Gabriele Niola

La verità su Quinto Potere

di G. Niola - Il film che ripercorre la storia di Wikileaks esce nelle sale. Con annessa polemica di Julian Assange. Che, probabilmente, non ha tutti i torti nel giudicare negativamente la pellicola


Roma - Quasi sempre quando esce un film che racconta storie o fatti di cronaca che riguardano persone ancora in vita, queste hanno da ridire. Questa volta però la persona in questione, Julian Assange, è il gestore del più grande collettore di documenti segreti del pianeta, WikiLeaks, e quindi non gli è stato troppo difficile ottenere la sceneggiatura definitiva di Il quinto potere prima che fosse visto in sala. E, dopo aver intessuto una corrispondenza con Benedict Cumberbatch (l'attore che ha impersonato la sua riduzione cinematografica), farne un accurato debunking, punto per punto.

In effetti, ora che abbiamo potuto vedere il film (esce nelle sale italiane il 24 ottobre) si fa fatica a dare torto ad Assange: che non ha nemmeno potuto vedere come quella sceneggiatura è stata recitata e come anche le immagini giochino a suo sfavore.

La storia è sceneggiata da Josh Singer (ex sodale di Aaron Sorkin su West Wing) ed è tratta da due libri: Inside WikiLeaks: My Time with Julian Assange and the World's Most Dangerous Website di Daniel Domscheit-Berg, ex collaboratore di WikiLeaks ora in causa con Assange (non proprio la persona più imparziale da cui attingere), e WikiLeaks: Inside Julian Assangès War on Secrecy di David Leigh and Luke Hardin, giornalisti del Guardian(anch'essi coinvolti nei fatti raccontati, dunque non imparziali). Si parte dalla prima volta in cui Daniel Domscheit-Berg incontra fisicamente Julian Assange e comincia a collaborare con il suo sito, fino a quando i due non si separano burrascosamente in seguito alla pubblicazione dei cablogrammi e dei resoconti di guerra dall'Afghanistan del 2010.
Se da una parte l'idea che ne esce è che WikiLeaks sia stato determinante, una svolta necessaria che porterà ad un cambio in meglio nella nostra società, dall'altra è anche molto sottolineato come sia stato un esperimento immaturo, pericoloso, frutto del delirio di un uomo che non voleva ascoltare la ragione (rappresentata da Daniel Domscheit-Berg) e condotto senza tutti quegli strumenti che il giornalismo vero (rappresentato dal Guardian) ha maturato nei suoi secoli di evoluzione. Dunque non rimane che Assange a cui dare la colpa.

Nella sua disamina sulle inesattezze del film (dal suo punto di vista) Julian Assange, l'unica persona assente tra le fonti del film, si premura innanzitutto di difendersi dall'accusa più grave. Nel film infatti si sostiene, come spesso è stato ripetuto, che il problema con le rivelazioni del 2010 fu che mettevano in pericolo le fonti e i collaboratori del governo USA in zone pericolose e vediamo anche come uno di questi (preso ad esempio per tutti gli altri) scappi sudato e preoccupato con bambini in braccio e altri particolari melodrammatici. Tuttavia, ricorda il fondatore di WikiLeaks, nessuna fonte, nessuna persona e nessuno nominato in quei documenti ha subito ritorsioni o è stato effettivamente messo in pericolo. La minaccia tanto paventata non si è mai verificata. Questo nel film non è specificato.

Assange stesso è rappresentato come un mezzo matto, cosa che il soggetto in questione smentisce citando diverse interviste di Benedict Cumberbatch, in cui l'attore racconta di aver dovuto lottare con il regista perché il personaggio non sembrasse un megalomane o un cattivo da cartone animato. Allo stessa maniera poi il suo pensiero viene semplificato fino ad essere stravolto. Chi conosce i discorsi e la filosofia dietro WikiLeaks sa infatti che Assange non è un maniaco della trasparenza a tutti i costi come viene dipinto, ma una persona che crede fermamente nella privacy degli individui e ritiene che la trasparenza debba essere proporzionale al potere. In più, dopo aver ricordato che la base sono pubblicazioni di persone (Domscheit-Berg) che sono in causa con lui, l'interessato cita altri collaboratori come Sarah Harrison, Joseph Farrell o Kristinn Hrafnsson che a suo dire potrebbero raccontare gli eventi da un altro punto di vista.

A parte le considerazioni più generali, i dettagli più grossolanamente errati su cui Assange si sofferma riguardano gli eventi del 2010 durante i quali, a suo dire, Daniel Domscheit-Berg sarebbe stato già assente. Per il fondatore di WikiLeaks lui e il suo collaboratore non si sono più visti dopo il soggiorno in Islanda, dunque egli non avrebbe mai preso parte in alcuna maniera alle divulgazioni di Collateral Murder, War logs e i cablogrammi come invece il film mostra (mettendolo anche nella redazione di diversi giornali a rappresentare WikiLeaks). In più sembra che Assange non abbia mai incontrato Anke Domscheit-Berg (compagna di Daniel) con la quale invece lo vediamo intessere siparietti che suggeriscono un suo legame quasi morboso a Daniel. La storia dei due segue infatti gli stereotipi della love story, e Assange spesso si comporta come un partner deluso e tradito.

Ovviamente sono totalmente ricusate anche le accuse più lievi come quella di tingersi i capelli di bianco in seguito ad un'abitudine maturata quando da piccolo aderiva ad una setta (cosa anch'essa smentita), al pari dei passaggi più canzonatori come quando il protagonista è mostrato come un paranoico ossessionato dall'essere sorvegliato, cosa che secondo Assange è non solo vera ma anche ampiamente dimostrata.

Ma anche trascurando le controversie relative ad elementi di certo non marginali, l'impressione vedendo Il quinto potere è che sia il risultato del lavoro di qualcuno che ne apprezza il concetto di base (ribellione, conquista dei propri diritti di cittadini ecc) ma che proviene da un mondo molto lontano da quello di WikiLeaks e da una mentalità radicalmente differente.

Lo dimostra la metafora usata per spiegare l'organizzazione (un ufficio anni '50 dove i leak arrivano sotto forma di fogli di carta!), lo dimostra la poca confidenza con la tecnologia ("Per sistemare questo filmato possiamo usare FFMPEG e Final Cut" viene detto ad un certo punto da un esperto, con il tono di chi ha usato un linguaggio oscuro e nominato stratagemmi da smanettone), e lo dimostra il totale appoggiarsi per qualsiasi conclusione, e per dare a WikiLeaks l'onore delle armi, alla vecchia e cara carta stampata, ai giornalisti del Guardian, unici depositari della vera coerenza e della sapienza giornalistica.

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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40 Commenti alla Notizia La verità su Quinto Potere
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  • > a questo
    > punto zappate anche questo, che così è fuori
    > contesto...

    Buon idea. Mi solleva dall'incombenza di rispondere a delle non-argomentazioni come quelle. Quasi quasi c'è da vergognarsi.
    non+autenticato
  • No, ci sono proprio io.

    E non è un attacco personale. E' una constatazione.

    Hai dimostrato una estrema dimestichezza con l'Inglese ed il Danese (che non so, mentre ho buoni rudimenti di Svedese), ma hai dimostrato di non conoscere dettagli che sono acquisiti per chiunque sia cresciuto ed abbia frequentato le scuole italiane. La suddivisione classica dei poteri dello stato italiano in legislativo, esecutivo e giudiziario è un concetto che è stato talmente trito e ritrito in qualunque corso di educazione civica o di storia o in qualunque discorso sulla Costituzione Italiana che nessun madrelingua italiano avrebbe dubbi sul fatto che con "Quarto Potere" in italiano si intenda la Stampa e che è "Quarto" perché si aggiunge agli altri tre.

    Per contro è invece quasi sconosciuto il concetto i "Fourth Estate", perché nella formazione scolastica italiana si imparano gli "Stati Generali" francesi, ed il concetto di "Terzo Stato", contrapposto a Clero e Nobiltà, ma non gli Estates britannici. Solo chi ha studiato Storia Britannica sa che il "Quarto Stato" per i Britannici è la Stampa. Per gli italiani, il "Quarto Stato" è il proletariato, come da decenni ci hanno insegnato nel paese occidentale con il maggior Partito Comunista.

    Di conseguenza uno che non capisce che "Fourth Estate" in italiano va tradotto in "Quarto Potere", non perché "Quarto" sia la traduzione di "Fourth" e "Potere" la traduzione di "Estate", ma perché "Fourth Estate" è un modo di dire britannico tanto quanto lo è dire "cattle of fish", mentre "Quarto Potere" è un modo di dire italiano tanto quanto lo è "paio di maniche", o è uno che non ha dimestichezza con la lingua italiana e fa un "false friend" alla rovescia, o è uno che sta cercando di farmi perdere inutilmente tempo.

    Le due "traduzioni" sono dello stesso tipo: coincidenza di concetti, non coincidenza di termini. Il fatto che tu le abbia trattate diversamente è indicatore.

    Non hanno certo giocato a tuo favore affermare che NESSUN DIZIONARIO BILINGUE riportasse la traduzione "Fourth Estate" con "Quarto Potere", mentre invece è piuttosto comune e qualcuno si è anche preso la briga di indicarti una autorevole edizione con tanto di anno di pubblicazione, né denigrare Wikipedia in Inglese per partito preso quando la stessa identica affermazione è riportata pari passo anche sulla Enciclopedia Treccani.

    Perciò, nel mio stile, delle due possibilità ho scelto quella più costruttiva: non sei madrelingua italiano. Come io non lo sono né in Inglese né in Danese.
    non+autenticato
  • Sempre geniali i produttori italiani. Era troppo difficile non usare lo stesso titolo di un ben noto film del 1976.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Sempre geniali i produttori italiani. Era troppo
    > difficile non usare lo stesso titolo di un ben
    > noto film del
    > 1976.

    Volendo, ce ne sono ben due: "La violenza: quinto potere" di Florestano Vancini, del 1972, e poi "Quinto potere" (in inglese: "Network") del 1975.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Sempre geniali i produttori italiani. Era troppo
    > difficile non usare lo stesso titolo di un ben
    > noto film del
    > 1976.
    non vorrei pignolare ma il film SI CHIAMA "The Fifth Estate".
    Come avrebbero dovuto tradurlo? Cittadino Kane?Sorride
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: ...
    > > Sempre geniali i produttori italiani. Era troppo
    > > difficile non usare lo stesso titolo di un ben
    > > noto film del
    > > 1976.
    > non vorrei pignolare ma il film SI CHIAMA "The
    > Fifth
    > Estate".
    > Come avrebbero dovuto tradurlo? Cittadino Kane?Sorride

    E da quando in qua "estate" significa "potere"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: bubba
    > > - Scritto da: ...
    > > > Sempre geniali i produttori italiani. Era
    > troppo
    > > > difficile non usare lo stesso titolo di un ben
    > > > noto film del
    > > > 1976.
    > > non vorrei pignolare ma il film SI CHIAMA "The
    > > Fifth
    > > Estate".
    > > Come avrebbero dovuto tradurlo? Cittadino Kane?
    >Sorride
    >
    > E da quando in qua "estate" significa "potere"?
    Puoi controllare da te cosa significa in ingleseSorride
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: ...
    > > - Scritto da: bubba
    > > > - Scritto da: ...
    > > > > Sempre geniali i produttori italiani. Era
    > > troppo
    > > > > difficile non usare lo stesso titolo di un
    > ben
    > > > > noto film del
    > > > > 1976.
    > > > non vorrei pignolare ma il film SI CHIAMA "The
    > > > Fifth
    > > > Estate".
    > > > Come avrebbero dovuto tradurlo? Cittadino
    > Kane?
    > >Sorride
    > >
    > > E da quando in qua "estate" significa "potere"?
    > Puoi controllare da te cosa significa in inglese
    >Sorride

    Lo so benissimo cosa significa, e non significa "potere". Forse dovresti essere tu a controllare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: bubba
    > > - Scritto da: ...
    > > > - Scritto da: bubba
    > > > > - Scritto da: ...
    > > > > > Sempre geniali i produttori italiani. Era
    > > > troppo
    > > > > > difficile non usare lo stesso titolo di un
    > > ben
    > > > > > noto film del
    > > > > > 1976.
    > > > > non vorrei pignolare ma il film SI CHIAMA
    > "The
    > > > > Fifth
    > > > > Estate".
    > > > > Come avrebbero dovuto tradurlo? Cittadino
    > > Kane?
    > > >Sorride
    > > >
    > > > E da quando in qua "estate" significa
    > "potere"?
    > > Puoi controllare da te cosa significa in inglese
    > >Sorride
    >
    > Lo so benissimo cosa significa, e non significa
    > "potere". Forse dovresti essere tu a
    > controllare.
    Un posto a caso :
    # (Government, Politics & Diplomacy) Also called estate of the realm an order or class of persons in a political community, regarded collectively as a part of the body politic: usually regarded as being the lords temporal (peers), lords spiritual and commons See also States General, fourth estate.

    # estate - a major social class or order of persons regarded collectively as part of the body politic of the country (especially in the United Kingdom) and formerly possessing distinct political rights

    A casa nostra, in una parola, potremmo benissimo definirlo "potere".

    Basta guardare le frasi composite 'first estate' ecc per vedere cosa intendono.

    Ovviamente il titolo e' anche un gioco di parole con "fourth estate" ,un termine coniato sulla falsariga dei precedenti, per indicare il Giornalismo (un blocco di potere ma non di derivazione politica)

    A me e' sempre risultato cosi'.... il tuo babbazionario cosa ti suggerisce?
  • > A me e' sempre risultato cosi'....
    Considerato come podroneggi la lingua, non mi stupisce affatto.Occhiolino
    Per fortuna i traduttori giurati e gli estensori di manuali tecnici hanno qualità superiori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Robertino
    > > A me e' sempre risultato cosi'....
    > Considerato come podroneggi la lingua, non mi
    > stupisce affatto.
    >Occhiolino
    > Per fortuna i traduttori giurati e gli estensori
    > di manuali tecnici hanno qualità
    > superiori.

    Non so, visto che sono stati in grado di produrre questo:
    http://www.francobampi.it/franco/home/palle_topi.h...
    non+autenticato
  • - Scritto da: pignolo
    > - Scritto da: Robertino
    > > > A me e' sempre risultato cosi'....
    > > Considerato come podroneggi la lingua, non mi
    > > stupisce affatto.
    > >Occhiolino
    > > Per fortuna i traduttori giurati e gli
    > estensori
    > > di manuali tecnici hanno qualità
    > > superiori.
    >
    > Non so, visto che sono stati in grado di produrre
    > questo:
    > http://www.francobampi.it/franco/home/palle_topi.h

    Aahahaah!
    È una vecchia leggenda urbana, e si trova anche in inglese. Probabilmente era un burla interna a qualche ufficio, poi, una volta finita nelle BBS e sui gruppi di discussione usenet, ha assunto la dignità di barzelletta.

    I due indizi che fanno capire subito che non si tratta di una traduzione malfatta sono che hanno usato il termine "palla", che in inglese, ball , ha ugualmente questo doppio significato. Chi scrive istruzioni per i dipendenti non lo userebbe mai in quella frase, scriverebbe sphere . L'altro indizio è persino più esplicito: un'operazione da far eseguire a personale specializzato?!?! Chiunque sa che togliere la pallina e soffiar via la polvere è un gioco da ragazzi, anzi, da bambini.Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Robertino
    > Chiunque sa che togliere la
    > pallina e soffiar via la polvere

    A meno di non aspirarla con la bocca (cosa che sconsiglio vivamente), soffiandola la mandi solo sui circuiti interni.
    Per fortuna ora i mouse sono tutti senza palle, in compenso abbiamo la lucina (da non guardare!).
  • non servono molti altri commenti (oltre quello nel subject)....


    PS: e' ovvio che non e' semplice fare un film "corto", avvincente, su personaggi in vita e che quest'ultimi si sentano rappresentati da 90min hollywoodiani. PERO' qui si e' voluto far passare un messaggio (che credo sia sempre lo stesso. Quello che va dai giornalisti golosi poi traditori, al diniego di Visa e amex a WL, al megastupro strategico ecc..)
  • I film di Hollywood, da sempre, presentano una realtà da cartone animato, sia che trattino di una strage in una scuola superiore realmente accaduta sia di una storia di fantascienza. Se vedete nella locandina di un film di Hollywood "basato su documenti originali", be', fatevi una bella risata.Sorride È una trovata di marketing e nulla più. Il neorealismo funziona solo in Italia, al massimo qualche altra nazione europea, ma là nemmeno sanno che cosa significhi.Deluso

    Nel caso particolare, mettendomi nei panni del regista e dello sceneggiatore, mi chiedo come avrei potuto fare un film di un'ora e mezza sulla vita di Julian Assange che attirasse spettatori: è di un grigiore mortale! È chiaro che bisogna attingere alle malelingue di gente che lo ha conosciuto, e queste malelingue non possono venire da gente che è ancora in buoni rapporti con lui, loro non parlano. Possono provenire solo da ex amici ed ex collaboratori.
    non+autenticato