E-waste, è tempo di intervenire

L'aumento di rifiuti elettronici non conosce sosta e tanti sono le questioni aperte: servono misure uniformi su scala mondiale e servono subito

E-waste, è tempo di intervenireRoma - L'allarme riguardo al consumismo è una minaccia ricorrente che torna saltuariamente a farsi sentire salvo poi cadere nel consueto oblio in attesa del prossimo studio che riaccenda i riflettori sul problema dell'inquinamento e della necessità di elaborare modalità efficaci e condivise su scala mondiale per lo smaltimento dei rifiuti elettronici. Nell'era dell'elettronica di consumo e del computing ubiquo, l'insidia si è gradualmente trasformata in emergenza e l'ultimo report in materia disegna un presente complicato e un futuro molto nebuloso. Basta pensare che nel 2012 sono stati prodotti 48,9 milioni di tonnellate di e-waste, una valanga di dispositivi inutilizzati destinata a dilatarsi costantemente in maniera esponenziale fino a superare i 65 milioni di tonnellate previsti nel 2017 con una crescita del 33 per cento. Numeri che debbono far riflettere e che soprattutto dovrebbero contenere gli interessi di parte per trovare, velocemente, una soluzione che non punisca sempre gli stessi (cioè i paesi più poveri e deboli in chiave internazionale, ovvero quelli africani, asiatici e l'America Latina), che già accolgono immense masse di device abbandonati, talvolta in buone condizioni, da società risucchiate da cima a fondo dal consumismo di massa (Europa e USA in testa).

La mappa interattiva realizzata dal Solving the E-Waste Problem Iniziative - una partnership fra istituzioni internazionali, governi e università ideata per diffondere l'esigenza di una maggiore consapevolezza del problema, affrontabile solo con politiche gestionali sostenibili capaci di abbattere le differenze legislative riscontrabili nei 184 paesi analizzati - offre un quadro a tinte fosche che include anche diverse sorprese.

Se USA (9,4 milioni di tonnellate) e Cina (7,3 milioni di tonnellate) sono infatti i maggiori produttori di rifiuti elettronici su base assoluta, calcolando il rapporto pro capite si scopre che il paese meno avvezzo alla questione è il Qatar, dove in media ogni cittadino produce 63 Kg di rifiuti hi-tech, seguito da altre nazioni considerate spesso un modello vincente e da imitare come il Lussemburgo (49 Kg a testa), Singapore (36 Kg), Norvegia (33 Kg) e Hong Kong (30 Kg). Tornando ai due giganti (in attesa dell'India), va rilevato che se al momento gli Stati Uniti mostrano una produzione pro capite sei volte maggiore dei cinesi (29,8 Kg contro 5,4 Kg), il rapporto è destinato a modificarsi e, sul medio-lungo periodo a capovolgersi, in virtù della crescita del mercato cinese, dove solo negli ultimi dodici mesi sono stati immessi 11 milioni di tonnellate di dispositivi - smartphone, tablet, tv, pc, frigoriferi, monitor, giocattoli e qualsiasi altro apparecchio dotato di batteria e cavo - destinati a finire nel cestino entro i prossimi anni.
Utile per scoprire e valutare le norme con le quali i vari paesi gestiscono il problema, la mappa mostra anche il viaggio intorno al mondo dei carichi di e-waste, con gli smartphone destinati nella maggioranza dei casi al Sud America e ai paesi caraibici, e con i computer diretti verso l'Asia e Medio Oriente, con Hong Kong, Libano ed Emirati Arabi Uniti in cima alle destinazioni.

I più bassi volumi di vendite di molti di questi paesi, uniti a strutture ancora ancora poco sviluppate, favorisce il riutilizzo e riciclaggio di oltre la metà dei rifiuti esportati (il 56 per cento), anche se solo alcune componenti trovano nuova vita e meno del 10 per cento dei dispositivi vengono riutilizzati ex novo. Sul totale dei 49 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici prodotti nel corso del 2012, con una media di circa 7 Kg per ognuno dei quasi sette miliardi di persone presenti sulla Terra (inclusi, quindi, bambini, anziani e indigenti che non hanno probabilmente mai avuto l'opportunità di avere uno smartphone in mano), l'Italia ha prodotto 1,1 tonnellate di rifiuti con una media pro capite pari a 17,8 Kg.

Cifre impressionanti ma non complete, che descrivono solo parzialmente la gravità del problema. Le diverse abitudini adottate nei vari paesi in quanto a codici commerciali, classificazioni ed etichettature elettroniche utilizzate non consentono di cogliere in pieno la portata del fenomeno, tanto che per superare questi limiti il rapporto di StEP sottolinea la necessità di creare misure uniformi che permettano di migliorare il monitoraggio, passaggio basilare per tracciare i rifiuti hi-tech e avere così un quadro aggiornato e ancora più affidabile.

Alessio Caprodossi
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96 Commenti alla Notizia E-waste, è tempo di intervenire
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  • Dovrei andare a fare la fila in ecocentro per buttare due trasformatori, 2 bulbi a neon, 3 pile esauste e qualche vecchia mobo... avete perso in partenza. Davanti ai cassonetti puzzolenti ed infetti non ci perdo più di 30 secondi, naso tappato e respirazione azzerata per paura di prendere tubercolosi o colera, avete perso anche in questo caso, l'ultima volta ho quasi sboccato l'Ultima Cena e pensare che è anche capitato di dover infilare il mio braccio dentro quel tugurio infernale per buttare una ad una bottiglie di plastica e vetro, ovviamente le bottiglie di plastica e vetro (anche piatti di plastica), devono essere immacolati, quindi io secondo loro, quando lavo piatti e padelle di casa, dovrei anche lavare bottiglie/plastica/vetro bicchieri-piatti di plastica, tanto la bolletta dell'acqua ed il detersivo me la pagano loro? Dovrei pure pagarmi i 5 euro settimanali di sacchetti biodegradabili per la frazione umida?? Certo certo..
    La differenziata va fatta porta a porta. Punto. Assumi e paghi un povero cristo disoccupato (siamo in tanti), che si farà il giro delle case (magari su richiesta, raggiunto un tot di kg di rifiuto speciale tipo neon, pile, vecchio hardware). Insomma, le soluzioni al problema sono infinite. Esiste anche il compostaggio condominiale e tantissime altre cose sconosciute ai nostri illustri governanti. Ripeto, le soluzioni sono infinite e totalmente attuabili. "Intanto" vado a pagare la tares (300 e passa euro), dopo aver fatto una differnziata quasi al 100% per più 2 anni, questa è la mia ricompensa.
    non+autenticato
  • Esattamente come non si buttano i libri.
    Aleb
    429
  • - Scritto da: Aleb
    > Esattamente come non si buttano i libri.
    ormai si butta tutto anche i libri, che te ne fai di 200 volumi in casa quando in un eReader ne puoi avere migliaia
    non+autenticato
  • Non si buttano comunque.
    Aleb
    429
  • - Scritto da: pietro
    > ...di 200 volumi in casa quando in un eReader ne
    > puoi avere migliaia


    Eh, ma la domanda che sorge ora è: li leggerai TUTTI quei libri che scaricherai sull'e-reader?
    Ok... anche tra i 200 libri FISICI che nomini ci saranno libri che probabilmente te ne vorrai liberare (esempio: almeno 3 edizioni della Divina Commedia e 4 Bibbie).
  • - Scritto da: Ultraman82
    > - Scritto da: pietro
    > > ...di 200 volumi in casa quando
    > in un eReader
    > ne
    > > puoi avere migliaia

    >
    > Eh, ma la domanda che sorge ora è: li leggerai
    > TUTTI quei libri che scaricherai
    > sull'e-reader?

    Non è quello il problema, il problema è avere finalmente lo scaffale vuoto e quindi una casa più spaziosa
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario

    >
    > Non è quello il problema, il problema è avere
    > finalmente lo scaffale vuoto e quindi una casa
    > più
    > spaziosa

    se butti anche lo scaffale vuoto avrai ancora piu' spazio
  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: Aleb
    > che te ne fai di 200 volumi in casa quando in un eReader ne
    > puoi avere migliaia

    li leggo quando l'ereader si rompe
    li leggo quando l'ereader si scarica
    li leggo quando manca la corrente per caricare l'ereader scarico...
    li leggo quando l'ereader ha i DRM
    li leggo quando il DRM mi impedisce di fotocopiare le pagine...
    li leggo quando "qualcuno" cancella l'ereader da remoto...
    li leggo quando l'ereader non gestisce il formato
    li leggo quando l'ereader mi impedisce di installarci un nuovo formato...
    li leggo quando l'ereader mi impedisce di condividere i testi
    li leggo quando ho dovuto prestare l'ereader che mi impedisce di condividere i testi...

    li leggo per acquisire conoscenza, consapevolezza e una coscienza critica autonoma che mi eviti di conformarmi al consumismo insensato che vorrebbe farmi acquistare cazzate come gli ereader...
    non+autenticato
  • se "intervenire" vuol dire smetterla con cazzate ignobili come "capitalismo", "sviluppo", "crescita", "consumo" ecc. ecc. e tutto ciò che ne deriva (incluso l'e-waste che è solo una delle tantissime conseguenze) allora bene...

    tutto il resto NON risolverà nulla di nulla, saranno anzi solo nuove modalità con cui ricchi e potenti (l'1%) "ricicleranno" condizionamento (ciò che, per esempio, fa comprare alla gente 5 telefonini nuovi all'anno), controllo, oppressione e sfruttamento di tutti gli altri (il 99%) e distruzione progressiva dell'ecosistema...
    non+autenticato
  • > se "intervenire" vuol dire smetterla con cazzate
    > ignobili come "capitalismo", "sviluppo",
    > "crescita", "consumo" ecc. ecc. e tutto ciò che
    > ne deriva (incluso l'e-waste che è solo una delle
    > tantissime conseguenze) allora
    > bene...

    Intendi dire che ti vedremo con un banchetto nelle città a raccogliere firme per l'abolizione, rispettivamente, del capitalismo, dello sviluppo, della crescita e del consumo? Quattro quesiti referendari in una volta sola?

    Pensi di raggiungere le 500 000 firme entro la data prestabilita, o i tuoi referendum faranno la fine di quelli radicali il 2 dicembre 2012?
  • il solito cinico...
    non+autenticato
  • > il solito cinico...

    Vediamo se arriva una risposta cinica.Ficoso
  • - Scritto da: Leguleio
    > > il solito cinico...
    >
    > Vediamo se arriva una risposta cinica.Ficoso

    Lui continua a mostrarti la luna e tu continui a guardare il dito
    non+autenticato
  • - Scritto da: a qualcuno piace sgabbio
    > - Scritto da: Leguleio
    > > > il solito cinico...
    > >
    > > Vediamo se arriva una risposta cinica.Ficoso
    >
    > Lui continua a mostrarti la luna e tu continui a
    > guardare il
    > dito

    Hai detto un razzata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: sgabbio colpisce anche l occidente
    > - Scritto da: a qualcuno piace sgabbio
    > > - Scritto da: Leguleio
    > > > > il solito cinico...
    > > >
    > > > Vediamo se arriva una risposta cinica.Ficoso
    > >
    > > Lui continua a mostrarti la luna e tu continui a
    > > guardare il
    > > dito
    >
    > Hai detto un razzata.

    01/10
    non+autenticato
  • - Scritto da: king volution
    > se "intervenire" vuol dire smetterla con cazzate
    > ignobili come "capitalismo", "sviluppo",
    > "crescita", "consumo" ecc. ecc. e tutto ciò che
    > ne deriva (incluso l'e-waste che è solo una delle
    > tantissime conseguenze) allora
    > bene...
    >
    > tutto il resto NON risolverà nulla di nulla,
    > saranno anzi solo nuove modalità con cui ricchi e
    > potenti (l'1%) "ricicleranno" condizionamento
    > (ciò che, per esempio, fa comprare alla gente 5
    > telefonini nuovi all'anno), controllo,
    > oppressione e sfruttamento di tutti gli altri (il
    > 99%) e distruzione progressiva
    > dell'ecosistema...

    Quindi?
    non+autenticato
  • http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/13419...

    Cioè da quando hanno introdotto il contributo Raee, i negozianti sono tenuti al ritiro dell'usato, dal 2003 addiritura anche in assenza di acquisto da parte del cliente!
    Ossia a termini di legge posso andare in qualsiasi negozio di elettronica di consumo/centro commerciale e liberarmi di un vecchio telefonino, pc, autoradio ecc...
    Quello che forse manca è una campagna di sensibilizzazione/informazione che renda edotto il cittadino di tale possibilità!
    Mi stupisce che l'articolista non ne abbia fatto menzione nell'articolo!
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/13419
    >
    > Cioè da quando hanno introdotto il contributo
    > Raee, i negozianti sono tenuti al ritiro
    > dell'usato, dal 2003 addiritura anche in assenza
    > di acquisto da parte del
    > cliente!

    La RAEE è solo una sciacquata alla coscienza (ho pagato, quindi posso inquinare), non è una soluzione al problema dei rifiuti, che si dovrebbe affrontare producendone di meno o rendendoli più facilmente riciclabili.
    E' la stessa differenza che c'è tra ridurre l'inquinamento in modo attivo, dotando di filtri le proprie ciminiere per esempio e acquistare i cosiddetti "certificati bianchi", che non sono altro che uno scaricabarile
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > La RAEE è solo una sciacquata alla coscienza (ho
    > pagato, quindi posso inquinare), non è una
    > soluzione al problema dei rifiuti, che si
    > dovrebbe affrontare producendone di meno o
    > rendendoli più facilmente
    > riciclabili.
    > E' la stessa differenza che c'è tra ridurre
    > l'inquinamento in modo attivo, dotando di filtri
    > le proprie ciminiere per esempio e acquistare i
    > cosiddetti "certificati bianchi", che non sono
    > altro che uno
    > scaricabarile

    il problema è sapere che fine fanno i filtri,o meglio i residui intrappolati al loro interno.Se non inquini l'aria ma poi li sotterri sposti il problema da A a B...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > - Scritto da: Skywalkersenior
    > > La RAEE è solo una sciacquata alla coscienza (ho
    > > pagato, quindi posso inquinare), non è una
    > > soluzione al problema dei rifiuti, che si
    > > dovrebbe affrontare producendone di meno o
    > > rendendoli più facilmente
    > > riciclabili.
    > > E' la stessa differenza che c'è tra ridurre
    > > l'inquinamento in modo attivo, dotando di filtri
    > > le proprie ciminiere per esempio e acquistare i
    > > cosiddetti "certificati bianchi", che non sono
    > > altro che uno
    > > scaricabarile
    >
    > il problema è sapere che fine fanno i filtri,o
    > meglio i residui intrappolati al loro interno.Se
    > non inquini l'aria ma poi li sotterri sposti il
    > problema da A a
    > B...

    Il segreto è sotterrarli in Africa...
  • - Scritto da: Etype

    >
    > il problema è sapere che fine fanno i filtri,o
    > meglio i residui intrappolati al loro interno.Se
    > non inquini l'aria ma poi li sotterri sposti il
    > problema da A a
    > B...

    Si va bene, il mio era comunque un esempio per confrontare una spesa diretta a non inquinare (mettiamo che quei filtri vengano poi correttamente trattati...) rispetto ad una fatta solo per pulirsi la coscienza
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > Si va bene, il mio era comunque un esempio per
    > confrontare una spesa diretta a non inquinare
    > (mettiamo che quei filtri vengano poi
    > correttamente trattati...) rispetto ad una fatta
    > solo per pulirsi la
    > coscienza

    Tu li puoi anche smaltire correttamente,sempre inquinamento è ...non è che c'è un'improvvisa demateriallzzazione ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > - Scritto da: Skywalkersenior
    > > Si va bene, il mio era comunque un esempio per
    > > confrontare una spesa diretta a non inquinare
    > > (mettiamo che quei filtri vengano poi
    > > correttamente trattati...) rispetto ad una fatta
    > > solo per pulirsi la
    > > coscienza
    >
    > Tu li puoi anche smaltire correttamente,sempre
    > inquinamento è ...non è che c'è un'improvvisa
    > demateriallzzazione
    > ...

    Sono convinto che presto o tardi si arriverà (o si sarà costretti ad arrivare) ad una forma avanzata di smaltimento che consenta di separare a livello molecolare i materiali tra loro. Per il momento mi accontenterei anche di sapere con certezza che la fatica che si fa a dividere la plastica dalla carta dal vetro dall'umido, ecc... non sia inutile perché poi tutto confluisce comunque all'inceneritore
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    >..
    > Sono convinto che presto o tardi si arriverà (o
    > si sarà costretti ad arrivare) ad una forma
    > avanzata di smaltimento che consenta di separare
    > a livello molecolare i materiali tra loro.

    Quello c'è già è l'inceneritore.

    Per il
    > momento mi accontenterei anche di sapere con
    > certezza che la fatica che si fa a dividere la
    > plastica dalla carta dal vetro dall'umido, ecc...
    > non sia inutile perché poi tutto confluisce
    > comunque
    > all'inceneritore

    il vetro si, anche la carta, probabilmente anche l'umido, la plastica invece finisce nell'inceneritore, è troppo difficile separare le varie plastiche ed inoltre hanno lo stesso potere calorico del petrolio, quindi tanto vale..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pietro
    > - Scritto da: Skywalkersenior
    > >..
    > > Sono convinto che presto o tardi si arriverà
    > (o
    > > si sarà costretti ad arrivare) ad una forma
    > > avanzata di smaltimento che consenta di
    > separare
    > > a livello molecolare i materiali tra loro.
    >
    > Quello c'è già è l'inceneritore.

    Intendevo con la finalità di recuparare i materiali

    >
    > Per il
    > > momento mi accontenterei anche di sapere con
    > > certezza che la fatica che si fa a dividere
    > la
    > > plastica dalla carta dal vetro dall'umido,
    > ecc...
    > > non sia inutile perché poi tutto confluisce
    > > comunque
    > > all'inceneritore
    >
    > il vetro si, anche la carta, probabilmente anche
    > l'umido, la plastica invece finisce
    > nell'inceneritore, è troppo difficile separare le
    > varie plastiche ed inoltre hanno lo stesso potere
    > calorico del petrolio, quindi tanto
    > vale..

    Una raccolta differenziata seria separa anche le varie plastiche e le riutilizza.
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > - Scritto da: Pietro
    > > - Scritto da: Skywalkersenior
    > > >..
    > > > Sono convinto che presto o tardi si
    > arriverà
    > > (o
    > > > si sarà costretti ad arrivare) ad una
    > forma
    > > > avanzata di smaltimento che consenta di
    > > separare
    > > > a livello molecolare i materiali tra
    > loro.
    > >
    > > Quello c'è già è l'inceneritore.
    >
    > Intendevo con la finalità di recuparare i
    > materiali
    >
    > >
    > > Per il
    > > > momento mi accontenterei anche di
    > sapere
    > con
    > > > certezza che la fatica che si fa a
    > dividere
    > > la
    > > > plastica dalla carta dal vetro
    > dall'umido,
    > > ecc...
    > > > non sia inutile perché poi tutto
    > confluisce
    > > > comunque
    > > > all'inceneritore
    > >
    > > il vetro si, anche la carta, probabilmente
    > anche
    > > l'umido, la plastica invece finisce
    > > nell'inceneritore, è troppo difficile
    > separare
    > le
    > > varie plastiche ed inoltre hanno lo stesso
    > potere
    > > calorico del petrolio, quindi tanto
    > > vale..
    >
    > Una raccolta differenziata seria separa anche le
    > varie plastiche e le
    > riutilizza.
    Devi sempre considerare i costi, se costa meno incenerire si incenerisce.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pietro

    > > Una raccolta differenziata seria separa
    > anche
    > le
    > > varie plastiche e le
    > > riutilizza.
    > Devi sempre considerare i costi, se costa meno
    > incenerire si
    > incenerisce.

    Si, ma nel conteggio bisogna mettere anche il risparmio ottenuto dal non dover acquistare altre materie prime.
    L'incenerimento sarebbe più economico per tante cose (la carta soprattutto), eppure il riclo viene fatto anche se costa di più.
  • Basta con questa frenesia di stare al passo con gli ultimi ritrovati della tecnologia,fatti più per le tasche dei produttori che per il reale beneficio degli utenti.Anzichè creare device volutamente non riparabili e dalla fin troppo facile obsolescenza programmata si potrebbe benissimo scegliere la via della riparazione e del supporto per periodi molto più lunghi.

    Un sistema che potrebbe già ridurre la quantità di rifiuti elettronici è questa (per smartphone)

    http://www.youtube.com/watch?v=oDAw7vW7H0c

    Progettare sistemi robusti,che durino nel temp,aggiornabili e non per moda.Purtroppo questa mentalità non ci sarà mai se ogni utente va a comprarsi l'ultimo smartphone/computer/tablet messo sul mercato.
    Al produttore conviene realizzare un device che non si possa riparare e che abbia una vita media sempre più corta così da costrungere l'utente ad un nuovo acquisto in tempi brevi.

    C'è da fare anche un'altro discorso però.Qualsiasi cosa prodotta dall'uomo è incompatibile con la natura a meno che non si faccia un ciclo totalmente chiuso.Alla fine crei in natura qualcosa di artificiale che non esiste e che non può essere smaltito.Per quanto vuoi riciclare e riusare una parte andrà sempre in discarica,se moltiplichiamo quella parte per miliardi di individui il problema ce lo trascineremo dietro sempre e si accumulerà con il tempo.Purtroppo sono le forti volontà economiche ed industriali che la fanno da padrone inducendo bisogni indotti che non esistono,la massa come un gregge di pecore abbocca e si adegua facendo la felicità delle lobbies.

    Un filmato molto interessante dove è menzionata la mitica lampadina accesa nel 1901 e mai più spenta da alloraSorride

    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > Un filmato molto interessante dove è menzionata
    > la mitica lampadina accesa nel 1901 e mai più
    > spenta da allora
    >Sorride
    >
    > http://www.youtube.com/watch?v=v3LMnJtrSvw



    Queste informazioni dovrebbero essere diffuse il più possibile.
    Tutti hanno il diritto di conoscere questa vergogna legalizzata!
    non+autenticato
  • - Scritto da: debianized
    > Queste informazioni dovrebbero essere diffuse il
    > più possibile.
    >
    > Tutti hanno il diritto di conoscere questa
    > vergogna
    > legalizzata!

    Concordo ma scordiamoci queste cose ad un tg o sul giornale,se lo fanno gli dedicano 5 secondi per farla passare come stranezza o curuiosità.
    Non si deve portare la massa a credere che ci siano delle alternative altrimenti poi come la sfrutti ?
    non+autenticato
  • Questo film è bellissimo!

    In un'azienda dove ho lavorato un parco macchine prese a leasing tutte Ford Mondeo Station Wagon TD si sono rotte intorno ai 160.000km e tutte con lo stesso guasto, dentatura volano motore rotta. Un danno abbastanza grave da rendere antieconomica la riparazione.

    I produttori di cellulari non rendono più disponibili le scocche esterne di ricambio, e perseguitano legalmente aziende che ne facciano di equivalenti con motivazioni sul copyright, per impedire facile riparazione dei cellulari rovinati da semplici cadute.

    Dove non lo rompi fisicamente, i produttori non ti danno più aggiornamenti software, come accade con Android dove lasciano i terminali indietro, anche se il loro hardware potrebbe agilmente far girare le nuove versioni.

    Intel voleva introdurre massicciamente l'uso di design di motherboard con CPU integrata, ma molti produttori l'hanno anticipata da tempo saldando le CPU nei PC (laptop o mini PC) di fascia bassa per spingere al ricambio.
    L'Acer 1810TZ che uso adesso è uno di questi con il suo SU4100 Pentium Dual Core non aggiornabile.
    Contrariamente ad un Dell D630 che ho aggiornato da Core 2 Duo T7100 a T9500, aggiunta ram ed aggiornato BIOS, il PC è rinato come HTPC connesso ad una TV Led da 55" per la navigazione web e fruizione contenuti in salotto.
    iRoby
    7574
  • - Scritto da: iRoby
    > Questo film è bellissimo!
    >

    Quoto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: aaaaaaaaaw

    01/10
    non+autenticato
  • Vabbè, dissaldare e saldare una CPU su una mainboard non è una operazione esoterica.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > Vabbè, dissaldare e saldare una CPU su una
    > mainboard non è una operazione
    > esoterica.

    Certo che se hai un dissaldatore da 200 euro, che scioglie e succhia via lo stagno fuso da solo è facile. Altrimenti come fai? La succhia stagno ti tira via anche le piste di rame. Una maglia di rame funziona ma è scomoda e a suo modo costosa... Non è nemmeno così immediato sciogliere lo stagno industriale (che per quanto sia "uguale" a quello normale, ha sicuramente almeno già perso tutti i prodotti per facilitarne la saldatura) E il tempo che ci metti a farlo e le difficoltà intrinseche fanno già capire perché non hanno anche messo l'epoxy di fianco o sotto alla CPU... non serve nemmeno arrivare a tanto.
    Si si, comunque non è un'operazione esoterica; ma è tutt'altra cosa che togliere la CPU dal socket tirando una levetta....
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > Vabbè, dissaldare e saldare una CPU su una
    > mainboard non è una operazione
    > esoterica.

    Di sicuro non alla portata di tutti...Mettiamo per ipotesi che su 100 persone 10 siano in grado di sostituire componenti su un normale pc modulare, allora direi che su quei 10 forse solo 1 è in grado di saldare una cpu su una scheda madre (ed io non sono fra quelli, nonostante sappia saldare componenti elettronici...)
  • - Scritto da: Mela avvelenata

    > 1 è in grado di saldare una cpu su una scheda
    > madre (ed io non sono fra quelli, nonostante
    > sappia saldare componenti
    > elettronici...)
    La possibilità di farlo bene a mano è moltobassa
    non+autenticato
  • - Scritto da: troppi piedini
    > La possibilità di farlo bene a mano è moltobassa

    Esatto a meno di usare strumenti professionali,altrimenti se ti devi arrangiare con quello che hai realizzi corti a destra e a manca
    non+autenticato
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