Caso Vividown, finalmente la Cassazione

di G.M. Riccio - Le motivazioni della Suprema Corte: oltre sette anni per leggere quello che si sapeva già. Il caso si sarebbe potuto archiviare anni fa, senza danno per l'immagine dell'Italia

Caso Vividown, finalmente la CassazioneRoma - Nessuna nuova, buona nuova? Forse vale più un vecchio proverbio delle tante parole che potrebbero essere spese sulle motivazioni della sentenza della Cassazione relativa al caso Vividown. Sarebbe, tuttavia, ingeneroso ritenere che la Suprema Corte nulla abbia aggiunto al dibattito in corso e alle precedenti pronunce del Tribunale, prima, e, successivamente, della Corte d'Appello milanese. Anzi, sembra quasi che ogni giudice abbia aggiunto un tassello, sino ad arrivare, oggi, ad una decisione corretta.

È comunque una sentenza che lascia l'amaro in bocca: a tali conclusioni si sarebbe potuto arrivare anni fa, evitando lungaggini processuali che, in un processo a forte impatto mediatico, gettano un'ulteriore ombra sul sistema giudiziario italiano. Ombre che, l'ho detto già in altra occasione, influenzano negativamente i potenziali investitori stranieri, spaventati dalle troppe incertezze della Giustizia.

Da un punto di vista giuridico, meritano di essere segnalati alcuni punti.
Innanzi tutto, la Cassazione qualifica Google Video come un fornitore di hosting. Una affermazione condivisibile, che rimarca la prevalenza del ruolo di intermediazione svolto dalla piattaforma sulla proprietà dei server. In altre parole, Google è comunque un host provider, poiché svolge un ruolo di mera intermediazione tecnica, anche se proprietaria della piattaforma.

Ma il passaggio probabilmente più interessante è quello che riguarda la privacy e l'obbligo di fornire l'informativa agli utenti. La decisione ribadisce chiaramente che non "sussiste in capo al provider alcun obbligo sanzionato penalmente di informare il soggetto che ha immesso i dati dell'esistenza e della necessità di fare applicazione della normativa relativa al trattamento dei dati stessi". Un misunderstanding che, per quanto possa apparire evidente, aveva sviato la decisione di primo grado e aveva portato alla condanna dei manager di Google.

La Cassazione precisa, inoltre, che Google non è titolare del trattamento. Questa figura è delineata dal Codice della privacy come il soggetto cui competono "le decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati". Nel caso di specie, nulla di tutto questo: l'host provider memorizza i video, ma non sceglie il modo in cui i dati personali inclusi nei video debbano essere utilizzati, né per quali finalità. A sostegno della propria soluzione, la sentenza cita sia i pareri del Gruppo Articolo 29, che raccoglie i rappresentanti dei Garanti europei, sia le conclusioni dell'Avvocato Generale della Corte di Giustizia relative al caso che ha visto confrontarsi l'Autorità Garante Spagnola e Google. Probabilmente, sarebbe stato sufficiente che il giudice di primo grado si fosse uniformato a tali autorevoli posizioni per scongiurare la condanna di Google.

La sentenza, deludendo forse le aspettative di molti, non dice nulla che non fosse già chiaro alla maggior parte dei giuristi che si occupano di queste tematiche.

Un vecchio brocardo latino diceva: in claris non fit interpretatio. Dove tutto è chiaro, non servono sforzi ermeneutici. Una massima talvolta dimenticata da alcuni giudici che, travolti dal fascino delle novità di Internet, preferiscono percorrere ipotesi ricostruttive articolate (e purtroppo infondate), abbandonando strade semplici e note.

Prof. Giovanni Maria Riccio
Professore associato di Diritto comparato, Università di Salerno, e avvocato dello Studio Legale e-Lex
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17 Commenti alla Notizia Caso Vividown, finalmente la Cassazione
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  • - Scritto da: Leguleio

    > Mavà?!?!
    > Benvenuto in Italia: terra di Di Pietri, di
    > Grassi, di Ingroii e di De
    > Magistribus.                                                                                
    Ma come qui in questa terra persino i legulei emettono "sentenze" da "espiare"                
                                                                                                    
    "Assolutamente sì. E ripeto per la millesima volta: certe cose è meglio saperle                
    prima che dopo. Perché dopo, a giochi conclusi, tu puoi fare il diavolo a quattro,                                                                                                            
    scrivere millemila commenti su PI, manifestare davanti al tribunale... è tutto                
    inutile. La legge ti ha condannato, tu devi espiare."

    La prova?
    Qui:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3666664&m=366...
    non+autenticato
  • E' tutta una buffonata.
    non+autenticato
  • In giudice in Italia può muoversi come una scheggia impazzita tanto nessuno potrà mai dirgli nulla, salvo che non si pestino i piedi tra di loro.

    Quindi perché stupirsi di questa sceneggiata?

    Nel frattempo ci siamo beccati due procedure d'infrazione da parte dell'UE per la mancanza di norme che stabiliscano un principio di responsabilità del giudice, ma un'intera area politica non può muoversi perché è psicologicamente succube del concetto di "magistratura inviolabile".

    Chissà quando si prenderà coscienza che un giudice è un lavoratore che deve sottostare a delle regole precise sia di discrezionalità sia di produttività, e non un dio in terra.

    Da quel giorno non ci saranno più casi Vividown.
    non+autenticato
  • > Nel frattempo ci siamo beccati due procedure
    > d'infrazione da parte dell'UE per la mancanza di
    > norme che stabiliscano un principio di
    > responsabilità del giudice,

    Specifichiamo che si tratta solo di diritto comunitario, l'unico nel quale la Commissione UE ha competenza.
    Se, per dire, si introducesse la responsabilità civile dei giudici solo per le cause di diritto comunitario, ma non per quelle penali e civili interne, che sono la stragrande maggioranza, la Commissione Ue sarebbe soddisfatta, ma per il cittadino italiano non cambierebbe granché. A meno che si trovi spesso invischiato in cause di diritto comunitario.


    > ma un'intera area
    > politica non può muoversi perché è
    > psicologicamente succube del concetto di
    > "magistratura
    > inviolabile".

    Dal 1994 è succube del principio "i nemici del mio nemico sono miei amici".A bocca storta
    Il dibattito è avvelenato alla fonte.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Nel frattempo ci siamo beccati due procedure
    > > d'infrazione da parte dell'UE per la
    > mancanza
    > di
    > > norme che stabiliscano un principio di
    > > responsabilità del giudice,
    >
    > Specifichiamo che si tratta solo di diritto
    > comunitario, l'unico nel quale la Commissione UE
    > ha
    > competenza.
    > Se, per dire, si introducesse la responsabilità
    > civile dei giudici solo per le cause di diritto
    > comunitario, ma non per quelle penali e civili
    > interne, che sono la stragrande maggioranza, la
    > Commissione Ue sarebbe soddisfatta, ma per il
    > cittadino italiano non cambierebbe granché. A
    > meno che si trovi spesso invischiato in cause di
    > diritto
    > comunitario.
    >
    >
    > > ma un'intera area
    > > politica non può muoversi perché è
    > > psicologicamente succube del concetto di
    > > "magistratura
    > > inviolabile".
    >
    > Dal 1994 è succube del principio "i nemici del
    > mio nemico sono miei amici".
    >A bocca storta
    > Il dibattito è avvelenato alla fonte.
    hai bisogno di una aggiustata del calendario "alla fonte":

    http://it.wikipedia.org/wiki/procedimenti_giudizia...

    Il 12 novembre 1979 Silvio Berlusconi riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza
    nella sede dell'"Edilnord Cantieri Residenziali" s.a.s ecc. ecc.

    secondo te (alla fonte) viene prima il 1994 o il 1979?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Nel frattempo ci siamo beccati due procedure
    > > d'infrazione da parte dell'UE per la
    > mancanza
    > di
    > > norme che stabiliscano un principio di
    > > responsabilità del giudice,
    >
    > Specifichiamo che si tratta solo di diritto
    > comunitario, l'unico nel quale la Commissione UE
    > ha
    > competenza.
    > Se, per dire, si introducesse la responsabilità
    > civile dei giudici solo per le cause di diritto
    > comunitario, ma non per quelle penali e civili
    > interne, che sono la stragrande maggioranza, la
    > Commissione Ue sarebbe soddisfatta, ma per il
    > cittadino italiano non cambierebbe granché. A
    > meno che si trovi spesso invischiato in cause di
    > diritto
    > comunitario.
    >
    >
    > > ma un'intera area
    > > politica non può muoversi perché è
    > > psicologicamente succube del concetto di
    > > "magistratura
    > > inviolabile".
    >
    > Dal 1994 è succube del principio "i nemici del
    > mio nemico sono miei amici".
    >A bocca storta
    > Il dibattito è avvelenato alla fonte.
    hai bisogno di una aggiustata del calendario "alla fonte":

    http://it.wikipedia.org/wiki/procedimenti_giudizia...

    Il 12 novembre 1979 Silvio Berlusconi riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza
    nella sede dell'"Edilnord Cantieri Residenziali" s.a.s ecc. ecc.

    secondo te (alla fonte) viene prima il 1994 o il 1979?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > In giudice in Italia può muoversi come una
    > scheggia impazzita tanto nessuno potrà mai
    > dirgli nulla, salvo che non si pestino i
    > piedi tra di loro.

    > Quindi perché stupirsi di questa sceneggiata ?

    > Nel frattempo ci siamo beccati due procedure
    > d'infrazione da parte dell'UE per la mancanza
    > di norme che stabiliscano un principio di
    > responsabilità del giudice, ma un'intera area
    > politica non può muoversi perché è
    > psicologicamente succube del concetto di
    > "magistratura inviolabile".

    > Chissà quando si prenderà coscienza che un
    > giudice è un lavoratore che deve sottostare
    > a delle regole precise sia di discrezionalità
    > sia di produttività, e non un dio in terra.

    > Da quel giorno non ci saranno più casi Vividown.

    Ma questo devono stabilirlo i legislatori, non i giudici.
    krane
    22544
  • nessuna rimostranza verso il legislatore? ... che produce cataste di norme non di rado oscure e contradittorie, spesso traviate dai lobbisti o da pruriti formali/clericali/'estetici'/ecc ma contrari al buon senso e raramente applicate (salvo per quello jellato che vi incappa per l'incaponimento di qualcuno)..... lasciando torme di avvocati liberi di far causa su ogni scemenza ,senza pagarne mai il fio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > nessuna rimostranza verso il legislatore? ... che
    > produce cataste di norme non di rado oscure e
    > contradittorie, spesso traviate dai lobbisti o da
    > pruriti formali/clericali/'estetici'/ecc ma
    > contrari al buon senso e raramente applicate
    > (salvo per quello jellato che vi incappa per
    > l'incaponimento di qualcuno)..... lasciando torme
    > di avvocati liberi di far causa su ogni scemenza
    > ,senza pagarne mai il fio?

    Che c'entra il legislatore? La legge, per come è fatta, è stata interpretata correttamente dal secondo grado e dalla cassazione. Casomai questo processo neppure doveva cominciare, quindi se c'è da dare una colpa, oltre al giudice di primo grado che non capisce una cippa, io guarderei al PM che non è, come in altri posti, una pubblica accusa, nel senso che non deve perseguire un imputato ad ogni costo, ma deve cercare di far rispettare le leggi. Sarebbe bastato che dicesse a Vividown che questa cosa non stava né in cielo né in terra, ma tant'è, evidentemente anche a qualcuno di loro piacciono i titoloni sui giornali...
  • > quindi se c'è
    > da dare una colpa, oltre al giudice di primo
    > grado che non capisce una cippa, io guarderei al
    > PM che non è, come in altri posti, una pubblica
    > accusa, nel senso che non deve perseguire un
    > imputato ad ogni costo, ma deve cercare di far
    > rispettare le leggi.

    Questa distinzione è talmente sottile che non la capisco, me la devi spiegare.Sorride
    Come fa un PM a far rispettare la legge... senza accusare un individuo preciso di averla trasgredita?


    > Sarebbe bastato che dicesse
    > a Vividown che questa cosa non stava né in cielo
    > né in terra,

    Inizialmente le querele per diffamazione furono due: da parte del padre del ragazzo vittima dei bulli, e da parte dell'associazione Vivi Down. Il padre del ragazzo la ritirò poco dopo.
    Anche se la causa è passata alla storia con quel nome, l'associazione Vivi Down c'entra ben poco: non solo la questione diffamazione venne dichiarata infondata dal giudice monocratico, ma l'iniziativa di procedere per violazione della legge sulla privacy, che è stata la parte più rumorosa della vicenda, venne presa dai due pubblico ministeri, Robledo e Cajani.

    Qui un'intervista appena dopo la sentenza di I grado:
    http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_06/mucch...


    > ma tant'è, evidentemente anche a
    > qualcuno di loro piacciono i titoloni sui
    > giornali...

    Mavà?!?!
    Benvenuto in Italia: terra di Di Pietri, di Grassi, di Ingroii e di De Magistribus.
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    Modificato dall' autore il 07 febbraio 2014 02.10
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  • che era oltremodo chiaro sin dal primo momento, o la follia censoria mi taglierà anche stavolta?
  • Dipende dal grado di foga fecalmasturbatoria del T1000.
    non+autenticato
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