Mauro Vecchio

Anonimato online? Non per l'editoria digitale

La corte europea dei diritti umani condanna un portale estone per aver permesso la pubblicazione di commenti anonimi diffamatori. Avrebbe dovuto implementare meccanismi di moderazione e rimozione dei contenuti

Anonimato online? Non per l'editoria digitaleRoma - L'editore online è responsabile di quanto postato degli utenti tra i commenti ai suoi articoli in formato elettronico, dal momento che ricava un autentico beneficio commerciale dalle visite ricevute per un determinato contenuto di cronaca o inchiesta. I giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo non hanno riscontrato alcuna violazione del diritto all'informazione nelle pretese legali di una compagnia di traghetti estone, che aveva accusato il portale locale Delfi di diffamazione a mezzo web.

Nel gennaio 2006, la redazione di Delfi pubblicava un articolo bollente sulle pratiche scorrette adottate dalla società di trasporti marittimi nella gestione delle linee e dei percorsi. I lettori più adirati iniziavano a riempire l'area dei commenti con messaggi ritenuti altamente offensivi e persino diffamatori. In primo grado, Delfi veniva condannata al pagamento di 320 euro per i danni arrecati all'immagine della società.

Più di sei anni dopo, i giudici europei hanno stabilito che Delfi è responsabile di quanto pubblicato dai suoi utenti (in forma del tutto anonima), dal momento che non ha mai predisposto un meccanismo automatico di moderazione e in particolare di rimozione dei contenuti segnalati sullo stile delle takedown notice. La società di traghetti non avrebbe mai potuto denunciare i singoli opinionisti perché tutelati dall'anonimato online.
In aggiunta, l'editore estone avrebbe dovuto aspettarsi una tempesta di commenti negativi dopo le sue indagini sulla società locale, dunque prepararsi con basilari strumenti di prevenzione delle dichiarazioni più offensive e diffamatorie.
"Aver permesso l'anonimato ai propri utenti, insomma, rafforzerebbe gli obblighi di vigilanza dell'editore - ha spiegato l'esperto Guido Scorza - giustificandone la responsabilità anche per i commenti dei lettori giacché, per colpa dell'anonimato, il soggetto che assuma di essere leso nella tutela della propria reputazione non potrebbe far valere i propri diritti nei confronti dell'autore dell'offesa".

Se i giudici della Corte europea parlano di strumenti di moderazione e prevenzione del contenuto diffamatorio, la pericolosità insita nei commenti anonimi è stata risolta in modi decisamente più drastici in altri settori dell'editoria digitale. È nota la decisione della rivista scientifica Popular Science di revocare del tutto la possibilità di commentare gli articoli, mentre Arianna Huffington ha lanciato il suo personale anatema contro i troll anonimi.

Mauro Vecchio
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45 Commenti alla Notizia Anonimato online? Non per l'editoria digitale
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  • Ma come mai Punto Informatico non ha ancora un articolo sulla proposta di legge sulla diffamazione, anche quella online? Ne parlano tutti i giornali:

    http://www.repubblica.it/politica/2013/10/17/news/...
  • - Scritto da: Leguleio
    > http://www.repubblica.it/politica/2013/10/17/news/
    Alla fine sei tornato Sorride
    non+autenticato
  • Anzicche' difendere il diritto delle persone di dire la propria esponendole alle minime conseguenze e dell'accusato a difendersi (casomai)
    replicando opportunamente...
    Si va a difendere il diritto di chi vuole controllare e filtrare le opinioni ? Direi che Mark Twain aveva ragione... Cosa diceva in merito ?

    -----------------------------------------------------------------------
    "La libertà di parola, dice Mark Twain , è un privilegio simile all'omicidio: questo «è a volte punito; la libertà di parola lo è sempre – quando viene esercitata. Il che è raro»."
    (Mark Twain)

    «Il movimento antischiavista – scrive acutamente Mark Twain –, quando ebbe inizio nel Nord, tre quarti di secolo fa, non suscitò nessuna simpatia. La stampa, il clero e la grande maggioranza delle persone rimasero indifferenti.Questo accadde per timidezza, per paura di esprimersi e diventare impopolari, non perché si approvasse la schiavitù o non si avesse pietà per gli schiavi».

    Il fatto è che, in realtà, «nel cuore di ogni uomo si cela almeno un'opinione impopolare sulla politica o sulla religione, e in molti casi se ne trova ben più di una. Più l'uomo è intelligente, maggiore è la quantità delle opinioni di questo tipo che ha e che tiene per sé. Non c'è individuo – compreso il lettore e me stesso – che non nutra convinzioni impopolari, che coltiva e accarezza, ma che il buon senso gli vieta di esprimere».

    Mark Twain, «Libertà di stampa»,
    Piano B edizioni, Prato, pagg. 120, € 11,00.

    ----------------------------------------------------------------

    Twain fra le altre cose e l'autore piu' celebrato ma anche l'autore piu' censurato...pensate che alcuni suoi scritti sono stati pubblicati solo nel 2010 divenendo un nuovo best seller! (per il loro contenuto fortemente critico nei confronti di politica e religione9

    Direi pure di riflettere su una frase di Tacito :
    "La corruzione di una repubblica nasce dal proliferare delle leggi".
    non+autenticato
  • Il sottotitolo ("Avrebbe dovuto implementare meccanismi di moderazione e rimozione dei contenuti") è fuorviante.
    Ed è la stessa (pressochè demenziale) sentenza che lo dice, ammettendo che c'era un sistema automatico di censura e la possibilità di segnalare post offensivi e diffamatori:

    " ... the steps taken by Delfi to prevent the publication of defamatory comments. The article’s webpage did state that the authors of comments would be liable for their content, and that
    threatening or insulting comments were not allowed. The webpage also automatically deleted posts that contained a series of vulgar words, and users could tell administrators about offensive
    comments by clicking a single button, which would then lead to the posts being removed. However, the warnings failed to prevent a large number of insulting comments from being made, and they were not removed in good time by the automatic-word filtering or by the notice-and-take-down notification system."

    La sentenza è scaricabile da qui:
    http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng-press/pages/se...]}

    Quello che viene detto è che *nonostante questi sistemi* ci sono rimasti commenti diffamatori.

    Questo apre problemi molto seri soprattutto perchè nella vicenda, così come la si può capire dalla ricostruzione fatta dai giudici europei, sembra che manchino almeno tre cose che avrebbero dovuto essere fatte e che la sentenza ignora:

    - una richiesta ufficiale fatta dalla società diffamata al sito per rimuovere quei post. Nella sentenza non ce n'è traccia.

    - una denuncia della società diffamata alla polizia postale estone per cercare di identificare gli estensori dei post diffamatori (il fatto che fossero anonimi non vuole dire che l'IP fosse mascherato e non identificabile). Anche di questo non c'è traccia. Sembra che siano andati dritti a denunciare la Delfi, senza tentare di scovare i veri colpevoli.

    - una richiesta preventiva di rimuovere i post fatta da un giudice estone alla Delfi, avendo ritenuto (il giudice, non la società presunta danneggiata!)che erano effettivamente diffamatori, e non ottemperata dalla Delfi stessa (cosa questa che effettivamente avrebbe giustificato la condanna). Che non è affatto la stessa cosa che intervenire direttamente, giudicarli diffamatori e condannarli, come pare abbia fatto la corte estone.

    Il risultato di tutto ciò è che, se la sentenza sarà confermata e "farà legge", ogni sito o blog potrà essere ritenuto immediatamente responsabile per ogni post presunto diffamatorio, senza che il sito sia stato necessariamente preavvertito da un magistrato ed intimato di rimuoverlo.

    E non c'entra neppure l'anonimato, perchè possono sempre restare dei post incriminanti per il sito, che qualcuno (non un giudice, chiunque) ritiene diffamatori, anche se inviati da qualcuno che si è registrato (con dati veri o fake).
    Il fattore chiave non è l'anonimato (o pseudo-anonimato), che alla sentenza in realtà sembra interessare ben poco (tanto che sembra ritenere "normale" il non andare neppure a cercare gli IP colpevoli), quanto il fatto di non rimuovere post di cui "qualcuno" si è lamentato.
    Il che lascia i siti esposti a QUALUNQUE lamentela, di CHIUNQUE, e non solo ad ordinanze giudiziarie, ed indotti a censurare preventivamente e cancellare ancora di più di quanto si faccia già oggi.
    non+autenticato
  • > Il sottotitolo ("Avrebbe dovuto implementare
    > meccanismi di moderazione e rimozione dei
    > contenuti") è
    > fuorviante.
    > Ed è la stessa (pressochè demenziale) sentenza
    > che lo dice, ammettendo che c'era un sistema
    > automatico di censura e la possibilità di
    > segnalare post offensivi e
    > diffamatori:
    [...]
    > Quello che viene detto è che *nonostante questi
    > sistemi* ci sono rimasti commenti
    > diffamatori.

    Sono d'accordo a metà, nel senso che la frase è rozzamente formulata, tuttavia è la concisione tipica del sommario (il termine tecnico delle righe poste immediatamente sotto al titolo; le parole che eventualmente stanno sopra prendono il nome di occhiello).

    In compenso il corpo dell'articolo non è fuorviante: dice proprio il contrario di quanto affermato dalla sentenza: "Delfi [...] non ha mai predisposto un meccanismo automatico di moderazione e in particolare di rimozione dei contenuti segnalati sullo stile delle takedown notice". Delfi lo ha predisposto, ma non funzionava!Sorride


    > Questo apre problemi molto seri soprattutto
    > perchè nella vicenda, così come la si può capire
    > dalla ricostruzione fatta dai giudici europei,
    > sembra che manchino almeno tre cose che avrebbero
    > dovuto essere fatte e che la sentenza
    > ignora:
    >
    > - una richiesta ufficiale fatta dalla società
    > diffamata al sito per rimuovere quei post. Nella
    > sentenza non ce n'è
    > traccia.

    Mah, non è detto che la legge estone funzioni esattamente come la legge sulla stampa italiana. Assodato che la segnalazione con un pulsante non ha funzionato, i responsabili della società di traghetti sono passati alla querela per diffamazione.
    Il che viste le circostanze è accettabile. Sulla stampa cartacea ha senso aspettare che la notizia sia rettificata il giorno dopo, sul web ormai il danno è fatto se si fan passare settimane, il tempo che il responsabile si degni di leggere la richiesta.


    > - una denuncia della società diffamata alla
    > polizia postale estone per cercare di
    > identificare gli estensori dei post diffamatori
    > (il fatto che fossero anonimi non vuole dire che
    > l'IP fosse mascherato e non identificabile).

    La polizia postale esiste solo in Italia e negli Usa. Sorride
    Ammesso che questa ricerca dei responsabili veri non sia mai stata fatta (nelle sentenze della Corte europea per i diritti dell'uomo si riportano solo fatti rilevanti, quindi una ricerca infruttuosa aveva zero interesse), ogni Paese si regola un po' da sé per quanto riguarda la responsabilità dei siti web.
    Per dire: la pubblica accusa potrebbe dire al responsabile del sito: "Tu sei un sito che guadagna, paga tu il servizio alla polizia per identificare gli anonimi". In caso contrario è responsabile unico il sito. E questo meccanismo non è contrario alla Convenzione europea.


    > Anche di questo non c'è traccia. Sembra che siano
    > andati dritti a denunciare la Delfi, senza
    > tentare di scovare i veri
    > colpevoli.

    Potrebbe essere così.
    Ma ripeto, nelle sentenze della corte europea non si fa una cronistoria dettagliata degli eventi. Si riportano solo i fatti e le considerazioni rilevanti ai fini della decisione.
    Magari la sentenza di primo grado e di appello possono dirci di più: ma chi legge l'estone?Sorride


    > - una richiesta preventiva di rimuovere i post
    > fatta da un giudice estone alla Delfi, avendo
    > ritenuto (il giudice, non la società presunta
    > danneggiata!)che erano effettivamente
    > diffamatori, e non ottemperata dalla Delfi stessa
    > (cosa questa che effettivamente avrebbe
    > giustificato la condanna). Che non è affatto la
    > stessa cosa che intervenire direttamente,
    > giudicarli diffamatori e condannarli, come pare
    > abbia fatto la corte
    > estone.

    Tu addossi alla macchina della giustizia incombenze che non le spettano. Il danno della diffamazione si concreta quando tre persone leggono la notizia diffamante. Ha senso fare tutti questi tentativi quando ormai il danno è compiuto, e quando, presumibilmente, quei commenti di fuoco non li legge più nessuno?
    Io dico di no.


    > Il risultato di tutto ciò è che, se la sentenza
    > sarà confermata e "farà legge",

    Sarà confermata solo nel caso ci sia un appello alla Gran corte, ancora non si sa.
    Tutte le sentenze della Corte europea "fanno legge", nel senso che gli Stati nazionali debbono adattare la propria legislazione e la propria interpretazione delle leggi alle sentenze o, come in questo caso, possono continuare come prima nel solco fin lì tracciato.
    Poi non sempre avviene, e la Corte è oberata da ricorsi-fotocopia contro lo stesso Stato, e da condanne-fotocopia.


    > ogni sito o blog
    > potrà essere ritenuto immediatamente responsabile
    > per ogni post presunto diffamatorio, senza che il
    > sito sia stato necessariamente preavvertito da un
    > magistrato ed intimato di
    > rimuoverlo.

    È così. Ma, per quello che posso vedere io, è così in tutto il mondo.
    Una cosa semplice come gli insulti e le accuse a casaccio sono riconoscibili come incivili da qualsiasi adulto anche senza istruzione, non c'è bisogno di un'autorità che ha studiato legge per spiegarglielo.


    > E non c'entra neppure l'anonimato, perchè possono
    > sempre restare dei post incriminanti per il sito,
    > che qualcuno (non un giudice, chiunque) ritiene
    > diffamatori, anche se inviati da qualcuno che si
    > è registrato (con dati veri o
    > fake).

    Nessuno qui dice che c'entri l'anonimato. Semplicemente, in caso di non individuazione dei reali responsabili ne risponde il sito.
    Principio applicabile anche in situazioni diverse: in un'aula scolastica vengono compiuti atti di vandalismo. In mancanza dell'individuazione dei responsabili, i danni li paga tutta la classe, e una ventina di alunni portano una cifra fissa a testa.


    > Il fattore chiave non è l'anonimato (o
    > pseudo-anonimato), che alla sentenza in realtà
    > sembra interessare ben poco (tanto che sembra
    > ritenere "normale" il non andare neppure a
    > cercare gli IP colpevoli), quanto il fatto di non
    > rimuovere post di cui "qualcuno" si è
    > lamentato.

    Perché metti il qualcuno fra virgolette? Sappiamo perfettamente chi si è lamentato: la società di traghetti.Sorride
    Se la segnalazione col bottone non funziona, è il caso di capire perché. Se il riconoscimento automatico di parolacce è inadeguato, perché si può insultare con termini neutri, è il caso di affiancarlo ad un controllore umano. Se non si fa nessuna delle due cose, si risponde davanti a un tribunale.

    > Il che lascia i siti esposti a QUALUNQUE
    > lamentela, di CHIUNQUE, e non solo ad ordinanze
    > giudiziarie, ed indotti a censurare
    > preventivamente e cancellare ancora di più di
    > quanto si faccia già
    > oggi.

    Ma per la diffamazione è cosi. Sembra che tu lo scopra ora per la prima volta.
    Non esiste l'ammonizione prima dell'espulsione, come negli sport a squadra. Chi ha causato un danno all'onorabilità di una persona paga.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scialpi
    > Mah, non è detto che la legge estone funzioni
    > esattamente come la legge sulla stampa italiana.
    > Assodato che la segnalazione con un pulsante non
    > ha funzionato, i responsabili della società di
    > traghetti sono passati alla querela per
    > diffamazione.
    >
    > Il che viste le circostanze è accettabile. Sulla
    > stampa cartacea ha senso aspettare che la notizia
    > sia rettificata il giorno dopo, sul web ormai il
    > danno è fatto se si fan passare settimane, il
    > tempo che il responsabile si degni di leggere la
    > richiesta.

    Suppongo che un'AZIENDA, come quella società di traghetti, non si limiti a cliccare su un bottone "segnala abuso" ...
    Una lettera da un avvocato, inviata con raccomandata, avrebbe certamente ottenuto un effetto "taumaturgico" ai fini della rimozione dei post.

    Quindi o hanno solo cliccato il bottone, e allora alla fine si meritano che i post venissero visti, ma non credo siano andati su quella strada.
    Oppure non hanno neppure avvertito Delfi, perchè se lo avessero fatto credo proprio che nella sentenza quel particolare ci sarebbe (visto che la sentenza è molto attenta a cercare di dimostrare la "ragionevolezza" della querela).


    > Ammesso che questa ricerca dei responsabili veri
    > non sia mai stata fatta (nelle sentenze della
    > Corte europea per i diritti dell'uomo si
    > riportano solo fatti rilevanti, quindi una
    > ricerca infruttuosa aveva zero interesse), ogni
    > Paese si regola un po' da sé per quanto riguarda
    > la responsabilità dei siti
    > web.
    > Per dire: la pubblica accusa potrebbe dire al
    > responsabile del sito: "Tu sei un sito che
    > guadagna, paga tu il servizio alla polizia per
    > identificare gli anonimi". In caso contrario è
    > responsabile unico il sito. E questo meccanismo
    > non è contrario alla Convenzione
    > europea.

    Certo, un paese può avere anche una legge assurda se vuole.
    E non è il contestare la legge nazionale il compito di Strasburgo, però dovrebbe essere quello di difendere certi principi generali.
    Come si possa difendere il principio generale della libera espressine dicendo che la sentenza estone è giusta "per motivi pratici", questo proprio non vedo come possa essere.
    Sarebbe come multare tutti i condomini di un caseggiato perchè non si riesce a scoprire l'unico che ha sporcato le scale. Soluzione "pratica" ma ingiusta.

    Questo, ripeto, nell'ipotesi che Delfi non si sia rifiutata di cancellare i post dopo averne ricevuto richiesta.
    Ma sarebbe un particolare troppo eclatante per pensare che sia avvenuto questo e non ce ne sia un accenno nella sentenza.

    > Ha senso fare
    > tutti questi tentativi quando ormai il danno è
    > compiuto, e quando, presumibilmente, quei
    > commenti di fuoco non li legge più
    > nessuno?
    > Io dico di no.

    Certo che ha senso.
    Perchè se cominci a sporcare la fedina penale di chi diffama, sia loro che altri ci penseranno due volte a rifarlo.

    E, per inciso: se il danno è già stato fatto, che senso ha condannare il sito?
    Te lo dico io: per far sì che in futuro ci stia più attento.
    Ma lo stesso, anzi di più, dovrebbe valere per chi ha effettivamente diffamato!


    > Una cosa semplice come gli insulti e le accuse a
    > casaccio sono riconoscibili come incivili da
    > qualsiasi adulto anche senza istruzione, non c'è
    > bisogno di un'autorità che ha studiato legge per
    > spiegarglielo.

    Mica tanto.
    Per esempio, si sta ora discutendo se gli sfottò allo stadio, conditi di "terrone" e "polentone" siano insulti sanzionabili (dalla giustizia sportiva, ma il concetto è analogo).
    Gli stessi "insultati", gli ultras delle curve, sembrano essere contenti di essere insultati per poter a loro volta insultare.

    Definire cosa è un insulto o cosa è diffamazione non è affatto così pacifico.



    > > E non c'entra neppure l'anonimato, perchè
    > possono
    > > sempre restare dei post incriminanti per il
    > sito,
    > > che qualcuno (non un giudice, chiunque)
    > ritiene
    > > diffamatori, anche se inviati da qualcuno
    > che
    > si
    > > è registrato (con dati veri o
    > > fake).
    >
    > Nessuno qui dice che c'entri l'anonimato.
    > Semplicemente, in caso di non individuazione dei
    > reali responsabili ne risponde il sito.
    >
    > Principio applicabile anche in situazioni
    > diverse: in un'aula scolastica vengono compiuti
    > atti di vandalismo. In mancanza
    > dell'individuazione dei responsabili, i danni li
    > paga tutta la classe, e una ventina di alunni
    > portano una cifra fissa a
    > testa.

    Ah si? E sulla base di quale legge?
    Aspetta che un genitore si opponga e poi vedrai che fine fa la "legge del Maestro" ...

    >
    >
    > > Il fattore chiave non è l'anonimato (o
    > > pseudo-anonimato), che alla sentenza in
    > realtà
    > > sembra interessare ben poco (tanto che sembra
    > > ritenere "normale" il non andare neppure a
    > > cercare gli IP colpevoli), quanto il fatto
    > di
    > non
    > > rimuovere post di cui "qualcuno" si è
    > > lamentato.
    >
    > Perché metti il qualcuno fra virgolette? Sappiamo
    > perfettamente chi si è lamentato: la società di
    > traghetti.

    E se avessero semplicemente cliccato sul bottone "abuse" (ipotesi che hai fatto tu stesso, non io) come poteva sapere la Delfi che era stata quella società?


    > Se la segnalazione col bottone non funziona, è il
    > caso di capire perché. Se il riconoscimento
    > automatico di parolacce è inadeguato, perché si
    > può insultare con termini neutri, è il caso di
    > affiancarlo ad un controllore umano. Se non si fa
    > nessuna delle due cose, si risponde davanti a un
    > tribunale.

    E come fai a sapere che la Delfi è stata preventivamente sollecitata a rimuovere quei post?


    > > Il che lascia i siti esposti a QUALUNQUE
    > > lamentela, di CHIUNQUE, e non solo ad
    > ordinanze
    > > giudiziarie, ed indotti a censurare
    > > preventivamente e cancellare ancora di più di
    > > quanto si faccia già
    > > oggi.
    >
    > Ma per la diffamazione è cosi. Sembra che tu lo
    > scopra ora per la prima
    > volta.
    > Non esiste l'ammonizione prima dell'espulsione,
    > come negli sport a squadra. Chi ha causato un
    > danno all'onorabilità di una persona
    > paga.

    Non si tratta di ammonizione.
    Si tratta di far presente (o intimare da parte di un magistrato) a qualcuno (che NON è il diffamatore, ma solo un tramite) che deve adoperarsi per evitare che il danno persista.
    Perchè non è il sito che fa il danno, a meno che si rifiuti di ottemperare ad una richiesta di cancellazione.

    Caso Vividown:
    "per sostenere la responsabilità a titolo di omissione in capo ad un host o content provider, occorre affermare a suo carico un obbligo giuridico di impedire l'evento e quindi da un lato, l'esistenza di una posizione di garanzia, dall'altro la concreta possibilità di effettuare un controllo preventivo".

    Questo è per l'Italia ma non credo che esistesse per Delfi una legge che la obbligasse a fare più di ciò che ha fatto (e che è ciò che fanno quasi tutti i siti).
    non+autenticato
  • > > Il che viste le circostanze è accettabile. Sulla
    > > stampa cartacea ha senso aspettare che la
    > notizia
    > > sia rettificata il giorno dopo, sul web ormai il
    > > danno è fatto se si fan passare settimane, il
    > > tempo che il responsabile si degni di leggere la
    > > richiesta.
    >
    > Suppongo che un'AZIENDA, come quella società di
    > traghetti, non si limiti a cliccare su un bottone
    > "segnala abuso"
    > ...

    Io non suppongo niente.
    Leggo gli atti.

    > Una lettera da un avvocato, inviata con
    > raccomandata, avrebbe certamente ottenuto un
    > effetto "taumaturgico" ai fini della rimozione
    > dei
    > post.

    È uno strumento lento, quando parliamo di internet.
    Si può fare, sia chiaro, ma non puoi obbligare chiunque a perdere tempo con questa procedura.


    > Quindi o hanno solo cliccato il bottone, e allora
    > alla fine si meritano che i post venissero visti,
    > ma non credo siano andati su quella
    > strada.

    Ripeto, io guardo gli atti. Le supposizioni le lascio a te.

    > Oppure non hanno neppure avvertito Delfi, perchè
    > se lo avessero fatto credo proprio che nella
    > sentenza quel particolare ci sarebbe (visto che
    > la sentenza è molto attenta a cercare di
    > dimostrare la "ragionevolezza" della
    > querela).

    In base alla legge estone non erano obbligati a farlo, mi pare proprio di capire.
    Non mi pongo il problema se abbiano mandato lettere oppure telefonato oppure no.


    > Certo, un paese può avere anche una legge assurda
    > se
    > vuole.
    > E non è il contestare la legge nazionale il
    > compito di Strasburgo, però dovrebbe essere
    > quello di difendere certi principi
    > generali.

    Non potrebbe. È .
    In questo caso: l'onorabilità viene prima del "diritto di insulto" (che poi non è un diritto...).


    > Come si possa difendere il principio generale
    > della libera espressine dicendo che la sentenza
    > estone è giusta "per motivi pratici", questo
    > proprio non vedo come possa
    > essere.

    Io sì. La diffamazione non è un'azione veniale come asciugare i panni al balcone del condominio, anche se a molti piace pensarlo. E quindi non devono esistere zone grigie o motivi di non punibilità, quando avviene.


    > Sarebbe come multare tutti i condomini di un
    > caseggiato perchè non si riesce a scoprire
    > l'unico che ha sporcato le scale. Soluzione
    > "pratica" ma
    > ingiusta.

    Sono anche d'accordo sul principio. Ma funziona così.
    Per pagare qualcuno che pulisca, i condomini si autotassano. Altra soluzione non esiste.


    > Questo, ripeto, nell'ipotesi che Delfi non si sia
    > rifiutata di cancellare i post dopo averne
    > ricevuto
    > richiesta.
    > Ma sarebbe un particolare troppo eclatante per
    > pensare che sia avvenuto questo e non ce ne sia
    > un accenno nella
    > sentenza.

    Delfi si sarebbe dato la zappa sui piedi ammettendolo. Se non ce n'è traccia negli atti, è perché non è andata così.


    > > Ha senso fare
    > > tutti questi tentativi quando ormai il danno è
    > > compiuto, e quando, presumibilmente, quei
    > > commenti di fuoco non li legge più
    > > nessuno?
    > > Io dico di no.
    >
    > Certo che ha senso.
    > Perchè se cominci a sporcare la fedina penale di
    > chi diffama, sia loro che altri ci penseranno due
    > volte a
    > rifarlo.

    E fin qui va bene.

    > E, per inciso: se il danno è già stato fatto, che
    > senso ha condannare il
    > sito?

    Identico: la prossima volta il sito ci penserà due volte a fidarsi dei sistemi automatici di moderazione, e ne impiegherà uno umano.
    Fare informazione sul web comporta onori e oneri, inutile girarci attorno.Deluso


    > Te lo dico io: per far sì che in futuro ci stia
    > più
    > attento.
    > Ma lo stesso, anzi di più, dovrebbe valere per
    > chi ha effettivamente
    > diffamato!

    I guadagni da traffico Delfi li faceva anche grazie a chi diffamava al riparo dello schermo e della tastiera.
    Non rendere Delfi una vittima innocente e ingenua, perché così non è.


    > Mica tanto.
    > Per esempio, si sta ora discutendo se gli sfottò
    > allo stadio, conditi di "terrone" e "polentone"
    > siano insulti sanzionabili (dalla giustizia
    > sportiva, ma il concetto è
    > analogo).

    Sono due cose diverse, e reati diversi (diffamazione contro ingiurie).
    Negli insulti di gruppo si può rispondere, si è lì sul posto.
    Come può una società di traghetti combattere ad armi pari contro centinaia di insolenti in un forum? Andiamo.


    > Definire cosa è un insulto o cosa è diffamazione
    > non è affatto così
    > pacifico.

    Sono d'accordo anche su questo.
    Nel caso della sentenza estone, il punto non era contestato: Delfi ha ammesso che quei commenti travalicavano il legittimo diritto di critica.


    > > Nessuno qui dice che c'entri l'anonimato.
    > > Semplicemente, in caso di non individuazione dei
    > > reali responsabili ne risponde il sito.
    > >
    > > Principio applicabile anche in situazioni
    > > diverse: in un'aula scolastica vengono compiuti
    > > atti di vandalismo. In mancanza
    > > dell'individuazione dei responsabili, i danni li
    > > paga tutta la classe, e una ventina di alunni
    > > portano una cifra fissa a
    > > testa.
    >
    > Ah si? E sulla base di quale legge?

    Il codice civile.

    > Aspetta che un genitore si opponga e poi vedrai
    > che fine fa la "legge del Maestro"
    > ...

    È sempre stato così. Forse non sei mai stato in una scuola statale con vandali anonimi.


    > E se avessero semplicemente cliccato sul bottone
    > "abuse" (ipotesi che hai fatto tu stesso, non io)
    > come poteva sapere la Delfi che era stata quella
    > società?

    Ah, in quel senso...
    Spesso ci si può qualificare, scrivendo due righe mentre si preme il tasto. Non so se per Delfi era così.
    Il sistema non funzionava, nella sentenza è scritto così. Non puoi modificarla a posteriori.


    > E come fai a sapere che la Delfi è stata
    > preventivamente sollecitata a rimuovere quei
    > post?

    Io non lo so.
    La sentenza crede alla versione della società dei traghetti, che cioè le segnalazioni non funzionassero.


    > > Non esiste l'ammonizione prima dell'espulsione,
    > > come negli sport a squadra. Chi ha causato un
    > > danno all'onorabilità di una persona
    > > paga.
    >
    > Non si tratta di ammonizione.
    > Si tratta di far presente (o intimare da parte di
    > un magistrato) a qualcuno (che NON è il
    > diffamatore, ma solo un tramite) che deve
    > adoperarsi per evitare che il danno
    > persista.
    > Perchè non è il sito che fa il danno, a meno che
    > si rifiuti di ottemperare ad una richiesta di
    > cancellazione.

    Il danno invece lo fa il sito, Delfi, perché è uno dei più letti in Estonia.
    Che i responsabili reali siano rimasti anonimi, nella prospettiva del danno subito è irrilevante. I commenti lì stavano, e da lì proviene la responsabilità civile e penale.


    > Caso Vividown:

    Non è utilizzabile: il reato non era diffamazione, ma violazione della legge sui dati personali, ed è pendente alla Corte di Cassazione, ancora non è definitivo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scialpi
    > Io non suppongo niente.
    > Leggo gli atti.

    Ma se hai detto tu stesso che gli atti potrebbero non riportare tutto ...

    Io faccio delle supposizioni che mi sembrano più che logiche, se tu non sei in grado di farle perchè sei abituato a basarti solo sulle scartoffie, problema tuo.

    >
    > È uno strumento lento, quando parliamo di
    > internet.
    > Si può fare, sia chiaro, ma non puoi obbligare
    > chiunque a perdere tempo con questa procedura.

    LENTO?
    Rispetto ad usare un tasto "abuse" e sperare che un moderatore se ne accorga?
    Stai scherzando?
    E, se volevano, avrebbero potuto usare perfino il telefono, più ancora che la email, chiamando subito l'ufficio legale della Delfi.
    Secondo te la Delfi avrebbe lasciato sul sito quei post?


    > In base alla legge estone non erano obbligati a
    > farlo, mi pare proprio di
    > capire.
    > Non mi pongo il problema se abbiano mandato
    > lettere oppure telefonato oppure
    > no.

    E fai male.
    Perchè non si tratta di essere obbligati (dubito che lo fossero), si tratta solo di decidere se è stata seguita una procedura sensata e soprattutto sia sensato il ritenerla tale da parte di una Corte europea.


    > Io sì. La diffamazione non è un'azione veniale
    > come asciugare i panni al balcone del condominio,
    > anche se a molti piace pensarlo. E quindi non
    > devono esistere zone grigie o motivi di non
    > punibilità, quando
    > avviene.

    Sono contento che tu non sia un legislatore.
    E non credo di essere l'unico.



    > Per pagare qualcuno che pulisca, i condomini si
    > autotassano. Altra soluzione non
    > esiste.

    Eh, no.
    "Autotassarsi" è una cosa ben diversa da "essere tassati".
    Se il condominio ha deciso, e mi risulta ci voglia l'unanimità, di autotassarsi è un conto, perchè quella diventa "legge" condominiale.
    Se no, non ci sono santi, uno può rifiutarsi di pagare.

    Strano che uno così attento ai "pezzi di carta" cada su queste cose ...

    >
    > Delfi si sarebbe dato la zappa sui piedi
    > ammettendolo. Se non ce n'è traccia negli atti, è
    > perché non è andata così.

    Questa poi ...

    Non è Delfi che avrebbe facilmente sollevato la questione, è la società di traghetti!
    Per cui, certo, se non c'è traccia è quasi certamente perchè la società non ha fatto richiesta di cancellazione, non almeno in una forma "formale" che potesse essere esibita in un tribunale per ribadire la negligenza di Delfi.


    > I guadagni da traffico Delfi li faceva
    > anche
    grazie a chi diffamava al
    > riparo dello schermo e della
    > tastiera.
    > Non rendere Delfi una vittima innocente e
    > ingenua, perché così non
    > è.

    Il guadagno non c'entra nulla, se anche non ci fosse stata pubblicità su quel sito la diffamazione ci sarebbe stata ugualmente.
    E non è un'aggravante (nonostante la sentenza cerchi di farlo passare come tale), anche perchè bisognerebbe dimostrare l'equazione "insulti e diffamazione = maggiori contatti = incoraggiati e lasciati sul sito appositamente".
    Possibile, ma tutto da provare.



    > Come può una società di traghetti combattere ad
    > armi pari contro centinaia di insolenti in un
    > forum?
    > Andiamo.

    La società non deve rispondere "ad armi pari" ma dovrebbe prendersela in prima battuta con loro, non con chi fa da tramite.
    Almeno chi viene diffamato su un quotidiano stampato chiede la rettifica e, se non la ottiene, solo a quel punto giustamente querela.



    > > Ah si? E sulla base di quale legge?
    >
    > Il codice civile.

    Quale articolo?




    > È sempre stato così. Forse non sei mai stato
    > in una scuola statale con vandali
    > anonimi.

    Non mi interessa cosa si fa come prassi e ragionevole gesto di civiltà (anch'io contribuirei a rifondere i danni se non si trovassero i colpevoli), ma cosa dice la legge (tipo "se non si trovano i colpevoli, pagano tutti").



    > Spesso ci si può qualificare, scrivendo due righe
    > mentre si preme il tasto. Non so se per Delfi era
    > così.
    > Il sistema non funzionava, nella sentenza è
    > scritto così. Non puoi modificarla a
    > posteriori.

    Io non modifico niente.
    La sentenza dice genericamente che il sistema non è stato sufficiente, nè i warning nè la censura automatica nè la notifica di abuso.
    Ma non dice che è stata usata la notifica.
    Potrebbe essere che sia stata usata da qualcuno della società a titolo personale, da qualcuno esterno alla società che si è sentito "offeso" per conto terzi o che non sia stato usato affatto.

    Tra parentesi, da giudici che parlano di "anonimato" (!) perchè i commenti non erano stati firmati da utenti "registrati", come se non ci si potesse registrare come fake, credo che non ci si possa aspettare un grande attenzione a questi "dettagli tecnici", per competenza evidentemente molto scarsa.

    Però se la società avesse detto "noi abbiamo fatto questo e quello, Delfi lo sapeva ma ci hanno ignorati", metto la mano sul fuoco che l'avrebbero messo nella sentenza, per rafforzarla.



    > > E come fai a sapere che la Delfi è stata
    > > preventivamente sollecitata a rimuovere quei
    > > post?
    >
    > Io non lo so.
    > La sentenza crede alla versione della società dei
    > traghetti, che cioè le segnalazioni non
    > funzionassero.

    Nella sentenza non vedo nulla che faccia ritenere scontato che la società dei traghetti intendesse quello.



    > Il danno invece lo fa il sito, Delfi, perché è
    > uno dei più letti in
    > Estonia.
    > Che i responsabili reali siano rimasti anonimi,
    > nella prospettiva del danno subito è irrilevante.
    > I commenti lì stavano, e da lì proviene la
    > responsabilità civile e
    > penale.

    Se entro in un ristorante e sparo a qualcuno la responsabilità non è del ristorante.
    A meno che esista una legge che imponga di perquisire tutti i clienti che entrano nel ristorante ed il ristoratore non l'abbia fatto.
    In Italia non esiste una legge simile, suppongo neanche in Estonia.


    > > Caso Vividown:
    >
    > Non è utilizzabile: il reato non era
    > diffamazione, ma violazione della legge sui dati
    > personali, ed è pendente alla Corte di
    > Cassazione, ancora non è
    > definitivo.


    Affermazione piuttosto da "azzeccagarbugli".
    E' del tutto ANALOGO per l'argomento "responsabilità del provider di servizi", così come sarebbe del tutto analogo il caso Delfi se invece di diffamazione si fosse trattato di ingiurie o insulti razziali.
    Non è il reato specifico veicolato dal provider a fare la differenza.

    Non sapevo che fosse andato in Cassazione, quindi è vero, non è ancora definitivo.
    Se si dovesse stare al clima attuale di controllo crescente su internet, c'è anche il rischio che l'Appello venga invalidato.
    non+autenticato
  • > Ma se hai detto tu stesso che gli atti potrebbero
    > non riportare tutto

    La sentenza in estone è qua:
    http://www.riigikohus.ee/?id=11&tekst=RK/3-2-1-43-...
    Tu leggi l'estone? Io no.Deluso E di Google traduttore mi fido poco.


    > Io faccio delle supposizioni che mi sembrano più
    > che logiche, se tu non sei in grado di farle
    > perchè sei abituato a basarti solo sulle
    > scartoffie, problema
    > tuo.

    Io?Sorride
    Ciò che non è agli atti non esiste. È un brocardo latino.
    I commenti seri si fanno su affermazioni serie: quelle che si possono leggere nelle sentenze.

    > LENTO?
    > Rispetto ad usare un tasto "abuse" e sperare che
    > un moderatore se ne
    > accorga?
    > Stai scherzando?

    Io lo uso qui su PI, e funziona (quasi) sempre nel giro di poche ore.

    > Perchè non si tratta di essere obbligati (dubito
    > che lo fossero),

    Meno male...

    > si tratta solo di decidere se è
    > stata seguita una procedura sensata e soprattutto
    > sia sensato il ritenerla tale da parte di una
    > Corte
    > europea.

    "Sensata" per i tuoi criteri. Se la legge o la prassi consolidata non lo prescrive, non ha rilevanza.


    > Sono contento che tu non sia un legislatore.
    > E non credo di essere l'unico.

    Se la Corte europea ha dato ragione agli estoni, a pensarla così siamo evidentemente in tanti.


    > "Autotassarsi" è una cosa ben diversa da "essere
    > tassati".
    > Se il condominio ha deciso, e mi risulta ci
    > voglia l'unanimità, di autotassarsi è un conto,
    > perchè quella diventa "legge"
    > condominiale.
    > Se no, non ci sono santi, uno può rifiutarsi di
    > pagare.

    E il muro rimane sporco fin quando non interviene una sentenza del giudice che intima esattamente la stessa cosa. Bella pensata!
    Da' retta: paga subito. Risparmi.


    > Non è Delfi che avrebbe facilmente sollevato la
    > questione, è la società di
    > traghetti!

    Sì, mi sono espresso male.

    > Per cui, certo, se non c'è traccia è quasi
    > certamente perchè la società non ha fatto
    > richiesta di cancellazione, non almeno in una
    > forma "formale" che potesse essere esibita in un
    > tribunale per ribadire la negligenza di
    > Delfi.

    Inutile insistere sul punto: se quest'obbligo procedurale non c'era, la rilevanza ai fini della decisione finale era minima o nulla.
    Tra l'altro un conto è chiedere la cancellazione di notizie o ricostruzioni ritenute diffamanti: lì potrebbe esserci un contenzioso. La cancellazione di insulti può chiederla chiunque, e da discutere non c'è nulla.

    > E non è un'aggravante (nonostante la sentenza
    > cerchi di farlo passare come tale),

    Il guadagno non è un'aggravante in senso stretto. Diciamo una circostanza che rende inspiegabile l'assenza di una moderazione efficace, un'assenza che è comprensibile su un weblog personale.

    > > Come può una società di traghetti combattere ad
    > > armi pari contro centinaia di insolenti in un
    > > forum?
    > > Andiamo.
    >
    > La società non deve rispondere "ad armi pari" ma
    > dovrebbe prendersela in prima battuta con loro,
    > non con chi fa da
    > tramite.

    La legge non prevede che chi è vittima di insulti si metta a fare lo Sherlock Holmes degli utenti anonimi.
    E stai facendo una tempesta in un bicchier d'acqua: tutte queste indagini sugli IP per un'ammenda di 5000 corone estoni!
    Sarebbero giustificate solo per minacce terroristiche gravi.

    > > > Ah si? E sulla base di quale legge?
    > >
    > > Il codice civile.
    >
    > Quale articolo?

    Allora, in generale gli articoli 2043 e 2048.
    La decisione sul regolamento spetta al consiglio di istituto, che però è sovrano su questioni scolastiche.
    Ecco un esempio:

    http://tinyurl.com/ozdk2up

    > La sentenza dice genericamente che il sistema non
    > è stato sufficiente, nè i warning nè la censura
    > automatica nè la notifica di
    > abuso.
    > Ma non dice che è stata usata la notifica.

    Vero, l'avevo letta frettolosamente.Con la lingua fuori
    Conta il risultato: i commenti son rimasti lì. Ergo non funzionava.

    > Però se la società avesse detto "noi abbiamo
    > fatto questo e quello, Delfi lo sapeva ma ci
    > hanno ignorati", metto la mano sul fuoco che
    > l'avrebbero messo nella sentenza, per
    > rafforzarla.

    Sì, sul metodo sono anche d'accordo. Magari nella sentenza di primo grado c'è, chissà...
    Non sono d'accordo che una vittima di insulti debba dimostrare di aver fatto chissà quali salti mortali per ottenere la cancellazione. Un bottone "segnala abusi" in questi casi dev'essere sufficiente.


    > Nella sentenza non vedo nulla che faccia ritenere
    > scontato che la società dei traghetti intendesse
    > quello.

    È una constatazione oggettiva basata sul giudizio di merito che il sistema di segnalazione non funzionasse. E ripeto, senza sapere l'estone non posso approfondire se la società abbia almeno cliccato sul bottone o no. Tendo a fidarmi.

    > Se entro in un ristorante e sparo a qualcuno la
    > responsabilità non è del
    > ristorante.

    No. Il ristorante è però responsabile se il cliente cade da un gradino sdrucciolevole perché non riparato, per esempio.

    > A meno che esista una legge che imponga di
    > perquisire tutti i clienti che entrano nel
    > ristorante ed il ristoratore non l'abbia
    > fatto.
    > In Italia non esiste una legge simile, suppongo
    > neanche in
    > Estonia.

    Non esistendo un obbligo per Delfi di ospitare commenti, si suppone che la sua introduzione fosse accompagnata anche da un'opera di moderazione, perché la diffamazione vale sia per articoli, sia per commenti. Non giriamoci attorno, una volta scritti erano parte del portale e concorrevano ai guadagni e agli accessi.


    > > Non è utilizzabile: il reato non era
    > > diffamazione, ma violazione della legge sui dati
    > > personali, ed è pendente alla Corte di
    > > Cassazione, ancora non è
    > > definitivo.

    > Affermazione piuttosto da "azzeccagarbugli".

    Sì, ma voglio dire: non stiamo parlando delle cause inventate di Forum, su canale 5. Questa è arrivata alla Corte europea passando per la corte suprema estone.
    La prudenza nel suggerire analogie con altri reati è massima, in questi casi.


    > E' del tutto ANALOGO per l'argomento
    > "responsabilità del provider di servizi", così
    > come sarebbe del tutto analogo il caso Delfi se
    > invece di diffamazione si fosse trattato di
    > ingiurie o insulti
    > razziali.

    Sembra così, ma le due leggi hanno testi diversi e una giurisprudenza diversa. Non sovrapporre due casi che probabilmente non sono sovrapponibili.

    > Non sapevo che fosse andato in Cassazione, quindi
    > è vero, non è ancora
    > definitivo.

    E perciò, ancora maggiore prudenza prima di saltare alle conclusioni. L'ultima parola spetta alla Cassazione.

    > Se si dovesse stare al clima attuale di controllo
    > crescente su internet, c'è anche il rischio
    > che l'Appello venga invalidato.

    Peggio: c'è il rischio concreto che vada in prescrizione prima che la Corte si pronunci. E non avremo un solido precedente su cui basarci.Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scialpi

    > > LENTO?
    > > Rispetto ad usare un tasto "abuse" e sperare
    > che
    > > un moderatore se ne
    > > accorga?
    > > Stai scherzando?
    >
    > Io lo uso qui su PI, e funziona (quasi) sempre
    > nel giro di poche ore.
    >

    Ah! E lo ammetti pure eh, maledetto! Indiavolato
    non+autenticato
  • > > Io lo uso qui su PI, e funziona (quasi)
    > sempre
    > > nel giro di poche ore.
    > >
    >
    > Ah! E lo ammetti pure eh, maledetto! Indiavolato

    È il segreto di Pulcinella. Ed è indispensabile per dissuadere persone che vengono sul forum solo per fare casino, la discussione non gli interessa, è un pretesto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scialpi
    > > > Io lo uso qui su PI, e funziona (quasi)
    > > sempre
    > > > nel giro di poche ore.
    > > >
    > >
    > > Ah! E lo ammetti pure eh, maledetto! Indiavolato
    >
    > È il segreto di Pulcinella. Ed è
    > indispensabile per dissuadere persone che vengono
    > sul forum solo per fare casino, la discussione
    > non gli interessa, è un
    > pretesto.
    Balle.
    La tua tattica e' nota ed arcinota: tutti i commenti in cui vieni identificato (ovvero, ti si chiama col nome che ti sei scelto: Leguleio) o in cui vieni messo all'angolo "magicamente" vengono segnalati e scompaiono.

    Risultato netto: non risulta da nessuna parte che tu sia Leguleio e ti ritrovi, sempre "magicamente", ad avere sistematicamente l'ultima parola.
    Hai trovato un bel modo di abusare di un sistema di moderazione a dir poco carente, non c'e' che dire......











    E vediamo quanto dura questo commento, che di contrario alla policy non ha proprio nulla......
    non+autenticato
  • > > > > Io lo uso qui su PI, e funziona
    > (quasi)
    > > > sempre
    > > > > nel giro di poche ore.
    > > > >
    > > >
    > > > Ah! E lo ammetti pure eh, maledetto! Indiavolato
    > >
    > > È il segreto di Pulcinella. Ed è
    > > indispensabile per dissuadere persone che
    > vengono
    > > sul forum solo per fare casino, la
    > discussione
    > > non gli interessa, è un
    > > pretesto.
    > Balle.
    > La tua tattica e' nota ed arcinota: tutti i
    > commenti in cui vieni identificato (ovvero, ti si
    > chiama col nome che ti sei scelto: Leguleio) o in
    > cui vieni messo all'angolo "magicamente" vengono
    > segnalati e
    > scompaiono.

    I folletti sono esseri divertenti, basta che non si prendano sul serio.Deluso

    L'idea che la redazione autonomamente cancelli questi messaggi non ti passa nemmeno per la mente. E li cancella presumbilemnte perché il giochetto di indovinare chi si cela dietro o questo pseudonimo ai lettori di PI normali non interessa, sono qui per altro. Metà delle volte sono stati accusati di essere Legueleio utenti del tutto estranei, immagina che divertimento per loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scialpi
    > > > > > Io lo uso qui su PI, e
    > funziona
    > > (quasi)
    > > > > sempre
    > > > > > nel giro di poche ore.
    > > > > >
    > > > >
    > > > > Ah! E lo ammetti pure eh,
    > maledetto!
    >Indiavolato
    > > >
    > > > È il segreto di Pulcinella. Ed è
    > > > indispensabile per dissuadere persone
    > che
    > > vengono
    > > > sul forum solo per fare casino, la
    > > discussione
    > > > non gli interessa, è un
    > > > pretesto.
    > > Balle.
    > > La tua tattica e' nota ed arcinota: tutti i
    > > commenti in cui vieni identificato (ovvero,
    > ti
    > si
    > > chiama col nome che ti sei scelto: Leguleio)
    > o
    > in
    > > cui vieni messo all'angolo "magicamente"
    > vengono
    > > segnalati e
    > > scompaiono.
    >
    > I folletti sono esseri divertenti, basta che non
    > si prendano sul serio.
    >Deluso
    >

    Troll, genio.
    "Folletto" non significa nulla.
    Al pari di "weblog".

    > L'idea che la redazione autonomamente cancelli
    > questi messaggi non ti passa nemmeno per la
    > mente.

    No.

    > E li cancella presumbilemnte perché il
    > giochetto di indovinare chi si cela dietro o
    > questo pseudonimo ai lettori di PI
    > normali
    non interessa, sono qui per
    > altro.

    Altro che immagino non comprenda dar retta ad uno stalker con la mania della grammatica......

    > Metà delle volte sono stati accusati di
    > essere Legueleio utenti del tutto estranei,
    > immagina che divertimento per
    > loro.

    Dato che ti sei preso la briga di registrarti, piantala di usare utenti fasulli a raffica (tattica tipica degli stalker/troll piu' accaniti....) e riloggati col tuo utente solito.

    Come dici ?
    Cosi' rischi il ban ?
    Problema tuo.....
    non+autenticato
  • come vi ponete dinnanzi a una sentenza del genere?

    esiste un dibattito interno in merito alla questione?
  • - Scritto da: bertuccia
    > come vi ponete dinnanzi a una sentenza del genere?
    >
    > esiste un dibattito interno in merito alla
    > questione?

    E nello specifico: se Punto Informatico viene denunciato per aver lasciato commenti diffamatori o minatori, in tribunale ci deve andare Luca Annunziata?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scialpi
    > - Scritto da: bertuccia
    > > come vi ponete dinnanzi a una sentenza del
    > genere?
    > >
    > > esiste un dibattito interno in merito alla
    > > questione?
    >
    > E nello specifico: se Punto Informatico viene
    > denunciato per aver lasciato commenti diffamatori
    > o minatori, in tribunale ci deve andare Luca
    > Annunziata?

    Una volta, anni fa, PI ebbe una grana legale per diffamazione.

    In un commento un utente anonimo aveva scritto
    WINDOWS DI MERDA
    e l'associazione coltivatori diretti si era risentita per l'offesa rivolta ai loro concimi naturali, e aveva fatto causa.
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > Una volta, anni fa, PI ebbe una grana legale per
    > diffamazione.
    >
    > In un commento un utente anonimo aveva scritto
    > WINDOWS DI MERDA
    > e l'associazione coltivatori diretti si era
    > risentita per l'offesa rivolta ai loro concimi
    > naturali, e aveva fatto causa.

    in effetti la merda, pur puzzando, ha una sua utilità
  • Tipico Pasdaran linaro... mha...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scialpi

    > E nello specifico: se Punto Informatico viene
    > denunciato per aver lasciato commenti diffamatori
    > o minatori, in tribunale ci deve andare Luca
    > Annunziata?

    "L'editore online è responsabile di quanto postato degli utenti [...] dal momento che ricava un autentico beneficio commerciale dalle visite ricevute per un determinato contenuto"

    Stando a quanto affermato qui sopra, basterebbe quindi che PI levasse la pubblicità (o che comunque dimostrasse di NON ricevere alcun "beneficio commerciale") e sarebbe apposto.
    non+autenticato
  • > "L'editore online è responsabile di quanto
    > postato degli utenti [...] dal momento che
    > ricava un autentico beneficio commerciale dalle
    > visite ricevute
    per un determinato
    > contenuto"

    >
    > Stando a quanto affermato qui sopra, basterebbe
    > quindi che PI levasse la pubblicità (o che
    > comunque dimostrasse di NON ricevere alcun
    > "beneficio commerciale") e sarebbe
    > apposto.

    E scusa, a quale fine fare un giornale online se non guadagnare dalla pubblicità?Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: anon
    > - Scritto da: Scialpi
    >
    > > E nello specifico: se Punto Informatico viene
    > > denunciato per aver lasciato commenti
    > diffamatori
    > > o minatori, in tribunale ci deve andare Luca
    > > Annunziata?
    >
    > "L'editore online è responsabile di quanto
    > postato degli utenti [...] dal momento che
    > ricava un autentico beneficio commerciale dalle
    > visite ricevute
    per un determinato
    > contenuto"

    >
    > Stando a quanto affermato qui sopra, basterebbe
    > quindi che PI levasse la pubblicità (o che
    > comunque dimostrasse di NON ricevere alcun
    > "beneficio commerciale") e sarebbe
    > apposto.

    Quindi sto facendo loro un favore usando Adblock.
    Shiba
    3709
  • - Scritto da: anon

    >
    > Stando a quanto affermato qui sopra, basterebbe
    > quindi che PI levasse la pubblicità (o che
    > comunque dimostrasse di NON ricevere alcun
    > "beneficio commerciale") e sarebbe
    > apposto.

    Quale pubblicità? Cylon
    Funz
    12943
  • - Scritto da: Funz

    > Quale pubblicità? Cylon

    E lo so che nessuno di noi la vede più da tempo. Occhiolino
    Ma questo purtroppo non significa che PI abbia smesso di farne uso...(anche se dovrebbe: vista la quantità di gente che la blocca, la sua utilità è ormai dubbia)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Scialpi
    > - Scritto da: bertuccia
    > > come vi ponete dinnanzi a una sentenza del
    > genere?
    > >
    > > esiste un dibattito interno in merito alla
    > > questione?
    >
    > E nello specifico: se Punto Informatico viene
    > denunciato per aver lasciato commenti diffamatori
    > o minatori, in tribunale ci deve andare Luca
    > Annunziata?

    Dopo attenta introspezione, in verita' vi dico: se la Polizia Postale sfondasse la porta di L.A. alle 5 del mattino e lui per sbaglio cadesse numerose volte sui manganelli degli agenti tumefacendosi viso, braccia e schiena... beh.. fatalita', che stesse piu attento e non mettesse le ciabatte di feltro che poi scivola sul marmo.
    non+autenticato
  • "È nota la decisione della rivista scientifica Popular Science di revocare del tutto la possibilità di commentare gli articoli"

    Non revocata del tutto, perché i singoli collaboratori hanno ancora weblog commentabili. Esempio:
    http://www.popsci.com/science/article/2013-06/no-b...
    non+autenticato