Claudio Tamburrino

Gli USA si interrogano sul riconoscimento facciale

Washington spera di affrontare le questioni di privacy legate alla nuova tecnologia. Ma anche le istituzioni a stelle e strisce pensano giÓ di adottarla

Roma - La National Telecommunications & Information Administration (NTIA) del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti organizzerà, a partire dal prossimo 6 febbraio, una serie di incontri per affrontare le questioni relative all'uso commerciale del riconoscimento facciale e provare a sviluppare un codice di condotta volontario ma vincolante. Si tratta di una tecnologia che apre la strada ad una serie di servizi che vanno dal campo della sicurezza a quello della pubblicità targettizzata e che diverse aziende stanno già sperimentando.

Al contempo, tuttavia, questa tecnologia genera numerosi problemi di natura eterogenea: primo fra tutti quello legato alla privacy. Così, per esempio, il servizio di riconoscimento automatico dei volti per il suggerimento dei tag delle foto offerto da Facebook ha subito sollevato le ire degli attivisti della privacy, e Google ha già subito le interrogazioni del Congresso degli Stati Uniti per le possibilità di adozione di software per il riconoscimento facciale sui suoi Glass.

Tutte queste faccende, tuttavia, non sembrano fermare gli ulteriori sviluppi e le idee di applicazioni del riconoscimento facciale sul mercato: sono già diversi i tentativi di adottarlo per veicolare pubblicità personalizzata, come hanno intenzione di fare le pompe di benzina britanniche Tesco, e lo stesso Department of Homeland Security sembrerebbe intenzionato ad adottare il sistema Biometric Optical Surveillance System (BOSS), un dispositivo di sorveglianza basato sul riconoscimento facciale che potrebbe presidiare le aree considerate a rischio con lo scopo di individuare nelle masse dei soggetti potenzialmente pericolosi.
Come spiega l'NTIA nel comunicato con cui annuncia la serie di incontri: "La tecnologia di riconoscimento facciale può potenzialmente migliorare i servizi offerti ai consumatori, supportare azioni innovative e influenzare l'identificazione e l'autenticazione online ed offiline, tuttavia contiene anche numerose minacce". Si tratta, in primis, della sicurezza dei dati biometrici così raccolti e della trasparenza nel comunicare quando queste tecnologie vengono impiegate.

Negli Stati Uniti tutte queste problematiche rientrano nelle questioni che ricadono sotto il Consumer Privacy Bill of Rights che tuttavia, non essendo stato pensato in funzione di questo sviluppo tecnologico, potrebbe lasciare la porta aperta a nuove forme di violazione della privacy e di abusi.

Così, già la Federal Trade Commission ha organizzato una serie di workshop e messo a disposizione materiale di informazione sulla questione e sulle ricadute sulla privacy della nuova tecnologia.

Ora, dunque, l'amministrazione Obama pensa di poter affrontare la questione attraverso un codice di condotta su cui gli operatori dovrebbero concordare, con cui spera di riuscire a delineare linee di condotta in grado di tutelare la sicurezza, la trasparenza e la possibilità di controllo da parte degli utenti sulle nuove tecnologie.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • AttualitàEFF e le facce dell'FBIGli attivisti della EFF denunciano l'agenzia federale per la mancata risposta in merito al nuovo, controverso programma di identificazione basato su dati e profili biometrici, e in particolare sul riconoscimento facciale
  • AttualitàGoogle Glass, le paure del CongressoIl Privacy Caucus di Washington non Ŕ soddisfatto delle risposte finora presentate da BigG sulla tutela di passanti e sconosciuti nella realtÓ aumentata degli occhialetti intelligenti
  • AttualitàFacebook riorganizza la privacyIl sito in blu modifica le sue policy sul trattamento dei dati personali per fini pubblicitari. Le immagini profilo saranno soggette alla tecnologia di riconoscimento facciale