Claudio Tamburrino

Istat, la magra figura dell'Italia in Rete

Due italiani su tre preferiscono ancora il cartaceo per consultare le notizie. Ma d'altronde solo poco più della metà dei cittadini del Belpaese è abituato a connettersi giornalmente

Istat, la magra figura dell'Italia in ReteRoma - La sesta edizione del Rapporto Istat "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo" scatta una fotografia sulle abitudini italiane legate anche al digitale.

I numeri non sorprendono, ma chiariscono un quadro già in parte noto: vi sono ostacoli sulla strada della diffusione di Internet. Anche se qualche passo avanti si è fatto.

Per quanto riguarda giornali online, riviste e in generale notizie consultate direttamente sul Web, per esempio, i fruitori sono solo il 32,3 per cento degli italiani: pochi, anche se in notevole crescita rispetto all'11 per cento del 2005 e un più 7,7 per cento rispetto all'anno scorso.
La diffusione dell'abitudine alla consultazione online è maggiore al Nord-est del paese (37,6 per cento), mentre nel Mezzogiorno la quota di popolazione che legge online scende addirittura al 27,1 per cento.
Così, l'Italia si colloca ancora una volta sotto la media europea e come fanalino di coda insieme alla Polonia: il valore medio registrato per i cittadini dei 27 Paesi dell'UE relativamente alla consultazione di notizie online è pari al 45 per cento.

D'altra parte, l'Italia è in generale indietro per l'utilizzo di Internet: a parte picchi tra i più giovani (9 giovani su 10 tra i 15 e i 24 anni), in media si connette il 54,8 per cento della popolazione. Questo numero, pur rappresentando una crescita di oltre 27 punti percentuali rispetto al 2001, non regge il confronto con le cifre internazionali: in Europa si è connessa almeno una volta a settimana negli ultimi 3 mesi il 70 per cento della popolazione (con picchi del 90 per cento in Svezia, Paesi Bassi e Lussemburgo).

L'arretratezza delle connessioni è solo una delle cause: in Italia il 55 per cento delle famiglie con almeno un componente tra i 16 ed i 74 anni utilizza banda larga, mentre tale percentuale arriva nella media europea al 73 per cento: solo Bulgaria, Grecia e Romania riescono a fare peggio.

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Claudio Tamburrino
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18 Commenti alla Notizia Istat, la magra figura dell'Italia in Rete
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  • Come fa Internet a diffondersi se costa almeno 30 euro al mese?
    Come fanno le altre compagnie telefoniche a fornire l'ADSL a basso prezzo se devono pagare l'obolo a Telecom?
    Liberalizziamo il mercato delle telecomunicazioni e vediamo che succede.
    non+autenticato
  • > Liberalizziamo il mercato delle telecomunicazioni
    > e vediamo che
    > succede.

    Cosa vuoi che succeda? Esattamente quello che è successo con la liberalizzazione dei fornitori di telefonia mobile. Tassa sulle ricariche, abolita solo dopo anni, e operatori come Bip mobile, che piantano in asso i loro clienti.
  • Beh, queste cose sono inevitabili quando c'è il libero mercato. Però, perlomeno, c'è la possibilità di scegliere. E poi, in teoria, dovrebbe essere un settore già liberalizzato.
    non+autenticato
  • > Beh, queste cose sono inevitabili quando c'è il
    > libero mercato. Però, perlomeno, c'è la
    > possibilità di scegliere. E poi, in teoria,
    > dovrebbe essere un settore già
    > liberalizzato.

    Le nazioni in cui la rete fisica, intesa come cavi di connessione, è liberalizzata sono molto poche. Una di questa è la Gran Bretagna: fin dagli anni Ottanta ogni compagnia telefonica aveva cavi indipendenti che salivano negli appartamenti degli abbonati indipendentemente da quelli della concorrenza: nessun dazio da pagare alla Sip locale (oggi Telecom Italia).

    Negli altri Paesi si risolve questa dipendenza dall'infrastruttura fisica in diversi modi. Ben pochi propongono di costruirsi ognuno la propria rete nazionale.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Beh, queste cose sono inevitabili quando c'è
    > il
    > > libero mercato. Però, perlomeno, c'è la
    > > possibilità di scegliere. E poi, in teoria,
    > > dovrebbe essere un settore già
    > > liberalizzato.
    >
    > Le nazioni in cui la rete fisica, intesa come
    > cavi di connessione, è liberalizzata sono molto
    > poche. Una di questa è la Gran Bretagna: fin
    > dagli anni Ottanta ogni compagnia telefonica
    > aveva cavi indipendenti che salivano negli
    > appartamenti degli abbonati indipendentemente da
    > quelli della concorrenza: nessun dazio da pagare
    > alla Sip locale (oggi Telecom
    > Italia).
    >
    > Negli altri Paesi si risolve questa dipendenza
    > dall'infrastruttura fisica in diversi modi. Ben
    > pochi propongono di costruirsi ognuno la propria
    > rete
    > nazionale.

    Mi sembri preparato su queste cose. Sai il motivo per cui in Francia l'ADSL costa 5 euro al mese e da noi tra i 30 ed i 40?
    non+autenticato
  • > > > Beh, queste cose sono inevitabili quando
    > c'è
    > > il
    > > > libero mercato. Però, perlomeno, c'è la
    > > > possibilità di scegliere. E poi, in teoria,
    > > > dovrebbe essere un settore già
    > > > liberalizzato.
    > >
    > > Le nazioni in cui la rete fisica, intesa come
    > > cavi di connessione, è liberalizzata sono molto
    > > poche. Una di questa è la Gran Bretagna: fin
    > > dagli anni Ottanta ogni compagnia telefonica
    > > aveva cavi indipendenti che salivano negli
    > > appartamenti degli abbonati indipendentemente da
    > > quelli della concorrenza: nessun dazio da pagare
    > > alla Sip locale (oggi Telecom
    > > Italia).
    > >
    > > Negli altri Paesi si risolve questa dipendenza
    > > dall'infrastruttura fisica in diversi modi. Ben
    > > pochi propongono di costruirsi ognuno la propria
    > > rete
    > > nazionale.
    >
    > Mi sembri preparato su queste cose. Sai il motivo
    > per cui in Francia l'ADSL costa 5 euro al mese e
    > da noi tra i 30 ed i
    > 40?

    No. Probabilmente riuscirei a saperlo mettendo a confronto le due situazioni ed esamninadole, ma non ne ho voglia e la cosa non mi tocca. Non sto né in Italia né in Francia.

    Da questo grafico, pare che l'Italia quanto a prezzi non sia messa così male:

    http://point-topic.com/free-analysis/broadband-tar.../

    Se tu abitassi in Bolivia, che cosa diresti, allora?
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > > Beh, queste cose sono inevitabili
    > quando
    > > c'è
    > > > il
    > > > > libero mercato. Però, perlomeno,
    > c'è
    > la
    > > > > possibilità di scegliere. E poi,
    > in
    > teoria,
    > > > > dovrebbe essere un settore già
    > > > > liberalizzato.
    > > >
    > > > Le nazioni in cui la rete fisica,
    > intesa
    > come
    > > > cavi di connessione, è liberalizzata
    > sono
    > molto
    > > > poche. Una di questa è la Gran
    > Bretagna:
    > fin
    > > > dagli anni Ottanta ogni compagnia
    > telefonica
    > > > aveva cavi indipendenti che salivano
    > negli
    > > > appartamenti degli abbonati
    > indipendentemente
    > da
    > > > quelli della concorrenza: nessun dazio
    > da
    > pagare
    > > > alla Sip locale (oggi Telecom
    > > > Italia).
    > > >
    > > > Negli altri Paesi si risolve questa
    > dipendenza
    > > > dall'infrastruttura fisica in diversi
    > modi.
    > Ben
    > > > pochi propongono di costruirsi ognuno
    > la
    > propria
    > > > rete
    > > > nazionale.
    > >
    > > Mi sembri preparato su queste cose. Sai il
    > motivo
    > > per cui in Francia l'ADSL costa 5 euro al
    > mese
    > e
    > > da noi tra i 30 ed i
    > > 40?
    >
    > No. Probabilmente riuscirei a saperlo mettendo a
    > confronto le due situazioni ed esamninadole, ma
    > non ne ho voglia e la cosa non mi tocca. Non sto
    > né in Italia né in Francia.
    >
    >
    > Da questo grafico, pare che l'Italia quanto a
    > prezzi non sia messa così
    > male:
    >
    > http://point-topic.com/free-analysis/broadband-tar
    >
    > Se tu abitassi in Bolivia, che cosa diresti,
    > allora?

    Se abitassi in Bolivia, emigrerei in ItaliaA bocca aperta
    Scherzi a parte, il prezzo in Italia è buono, anche se ci vorrebbe un rapporto costo/pil pro capite. Grazie per il link!Sorride
    non+autenticato
  • Qui su pi tempo fa avevano fatto una notizia a proposito di questo, se non ricordo male. Il problema in italia non sono nè il costo dell'adsl nè la potenza di essa. Il problema è il rapporto che c'è tra loro.

    In Svezia paghi tanto e ricevi tanto, in italia paghi medio alto e ricevi medio basso, con diversi picchi e casi specifici. Ho provato ad avere adsl 20MB fastweb e a ricevere una connessione effettiva ridicola anche paragonata ad alice 7MB.
  • Si si, come quello del latte artificiale per i lattanti con la sfortuna della madre che non ha latte.

    Io per il mio bimbo ho fatto scorta in Inghilterra dove costa 1/4.
    Su 18kg di latte ho risparmiato 500 euro. Anche perché il mio è intollerante al lattosio, ed ho dovuto procurarmi quello a base di soia che costa il doppio qua in Italia.
    iRoby
    6428
  • ..buona parte degli italiani, che ha una certa età, ricordiamolo, non conosce o trova servizi che motivino la spesa aggiuntiva del'adsl. In parte è vero ed in parte è frutto di ignoranza, e comunque se gli serve un particolare servizio, possono sempre chiedere al figlio, al nipote o al cugino.
    Quanto alla frequenza quotidiana in rete, vanno considerati quelli che hanno staccata o mai attivata la linea fissa ed usano abbonamenti di telefonia, "castrati" da quantitativi limitati di GB, così come facile immaginare come sia stato risposto ai questionari "lei ha attivato un servizio internet?" "sì, sul cellulare" "lo usa tutti i giorni?" "no, non tutti i giorni"..magari dimenticando di dire che usa quello di casa che però magari è intestato al capofamiglia. E così via.
    Le vere analisi degli italiani le fai solo a "dispetto" degli italiani
    non+autenticato
  • di solito infatti i sondaggi vengono fatti considerando questi aspetti..non sono mica domandine alla 'buongiorno wind posso farle un paio di domande?'
    non+autenticato
  • - Scritto da: mattteo
    > di solito infatti i sondaggi vengono fatti
    > considerando questi aspetti..non sono mica
    > domandine alla 'buongiorno wind posso farle un
    > paio di
    > domande?'

    Mi è capitato di fare (subire) dei sondaggi, e i sondaggi sono a domanda secca, quindi i risultati sono ovviamente non rappresentativi
    non+autenticato
  • Non mi torna, ci deve essere qualche anomalia nella raccolta dati (sondaggio fatto all'uscita dall'edicola o cose del genere).

    Perchè obiettivamente le edicole sono in via di estinzione ed i giornali cartacei contano sempre meno copie vendute.
  • > Non mi torna, ci deve essere qualche anomalia
    > nella raccolta dati (sondaggio fatto all'uscita
    > dall'edicola o cose del
    > genere).
    >
    > Perchè obiettivamente le edicole sono in via di
    > estinzione ed i giornali cartacei contano sempre
    > meno copie
    > vendute.

    Quotidiani gratuiti. Esistono ancora, malgrado siano un crisi pure quelli.

    Una cosa che l'articolo dimentica di dire, e che l'ISTAT forse dà per scontata, essendo arcinota, è che una buona parte della popolazione italiana non legge proprio. Non dico giornali e riviste: nulla. Quel poco che sanno del mondo al di fuori del loro quartiere gli è giunto tramite la tv o la radio che sentono in auto.
    Triste, ma è così. Inutile fare un'istantanea falsata del popolo italiano.A bocca storta
  • - Scritto da: Leguleio

    > Una cosa che l'articolo dimentica di dire, e che
    > l'ISTAT forse dà per scontata, essendo arcinota,
    > è che una buona parte della popolazione italiana
    > non legge proprio. Non dico giornali e riviste:
    > nulla. Quel poco che sanno del mondo al di fuori
    > del loro quartiere gli è giunto tramite la tv o
    > la radio che sentono in auto.

    Perché leggere una notizia se puoi ascoltarla?
    non+autenticato
  • - Scritto da: italiano statico
    > - Scritto da: Leguleio
    >
    > > Una cosa che l'articolo dimentica di dire, e che
    > > l'ISTAT forse dà per scontata, essendo arcinota,
    > > è che una buona parte della popolazione italiana
    > > non legge proprio. Non dico giornali e riviste:
    > > nulla. Quel poco che sanno del mondo al di fuori
    > > del loro quartiere gli è giunto tramite la tv o
    > > la radio che sentono in auto.
    >
    > Perché leggere una notizia se puoi ascoltarla?

    Posso ascoltarla se me la dice Enzo Biagi, ma se me la racconta Minzolini preferisco leggere ed approfondire sul Web.
    non+autenticato
  • Fotografia dei miei suoceri...

    Ma anche mia madre e mio fratello.

    A casa mia per ora non ho TV (in assistenza guasta). Mi madre e mio fratello sono venuti a trovarmi, mi hanno stressato per la mancanza della TV.

    Gli ho preso dei libri di spiritualismo e shiamanesimo, alimentazione vegana e biologia della nutrizione (scritti da biologi e ricercatori come la Dr.ssa Luciana Baroni, il Prf. Leonardo Pinelli, ecc.).
    Li stanno divorando, per il materiale interessante che c'è e le cose che non avrebbero mai immaginato.

    La volta scorsa gli avevo dato quello di Mauro Biglino (una specie di Edward Snowden delle Ed. San Paolo) su cosa c'è realmente nei libri in ebraico da cui derivano le nostre bibbie. Da allora mia madre non va più in chiesa, e quando Padre Pietro il parroco che conosce da una vita e sempre assetato di offerte, è venuto a chiedergli perché, lei gli ha risposto a modo che lo ha lasciato secco!
    iRoby
    6428
  • - Scritto da: iRoby

    > La volta scorsa gli avevo dato quello di Mauro
    > Biglino (una specie di Edward Snowden delle Ed.
    > San Paolo) su cosa c'è realmente nei libri in
    > ebraico da cui derivano le nostre bibbie.

    Deluso Questo proprio mi mancava Sorpresa

    E pensare che credevo di averne lette di ogni !
    A me una libreria !

    Ah, grazie iRoby.
    krane
    22544