Droni, il cielo sopra gli States

Stretta tra gli attacchi internazionali e l'imminente boom di mercato, la FAA vara un piano quinquennale per equiparare i droni agli aerei con equipaggio

Roma - Traffico volante in arrivo sui cieli americani. Dopo le accuse lanciate da Amnesty e dal governo pakistano per gli attacchi indiscriminati nei paesi asiatici, la Federal Aviation Administration ha deciso che stilerà una tabella di marcia per regolamentare il volo dei droni sul territorio statunitense. Nel corso dell'Aerospace Industries Association's che si è tenuto la scorsa settimana a Washington la FAA ha presentato l'Integration of Civil Unmanned Aircraft Systems (UAS) in the National Airspace System (NAS) Roadmap, relazione di 66 pagine in cui si delineano alcuni principi base sulle future norme che autorizzeranno i velivoli senza pilota a sorvolare i cieli USA.

Una mossa necessaria poiché l'attuale disposizione manca di regole chiare, costringendo così la FAA a valutare caso per caso rendendo la situazione difficilmente gestibile, specie quando i droni vengono utilizzati per fini speciali come quando si pattugliano i confini con il Messico o per perlustrare zone colpite da disastri naturali o incendi. "Ci rendiamo conto che l'uso crescente di velivoli senza pilota presenta grandi opportunità, ma è anche vero che l'integrazione di questi aerei presenta sfide significative", ha dichiarato Michael Huerta, numero uno della FAA. La missione si presenta, infatti, abbastanza complicata, poiché l'orientamento della FAA è di equiparare i droni ai velivoli con equipaggio, anche se con l'aumento dell'uso di droni per scopi commerciali e come hobby, appare piuttosto difficile individuare linee guida valide per tutti. Per questo il piano di integrazione degli Unmanned Aircraft Systems (UAS) avrà una durata quinquennale e passerà attraverso tre distinte fasi.

Il primo passo sarà favorire i voli dei circa ottanta droni già in uso alle forze militari e ad alcune università, anche se si manterrà una politica di limitazioni, per poi attuare una prima forme sperimentale di integrazione mediante certificazioni su misura che rispettino alcuni standard circa la costruzione, il funzionamento e le prestazioni dei dispositivi. L'ultimo passaggio sarà il varo completo delle norme che regolamenteranno ogni tipo di velivolo con piloti e droni certificati e in linea con le norme vigenti, proprio come avviene oggi con gli aerei che trasportano passeggeri. Nel frattempo la FAA è alla ricerca di un rimedio per salvaguardare la privacy dei cittadini, facilmente violabile sfruttando un drone: per capire come muoversi in questo campo, oggi minato più che mai, a partire dal prossimo anno saranno effettuati test sullo scambio dei dati tra dispositivo e pilota in sei aree specifiche, che verranno selezionate da un ventaglio di 26 zone interessate entro la fine dell'anno.
Attesa da società del settore e appassionati, la roadmap della FAA provocherà prevedibilmente reazioni divergenti: da una parte coloro che potranno finalmente volare senza limiti, dall'altro lato chi finora si è divertito a giocare con la propria macchina volante potrà invece incontrare problemi e maggiori vincoli rispetto ad ora. A prescindere dalle future sfumature, l'unica certezza riguarda la diffusione del fenomeno: se per Huerta si tratta di una tecnologia innovativa che porterà grandi benefici, l'Associazione Internazionale dei velivoli senza pilota (AUVSI) non ha dubbi sull'imminente boom dei droni, che avrà risvolti anche sociali con la creazione di oltre 100mila posti di lavoro nel corso dei prossimi dieci anni.

Alessio Caprodossi
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23 Commenti alla Notizia Droni, il cielo sopra gli States
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  • Era saltato fuori che degli studenti australiani stanno per lanciare un servizio di consegna libri a domicilio attraverso esacotteri intelligenti. Mi autocito, avevo esposto le mie perplessità (ultimo capoverso):

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3928372&m=393...

    Bene, ora Amazon lancia i suoi, e le mie perplessità sono confermate al 100 %: pacchi non superiori a 2,5 chili, e distanze non superiore ai 16 chilometri dal deposito:

    http://www.repubblica.it/economia/2013/12/02/news/...

    Per tutto il resto (che secondo me è la maggior parte, perché Amazon non ha depositi in ogni quartiere) il fattorino con il mezzo sarà ancora necessario.
  • I droni aerei, intesi come velivoli pilotati a distanza ma anche e soprattutto con autonome capacità sia di pilotaggio che di portare a termine dei compiti, avranno un pesante impatto su vari comparti dei trasporti oltre che nell'aviazione militare. Nel campo degli aerei di linea si stanno già sperimentando aeromobili capaci di effettuare in autonomia tutte le procedure di volo, dal decollo all'atterraggio fino all'aggancio ai gate. In ambito militare si nota l'esponenziale aumento di missioni compiute da droni, mentre altri velivoli simili, più sofisticati e con ben altro potenziale bellico, sono in preparazione. E' per questo che, ad esempio, non avremmo dovuto impegnarci in questa faccenda degli F-35, perché la loro utilità sul lungo termine è dubbia. Infine i droni aerei rivoluzioneranno il concetto di sorveglianza e ricognizione, e avranno delle ricadute anche sul mondo dei corrieri e delle consegne a domicilio.
  • > I droni aerei, intesi come velivoli pilotati a
    > distanza ma anche e soprattutto con autonome
    > capacità sia di pilotaggio che di portare a
    > termine dei compiti,

    Il termine ufficiale è UAV: veicolo aereo senza pilota. Il soprannome "drone" si riferisce al ronzio del motore, anche se non è escluso un riferimento al fuco, l'altro significato, perché è privo... di pungiglione.


    > avranno un pesante impatto
    > su vari comparti dei trasporti oltre che
    > nell'aviazione militare. Nel campo degli aerei di
    > linea si stanno già sperimentando aeromobili
    > capaci di effettuare in autonomia tutte le
    > procedure di volo, dal decollo all'atterraggio
    > fino all'aggancio ai gate.

    Se la gente non si fida, le compagnie ci penseranno bene prima di impiegarli.Deluso
    Tra l'altro il vantaggio di usare UAV per pacifici voli di linea è dubbio, visto che il costo di un volo è per la maggior parte nel carburante, nell'ammortamento del prezzo dell'aeromobile, e nella manutenzione periodica obbligatoria. I due piloti non costano granché in percentuale.
    Anche gli UAV impiegati per scopi militari sono utili perché in caso di abbattimento non si perde un addestrato pilota, non sempre facilmente sostituibile. Mica per spendere di meno...


    > In ambito militare si
    > nota l'esponenziale aumento di missioni compiute
    > da droni, mentre altri velivoli simili, più
    > sofisticati e con ben altro potenziale bellico,
    > sono in preparazione.

    Quale sarebbe questo "altro potenziale bellico"?
    E quali sarebbero questi altri velivoli?


    > E' per questo che, ad
    > esempio, non avremmo dovuto impegnarci in questa
    > faccenda degli F-35, perché la loro utilità sul
    > lungo termine è dubbia.

    Questa affermazione mi ricorda la barzelletta dei genitori scozzesi. Un bambino è perplesso perché ha le scarpe lunghe il triplo del suo piede, e la madre esclama: "Poche storie, fra sei anni vedrai che ti andranno benissimo".A bocca aperta
    Negli acquisti di equipaggiamento militare si ragiona sul presente, non sul futuro e sul futuribile.


    > Infine i droni aerei
    > rivoluzioneranno il concetto di sorveglianza e
    > ricognizione,

    Per i Paesi che se li possono permettere.
    Sono ancora piuttosto cari. A bocca storta


    > e avranno delle ricadute anche sul
    > mondo dei corrieri e delle consegne a
    > domicilio.

    I corrieri, forse sì.
    Francamente, che mi consegnino a domicilio un articolo ordinato su Amazon con un aeroplanino telecomandato fa parte di un immaginario da Albo di Topolino degli anni Settanta, e ha ben poca attinenza col mondo reale.
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    Modificato dall' autore il 11 novembre 2013 20.32
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  • - Scritto da: Leguleio

    > Se la gente non si fida, le compagnie ci

    La "gente" sono animali che fanno fatica a cambiare abitudine. Ho letto che in un recente sondaggio il 75% degli intervistati riteneva di essere in grado di condurre un'automobile meglio del sistema di autoguida di Google. Un'opinione informatissima, suppongo, chissà quanti degli intervistati conoscevano la tecnologia driverless di Mountain View oppure il fatto che abbia già percorso 500.000 km in posti come le strade di San Francisco senza un incidente. Cosa cambierà la percezione di queste tecnologie? Il dato empirico osservato e confermato giorno per giorno: una volta che la gente di cui sopra realizzerà che la guida autonoma è più sicura di un'auto con homo sapiens a bordo riuscirà a salire anche su un aereo autopilotato senza tanti problemi.

    > penseranno bene prima di impiegarli.
    >Deluso
    > Tra l'altro il vantaggio di usare UAV per
    > pacifici voli di linea è dubbio, visto che il
    > costo di un volo è per la maggior parte nel
    > carburante, nell'ammortamento del prezzo
    > dell'aeromobile, e nella manutenzione periodica
    > obbligatoria. I due piloti non costano granché in
    > percentuale.

    Insomma. Con riferimento alle low cost non sottovaluterei neanche questo fattore.

    >
    > Anche gli UAV impiegati per scopi militari sono
    > utili perché in caso di abbattimento non si perde
    > un addestrato pilota, non sempre facilmente
    > sostituibile. Mica per spendere di
    > meno...
    >

    Non direi proprio che la salvaguardia del pilota sia l'unico elemento che sta favorendo i droni. Ci sono alcuni droni, come il Global Hawk, che in pratica non richiedono alcun intervento umano a parte l'ordine di decollare e atterrare, lo si preferisce ad un aereo con equipaggio perché costerebbe molto di più. Inoltre i droni stanno evolvendo dal punto di vista dell'autonomia e ora potrebbero essere in grado di decollare, svolgere la propria missione e atterrare senza la supervisione di un pilota umano, anche se nelle missioni in cui si prevede l'uso delle armi la decisione finale spetta sempre al pilota, in modo che la stampa non possa dire che qualcuno è stato ucciso da una macchina.


    >
    > Quale sarebbe questo "altro potenziale bellico"?
    > E quali sarebbero questi altri velivoli?


    Tutti si stanno muovendo in questa direzione, l'idea è che anche in una eventuale operazione di supremazia aerea o nella razionalizzazione del carico di una portaerei gli UAV diano un netto vantaggio. La Cina sta sviluppando Sharp Sword, un attack UAV con caratteristiche stealth. La USAF invece ha sviluppato il QF-16. Niente di eccezionale di per se: in fondo è solo un F-16 Falcon, ma è un bel salto in termini di potenziale bellico rispetto al classico drone. La britannica BAE Systems sta sviluppando Tanaris, un bombardiere stealth con un'apertura alare di 10 metri completamente autonomo, capace di superare la velocià del suono, di rifornirsi in volo, di evadere gli attacchi e di identificare gli obiettivi autonomamente dopo la conferma a procedere.


    > Questa affermazione mi ricorda la barzelletta dei
    > genitori scozzesi. Un bambino è perplesso perché
    > ha le scarpe lunghe il triplo del suo piede, e la
    > madre esclama: "Poche storie, fra sei anni vedrai
    > che ti andranno benissimo".
    >A bocca aperta

    Davvero? Io ho pensato esattamente alla medesima barzelletta quando ho sentito alcuni alti ufficiali della nostra aviazione militare sostenere che l'acquisto degli F-35 era indispensabile perché sarebbero stati la chiave di volta della nostra aeronautica per i prossimi 20-30 anni.

    > Negli acquisti di equipaggiamento militare si
    > ragiona sul presente, non sul futuro e sul
    > futuribile.

    Appunto.

    >
    >
    > > Infine i droni aerei
    > > rivoluzioneranno il concetto di sorveglianza
    > e
    > > ricognizione,
    >
    > Per i Paesi che se li possono permettere.
    > Sono ancora piuttosto cari. A bocca storta
    >
    >
    > > e avranno delle ricadute anche sul
    > > mondo dei corrieri e delle consegne a
    > > domicilio.
    >
    > I corrieri, forse sì.
    > Francamente, che mi consegnino a domicilio un
    > articolo ordinato su Amazon con un aeroplanino
    > telecomandato fa parte di un immaginario da Albo
    > di Topolino degli anni Settanta, e ha ben poca
    > attinenza col mondo
    > reale.

    Davvero? L'australiana Zookal intende offrire la consegna a richiesta di libri tramite droni. Gli studenti scaricheranno un'applicazione per il lo smartphone e un UAV (un hexacopter) partirà dal centro di smistamento della Zookal con le coordinate GPS del cliente. Questo drone incorporerà sistemi di anticollisione per evitare alberi ed edifici, inoltre il cliente potrà seguire il tragitto del drone direttamente dalla app di cui sopra. Intanto, il progetto Matternet è in fase di studio da parte di una compagnia di Silicon Valley, trattasi di un network di droni per consegnare medicinali e beni di prima necessità ai villaggi africani più inaccessibili, l'UAV è un quadrocopter, che nella sua versione più avanzata dovrebbe essere in grado di trasportare fino a 1.000kg.
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    Modificato dall' autore il 11 novembre 2013 23.19
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  • > > Se la gente non si fida, le compagnie ci
    >
    > La "gente" sono animali che fanno fatica a
    > cambiare abitudine.

    E per pura combinazione è anche quella che paga il trasporto aereo. Chi vuole fallire non ha che da sfidare i gusti della gente: libri in tribunale assicurati!


    > Ho letto che in un recente
    > sondaggio il 75% degli intervistati riteneva di
    > essere in grado di condurre un'automobile meglio
    > del sistema di autoguida di Google.

    Come facessero a sapere come funziona, visto che non è pubblicamente testabile su strada per una prova sul campo, lo sanno solo loro. Sciocco il sondaggio, e sciocco chi vi risponde.Deluso


    > una volta che la gente di cui sopra
    > realizzerà che la guida autonoma è più sicura di
    > un'auto con homo sapiens a bordo riuscirà a
    > salire anche su un aereo autopilotato senza tanti
    > problemi.

    E una volta che il Sole si sarà dilatato la vita sulla terra scomparirà. Mancano 3 miliardi e mezzo di anni.
    Parliamo del presente, gli affari si fanno basandosi su quello.


    > > Tra l'altro il vantaggio di usare UAV per
    > > pacifici voli di linea è dubbio, visto che il
    > > costo di un volo è per la maggior parte nel
    > > carburante, nell'ammortamento del prezzo
    > > dell'aeromobile, e nella manutenzione periodica
    > > obbligatoria. I due piloti non costano granché
    > in
    > > percentuale.

    > Insomma. Con riferimento alle low cost non
    > sottovaluterei neanche questo
    > fattore.

    Perfino le low cost hanno personale di volo. Certo, costeranno meno che i piloti, ma sono insostituibili per ragioni di sicurezza (in tutti i sensi: anche sicurezza psicologica).


    > > Anche gli UAV impiegati per scopi militari sono
    > > utili perché in caso di abbattimento non si
    > perde
    > > un addestrato pilota, non sempre facilmente
    > > sostituibile. Mica per spendere di
    > > meno...
    >
    > Non direi proprio che la salvaguardia del pilota
    > sia l'unico elemento che sta favorendo i droni.
    > Ci sono alcuni droni, come il Global Hawk, che in
    > pratica non richiedono alcun intervento umano a
    > parte l'ordine di decollare e atterrare, lo si
    > preferisce ad un aereo con equipaggio perché
    > costerebbe molto di più.

    Vorrei tanto vedere questi calcoli che fai.
    Un pilota militare prende lo stipendio sia che voli, sia che stia a terra.
    Ci saranno indennità aggiuntive per ogni volo, ma di base lo Stato spende comunque.


    > Inoltre i droni stanno
    > evolvendo dal punto di vista dell'autonomia e ora
    > potrebbero essere in grado di decollare, svolgere
    > la propria missione e atterrare senza la
    > supervisione di un pilota umano, anche se nelle
    > missioni in cui si prevede l'uso delle armi la
    > decisione finale spetta sempre al pilota, in modo
    > che la stampa non possa dire che qualcuno è stato
    > ucciso da una
    > macchina.

    E a questo punto anche quel poco risparmio sparisce.
    L'unica differenza è che il pilota non percepisce l'indennità di rischio, visto che se ne sta al caldo in una torre di controllo. Capirai...


    > > Quale sarebbe questo "altro potenziale bellico"?
    > > E quali sarebbero questi altri velivoli?
    >
    >
    > Tutti si stanno muovendo in questa direzione,

    "Tutti" chi? Nel "tutti" c'è anche il fioraio sotto casa mia?

    > La Cina sta sviluppando Sharp Sword,
    > un attack UAV con caratteristiche stealth. La
    > USAF invece ha sviluppato il QF-16. Niente di
    > eccezionale di per se: in fondo è solo un F-16
    > Falcon, ma è un bel salto in termini di
    > potenziale bellico rispetto al classico drone.

    Ci sono gli UAV classici, ora? E gli UAV hip hop?


    > La
    > Royal British AirForce sta sviluppando Tanaris,
    > un bombardiere stealth con un'apertura alare di
    > 10 metri completamente autonomo, capace di
    > superare la velocià del suono, di rifornirsi in
    > volo, di evadere gli attacchi

    Evitare gli attacchi, casomai.


    > e di identificare
    > gli obiettivi autonomamente dopo la conferma a
    > procedere.

    Tanto entusiasmo da pieghevole turistico per evitare espressioni simili a "bombe intelligenti". E credo di sapere il perché: le "bombe intelligenti" in Iraq non hanno fatto una bella figura, no no.
    Meglio tornare ai piloti deficienti, se il successo auspicato è quello dell'Iraq.


    > > Questa affermazione mi ricorda la barzelletta
    > dei
    > > genitori scozzesi. Un bambino è perplesso perché
    > > ha le scarpe lunghe il triplo del suo piede, e
    > la
    > > madre esclama: "Poche storie, fra sei anni
    > vedrai
    > > che ti andranno benissimo".
    > >A bocca aperta
    >
    > Davvero? Io ho pensato esattamente alla medesima
    > barzelletta quando ho sentito alcuni alti
    > ufficiali della nostra aviazione militare
    > sostenere che l'acquisto degli F-35 era
    > indispensabile perché sarebbero stati la chiave
    > di volta della nostra aeronautica per i prossimi
    > 20-30 anni.

    Nome e cognome di questi alti ufficiali, voglio controllare.
    Tolto che la decisione finale non spetta agli ufficiali, ma al parlamento. Loro sono i consulenti, e nemmeno gli unici.


    > > I corrieri, forse sì.
    > > Francamente, che mi consegnino a domicilio un
    > > articolo ordinato su Amazon con un aeroplanino
    > > telecomandato fa parte di un immaginario da Albo
    > > di Topolino degli anni Settanta, e ha ben poca
    > > attinenza col mondo
    > > reale.
    >
    > Davvero? L'australiana Zookal intende offrire la
    > consegna a richiesta di libri tramite droni.

    Chi non conosce l'australiana Zookal? Ecco come si presenta uno dei membri:
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    Cosa non si fa per farsi pubblicità... Rotola dal ridere


    > Intanto, il progetto Matternet
    > è in fase di studio da parte di una compagnia di
    > Silicon Valley, trattasi di un network di droni
    > per consegnare medicinali e beni di prima
    > necessità ai villaggi africani più inaccessibili,

    Questo lo ritengo già più plausibile. Si usa una tecnologia nuova laddove quella tradizionale sarebbe inservibile o troppo lenta.
    In Australia le strade asfaltate esistono, e gli scooter e i furgoncini pure. Il vantaggio economico di un esacottero per le consegne non lo vedo proprio.
    Va bene giusto una volta per impressionare gli amici, lo farei anche io: mi farei portare un piatto di maccheroni all'arrabbiata caldi caldi fuori dall'ufficio. Ma giusto una volta.Occhiolino
  • - Scritto da: Leguleio

    > E per pura combinazione è anche quella che paga
    > il trasporto aereo. Chi vuole fallire non ha che
    > da sfidare i gusti della gente: libri in
    > tribunale
    > assicurati!

    I gusti? Magari un tempo c'era anche chi preferiva viaggiare a dorso d'asino.

    > E una volta che il Sole si sarà dilatato la vita
    > sulla terra scomparirà. Mancano 3 miliardi e
    > mezzo di
    > anni.
    > Parliamo del presente, gli affari si fanno
    > basandosi su
    > quello.

    Con la differenza che in questo caso ci vorrà qualcosa di meno di 3 miliardi di anni.

    > Perfino le low cost hanno personale di volo.
    > Certo, costeranno meno che i piloti, ma sono
    > insostituibili per ragioni di sicurezza (in tutti
    > i sensi: anche sicurezza
    > psicologica).

    Tanto per iniziare credo che elimineranno uno dei due piloti.

    > E a questo punto anche quel poco risparmio
    > sparisce.
    > L'unica differenza è che il pilota non percepisce
    > l'indennità di rischio, visto che se ne sta al
    > caldo in una torre di controllo.
    > Capirai...

    Non so per quanto tempo però. Il ruolo del pilota, o il fatto stesso che ad azionare l'attacco debba essere un pilota, potrebbe cambiare.


    > "Tutti" chi? Nel "tutti" c'è anche il fioraio
    > sotto casa
    > mia?

    Negli esempi che ti ho fatto è menzionata la Cina per l'Asia, gli USA, e l'Inghilterra per l'Europa. Per tutti intendevo tutte le principali superpotenze.

    >
    > Ci sono gli UAV classici, ora? E gli UAV hip hop?
    >

    Un drone classico è certamente il MQ-1 Predator (il più amato dagli americani), di solito usato in modalità manuale, piccolo, poco armato. Gli UAV oggi in fase di sviluppo non assomigliano al Predator ma puntano a sostituire i caccia e i bombardieri tradizionali (con pilota, nel caso pensassi che per tradizionali intendo i bombardieri al ragù come li faceva la nonna).


    > Tanto entusiasmo da pieghevole turistico per
    > evitare espressioni simili a "bombe
    > intelligenti". E credo di sapere il perché: le
    > "bombe intelligenti" in Iraq non hanno fatto una
    > bella figura, no
    > no.
    > Meglio tornare ai piloti deficienti, se il
    > successo auspicato è quello
    > dell'Iraq.

    La tua retorica vagamente tecnofoba mi sta quasi facendo commuovere. Peccato che i piloti deficienti, coadiuvati da bombe altrettanto stupide, abbiano raso al suolo Dresda. Le bombe intelligenti, lanciate da piloti deficienti, hanno fatto meno vittime. Magari gli UAV intelligenti, con bombe intelligenti, ne faranno ancora meno, ma questo penso che ai vertici militari interessi ben poco, e che puntino sugli UAV per ragioni prettamente strategiche.

    > Nome e cognome di questi alti ufficiali, voglio
    > controllare.

    Che pena che mi dai, recuperare nomi che avrei preferito dimenticare:

    “il colonnello Giuseppe Lupoli, del segretariato generale della Difesa. L'F-35, sostiene, «rappresenta la spina dorsale della forza aerea nazionale dei prossimi 40 anni.“

    > Tolto che la decisione finale non spetta agli
    > ufficiali, ma al parlamento. Loro sono i
    > consulenti, e nemmeno gli unici.

    Ti illudi. La decisione finale l'ha presa qualcun altro in qualche altra sede, non c'è nessun altra spiegazione per una scelta che va contro ogni logica.

    > Chi non conosce l'australiana Zookal? Ecco come
    > si presenta uno dei
    > membri:
    > [img]http://www.zookal.com/skin/frontend/zookal/20
    > Cosa non si fa per farsi pubblicità... Rotola dal ridere

    Beh, hai visto? Ora tu la conosci. Hai fatto un passo avanti. Quanto alla foto, mi sembra che il tale in questione stia indossando un Oculus Rift. Attento a prenderlo per i fondelli per questo, tra qualche anno potrebbe avercelo anche tuo cugino (tu no, naturalmente).

    >
    > In Australia le strade asfaltate esistono, e gli
    > scooter e i furgoncini pure. Il vantaggio
    > economico di un esacottero per le consegne non lo
    > vedo proprio.
    >

    Starà forse nel fatto che non paghi il corriere?

    > Va bene giusto una volta per impressionare gli
    > amici, lo farei anche io: mi farei portare un
    > piatto di maccheroni all'arrabbiate

    Un po' pesantucci, fossi in te opterei per una pizza:

    http://www.adweek.com/adfreak/dominos-tests-delive...
  • Purtroppo nemmeno la pizza

    Avevo pensato di usare dei droni per consegne di cibo (vuoi mettere la figata ?)
    Ma ho scoperto che da noi qualsiasi oggetto che pesa PIU di 25 grammi deve sottostare alle regole ENAC. Il che significa che per fare volare (legalmente) un drone portapizza in Italia devi avere un brevetto di volo.

    Giusto o sbagliato che sia e' cosi'...
    non+autenticato
  • Sì Fabland, immagino, ma con i precedenti di questo paese mi sarebbe sembrato strano il contrario.

    - Scritto da: fabland
    > Purtroppo nemmeno la pizza
    >
    > Avevo pensato di usare dei droni per consegne di
    > cibo (vuoi mettere la figata
    > ?)
    > Ma ho scoperto che da noi qualsiasi oggetto che
    > pesa PIU di 25 grammi deve sottostare alle regole
    > ENAC. Il che significa che per fare volare
    > (legalmente) un drone portapizza in Italia devi
    > avere un brevetto di
    > volo.
    >
    > Giusto o sbagliato che sia e' cosi'...
  • > > E per pura combinazione è anche quella che
    > paga
    > > il trasporto aereo. Chi vuole fallire non ha
    > che
    > > da sfidare i gusti della gente: libri in
    > > tribunale
    > > assicurati!
    >
    > I gusti? Magari un tempo c'era anche chi
    > preferiva viaggiare a dorso
    > d'asino.

    E c'è ancora oggi, non foss'altro che in certi sentieri di montagna un fuoristrada non ci passa, e una moto da enduro può trasportare poco carico.
    L'imprenditore in grado di cambiare i gusti della gente dall'oggi al domani, secondo la propria convenienza, deve ancora nascere. È meglio assecondarli.

    > Con la differenza che in questo caso ci vorrà
    > qualcosa di meno di 3 miliardi di
    > anni.

    Cambia qualcosa?
    Non si possono fare progetti che comportano investimenti basandosi su un pubblico che non esiste. E su una legislazione internazionale ancora tutta da scrivere (allo stato gli UAV per voli di linea non sono previsti).


    > > Perfino le low cost hanno personale di volo.
    > > Certo, costeranno meno che i piloti, ma sono
    > > insostituibili per ragioni di sicurezza (in
    > tutti
    > > i sensi: anche sicurezza
    > > psicologica).
    >
    > Tanto per iniziare credo che elimineranno uno dei
    > due piloti.

    No: è obbligatorio per legge:
    http://www.easyviaggio.com/attualita/senza-co-pilo...


    > > E a questo punto anche quel poco risparmio
    > > sparisce.
    > > L'unica differenza è che il pilota non
    > percepisce
    > > l'indennità di rischio, visto che se ne sta
    > al
    > > caldo in una torre di controllo.
    > > Capirai...
    >
    > Non so per quanto tempo però. Il ruolo del
    > pilota, o il fatto stesso che ad azionare
    > l'attacco debba essere un pilota, potrebbe
    > cambiare.

    È la terza volta che parli per ipotesi. Ma guarda che le ipotesi le sappiamo fare tutti, basta un pizzico di fantasia.
    Atteniamoci ai fatti, che ci raccontano una storia diversa: gli UAV sono nati per eseguire operazioni rischiose, nelle quali la perdita o la cattura di un pilota avrebbe avuto conseguenze pesanti. Lo stipendio del pilota non c'entra.


    > > "Tutti" chi? Nel "tutti" c'è anche il fioraio
    > > sotto casa
    > > mia?
    >
    > Negli esempi che ti ho fatto è menzionata la Cina
    > per l'Asia, gli USA, e l'Inghilterra per
    > l'Europa. Per tutti intendevo tutte le principali
    > superpotenze.

    Ah, ecco... è un po' diverso. Non vorrei che si dicesse che ora a Timor Est stanno pensando agli UAV di ultima generazione.

    > >
    > > Ci sono gli UAV classici, ora? E gli UAV hip
    > hop?
    > >
    >
    > Un drone classico è certamente il MQ-1 Predator
    > (il più amato dagli americani), di solito usato
    > in modalità manuale, piccolo, poco armato. Gli
    > UAV oggi in fase di sviluppo non assomigliano al
    > Predator ma puntano a sostituire i caccia e i
    > bombardieri tradizionali (con pilota, nel caso
    > pensassi che per tradizionali intendo i
    > bombardieri al ragù come li faceva la
    > nonna).

    Hai un'interessante terminologia per classificare gli UAV. Solo che questa terminologia non coincide con quella di chi li produce:
    http://personal.mecheng.adelaide.edu.au/maziar.arj...
    La dizione "UAV classics" non compare. E nemmeno quella di UAV della nonna (e forse sarebbe più logica quest'ultima).


    > > Tanto entusiasmo da pieghevole turistico per
    > > evitare espressioni simili a "bombe
    > > intelligenti". E credo di sapere il perché:
    > le
    > > "bombe intelligenti" in Iraq non hanno fatto
    > una
    > > bella figura, no
    > > no.
    > > Meglio tornare ai piloti deficienti, se il
    > > successo auspicato è quello
    > > dell'Iraq.
    >
    > La tua retorica vagamente tecnofoba mi sta quasi
    > facendo commuovere.

    Si chiama realismo.
    Ma tu chiamala pure tecnofobia, se ti piace. Alla fine, le armi e i mezzi acquistati dagli eserciti sempre quelli rimangono. Non li cambiano perché tu su PI esprimi idee critiche.


    > Peccato che i piloti
    > deficienti, coadiuvati da bombe altrettanto
    > stupide, abbiano raso al suolo Dresda.

    Lo scopo era quello. Gli inglesi non desideravano altro.


    > Le bombe
    > intelligenti, lanciate da piloti deficienti,
    > hanno fatto meno vittime. Magari gli UAV
    > intelligenti, con bombe intelligenti, ne faranno
    > ancora meno, ma questo penso che ai vertici
    > militari interessi ben poco, e che puntino sugli
    > UAV per ragioni prettamente
    > strategiche.

    Io aggiungerei anche un altro scopo: per far sognare le persone con una fantasia galoppante come te. Su che argomento si fanno i filmini, altrimenti?

    > “il colonnello Giuseppe Lupoli, del segretariato
    > generale della Difesa. L'F-35, sostiene,
    > «rappresenta la spina dorsale della forza
    > aerea nazionale dei prossimi 40
    > anni.“

    L'ho trovato citato solo su L'Adige, guarda caso:
    http://www.ladige.it/articoli/2013/01/24/l-aeronau...
    E su alti giornalucci di provincia.
    Su questo articolo de L'espresso , Lupoli non parla di "prossimi 40 anni":
    http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/20...

    E nemmeno in questo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=sQlp8NzzfVQ

    Molti giornali italiani mettono il virgolettato a frasi mai pronunciate. Bisogna sempre cercare i riscontri.Deluso

    > > Tolto che la decisione finale non spetta agli
    > > ufficiali, ma al parlamento. Loro sono i
    > > consulenti, e nemmeno gli unici.
    >
    > Ti illudi. La decisione finale l'ha presa qualcun
    > altro in qualche altra sede, non c'è nessun altra
    > spiegazione per una scelta che va contro ogni
    > logica.

    Allora non avrebbe senso appellarsi ai militari e alle loro dichiarazioni. Dovrebbero essere i primi a lamentarsi che questa scelta è sbagliata, e che nessuno li ascolta, invece dal punto di vista economico l'appoggiano.

    > Quanto alla foto, mi sembra che il
    > tale in questione stia indossando un Oculus Rift.
    > Attento a prenderlo per i fondelli per questo,
    > tra qualche anno potrebbe avercelo anche tuo
    > cugino (tu no,
    > naturalmente).

    Spero non per fare la fototessera, però, come il tizio australiano.
    Per il passaporto non l'accettano.


    > >
    > > In Australia le strade asfaltate esistono, e
    > gli
    > > scooter e i furgoncini pure. Il vantaggio
    > > economico di un esacottero per le consegne
    > non
    > lo
    > > vedo proprio.
    > >
    >
    > Starà forse nel fatto che non paghi il corriere?

    Il carburante per gli esacotteri si paga comunque, e consumano, e idem gli esacotteri stessi, che proprio gratis non sono. Davvero quei tre studenti hanno le risorse, economiche oltre che logistiche e operative, per una cosa del genere? Siamo seri.
    E gli autisti dei corrieri prendono una miseria, se là è come in Europa. Il problema è il traffico, non la tariffa oraria dell'autista.
  • - Scritto da: Leguleio

    > E c'è ancora oggi, non foss'altro che in certi
    > sentieri di montagna un fuoristrada non ci passa,
    > e una moto da enduro può trasportare poco carico.

    Mah, lasciamo perdere gli asini, altrimenti potrei dirti l'esercito americano pensa di rimpiazzarli con Big Dog della DARPA, e tu naturalmente mi daresti del visionario.

    >
    > L'imprenditore in grado di cambiare i gusti della
    > gente dall'oggi al domani, secondo la propria
    > convenienza, deve ancora nascere. È meglio
    > assecondarli.
    >
    ...

    > Non si possono fare progetti che comportano
    > investimenti basandosi su un pubblico che non
    > esiste. E su una legislazione internazionale
    > ancora tutta da scrivere (allo stato gli UAV per
    > voli di linea non sono
    > previsti).

    Ma di quali gusti parliamo? Ti riferisci ai pregiudizi formulati senza possedere un solo dato tecnico o statistico sul genere del sondaggio che ho citato prima? La 'gente' spesso ha dei pregiudizi sulla tecnologia che non hanno il minimo riscontro nella vita reale, e svaniscono quando si infrangono contro il dato oggettivo della realtà. Un bravo imprenditore sfida i pregiudizi dettati dall'ignoranza per riuscire ad offrire al proprio cliente ciò che vuole, e quello che vogliono i passeggeri dei voli di linea è pagare il meno possibile. I presunti ostacoli cui ti riferisci sono tutt'altro che insuperabili: l'interesse del pubblico di cui parli esiste già, esiste nel momento stesso in cui un biglietto costa 10 euro di meno a fronte dell'integrazione di una tecnologia che abbassa i costi d'esercizio. Il modello di business vincente in questo momento nel settore dei voli di linea è quello del low cost, Easyjet è più in salute di Air France-KLM, e le compagnie low cost devono incidere anche sui costi del personale navigante, altrimenti Ryan Air non registrerebbe i contratti dei propri crew in Irlanda. Quanto al problema legislativo, nel momento in cui una tecnologia è matura le leggi si cambiano, quando Google ha dimostrato che la sua tecnologia driverless era sicura le leggi in Nevada sono state scritte. E' una questione di tecnologia, non di gusti o di leggi. Ad ogni modo se l'argomento ti interessa ti consiglio questo articolo sul sito della BBC:

    http://www.bbc.com/future/story/20130502-pilotless...

    > No: è obbligatorio per legge:
    > http://www.easyviaggio.com/attualita/senza-co-pilo
    >

    Leggi sopra.

    > È la terza volta che parli per ipotesi. Ma
    > guarda che le ipotesi le sappiamo fare tutti,
    > basta un pizzico di
    > fantasia.
    > Atteniamoci ai fatti, che ci raccontano una
    > storia diversa: gli UAV sono nati per eseguire
    > operazioni rischiose, nelle quali la perdita o la
    > cattura di un pilota avrebbe avuto conseguenze
    > pesanti. Lo stipendio del pilota non
    > c'entra.

    Veramente questo elemento (lo stipendio del pilota) ossessiona prevalentemente te, io non l'ho mai preso in considerazione come un aspetto determinante e non penso sia il criterio dominante di scelta da parte dei militari. Il punto è che le massime compagnie aerospaziali (statunitensi, cinesi, inglesi, francesi... Noi no, ovviamente, noi assembleremo F-35) stanno finanziando pesantemente la ricerca sui droni, che sono in fase di sviluppo cacciabombardieri stealth autonomi che, per dimensioni ed armamento mirano a sostituire le loro controparti con equipaggio e che l'F-35 sarà l'ultimo caccia con pilota prodotto negli USA secondo un dirigente del NORAD. Immagino le obiezioni: è uno scenario a 10-20 anni. Certamente. Sono quei 10, 20 anni in cui potevamo tranquillamente continuare ad appoggiarci all'eccellente multiruolo EuroFighter Typhoon (anch'esso di quinta generazione) la cui efficacia è già provata mentre l'F-35 come stealth fighter ha i suoi problemi. Qui entrano in gioco controverse logiche di carattere commerciale: il caccia di quinta generazione è un prodotto come altri, e occorre vedere quale è più proficuo produrre. Fatto sta che col Typhoon i nostri ritorni erano garantiti, mentre con l'F-35, come dice anche Debertolis nell'articolo che hai riportato, dovremo guadagnarci tutti i contratti, contratti su cui pesa l'incognita droni.

    > http://personal.mecheng.adelaide.edu.au/maziar.arj

    Si tratta di un documento obsoleto, datato 2006, che in un settore come questo equivale a dire ai tempi delle crociate. Oggi i militari operano una distinzione tra gli UAV "man *in* the loop" o RPA (Remotely Piloted Aircraft), e "man *on* the loop", o sistema supervisionato (è questo tipo di UAV, più avanzato, che comunemente si intende per "drone"), con la categoria degli autonomous UAV (BAE Systems Taranis, Dassault nEUROn), capaci di prendere decisioni e compiere manovre evasive, derivati da questa seconda categoria.

    (segue)
  • > Mah, lasciamo perdere gli asini, altrimenti
    > potrei dirti l'esercito americano pensa di
    > rimpiazzarli con Big Dog della DARPA, e tu
    > naturalmente mi daresti del
    > visionario.

    Non visionario: sognatore. E te lo do da subito.
    Chissà se ti convinco: la tenacia non mi manca. Ficoso


    > > Non si possono fare progetti che comportano
    > > investimenti basandosi su un pubblico che non
    > > esiste. E su una legislazione internazionale
    > > ancora tutta da scrivere (allo stato gli UAV
    > per
    > > voli di linea non sono
    > > previsti).
    >
    > Ma di quali gusti parliamo? Ti riferisci ai
    > pregiudizi formulati senza possedere un solo dato
    > tecnico o statistico sul genere del sondaggio che
    > ho citato prima?

    No.

    > La 'gente' spesso ha dei
    > pregiudizi sulla tecnologia che non hanno il
    > minimo riscontro nella vita reale, e svaniscono
    > quando si infrangono contro il dato oggettivo
    > della realtà.

    Ho visto come si sono infranti i pregiudizi tecnologici degli italiani sul nucleare. Due referendum a distanza di oltre vent'anni, entrambi vinti a larga maggioranza.


    > Un bravo imprenditore sfida i
    > pregiudizi dettati dall'ignoranza per riuscire ad
    > offrire al proprio cliente ciò che vuole, e
    > quello che vogliono i passeggeri dei voli di
    > linea è pagare il meno possibile.

    Prima si fa fallire l'imprenditore. Poi si chiedono voli di linea più economici. Sul come, non ci si esprime: ci deve pensare l'imprenditore, perbacco!
    È sempre funzionato così, col popolo, e funzionerà sempre così.


    > I presunti
    > ostacoli cui ti riferisci sono tutt'altro che
    > insuperabili: l'interesse del pubblico di cui
    > parli esiste già, esiste nel momento stesso in
    > cui un biglietto costa 10 euro di meno a fronte
    > dell'integrazione di una tecnologia che abbassa i
    > costi d'esercizio.

    Vorrei proprio vedere quanto fa risparmiare l'assenza dei due piloti sul costo di un biglietto.Sorride


    > Il modello di business
    > vincente in questo momento nel settore dei voli
    > di linea è quello del low cost, Easyjet è più in
    > salute di Air France-KLM, e le compagnie low cost
    > devono incidere anche sui costi del personale
    > navigante, altrimenti Ryan Air non registrerebbe
    > i contratti dei propri crew in Irlanda. Quanto al
    > problema legislativo, nel momento in cui una
    > tecnologia è matura le leggi si cambiano,

    No, non è una regola, e non avviene sempre. Dipende.
    Formalmente la coltivazione degli OGM non è consentita in Italia, per dirne una.


    > quando
    > Google ha dimostrato che la sua tecnologia
    > driverless era sicura le leggi in Nevada sono
    > state scritte.

    Sei la seconda persona su PI che cade in questo equivoco, l'altra si era fatta ingannare da un comunicato stampa relativo al Giappone.
    Sono state modificate alcune leggi per consentire la sperimentazione, sotto precise condizioni (un guidatore umano che sorvegli la guida). Non esistono le auto senza guidatore che vanno a prendere i bambini alla scuola e li riportano a casa. Né in Nevada, né altrove.

    > E' una questione di tecnologia,
    > non di gusti o di leggi. Ad ogni modo se
    > l'argomento ti interessa ti consiglio questo
    > articolo sul sito della
    > BBC:
    >
    > http://www.bbc.com/future/story/20130502-pilotless

    Loro almeno hanno l'accortezza di metterlo nella sezione "BBC Future".
    Tu ne parli come se fosse una cosa scontata, che fanno domani mattina.


    > > No: è obbligatorio per legge:
    > >
    > http://www.easyviaggio.com/attualita/senza-co-pilo
    > >
    >
    > Leggi sopra.

    Non c'è niente da leggere.
    La rubrica "BBC Future" non cambia le leggi internazionali sull'aviazione.

    > Lo stipendio del pilota non
    > > c'entra.
    >
    > Veramente questo elemento (lo stipendio del
    > pilota) ossessiona prevalentemente te, io non
    > l'ho mai preso in considerazione come un aspetto
    > determinante e non penso sia il criterio
    > dominante di scelta da parte dei militari.

    Ah, meno male. Io una ragione più convincente almeno l'ho espressa (risparmiare i piloti). Tu, non mi pare.
    Per quanto riguarda i voli di linea, in compenso, sostieni che sia un toccasana per il prezzo del biglietto al viaggiatore. E vorrei tanto vedere due conti che lo dimostrino.


    > mentre con
    > l'F-35, come dice anche Debertolis nell'articolo
    > che hai riportato,
    > dovremo guadagnarci tutti i
    > contratti, contratti su cui pesa l'incognita
    > droni.

    Questa è la parte della discussione che mi interessa di meno: se sia conveniente o no acquistare gli F-35, ora.
    Ciò che contesto è che ci sia una tecnologia di UAV già così matura da poter ordinare quelli al loro posto.



    > Si tratta di un documento obsoleto, datato 2006,
    > che in un settore come questo equivale a dire ai
    > tempi delle crociate. Oggi i militari operano una
    > distinzione tra gli UAV "man *in* the loop" o RPA
    > (Remotely Piloted Aircraft), e "man *on* the
    > loop", o sistema supervisionato (è questo tipo di
    > UAV, più avanzato, che comunemente si intende per
    > "drone"), con la categoria degli autonomous UAV
    > (BAE Systems Taranis, Dassault nEUROn), capaci di
    > prendere decisioni e compiere manovre evasive,
    > derivati da questa seconda categoria.

    E i tuoi UAV "classici" dove sono finiti? Newbie, inesperto
    Un altro pezzo di conversazione che se ne va.
  • > Si chiama realismo.

    > Ma tu chiamala pure tecnofobia, se ti piace. Alla
    > fine, le armi e i mezzi acquistati dagli eserciti
    > sempre quelli rimangono. Non li cambiano perché
    > tu su PI esprimi idee
    > critiche.


    E questo commento a quale acquisto in particolare si riferisce? Al tribolato capitolo degli F-35 italiani? Non lo porterei proprio come esempio di realismo, in nessun senso.


    > Lo scopo era quello. Gli inglesi non desideravano
    > altro.


    Sì, e nel radere al suolo la città hanno fatto più di 20.000 morti. Poi c'è il capitolo Vietnam. Le tue critiche alle bombe intelligenti devono essere inquadrate in un'ottica storica, non puoi rimpiangere un'epoca di maggiori barbarie solo perché le bombe intelligenti hanno talvolta colpito gli obiettivi sbagliati, bisogna tenere in considerazione tutti i casi in cui hanno centrato un obiettivo evitando altre vittime civili, un passo in avanti, anche se nell'ottica della realtà comunque inaccettabile della guerra.


    > Io aggiungerei anche un altro scopo: per far

    > sognare le persone con una fantasia galoppante
    > come te. Su che argomento si fanno i filmini,
    > altrimenti?


    La prenderò come una boutade estemporanea, altrimenti dovrei davvero concludere che i tuoi giudizi sono macchiati da una certa tecnofobia.




    > Molti giornali italiani mettono il virgolettato a
    > frasi mai pronunciate. Bisogna sempre cercare i
    > riscontri.
    >Deluso


    Nell'articolo in oggetto Lupoli afferma: «Vorremmo mantenere l'industria aeronautica in posizione rilevante e che l'F35 potenzi la tecnologia» (vana ambizione, tempo e soldi sprecati), troppo poco per affermare che non si sia esposto anche col virgolettato di prima.

    > Allora non avrebbe senso appellarsi ai militari e
    > alle loro dichiarazioni. Dovrebbero essere i
    > primi a lamentarsi che questa scelta è sbagliata,
    > e che nessuno li ascolta, invece dal punto di
    > vista economico
    > l'appoggiano.

    Ho detto che il parlamento in quanto sede non c'entra con questa decisione, non ho detto che i militari siano estranei a quel coacervo di interessi economici e accordi di scambio che ora mira a far apparire l'acquisto degli F-35 una imprescindibile necessità di carattere strategico.

    > Il carburante per gli esacotteri si paga comunque, e consumano, e idem gli esacotteri stessi, che proprio gratis non sono. Davvero > quei tre studenti hanno le risorse, economiche oltre che logistiche e operative, per una cosa del genere? Siamo seri.



    A quanto pare sì, dato che secondo CNN.com (che ha riportato la notizia da The Verge) non solo Zookal inizierà le consegne con i droni in Australia nel 2014, ma intende far approdare questo sistema anche negli USA nel 2015. In effetti l'Australia ha una regolamentazione che permette alla Zookal di operare, come lamentava Fabland qui sopra in Italia è una prospettiva irrealistica, ma d'altraparte qui siamo maestri nel tagliarci le gambe da soli. Per la fonte di energia, veramente gli hexacopter di cui sono al corrente (come l'Aibot 6X, per le ispezioni industriali) sono elettrici, con batterie ai polimeri di litio da circa 10.000 mA. In ogni caso il tragitto in linea d'aria è molto più breve e si evitano problemi di traffico.