massimo mantellini

Contrappunti/ L'Internet delle vergini aziendali

di M. Mantellini - Pubblicità comparativa o cattiva pubblicità? La campagna Scroogled di Microsoft non è un capolavoro. Soprattutto perché non funziona, non in Rete

Roma - Da un certo punto di vista è consolante. Le aziende, sempre più spesso, si comportano in maniera sciocca, riprovevole ed ambigua esattamente come noi. Dimenticano parti della loro stessa vita per raccontarne altre, ignorano alcuni propri giganteschi difetti per correre a sottolineare quelli altrui, spesso i medesimi. Rivisitando un vecchio slogan che andava molto di moda ai tempi del web 2.0 "I mercato sono bambini dell'asilo": esattamente come noi.

Dopo un numero molto ampio di schermaglie, il cui culmine fu la serie di spot Apple nei quali un giovane scattante ed intelligente utente Mac dialogava con un bolso ed imbarazzante utilizzatore Windows, in questi giorni il tema è tornato d'attualità per una serie di iniziative di Microsoft contro Google. Prima la messa in vendita di simpatici gadget nei quali, senza troppi giri di parole, si afferma che Chrome ruba i dati degli utenti, poi un video nel quale una ragazza della provincia americana cerca di rivendere un chromebook per scoprire che quel computer, che funziona solo collegato in rete e che non ha Office installato, non vale nulla.


Come nelle dispute all'asilo non ha grande importanza chi abbia cominciato, anche perché non si intravede all'orizzonte nessuna maestra in arrivo che ponga ai bisticcianti la fatidica domanda. Di sicuro una simile comunicazione oppositiva è stato in passato un marchio di fabbrica di Steve Jobs che durante le sue celebri messe laiche era solito stigmatizzare con grande esattezza i limiti (presunti) e le pochezze degli avversari. Lo faceva attraverso frasi lapidarie che la sala ricolma di fedeli sottolineava spesso con risate ed applausi, tutti incuranti di un certo cattivo gusto al quale evidentemente Jobs non sapeva rinunciare e che i suoi adepti non trovavano per nulla disturbante.
Con gli anni il trombonismo comunicativo di Apple è diventato anch'esso, come molte altre parti della comunicazione di quell'azienda, una sorta di orgoglioso marchio di fabbrica, magari biasimato in silenzio, ma da tutti invidiato ed infine da alcuni imitato senza troppi patemi. Si trattava in quel caso di una sorta di estensione aziendale del pensiero del capo il quale una volta - raccontano i suoi biografi - affermò durante un'intervista che odiava gli inglesi perché con le loro orribili prese a muro rovinavano l'estetica dei suoi alimentatori.

Ma se i tratti psichiatrici della diversità Apple hanno molti aspetti al confine con la comicità, le più recenti emulazioni di Micosoft, discesa alla battaglia mediatica contro Google, suonano come francamente improbabili. Non perché siano destituite di fondamento, tutt'altro. Il fatto è che Microsoft sceglie di avocarsi una sorta di missione informativa: avvisare la propria clientela (ma anche un bacino molto più ampio di utenti della Rete che seguiranno il flame altrove e lo commenteranno) dei rischi che potrebbero correre affidandosi ai prodotti dell'avversario. Una simile strategia, che per la verità Microsoft confina in settori marginali della propria presenza di Rete, ha molti tratti di debolezza, due su tutti.

Il primo di metodo: Internet non funziona così. A differenza del marketing pubblicitario televisivo dove la comparazione dei prodotti è stata la forma più spregiudicata di confronto offerta al telespettatore (e infatti non a caso in Italia è stata vietata per molti anni), in Rete i prodotti guadagnano immediatamente ed in maniera naturale il proprio spazio di commento. Non c'è alcun bisogno che l'avversario commerciale sottolinei le manchevolezze altrui: saranno i clienti, per primi ed immediatamente a parlarne. In questo caso la discesa in campo di Microsoft è diffusamente percepita come il tentativo di invasione di uno spazio neutrale di discussione. Il secondo, perfino più imbarazzante, è che se c'è un tema nel quale Microsoft in particolare, da tempo immemore, non può simulare una vicinanza ideale con gli interessi dei suoi clienti è proprio quello dei temi legati alla privacy.

A nessuno può essere negato - e ci mancherebbe - il racconto patinato e sognante della propria verginità. Sarà poi nostro onere di ascoltatori del poemetto morale scegliere a chi credere e per quanto tempo, sempre che poi ce ne importi qualcosa. Ma nel momento in cui dal racconto sognante si passa allo strepitio da cortile dove le vergini si accapigliano e si tirano i capelli beh, allora, forse è il caso di dirigersi altrove. Nessuna maestra su Internet verrà a dividere la rissa fra i bambini dell'asilo, l'unica soluzione è girare l'angolo e andarsene.

Massimo Mantellini
Manteblog

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34 Commenti alla Notizia Contrappunti/ L'Internet delle vergini aziendali
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  • Io tutta questa indignazione non la capisco.
    MS si è resa spesso protagonista di politiche scorrette per sfruttare e mantenere il monopolio.
    Però in questo momento si trova ad affrontare un competitor che apparentemente regala tutto: so laptop, so mobile, docs e svariati altri servii ed applicazioni.
    Microsoft quindi tenta di spiegare al pubblico che un prezzo esiste e va valutato.
  • - Scritto da: saverio_ve
    > Io tutta questa indignazione non la capisco.
    > MS si è resa spesso protagonista di politiche
    > scorrette per sfruttare e mantenere il monopolio.

    E questo e' piu' che sufficiente per SCHIFARLA A PRIORI.

    > Però in questo momento si trova ad affrontare un
    > competitor che apparentemente regala tutto: so
    > laptop, so mobile, docs e svariati altri servii
    > ed
    > applicazioni.
    > Microsoft quindi tenta di spiegare al pubblico
    > che un prezzo esiste e va
    > valutato.

    M$ per anni ha praticamente REGALATO sia il colapasta che il pacchetto office, senza fare alcuna politica di protezione limitandosi a far finta di mugugnare, ottenendo cosi' una proliferazione di queste applicazioni anche a livello privato, consentendo di creare uno standard de-facto di un formato CLOSED.

    Quindi adesso mi aspetto che con le mani dietro alla schiena prendano a testate un bel pilastro di cemento armato, altro che spiegare al pubblico...
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: saverio_ve
    > > Io tutta questa indignazione non la capisco.
    > > MS si è resa spesso protagonista di politiche
    > > scorrette per sfruttare e mantenere il
    > monopolio.
    >
    > E questo e' piu' che sufficiente per SCHIFARLA A
    > PRIORI.
    >
    > > Però in questo momento si trova ad
    > affrontare
    > un
    > > competitor che apparentemente regala tutto:
    > so
    > > laptop, so mobile, docs e svariati altri
    > servii
    > > ed
    > > applicazioni.
    > > Microsoft quindi tenta di spiegare al
    > pubblico
    > > che un prezzo esiste e va
    > > valutato.
    >
    > M$ per anni ha praticamente REGALATO sia il
    > colapasta che il pacchetto office, senza fare
    > alcuna politica di protezione limitandosi a far
    > finta di mugugnare, ottenendo cosi' una
    > proliferazione di queste applicazioni anche a
    > livello privato, consentendo di creare uno
    > standard de-facto di un formato
    > CLOSED.
    >
    > Quindi adesso mi aspetto che con le mani dietro
    > alla schiena prendano a testate un bel pilastro
    > di cemento armato, altro che spiegare al
    > pubblico...

    Io le tue risposte faccio spesso fatica a capirle...
    Ok Microsoft è una m@##a e quindi? La gente deve continuare ad usare i prodotti/servizi Google inconsapevole del loro "prezzo nascosto"?
  • - Scritto da: saverio_ve
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: saverio_ve

    > > di cemento armato, altro che spiegare al
    > > pubblico...
    >
    > Io le tue risposte faccio spesso fatica a
    > capirle...
    > Ok Microsoft è una m@##a e quindi? La gente deve
    > continuare ad usare i prodotti/servizi Google
    > inconsapevole del loro "prezzo
    > nascosto"?
    la cosa IMBARAZZANTE e' che questo "prezzo nascosto" ce l'ha ANCHE la M$... si chiama winupdate, Xbox Live, Zune, Azure, WinPhone Store, Office365, Windows Live, Hotmail, M$ messenger, outlook.com , Skype ecc
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: saverio_ve
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > - Scritto da: saverio_ve
    >
    > > > di cemento armato, altro che spiegare al
    > > > pubblico...
    > >
    > > Io le tue risposte faccio spesso fatica a
    > > capirle...
    > > Ok Microsoft è una m@##a e quindi? La gente
    > deve
    > > continuare ad usare i prodotti/servizi Google
    > > inconsapevole del loro "prezzo
    > > nascosto"?
    > la cosa IMBARAZZANTE e' che questo "prezzo
    > nascosto" ce l'ha ANCHE la M$... si chiama
    > winupdate, Xbox Live, Zune, Azure, WinPhone
    > Store, Office365, Windows Live, Hotmail, M$
    > messenger, outlook.com , Skype
    > ecc

    C'è una differenza... intendiamoci io non voglio difendere MS (che detesto) ne processare Google, cerco solo di essere obiettivo.
    Google in questo momento è nella posizione di gestire internet come fosse una propria baronia, se tu azienda vuoi fare business su internet "devi" pagare la decima (che è molto salata) a Google.
    La raccolta di informazioni viene usata da Google per consolidare questa baronia.
    La nascita di Google+ e dello stesso Android servono ad arginare quella che poteva essere/è una potenziale perdita di controllo del flusso dati web quali porte di accesso alternative al motore di ricerca.
    Questo monopolio ha inevitabilmente delle ricadute sull'utente in termini di pluralità dell'offerta e trasparenza. Per non parlare delle possibili insidie politiche/commerciali.
    Altre aziende raccolgono dati per i loro servizi... ma la dimensione e l'uso sono diversi.

    Ribadisco io non sono fan di nessuno, puntualizzo per amore della discussione.
  • È una delle poche cose interessanti che ho sentito dire dal marketing di Microsoft.

    Spendi X hundred $ per un Chromebook, quando a metà prezzo ti prendi un PC Windows e ci installi Linux.

    Dopo che hai un bel chromebook va tutto nel cloud Google con quella genialata di regolamento della privacy unificata che nella versione americana è :

    "When you upload or otherwise submit content to our Services, you give Google (and those we work with) a worldwide license to use, host, store, reproduce, modify, create derivative works (such as those resulting from translations, adaptations or other changes we make so that your content works better with our Services), communicate, publish, publicly perform, publicly display and distribute such content. The rights you grant in this license are for the limited purpose of operating, promoting, and improving our Services, and to develop new ones."

    e lo applicano sui files di Google Drive, come sulla mail.

    E lì non serve chiaramente loggarsi con un nome inventato, perché tutta la tua vita è lì compreso il tuo indirizzo email.

    O accetti di metterti a 90 o lo butti !

    http://www.scroogled.com/chromebook

    Grazie Microsoft ! Mi spiace per i vostri sistemi operativi che non userò mai ma siete stati proprio in gamba.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eugenio Guastatori

    >
    > O accetti di metterti a 90 o lo butti !
    >
    > http://www.scroogled.com/chromebook
    >
    > Grazie Microsoft ! Mi spiace per i vostri sistemi
    > operativi che non userò mai ma siete stati
    > proprio in
    > gamba.
    e pensa che loro hanno winupdate, Xbox Live, Zune, Azure, WinPhone Store e Office365Sorride
    non+autenticato
  • Incredibile il tipo che sostiene che un chromebook senza rete è praticamente un mattone, non è un "vero" laptop con windows... vediamo un po' i bellissimi tablet "64 Gb" di Microsoft, che usano quasi tutto quello spazio per il sistema operativo, lasciando all'archiviazione dell'utente solo le briciole.
    http://www.dailytech.com/Update+128GB+Surface+Pro+...
    E i fantastici laptop "veri" con Windows dell'era di Vista, che spesso sono così lenti da avere l'utilità di un mattone indipendentemente dal fatto di essere connessi o meno? Qualcuno pagherebbe qualcosa per quelli, DOPO averli visti usare? Solo se vuole piallare via tutto e installare Linux. Lenteza provata personalmente sul laptop di un familiare.
    La EULA di Windows, dove la responsabilità di M$ è limitata al solo software, con zero rimborso danni all'utente professionale (strano, non erano mica così tanto più affidabili di Linux?)?
    http://msdn.microsoft.com/en-us/library/office/aa1...
    E Google ruba i dati degli utenti? Questo lo fa Microsoft, con un servizio a pagamento:
    http://www.xbox.com/en-US/legal/livetou
    "2.3. What does Microsoft do with my content? You understand that Microsoft may, and you hereby grant to Microsoft and its affiliates, resellers, distributors, service providers, partners, and/or suppliers the right, to use, modify, adapt, reproduce, distribute, publish and display content posted on the Services. These include your name, gamertag, motto, avatar, original content accompanying Game DVR clips, or other information you supply in connection with the content. These rights apply solely to the extent necessary to provide the Services."
    L'ultima riga farebbe da limitatore, ma perché mai per fornirmi un servizio dovrebbero "usare, modificare, adattare o distribuire" i contenuti da me creati con un qualsiasi software?
    Veramente: nulla è troppo meschino per M$, non oso pensare a quali estremi potrebbero arrivare, se solo vi vedessero una possibilità di profitto!
    Izio01
    4027
  • stai pure a pensarci? ms era un'azienda ridicola quando Jobs la definì un covo di ignoranti senza cultura e fantasia, è un'azienda ridicola oggi, in un'epoca dove le aziende IT innovano ad una velocità stellare, mentre loro riescono, a malapena, a cambiare la gui dopo 3 anni di lavoro
    non+autenticato
  • perché mi ricorda uno di quei film porno dove alla fine le comprano il computer solo se... lei ci aggiunge il suo hub usb a 3 porte?
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    Modificato dall' autore il 02 dicembre 2013 16.29
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    Ubunto
    1350
  • Come fate a non conoscerli? Lo show è super-famoso in US ed è arrivato anche da noi... lo spot è geniale.
    non+autenticato
  • Io non li conosco. Non guardo la TV. Mi sento ignorante (nel senso che ignoro...)
    non+autenticato
  • adesso mcdonald potrebbe ingaggiare lo smilzo e il suo amico per dire che il fastfood è salutare e mantiene in forma
    non+autenticato
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