UE, automobili fermate da remoto?

Le autorità sono al lavoro per sviluppare un meccanismo in grado di arrestare all'istante i veicoli sospetti eliminando il pericolo di incidenti dovuti agli inseguimenti. Ma dove mettiamo la privacy?

Roma - Un dispositivo da integrare in ogni automobile che viaggia sulle strade europee per bloccare all'istante i veicoli sospetti da remoto. Sembra il retroscena che pone fine alla fuga dei banditi in un film hollywoodiano, in realtà è una delle soluzioni che l'Unione Europea sta analizzando per agevolare il compito della polizia ed evitare pericolosi inseguimenti.

A metà strada tra il bizzarro e l'inquietante, la proposta è finita sul tavolo dei tecnici UE e rientra nel programma European Network of Law Enforcement Technology Services, che mira a modellare e ottimizzare strumenti a favore dei corpi di polizia a livello continentale, a sua volta gestito dallo Standing Committee on Operational Cooperation on Internal Security, organo dedito a favorire la coordinazione degli stati membri in tema di sicurezza.
Allo studio c'è un meccanismo in grado di intervenire sull'immissione di benzina, interrompendone il flusso e spegnendo il sistema di iniezione per arrestare la macchina in tutta sicurezza. Ma anche con estrema facilità, poiché per attivare il dispositivo basterà pigiare un pulsante su un computer guidato direttamente dalla stazione di polizia.

Le segrete mosse dei tecnici assoldati dall'UE sono state rivelate da StateWatch, organizzazione per il sostegno delle libertà civili che monitora i movimenti della polizia nei confini europei, e riprese dai media britannici, che hanno prontamente segnalato alcuni lati oscuri della vicenda. A prescindere dallo sviluppo dell'apparecchio - al momento solo in fase embrionale, tanto che l'eventuale debutto sul mercato non è ipotizzabile prima del 2020 - i dirigenti UE e la polizia dovranno essere molto convincenti per coniugare l'utilizzo del dispositivo con il rispetto delle libertà individuali e della privacy dei cittadini. Senza contare i rischi insiti in sistemi di controllo hi-tech che già si sono rivelati pericolosi.
Ampliando il raggio d'azione, la soluzione non è la prima studiata per bloccare le automobili, anzi segue tentativi illustri come quello messo a punto da Renault, artefice di un meccanismo che di fatto può obbligare a utilizzare il veicolo in un determinato modo (cioè come ha deciso la casa), pena il blocco automatico della stessa.

Alessio Caprodossi
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