Claudio Tamburrino

Apple sotto la lente del fisco italiano

Le accuse mosse sono di aver eluso la tassazione sugli introiti sfruttando le pieghe del sistema. Non la prima volta che Cupertino affronta gli investigatori del Belpaese: in passato ne sempre uscita indenne

Roma - La procura di Milano ha aperto un'inchiesta nei confronti di due manager di Apple Italia: l'accusa è quella di frode nella dichiarazione dei redditi. I dirigenti della succursale italiana di Cupertino, i cui nomi restano per il momento riservati, avrebbero nascosto introiti tassabili per un totale di più di un miliardo di euro in appena due anni.

Secondo quanto si apprende dagli organi di informazione, in concorso tra loro e in maniera continuativa i manager di Apple avrebbero rappresentato falsamente le scritture contabili dell'azienda, nascondendo quelli che in gergo vengono chiamati gli "elementi attivi" che concorrono a formare l'imponibile fiscale. Si tratterebbe di una sottostima di 206 milioni di euro per il 2010 e di oltre 853 milioni di dollari per il periodo d'imposta 2011. I due manager coinvolti avrebbero inoltre adottato specifici meccanismi fraudolenti di camuffamento atti a sviare gli accertamenti del fisco in particolare per imposizione IRES (l'imposta sui redditi delle società).

Per il fisco italiano il problema è legato al fatto che Apple contabilizzava i profitti realizzati in Italia attraverso la società di diritto irlandese Apple Sales International. In pratica, Apple dichiara di operare in Italia solo in funzioni di supporto al canale di vendita, di assistenza e di servizi accessori alla società irlandese, e di pagare dunque le tasse solo ed esclusivamente su tali attività: una sorta di trucco fiscale adottato anche da altri multinazionali, come per esempio Google, che sfrutta la libera circolazione all'interno dell'Unione Europea.
Per il fisco, tuttavia, dietro questa serie di passaggi si nasconde lo svolgimento di una vera e propria attività commerciale diretta, che in quanto tale deve essere tassata.

Tali stratagemmi, peraltro, sono ormai da anni sotto osservazione: in Italia nei confronti di Apple era già stato aperto in passato un altro fascicolo (subito archiviato) e nel Decreto Stabilità si pensa ad una misura ad hoc, già ribattezzata Google Tax, per limitare l'adozione di tali pratiche obbligando chi vende online a farlo attraverso intermediari con un profilo fiscale nazionale (una misura su cui peraltro Bruxelles potrebbe avere da ridire in base alle norme sulla libera circolazione dei lavoratori europei)

Inoltre, sono diversi i tribunali che stanno provando a contestare a chi mette in pratica questi stratagemmi le accuse di frode fiscale, mentre le stesse istituzioni europee hanno messo sotto osservazione le agevolazioni previste dalla legislazione di paesi come l'Irlanda e il Lussemburgo, e anche l'Organization for Economic Cooperation and Development (OCSE), se pur a rilento, sembra volersi interessare della questione.

Nel frattempo, sulla base dei riscontri finora effettuati il sostituto procuratore titolare dell'inchiesta Adriano Scudieri ha ordinato prima la perquisizione della sede di Apple di piazza San Babila a Milano, poi il sequestro di un lotto di materiali targati Apple (computer e smartphone). Anche su questo provvedimento preliminare, tuttavia, dovrà esprimersi il tribunale del Riesame dal momento che Apple, attraverso il suo legale Paola Severino, ex-ministro della Giustizia, ne ha contestato la validità.

Apple, per il momento, si è limitata a confermare l'inchiesta e a respingere fermamente le accuse al mittente, spiegando tra l'altro che "il governo italiano aveva già svolto delle indagini su Apple Italia nel 2007, 2008 e 2009, confermando che siamo totalmente nella legalità e nel rispetto delle regole fissate dall'OCSE".

Nel frattempo, è curioso osservare come i commenti degli utenti stranieri siano molto critici nei confronti dell'Italia, tanto che sembrano più concentrati sulla "fame di soldi" della penisola che sulla presunta evasione fiscale con la Mela: reazioni, queste, certamente segnate da reputazione internazionale italiana ai minimi storici, dal momento che Apple, Google e co. devono difendersi da accuse fiscali anche in altri paesi come Stati Uniti, Australia e Regno Unito.

Claudio Tamburrino
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12 Commenti alla Notizia Apple sotto la lente del fisco italiano
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  • E' proprio uno scandalo!
    lavorano in italia e pagano le tasse dove vogliono!
    ma questo succede anche per i supermercati: c'e' una catena, in particolare, che paga le tasse in francia anche se fisicamente sta in italia.
    non vi e' mai capitato di prendere uno scontrino e di leggerci su "non vale come scontrino fiscale" ? magari scritto in piccolo alla fine ???
    ho chiesto il motivo di tutto cio' e mi e' stato confermato che fanno lo stesso giochino.
    e vi sto parlando di anni e anni fa!!!!
    non vedo perche' se pago le tasse in italia lavorando qui non le debbano pagare anche queste multinazionali!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > E' proprio uno scandalo!
    > lavorano in italia e pagano le tasse dove
    > vogliono!

    benvenuto nel mondo globalizzato, ovvero il fascismo economico
    non+autenticato
  • > benvenuto nel mondo globalizzato, ovvero il
    > fascismo economico

    Il fascismo era autarchico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > E' proprio uno scandalo!
    > lavorano in italia e pagano le tasse dove
    > vogliono!
    > ma questo succede anche per i supermercati: c'e'
    > una catena, in particolare, che paga le tasse in
    > francia anche se fisicamente sta in
    > italia.
    > non vi e' mai capitato di prendere uno scontrino
    > e di leggerci su "non vale come scontrino
    > fiscale" ? magari scritto in piccolo alla fine
    > ???
    > ho chiesto il motivo di tutto cio' e mi e' stato
    > confermato che fanno lo stesso
    > giochino.
    > e vi sto parlando di anni e anni fa!!!!
    > non vedo perche' se pago le tasse in italia
    > lavorando qui non le debbano pagare anche queste
    > multinazionali!
    Dipende dalle leggi che ci siamo dati
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > E' proprio uno scandalo!
    > lavorano in italia e pagano le tasse dove
    > vogliono!
    > ma questo succede anche per i supermercati: c'e'
    > una catena, in particolare, che paga le tasse in
    > francia anche se fisicamente sta in
    > italia.
    > non vi e' mai capitato di prendere uno scontrino
    > e di leggerci su "non vale come scontrino
    > fiscale" ? magari scritto in piccolo alla fine
    > ???

    Dicasi "trasmissione telematica dei corrispettivi fiscali".
    Ovvero, la cassa (solitamente di grandi catene, ma anche il piccolo esercizio puo' farlo) trasmette in tempo reale all'agenzia delle entrate ogni singolo incasso.

    > ho chiesto il motivo di tutto cio' e mi e' stato
    > confermato che fanno lo stesso
    > giochino.

    Giochino regolarmente autorizzato e perfettamente legale.

    > e vi sto parlando di anni e anni fa!!!!
    > non vedo perche' se pago le tasse in italia
    > lavorando qui non le debbano pagare anche queste
    > multinazionali!

    Questa e' gia' una domanda piu' sensata...
    Anche perche' mi pare sia stato ampiamente dimostrato dai fatti che una politica fiscale di favore per le aziende NON produca alcun beneficio per la popolazione, anzi spesso e volentieri e' il contrario...
    non+autenticato
  • > Questa e' gia' una domanda piu' sensata...
    > Anche perche' mi pare sia stato ampiamente
    > dimostrato dai fatti che una politica fiscale di
    > favore per le aziende NON produca alcun beneficio
    > per la popolazione, anzi spesso e volentieri e'
    > il
    > contrario...

    Cazzata, è stato dimostrato esattamente il contrario... Svizzera, Irlanda, Olanda tutti paesi dove una politica di favore per le corporation ha portato enormi benefici alla popolazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome

    > Cazzata, è stato dimostrato esattamente il
    > contrario... Svizzera, Irlanda, Olanda

    L'Irlanda non è quello stato che è messo peggio del portogallo ed è a rischio crack ?
    non+autenticato
  • > L'Irlanda non è quello stato che è messo peggio
    > del portogallo ed è a rischio crack
    > ?

    Tutti i paesi europei sono a rischio crack, l'Irlanda è quella che ha subito di più di tutti l'inizio della crisi ma è quella che ne è uscita prima e meglio, il loro pil ora è in crescita mentre il nostro è ancora in calo.

    E comunque l'Irlanda è quello stato che in 10 anni ha triplicato il suo PIL (in Italia è cresciuto di un terzo nello stesso periodo) ed è passato da un'economia 100% agricola ad essere il più importante esportatore di software e servizi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > E' proprio uno scandalo!
    > lavorano in italia e pagano le tasse dove
    > vogliono!

    Non è affatto uno scandalo, potrebbe essere una cosa fantastica perché si introduce la concorrenza fiscale: ovvero i governi competono tra loro per attrarre le società offrendo vantaggi fiscali. L'Irlanda l'ha fatto ed è stato un eccezionale successo, la Svizzera lo sta facendo e sta portando via all'Italia (ma anche alla Germania e Francia) migliaia di aziende. Gli altri paesi europei invece di cercare di competere, incrementando l'efficienza della macchina statale hanno deciso di usare le vie giudiziarie e come unico risultato si vedranno ridurre ancora di più la presenza di multinazionali sul territorio.
    non+autenticato
  • il pezzo piu' divertente e' la fine dell'articolo...

    come si fa a "non capacitarsi che gli Appleuser siano livorosi?" e' l'unica azienda dotata di una Religione Certificata dal 1981.A bocca aperta

    cfr. "reality distortion field"
    non+autenticato
  • La succursale di melablog, slidetomac, spidermac, osxdaily, rumorsappleSorride
    non+autenticato
  • buba buba

    - Scritto da: Experience
    > La succursale di melablog, slidetomac, spidermac,
    > osxdaily, rumorsapple
    >Sorride
    non+autenticato