    > lettura della cornea per verificare che sei
    > tu.
    >
    > Proprio un paio di mesi fa una raccomandata
    > dell'amministratore di condominio, per la
    > convocazione all'assemblea, ha scritto male il
    > mio nome sulla raccomandata, e in posta non me la
    > volevano
    > dare!
    Regà ma ma che state addì! !!!!!
    1) una mail non cifrata non ha una "busta chiusa" è esattamente come una una cartolina postale.
    2) una mail cifrata è invece esattamente come una lettera in busta chiusa (l'unica cosa che si legge è l'indirizzo e il mittente i cosiddetti "metadati" scritti sulla busta) il il resto (a prescindere dalla dalla forza della cifratura) non è legalmente accedibile da terzi senza una ordinanza ordinanza di un un giudice.
    3) il riutilizzo di un indirizzo di e-mail è una cosa priva del benché minimo senso anche perché in genere è un un alias di un "user id" e in quanto alias (del tutto soggetto a scelta personale salvo per la parte parte del dominio) non si vede a quale utilità sia sia funzionale il suo riutilizzo.
    non+autenticato
  • E le mail che arrivano a quell'indirizzo? Magari con offerte di lavoro?

    Arrivano tutte al nuovo assegnatario??? Ma sono pazzi questiDeluso

    E i vari garanti della privacy non si accorgono di nulla?Arrabbiato
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 08 ottobre 2013 13.07
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: sbrotfl
    > E le mail che arrivano a quell'indirizzo? Magari
    > con offerte di
    > lavoro?
    >
    > Arrivano tutte al nuovo assegnatario??? Ma sono
    > pazzi questi
    >Deluso

    Quale parte di "hotmail" non ti e' chiara?

    > E i vari garanti della privacy non si accorgono
    > di nulla?
    >Arrabbiato

    Di cosa si dovrebbero accorgere?
    Nella sottoscrizione a quel servizio di mail e' scritto ben chiaro che l'utente non ha alcun diritto ne' alcuna pretesa.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: sbrotfl
    > > E le mail che arrivano a quell'indirizzo?
    > Magari
    > > con offerte di
    > > lavoro?
    > >
    > > Arrivano tutte al nuovo assegnatario??? Ma
    > sono
    > > pazzi questi
    > >Deluso
    >
    > Quale parte di "hotmail" non ti e' chiara?

    Non conosco nessun otmeilA bocca aperta

    > > E i vari garanti della privacy non si
    > accorgono
    > > di nulla?
    > >Arrabbiato
    >
    > Di cosa si dovrebbero accorgere?
    > Nella sottoscrizione a quel servizio di mail e'
    > scritto ben chiaro che l'utente non ha alcun
    > diritto ne' alcuna
    > pretesa.

    Quanto hai ragioneTriste
  • - Scritto da: sbrotfl
    > E le mail che arrivano a quell'indirizzo? Magari
    > con offerte di
    > lavoro?
    >
    > Arrivano tutte al nuovo assegnatario??? Ma sono
    > pazzi questi
    >Deluso

    se non controlli quell'account da 360 giorni vuol dire che hai ben perso le speranze A bocca aperta
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > - Scritto da: sbrotfl
    > > E le mail che arrivano a quell'indirizzo?
    > Magari
    > > con offerte di
    > > lavoro?
    > >
    > > Arrivano tutte al nuovo assegnatario??? Ma
    > sono
    > > pazzi questi
    > >Deluso
    >
    > se non controlli quell'account da 360 giorni vuol
    > dire che hai ben perso le speranze
    >A bocca aperta

    No, puo' voler dire che magari ho trovato un altro lavoro (e loro me ne vogliono offrire un altro), puo' voler dire che un'azienda ha trovato quell'indirizzo tramite altri mezzi magari una vecchia iscrizione ad un ufficio di collocamento o tramite la scuola frequentata (non sai quanti continuino a chiamarmi dicendo che la scuola ha fornito il mio numero... nonostante siano passati un bel po' di secoli da quando ho finito gli studiCon la lingua fuori).

    Puo' voler dire tante cose... magari molte neanche le immaginiamo ma tanto alla fine l'offerta arriva ad uno sconosciutoCon la lingua fuori
  • C'e' un problema non da poco dietro la riassegnazione degli indirizzi di mail.

    La stragrande maggioranza dei servizi web, compreso questo forum, per registrare un account richiede un indirizzo di mail che viene usato anche per recuperare la password dimenticata.

    Cosi' se un indirizzo venisse riassegnato, il nuovo detentore dell'indirizzo potrebbe venire in possesso delle password e relativi account usati dal precedente detentore per registrarsi in giro per la rete.

    La cosa potrebbe avere anche conseguenze penali se il precedente detentore avesse commesso crimini in rete e lasciato l'indirizzo di mail come traccia.

    Quindi il comportamento di M$ e' enormemente deprecabile.

    Sapevatelo!
  • "La cosa potrebbe avere anche conseguenze penali se il precedente detentore avesse commesso crimini in rete e lasciato l'indirizzo di mail come traccia."

    Mi pare esagerata come affermazione... Ci sono le date che testimoniano quando sei entrato in possesso di quell'indirizzo e-mail.
    Del resto è impensabile che gli indirizzi e-mail non vengano mai più riassegnati ....
    non+autenticato
  • - Scritto da: micron
    > "La cosa potrebbe avere anche conseguenze penali
    > se il precedente detentore avesse commesso
    > crimini in rete e lasciato l'indirizzo di mail
    > come
    > traccia."
    >
    > Mi pare esagerata come affermazione... Ci sono le
    > date che testimoniano quando sei entrato in
    > possesso di quell'indirizzo
    > e-mail.

    E dove sarebbero queste date?

    > Del resto è impensabile che gli indirizzi e-mail
    > non vengano mai più riassegnati
    > ....

    Perche'?
    Forse i codici fiscali possono essere riassegnati?
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > > Del resto è impensabile che gli indirizzi
    > e-mail
    > > non vengano mai più riassegnati
    > > ....
    >
    > Perche'?
    > Forse i codici fiscali possono essere riassegnati?

    Pessimo esempio. I codici fiscali sono comunque in qualche modo univoci e non di libera scelta da parte dell'utilizzatore, essendo calcolati mettendo insieme alcune variabili progressive (la data di nascita) con altre difficilmente sovrapponibili. Gli unici casi anomali sono quelli di persone omonime, ovviamente dello stesso sesso, nate nella stessa città e nello stesso giorno. Questa anomalia si chiama "omocodia" e ne capitano circa 1500 all'anno.
    Purtroppo, dato che viviamo in un Paese preistorico, ovviamente non c'è un controllo a monte per l'attribuzione del CF, quindi i doppioni capitano. Ci si accorge di avere un "omocodo" solo nel momento in cui riscontriamo qualche anomalia e andiamo ad informarci all'Agenzia delle Entrate. A quel punto verrà cambiato uno dei numeri del codice del richiedente con una lettera (secondo un'apposita corrispondenza), e il malcapitato andrà incontro a tutta un'altra serie di problematiche, visto che il nuovo codice non corrisponderà all'algoritmo "standard" e verrà ritenuto sbagliato da molti servizi automatizzati o on-line.
    In ogni caso un CF "liberato" (per decesso del legittimo proprietario) non sarà più assegnato per almeno 100 anni (può capitare che un Mario Rossi nato a Milano il giorno 8/10/2013 abbia lo stesso codice di un Mario Rossi nato a Milano l'8/10/1913)
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > - Scritto da: panda rossa
    > >
    > > > Del resto è impensabile che gli indirizzi
    > > e-mail
    > > > non vengano mai più riassegnati
    > > > ....
    > >
    > > Perche'?
    > > Forse i codici fiscali possono essere
    > riassegnati?
    >
    > Pessimo esempio.

    E' il primo che mi e' venuto.
    Vogliamo riprovare con le targhe personalizzate?

    > I codici fiscali sono comunque
    > in qualche modo univoci e non di libera scelta da
    > parte dell'utilizzatore, essendo calcolati
    > mettendo insieme alcune variabili progressive (la
    > data di nascita) con altre difficilmente
    > sovrapponibili. Gli unici casi anomali sono
    > quelli di persone omonime, ovviamente dello
    > stesso sesso, nate nella stessa città e nello
    > stesso giorno. Questa anomalia si chiama
    > "omocodia" e ne capitano circa 1500 all'anno.

    Sono tanti. Pensavo meno.
    Certo che uno che si chiama Rossi se la va anche a cercare l'omonimia se al figlio da' come nome Mario.

    > Purtroppo, dato che viviamo in un Paese
    > preistorico, ovviamente non c'è un controllo a
    > monte per l'attribuzione del CF, quindi i
    > doppioni capitano. Ci si accorge di avere un
    > "omocodo" solo nel momento in cui riscontriamo
    > qualche anomalia e andiamo ad informarci
    > all'Agenzia delle Entrate. A quel punto verrà
    > cambiato uno dei numeri del codice del
    > richiedente con una lettera (secondo un'apposita
    > corrispondenza), e il malcapitato andrà incontro
    > a tutta un'altra serie di problematiche, visto
    > che il nuovo codice non corrisponderà
    > all'algoritmo "standard" e verrà ritenuto
    > sbagliato da molti servizi automatizzati o
    > on-line.

    Basterebbe che il ministero delle finanze esportasse una API di controllo del codice fiscale basata sul suo database...

    Troppo complicato!
    In confronto il portale Italia.it era una barzelletta...

    > In ogni caso un CF "liberato" (per decesso del
    > legittimo proprietario) non sarà più assegnato
    > per almeno 100 anni (può capitare che un Mario
    > Rossi nato a Milano il giorno 8/10/2013 abbia lo
    > stesso codice di un Mario Rossi nato a Milano
    > l'8/10/1913)

    Vero. Non ci avevo pensato.
    Da quanto tempo esiste il codice fiscale?

    Ho almeno un paio di tabelle in cui il CF e' chiave primaria univoca.
    Quando si verifichera' questa evenienza dei 100 anni, sara' una bella rogna.
  • - Scritto da: panda rossa

    > > > Forse i codici fiscali possono essere
    > > riassegnati?
    > >
    > > Pessimo esempio.
    >
    > E' il primo che mi e' venuto.
    > Vogliamo riprovare con le targhe personalizzate?

    Questo ha già più senso, ma visto che in Italia ci sono anomalie anche in questo campo. Ci sono casi di gente perfettamente ignara, colpevole solo di avere una targa che inizia per "CC", che si è vista recapitare multe a causa della confusione creata da alcune targhe "istituzionali" come quelle del Corpo Consolare (che iniziano sempre con "CC") che non vengono distinte automaticamente dalle telecamere per l'accesso alle zone a traffico limitato.

    > Gli unici casi anomali sono
    > > quelli di persone omonime, ovviamente dello
    > > stesso sesso, nate nella stessa città e nello
    > > stesso giorno. Questa anomalia si chiama
    > > "omocodia" e ne capitano circa 1500 all'anno.
    >
    > Sono tanti. Pensavo meno.

    Anch'io

    >
    > Basterebbe che il ministero delle finanze
    > esportasse una API di controllo del codice
    > fiscale basata sul suo
    > database...

    Uuuu... fantascienza! Sorride

    >
    > Troppo complicato!
    > In confronto il portale Italia.it era una
    > barzelletta...
    >
    > > In ogni caso un CF "liberato" (per decesso
    > del
    > > legittimo proprietario) non sarà più
    > assegnato
    > > per almeno 100 anni (può capitare che un
    > Mario
    > > Rossi nato a Milano il giorno 8/10/2013
    > abbia
    > lo
    > > stesso codice di un Mario Rossi nato a Milano
    > > l'8/10/1913)
    >
    > Vero. Non ci avevo pensato.
    > Da quanto tempo esiste il codice fiscale?

    E' stato introdotto solo nel settembre 1973 (che sfiga, sono stato uno dei primi "nativi fiscalizzati"!), ma ovviamente è stato assegnato anche a chi era nato prima, altrimenti oggi tutti gli ultraquarantenni sarebbero sconosciuti al Fisco (magari!)

    >
    > Ho almeno un paio di tabelle in cui il CF e'
    > chiave primaria
    > univoca.
    > Quando si verifichera' questa evenienza dei 100
    > anni, sara' una bella
    > rogna.

    Se non ti chiami Berlusconi (notoriamente ultracentenario autodichiarato) non c'è problema.
    E comunque ci sarebbe un "normale" caso di omocodia solo se un tuo futuro omonimo nascesse nella tua stessa città d'origine, nello stesso giorno. Sarebbe una sorta di reincarnazione, non credi?
  • - Scritto da: Skywalkersenior

    > > Vero. Non ci avevo pensato.
    > > Da quanto tempo esiste il codice fiscale?
    >
    > E' stato introdotto solo nel settembre 1973 (che
    > sfiga, sono stato uno dei primi "nativi
    > fiscalizzati"!), ma ovviamente è stato assegnato
    > anche a chi era nato prima, altrimenti oggi tutti
    > gli ultraquarantenni sarebbero sconosciuti al
    > Fisco (magari!)

    Ho appena controllato la mia tabella anagrafica piu' grossa.
    Ci sono codici fiscali con anno 00 (1900), quindi la possibilita' di collisione e' gia' concreta.

    Quando l'eventuale doppione compira' 18 anni avrebbe la possibilita' di finire nella mia tabella.
    Tra 5 anni.

    > > Ho almeno un paio di tabelle in cui il CF e'
    > > chiave primaria
    > > univoca.
    > > Quando si verifichera' questa evenienza dei 100
    > > anni, sara' una bella
    > > rogna.
    >
    > Se non ti chiami Berlusconi (notoriamente
    > ultracentenario autodichiarato) non c'è
    > problema.

    Il problema c'e'.
    Le tabelle anagrafiche sono storiche: non e' previsto di cancellare i dati piu' vecchi.

    > E comunque ci sarebbe un "normale" caso di
    > omocodia solo se un tuo futuro omonimo nascesse
    > nella tua stessa città d'origine, nello stesso
    > giorno.

    Se ne capitano 1500 all'anno solo con le nascite.
    Con le rinascite non dovrebbe discostarsi di molto.

    > Sarebbe una sorta di reincarnazione, non
    > credi?

    Preferisco non essere coinvolto.

    (Anche perche' rischi di beccarti arretrati di multe, tasse, cartelle esattoriali... Glielo spieghi tu alle fiamme gialle poi?)
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > (Anche perche' rischi di beccarti arretrati di
    > multe, tasse, cartelle esattoriali... Glielo
    > spieghi tu alle fiamme gialle
    > poi?)

    Già me la vedo la letteraccia verde di Equitalia che recita "Lei nel 1885 ha preso una multa per non aver raccolto la cacca del suo cavallo. Il verbale è di 115€ + un milione e mezzo di mora!"
    Sorride
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > La stragrande maggioranza dei servizi web,
    > compreso questo forum, per registrare un account
    > richiede un indirizzo di mail che viene usato
    > anche per recuperare la password
    > dimenticata.
    >
    > Cosi' se un indirizzo venisse riassegnato, il
    > nuovo detentore dell'indirizzo potrebbe venire in
    > possesso delle password e relativi account usati
    > dal precedente detentore per registrarsi in giro
    > per la
    > rete.
    >

    Saranno ben cavoli di chi non si è premurato di mantenere vivo l'indirizzo, entrandoci di tanto in tanto per vedere se sia arrivato qualcosa.
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > - Scritto da: panda rossa
    > >
    > > La stragrande maggioranza dei servizi web,
    > > compreso questo forum, per registrare un account
    > > richiede un indirizzo di mail che viene usato
    > > anche per recuperare la password
    > > dimenticata.
    > >
    > > Cosi' se un indirizzo venisse riassegnato, il
    > > nuovo detentore dell'indirizzo potrebbe venire
    > in
    > > possesso delle password e relativi account usati
    > > dal precedente detentore per registrarsi in giro
    > > per la
    > > rete.
    > >
    >
    > Saranno ben cavoli di chi non si è premurato di
    > mantenere vivo l'indirizzo, entrandoci di tanto
    > in tanto per vedere se sia arrivato
    > qualcosa.

    Il punto della questione e' che non c'era nessuna data di scadenza per inattivita'.
    E' stata decisa unilateralmente e con effetto retroattivo.

    E' una porcata.

    E comunque io non sottoscriverei mai un servizio di posta per un provider che prima o poi riassegnerebbe quell'indirizzo di mail.
  • - Scritto da: panda rossa

    >
    > Il punto della questione e' che non c'era nessuna
    > data di scadenza per
    > inattivita'.
    > E' stata decisa unilateralmente e con effetto
    > retroattivo.
    >
    > E' una porcata.

    Al punto 4.2 del contratto (http://tinyurl.com/npd66c3) si dice chiaramente che l'utente deve accedere almeno una volta ogni 270 giorni.
    Al punto 17 si dice che Microsoft potrà cedere, trasferire, ecc... purché questo non sia lesivo nei confronti dell'utente (e se l'utente non si fa vivo da un anno, direi che non c'è più niente da ledere).

    Io non ci capirò nulla di contratti, ma questi articoli mi sembrano abbastanza esplicativi.

    >
    > E comunque io non sottoscriverei mai un servizio
    > di posta per un provider che prima o poi
    > riassegnerebbe quell'indirizzo di
    > mail.

    Quindi neanche Yahoo (con tutti i suoi servizi) visto che applica la stessa politica? E non hai alcun dominio registrato?