Claudio Tamburrino

AGCOM approva il regolamento sul diritto d'autore

L'authority diventa un vero e proprio sceriffo della Rete. Con la possibilità di scavalcare la giustizia ordinaria con procedure accelerate. Molti i dubbi sui confini e i limiti che questa novità rischia di superare

AGCOM approva il regolamento sul diritto d'autoreRoma - Il Consiglio AGCOM presieduto da Angelo M. Cardani ha adottato con voto unanime l'atteso (e temuto) regolamento per la tutela del diritto d'autore online.

Il percorso che ha portato a questo testo regolamentare, che entrerà in vigore il prossimo 31 marzo, parte idealmente dall'articolo 11 della legge 18 del 2000 che modifica la legge sul diritto d'autore attribuendo al Garante poteri di vigilanza e e di ispezione: nel frattempo gli articoli 14, 15 e 16 del decreto legislativo n. 70 del 2003 hanno affidato ad un'autorità amministrativa il compito di porre fine alle violazioni.

Del regolamento si era discusso prima della sua approvazione, soprattutto perché si tratta di affidare alla stessa autorità amministrativa il potere di tagliare fuori dalla rete italiana i siti ritenuti responsabili di violazione del diritto d'autore senza l'intervento dell'autorità giudiziaria: una procedura che non piace ai netizen e forse neanche a Bruxelles, preoccupata dei bilanciamenti dell'intervento e di misure che rischiano di intaccare la libertà di espressione online. I maggiori problemi di un intervento su iniziativa dell'autorità amministrativa di vigilanza privo del vaglio giudiziario, infatti, sono legati ai possibili abusi e conseguenze per i diritti umani e, in particolare, per la libertà di espressione: con una procedura priva delle certezze assicurate nel procedimento legale diventa, in pratica, molto più facile controllare i contenuti pubblicati online.
A tal proposito AGCOM spiega che il regolamento "non incide in alcun modo sulla libertà della Rete" perché "si concentra sulla lotta contro le violazioni massive e non riguarda gli utenti finali" e che essi sono esclusi dalle misure anche se scaricano o vedono in streaming contenuti in violazione: tuttavia esso riguarda anche le singole violazioni (tanto che per quelle più gravi è prevista una procedura ad hoc) e con il termine uploader viene definita "ogni persona fisica o giuridica che carica opere digitali su reti di comunicazione elettronica rendendole disponibili al pubblico anche attraverso appositi link o Torrent ovvero altre forme di collegamento": quindi anche i singoli utenti che partecipano, per esempio, alla condivisione di un file Torrent.

AGCOM, inoltre, afferma che "il procedimento è caratterizzato dal pieno rispetto del principio del contraddittorio: per avviarlo è richiesta la presentazione di un'istanza da parte del titolare del diritto" e sia colui il quale ha caricato il contenuto accusato di violazione di proprietà intellettuale, sia i gestori della pagina o del sito che lo ospitano, possono concludere la procedura adeguandosi alla richiesta o presentando controdeduzioni (entro 5 giorni, prorogabili se la situazione è particolarmente complessa).

Questo, certo, vuol dire che gli ISP non saranno chiamati a svolgere un'attività di monitoraggio sulla Rete: d'altra parte, vista la normativa europea in materia, non poteva essere altrimenti. Inoltre questo tipo di procedura, pur considerando sulla carta la possibilità di controbattere alle accuse, non rassicura molto i fornitori di servizi e gli uploader accusati: da un lato, a differenza che negli Stati Uniti, non sono previste misure sanzionatorie per chi fa richieste di rimozione infondate, dall'altro, chi volesse impugnare gli ordini eventualmente adottati da AGCOM dovrebbe passare per il giudizio ordinario, un percorso enormemente più lento e costoso. Così gli uploader o i prestatori di servizio si trovano in caso di accusa davanti a due opzioni: devono decidere di adeguarsi spontaneamente entro 3 giorni, con la conseguente archiviazione in via amministrativa, oppure devono tentare velocemente di difendersi davanti all'autorità portando controprove.

Per facilitare la partecipazione al procedimento, certo, la comunicazione di notifica contiene "l'esatta individuazione delle opere digitali che si assumono diffuse in violazione della Legge sul diritto d'autore, l'indicazione delle disposizioni che si assumono violate, una sommaria esposizione dei fatti e dell'esito degli accertamenti svolti, l'indicazione dell'ufficio competente e del responsabile del procedimento", nonché del termine di conclusione del procedimento. Tuttavia i problemi resteranno in tutti quei casi limite che meriterebbero un'analisi più approfondita: assodata la presenza di un contenuto protetto da diritto d'autore, per esempio, chi deciderà se un determinato utilizzo di una canzone o di una fotografia o di un passaggio di un film o di un telefilm rientri o meno nel vago concetto di uso legittimo?

Il problema è legato anche al fatto che la procedura davanti agli organi AGCOM è alternativa a quella davanti al tribunale: anzi in caso di perseguimento delle vie legali la procedura amministrativa viene archiviata.

Questo significa, tra l'altro, che l'Autorità sembra destinata a sostituire i Giudici delle sezioni specializzate di proprietà intellettuale per quanto riguarda le violazioni online: il procedimento che offre è evidentemente più efficace ed economico di quello giuridico e prevede addirittura una corsia preferenziale con una procedura molto più breve nei casi di "violazioni gravi", definite dall'articolo 9 del regolamento come quei casi che ad una "prima e sommaria cognizione dei fatti oggetto dell'istanza" sono caratterizzati da una significativa quantità di opere digitali coinvolte nella violazione", da un elevato valore economico dei diritti eventualmente violati e dallo "scopo di lucro, desumibile anche dal carattere oneroso della loro fruizione", nonché dalla presenza di pubblicità. Contribuiscono inoltre alla valutazione della gravità "i tempi di immissione sul mercato dell'opera digitale, l'incoraggiamento anche indiretto alla fruizione di opere digitali diffuse in violazione della Legge sul diritto d'autore, il carattere ingannevole del messaggio tale da indurre nell'utente l'erronea convinzione che si tratti di attività lecita, la messa a disposizione di indicazioni in merito alle modalità tecniche per accedere alle opere digitali diffuse illegalmente, la circostanza che, in relazione al medesimo oggetto e a seguito di una precedente istanza, l'Autorità abbia già ritenuto sussistente la violazione".

Qualora AGCOM finisse per rilevare un contenuto in violazione di diritto d'autore avrebbe due mezzi per intervenire: ordinare ai prestatori di servizi che svolgono l'attività di hosting la rimozione selettiva delle opere digitali medesime, oppure, qualora si trattasse di "violazioni di carattere massivo", ordinare ai prestatori di servizio di provvedere alla disabilitazione dell'accesso alle suddette opere digitali. Stessa soluzione, peraltro, che può seguire nel caso di contenuto ubicato su server fuori dal territorio nazionale.

A parte queste procedure di rimozione e notice&take down, peraltro, il regolamento nulla dice circa la possibilità di sviluppo di un mercato legale: curiosamente tra le finalità del regolamento, oltre all'educazione alla corretta fruizione dei contenuti protetti da proprietà intellettuale, vi sarebbe invece anche la promozione di un'offerta di questo tipo.

Come era dunque logico aspettarsi il regolamento ha spaccato in due le opinioni degli interessati: da un lato i detentori dei diritti, entusiasti, dall'altro consumatori e portavoce di associazioni di categoria.

Il Presidente SIAE Gino Paoli ha salutato l'approvazione del regolamento come un primo risultato che va "nel segno della legalità, dell'educazione dei consumatori, della valorizzazione dell'industria culturale italiana". Stessa soddisfazione ha espresso il Presidente del Consiglio di Sorveglianza della collecting society Franco Micalizzi: "Una buona giornata per il diritto d'autore, continuamente vessato e aggirato da siti web pirata che guadagnano cifre considerevoli con la pubblicità". Più entusiasta ancora è il Presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo, che ha parlato di "una nuova era per la cultura italiana" e ha spiegato che non cambierà nulla per gli utenti, se non che "avranno maggiore difficoltà a trovare contenuti pirata online e più facilità a reperire quelli legali."

Al contrario molto pessimismo è espresso da Marco Pierani di Altroconsumo che parla di "testo gravemente lesivo dei diritti civili niente a favore della promozione del mercato legale solo ottuso enforcement" e dichiara battaglia per mezzo del TAR.




Così come la vedono nera l'avvocato Guido Scorsa e l'avvocato Fulvio Sarzana, con quest'ultimo che parla di "alcune modifiche irrilevanti altre peggiorative" e cinguetta di sequestro del Web.

Claudio Tamburrino


Notizie collegate
297 Commenti alla Notizia AGCOM approva il regolamento sul diritto d'autore
Ordina
  • http://www.lidis.it/agcom_contestazione_commission...

    Bon dai.. sara' per la prossima volta.

    Il testo sara' bloccato dal parlamento ed e' stato impugnato al Tar.
    non+autenticato
  • http://www.ilpost.it/massimomantellini/2013/12/13/.../

    anche scritte sui giornali, le verita' (e non "strani strologamenti" come spesso vengono bollate) sui portaborse parlamentari delle Major, non fanno molto effetto... ma fanno piacere.
    non+autenticato
  • Perché lo dici a me?
  • - Scritto da: Leguleio
    > Perché lo dici a me?
    perche' tu strologhi spesso sul punto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > http://www.ilpost.it/massimomantellini/2013/12/13/
    >
    > anche scritte sui giornali, le verita' (e non
    > "strani strologamenti" come spesso vengono
    > bollate) sui portaborse parlamentari delle Major,
    > non fanno molto effetto... ma fanno
    > piacere.

    ""Io spero che il regolamento Agcom, che prevedibilmente sarò bloccato dal TAR del Lazio, sia l’ultimo colpo di coda di un berlusconismo strisciante che ha in questi ultimi 15 anni invaso ed intossicato ogni centro di potere.""

    Mantellini sembra fiducioso nel TAR, lo voglio essere pure io.
    Qualche dubbio mi rimane sopratutto se penso chi è a capo di certe lobby che hanno premuto per questo obbrobrio, un certo delinquente decaduto da poco, potrebbero comprarsi pure il TAR, i soldi non gli mancano nonostante come scusa ridicola dicano che internet li ha fatti andare in perdita.

    Comunque è la via giusta, dopo questo è poi alquanto ovvio che pdpdl sono sempre stati un unico partito. Felice di aver votato il *****.
    non+autenticato
  • http://scorza.blogautore.espresso.repubblica.it/20.../

    Oggi salta fuori una nuova leggina, infilata a mo’ di panino nel Decreto “Destinazione Italia”, il cui testo – con l’avvertenza che non è dato sapere se sarà definitivo – merita di essere letto tutto di un fiato: Laddove sia stata apposta dichiarazione di riserva, la riproduzione, la comunicazione al pubblico e in ogni caso l’utilizzazione, anche parziali, in ogni modo o forma, ivi compresa l’indicizzazione o aggregazione di qualsiasi genere, anche digitale, di prodotti dell’attività giornalistica, compresi la forma e il contesto editoriali, pubblicati a stampa, con mezzi digitali, tele-radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico con altri mezzi, è consentita solo previo accordo tra il titolare del diritto di utilizzazione economica dei prodotti medesimi, ovvero le organizzazioni di categoria dei titolari dei diritti a ciò delegate, e l’utilizzatore, ovvero le organizzazioni di categoria degli utilizzatori a ciò delegate. In mancanza di accordo sulle condizioni anche economiche dell’utilizzazione, dette condizioni sono definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su istanza della parte interessata.».

    Mai visto un ente privato con così tanto potere, non solo quello di emanare ma anche far applicare le leggi allo stesso tempo scavalcando lo stato. controllo assoluto anche su foto, link e pezzi di testo. Una pacchia per gli editori che vogliono il controllo assoluto dell'informazione.
    Se non è illegale questo allora il nano è innocente, e intanto sti avvocati continuano a scrivere, giustamente per carità, fiumi di parole ma di fatto che si fa? Qualcosa si potrà pur fare per fermare questo schifo, e bada bene che penso sempre agli analfabeti informatici, che sono quelli che necessitano di più informazioni e verità, non a chi di web sa già e già sa dove informarsi.
    non+autenticato
  • > Mai visto un ente privato

    L'autorità garante delle comunicazioni non è un ente privato. È stato istituito da una legge. È una delle AAI, Autorità Amministrativa Indipendente, o, come le chiamano nei paesi anglosassoni, una quango: Quasi Non-Governmental Organisation. Esistono ormai in quasi tutta Europa.


    > con così tanto potere,
    > non solo quello di emanare ma anche far applicare
    > le leggi allo stesso tempo scavalcando lo stato.

    Affiancando, non scavalcando. Come lo Stato ha dato questa delega all'AgCom, così gliela può togliere.


    > controllo assoluto anche su foto, link e pezzi di
    > testo. Una pacchia per gli editori che vogliono
    > il controllo assoluto
    > dell'informazione.

    Casomai il controllo assoluto sull'informazione dei loro giornali. Dell'informazione fatta interamente da altri, cioè non copiata né derivata, se ne infischiano, talmente è irrilevante in Italia.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Mai visto un ente privato
    >
    > L'autorità garante delle comunicazioni non è un
    > ente privato. È stato istituito da una
    > legge. È una delle AAI, Autorità
    > Amministrativa Indipendente, o, come le chiamano
    > nei paesi anglosassoni, una quango: Quasi
    > Non-Governmental Organisation. Esistono ormai in
    > quasi tutta
    > Europa.
    >
    >
    > > con così tanto potere,
    > > non solo quello di emanare ma anche far
    > applicare
    > > le leggi allo stesso tempo scavalcando lo
    > stato.
    >
    > Affiancando, non scavalcando. Come lo Stato ha
    > dato questa delega all'AgCom, così gliela può
    > togliere.
    >
    >
    >
    > > controllo assoluto anche su foto, link e
    > pezzi
    > di
    > > testo. Una pacchia per gli editori che
    > vogliono
    > > il controllo assoluto
    > > dell'informazione.
    >
    > Casomai il controllo assoluto sull'informazione
    > dei loro giornali. Dell'informazione fatta
    > interamente da altri, cioè non copiata né
    > derivata, se ne infischiano, talmente è
    > irrilevante in
    > Italia.

    Ti sfugge un particolare, se un blogger usa un pezzo di un articolo, una foto o uno stralcio di video preso dalla tv per fare un suo articolo questo può essere oscurato di punto in bianco usando il diritto d'autore come scusa. Siccome chi muove l'accusa non paga nulla, tu non credo possa aimmaginare gli abusi che ne verrebbero fuori, sopratutto da certi editori politicizzati che vogliono far tacere informazioni scomode.
    Spero tu non sia uno di quelli che pensa sul serio che è stata fatta per salvaguardarei l diritto d'autore e non permettere ai quindicenni di scaricarsi la loro immondizia (perchè è ciò che chiamo la produzione odierna di film e musica).
    non+autenticato
  • > > Casomai il controllo assoluto
    > sull'informazione
    > > dei loro giornali. Dell'informazione fatta
    > > interamente da altri, cioè non copiata né
    > > derivata, se ne infischiano, talmente è
    > > irrilevante in
    > > Italia.

    > Ti sfugge un particolare, se un blogger usa un
    > pezzo di un articolo, una foto o uno stralcio di
    > video preso dalla tv per fare un suo articolo
    > questo può essere oscurato di punto in bianco
    > usando il diritto d'autore come scusa.

    Ma questo può avvenire già oggi, con l'ordine di un giudice. Sempre che la lunghezza del copia-incolla superi il diritto di citazione.


    > Siccome
    > chi muove l'accusa non paga nulla, tu non credo
    > possa aimmaginare gli abusi che ne verrebbero
    > fuori, sopratutto da certi editori politicizzati
    > che vogliono far tacere informazioni
    > scomode.

    Mi sfugge la connessione fra le due cose: se gli editori politicizzati vogliono far tacere le informazioni scomode semplicemente non le danno. Un weblogger non può copiare il nulla, anche volendo. Copierà eventualmente da editori politicizzati in senso opposto, ma a quel punto solo loro hanno il diritto di chiedere provvedimenti all'AgCom, non certo gli altri.



    > Spero tu non sia uno di quelli che pensa sul
    > serio che è stata fatta per salvaguardarei l
    > diritto d'autore e non permettere ai quindicenni
    > di scaricarsi la loro immondizia (perchè è ciò
    > che chiamo la produzione odierna di film e
    > musica).

    È stata fatta per alleggerire il carico dei tribunali, che non credo facciano salti di gioia quando c'è da attuare un oscuramento che loro sanno per primi che non servirà nulla. Hanno cose più importanti da fare, e si spera con maggiori risultati concreti.
  • Ma non ti sfugge qualcosa ? Tipo che un ente amministrativo scavalca la magistratura per far opere di oscuramento senza possibilità di appello decenti ? Si va ad oscurare siti web a cazzo peggio di prima ? Già immagino i falsi positivi e quelli che li faranno, non saranno nemmeno punitiA bocca aperta
  • ... legalmente ... A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    > Ma questo può avvenire già oggi, con l'ordine di
    > un giudice. Sempre che la lunghezza del
    > copia-incolla superi il diritto di citazione.

    Preferisco che rimanga così, un giudice è comunque imparziale e senza interessi nelle parti.

    > Copierà eventualmente da editori
    > politicizzati in senso opposto, ma a quel punto
    > solo loro hanno il diritto di chiedere
    > provvedimenti all'AgCom, non certo gli
    > altri.

    E chi ti dice che saranno loro? Siccome chiunque può fare una segnalazione chi ti dice che tale segnalazione è legittima se non c'è chi controlla il controllore?
    E' proprio il fatto che sia politicizzato che è a rischio abuso.

    > È stata fatta per alleggerire il carico dei
    > tribunali, che non credo facciano salti di gioia
    > quando c'è da attuare un oscuramento che loro
    > sanno per primi che non servirà nulla. Hanno cose
    > più importanti da fare, e si spera con maggiori
    > risultati
    > concreti.

    non credo sia stata fatta per alleggerire il carico dei giudici, cosa vuoi che gliene importi dei giudici? anzi è proprio la giustizia un ostacolo ai loro piani censori, perchè comunque un giudice imparziale potrebbe anche dargli torto ed eviterebbe abusi di potere.
    imparzialità ed onestà prima di tutto, e si sa quando ci sono i soldi in mezzo e la solita casta, è un'utopia.
    non+autenticato
  • > > Ma questo può avvenire già oggi, con
    > l'ordine
    > di
    > > un giudice. Sempre che la lunghezza del
    > > copia-incolla superi il diritto di citazione.

    > Preferisco che rimanga così, un giudice è
    > comunque imparziale e senza interessi nelle
    > parti.

    Hai una visione molto ottimistica dei giudici italiani.Sorride Forse non ti è mai capitato di imbatterti in magistratura democratica, una corrente del loro sindacato: ecco uno stralcio del comunicato sulla riforma dello statuto dei lavoratori:

    " La possibilità di reintegra nel posto di lavoro è ridotta drasticamente e diviene sanzione di natura speciale; eliminandosi così, nella maggior parte dei casi, il vero baluardo per l’esercizio di tutti i diritti nei luoghi di lavoro che pur l’ordinamento continua ad attribuire formalmente ai lavoratori. L’indennizzo economico previsto come sanzione di carattere generale diventa la misura e il prezzo della dignità del lavoro ".

    Imparziali? Mah...


    > > Copierà eventualmente da editori
    > > politicizzati in senso opposto, ma a quel
    > punto
    > > solo loro hanno il diritto di chiedere
    > > provvedimenti all'AgCom, non certo gli
    > > altri.
    >
    > E chi ti dice che saranno loro? Siccome chiunque
    > può fare una segnalazione

    Assolutamente no. Può fare la segnalazione di violazione di un diritto solo chi è titolare di quel diritto. E con nome e cognome.


    > > È stata fatta per alleggerire il carico
    > dei
    > > tribunali, che non credo facciano salti di
    > gioia
    > > quando c'è da attuare un oscuramento che loro
    > > sanno per primi che non servirà nulla. Hanno
    > cose
    > > più importanti da fare, e si spera con
    > maggiori
    > > risultati
    > > concreti.

    > non credo sia stata fatta per alleggerire il
    > carico dei giudici, cosa vuoi che gliene importi
    > dei giudici?

    Be', viste le sanzioni continue della Corte europea dei diritti dell'uomo per i processi-lumaca, un organo che ne alleggerisca il lavoro fa risparmiare un bel po' di multe, che alla fine pagano i contribuenti. Sai com'è...


    > anzi è proprio la giustizia un
    > ostacolo ai loro piani censori,

    Ma quali piani censori? Sei a conoscenza di documenti segreti degli editori politicizzati che io non conosco? Metti il link, nel caso.


    > perchè comunque
    > un giudice imparziale potrebbe anche dargli torto
    > ed eviterebbe abusi di
    > potere.

    Stai confondendo, come molti qui, una misura preventiva con un processo nel merito. Sono due cose molto diverse. L'ho detto, al 99 % l'AgCom si dovrà occupare di oscurare siti non italiani, e basta. I responsabili dei siti sono ignoti anche alle autorità estere, da un punto di vista processuale la cosa finisce lì.
    Può darsi che capiterà anche che debba oscurare qualche sito italiano, con gestori che stanno in Italia, ma in quel caso tutta la parte degli interrogatori e della raccolta prove verrà eseguita dalla polizia postale e dalla magistratura inquirente, come oggi. L'AgCom non è stata chiamata per processare.


    > imparzialità ed onestà prima di tutto, e si sa
    > quando ci sono i soldi in mezzo e la solita
    > casta, è
    > un'utopia.

    A proposito di soldi di mezzo: l'AgCom ha dato una bella multa anche a Telecom Italia:

    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.as...

    536 000 euro. Vedi un trattamento di favore rispetto alle altre compagnie sanzionate (tutte straniere)? No, giusto per capire.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Imparziali? Mah...

    Sempre meglio che il nano che vuole oscurare un sito caricandoci un video.

    > Be', viste le sanzioni continue della Corte
    > europea dei diritti dell'uomo per i
    > processi-lumaca, un organo che ne alleggerisca il
    > lavoro fa risparmiare un bel po' di multe, che
    > alla fine pagano i contribuenti. Sai
    > com'è...

    coem le spese dei filtri per il providers, in america le pagano chi sporge denuncia, qua li paghiamo noi e se sbagliano nessuna punizione.


    >
    > Stai confondendo, come molti qui, una misura
    > preventiva con un processo nel merito. Sono due
    > cose molto diverse. L'ho detto, al 99 % l'AgCom
    > si dovrà occupare di oscurare siti non italiani,
    > e basta. I responsabili dei siti sono ignoti
    > anche alle autorità estere, da un punto di vista
    > processuale la cosa finisce
    > lì.

    questo lo pensi tu, verrà abusata dai soliti noti per corprire le loro malefatte e l'informazione libera, impossibile che un blog non abbia un estratto di qualche dichiarazione o articolo di giornale dal quale trarre informazioni o per ribattere a certe affermazioni

    > Può darsi che capiterà anche che debba oscurare
    > qualche sito italiano, con gestori che stanno in
    > Italia, ma in quel caso tutta la parte degli
    > interrogatori e della raccolta prove verrà
    > eseguita dalla polizia postale e dalla
    > magistratura inquirente, come oggi. L'AgCom non è
    > stata chiamata per
    > processare.

    O forse verranno mandati ricatti, il blogger sarà costretto a cancellare.

    > 536 000 euro. Vedi un trattamento di favore
    > rispetto alle altre compagnie sanzionate (tutte
    > straniere)? No, giusto per
    > capire.

    che c'entra? io parlavo di costi aggiuntivi ai providers, perchè come in america, non pagano loro i costi per oscurare i siti?

    hai una visione ottimistica, ma se pensi così buon per te, io la penso all'opposto e quando c'è di mezzo la politica, sopratutto in passato dove ha solo tentato di fare leggi e decreti contro la rete e metterlo nel didietro del cittadino, mi preoccupo e penso sempre in malafede, non a torto.
    non+autenticato
  • > Sempre meglio che il nano che vuole oscurare un
    > sito caricandoci un
    > video.

    Vabbè, il tuo intervento era un pretesto per parlare delle tue personali ossessioni politiche. Che noia mortale. Rispondo giusto a un paio di affermazioni e chiudo qui.



    > > Be', viste le sanzioni continue della Corte
    > > europea dei diritti dell'uomo per i
    > > processi-lumaca, un organo che ne
    > alleggerisca
    > il
    > > lavoro fa risparmiare un bel po' di multe,
    > che
    > > alla fine pagano i contribuenti. Sai
    > > com'è...

    > coem le spese dei filtri per il providers, in
    > america le pagano chi sporge denuncia, qua li
    > paghiamo noi e se sbagliano nessuna punizione.

    Non sarebbe più maturo proporre che queste spese siano accollate al denuncinte, visto che non è che siano poi tanto salate, la SIAE o qualsiasi etichetta discografica se le possono accollare, anziché fare i soliti confronti cretini? In America il costo delle intercettazioni telefoniche disposte dai giudici è a carico delle compagnie, tanto per dirne una, mentre in Italia lo Stato paga un tot a utenza.



    > > Stai confondendo, come molti qui, una misura
    > > preventiva con un processo nel merito. Sono
    > due
    > > cose molto diverse. L'ho detto, al 99 %
    > l'AgCom
    > > si dovrà occupare di oscurare siti non
    > italiani,
    > > e basta. I responsabili dei siti sono ignoti
    > > anche alle autorità estere, da un punto di
    > vista
    > > processuale la cosa finisce
    > > lì.
    >
    > questo lo pensi tu, verrà abusata dai soliti noti
    > per corprire le loro malefatte e l'informazione
    > libera, impossibile che un blog non abbia un
    > estratto di qualche dichiarazione o articolo di
    > giornale dal quale trarre informazioni o per
    > ribattere a certe
    > affermazioni

    Se vuoi buttarla sulla paranoia spinta, vai pure avanti da solo. Io ho spiegato come stanno le cose, poi né l'AgCom né i diretti interessati si preoccupano del fatto che un utente del forum coltivi queste dietrologie.


    > > Può darsi che capiterà anche che debba
    > oscurare
    > > qualche sito italiano, con gestori che
    > stanno
    > in
    > > Italia, ma in quel caso tutta la parte degli
    > > interrogatori e della raccolta prove verrà
    > > eseguita dalla polizia postale e dalla
    > > magistratura inquirente, come oggi. L'AgCom
    > non
    > è
    > > stata chiamata per
    > > processare.
    >
    > O forse verranno mandati ricatti, il blogger sarà
    > costretto a
    > cancellare.

    Accade già ora. Richieste di cancellazione di articoli ritenuti diffamatori, oppure per il fatto che la porzione dell'articolo o del libro o del film citato superano il diritto di citazione.
    L'AgCom si dovrà occupare solo del lato tutela dei diritti d'autore. Per i reati come diffamazione, minaccia eccetera, la trafila è quella di sempre: si va dalla polizia (o dal PM).
  • - Scritto da: Leguleio
    > Vabbè, il tuo intervento era un pretesto per
    > parlare delle tue personali ossessioni politiche.
    > Che noia mortale. Rispondo giusto a un paio di
    > affermazioni e chiudo
    > qui.

    quando hanno creato i filtri si stato co nal scusa della ponrografia minorile, alla fine quei filtri li hanno usato non solo per quello ma anche per oscurare i sitti di scommesse internazionali, poi i farmaci, poi quelli che vendevano abbigliamento e scarpe a prezzi irrisori... come vedi a primo acchito tutto sembra essere fatto con buone intenzioni, ma l'esperienza con questa gente di mer*a insegna che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, e infatti...

    > Non sarebbe più maturo proporre che queste spese
    > siano accollate al denuncinte, visto che non è
    > che siano poi tanto salate, la SIAE o qualsiasi
    > etichetta discografica se le possono accollare,
    > anziché fare i soliti confronti cretini? In
    > America il costo delle intercettazioni
    > telefoniche disposte dai giudici è a carico delle
    > compagnie, tanto per dirne una, mentre in Italia
    > lo Stato paga un tot a utenza.

    Se il denunciante non vuole pagare allora si rivolge alla magistratura con i tempi che ci sono e con la possibilità che gli diano torto e gli facciano pagare le spese processuali, troppo facile chiedere a questi leccaculo destroidi (si perchè la maggioranza del CEO sono tutti uomini del nano, se ti sei letto l'articolo di mantellini con i nomi) di fare quello che gli pare senza nemmeno avere un giudice imparziale.
    non mi fido, non mi fido di quello che fanno e come lo fanno perchè so la gente che c'è dietro, e la gente che c'è dietro è la stessa che ha proposto un sacco di volte decreti anti-blog e anti-informazione libera.
    basta fare 2 + 2.


    > Se vuoi buttarla sulla paranoia spinta, vai pure
    > avanti da solo. Io ho spiegato come stanno le
    > cose, poi né l'AgCom né i diretti interessati si
    > preoccupano del fatto che un utente del forum
    > coltivi queste
    > dietrologie.

    la mia paranoia è giustificata, mi spiace se sono scettico.

    > Accade già ora. Richieste di cancellazione di
    > articoli ritenuti diffamatori, oppure per il
    > fatto che la porzione dell'articolo o del libro o
    > del film citato superano il diritto di
    > citazione.

    bene, infatti se la legge già c'è che usino quella e si rivolgano alla giustizia.

    > L'AgCom si dovrà occupare solo del lato tutela
    > dei diritti d'autore. Per i reati come
    > diffamazione, minaccia eccetera, la trafila è
    > quella di sempre: si va dalla polizia (o dal
    > PM).

    quello è lo specchietto per le allodole per i creduloni, come è successo per i siti porno all'inizio, qua sarà lo stesso, al solito tutto sbilanciato a favorei di lobby, imprenditori e politici con la coda di paglia.

    rimango della mia idea, e sono più che convinto che se questa vaccata non viene fermata prima del 31 marzo, i timori di molti potrebbero diventare realtà nel lungo termine. meglio se viene bloccata e buttata via, e che sia il parlamento a legiferare, almeno ora c'è il M5S quindi è molto più difficile che vengano riproposte certe vaccate del passato.
    non+autenticato
  • Faccio un piccolo volo con la fantasia... questo è quello che mi è venuto in mente per venire incontro alle varie parti (che sia applicabile o meno è irrilevante, quantomeno ragionadoci può venir fuori qualcosa di possibile):

    0) Paternità dell'opera (e non Copyright) sempiterna. PUNTO!

    1) Sezionamento del Copyright in due aree:
    - Derivazione
    - Distribuzione

    2) Statalizzazione e accorpamento delle collecting society, che si occuperanno di:
    - Creazione e mantenimento di un database di “editori” certificati;
    - Creazione e mantenimento di un database per la registrazione delle opere (Paternità);
    - Creazione e mantenimento di un database separato per la registrazione delle opere che si avvalgono del (c);

    6) Costo di registrazione sotto (c)
    Per proteggere un opera occorre pagare un ammontare di $ calcolabile da una serie di fattori che vado ad elencare:
    - Reddito dell'autore;
    - Costo di produzione dell'opera (opportunamente dimostrabile da ricevute fiscali);
    - Durata della protezione;
    - Tipo di protezione (es: se si tratta solo di Derivazione, di Distribuzione o di tutt'e due le cose);
    è possibile portare il costo di registrazione a 0 se si soddisfano i prerequisiti necessari

    7) Meccanica di protezione:
    Le opere sotto (c)-Distribuzione possono essere rilasciate esclusivamente mediante DD successivamente all'applicazione di 2 watermark in sequenza (il primo per identificare l'editore certificato e il secondo, che viene successivamente sovrascritto al primo, per il cliente finale);

    Le Collecting Society avranno il compito di individuare distribuzioni dell'opera in atto da editori non certificati e provvedere alla segnalazione presso le autorità competenti (il processo qui è molto semplificato: se l'opera ha il watermark è facile identificare il responsabile della magagna, se non ha il watermark si assume che la responsabilità sia dell'autore)

    8) Costo di prolungamento del Copyright
    Una volta decorsa la durata di protezione iniziale è possibile effettuare una nuova registrazione entro un massimo di un mese dalla decorrenza della prima, tuttavia viene a cambiare un parametro:
    - Se l'autore nel tempo decorso non è riuscito a stipulare un contratto con un editore certificato il costo della nuova registrazione si basa sugli stessi parametri della prima;
    - Se l'autore nel tempo decorso è riuscito ad avere un contratto con un editore certificato il calcolo del costo della nuova registrazione dovrà essere basato sul reddito dell'editore (se superiore a quello dell'autore) e su un quinto parametro: i ricavi di vendita dell'opera (se ce ne sono). È possibile sciogliere immediatamente il contratto con l'editore del caso per non incorrere in questa variazione, tuttavia non sarà possibile per l'autore prendere nuovamente accordi con lo stesso per l'opera ri-registrata (dovrà quindi trovare un nuovo editore);


    Passo la palla a voiSorride
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 14 dicembre 2013 13.19
    -----------------------------------------------------------
  • > Faccio un piccolo volo con la fantasia... questo
    > è quello che mi è venuto in mente per venire
    > incontro alle varie parti (che sia applicabile o
    > meno è irrilevante, quantomeno ragionadoci può
    > venir fuori qualcosa di
    > possibile):
    >
    > 0) Paternità dell'opera (e non
    > Copyright) sempiterna.
    > PUNTO!

    È già così. Non puoi pubblicare su libro o ebook il De bello gallico di Giulio Cesare attribuendolo a te.


    > 1) Sezionamento del Copyright in due aree:

    Tra l'altro la scelta del termine è quantomai infelice. Il termine copyright si usa solo nei paesi di diritto anglosassone, che sul punto non mi paiono i più avanzati, anzi. Tutti gli altri, che sono la maggioranza, non usano termini che significano il gretto "diritto di copia", ma appunto, diritto d'autore o similari.


    > - Derivazione
    > - Distribuzione

    Cosa c'entra la distribuzione col diritto d'autore? È un aspetto imprenditoriale.



    > 2) Statalizzazione e accorpamento delle
    > collecting society, che si occuperanno
    > di:
    > - Creazione e mantenimento di un database di
    > “editori”
    > certificati;
    > - Creazione e mantenimento di un database per la
    > registrazione delle opere
    > (Paternità);
    > - Creazione e mantenimento di un database
    > separato per la registrazione delle opere che si
    > avvalgono del
    > (c);

    C'è già, anche se non è statale. Poi non capisco perché gli editori debbano essere "certificati". Hanno abolito le licenze per le attività commerciali, ora c'è bisogno della licenza per fare l'editore?


    > 6) Costo di registrazione sotto (c)
    > Per proteggere un opera occorre pagare un
    > ammontare di $

    Quindi gli euro non li accettano?
    Meglio, il dollaro è in costante discesa... conviene!Sorride

    > Le Collecting Society avranno il compito di
    > individuare distribuzioni dell'opera in atto da
    > editori non certificati e provvedere alla
    > segnalazione presso le autorità competenti (il
    > processo qui è molto semplificato: se l'opera ha
    > il watermark è facile identificare il
    > responsabile della magagna, se non ha il
    > watermark si assume che la responsabilità sia
    > dell'autore)

    Si presuppone, si dà per scontato.
    Assumere in italiano non ha il significato dell'inglese "to assume".
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 14 dicembre 2013 14.01
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Leguleio
    > È già così. Non puoi pubblicare su libro o
    > ebook il De bello gallico
    > di Giulio Cesare attribuendolo a
    > te.

    Non ho mica detto di aver partorito io l'idea, so che è gia così, considera però che ho buttato giu la cosa di getto e m'è venuto spontaneo sottolineare la cosa

    > Tra l'altro la scelta del termine è quantomai
    > infelice. Il termine copyright si usa solo nei
    > paesi di diritto anglosassone, che sul punto non
    > mi paiono i più avanzati, anzi. Tutti gli altri,
    > che sono la maggioranza, non usano termini che
    > significano il gretto "diritto di copia", ma
    > appunto, diritto d'autore o similari.

    Ho usato il termine "Copyright" di proposito proprio per la sua definizione letterale ( Copy Right -> Diritto di Copia -> Diritti di distribuzione)

    > > - Derivazione
    > > - Distribuzione
    >
    > Cosa c'entra la distribuzione col diritto
    > d'autore? È un aspetto
    > imprenditoriale.

    Difatti ho ben diviso le cose, da una parte la Paternità e dall'altra la Distribuzione

    Non sono sicuro dove collocare la derivazione (può essere visto come un problema da entrambe le parti)


    > C'è già, anche se non è statale. Poi non capisco
    > perché gli editori debbano essere "certificati".
    > Hanno abolito le licenze per le attività
    > commerciali, ora c'è bisogno della licenza per
    > fare
    > l'editore?

    Qui il discorso sarebbe un pò articolato:
    Con "certificazione" intendo "avente diritto ad accedere al database di opere sotto (c)"... È una ulteriore misura di sicurezza, magari mettiamo che per avere la certificazione devi pagare la Collecting Society (e così vai a immetere liquidità nel meccanismo stesso di protezione)

    > Si presuppone, si dà per scontato.
    > Assumere in italiano non ha il significato
    > dell'inglese "to
    > assume".

    Ok, starò più attento..

    Dal canto tuo cosa cambieresti (della situazione attuale intendo)?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 14 dicembre 2013 14.31
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Leguleio
    [...]
    >
    > Si presuppone, si dà per scontato.
    > Assumere in italiano non ha il significato
    > dell'inglese "to
    > assume".

    http://www.treccani.it/vocabolario/assumere/

    punto 2c: "anche, ammettere come ipotesi"
  • > > Si presuppone, si dà per scontato.
    > > Assumere in italiano non ha il significato
    > > dell'inglese "to
    > > assume".
    >
    > http://www.treccani.it/vocabolario/assumere/
    >
    > punto 2c: "anche, ammettere come ipotesi"

    Vero, nel linguaggio scientifico. Nella frase di luisito però mi pareva proprio che significasse "dare per scontato", "presupporre", senza riferimento a ipotesi o a sperimentazioni scientifiche; il che costituisce il significato più comune in inglese.
  • - Scritto da: Leguleio
    [...]
    > > il watermark è facile identificare il
    > > responsabile della magagna, se non ha il
    > > watermark si assume che la responsabilità sia
    > > dell'autore)
    >
    > Si presuppone, si dà per scontato.
    > Assumere in italiano non ha il significato
    > dell'inglese "to
    > assume".

    Sicuro?

    http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/A...

    5 Ammettere qlco. per ipotesi, con arg. espresso da frase [...]
  • > > > il watermark è facile identificare il
    > > > responsabile della magagna, se non ha il
    > > > watermark si assume che la
    > responsabilità
    > sia
    > > > dell'autore)
    > >
    > > Si presuppone, si dà per scontato.
    > > Assumere in italiano non ha il significato
    > > dell'inglese "to
    > > assume".
    >
    > Sicuro?
    >
    > http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/A
    >
    > 5 Ammettere qlco. per ipotesi, con
    > arg. espresso da frase [...]

    >

    Sicuro sì. Nel contesto della frase di luisito, che ricopio:

    "se l'opera ha il watermark è facile identificare il responsabile della magagna, se non ha il watermark si assume che la responsabilità sia dell'autore"

    Il senso non è ipotetico. Il senso è quello di dare per scontato, ritenere.
  • - Scritto da: luisito
    > Faccio un piccolo volo con la fantasia...

    Ma i punti dal 3 al 5? Newbie, inesperto
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > - Scritto da: luisito
    > > Faccio un piccolo volo con la fantasia...
    >
    > Ma i punti dal 3 al 5? Newbie, inesperto

    Ho spostato e rimosso vari punti (che non mi convincevano completamente): l'idea che ho postato voleva essere uno spunto quindi non sono stato volutamente preciso, va bene cosìSorride
  • > 7) Meccanica di protezione:
    > Le opere sotto (c)-Distribuzione possono essere
    > rilasciate esclusivamente mediante DD
    > successivamente all'applicazione di 2 watermark
    > in sequenza (il primo per identificare l'editore
    > certificato e il secondo, che viene
    > successivamente sovrascritto al primo, per il
    > cliente
    > finale);

    Il watermark per il cliente finale a cosa servirebbe? Dubito che scoraggerebbe la pirateria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > Il watermark per il cliente finale a cosa
    > servirebbe? Dubito che scoraggerebbe la
    > pirateria.

    Serve ad associare una persona fisica ad una violazione sui diritti di distribuzione: Supponendo di trovare in rete il file "strombazzata.mp3" e che la diffusione dello stesso sia in qualche modo limitata o vietata, non devo essere punito io che l'ho scaricato, piuttosto quello che lo ha messo a disposizione senza averne autorizzazione. Il watermark serve appunto a risalire a quella persona al quale è stato associato
  • Non chiamateli "sceriffi". Uno sceriffo è un tutore dell'ordine nominato per elezione popolare. Questi sono scagnozzi di un ente privato con nessuna autorità, che può derivare solo da un mandato popolare.
    non+autenticato
  • > Non chiamateli "sceriffi". Uno sceriffo è un
    > tutore dell'ordine nominato per elezione
    > popolare.

    Nel Rhode Island e in Florida sono nominati. E in generale, nei Paesi ex colonie britanniche in cui questa funzione ancora esiste, e nella stessa Inghilterra, sono nominati.
    E scrivere "nominato per elezione" è una contraddizione in termini: o è nominato, o è eletto.Sorride


    > Questi sono scagnozzi di un ente
    > privato

    L'Autorità garante per le comunicazioni è un ente creato dal parlamento (legge n° 249, 31 luglio 1997), ed è pubblico a tutti gli effetti.

    > con nessuna autorità, che può derivare
    > solo da un mandato
    > popolare.

    Dove l'ho già sentita questa?
    .
    .
    .
    .
    .
    Ah sì, ora mi ricordo:
    http://www.corriere.it/politica/09_maggio_15/bossi...
    Complimenti per l'identità di visione.A bocca aperta
  • - Scritto da: Leguleio

    > E scrivere "nominato per elezione" è una
    > contraddizione in termini: o è nominato, o è
    > eletto.
    >Sorride
    >

    Complimenti per la precisazione. Lavori in un ufficio?

    > L'Autorità garante per le comunicazioni è un ente
    > creato dal parlamento (legge n° 249, 31
    > luglio 1997), ed è pubblico a tutti gli effetti.
    >

    Grazie per la correzione. Puoi dirmi dove lavori? Devono pagarti bene.


    > Dove l'ho già sentita questa?
    > .
    > .
    > .
    > .
    > .
    > Ah sì, ora mi ricordo:
    > http://www.corriere.it/politica/09_maggio_15/bossi
    > Complimenti per l'identità di visione.A bocca aperta

    Nekulturny. Deriva da questo: http://www.imdb.com/title/tt0071853/?ref_=nv_sr_1

    Però devo farti i miei complimenti: come yes-man e soldatino dei potenti sei un esempio per tutti coloro che aspirano ad un lavoro sicuro e ben remunerato al servizio dell'élite.
    non+autenticato
  • > > E scrivere "nominato per elezione" è una
    > > contraddizione in termini: o è nominato, o è
    > > eletto.
    > >Sorride
    > >
    >
    > Complimenti per la precisazione. Lavori in un
    > ufficio?

    No.

    > > L'Autorità garante per le comunicazioni è un
    > ente
    > > creato dal parlamento (legge n° 249, 31
    > > luglio 1997), ed è pubblico a tutti gli
    > effetti.
    > >
    >
    > Grazie per la correzione.

    Prego.

    > Puoi dirmi dove lavori?
    > Devono pagarti
    > bene.

    Tu puoi dirmi l'ultima volta che hai scopato, e il suo nome?
    Giusto per sottolineare il tenore delle tue domande.


    > > Dove l'ho già sentita questa?
    > > .
    > > .
    > > .
    > > .
    > > .
    > > Ah sì, ora mi ricordo:
    > >
    > http://www.corriere.it/politica/09_maggio_15/bossi
    > > Complimenti per l'identità di visione.A bocca aperta
    >
    > Nekulturny. Deriva da questo:
    > http://www.imdb.com/title/tt0071853/?ref_=nv_sr_1

    Ho perso tempo a seguire l'attualità italiana anziché i film comici. Dici che dovrei recuperare, per mettermi al tuo livello culturale?



    > Però devo farti i miei complimenti: come yes-man
    > e soldatino dei potenti sei un esempio per tutti
    > coloro che aspirano ad un lavoro sicuro e ben
    > remunerato al servizio
    > dell'élite.

    Ho capito, oggi sono uno yes-man.Occhiolino
    Domani sarò un astroturfer, un parassita, un servo di qualcosa o di qualcuno... a piacere. Pur di non ammettere di aver scritto cose sbagliate ci si inventa di tutto.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 15 dicembre 2013 14.37
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > E scrivere "nominato per elezione" è una
    > > > contraddizione in termini: o è
    > nominato, o
    > è
    > > > eletto.
    > > >Sorride
    > > >
    > >
    > > Complimenti per la precisazione. Lavori in un
    > > ufficio?
    >
    > No.
    >
    > > > L'Autorità garante per le comunicazioni
    > è
    > un
    > > ente
    > > > creato dal parlamento (legge n°
    > 249,
    > 31
    > > > luglio 1997), ed è pubblico a tutti gli
    > > effetti.
    > > >
    > >
    > > Grazie per la correzione.
    >
    > Prego.
    >
    > > Puoi dirmi dove lavori?
    > > Devono pagarti
    > > bene.
    >
    > Tu puoi dirmi l'ultima volta che hai scopato, e
    > il suo nome?
    >
    > Giusto per sottolineare il tenore delle tue
    > domande.
    >
    >
    > > > Dove l'ho già sentita questa?
    > > > .
    > > > .
    > > > .
    > > > .
    > > > .
    > > > Ah sì, ora mi ricordo:
    > > >
    > >
    > http://www.corriere.it/politica/09_maggio_15/bossi
    > > > Complimenti per l'identità di visione.
    >A bocca aperta
    > >
    > > Nekulturny. Deriva da questo:
    > >
    > http://www.imdb.com/title/tt0071853/?ref_=nv_sr_1
    >
    > Ho perso tempo a seguire l'attualità italiana
    > anziché i film comici. Dici che dovrei
    > recuperare, per mettermi al tuo livello
    > culturale?
    >
    >
    >
    > > Però devo farti i miei complimenti: come
    > yes-man
    > > e soldatino dei potenti sei un esempio per
    > tutti
    > > coloro che aspirano ad un lavoro sicuro e ben
    > > remunerato al servizio
    > > dell'élite.
    >
    > Ho capito, oggi sono uno yes-man.Occhiolino
    > Domani sarò un astroturfer, un parassita, un
    > servo di qualcosa o di qualcuno... a piacere. Pur
    > di non ammettere di aver scritto cose sbagliate
    > ci si inventa di
    > tutto.
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 15 dicembre 2013 14.37
    > --------------------------------------------------
    I miei complimenti a Leguleio per la sua precisione, so che non è facile dialogare con chi la butta in politica da bar e nomina troppo spesso le parole "potenti" e "Lobbye".
    Chi legge le cose scritte da Leguleio e riesce anche a capirle dovrebbe aver chiaro che le sua precisazioni sono sempre obiettive, riferite a leggi e non alla fantasia personale. Non ha mai preso le mie parti ne quelle di chi ama l'anarchia, si limita ai fatti, indipendentemente dalla persona che li ha compiuti.
    Solo una curiosità: chi te lo fa fare?
    Ancora i miei complimenti.
    non+autenticato
  • No no, sono sceriffi solo chiacchere e distintivo ... vedi Hadopi! A bocca aperta
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Successiva
(pagina 1/5 - 21 discussioni)