Marco Calamari

Cassandra Crossing/ L'anno di Edward

di M. Calamari - La sua missione è compiuta, ha dato al mondo l'opportunità di conoscere le dinamiche con cui è governato. Edward Snowden, la talpa della NSA, merita il titolo di eroe del 2013

Roma - L'ultima puntata dell'anno di Cassandra Crossing è tradizionalmente priva di fosche predizioni e dedicata al Natale, alle feste ed ai buoni propositi. Tipicamente Cassandra, tra varie sdolcinatezze, esorta in modi sempre diversi coloro che traggono vantaggi dal lavoro gratuito di altri a donare qualche soldino ai questi progetti, in modo da creare il circolo virtuoso della generosità, ed indebolire, almeno leggermente, quelli viziosi dell'interesse e del profitto, del controllo delle idee e delle persone.
Su questo, in quanto a risultati, stendiamo un velo pietoso. Ma certe parole devono essere pronunciate e certe cose devono essere dette indipendentemente dal loro risultato in quanto "le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità".

Per questo, con un completo cambiamento di tiro e continuando logicamente un discorso iniziato nel 2010, Cassandra ha deciso quest'anno di dedicare l'ultima puntata del 2013 non alle sdolcinatezze buoniste di tipo natalizio, ma ad un premio annuale, magari intitolandolo provvisoriamente "Cassandra heroes award". Il titolo giusto magari salterà fuori dal forum.

I 24 informatissimi lettori ricorderanno certamente che la rivista Time elegge oggi anno, in modo altamente formalizzato ma non per questo meno discutibile, l'Uomo dell'Anno. Hitler, Stalin (due volte), Bush ed Obama ma anche Ghandi, svariati papi tra cui Francesco, il Personal Computer ed il Soldato Americano si sono divisi questo onore.
Pochi, anzi nessuno scienziato o tecnico tra gli eletti.
Molti attivisti sociali invece, di tipo ed orientamento i più svariati.
Ebbene, da quest'anno Cassandra promette di abbandonare le sdolcinatezze natalizie e buoniste, e di passare alla formale elezione del cittadino della Rete dell'anno. Ma, bando alle ciance, ed interrompiamo la suspense con un annuncio breve e diretto.

Pur senza dimenticare Stallmann, Assange, e Cerf, e tanti altri fari nel crepuscolo della Rete, l'ambito, benché sconosciuto e provvisorio titolo di "Cassandra heroes award" viene assegnato quest'anno senza ombra di dubbio ad Edward Snowden.

Coloro che non avessero chiaro il motivo, possono essere rassicurati facilmente. Nella meritatissima assegnazione di questo originale premio, il fatto di essere o non essere un martire, una spia, un traditore, un esibizionista, un hacker, un nerd, un cracker, una persona mentalmente disturbata con tendenze paranoiche, un membro di uno o più servizi segreti od una persona da loro manipolata non c'entra un fico secco.

Edward (il tono confidenziale è voluto) ha improvvisamente cambiato la vita di tutti noi, compiendo quella che ha spiegato essere la sua missione. Almeno, ha cambiato la vita di tutti coloro che vogliono vedere la realtà con i propri occhi, formarsi i propri giudizi e la propria Weltanschauung, la propria visione del mondo.

Come e più di Julian Assange (sempre sia lodato il nostro recluso da oltre due anni nell'ambasciata ecuadoregna di Londra) Edward ha cambiato la nostra visione del mondo. Ha testimoniato, provato e confermato oltre ogni ombra di dubbio che viviamo in una società dove la democrazia ha ceduto alle esigenze del tecnocontrollo e della supremazia economica e politica.
Ha confermato che anche quei paesi che pongono le costituzioni democratiche al primo posto in ogni esplicita dichiarazione sono anche i primi a violarle in nome di tanti valori ancora più supremi, quali una pretesa sicurezza dello Stato, la supremazia tecnologica ed economica, il controllo sociale ed ovviamente la lotta al pedoterrosatanismo, e che si attribuiscono il diritto di essere nel giusto violando i diritti fondamentali di tutti (in questo caso veramente di tutti) comportandosi in questo modo.

Edward, per motivi noti solo a lui, e magari neanche a lui, ha compiuto un atto disinteressato di trasparenza e denuncia, un atto eroico e disinteressato al limite dell'autolesionismo, un atto che ha cambiato la diplomazia, la politica, i media e la vita di noi tutti, anche di coloro (e sono la maggior parte) che non se ne sono accorti, che non se ne vogliono accorgere o che semplicemente se ne fregano.
Per questo, anche solo per questo, merita la definizione di "Eroe".

Certamente ha cambiato la vita di Cassandra, fornendo ahimè conferme alle sue paranoie in misura superiore ad ogni sua attesa.
Edward ha compiuto la più grande operazione di trasparenza che la storia della politica, della democrazia e dello spionaggio ricordino.
Per questo, indipendentemente dai perché e dai percome, dobbiamo tutti ringraziare Edward Snowden, l'eroe.

L'uomo si giudica dalle sue azioni e dagli effetti diretti di esse.
Per questo, di nuovo e semplicemente, grazie Edward, lunga vita e prosperità.

Marco Calamari
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Cassandra Crossing/ Scuola formazione e pensiero
46 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ L'anno di Edward
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  • Il buon Vinton sarà anche un benemerito della Rete ma ho sentito certe dichiarazioni che mi hanno fatto inorridire! magari erano solo realistiche, anziché essere ideologiche, come piace a noi Sorride
    "privacy is a relatively recent construction that could quickly be eliminated by modern technology"
    http://slashdot.org/topic/bi/vint-cerf-privacy-is-.../
    non+autenticato
  • possibile che io sia sempre d'accordo con Marco? Ci dovro' riflettere ma comunque: SONO D'ACCORDO!
  • Come si può definire Eroe un criminale?
  • > Come si può definire Eroe un criminale?

    Di precedenti ce ne sono tanti, pensa a Guglielmo Tell e a Robin Hood, personaggi leggendari che però si rifanno alla vita di uomini realmente vissuti. Oggi sono eroi nazionali.
    Tecnicamente Snowden è un traditore, non un criminale; è un po' diverso.
  • - Scritto da: TillyTolly
    > Come si può definire Eroe un criminale?

    Nelson Mandela e Sandro Pertini, solo per dirne un paio. Carcerati da un regime, presidenti del regime successivo, fatti due conti...
    non+autenticato
  • Sono totalmente in accordo con l'articolo di Calamari.
    Ora, però, è necessario un CAMBIO DI PASSO.

    E' dall'anno 2000, da quando si "scoprì" Echelon, che si sa dell'esistenza di strumenti di sorveglianza di massa.
    In oltre dieci anni si è fatto qualcosa di molto concreto per la privacy dal punto di vista tecnico (cito solo Tor e TrueCrypt) ma si è fatto poco per diffondere l'uso di questi tool di difesa e ancor meno per diffondere le buone norme comportamentali.
    Il risultato è che, sebbene oggi si possa in teoria difendere la propria privacy in modo enormemente più efficace di dieci anni fa, siamo non solo ancor più spiati di dieci anni fa ma tale spionaggio di massa sempre più si risolve in guai effettivi per tanta gente.
    Questo perchè parallelamente alla crescita della sorveglianza è cresciuta anche la persecuzione dei "reati" ideologici.

    Oggi, solo in Italia, MOLTE CENTINAIA di persone ogni anno (secondo dati ufficiali) finiscono nei guai non per aver fatto cose non commendevoli ma semplicemente per aver detto, scritto, visto o archiviato cose "dissidenti" (cose che magari fino a dieci anni fa non erano neppure considerate reato!).
    E costoro sono solo la sfortunata punta dell'iceberg delle centinaia di migliaia di persone che potenzialmente rischiano di subire la stessa sorte.

    L'indignazione per le rivelazioni di Snowden, se rimane fine a sè stessa, ha poco senso, anzi nessuno.
    Se si vuole darle senso, non basta scandalizzarsi ed esprimere riprovazione per le pratiche del Datagate (che presto hanno fatto comprendere che praticamente TUTTI gli Stati sorvegliano i propri cittadini, non solo gli USA) ma è necessario FARE QUALCOSA, cominciando a farlo DIFENDENDO ATTIVAMENTE LA PROPRIA PRIVACY.
    E per farlo è necessario innanzitutto RENDERSI CONTO che LA SORVEGLIANZA C'E' e potenzialmente può COLPIRE chiunque, che chiunque faccia qualcosa di anche solo minimamente "dissidente" può ricevere una sgradevole visita all'alba, con perquisizioni, sequestri, interrogatori e a volte incriminazioni, per "reati" puramente ideologici.
    Non ci si pensa mai, invece bisognerebbe pensarci sempre, fin che si è in tempo.

    Se la gente si decidesse ad ESAMINARE CRITICAMENTE i propri comportamenti in rete (navigazione in rete, archiviazione, frequentazioni dei social network e dei forum ecc.) e prendesse SUBITO gli opportuni PROVVEDIMENTI per garantirsi l'anonimato, la sicurezza degli archivi, la non tracciabilità ecc., farebbe ciò che veramente serve per contrastare le pratiche "stile Datagate".

    Primo: rendersi conto dei PERICOLI, che sono reali e non ipotetici. Pericoli che possono colpire oggi ma anche fra un anno o due o tre: nella sorveglianza di massa le informazioni vengono accumulate, la gente può essere "schedata" e tutto ciò può essere usato anche molto tempo dopo.
    Secondo: prendere provvedimenti concreti, OGGI e non rinviandoli!, per DIFENDERSI.

    Se la gente facesse ciò come PROPOSITO PER L'ANNO NUOVO, avrebbe fatto quel CAMBIO DI PASSO che è veramente indispensabile per non ritrovarci fra dieci anni a scoprire che, di nuovo, abbiamo parlato tanto ma non abbiamo fatto niente, neppure per difenderci individualmente.
    non+autenticato
  • > Oggi, solo in Italia, MOLTE CENTINAIA di persone
    > ogni anno (secondo dati ufficiali) finiscono nei
    > guai non per aver fatto cose non commendevoli ma
    > semplicemente per aver detto, scritto, visto o
    > archiviato cose "dissidenti" (cose che magari
    > fino a dieci anni fa non erano neppure
    > considerate
    > reato!).

    Ah, ci sono azioni su internet che sono reato oggi, nel 2013, ma non le erano nel 2003? Azioni riguardanti l'espressione del pensiero, intendo. Mi sai dire quali?
  • - Scritto da: Leguleio

    ...

    > Ah, ci sono azioni su internet che sono reato
    > oggi, nel 2013, ma non le erano nel 2003? Azioni
    > riguardanti l'espressione del pensiero, intendo.
    > Mi sai dire quali?

    Capisco che le sottigliezze ti possano sfuggire, e che
    quindi non le considereresti limitazioni alla liberta'
    di espressione, ma anche le recenti proposte di legge
    perfettamente condivisibili sull'omofobia e su cosiddetto
    "femminicidio" sono contagiate dai reati d'opinione.

    Devi lasciar parlare anche chi dice cose ripugnanti o
    palesemente false, tipo i negazionisti altrimenti,
    e lo diceva gia' Voltaire, ti freghi con le tue stesse mani.

    Poi i codici civile e penale gia' hanno abbastanza strumenti per
    agire dove si commettano veri reati.
    non+autenticato
  • > > Ah, ci sono azioni su internet che sono reato
    > > oggi, nel 2013, ma non le erano nel 2003?
    > Azioni
    > > riguardanti l'espressione del pensiero,
    > intendo.
    > > Mi sai dire quali?
    >
    > Capisco che le sottigliezze ti possano sfuggire,
    > e
    > che
    > quindi non le considereresti limitazioni alla
    > liberta'
    > di espressione, ma anche le recenti proposte di
    > legge
    > perfettamente condivisibili sull'omofobia e su
    > cosiddetto
    > "femminicidio" sono contagiate dai reati
    > d'opinione.

    Ah, ma quindi ora le proposte di legge e le leggi in vigore sono la stessa cosa? Newbie, inesperto Dovevi dirmelo prima.
    Bisogna stare attenti quindi: è vietato anche l'abusivismo commerciale su suolo pubblico, in parole di tutti i giorni: fare il vu' cumprà.

    http://gazzette.comune.jesi.an.it/2013/91/8.htm

    Prevedo una marea di poliziotti con manette di riserva sulle spiagge la prossima estate.


    > Poi i codici civile e penale gia' hanno
    > abbastanza strumenti
    > per
    > agire dove si commettano veri reati.

    ... e gli utenti del forum hanno abbastanza strumenti per capire che arriva qua uno con la sua sparata, miscelata a fatti di cronaca noti, e quindi sanno discernere le sparate dai dati di fatto.
    Io non mi fido di molti utenti, e intervengo lo stesso. Non sia mai...Occhiolino
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    Modificato dall' autore il 28 dicembre 2013 17.13
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  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: Leguleio
    >
    > ...
    >
    > > Ah, ci sono azioni su internet che sono reato
    > > oggi, nel 2013, ma non le erano nel 2003?
    > Azioni
    > > riguardanti l'espressione del pensiero,
    > intendo.
    > > Mi sai dire quali?
    >
    > Capisco che le sottigliezze ti possano sfuggire,
    > e
    > che
    > quindi non le considereresti limitazioni alla
    > liberta'
    > di espressione, ma anche le recenti proposte di
    > legge
    > perfettamente condivisibili sull'omofobia e su
    > cosiddetto
    > "femminicidio" sono contagiate dai reati
    > d'opinione.
    >
    >
    > Devi lasciar parlare anche chi dice cose
    > ripugnanti
    > o
    > palesemente false, tipo i negazionisti
    > altrimenti,
    > e lo diceva gia' Voltaire, ti freghi con le tue
    > stesse
    > mani.
    >
    > Poi i codici civile e penale gia' hanno
    > abbastanza strumenti
    > per
    > agire dove si commettano veri reati.

    Concordo.

    Per inciso: la Legge Mancino è del 1993, quella dieci anni fa c'era già ma venti anni fa e un pò non c'era.
    Quindi forse va solo spostato temporalmente il tiro: non da dieci anni ma da quando c'è internet (inizio degli anni '90 in Italia) è vero che sono state introdotte leggi sui reati di opinione, che prima non c'erano (non che la Mancino sia stata introdotta pensando ad internet).

    E comunque è vero che leggi effettive o proposte di legge del 2013 sono "contagiate" o dal concetto di reato di opinione (omofobia, negazionismo) o da pregiudiziali ideologiche (femminicidio, visto come qualcosa di diverso da un omicidio) e quindi oggettivamente discriminatorie e poco compatibili con la democrazia e l'uguaglianza.
    Anche se non credo che alcuno sarebbe incriminato per aver criticato la legge sul femminicidio, per omofobia e negazionismo, se venissero approvate, è completamente un altro paio di maniche.
    Nè si può escludere, visti i tempi, che qualcuno proponga pure una legge contro il "sessismo" ed allora il ventaglio dei reati ideologici si amplierebbe ancora.
    Forse non è proprio sbagliato lanciare un allarme.
    non+autenticato
  • Perchè vi preoccupate tanto? Smettete di coltivare pensieri illegali e non avrete più nulla da temere. Non solo, l'Umanità in generale starà meglio. Perchè difendete l'odio e l'intolleranza?
    non+autenticato
  • > Per inciso: la Legge Mancino è del 1993, quella
    > dieci anni fa c'era già ma venti anni fa e un pò
    > non
    > c'era.

    Un po'.


    > Quindi forse va solo spostato temporalmente il
    > tiro: non da dieci anni ma da quando c'è internet
    > (inizio degli anni '90 in Italia)

    A me risulta che i primi fornitori d'accesso italiani sono arrivati a inizio 1994: si chiamavano Italia OnLine e ITnet. Tu hai dati diversi?


    > è vero che sono
    > state introdotte leggi sui reati di opinione, che
    > prima non c'erano (non che la Mancino sia stata
    > introdotta pensando ad
    > internet).


    La cosiddetta legge Mancino si poggia quasi interamente sulla Legge 13 ottobre 1975, n° 654, cioè la legge Reale, che ratificava una convenzione internazionale. E nel 1975 internet in senso stretto non c'era manco in Usa.Sorride
    La cosiddetta legge Mancino prevede in più sanzioni speciali anche in caso di manifestazioni genericamente razziste e suprematiste, e norme sullo scioglimento di associazioni che ne promuovono le idee.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Quindi forse va solo spostato temporalmente
    > il
    > > tiro: non da dieci anni ma da quando c'è
    > internet
    > > (inizio degli anni '90 in Italia)
    >
    > A me risulta che i primi fornitori d'accesso
    > italiani sono arrivati a inizio 1994: si
    > chiamavano Italia OnLine e ITnet. Tu hai dati
    > diversi?

    Secondo quello che lessi, MC-Link, Galactica e mi pare qualcun altro fornivano il servizio già nel 1993.


    > > è vero che sono
    > > state introdotte leggi sui reati di
    > opinione,
    > che
    > > prima non c'erano (non che la Mancino sia
    > stata
    > > introdotta pensando ad
    > > internet).
    >
    >
    > La cosiddetta legge Mancino si poggia quasi
    > interamente sulla Legge 13 ottobre 1975, n°
    > 654, cioè la legge Reale, che ratificava una
    > convenzione internazionale. E nel 1975 internet
    > in senso stretto non c'era manco in Usa.
    >Sorride
    > La cosiddetta legge Mancino prevede in più
    > sanzioni speciali anche in caso di manifestazioni
    > genericamente razziste e suprematiste, e norme
    > sullo scioglimento di associazioni che ne
    > promuovono le
    > idee.

    E' comunque una legge diversa e più "potente" (se no, si tenevano la Reale).
    E già prima della Reale c'erano leggi e disposizioni che colpivano almeno la "ricostituzione del partito fascista".
    Ma è con la Mancino che si fa una legge complessiva, quasi onnicomprensiva, al punto che tra chi oggi propugna la legge sull'"omofobia" tanti diconoo che basterebbe semplicemente aggiungere quella parola alla Mancino per avere il risultato desiderato.
    non+autenticato
  • > > A me risulta che i primi fornitori d'accesso
    > > italiani sono arrivati a inizio 1994: si
    > > chiamavano Italia OnLine e ITnet. Tu hai dati
    > > diversi?
    >
    > Secondo quello che lessi, MC-Link, Galactica e mi
    > pare qualcun altro fornivano il servizio già nel
    > 1993.

    Il primo articolo su un quotidiano generalista è del 3 giugno 1994:

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r...

    Cita Agorà, MC-Link e Galactica. Mi sembra molto improbabile che fossero già offerti al pubblico da oltre sei mesi, cioè dal 1993, senza che nessun giornale ne facesse un trafiletto (ho guardato anche La Stampa ). Certo a livello universitario già si usava, e alcuni servizi di BBS esistevano da più tempo.
    MC-Link esisteva già da anni, come "rivista telematica" (credo, in realtà, fosse semplicemente una BBS di notizie), ma non offriva la connessione al grande pubblico.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > A me risulta che i primi fornitori
    > d'accesso
    > > > italiani sono arrivati a inizio 1994: si
    > > > chiamavano Italia OnLine e ITnet. Tu
    > hai
    > dati
    > > > diversi?
    > >
    > > Secondo quello che lessi, MC-Link, Galactica
    > e
    > mi
    > > pare qualcun altro fornivano il servizio già
    > nel
    > > 1993.
    >
    > Il primo articolo su un quotidiano generalista è
    > del 3 giugno
    > 1994:
    >
    > http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r
    >
    > Cita Agorà, MC-Link e Galactica. Mi sembra molto
    > improbabile che fossero già offerti al pubblico
    > da oltre sei mesi, cioè dal 1993, senza che
    > nessun giornale ne facesse un trafiletto (ho
    > guardato anche La Stampa ).
    > Certo a livello universitario già si usava, e
    > alcuni servizi di BBS esistevano da più tempo.
    >
    > MC-Link esisteva già da anni, come "rivista
    > telematica" (credo, in realtà, fosse
    > semplicemente una BBS di notizie), ma non offriva
    > la connessione al grande
    > pubblico.
    consulta piu' giornali...Sorride
    galactica mclink agora c'erano prima del '94 e prima del '93 (o quantomeno le prime due di sicuro).
    Mclink poi e' nata ispirandosi a bix, ed e' nata penso nel 1986. Come bbs "+- commerciale" via dialup. Poi ha aggiunto connettivita' verso X.25 (come agora') e infine anche internet (direi nel 1992).
    Agora' ha avuto un percorso analogo, ma e' partita dopo.. 1989 direi... nasceva cmq da ben altre visioni.. essendo "un braccio" del partito radicale..
    non+autenticato
  • > consulta piu' giornali...Sorride
    > galactica mclink agora c'erano prima del '94 e
    > prima del '93 (o quantomeno le prime due di
    > sicuro).

    Fonte?

    > Mclink poi e' nata ispirandosi a bix, ed e' nata
    > penso nel 1986. Come bbs "+- commerciale" via
    > dialup. Poi ha aggiunto connettivita' verso X.25
    > (come agora') e infine anche internet (direi nel
    > 1992).

    Ehm, se non te ne fossi accorto io qui parlavo solo di internet, l'internet attuale. Il servizio noto come Videotel in Italia, e Minitel in Francia, lo conosco fin dalla fine degli anni Ottanta, perché la rivista per cui lavoravo aveva tentato di lanciare un servizio a pagamento.
    Così come sono al corrente del servizio BBS, che è partito molto prima, anche con banche dati in italiano di un certo interesse, e delle società che consentivano di mandare delle e-mail già allora. Ma l'e-mail, da sola, non è internet.A bocca storta

    Ripeto, a memoria in Italia l'offerta per i pubblico generale, escluse quindi universitá istituti di ricerca e grandi aziende, è partito nel 1994. Però aspetto link che anticipino quella data.
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    Modificato dall' autore il 28 dicembre 2013 23.57
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  • "Gli alieni esistono" il fuori onda di Medvedev!


    non+autenticato
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