Corea: una cura per i videogiochi

Seul vuole una legge ad hoc per imporre un coprifuoco più severo e per creare un fondo per curare i dipendenti dal gioco. L'industria videoludica non ci sta e promette battaglia

Roma - I videogame provocano dipendenza e devono quindi essere equiparati a stupefacenti, alcol e gioco d'azzardo. Videogiocare è una libera scelta e nessuno può regolarla, anche perché in tal modo l'industria ludica sarebbe azzoppata. Visioni che si contrappongono nella società civile iperconnessa coreana, con polemiche a bizzeffe e l'eco delle proteste che oltrepassano i confini nazionali e arrivano in Europa e USA riproponendo l'annosa questione relativa al pericolo dipendenza causata da prolungate e quotidiane sessioni davanti al monitor.

Certo è che, per quanto insidiosa, la deriva europea/statunitense è ancora ben lontana dagli standard toccati nel sud-est asiatico, dove la questione è diventata ormai di pubblico dominio. La situazione più bollente si vive appunto in Corea del Sud, uno dei paesi più all'avanguardia nelle infrastrutture dedicate al web, dove lo sfrenato ricorso ai giochi online e i relativi, orridi, misfatti compiuti da giovanissimi e adulti hanno costretto il governo a varare una singolare legge per vietare ai minori di 16 anni di giocare in rete durante le ore notturne (dalle 24 alle 6). Un provvedimento che non ha dato i frutti sperati, tanto che lo stesso governo è propenso ad estendere il coprifuoco, portandolo dalle 22 alle 7 del mattino, ma soprattutto a far passare la legge sulle quattro grandi dipendenze: droga, alcol, gioco d'azzardo e videogame.

Se genitori, gruppi religiosi e medici sono concordi nel sostenere la necessità di regolamentare il settore, a far aumentare la rabbia dei giocatori e dei produttori è il progetto mirato a creare cliniche per disintossicarsi dal gioco, che sarebbero finanziate con il versamento dell'1 per cento sul totale delle entrate di ogni società videoludica. Una percentuale irrisoria, che in un paese dove l'industria del gioco guadagna dalle royalty di oltre 680 milioni di dollari ogni anno, si trasforma in una discreta somma.
Soldi a parte, il nocciolo della questione riguarda la posizione del governo, chiamato all'intervento da genitori incapaci spesso di controllare i figli. Necessità rilanciata dai costanti episodi di cronaca nera causati dall'abuso di giochi: dalla coppia che ha lasciato morire la propria figlia di due anni, ai giovani che per giocare trascurano famiglia, scuola, amici e interessi finendo spesso in pessime condizioni psicologiche. Un fenomeno diffuso e pericoloso che secondo l'ultimo studio annuale realizzato dal governo di Seul riguarda il 2 per cento dei giovani sudcoreani compresi nella fascia 10-19 anni, cioè oltre 125mila adolescenti che avrebbero bisogno di un soccorso per curare la dipendenza.

A parte le critiche, feroci e sarcastiche, che pullulano sui forum dei giocatori, a osteggiare le mosse governative ci sono tutte le più grandi società, convinte che l'altro inasprimento delle norme già in vigore metterebbe in ginocchio una delle più fiorenti industrie nazionali. "I nostri deputati sembrano non capire l'importanza del gioco per il paese e non si accorgono che aziende e sviluppatori hanno iniziato a chiudere per trasferirsi in altri paesi", si legge in una nota della Digital Entertainment Association, che ha aperto una petizione online, firmata da oltre 253mila persone, per bloccare il disegno di legge.

Alessio Caprodossi
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8 Commenti alla Notizia Corea: una cura per i videogiochi
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  • Però per coerenza e per la salute della popolazione sono altrettanto necessarie misure analoghe per la dipendenza da TV: max. 1 ora al giorno, max. 1 talk show e 1 partita di calcio a settimana.
    Perché se giochi 10 ore a settimana sei un drogato mentre se passi tutte le sere 3-4 ore a cervello spento davanti alla TV è considerato perfettamente normale?
    Funz
    12974
  • > Però per coerenza e per la salute della
    > popolazione sono altrettanto necessarie misure
    > analoghe per la dipendenza da TV: max. 1 ora al
    > giorno, max. 1 talk show e 1 partita di calcio a
    > settimana.

    Credo che il discrimine siano i soldi che girano. Attorno al gioco professionale si crea sempre un giro di miniscommesse. Non potendo colpire quello, perché materialmente non esiste questa possibilitá di controllo di flussi di denaro, si colpisce la patologia.

    Anche tutte le polemiche sulla ludopatia in Italia, la proposta comica di spostare il locali con macchine mangiasoldi oltre 700 metri dalle scuole (perché, come è noto, i giovani delle città non vanno mai oltre il percorso da casa a scuola), che cosa sono? Cercano di mettere un tappo allo sfruttamento del gioco d'azzardo da parte della criminalità organizzata: il giro esisterà anche, ma ha senso combatterlo con questi mezzi?
  • cercano di mettere un tappo ? non mi sembra ....

    http://www.mil2002.org/battaglie/figure/evasione_c...
    non+autenticato
  • > cercano di mettere un tappo ? non mi sembra ....
    >
    > http://www.mil2002.org/battaglie/figure/evasione_c

    Sì, infatti: cercano di mettere un tappo, sottinteso "senza riuscirci minimamente".Sorride
    Pensano che girando attorno alla questione, e convincendo la gente a non giocare, si possano ottenere grandi risultati.
  • La corea del sud e ormai la mecca dei mmorpg, giochi che salvo cambiamenti che potrei ignorare, sono giochi strutturati in modo da tenerti il più incollato possibile davanti allo schermo.
    Con questo non dico che hanno ragione, ma sicuramente hanno un punto su cui fare leva per fare il moralismo spicciolo. Poi sempre in corea del sud, se non erro Starcraft della blizzard e trattato come un vero sport, ma non so se sia veroA bocca aperta
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > La corea del sud e ormai la mecca dei mmorpg,
    > giochi che salvo cambiamenti che potrei ignorare,
    > sono giochi strutturati in modo da tenerti il più
    > incollato possibile davanti allo schermo

    Esattamente la ragione per cui ho deciso che non gioco più a nessun MMORPG. L'unico modo per progredire in modo decente è quello di spenderci una fetta esagerata della propria esistenza, e francamente lo trovo assurdo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    >
    > Esattamente la ragione per cui ho deciso che non
    > gioco più a nessun MMORPG. L'unico modo per
    > progredire in modo decente è quello di spenderci
    > una fetta esagerata della propria esistenza

    ...e del proprio stipendio...
    Conosco gente che si lamentava dei 50-60 euro spesi per un gioco "offline" ma che poi scialacqua cifre ben maggiori in quei contesti.
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > - Scritto da: ...
    >
    > >
    > > Esattamente la ragione per cui ho deciso che non
    > > gioco più a nessun MMORPG. L'unico modo per
    > > progredire in modo decente è quello di spenderci
    > > una fetta esagerata della propria esistenza
    >
    > ...e del proprio stipendio...
    > Conosco gente che si lamentava dei 50-60 euro
    > spesi per un gioco "offline" ma che poi
    > scialacqua cifre ben maggiori in quei
    > contesti

    Vero. Ho conosciuto gente che ha speso migliaia di Euro in giochi online.
    non+autenticato