Luca Annunziata

Il paradosso della trimestrale di Amazon

Fatturato in crescita, perdite per 40 milioni. Ma era tutto previsto. E la Borsa premia il circolo virtuoso di Jeff Bezos

Roma - È uno dei più affascinanti bilanci del panorama IT: Amazon non si preoccupa di garantire profitti agli azionisti, anzi registra una perdita di 9 centesimi ad azione tra il plauso di analisti e investitori. Tutto merito della lungimirante visione di Jeff Bezos, il fondatore del più grande marchio dell'e-commerce mondiale, che non smette di credere nella crescita della sua azienda: ed è pronto, assieme ai suoi dirigenti, a reinvestire ogni centesimo guadagnato nell'impresa per mettere benzina nel motore e puntare senza tentennamenti alla dominazione globale. Che non si limita alla vendita di pannolini ed elettronica di consumo.

I numeri della trimestrale Amazon sono semplici (l'azienda è sempre molto parca di dettagli relativi alle sue diverse attività): 17,09 miliari di fatturato contro i 13,81 dello stesso periodo nel 2012, una crescita del 24 per cento in un momento dell'anno non particolarmente foriero di acquisti e shopping (almeno confrontato con quello di Natale che sta arrivando). I numeri si traducono anche in 9 centesimi di perdita per azione, quanto avevano previsto gli analisti che però avevano anche previsto un fatturato inferiore: Amazon è insomma riuscita a fare meglio di quanto sperato, allargando il proprio giro di affari più di quanto pronosticato e confermandosi leader di almeno due comparti. Vale a dire l'e-commerce, da cui tutto è partito, ma anche il cloud computing dove il suo fatturato da oltre 1 miliardo giganteggia su quello di altri agguerriti concorrenti come Azure di Microsoft e Rackspace.

La fiducia riposta dagli investitori in Jeff Bezos non è priva di ragioni: un fatturato superiore alle attese è sintomo di un giro d'affari in espansione, a danno di tutti i concorrenti online e offline, a testimonianza della bontà del circolo virtuoso instaurato. Amazon reinveste i soldi guadagnati nell'attività: il flusso di cassa serve ad alimentare l'enorme mole del personale (oltre 100mila dipendenti in tutto il mondo, più dell'altra grande azienda di Seattle: Microsoft), a fondare e strutturare decine di fullfilment center ovvero i magazzini che consentono ai retailer di far arrivare le merci a destinazione in 24-48 ore, ad espandere le proprie attività AWS (Amazon Web Services) con nuove funzionalità e performance migliorate, a lanciare nuovi dispositivi come i Kindle e i Kindle Fire e rifornirli di contenuti grazie agli accordi presi con le major per la visione in streaming delle pellicole hollywoodiane.
Il percorso tracciato pare funzionare: il numero di iscritti al programma Prime USA, che per 75 dollari all'anno oltre a garantire spedizioni gratuite per qualsiasi importo d'acquisto permette la visione dei film e dei contenuti video prodotti da Amazon stessa, procede a gonfie vele con "milioni" di nuovi iscritti (tutti consumatori che poi approfittano del marketplace anche per l'acquisto di beni). AWS chiude contratti con importanti agenzie federali, ultima in ordine di tempo la Federal Drug Administration. La superficie dei magazzini è aumentata di 750mila metri quadri solo negli ultimi 90 giorni (e sono stati integrati nella produzione 1.300 robot Kiva per accelerare le operazioni).

In tutto questo, il CFO Tom Szkutak si dichiara "ottimista" per il futuro: le quotazioni sul listino del titolo sono ai massimi storici, seppure Amazon non abbia garantito alcun profitto per il trimestre prossimo.

Luca Annunziata
4 Commenti alla Notizia Il paradosso della trimestrale di Amazon
Ordina
  • Perchè questa è la fine che farà con 40 milioni di debiti e con debiti sempre in crescita. E non importa il fatturato a lungo andare... Significa che prima o poi non troverà più nessuno disposta a finanziarla. Ne sono passati tanti di store cosi su internet che poi spariscono all'improvviso e tanti ne passeranno... tutti hanno una cosa in comune, un management o un padrone, che gioca al ribasso per qualsiasi cosa e che cerca i posti migliori dove evitare o limitare i soldi dovuti al fisco di turno... uno insomma che non sa cosa voglia dire gestire un'azienda... ma semplicemente a cui piace giocare con i soldi ... uno che tanto poi mollera' la barca che affonda e tutti quelli sotto di loro... personaggi del genere hanno solo un merito... la loro follia onnipotente "spinge" a trovare nuove soluzioni commerciali che prima non venivano messe in pratica...

    Enry
    non+autenticato
  • Non hai veramente idea di chi sia Jeffrey Bezos. La minima idea. Fai una ricerca su Wikipedia.

    E per la cronaca 40 milioni di dollari amazon li ha, reinvestono semplicemente quasi tutto il guadagno (andando anche in perdita) per ampliare una delle realtà più floride del momento. Fanno così da anni. Amazon esiste dal 1994, 20 anni, non è l'ultima webcompany che specula sul valore di azioni e che non riesce a monetizzare, è un colosso.
    non+autenticato
  • Prezzi sempre tra i più bassi in assoluto, costi di spedizione imbattibili, quando non nulli, garanzia assoluta sugli acquisti. Questa Amazon è sempre più forte, c'è poco da fare. E ormai vende davvero di tutto.

    Una cosa buffa che ho visto, però, è che lo stesso prodotto ha prezzi diversi tra i negozi ITA-Germania-UK. Anche mettendoci i costi di spedizione più alti, a volte conviene comprare in altri Amazon europei.
  • - Scritto da: MacGeek
    > Prezzi sempre tra i più bassi in assoluto, costi
    > di spedizione imbattibili, quando non nulli,
    > garanzia assoluta sugli acquisti. Questa Amazon è
    > sempre più forte, c'è poco da fare. E ormai vende
    > davvero di
    > tutto.
    >
    > Una cosa buffa che ho visto, però, è che lo
    > stesso prodotto ha prezzi diversi tra i negozi
    > ITA-Germania-UK. Anche mettendoci i costi di
    > spedizione più alti, a volte conviene comprare in
    > altri Amazon
    > europei.

    Non c'è niente di buffo... se un'oggetto viene prodotto in UK è normale che li costi meno e che tu ngli store europei del gruppo lo possa trovare ad un prezzo maggiore ... se viene trasportato in Italia ti si sommano i costi di spostamento, magazzino, e rivendita. Inoltre paesi differenti hanno tassazioni e iva differenti... e ogni paese ha poi le sue promozioni nei tempi e nei modi.

    Enry
    non+autenticato