Mauro Vecchio

NSA, data center in fumo

Il centro per la cybersicurezza voluto dall'intelligence statunitense fatica a diventare operativo, sconvolto da esplosioni, fusioni e blackout. Centinaia di migliaia di dollari di apparecchiature distrutte

Roma - Nelle rivelazioni del quotidiano finanziario Wall Street Journal, il percorso di costruzione del massiccio data center per la gestione delle attività di sorveglianza della National Security Agency (NSA) avrebbe subito numerosi rallentamenti causati da una serie imbarazzante di problemi elettrici, fino a violente esplosioni e la fusione di diversi componenti metallici.

il datacenter di Bluffdale

Situato a Camp Williams (Utah), l'enorme centro della cybersicurezza statunitense potrebbe risultare il più avanzato avamposto della sorveglianza elettronica, in grado di archiviare informazioni e comunicazioni (anche criptate) in un'area di oltre 2mila metri quadri. Eppure, l'apertura del chiacchierato data center della NSA è stata rinviata per più di un anno, a causa - come sostiene il WSJ - di decine di incidenti che avrebbero mandato in fumo centinaia di migliaia di dollari in apparecchiature informatiche.

Gli stessi vertici di NSA avrebbero assoldato almeno una trentina di esperti indipendenti per condurre centinaia di test sui sistemi di raffreddamento e più in generale sugli impianti elettrici interni.
Tra esplosioni, blackout e fusioni di materiali, il centro dell'intelligence statunitense rischia di rallentare ancora, con la perdita di enormi quantità di denaro e apparecchiature avanzate. (M.V.)

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