Luca Annunziata

Camion robotici per l'Esercito USA

Le forze armate statunitensi testano veicoli senza pilota da impiegare nei teatri di guerra. L'obiettivo č di ridurre al minimo i rischi per i soldati impegnati nei trasferimenti di routine

Roma - Lockheed Martin ha annunciato a mezzo comunicato stampa di aver completato con successo il test di una tecnologia di automazione per la guida dei veicoli militari da trasporto, verificandone l'efficacia in spazi aperti e in più complessi scenari urbani. L'esercitazione si è svolta in Texas alla presenza e in collaborazione con i rappresentanti di Marines e US Army, con il preciso scopo di accertare il livello di perfezionamento raggiunto dal prodotto in vista di un suo futuro impiego attivo. Tutto è andato secondo i piani, stando al fornitore della difesa statunitense, e dunque il progetto Autonomous Mobility Appliqué System (AMAS) andrà avanti.



L'azienda aveva ricevuto un primo finanziamento da 11 milioni di dollari nel 2012, allo scopo di realizzare una piattaforma tecnologica a basso costo da integrare sui veicoli militari di ordinanza e dotarli della capacità di viaggiare in convoglio senza pilota. In altre parole, si tratta di eliminare il fattore umano dalle spedizioni di scorte e vettovagliamenti, ovvero tutte le operazioni che potrebbero fare a meno della presenza dei soldati evitando di esporli ad attacchi. Non è infrequente, come insegna la cronaca dei conflitti iraqueni e afghani, che attentatori suicidi si lancino contro la fila di veicoli militari allo scopo di fare danni e possibilmente vittime tra autisti e passeggeri: la perdita di un camion senza pilota comporterebbe unicamente la perdita del carico (a meno di eventuale recupero), senza dover essere costretti a pagare un prezzo in vite umane.
L'esperimento di Fort Hood ha dimostrato la capacità delle motrici M915 e di almeno un altro veicolo da trasporto di muoversi in contesti urbani, con altri veicoli fermi o in movimento, incroci, pedoni che attraversano la strada, senza collisioni e rispettando la distanza tra i componenti del convoglio: è dunque fattibile l'idea di gestire il rifornimento delle truppe con dei camion senza pilota, controllati a distanza dai soldati ma che si spostano da soli secondo un percorso fissato. Un'idea simile a quella delle auto senza pilota di Google: sul tetto della vettura viene installato un sensore LIDAR a laser, una coppia di GPS con del software particolare che elabora le informazioni, il tutto racchiuso in un kit facilmente adattabile (come dimostra l'esperimento texano) a diverse tipologie di mezzo. A bordo c'è anche una sorta di intelligenza artificiale che interviene per coordinare i movimenti dei diversi veicoli, in comunicazione tra loro per scambiarsi informazioni.

La speranza di Esercito e Marines è di poter adottare questo tipo di tecnologie sul campo di battaglia nel futuro prossimo. Alcuni tentativi in tal senso sono stati fatti anche sul campo in Afghanistan, anche se è presto per parlare di adozione su larga scala.

Luca Annunziata
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