Claudio Tamburrino

Scuola, il digitale a metà

Niente obbligo di adozione degli ebook, ma fondi per il WiFi e incentivi all'acquisto di supporti digitali. Restano i dubbi sulla sostenibilità delle innovazioni per le singole scuole

Roma - Il Parlamento ha approvato con 150 sì, 15 no (Lega Nord che parla di un "decreto confuso") e 61 astenuti (M5S e Sel) il nuovo decreto per Scuola, Università e Ricerca.

Il Ministro Maria Chiara Carrozza sottolinea in particolare la dotazione di nuove risorse al settore che la normativa prevede, in controtendenza rispetto ad anni di tagli: "Dopo anni di sacrifici e tagli alla cieca questo decreto restituisce finalmente risorse e centralità al mondo dell'istruzione". Oltre a misure sull'edilizia scolastica, alle nuove assunzioni di professioni, alla stabilizzazione di precari e a borse di studio o per il trasporto studentesco, nonché alle misure di collegamento scuola-lavoro, per quanto riguarda l'innovazione tecnologica della scuola all'interno del pacchetto di incentivi trovano spazio fondi per il wireless nelle aule ed una misura di comodato d'uso non solo per i libri di testo, ma anche per gli strumenti digitali da impiegare nella didattica.

Per quanto riguarda la connessione senza fili nelle scuole secondarie, la misura sembra pronta a mettere sul piatto 15 milioni di euro spendibili subito.
Inoltre, 8 milioni di euro (2,7 per il 2013 e 5,3 per il 2014) sono stati stanziati per finanziare l'acquisto da parte delle scuole di libri di testo, ebook e "supporti per la lettura di materiali didattici digitali" da dare in comodato d'uso agli alunni economicamente svantaggiati. Peraltro le scuole potranno inserirsi direttamente in questo sistema basato sui contenuti: a partire dall'anno scolastico 2014/2015 esse potranno elaborare materiale didattico digitale da utilizzare come libri di testo. Il decreto indica la procedura di produzione e prevede che la licenza con cui viene distribuito il contenuto digitale consenta condivisione e distribuzione gratuite.

Il Miur, inoltre, a partire dal prossimo anno invierà agli studenti iscritti agli ultimi due anni delle secondarie di secondo grado, per via telematica un opuscolo con l'elenco delle borse di studio e dei criteri per ottenerle. Il tutto - ogni anno - entro il mese di marzo.

A proposito di tempismo, il Ministro Carrozza ha dichiarato che sono "già pronti i decreti attuativi", quindi le misure dovrebbero essere adottate con una certa velocità.

Per valorizzare il merito e l'eccellenza nella ricerca, la quota premiale del Fondo di finanziamento degli enti di ricerca (almeno il 7 per cento del Fondo totale) è erogata, in misura prevalente, in base ai risultati della valutazione della qualità della ricerca effettuata dall'Anvur. Tuttavia, e questa appare come la principale nota dolente della misura, mancano all'appello 41 milioni di euro da destinare alle università virtuose e mancano i 40 milioni aggiuntivi per le borse di studio, per cui il presidente della Commissione cultura al Senato Andrea Marcucci parlava della possibilità di "trovargli posto nella legge di stabilità".

Queste non sono, peraltro, le uniche critiche al provvedimento: i 15 milioni previsti per l'installazione del WiFi, per esempio, lasceranno alle scuole il problema delle bollette, così quello dei registri digitali, e non è chiaro dove saranno reperiti i fondi necessari alla formazione di un corpo docente in molti casi tecnologicamente arretrato. Tutte questioni che dovranno essere le scuole ad affrontare autonomamente.

Inoltre, la misura non prevede un passaggio obbligatorio a libri di testo con versione ebook, ma lascia la scelta ai singoli istituti e professori.

Claudio Tamburrino
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23 Commenti alla Notizia Scuola, il digitale a metà
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  • Nuova circolare, si possono adottare libri digitali e anche non adottarne affatto, una cosa impensabile fino ad alcuni anni fa:

    http://www.corriere.it/scuola/14_aprile_09/libri-v...

    Vediamo se avrà conseguenze reali o se rimarrà lettera morta.
  • Studiare è già faticoso anche senza doversi consumare gli occhi sugli ebook!
  • si vede che non hai mai preso in mano un reader ad inchiostro elettronico..
    non+autenticato
  • Mi sa che non ne sai molto di tecnologia... Mai sentito parlare di e-reader?
    non+autenticato
  • SEGUE DALLA PARTE I

    Si dice: "L'opera didattica è registrata con licenza che consenta la condivisione e la distribuzione gratuite "

    e qui si tocca veramente il fondo davanti allo sconcertante pressapochismo e alla manifesta ignoranza e incompetenza del legislatore

    la disposizione è infatti di una vaghezza e imprecisione estrema, ciò appare chiaramente se si considera che:
    - esistono svariate licenze "codificate" che consentono la condivisione e la distribuzione, ma queste non sono sempre intese in modo univoco e le modalità "operative" (per condividere e diffondere) possono (e sono) spesso diversissime
    - per la vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, chiunque detenga i diritti su un opera (per es. l'autore/i originario nel momento stesso in cui la crea) può "inventarsi" una sua licenza "personalizzata" in cui stabilisce proprie modalità di condivisione e distribuzione
    - il decreto NON spiega minimamente cosa intenda per "condivisione" e per "distribuzione"...

    peccato solo che le differenze tra le diverse possibilità sopra richiamate possono essere ENORMI!

    prendiamo il caso di un "materiale didattico digitale" (diciamo, per es., degli ottimi appunti validissimi didatticamente e scientificamente, messi in forma di un odt o pdf magari dalla grafica un po' scarna, magari con poche illustrazioni "di pregio", magari con un numero congruo ma non esagerato di esempi e/o esercizi) elaborato dai alcuni docenti con la collaborazione di alcuni alunni, la cui qualità sotto il profilo scientifico e didattico viene "garantita" da un "docente supervisore"... e vediamo alcuni esempi delle situazioni che si possono verificare con l'adozione di alcune licenze (tra le più usate) che ne consentano "la condivisione e la distribuzione gratuite" come previsto dal decreto:

    es. 1 - il testo didattico viene rilasciato adottando la licenza CC BY 2.5 Italia
    (This license lets others distribute, remix, tweak, and build upon your work, even commercially, as long as they credit you for the original creation.)
    in base alla vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, un editore potrebbe prendere il testo, modificarlo con accattivanti immagini aggiuntive, esercizi e altri "gadget didattici", scrivere nel colophon "Autore del testo originario sig. XYZ" (il BY della licenza), aggiungere un bel sistema DRM, trasformare il tutto in un formato proprietario, ri-licenziare il tutto come "tutti i diritti riservati" e poi venderlo... con tanti saluti ai docenti-autori e al ministro...

    es. 2 - il testo didattico viene rilasciato adottando la licenza CC BY-SA 2.5 Italia
    (This license lets others remix, tweak, and build upon your work even for commercial purposes, as long as they credit you and license their new creations under the identical terms.)
    in base alla vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, un editore potrebbe prendere il testo, modificarlo (come nell' esempio precedente), scrivere nel colophon "Autore del testo originario sig. XYZ" (BY), mantenere la stessa licenza (SA) e venderlo...

    es. 3 - il testo didattico viene rilasciato adottando la licenza CC BY-NC-SA 2.5 Italia
    (This license lets others remix, tweak, and build upon your work non-commercially, as long as they credit you and license their new creations under the identical terms.)
    in base alla vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, se chicchessia (anche un editore) volesse prendere il testo, modificarlo ecc., poi però sarebbe obbligato a dovrebbe distribuirlo gratuitamente (NC) e mantenendo comunque la stessa licenza (SA)...

    in ogni caso poi (soprattutto con il primo e secondo esempio, ma anche nel terzo caso), un ricco e potente editore potrebbe anche dire "l'entità delle aggiunte e modifiche che ho apportato è tale che non si tratta più di un'opera derivata ma questa è una "nuova creazione", per cui io editore adesso sono l'autore di una "nuova" opera originale e quindi ne detengo tutti i diritti"...
    il/i docenti-autori allora potrebbero dire "ma non è mica vero! ci stai "rubando" l'opera, te ne stai appropriando!"...
    e il potente editore potrebbe rispondere "voi dite? bene, allora fatemi pure causa"...
    indovinate un po' come andrebbe a finire, considerando che la legge sul cosidetto "diritto" d'autore è un dispositivo giuridico fatto apposta per consentire l'appropriazione privatistica delle opere immateriali da parte del capitalismo (per scopi di potere e di rendita parassitaria) e che l'editore ha tanti avvocati e tanti soldi mentre i poveri docenti-autori invece non hanno né gli uni né gli altri?

    (N.B.: queste sono situazioni REALI e DIFFUSE: accadono spesso ed esattamente in questi termini nel campo dei software, dove le potenti multinazionali non si fanno scrupoli a "rubare" il lavoro di molti, e spesso ingenui, sviluppatori...)

    un suggerimento e, allo stesso tempo, una richiesta a tutti i docenti:

    RIFIUTATEVI di produrre qualsiasi materiale didattico a qualsiasi titolo!!!
    questo è l'UNICO comportamento che "funziona" e tutto il resto è FREGATURA ASSICURATA perché, con le leggi vigenti (compreso questo decreto) e dato il sistema "economico" attuale, è CERTO che riuscire a produrre materiali didattici che possano essere veramente condivisi e distribuiti gratuitamente è solo una pia ILLUSIONE

    se proprio si volesse realizzare qualcosa:
    - meglio produrre solo materiali/appunti "sparsi" (mai nulla di "organico" = niente pappa pronta per gli squali)
    - usare la licenza CC BY-NC-SA 2.5 Italia (non versioni successive per vari problemi di "allentamenti" giuridici, la versione Italiana per questioni di giurisdizione)
    - eventualmente (se si vuole) usare una versione opportunamente modificata/personalizzata della licenza CC BY-NC-SA 2.5 Italia , che sia realizzata in modo da conservare la licenza "base" (legalmente già "testata") con la "aggiunta" delle parti desiderate (per es. con "addendum" del tipo: "oltre a quanto previsto dalla licenza CC BY-NC-SA 2.5 Italia, sono esplicitamente vietati la distribuzione e qualsiasi utilizzo di questo testo per qualsivoglia scopo didattico o formativo in ambito militare o religioso")

    che pena
    non+autenticato
  • - Scritto da: king volution
    > ambito militare o religioso")

    >
    > che pena

    forumfix
    non+autenticato
  • > Si dice: "L'opera didattica è
    > registrata con licenza che consenta la
    > condivisione e la distribuzione gratuite
    >
    "

    >
    >
    > e qui si tocca veramente il fondo davanti allo
    > sconcertante pressapochismo e alla
    > manifesta ignoranza e incompetenza del
    > legislatore

    >
    >
    > la disposizione è infatti di una vaghezza e
    > imprecisione estrema,

    Siamo d'accordo, ma è un decreto legge convertito che dovrà avere i suoi bravi decreti attuativi. Senza di quelli è come se non esistesse.
    È normale che un decreto enunci solo i principi generali, delegando i dettagli a legge apposita.



    > in base alla vigente legge sul cosiddetto
    > "diritto" d'autore, un editore potrebbe prendere
    > il testo, modificarlo con accattivanti immagini
    > aggiuntive, esercizi e altri "gadget didattici",
    > scrivere nel colophon "Autore del testo
    > originario sig. XYZ" (il BY della licenza),
    > aggiungere un bel sistema DRM, trasformare il
    > tutto in un formato proprietario, ri-licenziare
    > il tutto come "tutti i diritti riservati" e poi
    > venderlo... con tanti saluti ai docenti-autori e
    > al
    > ministro...

    Può farlo, certo, ma molto difficilmente verrebbe adottato. Al giorno d'oggi le informazioni viaggiano alla velocità della luce, e si verrebbe a sapere subito che quello stesso libro è disponibile in versione liberamente distribuibile.
    Se il docente e la scuola responsabile di questa adozione non vogliono finire su tutti i giornali e su tutti i talk show per una settimana come complici di uno sfruttatore, è il caso che adottino la versione libera. Oppure un altro libro.


    > un suggerimento e, allo stesso tempo, una richiesta
    > a tutti i docenti:
    >
    > RIFIUTATEVI di produrre qualsiasi materiale
    > didattico a qualsiasi titolo!!!

    Questo lo dico anche io ogni volta che si riavvia la discussione sui libri in formato elettronico su PI, e indipendentemente delle leggi sul diritto d'autore. Nessuno fa niente per niente, un proverbio popolare sostiene che nemmeno il cane scodinzola senza uno scopo.
    I libri in formato libero e gratuito non sono impossibili: le persone che li scrivono, sì.Deluso
  • - Scritto da: king volution

    >
    > RIFIUTATEVI di produrre qualsiasi
    > materiale didattico a qualsiasi titolo!!!
    >


    Ma niente affatto.

    E' proprio producendo materiale libero e mettendolo in circolazione che verranno estirpati piu' rapidamente tutti quei parassiti della casta editoriale che infestano la scuola.
  • Quello che hai scritto potrebbe effettivamente succedere.
    Però poi il testo a pagamento dovrebbe essere adottato da qualche scuola altrimenti non lo vendi, non è che si tratta di libri che hanno un mercato al di fuori delle scuole.
    Se le scuole, o il ministero per loro, decidessero di adottare l'edizione gratuita, quella in vendita fallirebbe.
  • (PARTE I)

    Dal testo del decreto:

    Art. 6
    (Contenimento del costo dei libri scolastici e dei materiali didattici integrativi)
    [...]
    3-bis) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
    «2-bis. Al medesimo fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti, di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, [...] gli istituti scolastici possono elaborare il materiale didattico digitale per specifiche discipline da utilizzare come libri di testo e strumenti didattici per la disciplina di riferimento; l'elaborazione di ogni prodotto è affidata ad un docente supervisore che garantisce, anche avvalendosi di altri docenti, la qualità dell'opera sotto il profilo scientifico e didattico , in collaborazione con gli studenti delle proprie classi in orario curriculare nel corso dell'anno scolastico. L'opera didattica è registrata con licenza che consenta la condivisione e la distribuzione gratuite [...]".



    Tutto ciò, più che un testo di legge, appare piuttosto solo come una immensa CA##ATA!!!

    Segue una minima parte delle tante possibili osservazioni critiche.


    Si dice: " gli istituti scolastici possono elaborare il materiale didattico digitale per specifiche discipline"

    "gli istituti scolastici"?
    per la vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, l'"autore" originario di un'opera (nonché detentore all'origine dei cosiddetti "diritti") è chi (uno o molti) materialmente "crea" l'opera stessa (ovvero, in questo caso, gli autori sono -PER LEGGE- i vari docenti e studenti che collaborano, e NON possono quindi essere "gli istituti scolastici"...)
    certo, nulla vieta che il/gli "autore/i" originario/i (per es. i docenti congli studenti che collaborano ecc.) possano decidere *volontariamente* di cedere i LORO "diritti" ad altri (per es. "gli istituti scolastici"), ma questo NON è "automatico": il testo del decreto è in evidente contrasto con la vigente legge sul diritto d'autore!


    Si dice: " l'elaborazione di ogni prodotto è affidata ad un docente supervisore che garantisce , anche avvalendosi di altri docenti, la qualità dell'opera sotto il profilo scientifico e didattico"

    il docente supervisore garantisce???
    ma c'è o c'è forse mai stata una qualche legge che prevede che gli autori/editori di testi didattici debbano garantirne la qualità sotto il profilo scientifico e didattico?
    e perché mai adesso il "docente supervisore" dovrebbe garantire l'opera?
    tra le tante conseguenze assurde di questa disposizione, basti pensare che se "casualmente" dovesse comparire un qualche "esperto" a dire che una certa opera X garantita dal docente supervisore Y fa schifo, allora sarebbe spianata la strada agli editori per intentare causa contro il docente Y per mancato guadagno a seguito di concorrenza sleale... e sarebbe subito pronta la via anche per i presidi (la scuola va male? colpa del docente Y) e per i genitori (figli bocciati? la didattica del docente Y faceva schifo, colpa sua)...

    = CONTINUA NELLA PARTE II =
    non+autenticato
  • > Art. 6
    > (Contenimento del costo dei libri scolastici e
    > dei materiali didattici
    > integrativi)
    [...]
    > Tutto ciò, più che un testo di legge,
    > appare piuttosto solo come una immensa CA##ATA!!!
    >


    È un decreto legge convertito. Senza decreti attuativi non ha alcun potere.
    E anche se il ministro ha annunciato che i decreti attuativi verranno emessi presto, c'è da scommettere che una provvidenziale crisi di governo, o altro evento nel corso della legislatura, metta una stop a questa riforma.
    È sempre andata così.Deluso



    > Si dice: " gli istituti
    > scolastici possono elaborare il materiale
    > didattico digitale
    per specifiche
    > discipline"

    >
    >
    > "gli istituti scolastici"?
    > per la vigente legge sul cosiddetto "diritto"
    > d'autore, l'"autore" originario di un'opera
    > (nonché detentore all'origine dei cosiddetti
    > "diritti") è chi (uno o molti) materialmente
    > "crea" l'opera stessa (ovvero, in questo caso,
    > gli autori sono -PER LEGGE- i vari docenti e
    > studenti che collaborano, e NON possono quindi
    > essere "gli istituti
    > scolastici"...)

    La legge sul diritto d'autore ammette anche l'attribuzione collettiva.

    > certo, nulla vieta che il/gli "autore/i"
    > originario/i (per es. i docenti congli studenti
    > che collaborano ecc.) possano decidere
    > *volontariamente* di cedere i LORO "diritti" ad
    > altri (per es. "gli istituti scolastici"), ma
    > questo NON è "automatico": il testo del decreto è
    > in evidente contrasto con la vigente legge sul
    > diritto
    > d'autore!

    Fossero questi i motivi di contrasto fra le varie leggi in Italia...A bocca aperta
    Se la leggi bene, quella parte non è normativa. È il classico auspicio formulato con il linguaggio dell'articolo di legge. Un'altra piaga della legislazione italiana: molta ideologia, ma poche idee chiare.

    > Si dice: " l'elaborazione di
    > ogni prodotto è affidata ad un docente
    > supervisore che garantisce
    , anche
    > avvalendosi di altri docenti, la qualità
    > dell'opera sotto il profilo scientifico e
    > didattico"

    >
    > il docente supervisore garantisce???
    > ma c'è o c'è forse mai stata una qualche legge
    > che prevede che gli autori/editori di testi
    > didattici debbano garantirne la qualità sotto il
    > profilo scientifico e
    > didattico?

    Certo che no: nel privato ognuno si comporta come crede. Se il libro è una ciofeca, e non lo adotta nessuno, l'editore ci perde, o addirittura fallisce. Semplice.
    Certi pressappochismi lo Stato non se li può permettere. Anche se poi accadono lo stesso, anzi, forse più spesso che nel privato.
    Incidentalmente è questo il motivo per il quale le scuole private hanno una burocrazia e una gestione infinitamente più snella di quella pubblica. Non devono sottostare a una serie infinita di regole e regolette.


    > e perché mai adesso il "docente supervisore"
    > dovrebbe garantire l'opera?

    Perché nello Stato un referente in caso di pasticci e controversie ci vuole sempre.



    > tra le tante conseguenze assurde di questa
    > disposizione, basti pensare che se "casualmente"
    > dovesse comparire un qualche "esperto" a dire che
    > una certa opera X garantita dal docente
    > supervisore Y fa schifo, allora sarebbe spianata
    > la strada agli editori per intentare causa contro
    > il docente Y per mancato guadagno a seguito di
    > concorrenza sleale...

    No, la legge sulla concorrenza sleale non prevede questo.Sorride
    E tra l'altro, questo articolo lascia intendere che tutto il processo avverrebbe prima dell'adozione del libro, quindi la concorrenza in realtà non è nemmeno iniziata.

    > e sarebbe subito pronta la
    > via anche per i presidi (la scuola va male? colpa
    > del docente Y) e per i genitori (figli bocciati?
    > la didattica del docente Y faceva schifo, colpa
    > sua)...

    Questo avviene già ora. Ci si attacca a tutto, pur di far promuovere il pargolo.
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    Modificato dall' autore il 09 novembre 2013 11.52
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  • < Peraltro le scuole potranno inserirsi direttamente in questo sistema basato sui contenuti: a partire dall'anno scolastico 2014/2015 esse potranno elaborare materiale didattico digitale da utilizzare come libri di testo. Il decreto indica la procedura di produzione e prevede che la licenza con cui viene distribuito il contenuto digitale consenta condivisione e distribuzione gratuite. >

    Suona bello... ma il punto VA sviscerato e monitorato... perche'... beh, siamo in italia.Con la lingua fuori Dopo magari ravano nell'interweb ..
    non+autenticato
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