Luca Annunziata

Il Natale della Stazione Spaziale

L'equipaggio della ISS è riuscito a risolvere il problema della pompa difettosa in anticipo sui tempi previsti. E nonostante un nuovo problema a una tuta spaziale

Roma - Il 25 dicembre è trascorso in relativo relax a bordo della Stazione Spaziale Internazionale: Mike Hopkins e Rick Mastracchio sono riusciti a completare le riparazioni alla pompa del "loop A" di raffreddamento in netto anticipo sui tempi previsti, così da garantire a tutto l'equipaggio un po' di riposo per Natale. Tutto è filato liscio nonostante un problema, doppio, riscontrato dalla tuta spaziale di Mastracchio, che ha richiesto del tempo per venire risolto e ha fatto slittare la seconda EVA.


Il problema al circuito di raffreddamento era iniziato due settimane fa, quando una valvola ha iniziato a dare segnali di malfunzionamento. Non essendo riusciti a venire a capo del problema per via software, i tecnici NASA hanno deciso di optare per una sostituzione dell'intero apparato contenente la pompa difettosa: una specie di grosso elettrodomestico, come un maxi-frigorifero, da trasportare da una delle estremità della ISS - dove è agganciato il ricambio - fino a circa il centro della stazione per rimpiazzare l'altro. Un'operazione che richiede tempo e pazienza, visto che per essere completata occorre disconnettere la parte elettrica e idraulica del vecchio e ricollegarla al nuovo.

Mastracchio e Hopkins sono stati molto efficienti: la prima EVA, svoltasi il 21, è durata solo 5 ore e mezza per via di un problema di piedi freddi dello stesso Mastracchio, una difficoltà della sua tuta spaziale nel garantirgli il confort necessario a continuare a lavorare nello spazio. Senza questo fastidio avrebbero potuto tranquillamente proseguire fino a raggiungere l'autonomia massima delle tute, che si aggira sulle 7 ore e mezza, ma nonostante questo la prima EVA è stata un tale successo da spingere immediatamente i tecnici a terra a ventilare la possibilità di annullare la terza EVA programmata per dopo Natale visto lo stato di avanzamento dei lavori.
Neanche a farlo apposta, rientrando Mastracchio ha inavvertitamente attivato un interruttore che ha causato un secondo problema alla sua tuta. La nuova uscita è stata quindi spostata al 24 per consentire di adattare una tuta di scorta alle sue misure, equipaggiandola anche con il boccaglio e il materiale assorbente che NASA ha deciso di incorporare come forma di precauzione dopo l'incidente umido occorso questa estate all'italiano Luca Parmitano. I due incidenti non hanno alcuna diretta correlazione, tanto è vero che una volta sistemati i dettagli nella giornata della Vigilia i due astronauti sono di nuovo usciti per una EVA da oltre 7 ore.


Con la stessa efficienza della settimana precedente, e con la collaborazione del giapponese Koichi Wakata che manovrava il braccio robotico Canadarm2 da bordo, il duo statunitense ha completato la procedura di sostituzione senza incontrare problemi significativi. Nella serata del 24 l'ammoniaca ha ricominciato a fluire nel loop A, riportando l'intera ISS alla normalità: visto e considerato che nel corso della Expedition 38 in corso non era prevista alcuna EVA, e che il problema occorso è uno dei peggiori possibili, le manovre dei due astronauti USA e del collega asiatico sono state pressoché perfette nonostante si trattasse di una procedura di emergenza.

Completate le operazioni, e goduto il meritato riposo, gli occupanti della ISS potranno ora ritornare alla programmazione originaria e riprendere gli esperimenti previsti. Già oggi i due cosmonauti russi Oleg Kotov e Sergey Ryazanskiy dovrebbero avviare una propria passeggiata spaziale per installare due nuove fotocamere ad alta risoluzione sulla struttura esterna della Stazione.

Luca Annunziata
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18 Commenti alla Notizia Il Natale della Stazione Spaziale
Ordina
  • Qualcuno dirà che è tutto uno spreco, e che queste cose non servono a nulla.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Qualcuno dirà che è tutto uno spreco, e che
    > queste cose non servono a
    > nulla.

    Non è che non servono a nulla. Il fatto è che il denaro può essere utilizzato in molti modi, e questo non mi sembra il più utile per l'umanità. Perchè ad esempio non utilizzare queste risorse per le ricerche sulle fonti energetiche alternative al petrolio?
    Tanto su questo pianeta ci dovremo rimanere volenti o nolenti.
    non+autenticato
  • > > Qualcuno dirà che è tutto uno spreco, e che
    > > queste cose non servono a
    > > nulla.
    >
    > Non è che non servono a nulla.

    Come forse avrai capito, non mi riferivo a te.Ficoso


    > Il fatto è che il
    > denaro può essere utilizzato in molti modi, e
    > questo non mi sembra il più utile per l'umanità.
    > Perchè ad esempio non utilizzare queste risorse
    > per le ricerche sulle fonti energetiche
    > alternative al
    > petrolio?

    Si fa l'uno e l'altro. Ma guarda che le fonti alternative al petrolio già ci sono, il problema nell'autotrazione è che nessuna costa di meno, e parlo proprio a livello di € per kWh, del petrolio. Puoi fare tutta la ricerca che vuoi, ma se il prezzo di una fonte alternativa rimane alto non c'è convenienza ad adottarla: e le auto e gli aerei continuano ad andare a petrolio e derivati.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Si fa l'uno e l'altro. Ma guarda che le fonti
    > alternative al petrolio già ci sono, il problema
    > nell'autotrazione è che nessuna costa di meno, e
    > parlo proprio a livello di € per kWh, del
    > petrolio. Puoi fare tutta la ricerca che vuoi, ma
    > se il prezzo di una fonte alternativa rimane alto
    > non c'è convenienza ad adottarla: e le auto e gli
    > aerei continuano ad andare a petrolio e
    > derivati.

    Il picco del petrolio è un fatto fisico ineluttabile, pure col fuoco di paglia dello shale oil i prezzi non sono scesi.
    Se non ci si attrezza ora con le alternative su scala industriale, esse diventeranno sì più convenienti, ma sarà perché il petrolio avrà raggiunto costi insostenibili.
    E allora sarà troppo tardi per mettere in piedi un'industria, per l'economia sarà come una guerra mondiale o un asteroide che cade su Wall Street...
    Funz
    12943
  • > > Si fa l'uno e l'altro. Ma guarda che le fonti
    > > alternative al petrolio già ci sono, il
    > problema
    > > nell'autotrazione è che nessuna costa di
    > meno,
    > e
    > > parlo proprio a livello di € per kWh, del
    > > petrolio. Puoi fare tutta la ricerca che
    > vuoi,
    > ma
    > > se il prezzo di una fonte alternativa rimane
    > alto
    > > non c'è convenienza ad adottarla: e le auto
    > e
    > gli
    > > aerei continuano ad andare a petrolio e
    > > derivati.
    >
    > Il picco del petrolio è un fatto fisico
    > ineluttabile, pure col fuoco di paglia dello
    > shale oil i prezzi non sono
    > scesi.

    Nessuno diceva dovessero scendere. Non sono saliti.
    Come esistono i profeti della fine del mondo nel tal anno, al punto da fondarvi pure una religione, così esistono da decenni le prefiche del "picco del petrolio", puntualmente smentite dai dati.
    Bisogna conviverci. Certa gente trova una ragione di vita nel dire "Io l'avevo detto prima!", una soddisfazione onanistica che non ha prezzo.


    > Se non ci si attrezza ora con le alternative su
    > scala industriale, esse diventeranno sì più
    > convenienti, ma sarà perché il petrolio avrà
    > raggiunto costi
    > insostenibili.

    Non so cosa intendi "su scala industriale", la tecnologia c'è già. Io personalmente sono assai più interessato al colonizzazione dei pianeti extrasolari, perché il picco del Sole è previsto fra tre miliardi di anni, se ben ricordo. Bisogna fare in fretta ad abbandonare la Terra.


    > E allora sarà troppo tardi per mettere in piedi
    > un'industria, per l'economia sarà come una guerra
    > mondiale o un asteroide che cade su Wall
    > Street...

    È sempre troppo tardi per chi non vede l'ora che arrivi la fine del mondo, oppure il picco del petrolio. Che a bene vedere sono la stessa cosa.A bocca aperta
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Si fa l'uno e l'altro. Ma guarda che le
    > fonti
    > > > alternative al petrolio già ci sono, il
    > > problema
    > > > nell'autotrazione è che nessuna costa di
    > > meno,
    > > e
    > > > parlo proprio a livello di € per kWh,
    > del
    > > > petrolio. Puoi fare tutta la ricerca che
    > > vuoi,
    > > ma
    > > > se il prezzo di una fonte alternativa
    > rimane
    > > alto
    > > > non c'è convenienza ad adottarla: e le
    > auto
    > > e
    > > gli
    > > > aerei continuano ad andare a petrolio e
    > > > derivati.
    > >
    > > Il picco del petrolio è un fatto fisico
    > > ineluttabile, pure col fuoco di paglia dello
    > > shale oil i prezzi non sono
    > > scesi.
    >
    > Nessuno diceva dovessero scendere. Non sono
    > saliti.
    > Come esistono i profeti della fine del mondo nel
    > tal anno, al punto da fondarvi pure una
    > religione, così esistono da decenni le prefiche
    > del "picco del petrolio", puntualmente smentite
    > dai dati.

    non sai di che parli. Informati e poi torna, invece di parlare per sentito dire.

    > Bisogna conviverci. Certa gente trova una ragione
    > di vita nel dire "Io l'avevo detto prima!", una
    > soddisfazione onanistica che non ha
    > prezzo.


    me ne fotto della soddisfazione, siamo nella mer*a e c'è da essere seriamente preoccupati.
    Poi puoi scegliere di credere solo a quello che ti piace.

    >
    > Non so cosa intendi "su scala industriale", la
    > tecnologia c'è già. Io personalmente sono assai
    > più interessato al colonizzazione dei pianeti
    > extrasolari, perché il picco del Sole è previsto
    > fra tre miliardi di anni, se ben ricordo. Bisogna
    > fare in fretta ad abbandonare la
    > Terra.

    vabbé, se con qualche battuta sciocca pensi di vincere la discussione, arrivederci a quando avrai argomenti.
    Funz
    12943
  • > > > Il picco del petrolio è un fatto fisico
    > > > ineluttabile, pure col fuoco di paglia
    > dello
    > > > shale oil i prezzi non sono
    > > > scesi.

    > > Nessuno diceva dovessero scendere. Non sono
    > > saliti.
    > > Come esistono i profeti della fine del mondo
    > nel
    > > tal anno, al punto da fondarvi pure una
    > > religione, così esistono da decenni le
    > prefiche
    > > del "picco del petrolio", puntualmente
    > smentite
    > > dai dati.

    > non sai di che parli. Informati e poi torna,
    > invece di parlare per sentito
    > dire.

    "Informati" è un po' generico, come invito. Sai, c'è chi si informa leggendo le profezie di Nostradamus.
    Io mi sono informato leggendo una previsione del MIT del Massachusetts, che ti ho già citato, secondo la quale il petrolio si sarebbe esaurito alla fine degli anni Settanta. Del Novecento, però.
    Azzeccatissima, non c'è che dire.A bocca aperta


    > > Bisogna conviverci. Certa gente trova una
    > ragione
    > > di vita nel dire "Io l'avevo detto prima!",
    > una
    > > soddisfazione onanistica che non ha
    > > prezzo.
    >
    >
    > me ne fotto della soddisfazione, siamo nella
    > mer*a e c'è da essere seriamente
    > preoccupati.

    Preoccupati pure, nessuno te lo impedisce.
    Non pretendere che tutti condividano i tuoi incubi. Ognuno ha il suo.


    > Poi puoi scegliere di credere solo a quello che
    > ti
    > piace.

    No, veramente io credo ai dati di fatto. E le previsioni di Nostradamus, o dei suoi epigoni moderni, non rientrano nella categoria.


    > > Non so cosa intendi "su scala industriale",
    > la
    > > tecnologia c'è già. Io personalmente sono
    > assai
    > > più interessato al colonizzazione dei pianeti
    > > extrasolari, perché il picco del Sole è
    > previsto
    > > fra tre miliardi di anni, se ben ricordo.
    > Bisogna
    > > fare in fretta ad abbandonare la
    > > Terra.

    > vabbé, se con qualche battuta sciocca pensi di
    > vincere la discussione, arrivederci a quando
    > avrai
    > argomenti.

    Confuta piuttosto la battuta sciocca, e dimmi, ad esempio, che differenza ci sarebbe con la tua battuta sul picco del petrolio. Altrimenti chi sembra che sia privo di argomenti sei tu.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > > Il picco del petrolio è un fatto
    > fisico
    > > > > ineluttabile, pure col fuoco di
    > paglia
    > > dello
    > > > > shale oil i prezzi non sono
    > > > > scesi.
    >
    > > > Nessuno diceva dovessero scendere. Non
    > sono
    > > > saliti.
    > > > Come esistono i profeti della fine del
    > mondo
    > > nel
    > > > tal anno, al punto da fondarvi pure una
    > > > religione, così esistono da decenni le
    > > prefiche
    > > > del "picco del petrolio", puntualmente
    > > smentite
    > > > dai dati.
    >
    > > non sai di che parli. Informati e poi torna,
    > > invece di parlare per sentito
    > > dire.
    >
    > "Informati" è un po' generico, come invito. Sai,
    > c'è chi si informa leggendo le profezie di
    > Nostradamus.
    > Io mi sono informato leggendo una previsione del
    > MIT del Massachusetts, che ti ho già citato,
    > secondo la quale il petrolio si sarebbe esaurito
    > alla fine degli anni Settanta. Del Novecento,
    > però.

    Probabilmente è stato riportato male, o non hai capito quello che hai letto, o ricordi male.
    Magari ti riferisci allo studio di Hubbert che già negli anni '50 aveva previsto il picco della produzione degli USA continentali per i primi anni '70, cosa che puntualmente è avvenuta con relativa crisi economica.

    Oppure ti riferisci al tanto vituperato rapporto del Club di Roma - I limiti dello sviluppo - le cui previsioni si stanno dimostrando precisi in maniera preoccupante.

    La propaganda so qual è, dice sempre "il petrolio finirà tra quarant'anni" da almeno quarant'anniA bocca aperta, come se i giacimenti mondiali fossero un'unica botte spillata e quando non ce n'è più finisce di botto. E' un po' più complicato di così...

    Leggi un po' qui per cominciare a capirci meglio (è gente di scienza, non prenderli per l'ultimo complottista).
    http://ugobardi.blogspot.it/2013/12/il-pianeta-sac...
    http://ugobardi.blogspot.it/2013/12/il-petrolio-e-...

    Mi chiedo perché la gente perda tempo dietro scemenze complottiste e si rifiuti di riconoscere persino l'esistenza dei problemi grossi tipo questo o il cambiamento climatico. L'uomo è una sciocca creatura.
    Funz
    12943
  • > > "Informati" è un po' generico, come invito.
    > Sai,
    > > c'è chi si informa leggendo le profezie di
    > > Nostradamus.
    > > Io mi sono informato leggendo una previsione
    > del
    > > MIT del Massachusetts, che ti ho già citato,
    > > secondo la quale il petrolio si sarebbe
    > esaurito
    > > alla fine degli anni Settanta. Del Novecento,
    > > però.
    >
    > Probabilmente è stato riportato male, o non hai
    > capito quello che hai letto, o ricordi
    > male.

    L'articolo è questo:
    http://www.archiviolastampa.it/component/option,co.../

    E chi prevedeva che l'esaurimento delle risorse di petrolio era fissato per il 1980 era il Consiglio d'Europa. In ogni caso è citato anche uno studio del Mit, sempre di quegli anni, che non era molto più roseo.



    > Oppure ti riferisci al tanto vituperato rapporto
    > del Club di Roma - I limiti dello sviluppo - le
    > cui previsioni si stanno dimostrando precisi in
    > maniera
    > preoccupante.

    È citato anche quello.

    > La propaganda so qual è, dice sempre "il petrolio
    > finirà tra quarant'anni" da almeno quarant'anni
    >A bocca aperta, come se i giacimenti mondiali fossero
    > un'unica botte spillata e quando non ce n'è più
    > finisce di botto. E' un po' più complicato di
    > così...

    Il punto è che sei tu che la fai semplice, non le previsioni in sé. Almeno quelle serie.


    > Leggi un po' qui per cominciare a capirci meglio
    > (è gente di scienza, non prenderli per l'ultimo
    > complottista).
    > http://ugobardi.blogspot.it/2013/12/il-pianeta-sac
    > http://ugobardi.blogspot.it/2013/12/il-petrolio-e-

    No. Ugo Bardi è parte in causa, ha pubblicato diversi libri per corroborare le sue tesi e quindi non può sostenere diversamente, non li venderebbe più:
    http://www.amazon.com/s/ref=la_B004WK9Y0G_B004WK9Y...

    Ed è pure nell'associazione Aspo:
    http://www.peakoil.net/international-board
    Fare a Ugo Bardi queste domande equivale a chiedere al papa se dio esiste.


    > Mi chiedo perché la gente perda tempo dietro
    > scemenze complottiste e si rifiuti di riconoscere
    > persino l'esistenza dei problemi grossi tipo
    > questo o il cambiamento climatico.

    Perché non hanno voglia di vivere l'incubo degli altri. Gli incubi vanno bene, ma ognuno si coltiva il proprio.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > "Informati" è un po' generico, come
    > invito.
    > > Sai,
    > > > c'è chi si informa leggendo le profezie
    > di
    > > > Nostradamus.
    > > > Io mi sono informato leggendo una
    > previsione
    > > del
    > > > MIT del Massachusetts, che ti ho già
    > citato,
    > > > secondo la quale il petrolio si sarebbe
    > > esaurito
    > > > alla fine degli anni Settanta. Del
    > Novecento,
    > > > però.
    > >
    > > Probabilmente è stato riportato male, o non
    > hai
    > > capito quello che hai letto, o ricordi
    > > male.
    >
    > L'articolo è questo:
    > http://www.archiviolastampa.it/component/option,co
    >
    > E chi prevedeva che l'esaurimento delle risorse
    > di petrolio era fissato per il 1980 era il
    > Consiglio d'Europa. In ogni caso è citato anche
    > uno studio del Mit, sempre di quegli anni, che
    > non era molto più roseo.

    ebbene, si sbagliavano evidentemente.
    Ma non vuol dire che il picco non sia il destino ineluttable di qualsiasi risorsa non rinnovabile. Il punto non è se, ma quando. E il greggio convenzionale ha superato il picco già da 7-8 anni oramai come dai dati che ti ho mostrato.

    > > Oppure ti riferisci al tanto vituperato
    > rapporto
    > > del Club di Roma - I limiti dello sviluppo -
    > le
    > > cui previsioni si stanno dimostrando precisi
    > in
    > > maniera
    > > preoccupante.
    >
    > È citato anche quello.

    e del fatto che le previsioni si sono avverate puntualmente, che mi dici?

    > > La propaganda so qual è, dice sempre "il
    > petrolio
    > > finirà tra quarant'anni" da almeno
    > quarant'anni
    > >A bocca aperta, come se i giacimenti mondiali fossero
    > > un'unica botte spillata e quando non ce n'è
    > più
    > > finisce di botto. E' un po' più complicato di
    > > così...
    >
    > Il punto è che sei tu che la fai semplice, non le
    > previsioni in sé. Almeno quelle
    > serie.
    >

    >
    > > Leggi un po' qui per cominciare a capirci
    > meglio
    > > (è gente di scienza, non prenderli per
    > l'ultimo
    > > complottista).
    > >
    > http://ugobardi.blogspot.it/2013/12/il-pianeta-sac
    > >
    > http://ugobardi.blogspot.it/2013/12/il-petrolio-e-
    >
    > No. Ugo Bardi è parte in causa, ha pubblicato
    > diversi libri per corroborare le sue tesi e
    > quindi non può sostenere diversamente, non li
    > venderebbe
    > più:
    > http://www.amazon.com/s/ref=la_B004WK9Y0G_B004WK9Y
    >
    > Ed è pure nell'associazione Aspo:
    > http://www.peakoil.net/international-board
    > Fare a Ugo Bardi queste domande equivale a
    > chiedere al papa se dio
    > esiste.

    spero che tu stia scherzando.
    SONO VERI O NO I DATI CHE PRESENTA?
    E ne presenta tanti, documentati e circostanziati.
    Chi li presenta o come non ha la minima importanza.

    Poi non concepisco il tuo atteggiamento.
    Uno che studia, si informa, si impegna nella divulgazione diventa automaticamente "di parte"? Scrivere un libro ti squalifica definitivamente (ma solo se sostiene tesi opposte alle tue)?
    Non puoi essere così miope.

    > > Mi chiedo perché la gente perda tempo dietro
    > > scemenze complottiste e si rifiuti di
    > riconoscere
    > > persino l'esistenza dei problemi grossi tipo
    > > questo o il cambiamento climatico.
    >
    > Perché non hanno voglia di vivere l'incubo degli
    > altri. Gli incubi vanno bene, ma ognuno si
    > coltiva il
    > proprio.

    nessuno "coltiva" niente. C'è chi cerca di guardare in faccia la realtà, e chi si tappa occhi e orecchie perché la realtà che gli presentano non gli piace.
    Funz
    12943
  • > > L'articolo è questo:
    > >
    > http://www.archiviolastampa.it/component/option,co
    > >
    > > E chi prevedeva che l'esaurimento delle
    > risorse
    > > di petrolio era fissato per il 1980 era il
    > > Consiglio d'Europa. In ogni caso è citato
    > anche
    > > uno studio del Mit, sempre di quegli anni,
    > che
    > > non era molto più roseo.
    >
    > ebbene, si sbagliavano evidentemente.

    Appunto.
    E chi mi dice che non si sbaglieranno ancora, e più volte?
    Non sono abituato a regalare la fiducia così, "aggratis".


    > Ma non vuol dire che il picco non sia il destino
    > ineluttable di qualsiasi risorsa non rinnovabile.
    > Il punto non è se, ma quando. E il greggio
    > convenzionale ha superato il picco già da 7-8
    > anni oramai come dai dati che ti ho
    > mostrato.

    No. Sono dati ideologicamente alterati.

    > e del fatto che le previsioni si sono avverate
    > puntualmente, che mi
    > dici?

    Che non si sono avverate. Non dico puntualmente oppure in ritardo: mai .

    > > No. Ugo Bardi è parte in causa, ha pubblicato
    > > diversi libri per corroborare le sue tesi e
    > > quindi non può sostenere diversamente, non li
    > > venderebbe
    > > più:
    > >
    > http://www.amazon.com/s/ref=la_B004WK9Y0G_B004WK9Y
    > >
    > > Ed è pure nell'associazione Aspo:
    > > http://www.peakoil.net/international-board
    > > Fare a Ugo Bardi queste domande equivale a
    > > chiedere al papa se dio
    > > esiste.
    >
    > spero che tu stia scherzando.
    > SONO VERI O NO I DATI CHE PRESENTA?

    Falsi.

    > E ne presenta tanti, documentati e circostanziati.
    > Chi li presenta o come non ha la minima
    > importanza.

    Quando vorrò discutere con Ugo Bardi delle sue metodologie fantasiose, lo farò con lui, personalmente.
    Per ora ti dico che sono sbagliate, non a caso nessuno fra gli addetti ai lavori prende molto sul serio il suo rapporto, e discuto con te.


    > Poi non concepisco il tuo atteggiamento.
    > Uno che studia, si informa, si impegna nella
    > divulgazione diventa automaticamente "di parte"?

    Assolutamente no. Ci sono ottimi divulgatori, e non di parte, per quanto, quando il divulgatore non è esattamente del ramo, qualche errore lo può sempre fare, errore in buona fede.
    Ugo Bardi non è fra questi.


    > Scrivere un libro ti squalifica definitivamente
    > (ma solo se sostiene tesi opposte alle
    > tue)?
    > Non puoi essere così miope.

    Non è "scrivere un libro". Cerca di andare oltre le mie brevi frasi.
    I libri catastrofisti hanno sempre avuto un buon successo di vendita, quando hanno intercettato lo zeitgeist . Ugo Bardi ha pubblicato il suo, tradotto in diverse lingue, e nel suo piccolo è diventato un guru del picco del petrolio.
    Nei suoi scritti internet e nelle sue conferenze non troverai mai dati o ragionamenti che smentiscono la sua tesi, garantito. Il suo libro smetterebbe di vendere. Quindi come fonte non è utilizzabile, in questa discussione. Non più di quanto sia utilizzabile un neonazista per discutere di ebrei (spero che Godwin conceda una deroga...).


    > nessuno "coltiva" niente. C'è chi cerca di
    > guardare in faccia la realtà, e chi si tappa
    > occhi e orecchie perché la realtà che gli
    > presentano non gli
    > piace.

    Tutto vero. Ma non è enunciando questa amara verità che ti collochi all'interno della prima categoria, assolutamente no.