Luca Annunziata

Moto G, lo smartphone low-cost pensa in grande

Motorola lascia intendere che il suo nuovo device non teme concorrenti, per blasonati che siano. Costo contenuto, esperienza Android il più possibile fedele all'originale

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Roma - C'è tutto o quasi quello che ci si aspetta da uno smartphone oggi: schermo ampio, fotocamera con flash, batteria capiente e processore quad-core. Solo che il nuovo Motorola Moto G non costa 729 euro come l'iPhone 5S, non costa 629 euro come iPhone 5C e neppure 349 euro come il Nexus 5: se i prezzi annunciati per il mercato USA saranno confermati anche per l'Italia, ce ne si potrà portare a casa uno con 16GB di memoria a 199 euro, forse addirittura qualcosa in meno, mettendosi in tasca un terminale con caratteristiche hardware e software interessanti.


Il Moto G incarna una nuova visione della fascia medio-bassa del mercato degli smartphone, fin qui molto ben rappresentata per esempio dal Nokia Lumia 520: prodotti dalle capacità buone, con performance velocistiche superiori a quanto ci si sarebbe aspettato pochi anni fa in questo comparto, ma che scende a compromessi in termini assoluti. Così, ad esempio, il Moto G monta un quad-core per CPU, ma si tratta solo di uno Snapdragon 400 da 1,2GHz di Qualcomm invece del più potente 800 che finisce per esempio nel Nexus 5. La RAM è da 1GB, la GPU una Adreno 305, la fotocamera da 5 megapixel (con flash), la batteria da oltre 2.000mAh e accreditata di oltre 14 ore di conversazione. Lo schermo, diagonale da 4,5 pollici, è 720p invece che un più fastoso 1080p: ma la sua densità, ci tiene a precisare Motorola, è superiore a quella dell'iPhone. E lo stesso dicasi delle prestazioni di avvio, di lancio delle app, paragonate e annunciate superiori a quelle del Galaxy S4. Come dire: questo G sarà pure un prodotto economico, ma non vuol dire che debba essere considerato un prodotto scadente.


Moto G è poi qualcosa di più di una versione economica del costoso Moto X, pur i due terminali condividendo chiaramente parecchie caratteristiche estetiche innanzi tutto. Ad esempio Motorola pone parecchio l'accento sulla versione di Android installata, 4.3 che sarà aggiornata a Kitkat 4.4 entro gennaio ("garantito" recita il sito), e che poco o nulla aggiunge all'aspetto base del sistema operativo come lo si vede sui Nexus, e sul fatto che il prodotto sia privo di blocchi operatore o SIM essendo pensato per la vendita diretta al pubblico (ma sarà anche offerto tramite abbonamento). L'esperienza è pressoché analoga a quella che si potrebbe ottenere su un prodotto ufficiale di Google, e la cosa non stupisce più di tanto visto che Motorola ora appartiene a Mountain View e il responsabile del progetto è un uomo che viene dal Googleplex.
Per fare appello alla clientela più giovane e non solo, poi, il Moto G ha le cover posteriori intercambiabili per cambiare colore con l'umore, 50GB su Google Drive offerti per due anni, la radio FM. Tutto nelle intenzioni di Motorola fa intendere che l'azienda punti a vendere questo prodotto a coloro i quali vogliono uno smartphone ma fino a oggi potevano permettersi solo un telefonino smart (i cosiddetti feature phone): in altre parole, si tratta di un terminale che viene venduto a un prezzo calmierato senza il bisogno di essere sostenuto dai sussidi degli operatori, che offre sulla carta un ottimo rapporto qualità-prezzo e che potrebbe costringere (se avrà successo il successo sperato) anche altri marchi a ripensare le proprie strategie in fatto di posizionamento di prezzo. Per competere, non è un fattore da trascurare, anche nei paesi emergenti.

Luca Annunziata
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