Mauro Vecchio

USA, l'esercito pirata

Il governo degli Stati Uniti ha sfruttato senza autorizzazione un software logistico per il coordinamento delle missioni di guerra. Apptricity chiede 225 milioni di dollari, ottenendone 50

Roma - I vertici di Apptricity contro il governo statunitense, accusato di massiva violazione del copyright per lo sfruttamento non autorizzato di uno strumento software dedicato alla logistica nella tutela degli spostamenti dei soldati e al tracciamento delle forniture militari spedite nelle aree più critiche del pianeta. Dopo aver dichiarato guerra al furto della proprietà intellettuale, le autorità di Washington sono finite nel mirino dei detentori del diritto d'autore in una delicata querelle legale sulle licenze software.

Siglato nel 2004, il contratto tra Apptricity e l'esercito statunitense aveva previsto l'implementazione degli strumenti di analisi e monitoraggio su un massimo di cinque server e un totale di 150 dispositivi singoli. Ampiamente sfruttato nelle operazioni in Medio Oriente, il software logistico ha facilitato le operazioni di gestione delle spedizioni e degli spostamenti dei militari a stelle e strisce.

Nel corso di una pianificazione strategica del 2009, i vertici di Apptricity apprendevano con sommo sbigottimento che il governo USA aveva ordinato l'implementazione del pacchetto su un totale di 93 server e oltre 9mila dispositivi. Ben al di là delle condizioni contrattuali siglate con l'azienda cinque anni prima. Con 1,3 milioni di dollari da pagare per una singola licenza server e 5mila dollari per ognuno dei dispositivi, le autorità statunitensi si sono improvvisamente ritrovate con un debito da quasi 225 milioni di dollari.
Calcoli alla mano, Apptricity ha denunciato il governo federale per violazione dei termini di licenza per l'uso del suo software, chiedendo l'intera cifra. Senza arrivare allo scontro legale, le autorità di Washington hanno proposto - e ottenuto - un risarcimento forfettario di 50 milioni di dollari. Il rapporto contrattuale con Apptricity continuerà tranquillamente dopo la scaramuccia delle installazioni pirata.

Mauro Vecchio
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20 Commenti alla Notizia USA, l'esercito pirata
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  • Caro Leguleio, ti sottopongo il seguente quesito:

    se un individuo, torvandosi all'interno dell'ambasciata USA (supponiamo a Roma o qualunque città europea), commette un reato, dovrebbe essere giudicato in base alla legge statunitense, giusto?

    Il punto è: gli Stati Uniti sono formati da 50 stati, ognuno con la propria legislazione. Un caso di omicidio in California può produrre una sentenza di condanna a morte, mentre lo stesso identico reato a Boston può essere punito con un tot. di anni di carcere. Ma nell'ambasciata come ci si regola?
    non+autenticato
  • > Caro Leguleio, ti sottopongo il seguente quesito:
    >
    > se un individuo, torvandosi all'interno
    > dell'ambasciata USA (supponiamo a Roma o
    > qualunque città europea), commette un reato,
    > dovrebbe essere giudicato in base alla legge
    > statunitense,
    > giusto?
    >
    > Il punto è: gli Stati Uniti sono formati da 50
    > stati, ognuno con la propria legislazione. Un
    > caso di omicidio in California può produrre una
    > sentenza di condanna a morte, mentre lo stesso
    > identico reato a Boston può essere punito con un
    > tot. di anni di carcere. Ma nell'ambasciata come
    > ci si
    > regola?

    La domanda è viziata da un presupposto errato: che la sede di un'ambasciata Usa sia territorio Usa. Non è così, esiste anche un recente sentenza della Corte di Cassazione che stabilisce che lo Stato italiano ha giurisdizione nella sede consolare in caso di reati (ma non credo avrebbe fatto alcuna differenza se fosse stata l'ambasciata):

    http://www.dirittoitalia.it/opencms/Corte_di_cassa...

    Le ambasciate sono inviolabili nel senso che nessuno può andare ad arrestarvi qualcuno o compiere perquisizioni, e nel senso che buona parte del personale (non tutti) gode dell'immunità diplomatica e dell'inviolabilità della corrispondenza.

    Diciamo che in pratica, in caso di reati avvenuti all'interno, le autorità Usa non farebbero parola della circostanza, e cercherebbero di risolvere la questione con detective della loro nazionalità, eventualmente effettuando una extraordinary rendition negli Usa, se e quando individuano il colpevole.
  • - Scritto da: Leguleio
    >(ma non credo avrebbe
    > fatto alcuna differenza se fosse stata
    > l'ambasciata):
    >

    C'e' grande differenza tra Consolato e Ambasciata.

    L'Ambasciata e' territorio dello stato ospite e gode di tutte le immunita' del caso. In caso di reato perpetrato all'interno dell'Ambasciata e' demandato all'Ambasciatore di decidere se rimettere nelle mani della "Host Nation" la giurisdizione o procedere "motu proprio".
    Nel caso degli Stati Uniti, la giurisdizione e' Federale, ovvero si applicano le leggi federali, al pari di altri reati che vengono commessi negli Stati Uniti.

    Fonte: Lavoro in Ambasciata...

    Aggiungo:

    L'ambasciatore è «chi si reca o risiede per conto o in nome di uno stato o di una comunità presso un altro stato o presso un'autorità politica o religiosa per eseguirvi una missione diplomatica»

    Il console è un «agente per mezzo del quale uno stato esercita nel territorio di un altro stato funzioni pubbliche, di natura varia prevalentemente amministrativa e a volte anche giurisdizionale»
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    Modificato dall' autore il 02 dicembre 2013 19.13
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  • > >(ma non credo avrebbe
    > > fatto alcuna differenza se fosse stata
    > > l'ambasciata):
    > >
    >
    > C'e' grande differenza tra Consolato e
    > Ambasciata.
    >
    >
    > L'Ambasciata e' territorio dello stato ospite e
    > gode di tutte le immunita' del caso. In caso di
    > reato perpetrato all'interno dell'Ambasciata e'
    > demandato all'Ambasciatore di decidere se
    > rimettere nelle mani della "Host Nation" la
    > giurisdizione o procedere "motu
    > proprio".

    Questo per quanto riguarda il diritto dello Stato estero. Credo che anche le ambasciate italiane all'estero utilizzino questa prerogativa.
    Nella pratica, non è automatico che funzioni così: se una notizia di reato arriva fuori dalle mura dell'ambasciata, e se il reato è sufficientemente grave e in danno di un cittadino, la magistratura si muove comunque. Possono mettere i bastoni fra le ruote, rifiutare di rispondere alle domande, non permettere sopralluoghi... Ma sicuramente non possono impedire lo svolgersi delle indagini con tutte le conseguenze del caso.
    E, alla lunga, possono anche rischiare che l'ambasciatore sia definito persona non grata, se frappone troppi ostacoli.

    Hai un riferimento normativo per quanto riguarda la facoltà dell'ambasciatore di decidere se rimettere nelle mani della "Host Nation" la giurisdizione o procedere "motu proprio"?
  • L'esercito americano ha fatto una figuraccia, però vorrei sapere quale azienda privata, e anche pubblica, chiede di rivedere il contratto nel momento in cui ha necessità di installare il programma su più PC, oppure su più server, di quelli previsti inizialmente. Lo fanno giusto quelli che non sono in grado di copiarlo da sé, e hanno bisogno dei tecnici della Apptricity... ma per imbranataggine, l'onestà non c'entra.
  • - Scritto da: Leguleio
    > L'esercito americano ha fatto una figuraccia,
    > però vorrei sapere quale azienda privata, e anche
    > pubblica, chiede di rivedere il contratto nel
    > momento in cui ha necessità di installare il
    > programma su più PC, oppure su più server, di
    > quelli previsti inizialmente. Lo fanno giusto
    > quelli che non sono in grado di copiarlo da sé, e
    > hanno bisogno dei tecnici della Apptricity... ma
    > per imbranataggine, l'onestà non
    > c'entra.
    .... mah, bisogna vedere veramente chi e' il "pirata" qui ...1.3mln per licenza ... non e' improbabile "entrambi"Con la lingua fuori
    ceo> ok, usl napoli.. forniture di siringhe a 25eu/una
    usl> ottimo
    ceo> il SUO conto alle cayman glielo comunico al centromassaggi ucraino domani
    non+autenticato
  • > .... mah, bisogna vedere veramente chi e' il
    > "pirata" qui ...1.3mln per licenza ... non e'
    > improbabile "entrambi"

    Del costo delle licenze non mi occupo, sono discorsi inconcludenti. Fin da quando andavo alle elementari sento discorsi sui calciatori pagati troppo, in seguito si è aggiunta la schiera dei presentatori tv e dei top manager. Parlarne cambia qualcosa?
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    Modificato dall' autore il 02 dicembre 2013 12.34
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  • - Scritto da: Leguleio
    > > .... mah, bisogna vedere veramente chi e' il
    > > "pirata" qui ...1.3mln per licenza ... non e'
    > > improbabile "entrambi"
    >
    > Del costo delle licenze non mi occupo, sono
    > discorsi inconcludenti.
    beh... anche parlare dei problemi dell'esercito Usa e' inconcludente... che vor di'?Sorride perche' hai commentato la notizia... anzi perche' PI l'ha pubblicata?

    Il prezzo osceno della licenza e' l'altra faccia della medaglia di questa robba. IMHO meglio non scavare sotto... se no si potrebbe scoprire un "bi-pirata" e mazzetta allegataCon la lingua fuori

    > Fin da quando andavo alle
    > elementari sento discorsi sui calciatori pagati
    > troppo, in seguito si è aggiunta la schiera dei
    > presentatori tv e dei top manager. Parlarne
    > cambia qualcosa?
    come sei mesto oggi... c'e' il cielo plumbeo da te?
    non+autenticato
  • > > > .... mah, bisogna vedere veramente chi e'
    > il
    > > > "pirata" qui ...1.3mln per licenza ... non
    > e'
    > > > improbabile "entrambi"
    > >
    > > Del costo delle licenze non mi occupo, sono
    > > discorsi inconcludenti.

    > beh... anche parlare dei problemi dell'esercito
    > Usa e' inconcludente... che vor di'?Sorride perche'
    > hai commentato la notizia... anzi perche' PI l'ha
    > pubblicata?

    Perché non ho la pretesa di cambiare il mondo. Ho fatto notare che si equiparano due comportamenti che sono molto diversi, e diversi credo anche rispetto alla legge Usa: copiare, ed eventualmente rivendere, software senza licenza, rispetto a pagare per un numero di licenze inferiori a quelle usate per risparmiare due cent.

    > Il prezzo osceno della licenza e' l'altra faccia
    > della medaglia di questa robba. IMHO meglio non
    > scavare sotto... se no si potrebbe scoprire un
    > "bi-pirata" e mazzetta allegata
    >Con la lingua fuori

    Dovremo chiedere a Milena Gabanelli di fare un'inchiesta, sì.


    > > Fin da quando andavo alle
    > > elementari sento discorsi sui calciatori pagati
    > > troppo, in seguito si è aggiunta la schiera dei
    > > presentatori tv e dei top manager. Parlarne
    > > cambia qualcosa?

    > come sei mesto oggi... c'e' il cielo plumbeo da
    > te?

    No. C'era il sole, ma è tramontato due ore fa. Giornate molto brevi a dicembre.
  • contenuto non disponibile
  • esatto! del resto in America l' "Underlicensing" di qualche MP3 è costato anche più caro
    non+autenticato
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Leguleio
    > > L'esercito americano ha fatto una figuraccia,
    > > però vorrei sapere quale azienda privata, e
    > anche
    > > pubblica, chiede di rivedere il contratto nel
    > > momento in cui ha necessità di installare il
    > > programma su più PC
    >
    > Underlicensing = violazione delle condizioni di
    > licenza = pirateria
    > informatica.

    Se la vuoi chiamare così... non esiste una definizione ufficiale di pirateria, tutti vi cacciano dentro quello che non piace.

    Adesso se uno in un negozio di computer ruba una confezione contenete un gioco o un programma è un pirata, se ruba un portatile, il cui valore è presumibilmente più alto, è un semplice ladro. Un po' di senso delle proporzioni non farebbe male.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: unaDuraLezione
    > > - Scritto da: Leguleio
    > > > L'esercito americano ha fatto una
    > figuraccia,
    > > > però vorrei sapere quale azienda
    > privata,
    > e
    > > anche
    > > > pubblica, chiede di rivedere il
    > contratto
    > nel
    > > > momento in cui ha necessità di
    > installare
    > il
    > > > programma su più PC
    > >
    > > Underlicensing = violazione delle condizioni
    > di
    > > licenza = pirateria
    > > informatica.
    >
    > Se la vuoi chiamare così... non esiste una
    > definizione ufficiale di pirateria, tutti vi
    > cacciano dentro quello che non
    > piace.
    >
    > Adesso se uno in un negozio di computer ruba una
    > confezione contenete un gioco o un programma è un
    > pirata, se ruba un portatile, il cui valore è
    > presumibilmente più alto, è un semplice ladro. Un
    > po' di senso delle proporzioni non farebbe male.

    vallo a dire ai parassiti "difensori" del sedicente copyright / diritto d'autore...
    non+autenticato
  • > vallo a dire ai parassiti "difensori" del
    > sedicente copyright / diritto
    > d'autore...

    Se verranno qui, lo dirò anche a loro. Qui peraltro si tratta di licenze di programmi, e non di film o canzonette, è un po' diverso.
  • - Scritto da: unaDuraLezione

    >
    > Underlicensing = violazione delle condizioni di
    > licenza = pirateria
    > informatica.

    Utilizzare software senza licenza è più una "furbata", che pirateria.
    La pirateria è quando possiedi un software senza licenza e lo rivendi in più copie a terzi.
    non+autenticato