Claudio Tamburrino

Vividown, anche la Cassazione assolve Google

La Corte di Cassazione conferma l'assoluzione dei tre (allora) manager di Google accusati di essere penalmente responsabili per la violazione della privacy del minorenne disabile maltrattato in un video caricato su Google Video

Vividown, anche la Cassazione assolve GoogleRoma - La Terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione dei tre manager di Google accusati (e condannati in primo grado) nel 2006 per un video caricato da alcuni utenti di Google Video.

Il caso conosciuto con il nome dell'associazione che ha depositato la denuncia, Vividown, ha per oggetto un video caricato nel 2006 da un utente sulla piattaforma di condivisione video di Mountain View in cui si vede un disabile minorenne di Torino picchiato e schernito da un gruppo di compagni di classe.

Il contenuto, dunque, era evidentemente offensivo e violento. E oltretutto violava la privacy del ragazzo vittima del bullismo. Il problema legale, tuttavia, riguardava la responsabilità di Google (e quella penale dei suoi manager) che secondo l'accusa avrebbero dovuto vigilare sui video ospitati ed accertarsi che tutti i protagonisti di un filmato (a maggior ragione se minorenni) avessero dato il proprio consenso.
In primo grado il Tribunale di Milano adito dall'associazione aveva condannato a sei mesi di reclusione tre dei dirigenti Google (all'epoca dei fatti) per violazione della disciplina italiana in materia di privacy e la sentenza aveva finito per fare il giro del mondo: si trattava di uno dei primi procedimenti penali, anche a livello internazionale, che vedeva imputati intermediari per contenuti caricati da utenti.
Nel frattempo, tuttavia, non solo i familiari del minore disabile avevano ritirato la querela, ma si era anche decisamente consolidata la giurisprudenza europea in materia di non responsabilità degli ISP che applica la Direttiva 31/2000 (recepita nel nostro Paese con il D.lgs 70/2003).

Così, in seguito al ricorso di Mountain View, la Corte d'Appello aveva assolto i tre manager David Carl Drummond (all'epoca dei fatti presidente del CdA di Google Italy), George De Los Reyes (ora in pensione) e Peter Fleischer (responsabile delle privacy policy per l'Europa).

Tuttavia gli inquirenti italiani avevo deciso che valesse la pena arrivare fino al supremo grado di giudizio e, in barba al principio europeo di non responsabilità degli intermediari, chiedevano che le piattaforme di video sharing come YouTube fossero dotate di specifiche misure di monitoraggio preventivo del materiale caricato, prevedendo inoltre il consenso informato da parte dei soggetti finiti nei video pubblicati online.

Ora è arrivata la definitiva assoluzione della Corte di Cassazione che ha respinto tale ricorso: tra un mese circa verranno pubblicate le motivazioni a suo supporto.

Google, attraverso un portavoce, ha commentato la sentenza: "Siamo felici che la Corte di Cassazione abbia confermato l'innocenza dei nostri colleghi. Di nuovo, il nostro pensiero va al ragazzo e alla famiglia. La decisione di oggi è importante anche perché riconferma un importante principio giuridico".

Claudio Tamburrino
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46 Commenti alla Notizia Vividown, anche la Cassazione assolve Google
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  • Occhio che qui stanno censurando a tutto spiano dei post che criticano la magistratura, senza contenere nulla di veramente censurabile, nè insulti nè attacchi personali ma semplicemente opinioni e critiche su processi notissimi e già criticatissimi.

    E, come ha scritto uno, a questo punto visti i tempi certe critiche è meglio farle in modo anonimo, anche su Punto Informatico.

    Che tristezza.
    non+autenticato
  • > Occhio che qui stanno censurando a tutto spiano
    > dei post che criticano la magistratura, senza
    > contenere nulla di veramente censurabile, nè
    > insulti nè attacchi personali ma semplicemente
    > opinioni e critiche su processi notissimi e già
    > criticatissimi.

    Art. 290 del codice penale:
    Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate

    Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale o l'ordine giudiziario , è punito con la multa da euro 1000 a euro 5000.
    [...]

    (grassetto mio)

    Ogni giornale italiano ha le mani legate. Chissà mai perché qui su PI hanno molto più risalto le sentenze su processi che si svolgono all'estero. Ma guarda un po' che strano...
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Occhio che qui stanno censurando a tutto
    > spiano
    > > dei post che criticano la magistratura, senza
    > > contenere nulla di veramente censurabile, nè
    > > insulti nè attacchi personali ma
    > semplicemente
    > > opinioni e critiche su processi notissimi e
    > già
    > > criticatissimi.
    >
    > Art. 290 del codice penale:
    > Vilipendio della Repubblica, delle
    > istituzioni costituzionali e delle forze armate
    >

    >
    >
    > Chiunque pubblicamente vilipende la
    > Repubblica, le Assemblee legislative o una di
    > queste, ovvero il Governo, o la Corte
    > costituzionale o l'ordine giudiziario
    >
    , è punito con la multa da euro 1000 a
    > euro
    > 5000.
    > [...]

    > (grassetto mio)
    >
    > Ogni giornale italiano ha le mani legate. Chissà
    > mai perché qui su PI hanno molto più risalto le
    > sentenze su processi che si svolgono all'estero.
    > Ma guarda un po' che
    > strano...


    In quei post (ai quali stavo per rispondere) non ricordo assolutamente *nulla* di paragonabile al vilipendio, a meno che esprimere lo sconcerto che certi magistrati facciano regolarmente carriera pur quando portano avanti processi su basi inesistenti e poi sono clamorosamente smentiti (da altri magistrati!) non possa essere considerato vilipendio.
    Se PI avesse il coraggio di riportare soprattutto quel post che io ho in mente, pure censurando il nome dei processi (che tutti conoscono), lo si vedrebbe subito.
    In realtà è solo censura delle opinioni, che è ormai diventato lo sport nazionale in questo incredibile paese.

    Se PI vuole censurare anche le opinioni, anche se lo fa solo per paura, allora potrebbe pure evitare di dare notizie come quelle sul processo Vividown e smettere di fare finta di essere uno spazio che critica le istituzioni quando è necessario.
    Sarebbe un passo avanti contro l'ipocrisia.

    D'altro canto, ho le mie precise idee su chi ci sia qui a "segnalare" regolarmente certi messaggi "scomodi".
    Ma, non avendo prove, non aggiungo altro.
    non+autenticato
  • > In quei post (ai quali stavo per rispondere) non
    > ricordo assolutamente *nulla* di paragonabile al
    > vilipendio, a meno che esprimere lo sconcerto che
    > certi magistrati facciano regolarmente carriera
    > pur quando portano avanti processi su basi
    > inesistenti e poi sono clamorosamente smentiti
    > (da altri magistrati!) non possa essere
    > considerato
    > vilipendio.

    Lo è. Questa è l'Italia. Prendere o lasciare.Deluso
    Se i parlamentari stabiliscono i proprio stipendio a piacimento, saranno pur liberi i magistrati di stabilire cosa è vilipendo alla magistratura ad altrettanto piacimento, o no?Occhiolino
  • - Scritto da: Leguleio
    > > In quei post (ai quali stavo per rispondere)
    > non
    > > ricordo assolutamente *nulla* di
    > paragonabile
    > al
    > > vilipendio, a meno che esprimere lo
    > sconcerto
    > che
    > > certi magistrati facciano regolarmente
    > carriera
    > > pur quando portano avanti processi su basi
    > > inesistenti e poi sono clamorosamente
    > smentiti
    > > (da altri magistrati!) non possa essere
    > > considerato
    > > vilipendio.
    >
    > Lo è. Questa è l'Italia. Prendere o lasciare.Deluso
    > Se i parlamentari stabiliscono i proprio
    > stipendio a piacimento, saranno pur liberi i
    > magistrati di stabilire cosa è vilipendo alla
    > magistratura ad altrettanto piacimento, o no?
    >Occhiolino

    Prendere o lasciare "un par di sfere".
    E non è solo colpa dei magistrati, è colpa anche e soprattutto di chiunque accetti questa ed altre situazioni dicendo "è così, se non ti va emigra".
    Che poi in realtà vuole dire: "a me va bene così".

    Per esempio ci sono quelli che difendono il concetto di vilipendio ma non hanno il coraggio di dirlo apertamente.
    E magari sotto sotto segnalano certi post chiedendone la censura.
    Bella gente.
    non+autenticato
  • > > Lo è. Questa è l'Italia. Prendere o lasciare.Deluso
    > > Se i parlamentari stabiliscono i proprio
    > > stipendio a piacimento, saranno pur liberi i
    > > magistrati di stabilire cosa è vilipendo alla
    > > magistratura ad altrettanto piacimento, o no?
    > >Occhiolino

    > Prendere o lasciare "un par di sfere".
    > E non è solo colpa dei magistrati, è colpa anche
    > e soprattutto di chiunque accetti questa ed altre
    > situazioni dicendo "è così, se non ti va
    > emigra".

    Già fatto.Ficoso
  • - Scritto da: avathor
    > Occhio che qui stanno censurando a tutto spiano
    > dei post che criticano la magistratura, senza
    > contenere nulla di veramente censurabile, nè
    > insulti nè attacchi personali ma semplicemente
    > opinioni e critiche su processi notissimi e già
    > criticatissimi.
    >
    > E, come ha scritto uno, a questo punto visti i
    > tempi certe critiche è meglio farle in modo
    > anonimo, anche su Punto
    > Informatico.
    >
    > Che tristezza.

    Vero.
    Uno che hanno censurato era mio (anzi, due, hanno censurato pure quello dove mi lamentavo della censura!).
    Lascio perdere, con certuni non vale neanche la pena insistere.
    non+autenticato
  • A prescindere dai risultati di questo processo, com'è possibile che nel 2013 un giudice condanni, l'altro assolva, l'altro ancora faccia rifare il processo. Accade sistematicamente nella maggior parte dei processi. Una sola parola, vergognoso!
    non+autenticato
  • - Scritto da: controlli
    > A prescindere dai risultati di questo processo,
    > com'è possibile che nel 2013 un giudice condanni,
    > l'altro assolva, l'altro ancora faccia rifare il
    > processo. Accade sistematicamente nella maggior
    > parte dei processi. Una sola parola,
    > vergognoso!

    Ma certo, così fanno vedere che "lavorano" (con moooolta calma, visti i tempi della "giustizia" italiana!).
    Tanto loro, i giudici, non rischiano assolutamente nulla.
    non+autenticato
  • ora Google mostri la faccia feroce e chieda un risarcimento milionario per ogni tipo di danno, dal quello d'immagine al psicologico.

    In mutande devono finire quelli di sta "onlus".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gennarino B
    > ora Google mostri la faccia feroce e chieda un
    > risarcimento milionario per ogni tipo di danno,
    > dal quello d'immagine al
    > psicologico.
    >
    > In mutande devono finire quelli di sta "onlus".

    Capirai a cosa gliene frega a loro... tanto i deficienti che continuano a darle soldi ci saranno sempre
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    Modificato dall' autore il 19 dicembre 2013 09.22
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  • Sarebbe utile sapere sempre nomi e cognomi dei giudici che cannano platealmente una sentenza, e non riferirsi a un generico "tribunale di milano" o "il giudice". Ad esempio ho il sospetto che chi è stato incapace di prendere una decisione sensata nella sentenza di primo grado di questa vicenda sia stato capace, in tutta la sua carriera, di prendere abbagli con una certa costanza, e chissà che altri casini combinerà in futuro. Visto che questi personaggi lavorano per lo Stato, prendono un sacco di soldi e non li eleggiamo e fanno carriera solo perché invecchiano, anche se magari completamente privi di buon senso, qualche informazione in più potrebbe essere utile. Almeno i vicini di casa sapranno chi sono e potranno prenderli a pernacchie quando escono di casa per andare a far danni al lavoro.
  • Sono tutte li per fare cassa facile usando i poveri e i malati per acquisire popolarità e pubblicità. In questo caso hanno astutamente continuato questa baggianata pur sapendo dell'assurdità della loro richiesta, costringere un intermediario a controllare preventivamente ciò che fanno terzi. Una roba da riconvero immediato per quanto stupida.

    Quanto vorrei che chi fa denuncie e perde fosse forzato per legge a pagare tutte le spese processuali dal primo all'ultimo giorno.alla fine
    non+autenticato
  • Concordo pienamente su tutto.
    Dovrebbero pagare ora per aver fatto perdere del tempo in cose cosi assurde.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Panda Rosa
    > Concordo pienamente su tutto.
    > Dovrebbero pagare ora per aver fatto perdere del
    > tempo in cose cosi
    > assurde.
    Si chiama "lite temeraria"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Thepassenge r
    > Sono tutte li per fare cassa facile usando i
    > poveri e i malati per acquisire popolarità e
    > pubblicità. In questo caso hanno astutamente
    > continuato questa baggianata pur sapendo
    > dell'assurdità della loro richiesta, costringere
    > un intermediario a controllare preventivamente
    > ciò che fanno terzi. Una roba da riconvero
    > immediato per quanto
    > stupida.
    >
    > Quanto vorrei che chi fa denuncie e perde fosse
    > forzato per legge a pagare tutte le spese
    > processuali dal primo all'ultimo giorno.alla
    > fine

    E già va bene che quei malcapitati, nel gorgo infinito che si ha quando la giustizia italiana si accompagna all'accanimento stupido ed alla retorica, avevano alle spalle Google.
    Immaginiamo quando è un qualche poveraccio che deve pagare avvocati per sette anni, per difendersi da accuse cretine ...
    non+autenticato
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