Gaia Bottà

Copyright, AGCOM neutralizzata?

Un disegno di legge per depenalizzare la condivisione senza scopo di lucro e per attribuire al Dipartimento di pubblica sicurezza il compito di stanare i pirati. Sollevando AGCOM dal ruolo di sceriffo della Rete

Roma - Mentre l'Italia attende il calare del dibattutissimo regolamento AGCOM che dovrebbe tracciare il quadro dell'enforcement della tutela del diritto d'autore, una proposta di legge fa capolino in Parlamento. A favore della depenalizzazione delle violazioni del diritto d'autore qualora non vengano operate a scopo di lucro e a favore dell'affermazione del concetto dell'uso legittimo, per incentivare il mercato legale dei contenuti, e per affidare al Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell'Interno il lavoro sporco, in collaborazione con la Magistratura.

Si tratta dell'atto n. 1147, presentato in Senato alla fine di ottobre: il testo, non ancora disponibile presso i canali ufficiali, è circolato presso i media: quello che ne emerge è un disegno di legge che potrebbe rendere inutile il regolamento AGCOM, stabilendo un quadro più chiaro dei compiti e delle responsabilità in gioco.

La proposta depositata dal senatore Felice Casson (PD) e firmata dalle rappresentanti del PD Monica Cirinnà e Rosanna Filippin, solleverebbe l'ACGOM dalla posizione critica nella quale si trova, rendendo superfluo il suo intervento. La proposta attribuisce chiaramente al Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno il compito di raccogliere le segnalazioni delle violazioni, per poi informare l'autorità giudiziaria, la quale può disporre sequestri sui domini, come già avviene da anni a questa parte.
Questa procedura, però, verrebbe adottata solo nel momento in cui si individui lo scopo di lucro nella condivisione illegale delle opere: qualora invece non si rilevi lo scopo di lucro, la proposta di Casson prevede la depenalizzazione delle violazioni, che da anni è reclamata gran voce da più fronti e che non è mai stata ottenuta. Non è dato sapere quali siano le discriminanti che la proposta eventualmente traccia per delimitare lo scopo li lucro, ma il primo firmatario della proposta, in una intervista rilasciata al Corriere delle Comunicazioni, paragona il proprio testo a "norme già in vigore in molti Paesi UE che hanno eliminato le disposizioni che prevedono la responsabilità penale di chi offre online un'opera protetta da copyright, senza che ci siano finalità di guadagno".

Nessuna sanzione, promettono le parole di Casson, per coloro che vengano colti a scaricare opere protette dal diritto d'autore: "l'idea è quella di seguire il principio "follow the money". Si punta a colpire le grandi piattaforme che violano il copyright guadagnando a danno dell'industria", ha spiegato Casson, magari con la collaborazione degli intermediari che gestiscono le transazioni e l'advertising. Un approccio sulle labbra di molti, dagli operatori della Rete ad AGCOM stessa.

Accanto a quella che dai pochi dettagli in circolazione appare come una sostanziale legittimazione del download, che confida nella soppressione a monte dei comportamenti illeciti, là dove c'è chi ne trae guadagni economici, sembra emergere dalla proposta di Casson uno sguardo attento rispetto a ciò che avviene da tempo online con il riuso e la reinvenzione dei contenuti. Le parole riportate con encomio da chi ha preso visione del testo (parole che peraltro che ricalcano esattamente quelle della relazione che accompagnava una proposta di legge del 2009, depositata dall'onorevole del PDL Cassinelli) cercano un complesso bilanciamento tra il diritto d'autore e la necessità di tutelare la libertà di espressione online: "la necessità di fornire un quadro normativo diverso che, nei limiti di compatibilità con l'Ordinamento comunitario, tuteli i nuovi linguaggi abilitati dalla tecnologia non vuole in alcun modo tradursi nell'imposizione di un sacrificio dei diritti degli autori, ma vuole da una parte salvaguardare quella libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero che, in ogni modo e forma, è tutelata dalla nostra carta costituzionale".

A parere del Senatore è altresì necessario "contribuire a ridurre l'inefficienza nell'intermediazione dei contenuti musicali e audiovisivi, cominciando a liberalizzare il futuro di questo settore, promuovendo innovazione anche in termini commerciali". Non è dato sapere se Casson mediti un ripensamento delle competenze di soggetti come le colleciting society, ma per quanto attiene la valorizzazione del mercato legale in Rete, che sta assumendo anche in Italia un'importanza sempre maggiore, Casson rispolvera lo scardinamento delle finestre di distribuzione, un'istanza accarezzata anche da AGCOM. Le finestre rappresenterebbero, a parere del senatore, "concausa certa della pirateria audiovisiva, in quanto gli utenti, in assenza di un'adeguata offerta legale di contenuti audiovisivi online, si rivolgono ai canali pirata di distribuzione di tale contenuto".

La marcia verso il regolamento AGCOM, nel frattempo, procede: si fa sempre più vicina la scelta del candidato che dovrà sostituire il dimissionario Decina, mentre le pressioni dei rappresentanti dell'industria dei contenuti italiana non si allentano, dopo che è stato sgombrato il campo da presunte macchinazioni sul fronte del governo per legittimare appieno la delicata posizione di AGCOM. Il presidente di AGCOM Cardani aveva a suo tempo assicurato di essere pienamente disponibile a svincolare l'authority da questi poteri che sfuggono alle sue competenze, qualora il legislatore fosse intervenuto per aggiornare il quadro normativo. "Il parlamento è una fonte primaria, Agcom è un'autorità amministrativa - conferma il senatore Casson - Il regolamento si dovrebbe adeguare alle nuove norme in caso di discordanza tra i due provvedimenti".

Gaia Bottà
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49 Commenti alla Notizia Copyright, AGCOM neutralizzata?
Ordina
  • ... un contentino dato in pasto alla massa per poi procedere a tassare connessioni, supporti e quant' altro.
    non+autenticato
  • ...portami viaaaaa!

    "libertà di espressione"...

    E ditemi, cosa esprime la persona che scarica a sbafo il lavoro altrui? Esprime mancanza di rispetto per il prossimo?
    ruppolo
    33147
  • > E ditemi, cosa esprime la persona che scarica a
    > sbafo il lavoro altrui?

    Interesse per quel lavoro, magari?

    > Esprime mancanza di
    > rispetto per il
    > prossimo?

    Se il prossimo mi fa una richiesta illogica (tipo "non guardare da questa parte, oppure pagami"), non si è tenuti a rispettarla.
    non+autenticato
  • no in caso di remix, montaggio video, citazioni ecc si tratta di espressioni di opere.
    un esempio di come le cose non funzionano lo trovi nella canzone Io odio il pulcino pio, censurata su youtube su richiesta degli autori de il pulcino pio nonostante la canzone era stata riscritta da 0 e il video era originale.
    Questa è censura e non centra nulla con il copyright
  • > no in caso di remix, montaggio video, citazioni
    > ecc si tratta di espressioni di
    > opere.

    In base a quale legge?

    > un esempio di come le cose non funzionano lo
    > trovi nella canzone Io odio il pulcino pio,
    > censurata su youtube su richiesta degli autori de
    > il pulcino pio nonostante la canzone era stata
    > riscritta da 0 e il video era
    > originale.

    Il video non c'entra nulla. Il punto è solo la traccia audio, se davvero la richiesta proveniva dagli autori della canzone .
    Puoi spiegare, per curiosità, in che senso la canzone era riscritta da 0?

    > Questa è censura e non centra nulla con il
    > copyright

    Non c'entra.
    Su Youtube è facile, anzi facilissimo, spacciarsi per qualcuno o qualcosa che rivendica diritti su un video, e farlo rimuovere. Nel senso che Youtube in caso di segnalazione cancella sempre ; non gli costa nulla.Deluso
    Sta all'utente, eventualmente, fare una contronotifica e spiegare che quei contenuti non sono presi da altri, ma sono originali. A questo punto il segnalante viene informato, e ha tempo, credo 15 giorni: o va in causa contro il canale Youtube segnalato, oppure rinuncia a ogni pretesa, e il video viene ripristinato.
    Fonte: io stesso, ho un canale Youtube.Occhiolino
  • - Scritto da: Leguleio
    > > no in caso di remix, montaggio video,
    > citazioni
    > > ecc si tratta di espressioni di
    > > opere.
    >
    > In base a quale legge?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Parodia#Parodia_e_dir...

    La direttiva 2001/29/CE[4] del Parlamento europeo, (GU n. L 167 del 22/06/2001), estratto dall'articolo 5, enuncia:
    « Sono esentati dal diritto […] gli atti di riproduzione […] privi di rilievo economico proprio che sono […] parte integrante e essenziale di un procedimento tecnologico […] »

    in particolare al paragrafo 3 lettera K
    « quando l'utilizzo avvenga a scopo di caricatura, parodia o pastiche. »

    Questa legge liberalizza la riproduzione, la distribuzione e il diritto di comunicazione al pubblico di un'opera parodiata senza scopo di lucro e senza dover sottostare ai diritti d'autore già esistenti.

    In realtà il tema è molto più complicato, ci sono diverse altre leggi e articoli volti a tutelare l'autore di un'opera creativa ma anche il libero pensiero altrui, ci sono alcune eccezioni e casi limite. Ci sono addirittura diverse scuole di pensiero.
    In Italia

    L'articolo 21[5] della Costituzione Italiana afferma che
    « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione »

    È dunque assicurato il diritto di satira e la libertà di creare parodie e di esprimersi. Ovviamente questo diritto di esprimere il proprio pensiero trova un limite nel rispetto dei diritti altrui (diritto d'autore per esempio). Il Codice Penale, infatti, punisce l'offesa, la calunnia e nei casi più gravi (pornografia, diffamazione e istigazione a delinquere) è previsto il sequestro sotto il controllo della magistratura.

    Dalla legge 22 aprile 1941, n. 633 (G. U. n. 166 del 16 luglio 1941), si può citare l'articolo 70[6] che concede la libertà di riassumere, citare, riprodurre brani o parti di opere e la loro comunicazione al pubblico, anche qui entro alcuni limiti:

        devono essere effettuati per uso di critica o di discussione;
        non devono costituire concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera;
        se effettuati per fini di insegnamento o di ricerca scientifica, non devono avvenire a scopi commerciali e quindi di lucro;
        non può essere ripresa l'opera nella sua totalità, ma solo una parte di essa.

    Sempre dalla legge citata, l'articolo 3[7] dichiara:
    « Le opere collettive, costituite dalla riunione di opere o di parti di opere, che hanno carattere di creazione autonoma, come risultato della scelta e del coordinamento ad un determinato fine […] artistico, […] sono protette come opere originali, indipendentemente e senza pregiudizio dei diritti di autore sulle opere o sulle parti di opere di cui sono composte. »

    Nel campo della parodia questa legge risulta particolarmente importante in quanto indica, che un'opera creata, unendo altre opere o parti di esse, è da considerarsi autonoma qualora fosse il risultato di una scelta artistica e protetta senza pregiudizio su altri diritti d'autore già esistenti.

    Dal testo Il figlio di Iorio di Eduardo Scarpetta (parodia di La figlia di Iorio, di Gabriele D'Annunzio) scaturì il primo processo italiano inerente in diritto d'autore e può essere preso come esempio.
  • Sarebbe stato meglio lo avesse scritto NemoTizen, ma la risposta è esauriente, non chiedevo di più.
    Il limite invalicabile di queste operazioni parodistiche è che si pongono in diretta concorrenza commerciale con l'originale, è difficile dire che sono solo "cose per ridere". Esempio superficiale: questa è la parodia:

    http://www.youtube.com/watch?v=K3OaOgQ2ptY

    E questo era l'originale:

    http://www.youtube.com/watch?v=gwVxXEYrgZk

    Ha più visualizzazioni la parodia di Leone Di Lernia...Con la lingua fuori
  • salve.

    volevo chiedere a leguleio, sempre ferrato in materia, una piccola consulenza legale.

    se si scopre che un laureato ha copiato la tesi di laurea, che cosa succede (a tutt i livelli: penale, amministrativo, ecc..)?
    e dopo quanto tempo interviene la prescrizione del reato di plagio?
    e se la copiatura viene scoperta dopo tale data, non vi è proprio nessuna conseguenza?

    grazie
    non+autenticato
  • > salve.
    >
    > volevo chiedere a leguleio, sempre ferrato in
    > materia, una piccola consulenza
    > legale.
    >
    > se si scopre che un laureato ha copiato la tesi
    > di laurea, che cosa succede (a tutt i livelli:
    > penale, amministrativo,
    > ecc..)?

    Allora, la legge sul diritto d'autore non specifica se una copiatura è stata effettuata per una tesi di laurea o altro. Le sanzioni sono uguali per tutti: reclusione fino ad un anno o multa non inferiore a € 516. Poiché questa copiatura implica anche la violazione del diritto morale (ci si attribuisce l'opera di un altro) è prevista anche la distruzione delle copie.

    So per comunicazione diretta di una studentessa di economia della Luiss (privata) che ha rischiato di essere espulsa per essere stata beccata nella copiatura da un libro (nemmeno una tesi di laurea: credo fosse un elaborato, o una tesina, come le chiamano). Alla fine si sono limitati a farle ripetere l'anno accademico. Ma una regola generale non c'è: ogni università si regola come crede.

    Tieni presente che in Italia le tesi di laurea, per quanto formalmente pubbliche, sono fra i documenti meno letti e studiati che ci siano. La possibilità che l'autore o l'editore di un libro si accorgano della copiatura è pressoché nulla. Potrebbe succedere se l'incauto studente la mettesse online... a quel punto, la sanzione è strameritata.A bocca aperta

    La scoperta da parte dell'Ateneo che una tesi è copiata comporta anche la revoca della laurea.


    > e dopo quanto tempo interviene la prescrizione
    > del reato di
    > plagio?

    Non si chiama plagio. Il reato di plagio è stato abrogato nel 1981, e riguardava tutt'altra materia. Si chiama violazione della Legge sulla protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Conciso, no?!?
    In questo caso specifico, la prescrizione è di 6 anni.

    > e se la copiatura viene scoperta dopo tale data,
    > non vi è proprio nessuna
    > conseguenza?

    Non sono ferrato in materie civili, ma credo che un risarcimento per danni morali sia possibile chiederlo sempre, basta dimostrare di essere venuti a conoscenza del fatto solo da poco tempo.
    L'università può revocare la laurea anche dopo tale termine, se viene informata della circostanza. Non so sei sia mai avvenuto, a così lunga distanza dalla discussione della tesi, cioè oltre 6 anni.
  • mille grazie per le risposte puntuali ed esaurienti
    non+autenticato
  • Hai fatto una figura di palta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: scegli tu
    > salve.
    >
    > volevo chiedere a leguleio, sempre ferrato in
    > materia, una piccola consulenza
    > legale.
    >
    > se si scopre che un laureato ha copiato la tesi
    > di laurea, che cosa succede (a tutt i livelli:
    > penale, amministrativo,
    > ecc..)?
    > e dopo quanto tempo interviene la prescrizione
    > del reato di
    > plagio?
    > e se la copiatura viene scoperta dopo tale data,
    > non vi è proprio nessuna
    > conseguenza?

    Leguleio e' troppo leguleio per darti una risposta corretta dal punto di vista pratico.

    Bisogna fare un distinguo.
    Questo ipotetico laureato che ha copiato la tesi e' un parente o amico di qualche deputato/ministro/sottosegretario?
    E' ricco?
    E' amico o parente di qualche docente barone dell'universita' in cui sta studiando?

    Perche' in tal caso si applica una normativa diversa.
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > Bisogna fare un distinguo.
    > Questo ipotetico laureato che ha copiato la tesi
    > e' un parente o amico di qualche
    > deputato/ministro/sottosegretario?
    > E' ricco?
    > E' amico o parente di qualche docente barone
    > dell'universita' in cui sta studiando?
    >
    > Perche' in tal caso si applica una normativa
    > diversa.

    Se fosse una battuta, mi farebbe ridere.
    Purtroppo hai solo scritto la SACROSANTA verità (basti pensare al caso recente dei vincitori del concorso preannunciati con tanto di testo depositato).
    Izio01
    3882
  • > > Bisogna fare un distinguo.
    > > Questo ipotetico laureato che ha copiato la
    > tesi
    > > e' un parente o amico di qualche
    > > deputato/ministro/sottosegretario?
    > > E' ricco?
    > > E' amico o parente di qualche docente barone
    > > dell'universita' in cui sta studiando?
    > >
    > > Perche' in tal caso si applica una normativa
    > > diversa.
    >
    > Se fosse una battuta, mi farebbe ridere.
    > Purtroppo hai solo scritto la SACROSANTA verità
    > (basti pensare al caso recente dei vincitori del
    > concorso preannunciati con tanto di testo
    > depositato).

    L'università italiana è così, ci vuole un lavoro titanico per risanarla, lavoro che non credo nessun governo avrà mai l'autorità di attuare.
    Basti pensare che nel romanzo Il pendolo di Foucault di Umberto Eco il protagonista Casaubon, ad un certo punto, trova lavoro in una di quelle agenzie di "consulenza tesi" (eufemismo per dire che la tesi te la fanno loro, finita e rilegata); e spiega che non è un lavoro faticoso: basta andare a copiare le tesi di 10 anni prima. Umberto Eco era docente universitario, quando ha pubblicato il libro. Capito l'antifona? Sorride

    Sul lato giudiziario, invece, non cambia invece nulla: quando la magistratura si avvia, è uno schiacciasassi.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Basti pensare che nel romanzo Il
    > pendolo di Foucault
    di Umberto Eco il
    > protagonista Casaubon, ad un certo punto, trova
    > lavoro in una di quelle agenzie di "consulenza
    > tesi" (eufemismo per dire che la tesi te la fanno
    > loro, finita e rilegata); e spiega che non è un
    > lavoro faticoso: basta andare a copiare le tesi
    > di 10 anni prima. Umberto Eco era docente
    > universitario, quando ha pubblicato il libro.
    > Capito l'antifona?
    >Sorride

    Io mi ricordo il capitolo degli APS (autori a proprie spese), esilaranteA bocca aperta
    Purtroppo pure quel business è stato ammazzato dalla ReteCon la lingua fuori
    Funz
    12943
  • > > Basti pensare che nel romanzo Il
    > > pendolo di Foucault
    di Umberto
    > Eco
    > il
    > > protagonista Casaubon, ad un certo punto,
    > trova
    > > lavoro in una di quelle agenzie di
    > "consulenza
    > > tesi" (eufemismo per dire che la tesi te la
    > fanno
    > > loro, finita e rilegata); e spiega che non è
    > un
    > > lavoro faticoso: basta andare a copiare le
    > tesi
    > > di 10 anni prima. Umberto Eco era docente
    > > universitario, quando ha pubblicato il libro.
    > > Capito l'antifona?
    > >Sorride

    > Io mi ricordo il capitolo degli APS (autori a
    > proprie spese), esilarante
    >A bocca aperta
    > Purtroppo pure quel business è stato ammazzato
    > dalla Rete
    >Con la lingua fuori

    Proprio ammazzato non direi. Lo scrittore Alfonso Luigi Marra ha sempre pubblicato a sue spese presso case editrici di questo tipo, anche in tempi recenti. Una voce di Nonciclopedia è molto esplicita in proposito.Sorride

    Una cosa spiacevole è accaduta, mi dicono: che molte case editrici serie, o che si reputavano serie, hanno iniziato a reclutare giovani scrittori speranzosi, per poi fargli capire, arrivati al dunque, che avrebbero dovuto pagare.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Proprio ammazzato non direi. Lo scrittore Alfonso
    > Luigi Marra ha sempre pubblicato a sue spese
    > presso case editrici di questo tipo, anche in
    > tempi recenti. Una voce di Nonciclopedia è molto
    > esplicita in proposito.
    >Sorride

    Interessante, mi piacerebbe sapere quanti scrittori al giorno d'oggi campano pubblicando in proprio o solo su Internet.

    > Una cosa spiacevole è accaduta, mi dicono: che
    > molte case editrici serie, o che si reputavano
    > serie, hanno iniziato a reclutare giovani
    > scrittori speranzosi, per poi fargli capire,
    > arrivati al dunque, che avrebbero dovuto
    > pagare.

    Fossi in loro avrei approfittato del lavoro di editing per poi andare da un'altra parte, o APS... sciacallaggio per sciacallaggioCon la lingua fuori
    Funz
    12943
  • > > Proprio ammazzato non direi. Lo scrittore
    > Alfonso
    > > Luigi Marra ha sempre pubblicato a sue spese
    > > presso case editrici di questo tipo, anche in
    > > tempi recenti. Una voce di Nonciclopedia è
    > molto
    > > esplicita in proposito.
    > >Sorride
    >
    > Interessante, mi piacerebbe sapere quanti
    > scrittori al giorno d'oggi campano pubblicando in
    > proprio o solo su
    > Internet.

    Non credo proprio che ci campi. È una forma di narcisismo, come sarebbe acquistare un titolo nobiliare in una monarchia.
    Dimenticavo: un celebre caso di scrittore che ha pubblicato a sue spese è stato Marcel Proust. Per Dalla parte di Swann scelse di pagare l'editore Grasset.

    > > Una cosa spiacevole è accaduta, mi dicono:
    > che
    > > molte case editrici serie, o che si
    > reputavano
    > > serie, hanno iniziato a reclutare giovani
    > > scrittori speranzosi, per poi fargli capire,
    > > arrivati al dunque, che avrebbero dovuto
    > > pagare.
    >
    > Fossi in loro avrei approfittato del lavoro di
    > editing per poi andare da un'altra parte, o
    > APS... sciacallaggio per sciacallaggio
    >Con la lingua fuori

    L'idea non è male. Bisogna vedere se ci si riesce, a mettere le mani sul testo emendato e sottoposto a editing. Sospetto che lo facciano solo vedere, senza la possibilità di portarlo con sé, fino al versamento dei soldi.
  • da tutto quello che vorranno fare, il futuro è RetroShare a livello condominiale ed al più l'unione di condomini in un supercondominio. Oramai il materiale scaricato è più che ridondanteA bocca aperta
    non+autenticato
  • Io voglio vedere se tale progetto di legge andrà in porto così come è stato presentato!
    Troppo bello, libertà di scaricare liberamente qualsiasi cosa!
    W il mulo, alla faccia dei diritti d'autore iniqui e delle major, sarà un ottimo sistema per ripulire l'ambiente da DRM e disposizioni vessatorie nei confronti dei consumatori... che potranno a norma di legge scaricare gratis i contenuti che preferiscono, non che questo non avvenga già con una sostanziale impunità, ma renderlo legale! Godo intensamente!
  • secondo me tu godi sempre in anticipoSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Io voglio vedere se tale progetto di legge andrà
    > in porto così come è stato
    > presentato!
    > Troppo bello, libertà di scaricare liberamente
    > qualsiasi
    > cosa!
    > W il mulo, alla faccia dei diritti d'autore
    > iniqui e delle major, sarà un ottimo sistema per
    > ripulire l'ambiente da DRM e disposizioni
    > vessatorie nei confronti dei consumatori... che
    > potranno a norma di legge scaricare gratis i
    > contenuti che preferiscono, non che questo non
    > avvenga già con una sostanziale impunità, ma
    > renderlo legale! Godo
    > intensamente!

    Tu confondi "ladri" con "consumatori". È vero che entrambi consumano, ma c'è una lievissima differenza tra le due categorie, indovina quale.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Io voglio vedere se tale progetto di legge andrà
    > in porto così come è stato
    > presentato!
    > Troppo bello, libertà di scaricare liberamente
    > qualsiasi
    > cosa!

    eh? dicono solo che vogliono depenalizzare il reato, il che non significa che non sia ancora un illecito amministrativo (multa)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > Io voglio vedere se tale progetto di legge andrà
    > > in porto così come è stato
    > > presentato!
    > > Troppo bello, libertà di scaricare liberamente
    > > qualsiasi
    > > cosa!
    >
    > eh? dicono solo che vogliono depenalizzare il
    > reato, il che non significa che non sia ancora un
    > illecito amministrativo
    > (multa)

    Illecito amministrativo e' anche il divieto di fumare, al quale si applica il principio di Churchill.

    Se uno scarica, lo si multa.
    Se mille scaricano, gli si chiede per favore di smettere.
    Se un milione scaricano, si dice a quello che si sta lamentando: "Aspetta un attimo che sto finendo di scaricare sto film... che poi ti passo una copia."
  • - Scritto da: panda rossa

    >
    > Illecito amministrativo e' anche il divieto di
    > fumare, al quale si applica il principio di
    > Churchill.
    >

    Quale principio? Fortunatamente la Legge non si ferma davanti ai numeri: se è vietato fumare, è vietato e chi si ostina a farlo sarà punito.

    Se la maggioranza della popolazione commette reati, il reato non cessa di esistere.

    Con questo non voglio dire che lo scaricamente e la condivisione di file su internet debba essere perseguita come se fosse un reato da codice penale, per carità, così non è. Ma non si deve permettere che passi il messaggio che qualcosa è lecito solo perchè lo fa abbastanza gente.
    non+autenticato
  • > Quale principio? Fortunatamente la Legge non si
    > ferma davanti ai numeri: se è vietato fumare, è
    > vietato e chi si ostina a farlo sarà
    > punito.

    – Pierino, perché' piangi?
    – Sigh... la maestra mi ha sospeso...
    – E perché'?

    – Perché quando è entrata in classe c'era il mio compagno di banco che fumava...
    – E allora... tu che c'entri se lui fumava?
    – Hanno detto tutti che ero stato io a dargli fuoco!






    >
    > Se la maggioranza della popolazione commette
    > reati, il reato non cessa di
    > esistere.

    Ma cessa di essere punito, perchè non esistono carceri abbastanza grandi e non ci sono poliziotti a sufficienza.

    >
    > Con questo non voglio dire che lo scaricamente e
    > la condivisione di file su internet debba essere
    > perseguita come se fosse un reato da codice
    > penale, per carità, così non è. Ma non si deve
    > permettere che passi il messaggio che qualcosa è
    > lecito solo perchè lo fa abbastanza
    > gente.

    Se abbastanza gente non è d'accordo con una legge, tale legge viene cambiata o abrogata.
    non+autenticato
  • > > Se la maggioranza della popolazione commette
    > > reati, il reato non cessa di
    > > esistere.
    >
    > Ma cessa di essere punito, perchè non esistono
    > carceri abbastanza grandi e non ci sono
    > poliziotti a
    > sufficienza.

    Rileggete entrambi i commenti di bubba e Panda Rossa: si parla di illecito amministrativo, non di reato. Due cose ben diverse.

    > Se abbastanza gente non è d'accordo con una
    > legge, tale legge viene cambiata o
    > abrogata.

    Il linea di principio sì. Le leggi in materia fiscale sono la più robusta eccezione, e guarda caso sono una di quelle materie in cui non sono ammessi referendum: le 500 000 firme per abrogare certe tasse in Italia si raccolgono in un battibaleno.Ficoso
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