Claudio Tamburrino

Italia, una licenza per citare

Il Consiglio dei Ministri ha varato una misura che minaccia Google News e gli altri aggregatori rendendo necessaria l'autorizzazione degli aventi diritto per qualsiasi condivisione o citazione online

Roma - Il Consiglio dei Ministri ha messo mano alla materia del diritto d'autore per eliminare la possibilità di utilizzare senza autorizzazioni i contenuti giornalistici: così, dopo l'approvazione del regolamento AGCOM, i detentori dei diritti tornano ad esultare di quella che appare come una restaurazione dei poteri detenuti ai tempi della carta.

La misura fa parte del pacchetto intitolata "Destinazione Italia", un nome che per quanto riguarda l'agenda digitale suona terribilmente minaccioso. Tra le novità introdotte, infatti, spiccano quelle dedicate a contrastare la crisi dell'editoria: oltre a quelle che prevedono l'estensione dell'attuale credito d'imposta per il settore, una detrazione fiscale del 19 per cento sulle spese sostenute nel corso dell'anno solare per l'acquisto di libri che però esclude gli ebook ci sono "disposizioni di tutela del diritto d'autore quale strumento per la soluzione delle controversie derivanti dall'utilizzo dei contenuti giornalistici da parte dei motori di ricerca o di aggregatori di notizie".

Se il primo intervento appare positivo, le altre due misure non sembrano adatte a traghettare l'editoria fuori dalla sua crisi, ma piuttosto appaiono inseguirne i fantasmi e ingigantirne le paure: lo logica alla base dell'intervento del Governo Letta ricalca quella dei grandi operatori del settore, che non vedono in ebook e distribuzione digitale un'opportunità da sfruttare con un nuovo modello commerciale, ma solo una minaccia da affrontare a suon di denunce.
Invece di salvarla, come da intenzione, tuttavia questi tipi di interventi possono compromettere definitivamente l'editoria online che - soprattutto nelle piccole realtà con prodotti di eccellenza o di nicchia - vedono negli aggregatori di notizie un'ottima vetrina e nel passaparola sui social network una vetrina straordinaria.

La norma dedicata alla circolazione dei contenuti online ricalca in parte quanto già pensato all'inizio del 2012 dal Senatore PDL Alessio Butti: la necessità di ottenere una licenza per ogni possibile forma di uso degli articoli in Rete. Essa, infatti, introduce l'obbligo di ottenere la preventiva autorizzazione da parte del titolare dei diritti per qualsiasi utilizzo "ivi compresa l'indicizzazione o aggregazione di qualsiasi genere" dei "prodotti dell'attività giornalistica, compresi la forma e il contesto editoriali", versando inoltre il prezzo con questi determinato o, in assenza di accordo, stabilito dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).

L'obbligo di ottenere l'autorizzazione, d'altra parte, ha anche il difetto di andare a toccare l'articolo 65 della Legge sul diritto d'autore che prevedeva la legittimità del riuso di contenuti di carattere informativo purché finalizzato a produrre nuova informazione: ha così messo mano alla proprietà intellettuale ponendo nuovi (stretti) paletti e svuotando - di fatto - quasi completamente di valore quello strumento che in altri paesi viene definito "Fair Use" (uso legittimo) e che in Italia ed Europa comprende, in generale, tutti gli utilizzi di un'opera consentiti senza autorizzazione.

Fermo restando, poi, che il diritto d'autore non soggiace ad alcun tipo di formalità (chiunque produca un contenuto originale ne è titolare) e che l'attività giornalistica non è solo quella che fanno i professionisti del settore, ma oggi più che mai è appannaggio anche dei singoli utenti, dei blogger o dei cosiddetti YouReporter, appare assurdo pretendere di impedire la diffusione di qualsiasi tipo di notizia se non con previa autorizzazione e retribuzione da parte di ogni titolare.

Il legislatore, pensando probabilmente solo alle necessità immediate dei grandi produttori di contenuti, non sembra aver considerato che la misura rischia di ostacolare la circolazione stessa delle notizie (evidentemente a danno anche degli editori) e rischia di intasare le operazioni dell'AGCOM: ora che ha tutto il potere di vigilare sul rispetto del diritto d'autore online e che dovrà farsi carico dell'onere di determinare, in assenza di accordo, il giusto prezzo di una notizia, ogni singolo scrittore della Rete potrà chiederne l'intervento.

Claudio Tamburrino
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23 Commenti alla Notizia Italia, una licenza per citare
Ordina
  • Un licenza per domarli, un licenza per trovarli,
    Un licenza per ghermirli e nel buio incatenarli. Indiavolato
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Segnalo che comunque attualmente l'art. 65 della legge sul diritto d'autore al comma 1 recita: "Gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell’autore, se riportato."
    Quindi già ora i contenuti riservati non potrebbero essere riutilizzati in altri siti o aggragatori(forse linkati si).
    Quindi più che modificare l'articolo, a me sembra che ne aggiunga una parte che fin'ora non era espressamente regolata.
    non+autenticato
  • Io lo interpreto al contrario: visto che non hai indicato espressamente che la pagina non deve essere indicizzata non sussistono problemi (anche perchè in google la fonte è chiaramente indicata e il resto dei dati li trovi al link).
    non+autenticato
  • > Io lo interpreto al contrario: visto che non hai
    > indicato espressamente che la pagina non deve
    > essere indicizzata non sussistono problemi

    Molto spesso è indicato, invece. Due esempi:

    http://www.corriere.it/cronache/13_dicembre_17/tra...

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/12/17/new...

    La scritta © Riproduzione riservata sta a indicare proprio questo.

    Comunque la questione, qui come già accaduto in casi analoghi in Francia e in Germania, è mal interpretata. I giornali non si oppongono all'indicizzazione di Google. Quella esiste da 15 anni!
    Si oppongono a un servizio a parte, Google news, un aggregatore che selezione manualmente solo gli articoli più attraenti, va spesso oltre il diritto di citazione, e ci mette la propria pubblicità sopra. Sono due cose distinte.
  • Io leggo le notizie on-line SE E SOLO SE sono linkate da Google News: le trovo tutte li, suddivise per argomento, con la fonte ben evidenziata!

    E per leggere l'articolo ci clicco sopra e vengo portato sul sito dell'editore di turno...

    SONO PAZZI QUESTI EDITORI!!!
  • - Scritto da: Pinko_Pallo
    > Io leggo le notizie on-line SE E SOLO SE sono
    > linkate da Google News: le trovo tutte li,
    > suddivise per argomento, con la fonte ben
    > evidenziata!
    >
    > E per leggere l'articolo ci clicco sopra e vengo
    > portato sul sito dell'editore di
    > turno...
    >
    > SONO PAZZI QUESTI EDITORI!!!

    Difendono i loro interessi invece. Perché dare a Google news la possibilità di guadagnare con la pubblicità citando solo il meglio dei loro articoli? Le citazioni infatti mica prendono dentro la pubblicità originale dei giornali.
  • Se io scrivessi un articolo non avrei problemi a metterlo sotto tale licenza: essere citato mi basta e avanza. Viceversa chi non vuole essere citato può, a questo punto, aggiungere in homepage la (c) di copyright e, eventualmente, rinforzare il proprio diritto con un bel file robot.txt così da spiegarlo bene ai motori di ricerca.

    L'AGCOM dovrebbe tener conto di questo semplice espediente: rendere robot.txt obbligatorio per -legge- intendo. BigG e gli altri motori si adeguerebbero ben volentieri e, a questo punto, certi editori la farebbero finita di stressare.

    GT
  • Certo ma la tua è una soluzione al problema "come faccio a non far indicizzare le mie pagine?".

    La loro è una soluzione al problema "come faccio a farmi pagare da Google, ecc. per quello che già faccio?"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush
    > Se io scrivessi un articolo non avrei problemi a
    > metterlo sotto tale licenza: essere citato mi
    > basta e avanza. Viceversa chi non vuole essere
    > citato può, a questo punto, aggiungere in
    > homepage la (c) di copyright e, eventualmente,
    > rinforzare il proprio diritto con un bel file
    > robot.txt così da spiegarlo bene ai motori di
    > ricerca.
    >
    > L'AGCOM dovrebbe tener conto di questo semplice
    > espediente: rendere robot.txt obbligatorio per
    > -legge- intendo. BigG e gli altri motori si
    > adeguerebbero ben volentieri e, a questo punto,
    > certi editori la farebbero finita di
    > stressare.
    >
    > GT

    se ti vede google ti trovo, se non ti vede non sei nessuno.
    non+autenticato
  • in ambiente scientifico, un articolo, più viene citato, più acquista di valore, sia in termini di credibilità sia di autorevolezza, e anche l'autore.
    Contenti loro..
    non+autenticato
  • quale sia il motivo perche questa authority che ha tanti problemi suoi propri da risolvere (banda larga, tv, telecom) e che sono BEN LUNGI dall'essere risolti, tanti interessi da districare,

    voglia a tutti i costi addentrasi in campi in cui mi pare davvero discutibile che intervenga come fosse un legislatore, che, sarebbe bene chiarirlo, non e'.

    dico fesserie? il parlamento ha dato mandato ad una agenzia gia sovraccarica di legiferare lei in una materia cosi discussa e delicata?
    non+autenticato
  • si dico fesserie, si parla di legge che assegna dei ruoli all'agenzia, scusate
    non+autenticato
  • più che altro si sostituisce alla magistratura
    non+autenticato
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