Gabriele Niola

WebTheatre/ Abusivi e transmediali

di G. Niola - Il ricatto di un parcheggiatore diventa un'avventura che assume i contorni di un videogioco. Un prodotto per la rete dalla factory di The JackaL

Roma - Più che webstar sono una factory, la più grossa tra le poche che esistono in Italia. Sono The JackaL, videomaker di professione che usano mezzi, ore e professionalità del loro lavoro per una seconda vita su YouTube, con risultati irraggiungibili dagli altri. E irraggiungibile, al momento, è The Parker, che loro chiamano "corto" ma in realtà è un vero e proprio video da internet (non avrà la vita dei cortometraggi, per sua fortuna, ma quella online dei video, magari con un po' di viralità), girato con grande abuso di mezzi opulenti (si inizia con una ripresa dall'elicottero) e di effetti speciali pratici (cioè non digitali ma trucchi di prospettiva e montaggio), sconosciuti anche a gran parte del cinema italiano, figuriamoci alla rete.

The Parker

Non è un corto, The Parker, perché parte da un argomento da internet e non da vita reale e lo sviluppa per il pubblico che sta davanti ad uno schermo. Da una cretinata, dover trovare parcheggio e subire il ricatto morale del parcheggiatore abusivo, imbastiscono un'avventura in 6 minuti che solo apparentemente si rifà all'ampiezza di prospettive e alle citazioni cinematografiche ma invece è evidentemente ricalcata sui racconti videoludici dagli scenari più ristretti. Basterebbe la maniera in cui è scritto il personaggio femminile a spiegare come The Parker sia in grado di individuare, ricalcare e manipolare stereotipi narrativi transmediali come oggi nessuno vuole fare.
Quando i parcheggiatori abusivi si muovono sembrano di volta in volta zombie o telecineti, ma quelli dei videogiochi. Quando i personaggi parlano ostentando un'epica che fa ridere, lo fanno nello stile esagerato delle cut scene videoludiche e non del cinema, e anche quando arrivano i cavalli l'idea sembra più una soluzione videoludica che altro.
Il cambio di paradigma non è da poco. Chi oggi per fare un video si ispira così tanto a quei racconti? Chi rifiuta in questa maniera la tradizione? Chi, unendo le due domande precedenti, batte in questa maniera nuovi percorsi e lo fa con questa abilità?

Un noto corto sul parcheggio c'era già stato e aveva avuto un discreto successo (si chiamava Sotto casa) ma quello sì che era un corto, ne aveva tutte le caratteristiche: dal grottesco al finale a sorpresa. The Parker non c'entra nulla, è l'ennesimo esempio della capacità che TheJackaL hanno di rielaborare parte della cultura condivisa e renderla un racconto ironico breve e potente.
È la medesima cosa che hanno fatto con la loro impresa maggiore, Lost in Google, e che a pezzi hanno fatto con Gay ingenui, serie di sketch demenziali tra i personaggi del titolo. Addirittura, in una dimostrazione di forza che non ha precedenti (online e in Italia), all'epoca delle note dichiarazioni di Barilla sugli omosessuali TheJackaL riuscirono a concepire, scrivere, girare e montare un episodio di Gay ingenui sul tema in poche ore, all'interno della stessa giornata in cui era uscita la notizia, dimostrando una capacità impossibile altrove di rielaborare la materia che gira in rete.
Non sarà sfuggito ai molti che hanno visto The Parker a ridosso della sua pubblicazione come il video sia uscito prima sulla piattaforma di Fanpage e solo qualche giorno dopo sul canale YouTube dei JackaL. Il sodalizio tra il gruppo di videomaker napoletano e il portale non è nuovo ma si configura come il primo di questo tipo tutto interno ad internet.
I siti di news sono infatti i principali distributori di video in Italia. Corriere.it e Repubblica.it replicano la struttura stessa di internet, in alcuni casi rubano i contenuti della rete, in altri ne producono di propri o ne acquistano per la distribuzione (come con Una mamma imperfetta). Vecchi media che ne vampirizzano nuovi.
Fanpage invece è una realtà informativa della rete, la prima a cominciare a fare da distributore per qualcuno che di suo ha già un'ottima base di fan e non ha certo problemi di visibilità ma, come tutti, sicuramente ne ha di introiti.

THE PARKER


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