Claudio Tamburrino

Copyright, guardare ma non scaricare

Marcia indietro del tribunale tedesco: gli avvoltoi del copyright non hanno il permesso di minacciare i netizen che si intrattengono col porno in nome del diritto d'autore. Soprattutto se si sono limitati a visualizzare video in streaming

Roma - La Corte regionale di Colonia è tornata sulla sua decisione: aveva permesso al detentore di diritti d'autore su contenuti a luci rosse di risalire agli intestatari degli abbonamenti Internet a cui erano associati gli indirizzi IP colti a visualizzarli.

Il caso vede la produttrice svizzera a luci rosse Abmahner e la società legale Urmann and Colleagues (U+C) chiedere agli utenti tedeschi in media 250 euro per ogni clip visualizzata sul portale pornografico Red Tube.
Il piano è subito apparso molto simile ad un ricatto: spingere i malcapitati a pagare per evitare la messa in piazza dei propri vizi privati conseguente all'apertura di un procedimento giuridico.

Dal punto di vista legale il problema è legato non solo ad una richiesta di pagamento molto simile ad un ricatto, ma anche alla tutela della privacy degli utenti e all'inadeguatezza dell'indirizzo IP come mezzo per individuare inequivocabilmente un utente con una responsabilità legale.
Così, aveva sollevato stupore la decisione della Corte regionale di Colonia che in un primo momento aveva imposto all'Internet Service Provider Deutsche Telekom di passare a U+C i nominativi corrispondenti agli indirizzi IP sotto accusa: presupposto per l'invio di decine di migliaia di lettere di richiesta di pagamento da parte degli avvoltoi del copyright a luci rosse.

Ribaltando questa scelta, la Corte ha spiegato che non trattandosi di download o altra forma di violazione diretta del diritto d'autore, ma di streaming, una fattispecie non sufficientemente affrontata dalla giurisprudenza, gli utenti non possono essere considerati responsabili di ciò che viene divulgato su un determinato sito, e tantomeno sarebbero da ritenersi in obbligo di verificare il rispetto del diritto d'autore da parte di chi mette a disposizione i contenuti.

Contro U+C e la produttrice svizzera si erano schierati diversi studi legali tedeschi in rappresentanza di gruppi di persone che si erano visti recapitare le missive con le richieste in denaro. L'avvocato Christian Solmecke che rappresenta 600 cittadini tedeschi ha accolto la nuova decisione come "un punto di svolta" e ha spiegato che, anche se inusuale, probabilmente "la corte non aveva letto attentamente i documenti nella prima istanza del procedimento, dando per scontato che si trattasse non di streaming ma di condivisione di file".

Claudio Tamburino
Notizie collegate
  • AttualitàCopyright, lettere scandaloseGli avvoltoi del copyright colpiscono ancora: minacciano di esporre al pubblico ludibrio chi si č trastullato con il porno dei propri assistiti, ospitato in streaming su piattaforme terze. A meno che...
  • Diritto & InternetCopyright, lo scandalo non pagaIl titolo scaricato illegalmente non č abbastanza pornografico? Il detentore dei diritti non esita a chiamare in causa inequivocabili titoli altrui. Per la vergogna dei condivisori accusati
38 Commenti alla Notizia Copyright, guardare ma non scaricare
Ordina
  • Vivo in Germania, ho pagato 550 euro di multa per un minuto di upload di un film (orribile tralaltro), non mi stupisco di nulla ormai, ci sono studi legali specializzati solo in cause di questo tipo e uffici interi di "cacciatori di IP" che passano le giornate a scandagliare la rete per trovare noi poveri peccatori
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mathias
    > Vivo in Germania, ho pagato 550 euro di multa per
    > un minuto di upload di un film (orribile
    > tralaltro), non mi stupisco di nulla ormai, ci
    > sono studi legali specializzati solo in cause di
    > questo tipo e uffici interi di "cacciatori di IP"
    > che passano le giornate a scandagliare la rete
    > per trovare noi poveri
    > peccatori

    Secondo me hanno fatto bene. Vedrai che così ti passa la voglia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: machete
    > - Scritto da: Mathias
    > > Vivo in Germania, ho pagato 550 euro di
    > multa
    > per
    > > un minuto di upload di un film (orribile
    > > tralaltro), non mi stupisco di nulla ormai,
    > ci
    > > sono studi legali specializzati solo in
    > cause
    > di
    > > questo tipo e uffici interi di "cacciatori
    > di
    > IP"
    > > che passano le giornate a scandagliare la
    > rete
    > > per trovare noi poveri
    > > peccatori
    >
    > Secondo me hanno fatto bene. Vedrai che così ti
    > passa la
    > voglia.

    Prima o poi i soldi finiscono e se uno è nullatenente non possono cavarci manco un euro. Poi che fai? Intanto ci hai rimesso le spese legali...
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 17 gennaio 2014 18.21
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Mathias
    > Vivo in Germania, ho pagato 550 euro di multa per
    > un minuto di upload di un film (orribile
    > tralaltro), non mi stupisco di nulla ormai, ci
    > sono studi legali specializzati solo in cause di
    > questo tipo e uffici interi di "cacciatori di IP"
    > che passano le giornate a scandagliare la rete
    > per trovare noi poveri peccatori

    Reti criptate anonime e passa la paura...
    krane
    22544
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > Estorsione, non ricatto.
    Visto che vuoi precisare, si tratta di semplice richiesta risarcimento e non estorsione, se il tribunale darà loro ragione la otterranno, se questo continua ad essere il paese delle banane, dove un pluriomicida esce in permesso e uno che ha scattato una foto è in galera, non lo otterranno. Per il momento ci sono pareri discordanti tra procure, alla fine vedremo chi l'avrà vinta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > Estorsione, non ricatto.
    > Visto che vuoi precisare, si tratta di semplice
    > richiesta risarcimento e non estorsione, se il
    > tribunale darà loro ragione la otterranno, se
    > questo continua ad essere il paese delle banane,
    > dove un pluriomicida esce in permesso e uno che
    > ha scattato una foto è in galera, non lo
    > otterranno. Per il momento ci sono pareri
    > discordanti tra procure, alla fine vedremo chi
    > l'avrà vinta.

    ??? Si parla della Germania...
    Izio01
    3885
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > Estorsione, non ricatto.
    > Visto che vuoi precisare, si tratta di semplice
    > richiesta risarcimento e non estorsione, se il
    > tribunale darà loro ragione la otterranno

    Veramente è un'estorsione ("o paghi o ti denunciamo") per NON andare in tribunale, quindi si prenderanno i soldi SENZA CHE NESSUN TRIBUNALE ABBIA DATO LORO RAGIONE .
    Non essendo una richiesta legalmente avallata dall'autorità giudiziaria, è quindi equiparabile alla richiesta del pizzo da parte della mafia: "o paghi o ti bruciamo il locale".
  • > > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > > Estorsione, non ricatto.
    > > Visto che vuoi precisare, si tratta di
    > semplice
    > > richiesta risarcimento e non estorsione, se
    > il
    > > tribunale darà loro ragione la otterranno
    >
    > Veramente è un'estorsione ("o paghi o ti
    > denunciamo") per NON
    > andare in tribunale, quindi si prenderanno i
    > soldi SENZA CHE NESSUN TRIBUNALE ABBIA
    > DATO LORO RAGIONE

    > .
    > Non essendo una richiesta legalmente avallata
    > dall'autorità giudiziaria, è quindi equiparabile
    > alla richiesta del pizzo da parte della mafia: "o
    > paghi o ti bruciamo il
    > locale".

    Mi piacerebbe che uno degli studi interessati leggesse il tuo commento e chiedesse l'IP a Punto informatico per convocarti in tribunale, così ti schiarisci le idee non solo sul concetto di estorsione, ma soprattutto su quello di diffamazione. Chissà che magari la prossima volta conti fino a tre prima di scrivere.

    Minacciare, anche velatemente, di bruciare il locale è un reato. "Minacciare" di andare in causa no. Ho messo il verbo fra virgolette perché le lettere standard degli studi legali non sono così grezze da impostare la faccenda in questo modo. Fanno capire che in caso di mancato riscontro si rivedranno in tribunale, ma, appunto, "a buon intenditor". Non è mai impostata come "o paghi, o ti quereliamo".
  • - Scritto da: Leguleio
    > Minacciare, anche velatemente, di bruciare il
    > locale è un reato. "Minacciare" di andare in
    > causa no.

    Minacciare di andare in causa E PER NON FARLO PRETENDI SOLDI è estorsione.
    Se ritieni che io ti abbia fatto un torto, mi fai causa e se ti sei sbagliato paghi TU a ME.
    Se invece mi chiedi soldi fuori da un tribunale, che garanzie mi dai che dopo che ti ho pagato non mi fai la causa lo stesso?
  • > > Minacciare, anche velatemente, di bruciare il
    > > locale è un reato. "Minacciare" di andare in
    > > causa no.
    >
    > Minacciare di andare in causa E PER NON FARLO
    > PRETENDI SOLDI è
    > estorsione.

    Tolto che non credo sia reato nemmeno così, le transazioni fra privati cittadini sono per fortuna abbastanza libere.
    Tolto questo: nessuno studio legale ha mai scritto, né mai scriverà, che bisogna pagare per non andare in causa. Loro propongono una cifra per un contenzioso, in questo caso sul diritto d'autore, ma il ragionamento vale per tutto, allagamenti di appartamenti, morsi di cane, mancato pagamento di bollette; loro propongono questa cifra, e la controparte è libera di accettarla, di discuterne meglio in studio, o di rifiutarla. È sottinteso che la cifra stabilita dal giudice sarà molto più alta in caso di condanna, di tre o quattro ordini di grandezza, ed è per quello che si transa, in genere: per evitare danni peggiori.


    > Se ritieni che io ti abbia fatto un torto, mi fai
    > causa e se ti sei sbagliato paghi TU a
    > ME.

    No, non è così. A meno che i rapporti fra le due parti siano già pessimi in partenza, e a meno che ci siano possibili reati nella vicenda, si cerca sempre l'accomodamento, la composizione amichevole. Costa di meno, e prende molto meno tempo.


    > Se invece mi chiedi soldi fuori da un tribunale,
    > che garanzie mi dai che dopo che ti ho pagato non
    > mi fai la causa lo
    > stesso?

    Si firma una quietanza a saldo, che vale come dichiarazione che la questione è chiusa per sempre. Ci vuole mica un contratto da 30 pagine da sottoporre al notaio per queste cose.
  • di copyright e brevetti http://news.slashdot.org/story/13/12/25/0431203/go...

    come previsto (finalmente) google passa all'offensiva
    non+autenticato
  • Sbattere in galera chi fa questi ricatti, no ?
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Sbattere in galera chi fa questi ricatti, no ?
    Vuoi capovolgere la realtà? In galera deve andarci chi infrange la legge e non certo chi vuole far valere i propri diritti. Non credi funzioni così una società civile?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: Sg@bbio
    > > Sbattere in galera chi fa questi ricatti, no ?
    > Vuoi capovolgere la realtà? In galera deve
    > andarci chi infrange la legge e non certo chi
    > vuole far valere i propri diritti. Non credi
    > funzioni così una società civile?

    Fantastico: metto un mio clip su YouTube da un indirizzo farlocco non riconducibile a me e poi ricatto tutti quelli che lo guardano, richiedendo 250 euro a capa. E questo sarebbe "far valere i miei diritti".
    Izio01
    3885
  • Per certa gente il "business" è quello ... ! Parassiti aridi al punto da non saper fare altro ...
  • Usare l'estorsione è un reato, sai ?
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: Sg@bbio
    > > Sbattere in galera chi fa questi ricatti, no ?
    > Vuoi capovolgere la realtà? In galera deve
    > andarci chi infrange la legge

    E chi decide chi la infrange? Non certo un'azienda che ci prenderà i soldi, quindi di parte. Serve un giudice terzo che non abbia conflitti di interessi.
  • > Vuoi capovolgere la realtà? In galera deve
    > andarci chi infrange la legge e non certo chi
    > vuole far valere i propri diritti. Non credi
    > funzioni così una società
    > civile?

    No.
    CiaoSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Sbattere in galera chi fa questi ricatti, no ?

    Prima iniziamo dai pirati se permetti, invece di minacciare chi sta solo difendendo i propri diritti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: machete
    > - Scritto da: Sg@bbio
    > > Sbattere in galera chi fa questi ricatti, no
    > ?
    >
    > Prima iniziamo dai pirati se permetti,

    Non vedo il motivo di ingolfare i tribunali con processi contro il 99% della popolazione. Gli avvoltoi sono molti di meno e fanno molti più danni percepibili, visto che il danno del pirata è nullo e non dimostrabile, perché i soldi non sono infiniti come sono infiniti i bytes: quindi spesi quelli (e in tempi come questi i soldi li si spende per le bollette, per mangiare e vestirsi, per le tasse, e al limite se resta qualcosa li si spende per gli hard disk) tu non sei in grado di dimostrare che io avrei comprato mentre io sono in grado di dimostrare che non avrei comprato.
    Infatti se un film non lo trovo pirata, non me lo vado certo a comprare originale. Quindi la tua logica è fallace a prescindere (e difatti quelli come te fanno i videotechini, quindi sei un fallito)
  • - Ho peccato, ho scaricato gratis 4 film pornografici con travestiti e transessuali.
    - Due Partenostri e tre Ave Maria.
    - Ho peccato ancora, ho visto in streaming Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda.
    - Peccato veniale. Ma il link te lo ricordi?Occhiolino
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Ho peccato, ho scaricato gratis 4 film
    > pornografici con travestiti e
    > transessuali.
    > - Due Partenostri e tre Ave Maria.
    > - Ho peccato ancora, ho visto in streaming
    > Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta
    > calda
    .
    > - Peccato veniale. Ma il link te lo ricordi?Occhiolino

    OcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolino
    OcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolinoOcchiolino
    OcchiolinoDelusoOcchiolinoDelusoOcchiolinoDelusoOcchiolinoDelusoOcchiolino
    OcchiolinoDelusoOcchiolinoDelusoOcchiolinoDelusoOcchiolinoDelusoOcchiolino
    OcchiolinoDelusoSorpresaOcchiolinoDelusoSorpresaOcchiolinoDelusoSorpresa
    SorpresaOcchiolinoDelusoSorpresaOcchiolinoDelusoSorpresaOcchiolinoDeluso
    DelusoSorpresaDelusoSorpresaDelusoSorpresaDelusoArrabbiatoDeluso
    DelusoArrabbiatoSorpresaDelusoArrabbiatoDelusoSorpresaArrabbiatoOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Ho peccato, ho scaricato gratis 4 film
    > pornografici con travestiti e
    > transessuali.
    > - Due Partenostri e tre Ave Maria.
    > - Ho peccato ancora, ho visto in streaming
    > Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta
    > calda
    .
    > - Peccato veniale. Ma il link te lo ricordi?Occhiolino

    Io mi ricordo 2 cose...
    - avevi fatto una noiosissima filippica sul fatto che non fosse una 'estorsione legalizzata'... ma qui continuano a vederla come tale...

    - i giudici & legali, as usual, han fatto una capriola carpiata per giustificare capra & non smentire i cavoli... un po' da brivido. Invece di fanculare gli 'estorsori' (O punire i leecher, se ritenevano sta robaccia meritevole) hanno "deciso" per la cazzata che lo stream non "e' affrontato sufficientemente nelle faccende del copyright infringment"... GH.. sta gente e' pericolosa. andrebbe disarmata. Ma e' il legislatore delle major l'armaiolo...

    PS: non ho letto scartoffie tetesche
    non+autenticato
  • > > - Ho peccato, ho scaricato gratis 4 film
    > > pornografici con travestiti e
    > > transessuali.
    > > - Due Partenostri e tre Ave Maria.
    > > - Ho peccato ancora, ho visto in streaming
    > > Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e
    > tutta
    > > calda
    .
    > > - Peccato veniale. Ma il link te lo ricordi?Occhiolino
    >
    > Io mi ricordo 2 cose...
    > - avevi fatto una noiosissima filippica sul fatto
    > che non fosse una 'estorsione legalizzata'... ma
    > qui continuano a vederla come
    > tale...

    Avrai delle manie di persecuzione non curate, che ti devo dire?
    Perché si configuri un'estorsione sono necessari:

    1) La violenza, anche psicologica, o la minaccia.
    2) L'ingiusto profitto, non necessariamente economico.

    Sul punto 1, davvero non so come una missiva da parte di uno studio legale possa essere intesa come violenza o minaccia; in genere c'è scritto, banalmente, che in mancanza di risposta si adiranno le vie legali. Sul punto 2, è anche possibile che il profitto sia ingiusto, nel caso il malcapitato utente non sia mai stato su quesi siti (io ci credo poco), e però la cosa è dimostrabile solo... andando in causa. Forse la procedura tedesca permette di smascherare il bluff subito, con una richiesta di dati sugli IP connessi, il giorno e l'ora, le modalitá di registrazione dati.


    > - i giudici & legali, as usual, han fatto una
    > capriola carpiata per giustificare capra & non
    > smentire i cavoli...

    E vabbé, erano stati superficiali in un primo tempo.
    Pensa che i magistrati italiani non hanno mai chiesto scusa nella storia della repubblica, in nessun caso di malagiustizia.


    > un po' da brivido. Invece di
    > fanculare gli 'estorsori' (O punire i leecher, se
    > ritenevano sta robaccia meritevole) hanno
    > "deciso" per la cazzata che lo stream non "e'
    > affrontato sufficientemente nelle faccende del
    > copyright infringment"...

    Eh sì, ci vuole un minimo di approfondimento della questione.
    Tecnicamente non è una sciocchezza: un file contenente un film può essere in un cyberlocker con un nome a caso, zippato e criptato, e solo sapendo come arrivarci si scopre il contenuto. Un film in streaming è immediatamente visibile a chiunque, e la domanda automatica da parte di un giudice è: "Perché non avete chiesto subito la chiusura dello streaming, e vi siete concentrati sugli avventori"?

    > GH.. sta gente e'
    > pericolosa. andrebbe disarmata. Ma e' il
    > legislatore delle major
    > l'armaiolo...

    Di gente pericolosa col potere legislativo in mano ce n'è tanta, solo che tu vedi la questione del diritto d'autore, e non le altre.


    > PS: non ho letto scartoffie tetesche

    Come mai?
  • - Scritto da: Leguleio
    [cut]
    > 1) La violenza, anche psicologica, o la minaccia.
    > 2) L'ingiusto profitto, non necessariamente
    > economico.
    >
    > Sul punto 1, davvero non so come una missiva da
    > parte di uno studio legale possa essere intesa
    > come violenza o minaccia; in genere c'è scritto,
    > banalmente, che in mancanza di risposta si
    > adiranno le vie legali.

    Su questo punto anche i giudici americani cominciano a vederla come minaccia: paga oppure....

    [cut]
    > Invece di fanculare gli 'estorsori' (O punire i
    > leecher, se ritenevano sta robaccia meritevole) hanno
    > "deciso" per la cazzata che lo stream non "e'
    > affrontato sufficientemente nelle faccende del
    > copyright infringment"...
    >
    > Eh sì, ci vuole un minimo di approfondimento
    > della questione.
    >
    > Tecnicamente non è una sciocchezza: un file
    > contenente un film può essere in un cyberlocker
    > con un nome a caso, zippato e criptato, e solo
    > sapendo come arrivarci si scopre il contenuto. Un
    > film in streaming è immediatamente visibile a
    > chiunque, e la domanda automatica da parte di un
    > giudice è: "Perché non avete chiesto subito la
    > chiusura dello streaming, e vi siete concentrati
    > sugli avventori"?

    Perchè capita (non di rado) che siano gli stessi 'detentori di diritti' a mettere in circolazione materiale per poter così fare incetta di indirizzi IP e chiedere somme di denaro (pay or else). Vedi, come ultimo caso, la faccenda della società Prenda smascherata da un giudice che non ha mai avuto precedenti incarichi da società che hanno nella difesa del copyright il loro unico scopo societario.
    Se di equità si parla, allora la chiedo per tutti gli attori del processo: non ci sarebbe bisogno di copyright se non ci fossero acquirenti, ma ovviamente non tutti sono d'accordo e allora secondo questi vanno tutelati solo gli uni, non i fruitori.
    Un modo intelligente di utilizzo di dati (ad esempio) è quello della band inglese Iron Maiden: hanno tenuto concerti nelle nazioni scelte in base alla quantità di download non autorizzati. Guarda caso i concerti hanno registrato tutti il "sold-out" e ci hanno guadagnato di più che intentando cause contro gli 'scariconi' o vendendo dischi, anche se hanno dovuto sudare e faticare per spostarsi e suonare due ore dinanzi al loro pubblico (i dati successivi hanno dimostrato anche un incremento delle vendite 'legali' dei loro dischi). E non credere siano gli unici a comportarsi così.
    Una riforma del copyright è a mio parere necessaria e doverosa, purchè a deciderla non siano solamente le associazioni di editori, ma vi partecipino anche associazioni di consumatori e di cittadini. Chissà perchè queste ultime non vengono mai invitate a questi incontri. Tu hai qualche idea?
  • > [cut]
    > > 1) La violenza, anche psicologica, o la
    > minaccia.
    > > 2) L'ingiusto profitto, non necessariamente
    > > economico.
    > >
    > > Sul punto 1, davvero non so come una missiva da
    > > parte di uno studio legale possa essere intesa
    > > come violenza o minaccia; in genere c'è scritto,
    > > banalmente, che in mancanza di risposta si
    > > adiranno le vie legali.
    >
    > Su questo punto anche i giudici americani
    > cominciano a vederla come minaccia: paga
    > oppure....

    Ohibò, ci sono già dei precedenti e io non ne so niente? Approfondisci, approfondisci. Con link.


    > > Tecnicamente non è una sciocchezza: un file
    > > contenente un film può essere in un cyberlocker
    > > con un nome a caso, zippato e criptato, e solo
    > > sapendo come arrivarci si scopre il contenuto.
    > Un
    > > film in streaming è immediatamente visibile a
    > > chiunque, e la domanda automatica da parte di un
    > > giudice è: "Perché non avete chiesto subito la
    > > chiusura dello streaming, e vi siete concentrati
    > > sugli avventori"?

    > Perchè capita (non di rado) che siano gli stessi
    > 'detentori di diritti' a mettere in circolazione
    > materiale per poter così fare incetta di
    > indirizzi IP e chiedere somme di denaro (pay or
    > else).

    Sì, ma un conto è metterlo in giro, un conto è fare un sito per lo streaming a luci rosse e mettercelo dentro. Equivale a far concorrenza a sé stessi, non credo siano mai arrivati a tanto.


    > Vedi, come ultimo caso, la faccenda della
    > società Prenda smascherata da un giudice che non
    > ha mai avuto precedenti incarichi da società che
    > hanno nella difesa del copyright il loro unico
    > scopo
    > societario.

    In che senso smascherata da un giudice?
    E sento parlare della Prenda per la prima volta qui, visto l'argomento non vorrei nascondesse osceni doppi sensi.Sorride



    > Se di equità si parla, allora la chiedo per tutti
    > gli attori del processo: non ci sarebbe bisogno
    > di copyright se non ci fossero acquirenti, ma
    > ovviamente non tutti sono d'accordo e allora
    > secondo questi vanno tutelati solo gli uni, non i
    > fruitori.

    Questa frase non l'ho capita.

    > Un modo intelligente di utilizzo di dati (ad
    > esempio) è quello della band inglese Iron Maiden:
    > hanno tenuto concerti nelle nazioni scelte in
    > base alla quantità di download non autorizzati.
    > Guarda caso i concerti hanno registrato tutti il
    > "sold-out" e ci hanno guadagnato di più che
    > intentando cause contro gli 'scariconi' o
    > vendendo dischi, anche se hanno dovuto sudare e
    > faticare per spostarsi e suonare due ore dinanzi
    > al loro pubblico (i dati successivi hanno
    > dimostrato anche un incremento delle vendite
    > 'legali' dei loro dischi). E non credere siano
    > gli unici a comportarsi
    > così.

    Ogni gruppo o cantante si regola come crede. La legge permette di fare causa a chi mette in condivisione le proprie opere, e c'è chi fa causa molto volentieri. Non è un obbligo, però.
    L'articolo in ogni caso parla di contenuti filmici, e in particolare di film pornografici.


    > Una riforma del copyright è a mio parere
    > necessaria e doverosa, purchè a deciderla non
    > siano solamente le associazioni di editori, ma vi
    > partecipino anche associazioni di consumatori e
    > di cittadini. Chissà perchè queste ultime non
    > vengono mai invitate a questi incontri. Tu hai
    > qualche
    > idea?

    Non so nemmeno di quali incontri parli. E non ho sentito proposte di riforma del diritto d'autore.
    Se ne hai sentite tu, metti il link.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > [cut]
    > > > 1) La violenza, anche psicologica, o la
    > > minaccia.
    > > > 2) L'ingiusto profitto, non
    > necessariamente
    > > > economico.
    > > >
    > > > Sul punto 1, davvero non so come una
    > missiva
    > da
    > > > parte di uno studio legale possa essere
    > intesa
    > > > come violenza o minaccia; in genere c'è
    > scritto,
    > > > banalmente, che in mancanza di risposta
    > si
    > > > adiranno le vie legali.
    > >
    > > Su questo punto anche i giudici americani
    > > cominciano a vederla come minaccia: paga
    > > oppure....
    >
    > Ohibò, ci sono già dei precedenti e io non ne so
    > niente? Approfondisci, approfondisci. Con
    > link.
    >

    http://arstechnica.com/tech-policy/2013/12/at-long.../
    Izio01
    3885
  • > > Ohibò, ci sono già dei precedenti e io non
    > ne
    > so
    > > niente? Approfondisci, approfondisci. Con
    > > link.
    > >
    >
    > http://arstechnica.com/tech-policy/2013/12/at-long

    Non so se Izio01 e Elzio sono la stessa persona, vista l'assonanza.

    Dal messaggio: "anche i giudici americani cominciano a vederla come minaccia: paga oppure...". La minaccia in inglese americano è "true threat". Saresti così gentile da mostrarmi, nell'articolo citato, dove compare "true threat" in connessione con una pronuncia dei giudici? Io non l'ho trovato, e nemmeno nei link sottostanti.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Ohibò, ci sono già dei precedenti e io
    > non
    > > ne
    > > so
    > > > niente? Approfondisci, approfondisci.
    > Con
    > > > link.
    > > >
    > >
    > >
    > http://arstechnica.com/tech-policy/2013/12/at-long
    >
    > Non so se Izio01 e Elzio sono la stessa persona,
    > vista l'assonanza.
    >

    No.

    >
    > Dal messaggio: "anche i giudici americani
    > cominciano a vederla come minaccia: paga
    > oppure...". La minaccia in inglese americano è
    > "true threat". Saresti così gentile da mostrarmi,
    > nell'articolo citato, dove compare "true threat"
    > in connessione con una pronuncia dei giudici? Io
    > non l'ho trovato, e nemmeno nei link
    > sottostanti.

    Veramente in inglese minaccia è "threat" e basta.
    Ma a parte questo, stai cavillando. Il concetto è che anche svariati giudici americani hanno condannato questi porn troll a pagare le spese processuali invece di incassare quello che chiedevano, come evidenziato dal link che ti ho fornito, che a sua volta riporta ulteriori link a specifiche sentenze.
    Padronissimo di scegliere di credere che invece sia tutto regolare basandoti sulla mancanza delle parole "true threat"; il fatto che questi porn troll inizino a perdere le cause è segno che effettivamente anche il potere giudiziario USA sta iniziando a capire come con la scusa della difesa del copyright si cerchi di far soldi alle spalle della gente.
    L'utilizzo del porno, poi, è abbastanza lampante per me (e, leggendo tra le righe, anche per Ars). Questi contano sul fatto che la gente non voglia far sapere i fatti propri e preferisca pagare per far sparire ogni traccia della "trasgressione".
    I giudici non hanno detto esplicitamente che si tratta di estorsione? Eh, probabilmente è vero, ma intanto questi stanno iniziando a perdere le cause che intentano, e non credo che sia per political correctness.
    Izio01
    3885
  • > > Dal messaggio: "anche i giudici americani
    > > cominciano a vederla come minaccia: paga
    > > oppure...". La minaccia in inglese americano
    > è
    > > "true threat". Saresti così gentile da
    > mostrarmi,
    > > nell'articolo citato, dove compare "true
    > threat"
    > > in connessione con una pronuncia dei
    > giudici?
    > Io
    > > non l'ho trovato, e nemmeno nei link
    > > sottostanti.

    > Veramente in inglese minaccia è "threat" e basta.

    In linguaggio giuridico si usa il true preposto, che vuoi che ti dica.A bocca storta

    > Ma a parte questo, stai cavillando. Il concetto è
    > che anche svariati giudici americani hanno
    > condannato questi porn troll a pagare le spese
    > processuali

    Adesso se uno perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese significa che ha minacciato il convenuto? Negli Usa credo ci siano qualcosa come 2 milioni di persone minacciate all'anno. Da brividi!Deluso


    > Padronissimo di scegliere di credere che invece
    > sia tutto regolare basandoti sulla mancanza delle
    > parole "true threat";

    No, io non credo niente. Voglio leggere coi miei occhi la sanzione della "minaccia" attuata dalla Prenda Inc. da pare di un giudice, perché l'utente questo ha detto, e non altro.
    Hai un link?



    > I giudici non hanno detto esplicitamente che si
    > tratta di estorsione? Eh, probabilmente è vero,
    > ma intanto questi stanno iniziando a perdere le
    > cause che intentano, e non credo che sia per
    > political
    > correctness.

    Se i giudici non parlano né di extortion né di true threat , perché lo deve fare un utente del forum?
    Lo sai, vero, che la Prenda Inc. può querelarlo per diffamazione, e vincere? Per lo stesso principio per cui dare dello stupratore a un assassino è diffamazione, se è stato condannato esclusivamente per omicidio.
    Le parole hanno un peso. E i soldi che si perdono in tribunale grazie a questi svarioni pure.Sorride
  • - Scritto da: Leguleio
    >
    > Se i giudici non parlano né di
    > extortion
    né di true
    > threat
    , perché lo deve fare un utente
    > del forum?

    Perché un motivo per cui le cose stanno cambiando, con queste cause che iniziano a rivoltarsi contro i querelanti, ci dev'essere, e non è così peregrina l'idea che anche i giudici inizino a vedere l'estorsione mascherata in questo approccio.
    Anche secondo me il motivo è questo: si usa la tutela del diritto d'autore come foglia di fico per coprire pratiche essenzialmente estorsive, e i giudici iniziano a non approvare più. Posso dimostrarlo? No, ma mi sembra la spiegazione più ovvia.

    > Lo sai, vero, che la Prenda Inc. può querelarlo
    > per diffamazione, e vincere? Per lo stesso
    > principio per cui dare dello stupratore a un
    > assassino è diffamazione, se è stato condannato
    > esclusivamente per omicidio.
    >
    > Le parole hanno un peso. E i soldi che si perdono
    > in tribunale grazie a questi svarioni pure.
    >Sorride

    Oh bè, allora quelli che continuano ad accusare gli scariconi di furto dovrebbero stare sulle spine! Occhiolino
    Izio01
    3885