Alfonso Maruccia

PA, perché scegliere software FOSS

Dall'Agenzia per l'Italia Digitale arriva il documento che dovrebbe dettare le regole a favore del FOSS nelle amministrazioni pubbliche, che ora non avranno più scuse e dovranno usare e riusare software open. L'alternativa va giustificata

Roma - L'Agenzia per l'Italia Digitale - sottoposta alla responsabilità diretta della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Enrico Letta - ha annunciato l'emanazione della Circolare 63/2013, numero asettico dietro cui si nasconde quello che dovrebbe essere il "bignamino" delle regole e dei criteri da seguire per adottare software free e open source nelle pubbliche amministrazioni.

Il documento è indirizzato alle varie PA italiane, spiega il sito dell'agenzia, ma le linee guida possono essere "d'interesse" anche per i soggetti privati operanti nel mercato dell'ICT. Il contenuto della circolare illustra "un percorso metodologico" (con tanto di esempi), le modalità e i criteri per effettuare una valutazione comparativa tra le varie soluzioni software necessarie alla singola PA.

La circolare serve soprattutto a chiudere il cerchio dell'adozione del software gratuito e open source - e del "riuso" di quello proprietario già acquistato - nelle amministrazioni del Belpaese, un percorso avviato tempo fa e che si completa con le regole di selezione e comparazione a cui le PA dovranno attenersi d'ora in avanti.
La novità, accolta con interesse in sede europea, nasce dalla collaborazione di esperti e rappresentati dell'industria e lascia davvero poco spazio all'utilizzo continuato di software proprietario per puro spirito di inerzia o pigrizia: ogni singola adozione fuori dal parco dei titoli FOSS andrà giustificata, e ogni software proprietario potrà essere adottato solo nel caso in cui un criterio di valutazione importante lo richiederà.

E per chi non segue le nuove regole? Si prospettano ricorsi al Tribunale Amministrativo (TAR) e conseguenze legali dell'amministratore responsabile.

Alfonso Maruccia
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101 Commenti alla Notizia PA, perché scegliere software FOSS
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  • I costi non sono solo quelli delle licenze e della formazione. I costi di sviuppo dove sono?

    Il problema è che il software libero spesso non è fatto con l'ottica della integrazione dei Sistemi.

    "Pippo" ha scritto:

    "E invece con MS Exchange ti obbligano in cascata ad usare MS Office in quanto MS Outlook è acquistabile esclusivamente compreso in MS Office."

    Allora, non è Microsoft che ti obbliga, il fatto è che l'esigenza è di avere sistemi che comunicano tra loro e che possano essere programmati facilmente per velocizzare il lavoro.

    Perchè usare Office? Semplicissimo, perchè è facile da programmare e integrare con funzioni che automaticamente archivino un qualche documento da qualche parte o che reperiscano qualche dato e generino un documento da quel dato.

    Si può sviluppare il software integrando molto facilmente le funzionalità di Exchange, di Office, di Active Directory ecc... cosa che è di primaria importanza in alcuni ambienti.

    Quale insieme di software mi consente di scrivere un gestionale che mi autentichi su un dominio, mi permetta di verificare i miei permessi e darmi l'accesso alla mia casella di posta integrando il tutto con l'editor di testo o il foglio di calcolo, in modo che da una certa email (ad esempio un log strutturato) possa generare in modo automatico un certo documento o foglio di calcolo e archiviarlo in una determinata posizione su un server dandogli i permessi di dominio adeguati.

    in un ambiente totalmente comunicante come quello di Microsoft si fa tutto tramite librerie e api riconosciute da ogni software. E sempre con lo stesso standard. Con una accozzaglia di software FOSS come si fa? Spendendo molto più tempo e soldi nello sviluppo.

    Si può dire quel che si vuole di Microsoft, ma ha sempre dato una certa importanza alle esigenze del mondo del lavoro.

    Usare software Open può andar bene per le realtà chiuse.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > I costi non sono solo quelli delle licenze e
    > della formazione. I costi di sviuppo dove
    > sono?

    > Il problema è che il software libero spesso non è
    > fatto con l'ottica della integrazione dei
    > Sistemi.

    I sistemi linux si integrano benissimo nelle grandi reti unix, e' microsoft al contrario che non si integra con nessuno.
    krane
    22544
  • Intendevo Sistemi più in generale. Dammi un insieme di software FOSS Che si possano integrare con poche righe di codice come l'insieme di:
    Active Directory
    Exchange
    Outlook
    Word
    Excel

    E la miriade di programmi (di terze parti) in vendita che a loro volta si integrano con i suddetti...

    Semplicemente non esistono.
    Ecco perchè un software FOSS sarebbe stato utile in una PA 10 anni fa, quando ognuno lavorava per conto suo e le proprie informazioni erano considerate TOP SECRET. Se qualcun altro aveva bisogno delle stesse informazioni doveva provvedere da se a generarle.
    Ormai, e fortunatamente, anche se veramente a rilento, le PA e tutto quello che ruota loro intorno (Inps, Inpdap, Scuole, Patronati, ASL ecc...) stanno cercando di comunicare, tramite file dati, software, web services ecc... E l'ambiente MS è talmente radicato che passare a software FOSS sarebbe da suicidio.
    Formazione, supporto, riscrittura di software, dove verrebbero classificati e analizzati questi costi?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Intendevo Sistemi più in generale.

    Veramente il software che citi qua sotto non e' affatto "generale" e' molto particolare, mono marca e funzionante solo sotto con se' stesso. Questa non e' integrazione, potrei fare lo stesso discorso parlando di un ambiente esclusivamente mac.

    > Dammi un
    > insieme di software FOSS Che si possano integrare
    > con poche righe di codice come l'insieme
    > di:
    > Active Directory
    > Exchange
    > Outlook
    > Word
    > Excel

    > E la miriade di programmi (di terze parti) in
    > vendita che a loro volta si integrano con i
    > suddetti...

    > Semplicemente non esistono.
    > Ecco perchè un software FOSS sarebbe stato utile
    > in una PA 10 anni fa, quando ognuno lavorava per
    > conto suo e le proprie informazioni erano
    > considerate TOP SECRET. Se qualcun altro aveva
    > bisogno delle stesse informazioni doveva
    > provvedere da se a generarle.
    > Ormai, e fortunatamente, anche se veramente a
    > rilento, le PA e tutto quello che ruota loro
    > intorno (Inps, Inpdap, Scuole, Patronati, ASL
    > ecc...) stanno cercando di comunicare, tramite
    > file dati, software, web services ecc... E
    > l'ambiente MS è talmente radicato che passare a
    > software FOSS sarebbe da suicidio.

    Stessa cosa sarebbe successa se si fosse iniziato con l'ambiente mac, o affidandosi mani e piedi a un qualsiasi altro ambiente proprietario.

    > Formazione, supporto, riscrittura di software,
    > dove verrebbero classificati e analizzati questi
    > costi?

    Ci sono uguali ad ogni aggiornamento dei sistemi operativi prorpietari, quindi tanto vale.
    krane
    22544
  • > Veramente il software che citi qua sotto non e'
    > affatto "generale" e' molto particolare, mono
    > marca e funzionante solo sotto con se' stesso.
    > Questa non e' integrazione, potrei fare lo stesso
    > discorso parlando di un ambiente esclusivamente
    > mac.

    Generale nel senso che non intendevo un Sistema Operativo ma un insieme di Software di vario tipo.
    Non è integrazione? Tutti questi software comunicano perfettamente tra di loro, anche se destinati a fare cose totalmente diverse tra di loro.

    Apple ha questa capacità? Non mi sembra...

    >
    > Stessa cosa sarebbe successa se si fosse iniziato
    > con l'ambiente mac, o affidandosi mani e piedi a
    > un qualsiasi altro ambiente
    > proprietario.

    Non so se Mac in ambito professionale sia completa come i prodotti MS, ma se fosse così, se all'epoca fosse stato così, probabilmente ci potrebbe essere Apple al posto di MS.
    Fatto sta che nessun ambiente open ci sarebbe potuto essere, e non ci potrà mai essere finchè si parla di prodotti indipendenti e disconnessi tra loro.

    > Ci sono uguali ad ogni aggiornamento dei sistemi
    > operativi prorpietari, quindi tanto
    > vale.

    Tanto vale, infatti... se i costi ci sono è normale che si utilizzi i prodotti che facilitano il lavoro.

    Comunque il mio non è un discorso in difesa di MS, come ho detto ci potrebbe essere chiunque altro al suo posto se all'epoca fosse stato preparato.
    Il mio è un discorso sui vantaggi lavorativi in termini di tempo, facilità di comunicazione tra le diverse componenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > > Veramente il software che citi qua
    > > sotto non e' affatto "generale" e'
    > > molto particolare, mono marca e
    > > funzionante solo sotto con se' stesso.
    > > Questa non e' integrazione, potrei
    > > fare lo stesso discorso parlando di un
    > > ambiente esclusivamente mac.

    > Generale nel senso che non intendevo un
    > Sistema Operativo ma un insieme di
    > Software di vario tipo.

    Tutti che girano esclusivamente sotto lo stesso sistema operativo, quindi si: intendevi proprio ecosistema sofware specifico di un certo sistema operativo

    > Non è integrazione? Tutti questi software
    > comunicano perfettamente tra di loro, anche
    > se destinati a fare cose totalmente diverse
    > tra di loro.

    E quindi ? Ci sono le stesse integrazioni un po' per tutti i sistemi.

    > Apple ha questa capacità? Non mi sembra...

    http://www.spider-mac.com/2011/01/20/recensione-ap.../
    giusto per dire il primo che ho trovato, ma sono certo che ruppolo sapra' darti ogni dettaglio.

    > > Stessa cosa sarebbe successa se si
    > > fosse iniziato con l'ambiente mac, o
    > > affidandosi mani e piedi a un qualsiasi
    > > altro ambiente proprietario.

    > Non so se Mac in ambito professionale sia
    > completa come i prodotti MS, ma se fosse
    > così, se all'epoca fosse stato così,
    > probabilmente ci potrebbe essere Apple al
    > posto di MS.

    Purtroppo l'alleanza con IBM ha fatto si che chiunque non fosse microsoft venisse esclusa da ogni ambito client.

    > Fatto sta che nessun ambiente open ci
    > sarebbe potuto essere,

    Essendo linux basato su UNIX e la rete basata su questi ultimi, ovviamente e' sempre stata semplicissima l'integrazione tra i due sistemi.

    > e non ci potrà mai essere finchè
    > si parla di prodotti indipendenti e
    > disconnessi tra loro.

    E' tutto connesso, il problema e' che sono stati imposti protocolli proprietari e chiusi, solo questo impedisce a tutti di interfacciarsi con windows.

    > > Ci sono uguali ad ogni aggiornamento
    > > dei sistemi operativi prorpietari, quindi
    > > tanto vale.

    > Tanto vale, infatti... se i costi ci sono è
    > normale che si utilizzi i prodotti che
    > facilitano il lavoro.

    > Comunque il mio non è un discorso in difesa
    > di MS, come ho detto ci potrebbe essere
    > chiunque altro al suo posto se all'epoca
    > fosse stato preparato.

    Purtroppo nessuno era preparato al FUD, l'hanno inventato loro mentre gli altri se la giocavano dal lato tecnico.

    > Il mio è un discorso sui vantaggi lavorativi in
    > termini di tempo, facilità di comunicazione tra
    > le diverse componenti.

    Cose per cui microsoft e' sempre stata agli ultimi posti, peccato che abbia ottimi commerciali pronti a convincere del contrario, tanto che gli utonti inventano strane espressioni tipo "Ma no voglio dire sistemi, ma sistemi piu' in generale", quando invece dovrebbero parlare di sistemi Microsoft.
    krane
    22544
  • > Cose per cui microsoft e' sempre stata agli
    > ultimi posti, peccato che abbia ottimi
    > commerciali pronti a convincere del contrario,
    > tanto che gli utonti inventano strane espressioni
    > tipo "Ma no voglio dire sistemi, ma sistemi piu'
    > in generale", quando invece dovrebbero parlare di
    > sistemi
    > Microsoft.

    Quello che ha scritto "I sistemi linux si integrano benissimo nelle grandi reti unix" sei tu, non io... ok, si integreranno alla perfezione, ma non era il livello di integrazione di cui parlavo io.
    Dammi un client di posta, un sistema di autenticazione di dominio, un DBMS, una suite per l'ufficio, tutti con delle api da poter utilizzare in altri programmi, o con la possibilità di poter estendere le proprie funzioni scrivendo delle funzionalità aggiuntive. Ah, dimenticavo, il tutto sempre con lo stesso linguaggio.


    Comunque concludo qui questa discussione. Resta della tua idea, la rispetto, senza scendere agli insulti come te.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > > Cose per cui microsoft e' sempre stata agli
    > > ultimi posti, peccato che abbia ottimi
    > > commerciali pronti a convincere del
    > contrario,
    > > tanto che gli utonti inventano strane
    > espressioni
    > > tipo "Ma no voglio dire sistemi, ma sistemi
    > piu'
    > > in generale", quando invece dovrebbero
    > parlare
    > di
    > > sistemi
    > > Microsoft.
    >
    > Quello che ha scritto "I sistemi linux si
    > integrano benissimo nelle grandi reti unix" sei
    > tu, non io... ok, si integreranno alla
    > perfezione, ma non era il livello di integrazione
    > di cui parlavo io.
    >
    > Dammi un client di posta, un sistema di
    > autenticazione di dominio, un DBMS, una suite per
    > l'ufficio, tutti con delle api da poter
    > utilizzare in altri programmi, o con la
    > possibilità di poter estendere le proprie
    > funzioni scrivendo delle funzionalità aggiuntive.
    > Ah, dimenticavo, il tutto sempre con lo stesso
    > linguaggio.


    Ma lo chiedi perché non ti funziona Google o... perchè?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > > Cose per cui microsoft e' sempre stata agli
    > > ultimi posti, peccato che abbia ottimi
    > > commerciali pronti a convincere del
    > contrario,
    > > tanto che gli utonti inventano strane
    > espressioni
    > > tipo "Ma no voglio dire sistemi, ma sistemi
    > piu'
    > > in generale", quando invece dovrebbero
    > parlare
    > di
    > > sistemi
    > > Microsoft.
    >
    > Quello che ha scritto "I sistemi linux si
    > integrano benissimo nelle grandi reti unix" sei
    > tu, non io...

    Se per questo lo dico anche io, e lo dice qualunque sistemista di questo pianeta.

    > ok, si integreranno alla
    > perfezione, ma non era il livello di integrazione
    > di cui parlavo io.

    Di che cosa parlavi tu?
    Di integrarsi con un sistema proprietario, forse?

    > Dammi un client di posta,

    Un client di posta e' una applicazione che si avvale di uno standard.

    > un sistema di
    > autenticazione di dominio,

    L'autenticazione di dominio e' un concetto proprietario.
    Se ne puo' fare a meno.

    > un DBMS,

    Tutti quelli che vuoi. mySQL per esempio.

    > una suite per l'ufficio,

    LibreOffice

    > tutti con delle api da poter
    > utilizzare in altri programmi, o con la
    > possibilità di poter estendere le proprie
    > funzioni scrivendo delle funzionalità aggiuntive.
    > Ah, dimenticavo, il tutto sempre con lo stesso
    > linguaggio.

    java!

    > Comunque concludo qui questa discussione.

    Meglio.

    > Resta
    > della tua idea, la rispetto, senza scendere agli
    > insulti come te.

    Povero markettaro M$ offeso...
    Che cosa credevi, di venire in questo forum e trovare adoratori?
    Ma torna a fuddare su fessbuk e lascia l'informatica a chi ci capisce.
  • > Povero markettaro M$ offeso...
    > Che cosa credevi, di venire in questo forum e
    > trovare
    > adoratori?
    > Ma torna a fuddare su fessbuk e lascia
    > l'informatica a chi ci
    > capisce.

    leggi meglio quello che ho scritto. Non me ne frega niente di MS.
    E non è che mi offendo se uno scende a bassi livelli, il poveretto è lui.

    Continuate a vivere riempiendovi la bocca con parole come linu, unix, sistemi open... intanto linux rimane sempre in fondo alle statistiche di utilizzo e chi fa i miliardi è MS.
    Certo, in ambienti dove i fronzoli non servono e sono anche pericolosi (come la gestione del traffico aereo ad esempio) viene usato linux. Ma la potenza di Microsoft è che ha tutto nelle sue mani e ormai difficilmente potranno cambiare le cose. Difficilmente una suite da casa come LibreOffice potrà mai competere con Microsoft office e tutte le possibilità che offre.
    Potete star qui a dire altre razzate come "markettaro M$" o quello che volete, ma la realtà è che linux e compagnia bella non potranno mai togliere MS dal suo trono. (Scrivo questo guardando semplicemente in faccia la realtà, non perchè fan di MS, ma tanto in testa non vi entra)
    Ogni prodotto si è ritagliato i suoi spazi negli anni, le banche ancora vanno avanti con CICS e DB2, gli aeroporti e simili con unix/linux, tutto il resto con MS, mentre Apple... a si, Apple ha i fotografi e i ristoranti (più per visibilità che per esigenze lavorative). Quale folle spenderebbe miliardi di euro/dollari o quello che serve per cambiare questo equilibrio? Tu? Krane? Barbaqualcosa?
    Il rischio qui in Italia è composto dai politici incompetenti, che magari consigliati da qualche pinguino estremista scrivano una legge ad cazzum (cosa della quale ormai siamo abituati). Allora si che vedremo i costi salire alle stelle. Immagino già raccomandate postali a 15 euro per assorbire i costi di "rinnovamento" dei sistemi...
    non+autenticato
  • Guarda per molti ambiti si può fare addirittura molti ditte che fanno software su base foss e simile offrono prodotti già pronti per la pubblica amministrazione..

    per i database a meno di scomodare gli dei dell'olimpo (db2 e oracle che sono multipiattaforma) i più potenti e versatili sono foss es mysql, postgree ecc.. se vai di mssql poi sei legato a strumenti ms e se per caso devi migrare i dati è un bel lavoro.

    a livello singolo pc magari nn si riuscirà a fare a meno di office.. ma cmq delle possibilità ci sono e una volta che le hai sviluppate in un ecosistema magari di web app così non hai problemi ti durano..

    esistono anche soluzioni proprietarie che usano linux come base cmq
    non+autenticato
  • Se si obbligasse la PA ad usare per i sistemi di posta elettronica esclusivamente sistemi open si risparmierebbero tantissimi soldi.

    E invece con MS Exchange ti obbligano in cascata ad usare MS Office in quanto MS Outlook è acquistabile esclusivamente compreso in MS Office.

    E quindi ti legano poi con il Sistema Operativo.

    Quindi prima liberare le PA dalla schiavitù di MS Exchange
    Poi adottare formati aperti e liberi come ODF
    PDF/A per i documenti non modificabili già pronti per la conservazione

    xml o csv per scambio di dati

    documenti firmati in CADES o XADES e proibizione dell'uso di PADES nella PA

    Riduzione delle Regioni
    Abolizione delle provincie
    Riduzione dei Comuni
    Riduzione delle Camere di Commercio

    Diminuiscono i costi del software anche queste riforme amministrative.
    non+autenticato
  • Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e Lync, per non parlare di bitlocker, etc...

    Si possono fare le stesse cose con il software libero, ma chissà come, c'è sempre qualcuno che regala qualche licenza server, per cui per l'Amministrazione 'non costa niente'.
    Poi, quando si è superato il numero di licenze 'regalate', ci si trova costretti a pagare quelle extra.
    E se anche non le paghi, sei costretto a tenerti i sistemi operativi dei client per poter sfruttare tali funzionalità e far condividere i dati e le comunicazioni tra gli utenti.
  • - Scritto da: andy61
    > Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e Lync,
    > per non parlare di bitlocker,
    > etc...
    >
    > Si possono fare le stesse cose con il software
    > libero, ma chissà come, c'è sempre qualcuno che
    > regala qualche licenza server, per cui per
    > l'Amministrazione 'non costa
    > niente'.
    > Poi, quando si è superato il numero di licenze
    > 'regalate', ci si trova costretti a pagare quelle
    > extra.

    E se non sono le licenze in se sono i contratti di manutenzione annuale con tizio o caio a lievitare per costo/postazione o cottimo totale.

    Quello che succede ESATTAMENTE oggi nell'utilizzo di gestionali open.
    Faccio i nomi e i cognomi?
    maxsix
    8600
  • - Scritto da: maxsix
    > - Scritto da: andy61
    > > Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e
    > Lync,
    > > per non parlare di bitlocker,
    > > etc...
    > >
    > > Si possono fare le stesse cose con il
    > software
    > > libero, ma chissà come, c'è sempre qualcuno
    > che
    > > regala qualche licenza server, per cui per
    > > l'Amministrazione 'non costa
    > > niente'.
    > > Poi, quando si è superato il numero di
    > licenze
    > > 'regalate', ci si trova costretti a pagare
    > quelle
    > > extra.
    >
    > E se non sono le licenze in se sono i contratti
    > di manutenzione annuale con tizio o caio a
    > lievitare per costo/postazione o cottimo
    > totale.
    >
    > Quello che succede ESATTAMENTE oggi nell'utilizzo
    > di gestionali
    > open.
    > Faccio i nomi e i cognomi?

    falli falli...
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • esatto che poi i contratti di assistenza non ci sono cmq nei software ms o proprietari??? costano cmq
    non+autenticato
  • - Scritto da: maxsix
    > - Scritto da: andy61
    > > Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e
    > Lync,
    > > per non parlare di bitlocker,
    > > etc...
    > >
    > > Si possono fare le stesse cose con il
    > software
    > > libero, ma chissà come, c'è sempre qualcuno
    > che
    > > regala qualche licenza server, per cui per
    > > l'Amministrazione 'non costa
    > > niente'.
    > > Poi, quando si è superato il numero di
    > licenze
    > > 'regalate', ci si trova costretti a pagare
    > quelle
    > > extra.
    >
    > E se non sono le licenze in se sono i contratti
    > di manutenzione annuale con tizio o caio a
    > lievitare per costo/postazione o cottimo
    > totale.
    >
    > Quello che succede ESATTAMENTE oggi nell'utilizzo
    > di gestionali
    > open.
    > Faccio i nomi e i cognomi?

    Quindi questi nomi e cognomi?
  • ""riuso" di quello proprietario già acquistato"

    Se è ancora supportato e non ha problemi di sicurezza,altrimenti che riusi ?

    La motivazione ad usare software proprietario dev'essere vera e solo fino a quando la migrazione all'open non sarà completata.Altrimenti ognuno da la sua motiviazione e la cosa non cambia di una virgola.
    non+autenticato
  • Ciao a tutti, io lavoro in un CED di un comune italiano e leggendo i commenti precedenti volevo chiarire alcune cose. Premetto che faccio parte di un gruppo AUTOformato, AUTOgestito, AUTOfinanziato costituito da circa 200 PA varie, http://www.opensipa.it/, non credo sia spam visto che non abbiamo pubblicità e l'iscrizione è concessa solo a tecnici/responsabili di CED di PA.

    Volevo innanzi tutto sfatare una sorta di mito, e cioè che sembra quasi le PA italiane sia la zavorra che frena il paese (parlando informaticamente). In realtà siamo strapieni di FOSS, sono ben pochi gli enti che non adottano software open-source, abbiamo di tutto, dai sistemi operativi server alle applicazioni. Non ho statistiche alla mano ma facendo anche corsi e consulenze per aziende private, oltre ad avere parecchi amici nel settore, ad occhi mi sembra che ci sia più open da noi che nel privato. Per i client ovviamente la questione è ancora complessa
    ed esempio come quello di Monaco sono ancora lontani, ma c'è già chi si muove, ed in realtà quando inizi ad usare software multipiattaforma (come libreoffice o zimbra) e gestionali web-based slegati dal browser, il passo non è poi così lontano.

    E' vero che serve una pressione politica per cambiare, ma è anche vero che stanno facendo come in quel proverbio "chiudono la stalla quando i buoi son già scappati", nel senso che solo un cerebro leso può scegliere software closed a PARITA' di funzionalità/esigenze, non serve a nulla che scrivano linee guida e proposte varie quando da anni ci stiamo già pensando in autonomia.
    Quello che scrive "unaduralezione" è vero ma attenzione che si parla principalmente di grandi realtà, trovare uno standard per decidere come salvare certi dati è praticamente impossibile, però, quello che conta, non è se un formato è standardizzato o meno, è CONOSCERE i dettagli del formato. Questo mi rende libero di elaborare, interscambiare o cambiare software, non se rispetta alla virgola una certa convenzione.

    Sempre parlando dei formati poi, ci sarebbe da dire che sembra che il problema sia solo MSOffice, capisco che nominare Microsoft faccia più scalpore, ma ad esempio non vedo mai citata autodesk con il suo dwg. Un ufficio progettazione di un piccolo comuune potrebbe spendere la stessa cifra che spende in licenza office ogni 5-6 anni, ci avete mai pensato? Invito quindi a ragionare sulla questione "formati" con più apertura, se discorso etico o tecnico deve essere, che lo sia in ugual misura per tutte le applicazioni. Da noi, per esempio, la cifra che spendiamo in licenze office è veramente minima nel budget annuale, nonostante questo siamo prossimi alla migrazione a libreoffice, ma perchè non ne facciamo un ragionamento solo su base economica annua ma anche di altri fattori.

    Rimango a disposizione per eventuali domande, non conosco la situazione di TUTTE le PA italiane ma vi posso assicurare che tra i nostri iscritti c'è uno sforzo enorme e costante verso il FOSS, e questo da anni, fanno eccezione piccole realtà dove non esiste CED e che magari hanno tutto in gestione esterna, ma dove ci sono tecnici informatici lavorare con l'open è ormai la prassi.

    Saluti a tutti

    PS: in caso di domande rispondo solo fuori orario di lavoro, non rispondo a provocazioni o su argomenti tipo "fannulloni"
    non+autenticato
  • Beh per i formati ci si dovrebbe mettere d'accordo :

    1) si adottano quelli open

    2) chiedere di liberalizzare quelli più diffusi,ance se sono di proprietà

    3) creare da zero un formato per ogni campo di utilizzo a cui,per TOTALE compatibilità,software open e closed si devono adattare
    non+autenticato
  • Devi capire che il problema non è quello di usare un formato standard ma quello di accordarsi che lo schema dei dati sia uguale per tutti; banalmente: "nome del campo" e quello che deve contenere.

    Perché altrimenti arrivi ad avere 9000 schemi di dati tutti open, ma che non si parlano tra loro.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: Trollone
    > Devi capire che il problema non è quello di usare
    > un formato standard ma quello di accordarsi che
    > lo schema dei dati sia uguale per tutti;
    > banalmente: "nome del campo" e quello che deve
    > contenere.
    >
    > Perché altrimenti arrivi ad avere 9000 schemi di
    > dati tutti open, ma che non si parlano tra
    > loro.

    Aspetta non ho detto che è l'unica cosa da fare,per la struttura dati interna è ovvio che deve essere uguale per tutti sia che si tratti di software open che di closed altrimenti non risolvi nulla.
    non+autenticato
  • Hai parlato di CAD?

    Magari è utile avere qualche link:

    http://www.freestylepc.it/?p=986

    http://www.openscad.org/

    http://brlcad.org/

    http://archimedescad.github.io/Archimedes/

    Questo lo uso io insieme con un modulo che si chiama Skeng per disegnare scarichi per auto da corsa. Molti team hanno vinto numerosi trofei in Europa coi nostri scarichi.
    http://www.sketchup.com/it
    iRoby
    6417
  • - Scritto da: iRoby
    > Hai parlato di CAD?

    beh, a dire il vero ha parlato di (pseudo) FORMATI CAD

    il problema ENORME delle PA (e dei professionisti tipo ing. geom. ecc.) è del tutto legato al (preudo) formato proprietario DWG
    https://it.wikipedia.org/wiki/AutoCAD_DWG

    DWG è un marchio registrato autodesk ed è un formato binario proprietario che -- per ragioni "commerciali" (ovvero in modo analogo a altri merdosi pseudo formati tipo .doc) -- è diventato standard "di fatto"...

    autodesk impedisce a chiunque di usare il termine "dwg", modifica spesso le "specifiche" del formato che è binario ("umanamente illeggibile") e molto complesso...

    in questo modo, forte della diffuzione dei suoi applicativi, autodesk "controlla" la situazione -- di fatto in regime di MONOPOLIO -- impedisce la diffusione di formati CAD alternativi aperti e liberi, impone prezzi FOLLI per i suoi software (di qualità discutibile)... insomma fa il ca##o che gli pare a spese di tutti...

    ci sarebbero anche altri formati CAD utilizzabili, come per esempio il DXF (che non è binario ed è "semplice", ma è pur sempre un aborto di autodesk), che però ha "caratteristiche" diverse (nel DWG ci vanno pure "cose" specifiche legate a specifiche versioni di autocad) e nel fare la conversione DWG->DXF è IMPOSSIBILE trasferire correttamente e completamente un lavoro fatto con un software autodesk...

    inoltre, qualsiasi sw CAD non-autodesk che implementa il formato DWG lo fa solo perché PAGA una licenza a autodesk... e intanto "perpetua" l'uso della merda DWG... per cui non si tratta di reali alternative!

    quindi le PA (e i privati) sono "costretti" a acquistare sw autodesk a prezzi FOLLI (ma davvero FOLLI) senza poter "uscire" dal vicolo cieco...

    occorrerebbe qualcosa come una norma che OBBLIGHI le PA (e di riflesso anche i professionisti che lavorano per le PA)) a usare un qualche formato CAD libero e aperto...

    (meglio ancora sarebbe finirla una volta per tutte con lo schifo immorale di brevetti, copyright, marchi e privative...)

    > Magari è utile avere qualche link:
    > [...]

    eh ma, come già detto, sono software che usano il DWG sotto licenza autodesk (e quindi NON sono reali alternative) o sono software FLOSS che però non implementano DWG

    (c'è un progetto interessante per fare delle librerie DWG libere:
    https://www.gnu.org/software/libredwg/
    ma la vedo dura... e autodesk ha gioco facile perché gli basta cambiare le specifiche del formato quando fa uscire una nuova versione del software per riprendere il controllo...)

    ad ogni modo, come FLOSS il CAD 2D migliore (senza supporto DWG) dovrebbe essere LibreCAD:
    http://librecad.org/cms/home.html
    non+autenticato
  • Quello che dici è vero,di fatto autodesk con il formato dwg ha pieno controllo sul settore e fa il bello ed il cattivo tempo con la sua pozione dominante.Per loro è troppo comodo avere quella fetta di emrcato tutta per se.

    Politicamente si dovrebbe costringere i produttori di software a rilasciare le specifiche dei propri formati almeno per questioni lavorative.In questo modo non ha più importanza se utilizzi un software open o closed.Se non accettano semplicemente con il tempo verrebbero messi da parte,quando poi incominciano a perdere guadagni vedi se poi ci ripensano.Si può fare la stessa cosa imponendo almeno un formato open per il closed,se non accettano vale il discorso sopra.
    non+autenticato
  • > https://www.gnu.org/software/libredwg/
    > ma la vedo dura... e autodesk ha gioco facile
    > perché gli basta cambiare le specifiche del
    > formato quando fa uscire una nuova versione del
    > software per riprendere il
    > controllo...)

    Non c'è la volontà politica di imporre una soluzione ma tecnicamente è possibile (anche se sarebbe auspicabile a livello Europeo).
    Si fa uscire una legge che permetta alla PA di salvare files al massimo nella versione XY (scegliendo la più diffusa), dando uno stop alle nuove funzionalità.
    Si impone il divieto di utilizzare estensioni al di la dello standard (con qualche sistema di validazione).

    Si fa nascere un formato libero e lo si standardizza, quello può crescere ed evolversi liberamente (ma con retrocompatibilità).
    Una volta che si è stabilizzato si impone dapprima l'interscambio di progetti anche in tale formato nuovo.
    In seguito si impone la presentazione di ogni progetto SOLO nel formato nuovo.

    E' un caos e ci vogliono anni.
    Ma le cose giuste bisogna avere il coraggio di farle, alla fine vorrà dire liberarsi da una schiavitù.
    E' impensabile ancora dipendere da un formato proprietario su una cosa così importante.
  • - Scritto da: paoloholzl

    perfettamente d'accordo
    non+autenticato
  • > Quello che scrive "unaduralezione" è vero ma
    > attenzione che si parla principalmente di grandi
    > realtà, trovare uno standard per decidere come
    > salvare certi dati è praticamente impossibile,

    Invece penso che sia possibile.
    Dovrebbe esserci un tracciato standard nazionale (meglio ancora internazionale) per ogni tipo di dato.

    Facciamo un esempio, parliamo di persone?
    Decidiamo che Il cognome è lungo 40 e il nome uguale.
    Che il Comune è lungo X e contiene il codice ISTAT ritrovabile in un database ufficiale pubblico ecc. ecc.
    (questo almeno per i campi più importanti)

    Lasciamo perdere le particolarità (cognomi doppi o altro), definire delle strutture predefinite di interscambio, ecco che una PA può obbligare i potenziali fornitori al supporto del formato di input/output standard.

    Il successivo affinamento va incontro alle possibilità di interscambio.
    Ma prima o poi ci si arriverà ...
  • ...se poi avremo 20 formati aperti diversi tra loro (uno per regione) per fare la stessa cosa, quando non saranno 110 (uno per provincia) o uno per ciascuno dei 9000 comuni italiani.

    Perché comunque ogni amministrazione ha il suo feudo da difendere.
    non+autenticato
  • il che non è affatto diverso da quello che succede oggi col software chiuso

    ho visto cose nella PA che voi comuni mortali non potete nemmeno immaginare

    ho visto grandi aziende del settore, creare formati ad capocchiam, per inviare dati, su internet, tra i vari sistemi informativi connessi

    ah, i formati erano testuali!!! cioè tipo "AGGIUNGI_RECORD Mario Rossi, Via Roma 21..."

    no dico, capiamo di cosa stiamo parlando?

    con l'opensource ( probabilmente ) si adotteranno i formati che esistono già in circolazione, visto che pochissimi in Italia hanno il know-how per poter rimaneggiare il software open per cambiare ( eventualmente ) i formati usati
    non+autenticato
  • Ciao.

    - Scritto da: collione
    > ho visto grandi aziende del settore, creare
    > formati ad capocchiam, per inviare dati, su
    > internet, tra i vari sistemi informativi
    > connessi

    Scusa se te lo chiedo, ma è "raro" parlare con qualcuno nella PA che può parlare di qualcosa di "tecnico".

    Da ignorante mi domando ma usare un banalissimo formato XML per l'immagazzinamento e gestione dati non sarebbe "facilissimo" tecnicamente?

    Non basterebbe stabilire un XML Schema per le PA?
    Non sarebbe facilmente interoperabile, visualizzabile su qualunque piattaforma e interfacciabile con qualunque database?

    Tipo XBRL* per la finanza, ma so che si usa uno anche per la chimica la fisica etc.

    Grazie per l'eventuale risposta.

    * http://en.wikipedia.org/wiki/XBRL
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Innanzi tutto grazie della esaustiva risposta.

    Quindi mi pare di capire che alla fine della fiera tutti i discorsi MSoffice vs openoffice, closed vs open etc sono praticamente fuffa.
    Di tecnico c'è ben poco nella scelta di tale o talaltro software.

    Scusa se ti importuno ancora, vorrei togliermi delle "curiosità"

    Anche se ovviamente l'optimus sarebbe che lo stato crei o faccia creare un software di gestione open e poi le aziende esterne come quella in cui lavori tu (se non ho mal compreso) prendono gli appalti per la gestione mantenimento/manutenzione. (un pò come fa RH che non vende tecnicamente il software in quanto open ma l'assistenza)

    Comunque in teoria è fattibili tecnicamente una standardizzazione minima (a me viene sempre in mente xml ma perchè non conosco altre alternative) dello schema dati e poi ogni Comune usa il software che gli pare, sul sistema che gli pare?
    Tanto per rendere interoperabili e centralizzati i dati.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Grazie ancora.

    Ho compreso, serve una riforma strutturale seria, vera profonda e coinvolgendo ottimi professionisti che la redigano.
    Non è solo un problema tecnico, ma di mantenere in vita una struttura "burocratica" che fatica ad andare in pensione.

    e tutto questo con "la politica" concorde ad un rinnovo.

    ok, ci accontentiamo di sostituire MSOffice In lacrime

    Grazie.
    Ciao.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > Grazie ancora.
    >
    > Ho compreso, serve una riforma strutturale seria,
    > vera profonda e coinvolgendo ottimi
    > professionisti che la
    > redigano.
    > Non è solo un problema tecnico, ma di mantenere
    > in vita una struttura "burocratica" che fatica ad
    > andare in
    > pensione.
    >
    > e tutto questo con "la politica" concorde ad un
    > rinnovo.
    >

    Se la "politica" è quella che produce ciofeche come il sito "Italia.it" pagandolo miliardi... stiamo freschi.
    Sicuramente per uniformare i servizi serve un coordinamento dall'alto, ma questo "alto" deve essere preparato, coerente e, soprattutto, sufficientemente duraturo da accertarsi che il progetto venga portato a termine, sennò son soldi e tempo sprecati
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > Se la "politica" è quella che produce ciofeche
    > come il sito "Italia.it" pagandolo miliardi...
    > stiamo
    > freschi.

    Intendevo anche io l'assenza della politica. mi sono espresso in maniera errata...

    volevo dire ...

    ed a questo (ristrutturazione tecnica "totale") deve aggiungersi "una politica" motivata realmente a cambiare la situazione attuale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: unaDuraLezione

    >La soluzione tecnica NON esiste perché non è imponibile.

    Esatto è questo il problema più grosso,la cosa viene percepita più come un "se vuoi" che non "DEVI usare".

    Per una suite da ufficio per esempio dovresti imporre i formati di Libre Office...saranno gli altri ad adeguarsi,se non lo fanno fuori.

    come ha già detto qualcuno c'è semrpe qualcuno che vuole spingere l'acqua al proprio mulino,ficnhè non di prende una scelta ferma rimarrà tutto così com'è.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis

    > Da ignorante mi domando ma usare un banalissimo
    > formato XML per l'immagazzinamento e gestione
    > dati non sarebbe "facilissimo"
    > tecnicamente?

    lo è, e c'è pure json

    forse non sapremo mai il perchè hanno optato per una scelta simile

    comunque si tratta di una di quelle grosse aziende internazionali che impiegano programmatorucoli mediocri spara-java

    >
    > Non basterebbe stabilire un XML Schema per le PA?
    > Non sarebbe facilmente interoperabile,
    > visualizzabile su qualunque piattaforma e
    > interfacciabile con qualunque
    > database?
    >
    > Tipo XBRL* per la finanza, ma so che si usa uno
    > anche per la chimica la fisica
    > etc.
    >

    non solo sarebbe possibile ma auspicabile

    ok che mettere d'accordo i vari tentacoli della PA non è proprio facile ( questioni di politica, orgogli, schieramenti, mazzette, ecc... )

    però mi ha meravigliato il fatto che abbiano fatto una scelta simile, visto che loro hanno implementato il software per il dipartimento regionale competente e per tutte le strutture pubbliche afferenti ( si tratta dell'assessorato alla sanità e relative strutture ospedaliere e asl )

    ad ogni modo traspare l'evidente incompetenza degli ingegneri che hanno progettato l'obbrobrio in questione
    non+autenticato
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