Mauro Vecchio

Cina, la schedatura dei video online

Tutte le piattaforme dovranno autorizzare la circolazione dei soli video caricati dagli utenti identificati con nome e cognome. Una misura per lo sviluppo sano del web

Roma - Verso un "sano e ordinato sviluppo di Internet", l'anonimato in Rete potrebbe presto diventare un vago ricordo per le nuove generazioni di netizen cinesi. Con una notifica diramata dal governo di Pechino, le attività di caricamento di un filmato online saranno soggette all'obbligo di identificazione per gli oltre 500 milioni di utenti cinesi.

In particolare, tutte le piattaforme web che ospitano contenuti degli utenti saranno autorizzate alla diffusione dei soli video caricati dagli uploader identificati o, meglio, che avranno fornito una "vera identità" come si legge nel comunicato diramato dalle autorità asiatiche.

Alla fine del 2011, il governo di Pechino aveva puntato gli iscritti al popolare social network Sina Weibo, obbligati a fornire la propria identità per aprire un account. Gli utenti della piattaforma si erano scatenati, sottolineando come la nuova misura servisse per controllare eventuali manifestazioni di dissenso. Nella visione di stato, l'identificazione di massa sarebbe cruciale per tutelare davvero i diritti fondamentali degli stessi utenti, altrimenti vittima di atti diffamatori o di incursioni fraudolente.
La grande schedatura cinese ricorda quella adottata nel lontano 2007 in Corea del Sud - obbligo di identificazione per tutte quelle piattaforme con più di 100mila visite al giorno - successivamente ritenuta incostituzionale per questioni relative alla riservatezza degli utenti. Le autorità di Pechino mirano al caricamento di video - forse la tipologia di contenuto più in espansione negli ultimi anni di Internet - per evitare la diffusione di volgarità, pornografia e, secondo l'opinione di molti, il dissenso politico.

Mauro Vecchio
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5 Commenti alla Notizia Cina, la schedatura dei video online
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  • Le motivazioni con cui i governanti cinesi hanno deciso di eliminare l'anonimato per chi posta video in rete mi ricordano le motivazioni con cui recentemente l'Huffington Post ha deciso di cambiare la policy di chi commenta gli articoli rendendo obbligatoria l'identità verificata attraverso facebook e numero di telefono.
    Nel primo caso leggo che la fine dell'anonimato porterebbe a un "sano e ordinato sviluppo di Internet"
    Analogamente Tim McDonald direttore della community di Huff Post ha motivato: "The move toward real name and verified identity commenting was made with the intent on improving the overall health of the community"
    Strane convergenze...
    non+autenticato
  • Le solite storie di governi e editori frignoni. Comunque faccio presente che in corea del sud, non solo hanno rimosso tale obbligo per i motivi citati nell'articolo, ma anche per il fatto che il cyber crimine faceva incetta di dati in maniera semplice.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Le solite storie di governi e editori frignoni.

    Pi˙ che frignoni io li definirei poco democratici per usare un eufemismo.



    > Comunque faccio presente che in corea del sud,
    > non solo hanno rimosso tale obbligo per i motivi
    > citati nell'articolo, ma anche per il fatto che
    > il cyber crimine faceva incetta di dati in
    > maniera
    > semplice.


    Questo lo fanno in ogni caso anche con i nostri account nostrani.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: Sg@bbio
    > > Le solite storie di governi e editori frignoni.
    >
    > Pi˙ che frignoni io li definirei poco democratici


    Si parla di Cina e Corea, la democrazia, in questi paesi, è una bestemmia.
    non+autenticato
  • Si parla di Corea del sud, non Corea del nord.
    non+autenticato