Alfonso Maruccia

ENEA: rifiuti elettronici come miniere urbane

L'ente pubblico italiano annuncia la messa a punto di un processo di riciclo di metalli preziosi dall'e-waste, un procedimento brevettato che verrà presto mostrato praticamente in un impianto nei pressi di Roma

Roma - In molti sono al lavoro per migliorare la gestione del problema dei rifiuti elettrici ed elettronici, e a tale proposito l'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) sarà presto in grado di dimostrare come si possono smantellare i RAEE per ricavare metalli preziosi o comunque utili alla moderna società tecnologica.

L'ente pubblico italiano sta affrontando il problema dei rifiuti elettronici - e la conseguente necessità di farvi fronte imposta anche in sede europea - con un approccio strategico comprendente la sperimentazione di nuove tecniche di trattamento e l'incubazione di un settore di aziende specializzate.

Tra queste nuove tecniche va annoverato il processo idrometallurgico di riciclaggio ideato e brevettato dall'ENEA, un insieme di trattamenti chimici, chimico-fisici e meccanici che a partire dai RAEE grezzi è in grado di recuperare oro, argento, stagno, rame, piombo e altri metalli "preziosi" da poter poi riutilizzare.
processo idrometallurgico di riciclaggio

Il metodo ENEA utilizza un processo idrometallurgico "quasi a temperatura ambiente", sostiene l'agenzia, può essere messo in atto anche in piccoli impianti, è economicamente vantaggioso rispetto ai grandi impianti usati finora e "comporta limitate emissioni in atmosfera" di gas serra o inquinanti.

ENEA è impegnata nella realizzazione di un impianto dimostrativo nel suo centro ricerche a Casaccia, nell'Agro Romano, e per non farsi mancare niente l'agenzia parla di un progetto "modulare" adattabile a tecnologie di processo utili per il trattamento di materiali di altro tipo come lampade a fluorescenza o monitor a cristalli liquidi.

"I rifiuti elettrici ed elettronici possono essere considerati delle vere e proprie miniere urbane - continua la nota di ENEA - perché permettono di recuperare oro e stagno con estrema semplicità, in ambiente non necessariamente industriale".

Alfonso Maruccia

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14 Commenti alla Notizia ENEA: rifiuti elettronici come miniere urbane
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  • Ok buono,ma non sarebbe il caso di ridurli suddetti rifiuti sin dall'inizio con prodotti meno legati alla moda,al consumismo sfrenato, realizzando device con una obsolescenza programamta ridotta e facilmente riparabili ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > Ok buono,ma non sarebbe il caso di ridurli
    > suddetti rifiuti sin dall'inizio con prodotti
    > meno legati alla moda,al consumismo sfrenato,
    > realizzando device con una obsolescenza
    > programamta ridotta e facilmente riparabili
    > ?
    se i processori (e tutto il resto di conseguenza) non si evolvessero così rapidamente si.
    Quando verranno raggiunti i limiti fisici di velocità e dimensione dei processori allora sarà così, per ora appena diventano vecchi si buttano.
    non+autenticato
  • Ciao.

    - Scritto da: pietro
    > se i processori (e tutto il resto di conseguenza)
    > non si evolvessero così rapidamente
    > si.

    Spero tu non sia serio.
    Lo sviluppo dei processori (che poi si parla di evoluzioni di poche percentuali) non ha nulla a che vedere con l'e-waste.

    Già lasciandoli "evolvere" ma non cambiando socket ogni 2x3 (e raramente è necessario) si produrrebbe meno immondizia.

    Ma neanche questo è il vero punto.
    La gestione deve essere a monte.

    lo dicevo per le batterie delle "auto ecologiche elettriche" l'e-waste sarà un gran problema in futuro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > Ciao.
    >
    > - Scritto da: pietro
    > > se i processori (e tutto il resto di
    > conseguenza)
    > > non si evolvessero così rapidamente
    > > si.
    >
    > Spero tu non sia serio.
    > Lo sviluppo dei processori (che poi si parla di
    > evoluzioni di poche percentuali) non ha nulla a
    > che vedere con
    > l'e-waste.
    >

    no?
    ma li avete visti i monitor dei computer di oggi? full HD 22 - 24 pollici e per la prossima tornata 4K, dieci anni fa erano da 15 pollici 15 anni fa da 13 , e tutto questo grazie alle nuove schede video, ma per quelle schede potenti servono processori più veloci quindi schede madri nuove e così via, che fai monti un processore che può gestire fino a 64 Gb di ram su una scheda che ne può "vedere" solo 4? e con tutta quella potenza poi servono nuovi alimentatori a quel punto si fa prima a buttare tutto e ricomperare tutto nuovo che costa anche meno dei pezzi singoli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > > > se i processori (e tutto il resto di
    > > conseguenza)
    > > > non si evolvessero così rapidamente
    > > > si.

    - Scritto da: pietro
    > ma li avete visti i monitor dei computer di
    > oggi?

    ???
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis
    > - Scritto da: pietro
    > > > > se i processori (e tutto il resto
    > di
    > > > conseguenza)
    > > > > non si evolvessero così rapidamente
    > > > > si.
    >
    > - Scritto da: pietro
    > > ma li avete visti i monitor dei computer di
    > > oggi?
    >
    > ???
    vuoi un monitor più grande? ti serve un computer nuovo, è tutto connesso!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Phronesis

    > lo dicevo per le batterie delle "auto ecologiche
    > elettriche" l'e-waste sarà un gran problema in
    > futuro.

    Sarei d'accordo per tutta l'elettronica di controllo delle batterie, ma le batterie stesse saranno una miniera di Li bell'e che pronto.
    Cosa ben diversa delle batterie al piombo-acido, che sono materiali poveri già in partenza.
    Funz
    12943
  • - Scritto da: pietro
    > se i processori (e tutto il resto di conseguenza)
    > non si evolvessero così rapidamente
    > si.

    Mah tranne che per il risparmio energetico non vedo tutto questo bisogno di avere CPU sempre più potenti.Più che altro è un circolo vizioso : il produttore deve fare CPU più potenti perhè campa di quello,altrimenti va in perdita dopo un pò.Lo stesso Os invece di essere ottimizzato ed efficiente richiede hardware sempre più potente,così hardware e software si danno la mano e si continuerà fino al crack.

    > Quando verranno raggiunti i limiti fisici di
    > velocità e dimensione dei processori allora sarà
    > così, per ora appena diventano vecchi si
    > buttano.

    Già solo che per allora saremmo ricoperti da spazzatura elettronica fino alla testa,non c'è un pozzo senza fondo,da qualche parte li devi pur mettere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: Etype
    > > Ok buono,ma non sarebbe il caso di ridurli
    > > suddetti rifiuti sin dall'inizio con prodotti
    > > meno legati alla moda,al consumismo sfrenato,
    > > realizzando device con una obsolescenza
    > > programamta ridotta e facilmente riparabili
    > > ?
    > se i processori (e tutto il resto di conseguenza)
    > non si evolvessero così rapidamente
    > si.
    > Quando verranno raggiunti i limiti fisici di
    > velocità e dimensione dei processori allora sarà
    > così, per ora appena diventano vecchi si
    > buttano.

    Assolutamente no, è proprio una questione progettuale a monte di tutto.
    La scelta di componenti più longevi, processi industriali con materiali più puri, uso di espansioni standardizzate e via dicendo.

    Ma dal momento che più longevità = maggiore costo (in produzione e per il consumatore), non la vedo così fattibile.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 17 gennaio 2014 18.10
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  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: Etype

    > se i processori (e tutto il resto di conseguenza)
    > non si evolvessero così rapidamente si.

    mah... sul "rapidamente" mi pare si possa discutere non poco... direi piuttosto che (almeno per gli usi più comuni) si tratta di una evoluzione più inutile che rapida...

    > Quando verranno raggiunti i limiti fisici di
    > velocità e dimensione dei processori allora sarà
    > così, per ora appena diventano vecchi si buttano.

    in realtà non diventano vecchi: l'obsolescenza è "di progetto" e spesso indiretta (per es. a causa di sedicenti sistemi operativi che richiedono sempre più risorse per fare peggio le stesse identiche cose che facevano con versioni precedenti, o per fare cose "nuove" che nel 99% dei casi sono pure del tutto inutili... ecc.)

    insomma l'invecchiamento "commerciale" arriva molto prima di quello tecnico...

    sono i soliti miti capitalisti del (falso) progresso e della crescita indefinita (di sfruttamento e oppressione in nome del dio profitto)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > Ok buono,ma non sarebbe il caso di ridurli
    > suddetti rifiuti sin dall'inizio con prodotti
    > meno legati alla moda,al consumismo sfrenato,
    > realizzando device con una obsolescenza
    > programamta ridotta e facilmente riparabili?

    ovviamante sì

    il vero problema infatti non è "tecnico"... ciò che tu hai indicato come prodotti legati alla moda, consumismo sfranato, obsosescenza programmata (di progetto), difficile riparabilità (impossibile se non in laboratorio) è un problema che è parte di un problema ancora più grande e che si riassume in una parola: capitalismo ...
    non+autenticato
  • se il processo è quello schematizzato non c'è un granchè di innovativo, si scioglie tutto in acido e si recuperano i metalli per elettrodeposizione, si è sempre fatto così.
    non+autenticato
  • Alfo',

    se non sei troppo occupato, puoi spiegare quanto in "quasi a temperatura ambiente" quanto vale il "quasi"?

    statte buo'.
    non+autenticato