Claudio Tamburrino

Bitcoin, la Cina diffida

No alle transazioni con la moneta virtuale per la Banca centrale di Pechino: troppi i rischi che porta con sé

Roma - Pechino ha riferito di essere contraria alla criptomoneta Bitcoin (BTC), che nel paese sta diventando sempre più popolare soprattutto perché impiegata come forma alternativa di investimento.

Secondo le autorità è troppo insicura sia perché "manca dello stesso status legale delle altre monete", sia perché "non è né controllata né emessa da un'autorità centrale che ne possa vigilare l'andamento"; inoltre "alcuni siti offrirebbero poca sicurezza e pochi controlli ed anche per questo la moneta virtuale può essere facilmente vittima di attacchi informatici o truffe da parte degli operatori dei siti che gestiscono le transazioni": nei giorni precedenti all'annuncio della Banca cinese, tra l'altro, tre persone sono state arrestate con l'accusa di aver sottratto soldi ad investitori attraverso un falso si sito di scambio online di Bitcoin.

La decisione di Pechino significa principalmente due cose: che la valuta Bitcoin non verrà scambiata dalla Banca centrale cinese e che nel paese asiatico verranno adottate misure anti-riciclaggio per controllare le transazioni online che la riguardano e che obbligheranno, innanzitutto, gli utenti a registrarsi con la propria identità.
La prima conseguenza dell'annuncio della Banca cinese, peraltro, è stata per il valore della criptomoneta che - dopo l'intervento delle autorità d Pechino - ha visto il suo prezzo sobbalzare e passare da più 1.100 dollari a poco più di 970,62.

La crittomoneta, nata online nel 2009 per rispondere ad esigenze di sicurezza e per offrire un canale alternativo alle monete ufficiali, è d'altra parte il sorvegliato speciale di diverse autorità nazionali. Negli Stati Uniti, per esempio, le agenzie federali sono impegnate ancora a cercare di studiare la nuova moneta e, oltre ad aver avviato diverse inchieste sul fenomeno, sono già stati messi a segno alcuni sequestri di portafogli virtuali di Bitcoin tra cui quello record del patrimonio di Ross William "Dread Pirate Roberts" Ulbricht, l'amministratore del mercato nero del deep web Silk Road.

Peraltro, la giovane moneta presta ancora il fianco ad abusi ed insicurezze tecnologiche, com'è il caso del mining illegale: nel suo algoritmo crittografico vi sarebbero vulnerabilità e debolezze che permettono la generazione (mining) illegale di BTC e da ultimo due tedeschi sono stati arrestati con l'accusa di aver creato illecitamente circa un milione di dollari.

Nonostante queste diffidenze di stato, peraltro, a Wall Street hanno iniziato a guardare con interesse a Bitcoin ed il broker David Woo è il primo a dire ai propri clienti che seguirà l'andamento della criptomoneta in quanto "può rappresentare un interessante mezzo di scambio sul mercato online".

Claudio Tamburrino
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6 Commenti alla Notizia Bitcoin, la Cina diffida
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  • La Cina ha appena dichiarato che Bitcoin non è una moneta, ma una COMMODITY. #SvegliaItalia

    Mi astengo dal commentare l'articolo, data la superficialità con cui l'argomento è trattato qui, mi chiedo solo se l'autore ha dato un'occhiata alla documentazione in lingua originale.
    non+autenticato
  • Ciao Claudio,
        
        mi spieghi che senso ha questa frase :
    nel suo algoritmo crittografico vi sarebbero vulnerabilità e debolezze che permettono la generazione (mining) illegale di BTC

    mi sembra un articolo "CONTRO" a prescindere...

    Bisognerebbe dire "grazie" alla sua struttura i due malviventi sono stati presi... poichè tutte le transazioni vengono memorizzate e sono disponibili pubblicamente.

    L'algoritmo crittografico non ha niente di vulnerabile,
    per il momento. Al massimo si può parlare di problema dovuto ad un baco del sistema operativo.

    Per quanto riguarda lo stato americano io ho letto da qualche parte che le parole di Bernanke sono state : se regolamentata la criptomoneta potrebbe essere una valuta alternativa.

    Saluti,
    OverFlo
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    Modificato dall' autore il 08 dicembre 2013 07.38
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  • Sarà ma adesso 1 btc è scambiato a più di 1000$, su mtgox siamo a 1095, quindi che il "tracollo" dei 975$ sia per via della dichiarazione dell'articolo, è tutto da dimostrare.
    Le fluttuazioni sono variabili nei btc, anche senza una ragione precisa dietro.
    Che la cina diffidi dei btc, è anche qui tutto da dimostrare, visto che è una dei "promotori" della diffusione dei bitcoin...semmai le autorità lo sono, ma non è che sia una novità, si parla comunque della cina...
    non+autenticato
  • - Scritto da: goldenboy
    > Sarà ma adesso 1 btc è scambiato a più di 1000$,
    > su mtgox siamo a 1095, quindi che il "tracollo"
    > dei 975$ sia per via della dichiarazione
    > dell'articolo, è tutto da
    > dimostrare.
    > Le fluttuazioni sono variabili nei btc, anche
    > senza una ragione precisa
    > dietro.
    > Che la cina diffidi dei btc, è anche qui tutto da
    > dimostrare, visto che è una dei "promotori" della
    > diffusione dei bitcoin...semmai le autorità lo
    > sono, ma non è che sia una novità, si parla
    > comunque della
    > cina...

    Il "tracollo" non c'è stato, ma uno storno ed un poco di panico sì, da oltre 1200$ ad un minimo di 870$, circa -30% in qualche ora.
    Poi il tutto è stato parzialmente metabolizzato.

    Sicuramente la notizia ha avuto un effetto importante. Detto questo lo storno dovreva arrivare, dopo una crescita di prezzo di circa 10 volte in pochi mesi, oltre 4 volte superiore al picco precedente.

    Il mercato Cinese ha da mesi un impatto crescente sul prezzo del Bitcoin (per tacere di Litecoin), immagino che qualsiasi direttiva di carattere istituzionale dalla Cina avrà ulteriori sensibili effetti.

    In fondo lo stesso è accaduto puntualmente in passato, in coincidenza con news, rumors e prese di posizione di organi istituzionali USA (FinCEN, NSA, Congresso).
    non+autenticato
  • e i cinesi la sanno lunga in termini di monete
    non+autenticato
  • Per i cinesi non è una moneta, ma un "virtual commodity".
    A mio avviso ciò in effetti è corretto.
    non+autenticato