Riconoscimento delle Professioni Web

Ne parlano in tanti e in una mailing list emerge una prima bozza di proposta di legge aperta alla collaborazione di tutti. Per il riconoscimento dei titoli e la qualificazione delle professioni non riconosciute

Roma - Riconoscere i titoli professionali, qualificare quelle professioni legate ad Internet e al Web che non sono riconosciute e che pure riguardano tanti operatori che da tempo chiedono una maggiore considerazione delle capacità acquisite. Questo l'obiettivo di una prima bozza di quella che potrebbe diventare una vera e propria proposta di legge sulle "Professioni Web", una bozza di cui si sta parlando in una mailing list italiana dedicata all'argomento, WebProfession.

La bozza è dichiaratamente un documento di lavoro al quale possono contribuire tutti gli interessati già in lista con l'obiettivo di dar vita ad un testo che possa essere fatto proprio da uno o più parlamentari e abbia dunque delle chance di tradursi in legge dello Stato.

Qui di seguito il primo testo presentato.
"PROPOSTA DI LEGGE
RICONOSCIMENTO REGOLAMENTAZIONE E TUTELA DELLE PROFESSIONI DEL WEB

Art. 1 (principi generali)

1. L'esercizio delle attività lavorative e professionali è libero salvi i casi in cui la legge richieda, anche per lo svolgimento di singole attività, l'iscrizione in appositi albi o elenchi ai sensi dell'art. 2229 c.c.

2. La presente legge garantisce il libero esercizio delle attività lavorative e professionali delle professioni web, attività non regolamentate ai sensi dell'articolo 2223 del Codice e definite nell' art. 2 della presente legge, in qualunque modo e forma esercitate, anche in via subordinata ed in forma societaria, allo scopo di garantire ai fruitori dei servizi professionali la qualità, la correttezza e la responsabilità della prestazione richiesta.

Art. 2 (le professioni del web)

1. Le professioni del web comprendono le figure professionali che, in qualsiasi forma di inquadramento lavorativo, sia nel settore pubblico che privato, si occupano di produzione, sviluppo, manutenzione, fornitura di prodotti e servizi nel settore delle comunicazioni informatiche con tecnologia internet, intranet ed extranet.

2. Le professioni del web sono suddivise in macro-categorie di competenza, qui di seguito definite:
a) Produzione e/o fornitura di sistemi e applicazioni
b) Manutenzione di sistemi e applicazioni
c) Consulenze
d) Altri servizi connessi all'attività professionale nel web

3. L'elenco delle attività lavorative e professionali delle professioni web, è definito dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) secondo quanto definito ai commi 1 e 2 del presente articolo, uniformando le figure professionali secondo le direttive internazionali definite dall'Unione Europea e sentite le associazioni di categoria.

4. Alle macro-categorie di cui al comma 2 dell'art. 2 corrisponderanno nuovi codici attività assegnabili ai titolari di partita IVA operanti nelle professioni del web secondo quanto definito dal D.P.R. 633/72.

Art. 3 (accesso alle professioni del web)

1. L'accesso alle attività lavorative e professionali di cui all'art.2 è libero, in conformità al diritto comunitario, senza vincoli di predeterminazione numerica e senza vincolo di iscrizione ad associazioni di categoria.

2. Le associazioni di categoria, sia riconosciute che non riconosciute, sono di natura privata, su base volontaria e possono rilasciare attestazioni di competenza e di professionalità secondo quanto stabilito dall'art. 5 della presente legge.

Art. 4 (associazioni di categoria)

1. Le associazioni costituite dagli esercenti attività lavorative e professionali non rientranti nella previsione di cui all'art. 2229 del Codice Civile, sono riconosciute se soddisfano i seguenti requisiti:
a) l'esistenza di uno statuto dell'associazione che escluda ogni finalità di lucro e determini l'ambito dell'attività professionale;
b) l'esistenza di un codice deontologico;
c) l'esistenza di procedure di valutazione degli associati;

2. Le associazioni che soddisfano i requisiti di cui al comma 1 del presente articolo possono richiedere l'iscrizione in apposito registro tenuto presso il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL).

3. Il CNEL, sentite le associazioni di categoria di cui al comma 2, ha il compito di (1):
a) individuare i casi in cui, a tutela del cliente, sono fissati i corrispettivi massimi delle prestazioni professionali, che devono essere rispettati dalle parti;
b) individuare i corrispettivi minimi che devono essere rispettati dalle parti per le prestazioni professionali, nonché i corrispettivi che devono essere applicati dalle parti per le prestazioni imposte, in modo tale che i predetti corrispettivi siano rapportati al costo della prestazione, comprensivo delle spese e del compenso del professionista.

Art. 5 (attestazioni professionali e certificazioni)

1. Le associazioni di cui all'art. 4 possono rilasciare periodicamente, previa le necessarie verifiche, attestazioni professionali o certificazioni ai propri associati.

2. Le attestazioni professionali e le certificazioni di cui al comma 1 del presente articolo non sono requisito necessario per l'esercizio dell'attività lavorativa e professionale e sono riconosciute come competenza previsto dalle direttive comunitarie.

3. Le attestazioni professionali si riferiscono all'assegnazione di un titolo di partecipazione a corsi o seminari di aggiornamento formativo e devono riportare i seguenti dati:
a) Dati identificativi ed emblemi dell'associazione;
b) Chiara definizione dell'ambito di rilascio dell'attestato e dell'argomento;
c) Data di rilascio;
d) Dati di riconoscimento dell'associato.

4. Le certificazioni professionali si riferiscono all'assegnazione di un titolo di attestazione di competenza e conoscenza nell'ambito dell'attività professionale e deve rispettare i seguenti requisiti, oltre a quelli indicati per le attestazioni professionali al comma 3 del presente articolo:
a) Definizione dei requisiti per ottenere il titolo;
b) Valutare la conoscenza tramite una terza autorità di garanzia;
c) Prevedere un limite temporale di valenza non inferiore ai sei mesi e non superiore ai ventiquattro mesi.

Art. 6 (tutela professionale)

1. Il professionista che opera nei settori di cui all'art. 2 della presente legge deve assicurare un'adeguata tutela del cliente e degli interessi pubblici connessi al corretto e legale esercizio della professione medesima, la correttezza e la qualità delle prestazioni, il rispetto delle regole deontologiche, la salvaguardia dell'autonomia del professionista nelle scelte inerenti lo svolgimento della propria attività, la diretta e personale responsabilità del professionista incaricato per l'adempimento della prestazione professionale, nonché per il danno ingiusto derivante dalla prestazione stessa.

2. Per la tutela di cui al comma 1 del presente articolo è obbligatoria la stipulazione di adeguate forme di assicurazione per la responsabilità civile conseguente ai danni arrecati nell'esercizio dell'attività professionale, tale da assicurare l'effettivo risarcimento del danno, anche in caso di attività professionale svolta da dipendenti o collaboratori con contratti atipici.

Art. 7 (incentivi)

1. I titolari delle attività previste dall'art. 2 comma 2 beneficiano per il biennio 2004/2006 di un credito d'imposta pari al 30% per gli investimenti effettuati nell'acquisto di attrezzature e applicazioni informatiche necessarie per la crescita tecnologica dell'attività svolta.

2. Oltre ai benefici del comma 1 del presente articolo è previsto un credito d'imposta pari al 30% per le spese sostenute per la formazione nei settori definiti dall'art. 2 comma 2 della presente legge.

NOTE:
(1) = DDL sulle professioni intellettuali
TAG: italia
37 Commenti alla Notizia Riconoscimento delle Professioni Web
Ordina
  • Concordo con te.

    Ho appena passato un colloquio di lavoro, e il colloquio l'ho ottenuto semplicemente così: "sa usare photoshop?" io:"oltre a usarlo lo insegno".
    Se non avessi lavorato come insegnante in un'altra azienda, non avrei mai potuto dire una cosa del genere e convincerli che ero adatta, che avevo la preparazione giusta.

    Le VERE certificazioni te la dà l'esperienza professionale, l'elenco di attività sul curriculum; non un numero che cerca di misurare quanto sei bravo a studiare (o a far finta di studiare) certi argomenti.

    Nel mio caso, sono diventata insegnante da sola, lavorando. Non è servita nessuna scartoffia ma solo la passione e la voglia di impegnarsi per fare al meglio il proprio lavoro.

    Il pensiero della burocratizzazione dell'IT, con la conseguenza di ritrovarsi circondati da colleghi raccomandati e dubbiamente certificati da *non si da bene chi*, mi fa venire la pelle d'oca.

    :>Nime
    non+autenticato
  • Il mio post qui sopra è in realtà una risposta all'intervento "Ma non è business per le certificazioni?"
    Ero un po' di fretta e per sbaglio ho postato il mio commento come nuovo messaggio...

    :>Nime
    non+autenticato
  • Ciao a tutti,

    come molti di voi sapranno ci sono tantissime società che si spacciano di dare certificazioni che invece sono solo attestati di partecipazione.

    Ora in questa legge le ass. senza fini di lucro ( !!! ) potrebbero dare certificazioni riconosciute dallo stato.

    Ora attenzione che in Italia, associazioni senza fini di lucro è un pò ambiguo e fortemente interpretabile:)))

    E chi propone questa legge è proprio una associazione...

    Mahhh....la buon volontà c'è...ma attenzione...anche perchè le vere certificazioni sono quelle che le aziende ( e i responsabili del settore umanoSorride) ) conoscono...non certo di una "XXXX" associazione seppur riconosciuto dallo stato.

    Certo, bisogna farlo in pprospettiva, ma attenzione perchè quello dei corsi è un business incredibile, dove già in tantissimi con i corsi FSE ci hanno marciato su prendendo tanti soldi e insegnado pochisssimo ( non tutti...ma molti )

    non+autenticato
  • Ciao a tutti.

    Ho ottenuto il diploma di maturità d'arte nel '99, in una scuola statale di Urbino. All'ufficio di collocamento di Pesaro, che dista poche decine di Km e FA PROVINCIA insieme a Urbino, non avevano la qualifica della mia scuola. Risultato: sono rimasta per più di 3 anni classificata come "apprendista con diploma di 3° media".
    L'altro giorno ho potuto finalmente rimediare, perchè gli elenchi delle qualifiche sono stati aggiornati. Però, sorpresa, manca la qualifica per un importante master post-diploma che ho fatto nel frattempo!!

    Sinceramente mi rompo veramente i cosiddetti a sentire parlare di web-qui e web-là: anch'io lavoro nella grafica e sì, faccio anche web ma non c'è solo quello!!

    Piuttosto, potremmo dire che lo Stato riconosce SOLO il web (e a volte il cad): vengono continuamente attivati corsi di formazione pubblici (gratuiti) e privati, il lavoro c'è e i lavoratori anche, di Internet e dei suoi lavoratori si parla più spesso che di tutto il resto dell'IT.

    Il web-qualcosa è di fatto la più famosa professione legata all'IT, e 'ste lagne per essere inquadrati mi sanno tanto da bambini viziati.

    Sono stufa di spiegare alla gente che razza di lavoro sia "fare grafica 3D", e di vedere mia madre in (orgogliosa) difficoltà quando le chiedono "ma che lavoro fa sua figlia??"

    My 2 cents.

    :>Nime

    P.S: Sono per la tutela, ma non mi piacciono i partitismi: o veniamo tutelati TUTTI NOI lavoratori dell'IT, o restiamo tutti insieme allo stato brado...
    non+autenticato

  • > P.S: Sono per la tutela, ma non mi piacciono
    > i partitismi: o veniamo tutelati TUTTI NOI
    > lavoratori dell'IT, o restiamo tutti insieme
    > allo stato brado...

    Quando presi il diploma dell'istituto professionale per il commercio, Scuola Statale di Torino, sezione operatore turistico, mi presentai alla camera di commercio per iscrivermi come commerciante, volevo avere l'iscrizione anche se al momento lavoravo nella ditta di famiglia.

    Mi dissero che non potevo iscrivermi senza un esame, Avessi fatto ragioneria o una scuola commerciale si ma così no. Gli dissi che ero un diplomato di una scuola commerciale, che secondo la legge italiana avrei avuto diritto a tutte le iscrizioni compresa quella per bar e ristoranti, mi fu risposto che secondo il loro elenco non era così la mia scuola non c'era, se aprivo una agenzia di viaggi allora potevo fnon dare l'esame ma una altra attività no, poco importa se le materie da me fatte poco differivano da quelle di ragioneria e della sezione commercio della stessa scuola, dovetti dare l'esame perchè la commissione stabilì che non avevo i requisiti.

    Inutile dire che cià che dovetti presentare all'esame, in 5 anni di superiori lo affrontai decisamente in maniera più approfondita. Al termine dell'esame la commisisone mi fece i complimenti per la mia preparazione, decisamente superiore a quella che di solito avevano coloro che si presentavano. Mi chiesero quanto avessi studiato e risposti che avevo letto qualche cosa sui loro libri che poteva interessarmi, per il resto tirai fuori da una borsa alcuni testi scolastici per dimostrare come e dove la mia preparazione era stata fatta.

    Perchè l'esame quindi? Glielo dissi in faccia che per me era un furto oltre che una presa per il culo, perchè fare l'esame quindi? I loro libri mi costarono 90 mila lire e tra diritti e iscrizioni spesi 250 mila lire, per nona vere però tutte le iscrizioni am solo una parte, ora si capisce perchè dovetti dare l'esame, quello era un business. Aggiungo che pochi anni dopo la camera di commercio fu costretta a inserire la mia scuola tra quelle che davano diritto a tutte le licenze perchè qualcuno preferì fare ricorso contro la commisione e vinse, Quando mi presentai per uan variazione mi dissero che non capivano eprchè ero iscritto solo in alcune categorie e non tutte li mi venne da ridere e dissi, perchè dovetti fare l'esame per iscrivermi nonostante il mio titolo di studio. L'impiegata mi guardo e disse "ho capito, non le hanno riconosciuto il titolo di studio" "proprio così" risposi io, morale della favola,troppe leggi leggine, burocrazie direttive troppo di tutto, invece che semplificare approfittarsi di tutto per spennare i polli.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Quando presi il diploma dell'istituto
    > professionale per il commercio, Scuola
    > Statale di Torino, sezione operatore
    > turistico, mi presentai alla camera di
    > commercio per iscrivermi come commerciante,
    > volevo avere l'iscrizione anche se al
    > momento lavoravo nella ditta di famiglia.
    >
    > Mi dissero che non potevo iscrivermi senza
    > un esame, Avessi fatto ragioneria o una
    > scuola commerciale si ma così no. Gli dissi
    > che ero un diplomato di una scuola
    > commerciale, che secondo la legge italiana
    > avrei avuto diritto a tutte le iscrizioni
    > compresa quella per bar e ristoranti, mi fu
    > risposto che secondo il loro elenco non era
    > così la mia scuola non c'era, se aprivo una
    > agenzia di viaggi allora potevo fnon dare
    > l'esame ma una altra attività no, poco
    > importa se le materie da me fatte poco
    > differivano da quelle di ragioneria e della
    > sezione commercio della stessa scuola,
    > dovetti dare l'esame perchè la commissione
    > stabilì che non avevo i requisiti.
    >

    anche se il mio intervento è OT, posso dirti che si tratta di un caso simile a quello che riguarda il titolo di Agrotecnico (rilasciato dagli istituti professionali per l'agricoltura) e quello di Perito Agrario (rilasciato dagli istituti tecnici agrari). Ci sono stati diversi casi di concorsi riservati ai diplomati presso istituti tecnici e che escludevano di fatto i diplomati presso gli istituti professionali, ma i ricorsi al TAR presentati dal collegio degli agrotecnici sono sempre stati accettati. I titoli conseguiti presso gli istituti professionali sono a tutti gli effetti equipollenti da un punto di vista legale a quelli conseguiti presso gli istituti tecnici (almeno, di sicuro per il settore agrario).
    Si tratta d'ignoranza di chi organizza i concorsi, le selezioni, ecc. La normativa prevede un distinguo fra istituti professionali e istituti tecnici solo ai fini dell'iscrizione ai relativi albi professionali, ma molti non lo sanno.

    Probabilmente esiste anche un albo professionale per i diplomati presso gli istituti professionali per il commercio, ti consiglio di contattare un rappresentante del collegio per avere informazioni dettagliate.
    gian_d
    10466

  • > Sono stufa di spiegare alla gente che razza
    > di lavoro sia "fare grafica 3D", e di vedere
    > mia madre in (orgogliosa) difficoltà quando
    > le chiedono "ma che lavoro fa sua figlia??"

    Sono curioso di sapere, se è lecito, cosa crei in 3DOcchiolino
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Sono stufa di spiegare alla gente che
    > razza
    > > di lavoro sia "fare grafica 3D", e di
    > vedere
    > > mia madre in (orgogliosa) difficoltà
    > quando
    > > le chiedono "ma che lavoro fa sua
    > figlia??"
    >
    > Sono curioso di sapere, se è lecito, cosa
    > crei in 3DOcchiolino

    Ho scoperto qualcosa facendo un po' di web-searching...infatti penso che ti riposterò la domanda via email....visto che è un po' off-topic...
    Jinxius.
    non+autenticato
  • il mio sito è www.fu.nikibatsprite.com
    Enjoy ;>

    :>Nime
    non+autenticato
  • Ma sì, facciamo leggi e riconoscimenti speciali per le "professioni del web", notoriamente un lavoro duro e pericoloso. Fa niente se poi l'equipaggio di un'ambulanza ha meno diritti del benzinaio che gli fa il pieno, tanto rischiano solo la pelle ad ogni incrocio e di beccarsi ogni sorta di malattia...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma sì, facciamo leggi e riconoscimenti
    > speciali per le "professioni del web",
    > notoriamente un lavoro duro e pericoloso.

    No ma il piu' delle volte poco pagato e poco tutelato.

    > Fa
    > niente se poi l'equipaggio di un'ambulanza
    > ha meno diritti del benzinaio che gli fa il
    > pieno,

    Bha, hanno gli stessi diritti degli infermieri e dottori in quanto un equipaggio dell'ambulanza e' composto da infermieri e dottori.

    > tanto rischiano solo la pelle ad ogni
    > incrocio e di beccarsi ogni sorta di
    > malattia...

    Su questo sono d'accordo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Bha, hanno gli stessi diritti degli
    > infermieri e dottori in quanto un equipaggio
    > dell'ambulanza e' composto da infermieri e
    > dottori.

    No caro mio, su tre (o quattro) componenti dell'equipaggio solo uno è un infermiere!

    Questa è la composizione dell'equipaggio di un'ambulanza del 118:
    - Capo equipaggio
    - Autista
    - Infermiere professionale
    - Milite (non richiesto ma consigliato)

    L'unico ad avere dei diritti speciali è proprio l'infermiere, che appunto per "il rischio aggiunto" viene ben pagato.
    Gli altri sono lavoratori come tutti gli altri, con il solito stipendio medio e i diritti di qualunque impiegato od operaio. Tranne quando sono volontari (cioé la maggior parte delle volte), in tal caso non sono nemmeno pagati (anzi, si devono pagare la divisa) e nella legislazione valgono meno di zero... naturalmente nulla vieta anche a medici ed infermieri di fare i volontari, ma non cambia nulla, sempre volontari sono, e non possono assumere il ruolo dell'infermiere.

    Il medico fa invece parte dell'equipaggio dell'automedica:

    - Autista
    - Medico professionale
    - Infermiere professionale

    L'automedica viene inviata assieme all'ambulanza solo in caso di bisogno, cioé una volta su dieci. Su di essa vale lo stesso discorso dell'ambulanza: medico ed infermiere sono pagati bene, l'autista no (lavoratore o volontario che sia).


    Poi potremmo aggiungere che il 75% delle ambulanze in Italia appartiene alle organizzazioni di volontariato, quindi se vengono distrutte in servizio, chi paga?
    La Croce Rossa è già più fortunata in quanto Ente statale, ma se il servizio di emergenza fosse affidato solo a loro, poveri noi...


    Se ti stai chiedendo come faccio a sapere tutte queste cose, è perché sono volontario. E meno male che non mi sono fatto niente, quando mi sono venuti addosso.
    non+autenticato
  • Non capisco che c'entri questo. Il riconoscimento delle professioni serve a tutti, agli utenti per capire di chi fidarsi e ai professionisti per proporsi autorevolemente e vedere valorizzate le proprie capacit?. Nonch? per la burocrazie che latrimenti proibisce di esercitare determinate mansioni.

    Va tutta la mia solidariet? a quanti svolgono un lavoro non tutelato adeguatamente (mia mamma ? pure infermiera) ma non vedo perch? questo dovrebbe rendere ridicolo il doveroso riconoscimento di professionalit?. Sono due cose diverse.
    E' (amaramente) ridicolo che entrambe non siano gi? state regolamentate da tempo.
    Non facciamoci la guerra tra poveri, vi prego.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E' (amaramente) ridicolo che entrambe non
    > siano gi? state regolamentate da tempo.

    Ma il problema è proprio questo: perché le "professioni del web" dovrebbe essere regolamentate?
    Dopotutto non si tratta di un lavoro che può mettere a rischio la vita di qualcuno. Se qualcuno vuole farsi una certificazione, buon per lui, ma non vedo alcuna ragione perché questa debba essere obbligatoria o discriminante, o a carico dello Stato che ha già abbastanza cose a cui pensare.

    A questo punto, tanto varrebbe regolamentare tutte le professioni, compresi spazzini (sapete quante persone scivolano sulle foglie cadute sui marciapiedi???) e becchini (il rispetto dei morti dove lo mettiamo?)
    non+autenticato
  • siamo tutti inquadrati come impiegati metalmeccanici....cosa c'entra la metalmeccanica con me che faccio programmi per il settore sanità??
    mah!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > siamo tutti inquadrati come impiegati
    > metalmeccanici....cosa c'entra la
    > metalmeccanica con me che faccio programmi
    > per il settore sanità??
    > mah!!

    Non centri nulla, ma una categoria piu' bassa per poterti inquadrare non sono riusciti a trovarla, purtroppo quella di servi della gleba non e' piu' valida.A bocca aperta
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 11 discussioni)