Claudio Tamburrino

Finlandia spiata, ma non il Datagate

Le comunicazioni tra Helsinki e l'Unione Europea sarebbero state intercettate a mezzo malware. Tra i sospettati stavolta non sembra esserci Washington, ma emerge l'ombra di Cina e Russia

Roma - Il ministro degli esteri finlandese Erkki Tuomioja ha riferito che agenti dell'intelligence di un paese straniero hanno condotto operazioni di hacking e spionaggio su vasta scala ai danni delle comunicazioni del governo di Helsinki.

Indizi su un attacco alla Rete finlandese sarebbero stati individuati dal controspionaggio già in primavera, e l'indagine che ne è seguita ha portato alla luce operazioni "estremamente sofisticate, serie ed estensive" che andavano avanti da almeno 4 anni e dietro cui si nasconderebbe uno stato straniero: in pratica ad essere colpite attraverso un malware simile ma "più sofisticato di quello conosciuto come Ottobre Rosso" sarebbero state le comunicazioni tra Helsinki e l'Unione Europea.

Anche se il ministro Tuomioja non ha indicato direttamente possibili sospetti nel corso della conferenza stampa con cui ha informato della vicenda, la tv privata che per prima ha riportato la notizia, MTV3, ha parlato del possibile coinvolgimento di agenti cinesi e russi: un'ipotesi riferita da fonti rimaste riservate e che slegherebbe la vicenda dal Datagate con al centro l'NSA statunitense.
Tuomioja, in ogni caso, ha riferito che non c'è stata fuga di informazioni riservate che erano ospitate su un'altra sede.
Né Mosca né Pechino hanno commentato la vicenda.

Claudio Tamburrino
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